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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:57
    Sbadiglio al sole

    Sbadiglio al sole
    che non mi scalda
    quando parli d'amore
    scordando di amarmi

    sicché non sono quasi mai
    dove annusi il mio respiro,
    il quasi, patetico obolo

    E tu dove sei
    ora che queste note
    crocifiggono il tempo andato…

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:52
    Mira d'amore

    Ci vuole calma e pazienza
    per poter giungere dove per me sola
    non c'è arrivo su cui volermi posare

    Se io volassi ansiosa
    senza aver premura di aspettarti,
    farei solo in tempo a perdere 
    il senso dell'attesa
    perché il senso sono io insieme a te

    Invece scelgo di andare piano
    affinché la mia scia possa ovattare 
    il cielo che ci separa
    così da potersi allungare incontro alla mira 
    stando sempre di fianco alla tua,
    tanto da asciugare insieme il tempo

    anche se poi 
    non dovessimo mai arrivare.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:44
    Dito di luce

    Ricorda di come annaspavo 
    tra i detriti avanzati 
    dal mio petto in piena
    incastrati tra un muscolo e l'altro

    Non chiedevo passaggio
    per timore di far peso 
    su schiene forse già ricurve
    e poi d'un tratto
    fui sazia d'arrancare 
    con borraccia deserta a tracolla 
    e la gola tossiva, friggeva e tossiva

    Pensai quindi
    che forse era giunto il momento 
    di credere in te,
    mio spettatore abbonato, muto e impotente
    col vento in spalla e nelle mani il sole

    Perciò dico che tu,
    per quanto non voglia sentirti dire grazie
    sei stato dito di luce 
    con cui ho potuto sfogliare l'angolo 
    di una stagione prolissa
    in tempo per rinascere.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:43
    Bugiardino

    Fu un amore fatto di carta e inchiostro a ridurmi tutto pelle e ossa, sognavo l'aria respirando immagini a sfondo perduto. Il cuore, ridotto a ragione, al ritorno dai brevi viaggi - all'abbeveratoio - divenne prima cieco di speranza e poi sordo, di delusione, per difendersi da silenziose bolle di sapone a rendere ignifuga la paglia. I ricordi non hanno una data di scadenza, tra la pelle e le ossa è rimasta la voce del tempo che non lava l'inchiostro e stropiccia la carta, come il vento fa con il ramo all'insaputa del tronco.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:12
    Il giorno che aspetta

    Il tuo cuore come il vento 
    mi slega dalla notte
    per ripormi nell'abbraccio di un sogno 
    che però non voglio infrangere 
    sulla riva dell'illusione

    Perciò, non mi farò spazio 
    con ali impigrite d'ipotesi azzardate
    e non rapirò una stella cadente 
    con cui scrivere in cielo 
    ciò che vorrei accadesse

    Vorrei solo esiliare tutto quel che sarà
    tra le rughe di un giorno che aspetta
    in grembo allo spicchio di un tempo
    fatto di ore evanescenti.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:56
    All'ombra del mare

    Se non è oggi sarà domani 
    che questa pazza malinconia 
    riporterà le nostre labbra 
    all'ombra del mare
    così che lì 
    ciascun bacio
    sarà soltanto un altro bacio 
    e nessun bacio 
    il soffio affranto di un addio.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:51
    Tra qui e noi

    Mi spiace la nebbia 
    quando sfiorisce 
    perché tutto riappare com'era 
    anche il liquido dedalo 
    tra qui e noi

    La collina, lo vedi
    non è più alle mie spalle,
    unghie di brezza laccate di sale
    le grattano i fianchi
    ma lei sta ferma, la collina non ride 
    lo vedi? E neanche io

    Vorrei soffocare 
    di nuovo le note blu
    con lenzuola di nebbia
    quindi infilarmici sotto
    per vederti arrivare
    e poi, soltanto poesia
    tra qui e noi.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:48
    Le foglie blu

    È un folto discorrere d'alberi 
    quando la notte sventaglia mollemente 
    come a dire addio al suo amante

    Le foglie blu lo sai anche tu
    che dicono male del cuore
    se ti addormenti 
    senza trovarmi le labbra 

    -un bacio è un bacio sai
    un altro mondo

    Nausea d'inchiostro e sale 
    lecco il bordo del silenzio
    così dolce come adesso
    che ci sto cadendo dentro 
    insieme alle foglie blu.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:43
    Chiedilo alle foglie

    Magari chiedilo alle foglie
    quanto pesa il distacco 
    e se sia lieve poi, vagare ovunque 
    per spirare infine in un posto a caso

    -Sai, sento ancora la terra 
    nelle vene del collo

    Le foglie
    quanto pesò il distacco 
    quand'eri novembre 
    anche solo per capriccio...
    ti sbucavano dagli occhi i bucaneve
    affogarli nel blu non è servito 
    eppure lo rifarei

    Ma del tuo freddo più vero
    non è ora di darti conto,
    fintanto che il tempo c'è
    non lo saprai
    che son morta per sempre di te, f
    olle inverno.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 17:26
    Alla fine del vento

    Che vuoi che sia 
    se la distanza 
    stanca anche le mani

    le mie scavano il vento 
    per giungere almeno 
    a sfiorarti i pensieri 

    E se non altro mi diverto 
    a disegnarti la faccia 
    mentre mi spargo sul tuo ventre
    come un languore di terra perduta

    Quanto manca alla fine del vento...
    ho voglia di parlarti tra i capelli
    di cose soltanto belle, così poi mi baci 
    e l'amore ci riprende con sé.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 17:14
    In quel mentre soltanto

    Ti respiro in quel mentre soltanto
    quando il crepuscolo si dimena tra le fronde
    ed il vento, se c'era cambia aria

    Soltanto in quel mentre
    ma basta per giungere in cima 
    alla notte più liquida
    per poi rotolare allegra
    lungo il blu ideale,
    tra stelle ed ippocampi
    insieme a te che non lo sai 

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:40
    In bocca all'infinito noi

    E dopo tutto,
    dopo che anche le labbra
    non osavano più,
    mi fingevo assopita
    per restarti addosso
    ché mi piaceva da matti
    origliare il tuo cuore ancora in disordine
    e tutte quelle cose belle
    che mi scrivevi sulle spalle

    Mi piaceva così tanto
    da lasciare andare il fiato
    alzare il viso e poi di nuovo
    in bocca all'infinito noi.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:31
    Come racconta il senno di poi

    Che fossi incapace di sognare fino all'alba
    era palese sin dallo scoccare del crepuscolo
    eppure sul grande carro c'era posto anche per te

    E questo è di quel viaggio
    e d'ogni altro
    l'esile dettaglio che sempre sfugge
    a chi teme i venti e non la bonaccia
    che inaridisce irreversibilmente l'anima,
    come racconta il senno di poi

    E non lo so dove saresti arrivato
    forse in nessun luogo
    chi mai può dirlo,
    ma lì o altrove
    ti saresti comunque spogliato
    dell'ombra dei giorni curvi
    almeno per un po'

    So però che fa male 
    aver fame di luna
    se non si è disposti a morderla
    solo per conservare intatti i denti
    fino alla vecchiaia

    e ora che la scruti col rimpianto 
    di chi non ne ha conosciuto il sapore,
    non serve neppure che ti narri
    del retrogusto suo
    molto simile a un buco nel cielo

    Poi la notte mi ha risputata quaggiù
    un dente scheggiato o due
    e tuttavia paga di partenza e viaggio
    ancor più paga d'essere di nuovo 
    al posto mio.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:19
    Per ogni

    Per ogni scelta, una consapevolezza.
    IO SCELGO TE.
    Per ogni errore, una soluzione. 
    PERDONAMI.
    Per ogni caduta, un sostegno.
    ABBRACCIAMI.
    Per ogni volta che ci sono.
    TI VOGLIO BENE.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:39
    Ma non di meno t'amo

    Ho taciuto il mio amore
    per giunta alle tombe
    casomai al becchino sbilenco
    fosse venuto in mente
    di comprare il silenzio dei morti
    a suon d'inganni

    L'ho taciuto persino a me stessa
    fino a che non mi son detta che omertà
    mai farà rima col mio cuore

    Perciò limpidamente amo
    sotto mentite spoglie
    ma non di meno t'amo. 

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:34
    Come chicco di grano tra i denti

    Fosse stato il tonfo
    del solito quadro ribelle
    certamente non mi avrebbe destata
    tutt'al più mi sarei voltata dall'altra parte
    e il cuscino non avrebbe fatto una grinza
    nell'accogliere la mia guancia sinistra

    Quello che invece
    scosse la notte e i miei derivati
    fu un rumore insolito, presumo irripetibile
    simile al silenzio quando si spacca in due
    come chicco di grano tra i denti

    Ad ogni modo
    non voglio saperne di più
    e tu fai attenzione a non svelarmi mai
    quale artificio usasti per insinuarti in me
    con la prepotenza di un mare indecifrabile:
    amore è incoscienza e noi il suo mistero.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:27
    Del perfetto inganno

    Versami addosso
    le tue mille illusioni
    e poi pretendimi a costo di tutto
    pure del mondo all'ingiù
    e implorami!

    Implorami di credere
    che mi ami più del sole
    e sazia con belle parole il mio ego

    Parole parole, tante parole
    sublimi sensuali speciali
    di fuoco di mare d'amore
    e adorami, adorami sempre
    anche quando mi addormento
    appena mi sfiori

    Fai di me
    la tua sola ragione di vita,
    portami rose
    ammira le pose che assumo per te!

    Spegni la voce e spacca le noci
    più in fretta che puoi,
    voglio mangiarne a volontà!

    Portami a spasso
    sotto il cielo argentato
    e fammi ruotare
    intorno al lampione più alto che c'è

    Acceca per bene chi osa guardarmi,
    tienimi stretta in ore di punta
    metti che un ladro voglia rubarmi

    Fai di noi l'amore perfetto
    ma non chiedermi mai
    di quando non c'eri

    Ciò che facevo è fare comune
    stavo alla porta in attesa di amare,
    amare qualcuno in cerca d'amore
    nei panni di un'altra fatta apposta per lui.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:25
    Mai la sponda

    Che il cielo fosse color del ghiaccio
    fu solo il pretesto per correre lontano
    ove ogni cosa pareva possibile
    comprese quelle più bizzarre per noi
    come stare a gambe incrociate
    sul bagnasciuga rosso corallo
    coi pugni pieni di vecchie conchiglie
    da gettare tutte insieme
    dentro la prima onda
    che facesse al caso nostro

    quella che venne e mai s'infranse
    quella ch'è ancora intenta a raggiungermi
    da quando me ne andai
    dopo averti guardato negli occhi
    nell'attimo sbagliato, capendo tutto:
    non eri mio, non ero tua
    tu eri onda

    Sei onda sai?
    E mai la sponda

    sei come me

    perciò destino mio è sfuggirti
    destino tuo inseguirmi
    pur abitando entrambi
    la stessa luna.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:22
    Se non avessimo osato

    Se non avessimo osato
    dimmi cosa ne sarebbe stato
    del desiderio pazzo di vivere
    volare e poi cadere
    dentro parentesi d'infinito

    Immagina come sarebbero i giorni
    se quella sera a maggio
    non avessi colto le mie forme
    che timide sbucavano
    tra i fiori bianchi del mirto

    E se io non avessi bevuto 
    dalle tue mani
    lo sguardo limpido dell'alba
    forse ogni mattino sarebbe adesso cella
    o culla del rimpianto 
    e il vento stonerebbe
    canzoni mai cantate

    Ti chiedi mai 
    come potremmo ancora 
    amare il mare, 
    senza patir vergogna
    per non averne odiato il sale
    che liquido esondava dall'onda asciutta?

    Oh, se non avessimo osato! 

    Noi dell'amore
    conosceremmo appena
    solo il tormento.  

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:13
    Quando ritorni

    Quando sento i passi tuoi
    l'anima mia s'incanta e ride
    e canta e salta
    fino a volar tra le tue braccia
    ove il cappio dell'assenza
    muta in laccio di sole

    Il resto del tempo
    è asciutta lacrima di mare
    incastonata negli scogli
    intirizziti dal grecale

    e d'intorno
    vagamente galleggia
    il senso di me.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:10
    Non il mare ma tu

    Non il mare ma tu,
    che stai correndomi incontro
    senza urgenza alcuna

    Dapprima sagoma frusciante
    ora anche le ciocche
    così bianche da sembrare eterne
    come il tempo che m'ha sedotta
    per poi scoccarmi in tutti i luoghi
    degni del tuo arrivo

    Compresi quelli che ho dovuto inventare
    pur di ritrovarmi ad aspettare te,
    che stai correndomi incontro ovunque sono

    E forse presto giungerà il tuo sguardo
    che del mio sarà il più bel traguardo
    e non più mare ma tu.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:08
    Giungimi intorno

    Musica mia
    così lontana, così poesia
    vira ogni tua nota a ponente
    prima che il sole sfugga
    all'umano sguardo
    prima che sia tardi per amare
    prima che si attardi 
    l'ombra monca del domani

    E giungimi intorno
    destando il mio sogno di te.  

  • 16 gennaio 2017 alle ore 14:03
    Il viso un sole il lembo di un istante

    Si sta così bene
    nel mio spazio liquido
    ora che gli occhi galleggiano
    insieme alle cose ripescate da laggiù:
    il viso un sole il lembo di un istante

    Quest'ultimo più di tutto
    schiaccia ogni dubbio
    sul tuo alloggiarmi dentro
    anche dopo che giunse settembre
    ad imbrattar con la tua assenza i giorni

    E ancora adesso mi sei per intero 
    e in me sarai 
    fino a quando non ti disferai
    verso l'imbrunire 
    di quel lampo felice.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 13:39
    Di quel viaggio

    Di quel viaggio ricordo tutto
    odori, sapori e me
    che non mi avevo appresso
    e te, che eri bello
    come il mare quando è aperto

    Ricordo tutto
    ricordo le donne di Santa Lucia
    esili labbra di rose appassite
    tra libri di preghiere inascoltate

    Ricordo tutto
    ricordo il vento che al vento inveiva
    là dove fummo per quell'unica notte 
    trascorsa ad amarci i corpi 
    più che altro, più che noi

    Di quel viaggio ricordo tutto
    ricordo soltanto come sarebbe stato
    e forse, perciò e per nient'altro
    non mi sono mossa di qua
    poiché comanda iddio
    che mai l'amore sfugga all'alba. 

  • 16 gennaio 2017 alle ore 13:27
    Agli occhi del cuore

    Si rivela utile 
    talvolta anche il chiasso
    quando trabocca dalla fronte
    finalmente

    Quale scusa migliore 
    per il mio pensiero felice
    di poter zampillare dalle orecchie
    il tanto esatto perché d'intorno 
    sia tiepido oceano taciturno 

    E succede persino che tu 
    non manchi più di esserci
    così che tutto appaia perfetto 
    agli occhi del cuore.