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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 20 agosto alle ore 20:53
    Meschinitá d'anime

    Narcisismi

    a imporre vergogne alla mente

    disconoscendola

    e acconsentendo alla sua distruzione

    ad auto-impedirsi ogni legame col mondo

    con barlumi d'amori
    che si spengono al comando

    E vivono di ciniche distrazioni

    sguazzando silenti nell'intimitá arida
    della loro fiacchezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 20:52
    Dal buio alla luce

    Racconto il mio mondo
    facendolo in maniera sottosopra
    educata fino a un certo punto
    e rimango lá sospeso
    come fossi in vacanza
    senza togliermi dalla penna
    né parole né rime
    Graffiante anche contro me stesso
    nel mio conversar con la morte
    provo a trattare con la vita
    senza che abbia mai avuto successo
    affrontandola a modo mio
    da uomo libero
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 20:51
    Disagio d'amore

    E t'accorgi di essere senza forza
    né volontá di comprendere

    dove é ormai rivolto il tuo cuore

    Slanci di passione diversa

    sofferenze di conflitti

    che il tempo ha reso inesorabili
    e svalutati di sentimento

    di tenerezze

    disagio d'amore

    intolleranza arbitraria

    perversione inconsapevole

    guidata solo dal puro piacere
    della trasgressione fine a se stessa
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 20:50
    Il "male"

    Sono stato una vita
    e sono ancora a chiedermi
    da dove e perché nasce il "male"
    Ed é divenuto
    il rovello del mio pensare
    e ancor di più
    il non sapere dove va a morire
    l'immaginare che possa essere
    come un'araba fenice
    che rinasce dalle sue ceneri
    E allora ?
    Forse non finirá mai...
    si riproduce
    s'ingigantisce
    batte in cuori vuoti freddi
    senz'amore né altro sentimento
    fino a infettare tutto e tutti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 20 agosto alle ore 20:48
    Venerdí 17

    Fermarmi
    al passeggio mattutino
    a guardare l'alba
    Accontentare quest'emozione
    con cui nutro i miei desideri
    e stupirmi ancora
    del mistero della vita
    con fantasie d'abbracci inconsci
    a rendere intriganti quegli attimi
    esigenza dell'anima
    libera dalla tirannia del tempo
    che s'accende senza comando
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 20:47
    Crimine o peccato

    Cerco con il mio dire

    di aprir le porte dell'infinito

    e non so se questo

    potrá divenir nel tempo
    un crimine o un peccato

    nel mio ruolo interessato
    di ascoltatore del vuoto

    E guardo dalle mie finestre
    verso il mio ermo colle

    a parlare col mio addio

    nel piacere condiviso
    di sentirmi una voce creata da Dio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Cammino

    a passo lento e silenzioso

    verso il domani

    con il cuore impazzito
    a far casino

    e la mente
    a passar in rassegna

    le illustrazioni di un passato
    ancora recente

    che racconta il mio tempo
    i miei amori il mio entusiasmo

    E l'anima inquieta

    palpita a chiedere elemosine d'emozioni
    alle quali rimaner aggrappata

    costretta a scegliere

    se far ció che ci si aspetta da lei
    oppure seguire il suo impeto

    senza tempo

    senza fretta

    senza colpe
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Proprietá intellettuale riservata
     

  • 20 agosto alle ore 20:44
    Il silenzio della morte

    E tu...

    tu non togliermi
    il diritto al lamento

    nel mio coraggio
    che non penso d'avere



    io ritrovo la mia libertá

    le mie paure

    le mie vertigini
    che mi fan pensare alla vita cambia

    alla voglia di ricostruire
    il patto sancito col vivere

    ...io carnefice di me stesso...

    forse é meglio
    che smetta di frequentarmi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 20:43
    E non dimentico di vivere

    E vado avanti
    con gli occhi pieni di desiderio

    e con i sorrisi
    elargiti dalla sola volontá

    a donare al mondo i segni
    delle battaglie che ho perduto

    angoli amari d'inferni

    baci perversi

    confusi con i pochi attimi
    affascinanti del vivere

    nell'inconciliabilitá
    d'un abbraccio e d'un rifiuto

    a mostrar di me
    la dignitá e l'onore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 20:41
    Le ferite del mio paese

    Contemplo il mio pensare

    nel tormento di sentirmi stanco
    a manifestare cambiamenti d'umore

    con la gelosia che mi stringe il corpo

    in cerca delle passioni
    e della spontaneitá scemate dal tempo

    E cerco tra quel tormento

    ripugnante e logorante
    nell'impossibilita' d'accettarlo

    stremato dalla notte insonne

    visioni per gli occhi
    che possono darmi allegria e pace

    nel piacere di questo amore
    che merita d'esser raccontato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 agosto alle ore 16:22
    Caviglie Geodetiche

    Caviglie geodetiche di Seno Blu....Dispari Beatitudine...lasciarsi navigare nella Tua Culla Luminescente.....OltreAnima.......

  • 20 agosto alle ore 11:19
    L’alba sul golfo di Trieste.

    Quando odo scivolare tra le onde
    i sospiri del tempo
    e gli informi giochi
    di luce a cadere dal cielo,
    io chiudo i miei occhi
    e sono vacui di inverno,
    gli infiniti istanti
    carezzati dal gelido vento.
    Sul golfo si posa un po' l'anima
    e, infine oltre lo sguardo,
    stende le sue dita cangianti
    una candida pittrice
    che il buio non strema.
    Orsù, non muore più la mente
    sol perché un’ombra si perde.
    E tra i mille sussurri del mare,
    fluttuano diversi colori
    poiché si veste di quiete
    un'emozione che più non offende.

  • 19 agosto alle ore 18:27
    Ha in bocca ciò che accade

    In bocca a una fontana
    antica di millenni
    un rubinetto lucido di ghisa
    che pesca da autoclave
    potente, getta
    su mani e tempie accoste a bere
    e a tergere il sudore.
    Ha in bocca ciò che accade
    si specchia in strade sporche - nella rete
    di rabbia -
    a prepotenza e vomito
    a mani analfabete.
    E’ il mondo surrogato
    che pesca da radici in superficie
    non lava e non disseta più
    ma getta l’arroganza e piscia
    nel sole che non scalda
    senza bruciare,
    nel mare opaco e sterile
    non più “implacabile fratello”,
    e contro il cielo
    grigio
    senza un arcobaleno
    e senza vento
    a tergere la fronte
    lungo un sentiero che poi sale.

  • 18 agosto alle ore 21:27

    Grazie, ma non ho bisogno di favole.
    Io non amo le cose eccessivamente mielose e sdolcinate.
    Non voglio qualcuno che faccia di me una principessa a cui fare promesse immense o a cui gridare il proprio "Per sempre"! Io non voglio nessuno inginocchiato davanti con anelli, giuramenti e belle parole!!!
    Cavolo...Cavolo!
    Datemi qualcuno con cui ridere per tutte le volte che mi è stata negata la possibilità di farlo perché ero troppo affranta per ricordarmi quanto fosse bello ridere di gusto!
    Qualcuno che mi guardi anche quando resto in silenzio come se fossi la cosa migliore che ha di fronte!
    Desidero attimi fatti di una banale serenità, Capite?!
    Quella serenità semplice e costante, ma priva di quel doppio volto che poi finisce per farti a pezzi!
    Datemi qualcuno di semplice, che sappia fare di un'ora un eterno attimo da ricordare, per sempre!
    Capite cosa voglio dire?!
    Costruire, viversi e a piccoli sorsi innamorarsi, ma innamorarsi veramente...
    Io vorrei solo camminare per mano a qualcuno che resta attento a ciò che dico, perché è felice di ciò che ha vicino.
    Qualcuno che semplicemente rispetta ciò che sono:
    Una donna onesta e innamorata, che non promettere perché ha scelto di dimostrare!

  • 18 agosto alle ore 17:52
    Della mente, strade

    Quanta strada
    ha la mente
    -da percorrere-
    Fogliame fitto
    da sconvolgere
    e fendere
    e passare
    -all’oltre andare-
    e nel cielo chiaro
    libera
    sfinire.

  • 18 agosto alle ore 11:41
    Frammento 10 - La poetessa velata

    Portami
    dove nessuno può vedermi
    Ma vorrei essere

    Dentro la tua anima
    (1 Agosto 2108)*

  • 17 agosto alle ore 21:41
    Un sasso sul ferro sciolto

    Com'aspettasse di fondersi al greto
    al prato asciutto, cenotafio
    dell'umana ragione.
    Ora è sepolcro d'immense lapidi
    sconnesse, Atlante rotto
    e polvere celeste.
    È tutto imploso in quel volo di morte
    come nebbia a nascondere il nulla
    perenne
    strato su strato
    col cielo in pianto.
    A noi un pensiero, lasciare
    ciascuno un sasso
    sul ferro sciolto.

  • 17 agosto alle ore 18:03
    Come alberi abbattuti

    Sono come alberi abbattuti
    prima che possano alzare i rami al cielo
    coperti di fogliame, frutti 
    germogli
    ancora pieni, d’improvviso stesi
    senza il tempo per una resa scaltra
    senza poter tendere le radici altrove

    sono come alberi scorticati vivi
    messi in gore di pietra
    presi dalla terra, dalle formiche
    da un fiume fermo di sterpaglie 
    e ruggine.

  • 17 agosto alle ore 13:16
    Umano

    L'umano abita nella grande follia della speranza
    non nella falsa ragione di un calcolo miserabile.
    Nel centro del mondo abbiamo disabitato il linguaggio...
    il linguaggio abita le periferie della ragione...
    nella carne martoriata senza ragione.
    Nel gioco, suprema follia, tutto è possibile, vero,
    in ogni direzione c'è un senso...
    Ma forse non sappiamo più Giocare o Volare alto...
    ... che è la stessa cosa
    ed è l'unica essenza dell' Uomo.
     

  • 17 agosto alle ore 10:38
    L'alba del pescatore

    Ai primi chiari, i naviganti
    s’affannano lunghi
    a cavalcare i flutti,
    confusi nel golfo.
    Ma alla roccia del Faro,
    seduto in silenzio, immobile,
    sta solo un pescatore.
    Egli porge l’animo
    ed è già un minuto,
    quando la canna s’impenna
    pel breve guizzare d’un pesce.
    Poi a mirare insieme,
    si fermano i passanti,
    dai spruzzi un po’ bagnati,
    l’attimo d’un sol cenno
    e l’occhio già teso a dare
    l’idea di un pio futuro.
    È finita l’alba degli uomini
    che vivevano quegli anni,
    quando tra cielo e mare
    non v’era alcun confine
    né l’eco di spegnere la voce
    di chi con il lavoro,
    pescava la fatica d’ogni giorno.

  • 16 agosto alle ore 23:55
    L'inquietudine dei poeti

    Ti abbraccerei
    per sentire le tue vene
    pulsare
    mentre scrivi poesie

    Un intreccio vibrante...di emozioni

  • 16 agosto alle ore 15:13
    Un attimo infinito

    Un attimo infinito
    fermo sulla soglia
    a trattenere l’esito d’affondo
    e dopo l’ansito
    unisono
    lo scivolo
    e l’estasi del tocco
    dello sfioro
    e l’ardere del solco
    la pressa dell’aratro
    febbre che esplode
    irroro sete gorgoglio
    e tu che bevi
    ogni distillo di rugiada.

  • 16 agosto alle ore 3:22

    - I SOGNI SPEZZATI -
    Eri una ragazzina con i suoi sogni e la sua spensieratezza. Eri allegria e sorrisi. Camminavi felice, con la testa tra le nuvole perché da poco tempo avevi dato il tuo primo bacio. Innamorata dell'amore e di quella sensazione che dona, aggrappata a quel volo di farfalle nello stomaco, volavi lontano.
    In un giorno qualunque in cui tutto questo ti è stato strappato via...
    La paura non ti permetteva nemmeno di respirare e non era il dolore fisico a spaventarti tanto, ma la tua anima che andava in pezzi. Quelle mani che con forza cancellavano definitivamente chi eri lacerandoti la pelle e lo spirito, quelle mani che per far cessare le tue grida hanno rincarato la dose, diventando sempre più forti e violente e tu, sempre più piccola e muta sotto il peso di un corpo sconosciuto che violava tutto ciò che eri.
    Hai smesso quasi di respirare attendendo la fine, nell'indifferenza di una bestia che di fronte alle lacrime di una ragazzina ha sorriso dicendo: "Impara, ti servirà a far felice un uomo"! 
    Ricorderai quei respiri fino all'ultimo dei tuoi giorni e ogni tanto ancora ti capita di sognarli... Poi l'odore, quello non lo puoi scordare, è rimasto come impregnato sulla tua pelle e ogni tanto quando ti lavi ti sembra ancora di sentirlo.
    Il tempo è passato e tu hai visto guarire le ferite esteriori, ma non quelle interiori, del resto, per quelle serve molta più forza.
    Era difficile anche farsi una doccia e lavarsi le parti intime perché anche solo sapere di averle ti ripugnava... E toccarti ti faceva paura. Avevi come l'anima sporca e se avessi potuto ti saresti cancellata completamente dalla faccia della terra.
    Hai vissuto così per anni, ribellandoti ad ogni forma di ordine o sottomissione e rifiutando ogni tipo di consiglio e di limite. 
    Una vera e propria RIBELLE, che per quei capelli lisci di un colore nero/blu che ti arrivavano alla vita, quella giacca in pelle, i jeans a campana con la bandana in vita e la tua aria da dura, venne soprannominata: "L'indiana". 
    Eri una di quelle da "Temere", che era meglio avere come amica che come nemica. Veramente in pochi sapevano che dietro la corazza di una ragazza di 19 anni, in verità, si nascondeva una bimba di 15 anni a cui erano state strappate le ali e l'unica cosa che desiderava era solo nascondere al resto del mondo le sue paure e quelle profonde cicatrici.
    Era passato altro tempo e tu avevi cominciato a saper convivere con quel peso, portandolo ancora con enorme fatica, ma in modo più dignitoso... Perché TU non avevi colpe.
    E' stato proprio il capire che "TU, NON AVEVI COLPE" a spingerti verso la salvezza, a non nasconderti e a non vergognarti di ciò che avevi subito, perché non eri tu quella che doveva indossare l'etichetta della "Vergogna"!
    Questo ti ha spinto a non dargliela vinta a chi ti aveva fatto tutto questo! Vegetare era regalargli ancora te stessa, ancora di più... Più di quello che senza il tuo consenso già si era preso! 
    Riprenderti la VITA sarebbe stato il tuo obiettivo... 
    Ecco che hai sfidato con enorme coraggio te stessa, ti sei fatta male ripercorrendo ogni attimo, parlandone e curando finalmente quelle ferite interiori che fino a quel momento avevi accuratamente nascosto. Hai dato voce a quella bambina di 15 anni, lasciandola piangere e urlare fino a quando non è crollata stremata ... Per poi rialzarsi finalmente, nelle sue vere sembianze, quelle di una donna di ormai 22 anni! 
    Una donna che non si vergogna più del suo passato, ma lo porta come una medaglia d'onore, perché dopo aver combattuto una guerra, vittoriosa è tornata a casa. 
    Una medaglia importante, in onore di tutte quelle donne che quella forza non sono riuscite a trovarla, magari perché non ne hanno avuto la possibilità. Quelle donne il cui tempo si è spezzato senza pietà in quel momento... 
    Quelle donne che avranno 15 anni per sempre.

  • 15 agosto alle ore 21:47
    Io vedo l'estate

    Non vedete che autunno 
    lo sgretolarsi 
    persino dell'ombra 
    sugli alberi morti 
    e fate lauti respiri di nebbia
    lontani dal tufo
    ove attacca
    parvenza di sole:
    su un rivo di poppa 
    sventola l'iride alterchi di volgo.

    Io vedo l'estate, matura 
    dentro le vene d'oro 
    di foglie, il formarsi 
    la linfa che sgorga, pungere luce 
    dai nodi dei rami
    narcisi alla pozza ch'è abbaglio 
    e il vento 
    mi respira negli occhi 
    l'umore d'un seno
    la fronte sul collo.

  • 15 agosto alle ore 18:58
    Pioggia d'agosto

    Ho sentito l'odore
    della pioggia appena caduta

    E il picchiettìo de­lle prime gocce
    sulle foglie degli alberi...stupiti