username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 11 febbraio 2017 alle ore 11:29
    Vento

    Vento che scuoti le fronde,
    scompiglia i miei capelli e porta via i pensieri.
    Muovi la gonna tra le mie gambe,
    così che il suo oscillare, dia  più forza per andare avanti.
    Soffia sul mio viso e accarezza le mie guance calde,
    affinché possa ricordare le tue mani.
    Solletica le mie labbra, perché ho bisogno di rammentare i tuoi baci.
    Vento che mi avvolgi, aiutami a giungere più in fretta da lui

  • 10 febbraio 2017 alle ore 21:26
    E mi affido a Te

    Testimone silenzioso
    delle mie tenerezze e delle mie severità

    torno spesso col pensiero
    alla mia infanzia

    vissuta per altro nella povertà

    a giornate passate a pregare il Signore
    nel prezioso orgoglio della Sua benedizione

    e nella fatica stravagante
    di soffocare la mia ribellione a questo mondo

    che mi costringe a vivere amante di me stesso

    E m'immergo in questa cura

    a scrivere parole e rime

    per lenire i dolori che soffro
    e cercare e trovare nell'inchiostro

    l'unico antitodo contro la rabbia e i tormenti
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 10 febbraio 2017 alle ore 20:32
    Ricordo

    D'improvviso
    gocce di piogga
    sulla pelle
    E il ricordo
    delle tue lacrime
    di gioia

  • 10 febbraio 2017 alle ore 20:12

    Si dice sempre che è dalle piccole cose che si costruiscono le grandi... Ed è ciò che ho scelto di fare. Mentre tutti bruciano tappe, rincorrono occasioni, si accendono e si spengono con altrettanta velocità... Io non lo farò. No, io non sarò così stupida. Mi godrò ogni attimo, ogni secondo e ogni sensazione. Lascerò che il tuo spazio si fonda con il mio poco a poco. Voglio veder crescere gesti, sguardi ed emozioni. Sono certa che a piccoli passi andremo lontano e oltre che indistruttibili... Saremo irraggiungibili. 

  • 10 febbraio 2017 alle ore 12:46
    Il Vento Della Notte

     
     
    Fuggo la notte
    Sotto le stelle
    Per farmi baciare dal vento
    Tra i pensieri del cielo
    Nel buio
    Il vento mi spoglia e mi veste
    Mi abbraccia e mi bacia
    Mi usa e mi consuma
    Mi veste nell'aria
    Di sogni e di colori
    Di gioia primaverile.
     

     

  • 10 febbraio 2017 alle ore 10:16
    Angelo custode

    Mi ero perso tra le ombre del passato,
    ma la tua luce mi ha salvato
    da me stesso...dei tuoi occhi il sole
    scioglie il ghiaccio, che il mio cuore vuole.

    Sei stata, tu, la prima amica vera
    dopo l’inferno! Da solo, piangevo
    per l’odio, nessuna speranza c’era…
    solo con te, in lacrime, ridevo.

    Sei sempre stata per me importante
    e non voglio perderti...ho paura!
    Il tempo non trova, mai, la cura
    alle ferite di promesse infrante.

  • 09 febbraio 2017 alle ore 20:44
    La mia dignità

    Sto sempre con l'orecchio teso
    ad ascoltare ciò che mi dicono gli occhi

    Senza rimpianti mi ripeto
    quanto sia impossibile darmi consigli

    quand'anche mi mancan le parole

    E me ne vado per la mia via

    con passo affrettato
    e costretto da laboriosi silenzi

    da accettare tra le beffe
    che s'infrangono nei pensieri

    e nel volteggiare degli addii
    al dovere e al piacere

    scavo solchi a coltivare
    ombre grigie in gelidi inverni

    mentre acrobazie d'inchiostro

    rischiarano le aureole
    conquistate nel tempo

    e cullate con tenerezza
    nella quiete dell'oblio

    e se così

    se dovessi riuscire
    a salvare la mia anima

    conserverò almeno intatta
    la mia dignità
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 09 febbraio 2017 alle ore 20:31
    Gemiti interiori

    Innamorato dei desideri

    lame di sole conficcate nel mio agire

    cerco Lassù soffici nuvole
    su cui poggiare i miei pensieri

    differenti moti di me stesso
    a reclamare la vita

    ali spiegate nel vento

    a riposarsi silenti

    nel fremito di riprendere il volo
    e librarsi verso altre menti sconosciute

    Considerato "ribelle"

    scrivo per "realizzarmi" in momenti di follie
    e dare un'immagine diversa di me

    per rinascere ancora "un altro"
    ogni giorno con nuove rime

    e dare sempre alla mia speranza
    tutto il suo potere
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 09 febbraio 2017 alle ore 16:28
    Gocce

    Siamo gocce di pensieri che ci tengono uniti.
    Gocce che ci portano sempre, dove siamo stati felici.
    Dove ci siamo scambiati un sogno, per poi poterlo vivere in segreto.
    Gocce tra due anime ribelli che sognano sempre a occhi aperti.
    Gocce, unite dai ricordi e da splendide parole.
    Gocce in un mare infinito, trasportate dal vento, sotto forma d'amore.

  • 09 febbraio 2017 alle ore 11:59
    Caffè San Marco (Trieste)

    Caffè San Marco (Trieste)
     
    Nel giorno di San Valentino
    passeggio in questa città
    fredda ma soleggiata e
    senza bora.
     
    E’ l’ultima domenica
    di Carnevale.
     
    Orsacchiotti e spadaccini
    sul lungomare,
    coriandoli sui marciapiedi.
     
    Grande spettatore:
    il mare calmo,
    azzurro pallido
    e glaciale,
    mentre il cielo,
    anemico turchino,
    pennellata improvvisata,
    quasi si confonde col mare.
     
    All’ombra di
    Via Battisti,
    entro nello storico
     Caffè San Marco.
     
    Riscaldo il mio Io
    con l’arrivo  
    alle narici d’aroma di caffè
    e strudel,
    mentre l’odore di carta e inchiostro
    affascina la mente
    proiettandola in un’epoca lontana.
     
     
    Vasto,austero, scuro,
    asburgico.
     
    Respiro storia di
    sangue, di lotte,
    di morte.
     
    Eppure è lì
    ancora oggi,
    con i suoi artisti,
    le decorazioni con
     foglie di caffè e fiori,
     severo arredamento in mogano
    e  antichi tavolini
    in marmo rosso e ghisa;
    eleganza antica
    come la sua città:
    Trieste.
     
     
     

  • 09 febbraio 2017 alle ore 1:59
    Piccoli fuochi

    Piccoli fuochi
    le nascite e le morti
    gratuita l'asperità del verbo.
    Amore
    pensiero, consolazione.
    Perdite regalate come gemme,
    sconfitte in ombra a raggi.
    Atroce tempo e
    di dolce foce, passaggio.

  • 08 febbraio 2017 alle ore 20:34

    Si dice che il dialogo sia fondamentale... Oggi ho capito che anche parlare, essere sinceri, dire le cose come sono serve a poco. Stanca di essere sottovalutata da "Buona" ... Io vivo in un mondo a parte e forse è un mondo dove c'è posto solo per me. Muori, rinasci e ti massacri di fatica per aprirti ancora, fidarti e ti accorgi che serve solo a farti morire di nuovo. 

  • 08 febbraio 2017 alle ore 19:03
    Raccontami

    Raccontami,
    di fondali marini
    profondi e bui,
    di anemoni senza tempo
    né profumo,
    di movimenti veloci
    e silenzi spaventosi.
    Raccontami,
    di montagne
    bagnate dalle piogge,
    schiaffeggiate dal vento,
    di cieli scuri
    in attesa del
    chiarore dell’alba.
    Raccontami,
    di folletti dispettosi,
    saltellanti, veloci,
    narratori di straordinarie
    storie di voli,
    odorosi
    di quercia e di muschio.
    Raccontami…
    e
    lascerò scorrere
    le mie gemme
    salate
    nel fiume del
    tempo
    finché lui,
    me ne concederà
    la vita.
     

  • 08 febbraio 2017 alle ore 15:34
    Esercizio II (scogli)

    Se questo respiro fluisse lineare
    tra atomi e spazi aperti
    io avrei la scelta.
     
    Statua immobile di un’epoca
    dove l’opposto litiga
    con l’incolore battito d’orologio.
     
    Tra il silenzio artificiale
    e i treni quotidiani
    rumorosamente il pugile si ripara.
     
    E le navi che solcano mari inquieti
    sono fragili foglie venate e svuotate
    danze tribali tra le onde.
     
    Il viso di casa e il bacio
    non altro
    non questo tumultuoso desio.

    Raffaele di Ianni

  • 08 febbraio 2017 alle ore 11:07
    Quante bugie

    Quante bugie ho detto per non ferire piu la mia anima.
    Ho finto di star bene.
    Ho ignorato il mio cuore.
    Ho perso la verità strada facendo, solo per dimenticare.
    Menzogne che facevano male,
    ma che servivano a sopravvivere.
    Bugie dette per orgoglio o con orgoglio.
    Era tutto falso.
    Se hai la luce nel cuore, le bugie non riusciranno a nasconderla

  • 08 febbraio 2017 alle ore 11:04
    Nei tuoi occhi

    Nei tuoi occhi c'era il mare, con tutti i suoi colori.
    Una sfumatura verde incantava e ti ci perdevi dentro.
    Il sole rispecchiava del suo luccichio.
    Brillavano di luce propria.
    Poi la luce si è spenta.
    Il sole non ha più brillato e le sfumature sono scomparse.
    Ma se guardi bene, in fondo a quegli occhi, c'è ancora il mare.
    Adesso guardami, e fai uscire dai tuoi occhi, tutto il tuo dolore.

  • 08 febbraio 2017 alle ore 8:14
    Un cuore in organza (dal libro omonimo)

    Ho ascoltato il vento,
    là,
    nella strada di montagna
    col sole che filtrava
    tra alberi dalla fronda larga,
    parlava,
    sussurrava,
    urlava,
    ma, era sempre
    il mio cuore in organza,
    trasparente, lucido, forte,
    resistente,
    che rispondeva...
    ti ascolto,
    comprendo,
    ma, il Mondo
    è sempre più complicato,
    e l’Uomo, sempre meno
    motivato.

  • 08 febbraio 2017 alle ore 2:08
    Il Bivio

    Circondata dal deserto,
    la strada desolata
    proseguiva infinita
    il suo percorso,
    e immergendosi
    nel silenzio più profondo
    comparve un bivio.
    Una nitida nebbia
    copriva l'orizzonte.
    E io
    rimasi immobile,
    immaginandomi
    quali labirinti
    poteva costruire
    e quali paesaggi
    poteva mostrare 
    ai miei occhi.
    E con la mia mente 
    continuavo a vagare
    nel deserto.

  • 07 febbraio 2017 alle ore 21:38
    Caino e Abele

    Pianti disperati d'occhi struggenti

    cinti di lacrime

    bagnano la neve caduta
    la' dove non cade mai

    Pensieri imbiancati

    atmosfere irreali

    voglie e doglie di vite maltrattate

    E rimane ferma a quegli occhi
    l'acqua del mare

    e io con lei

    a spiegare la mia voglia d'andare

    e nel miscuglio di rime e onde
    chiedo agli Angeli

    di venir giù dal Cielo
    a ricordarmi chi non c'è più
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 07 febbraio 2017 alle ore 21:37
    Desiderio di quiete

    Desiderio di quiete

    Con la disperazione a banchettare
    allegramente nel corpo e nella mente

    vivo giorni d'apprensione

    nel costante desiderio d'amare
    e sfuggire all'insopportabilita' dei tormenti

    E vorrei che il tempo si fermasse
    a imporsi vivace e generoso

    e colorare di passioni le mie ore

    liberarmi dalle catene dei ricordi

    per poter poggiare le mani su ogni cuore

    e poi...

    poi piangere di felicità
    .© ®
    Cesare Moceo

  • 07 febbraio 2017 alle ore 12:06
    Fragile

    Fragile
     
    Fragile ma
    costante il pensiero,
    estenuante il tempo,
    lento il passaggio
    delle stagioni.
     
    Vecchio
    il mare e il cielo
    eppure sempre
    diverso.
     
    Forte l’abbraccio
    nel ricordo della
    memoria.
     
    Fragile il soffio
    del giorno
    che vaga nel
    buio della notte,
    trovando rifugio
    nel bacio
    di una stella.
     
     
     
     
     
     

  • 06 febbraio 2017 alle ore 21:22
    Vecchio rincitrullito

    E mi commuovo come un ragazzetto

    nel festeggiarmi nei miei desideri

    mentre odori di fanciullezza avvolgono
    il passo stanco del mio andare

    fiero di quel profumo di gioventù
    che s'espande diluito di palpitazioni

    a urlare il mio amore alla vita

    Narciso nei miei silenzi

    mi specchio in fobie svanite

    nell'onnipotenza innominata

    della fiamma sempre ardente
    delle albe e dei tramonti

    vivaci speranze che danno luce
    a limpide armonie di pensiero

    e a trepidanti tenerezze dell'anima
    eiaculante ancora inebrianti passioni
    .
    © ®
    Cesare Moceo

  • 06 febbraio 2017 alle ore 21:20
    Le virtù delle mie imperfezioni

    M'annodo i pensieri tra le labbra

    adagio e senza dar strappi
    tra i soffi impetuosi del maestrale

    preoccupato di non sciuparne
    il senso e le intenzioni

    e dar loro modi d'elenganza

    improvvisi tormenti

    che scivolano nel recinto
    delle voglie perdute

    E potrete parlar male di me
    solo perchè avete capito

    che ho esaudito i miei desideri
    ancor prima d'averli espressi

    per questo vado a passo lento

    nel girotondo ambiguo d'ogni mattino
    tra gabbiani infelici e profumi di sale
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • 06 febbraio 2017 alle ore 17:05

    Svariati incontri sbagliati possono portarti a rischiare di perdere quello giusto. Un incontro sbagliato ti cambia, ti chiude e fa in modo che le cose migliori che hai donato e non sono state apprezzate vengano schiacciate in fondo a se stessi... Dimenticate e trascurate. Un incontro sbagliato può alzare muri indefiniti, ruvidi e potenti che quasi ci stringono come in una morsa. Ricordate che gli incontri sbagliati hanno la capacità di insegnare a portare con sé l'esperienza tratta da essi. Non fate l'errore di lasciarvi dominare dalle paure facendo di voi stessi le "Vittime" di angosce e diffidenze perché chi vi sta scegliendo avrà bisogno di altro da parte vostra. Nessuno, credetemi... Nessuno resta dove non sta bene... Quindi se mai vi trovate di fronte a qualcuno che potrebbe cambiarvi la vita RENDETELO FELICE e lasciate spazio ai dubbi solo laddove le paure siano fondate da fatti relativi al presente e non da un "Bastardo" che nel passato ha fatto di voi il suo burattino.

  • 06 febbraio 2017 alle ore 12:35
    Domani ci sarò...

    Domani ci sarò…
     
    Avrò tacchi alti,
    capelli raccolti
    e folta frangia,
    sarò magica.
    Un bel vestito
    ricorderà il colore del papavero,
    insieme andremo là…
    in quel vasto campo
    dove il grano è ancora alto,
    ci saranno coccinelle
    e ciliegie sopra gli alberi,
    margherite e
    zanzare a punzecchiare
    che cosa, non so,
    la nostra pelle dorata,
    i nostri volti,
    ricorderemo i nostri nomi,
    quelli di una volta,
    come quando l’avventura iniziò.
    Io ci sarò, ma, non ti aspetterò,
    Tu, sarai già là.
    Non mi sei mai mancato,
    sei il passato, il presente e,
    il sempre, da sempre.