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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 aprile 2017 alle ore 19:38
    Potendo

    Potendo 
    me ne andrei via di qua
    lasciando radici 
    a vacillare

    Via, da questo sporco di nome mondo
    nei fatti troppo immondo
    oramai non più casa 
    per niente e per nessuno

    Se ne andrebbero potendo
    pure alberi e fringuelli
    e le vacche belle grasse 
    insieme a quelle tutte ossa

    Potendo anche i nani pacchiani
    dei giardini imborghesiti, via!
    A braccetto con gli altissimi ideali 
    di umiltà e sostanza

    E, sempre potendo
    se ne andrebbero persino i cari estinti
    ché non c'è pace mai
    neppure a star di sotto

    Sì, potendo me ne andrei via di qua
    lasciando radici a vacillare
    e come nulla fossi 
    vagherei per galassie

    in cerca di asterischi
    che sappiano spiegarmi perché 
    questo mondo giri sempre più al largo
    anche solo dall'ombra d'iddio.

  • 14 aprile 2017 alle ore 19:14

    Non una di quelle che il suo dolore lo manifesta al mondo. Amo, odio, piango, rido, non importa... Ogni cosa la condivido solo con chi decido io. Non sono fredda e nemmeno mielosa. Non sono un genio, ma nemmeno una stupida. Non sono una "Prima della classe", ma nemmeno l'asino della scuola. State calmi e rilassati. Paragonatevi pure, giudicatemi pure, sminuitemi pure, non importa. Riempitemi di storie che non mi appartengono, di colpe che non ho e di mille volti falsi, non fa niente. Credetemi con la mia anima e con la mia coscienza sono io a farci i conti ogni singolo giorno e vi posso assicurare che mi posso permettere di camminare a testa alta... Sempre! Voi?!

  • 14 aprile 2017 alle ore 12:08
    Mi manchi

    Mi manchi, così all'improvviso.
    Come se avessi perso un pezzo di me.
    C'è un vuoto che non riesco a colmare, una voragine.
    Mi manchi nei momenti in cui non dovresti.
    Nei lunghi silenzi.
    In quelle parole così colme d'amore.
    Nel calore della tua mano.
    Nella scintilla dei tuoi occhi.
    Nella curva del tuo sorriso.
    In un pensiero improvviso.
    In un gesto inatteso.
    Tu, che hai riempito la mia vita,
    adesso mi manchi...

  • 13 aprile 2017 alle ore 15:12
    con gergo sregolato

    con gergo sregolato
    da trattenute aferesi di pianto
    rigurgito un dettaglio ...
    per tacitare effluvi di carezze
    abbarbicate agli embrici dell'anima

  • 13 aprile 2017 alle ore 14:24
    Da oggi cambierò

    Ho deciso, da oggi cambierò
    farò il contrario di quello che sento.
    Mi piacerà una donna?
    Le dirò che fa schifo.
    Mi sarà indifferente?
    Inizierò le danze
    e quando l'avrò in pugno
    la getterò alla ortiche.
    Se ti mando all'inferno
    vuol dire che ti amo
    se ti prendo la mano
    tu dovrai stare attenta
    ché starò per esplodere.

    Ho deciso, da oggi cambierò
    violenterò emozioni e se avrò fame
    vagherò nel deserto
    se voglia di sentirti
    spegnerò la tua luce
    se avrò voglia di amarti
    praticherò ferocia
    se vorrò possederti
    che castità mi sazi!
    Se cercherò ancora un senso
    me ne starò qui nel nulla
    ad osservare muto
    come saetta il mondo.
     

  • 13 aprile 2017 alle ore 13:22

    A tutti quelli che anche con il cuore a pezzi non si arrendono, a quelli che hanno visto più notti buie che giorni splendidi, a tutti quelli che sanno cosa significa "Correre" per non fermarsi, che possa arrivare il mio abbraccio. A voi che come me, della vita ne fate comunque tesoro prezioso anche quando prova ad affondarvi. A voi che non ricambiate il male ricevuto, ma curate con le vostre lacrime le ferite, si.... A voi io mando il mio abbraccio. Che possa scaldarvi il cuore e donarvi nei momenti peggiori quella forza che viene a mancare.

  • 13 aprile 2017 alle ore 12:46
    Caro agli dei ( primo frammento )

    Guardo le foto
    abbandonate sul divano, la corazza
    scintillante ora 
    inutile
    sul letto.
    Ricordo che sei uscito, la porta
    ancora aperta
    dietro di te.
    I miei capelli rimasti appesi
    come ragni ai tuoi 
    vestiti nuovi.

    Poesia tra le finaliste al concorso "FIRENZE LIBRO APERTO"

  • 13 aprile 2017 alle ore 12:05
    Sicurezza

    Non uscire,
    resta in casa!
    Stai con noi
    di Tele Rinco,

    selezione d'orrori, poi 
    cosce e culi.

    Ipnosi da pixel e
    applauso di monchi.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:59
    Viaggio in Paradiso

    Nera la notte,
    tutto inghiotte
    il nero mare

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:57
    Stacco

    Bigio il lavoro
    vado per campi.

    Curioso le rogge
    i nidi sui pioppi.

    Godo il momento
    la vita riprendo.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:55
    Notturno Rosso

    In questa notte d'incanto
    fatta d'aria Rosso rubino
    s'eleva l'essenza nostra
    come fiamma al cielo.

    Passi siamo, di danza lieve
    a sfumar dietro le quinte
    a calar di sipario
    in un mare di stelle.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:51
    Note mattutine

    Nutro l'anima
    di note,

    di fette biscromate
    spalmate di dolcezza
    e un po' di fantasia.

    Pulisce l'aria
    questa musica

    da polveri sottili
    e sottili pregiudizi.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:48
    Pensieri feriali

    Doppiopetto ciarlatano
    confondendo menti e cuori
    me lo punti contro l'ano
    mentre parli di valori.

    Ah, che tu sia maledetto!
    Che tu muoia con dolore,
    come tutti, dentro al letto,
    in un bagno di sudore.

    Ma attenzione, è solo un gioco,
    solo un foglio scritto in rima,
    io, si sa, rido per poco,
    mentre tiro la mia lima...

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:44
    Solo, in mare

    Mare di notte.
    Sotto un manto di stelle
    riflessi di luna.
    Cullato, ascolto.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:41
    Momenti

    Ricordo le tue parole
    di preziosa semplicità
    gli ampi silenzi
    per ascoltare
    le voci della vita.
    Ricordo, Cecco,
    le sere a luglio
    in cima al colle
    ammirando il firmamento
    degustando Bonarda.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:39
    Primo mio fiore

    Fiore dei fiori
    immensamente doloroso
    è il cadere
    dei tuoi petali
    mentre lentamente
    reclini il capo.

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:38
    Zuppa serale estiva

    Remavo nel brodo
    del doppio sapore
    e non ero solo!

    La luna danzava
    guardandomi
    attraverso i densi vapori.

    Danzava e rideva
    riflessa
    nel lago di brodo.

    Danzava e rideva
    e lo faceva

    solo per me!

  • 13 aprile 2017 alle ore 11:34
    Perdite

    Ho rinchiuso il mio dolore
    fra muri di cemento

    ma trasuda,
    lascia chiazze e manda odore.

    Questo, mal sopportano,
    certi condomini, così soli,
    così attaccati

    al telefono dell’amministratore.

    Non sapevo che le macchie di superficie
    potessero turbare così,

    non sapevo di avere macchie.

  • 12 aprile 2017 alle ore 21:05
    In noi poeti tutto è memorabile


    dove i pensieri
    cavalcano il tempo
    regalando
    pezzi di vita alle emozioni
    il cuore
    con i suoi palpiti
    amoreggia con l'anima
    E non potrete mai capire
    nè noi poter spiegare
    il vuoto che circonda
    le avventurose peripezie
    del nostro Essere
    i giochi goliardici della fantasia
    che trasformano l'oscurità in Luce
    Noi ad accettarci
    figli ribelli di questo mondo
    e inviare messaggi
    senza preoccuparci di niente
    E inseguiti dagli spettri degl'insuccessi
    rincorriamo il presente
    col piacere d'aborrire i "professori"
    nella crocefissione della critica
    e nella rassegnazione agl'insulti.

     

  • 12 aprile 2017 alle ore 20:39
    Vivro' sempre nel mondo di dentro

    Mi capita spesso di guardare al passato

    con la malinconia d'un uomo
    orfano di un mondo che non ha più

    E scrivo convinto ogni mio verso

    caricandolo di visionaria fantasia

    nell'intento di farlo divenir padre d'altri versi

    fasci di pensieri a brillare di luce propria

    avvolti in grida di silenzi
    a colmarli d'immensità

    nell'orgoglio d'una freschezza culturale

    che riveli al mondo
    piacevoli sensazioni di futuro

    e racconti ai posteri
    ogni sentire dell'anima
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 12 aprile 2017 alle ore 17:46
    Desolate mappe

    Poi desolate mappe
    da sregolato incidere
    su stele scorticate dal dolore

    cuori di paglia nei frattali
    -le chine- tacitare un patto
    d’estremo limen: leghe su leghe 
    in memoria obliata, dettaglio
    di un remoto bisogno di Pangea.

  • 12 aprile 2017 alle ore 17:36
    Che forma hai?

    Vorrei abbracciarti
    ma non ti riconosco,
    non riesco più
    a trovare le tue forme.
    Eppure ti ricordo,
    vestita in nero
    quando mi rubavi il cuore
    e lo nascondevi 
    tra i tuoi solchi,
    prima di mutare
    la tua veste in argento.
    Era il preludio 
    al tuo dissolverti nel nulla.
    Sento ancora la tua voce
    ma ciò che mi rimane 
    è un misero contatto
    sui motori di ricerca.
    Eppure ti amo ancora.

  • 12 aprile 2017 alle ore 6:30
    La vedi questa luna

    La vedi questa luna
    piena di te stasera?
    Quella che vedo io ...
    un po' velata
    e così bella?
    Avrei voluto la vedeste tutti
    che la vedessi tu
    chiara-mente.
    E il cielo s’imbruniva
    e tu
    mia dolorante
    al buio
    di stelle
    di spazio esausto.

  • 11 aprile 2017 alle ore 20:52
    Verginità ancora intatta

    Mi suggestiono piacevolmente
    in questo mio eterno presente

    e nelle sue metamorfosi generazionali

    nel desiderio di sollecitarne
    le emozioni e la conoscenza

    E mostro tutte le mie bontà
    nelle sofferenze patite

    coltivate nei vivai delle rime

    a ostentare al mondo

    la natura del mio esser solitario
    e delle mie poesie

    E offro il mio estro
    ancora per un nonnulla

    solo qualche spicciolo
    di misera critica

    ammantata di misero amore

    a cantare l'epopea d'un uomo
    che si ribella a se stesso
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 11 aprile 2017 alle ore 20:37
    Stamattina,svagando tra il mio intimismo

    Se mai
    riuscissi ad arrivare al cielo

    vorrei che tu fossi con me

    a godere delle meraviglie della vita
    viste dall'alto

    da un'altra angolazione
    con lo sguardo della contemplazione

    E mi accingo alla grandezza del vivere
    sognando strade d'eremitaggio

    nel nostro cammino fiabesco e misterioso

    tra il cinguettio degli uccelli
    e le suggestioni dell'anima

    E mi aggiro in quei dintorni aspettando l'Ascesa
    .
    cesaremoceo
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