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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 gennaio 2017 alle ore 18:13
    Dolce cuore bambino

    Dolce cuore bambino
     
    Affogato nel sacco,
    lontano dalla culla,
    lasciato nel giardino,
    o rifiuto nel cestino.
    Fragile e tenero corpicino,
    tradito dal seno che non ti ha nutrito,
    di una madre che cuore non ha,
    bianco latte il volto che sa.
    Dentro pareti di cartone,
    nella morsa di un tuono,
    disperato il tuo pianto,
    soffocato da un manto.
    Occhi minuti e coperti di polvere,
    guai se il sole non nascerà in te,
    creatura non demordere.
    Oh, dolce cuore bambino
    accarezzato dal dolore,
    chiedi alla pioggia
    un grande aspirante amore.
     
     
    *Poesia che ha ottenuto un buon successo ai concorsi letterari in tutta Italia. Oltre dieci riconoscimenti tra cui un 3° Posto al concorso Letterario Teatro Aurelio di Roma -2014

  • 07 gennaio 2017 alle ore 18:10
    Croce crudele

    Croce crudele
     
    I miei occhi nuotano
    in un mare di lacrime
    trascinandosi dietro
    strisce di dolore
    insopportabile,
    per quel tuo corpo
    ucciso da una croce crudele.
    Ad assaggiare il vino
    di un color rubino,
    affogano petali
    di una rosa umana
    amara come il tuo destino.
    Il corpo non c’è più,
    ma io ti rimarrò sempre fedele
    mio Gesù.
     
    *Riconoscimento di merito  al concorso letterario “ Poeti e scrittori uniti in beneficenza – 2015”

  • 07 gennaio 2017 alle ore 17:36
    Cade la neve

    Cade la neve in questa notte di pensieri
    Cade dove la mente litiga col cuore
    dove la musica non ha più bisogno di parole.
    Cade la neve sulle fotografie
    che catturano i momenti
    di una storia senza fine
    perché il per sempre vive soltanto
    nelle verità dell'amore.
    Cade dove si ha cura del vento che sa accarezzare
    dove un tramonto può ancora far sognare
    e un sorriso semplice... meravigliare.
    Cade la neve con la sua purezza
    dove anche i silenzi sanno parlare.

  • 06 gennaio 2017 alle ore 21:56
    Nuovo Mondo

    Occhi verdi
    come il sole
    la mattina sul mare
    le luccicano freschi
    come il sorriso che ha
    e le illumina tutto
    quello che dice
    che fa
    che tocca
    che muove
    che le gira intorno
    e brilla di lei.

    Le sue colline
    i suoi monti
    i suoi prati
    i suoi giorni:
    questo è il mondo
    dove vorrei attraccare.

  • 06 gennaio 2017 alle ore 21:09
    Venti gelidi,soffiano

    Cinto dai venti gelidi dell'afflizione

    cammino tra gli stretti e tetri
    corridoi del mio vivere

    a soffrire a vedere i miei oggi
    divenire immediati e deludenti ieri

    Silente e pregno di rabbia
    rimango tra quelle vie

    a perdermi in frange
    d'eternità sanguinante

    strappate al Sapere

    da quest'umanità che
    dorme in angosce crescenti

    antri imperiosi tra scogli

    nelle cui risacche spasimano gorghi
    che inghiottono l'anima e i suoi tormenti

    E porto disperato le mani sulla faccia

    a tappare le orecchie a musiche stonate
    e rivolgere implorante

    lo sguardo al cielo e ai suoi mille colori

    nequizie a insidiare il posto a pensieri
    da gridare fino all'ultimo rigo d'inchiostro
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 06 gennaio 2017 alle ore 20:54

    Mi fanno "Incazzare" terribilmente quei concetti esposti in modo generico, ma che di generico non hanno un cazzo. Parlano del "Marcio" che c'è in te e non pensano a spalare via un po di quello che hanno nella loro di vita. Come mi fanno incazzare quando guardano la "Virgola" negli altri quando poi della loro hanno sbagliato l'intera punteggiatura. A volte farsi i cazzi propri aiuta e soprattutto rilassatevi perché se io non sono un cazzo nessuno sappiate che voi non siete comunque al mio pari e fidatevi... Per vedervi non dovrei guardare verso l'alto!

  • 06 gennaio 2017 alle ore 19:07

    Forse un giorno riuscirò a cambiare, ma per adesso ancora preferisco la qualità alla quantità. Amo ancora quel sapore di pulito tra le lenzuola e non quello del "Consumismo". Amo la calma, i tempi giusti e il rispetto; non la fretta di bruciare e poi dissolversi come cenere. Amo quei piccoli gesti concreti che fanno la differenza, lasciando un senso di certezza e di essere in un mondo di incerta apparenza.

  • 06 gennaio 2017 alle ore 14:39

    La meravigliosa sensazione dell'aria fredda sul viso e il tepore del sole sulle spalle. Meravigliosa la vita gente... Abbiatene cura. Valutate bene per questo nuovo anno per chi e per cosa sprecate tempo ed energie... Ci sono occasioni, momenti, periodi che non tornano più... Soprattutto è la vita a non concedere BIS

  • 06 gennaio 2017 alle ore 10:41
    La Befana

    Oh Befana birichina
    hai del nero sul visino.
    Di brandelli sei vestita
    mentre voli infreddolita.
    Di carbon hai pien le tasche
    ma alla fine dal camino
    lasci zuccheri e dolcini
    che rallegrano i bambini.
     

  • 05 gennaio 2017 alle ore 21:01
    Echi d'anime perdute

    Anime

    intrise d'infelicità

    piangono lacrime d'immonde immoralità

    a bagnare nostalgie di tempi lontani
    perdute tra le ricompense e i castighi

    ricevuti quale premio

    dalle convenienze a cui hanno consacrato il loro vivere

    senza mai averne apprezzato le virtù

    E ora danno il danno d'aspre critiche alla vita
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 05 gennaio 2017 alle ore 20:59
    Ali della memoria

    Il fiorir dei versi

    lingue di fuochi
    a marcar le ombre dell'anima

    mute urla

    vincoli dell'apparenza
    che ascendono al peccato

    sogni
    colmi di passioni e d'odio

    brezze di vita sprecata
    a librarsi nel nulla

    abissi forgiati a conche
    dove solo il niente ha senso

    E strapparsi dalla pelle
    brandelli di sospiri

    da consumare in fretta
    alla memoria di fiori recisi

    perduti petali d'acerbi addii

    da questo mondo di cuori spenti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 05 gennaio 2017 alle ore 18:41

    Le vere donne si amano così come sono e non hanno bisogno di cercare consensi. Non giustificano mai il loro essere e concedono spiegazioni solo dove è giusto concederle. Hanno nel loro essere la spensieratezza di una maturità ormai raggiunta e negli occhi la gioia di sapere chi sono, senza il bisogno di sentirselo dire. Amano i loro difetti e li portano con onore assieme ai segni del tempo e dell'esperienza. Non si vergognano delle loro fragilità, sanno che sono il significato di una sensibilità che non rimasta schiacciata sotto al peso delle delusioni ricevute. 

  • 05 gennaio 2017 alle ore 3:31
    Capinera

    Si sbianca
    la livrea grigia
    del tuo corpo,
    mentre con occhi spenti
    ti perdi nel vuoto.
    Il tuo cuore 
    diventa pietra
    e le tue carni
    si disperdono 
    nel nulla,
    congelandosi,
    il tuo respiro
    svanisce insieme
    al tuo spirito.
     

  • 04 gennaio 2017 alle ore 21:16
    Poeta,io... ma non scherziamo

    Menzognero e caotico
    mi lascio trasportare dalle passioni

    emozioni vissute
    senza alcuna riflessione

    ardori a bramare attimi d'eternità
    nei miraggi dell'anima imperfetta

    talento infetto a recitare fantasie
    di scorie romantiche

    sfuggite a misteriosi soffi
    di sospiri ingombri di gelosie

    a magnificare tormenti amati e maledetti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 04 gennaio 2017 alle ore 20:46
    Nuvole grigie avanzano all'orizzonte

    Con i sentimenti in perenne contrasto

    tra loro e con l'intelletto

    mi chiedo ancora
    il perché di questo esistere

    e del suo annaspare in impulsi
    di dualismi e contraddizioni

    guerre fratricide tra il corpo e la mente

    e tra il cuore innamorato della vita
    e l'anima cosparsa di spiritualità

    E continuo a vivere
    attingendo alle mie risorse d'amore

    nel desiderio manifesto
    di ammirare coscienze risvegliate

    utopie di un mondo che non sarà

    tentativi senza speranza
    di meschine trovate

    a infliggere ferite morali
    alla mia dignità d'uomo libero
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 04 gennaio 2017 alle ore 19:17
    Aspetterò

    Mi giunge triste
    il tuo canto
    in queste gelide sere
    d'inverno.
    Aspetterò
    con la primavera
    il tuo gioioso
    sorriso
     

  • 04 gennaio 2017 alle ore 15:59

    Per quanto tu possa essere intelligente e razionale non capirai mai il profondo valore della vita fin quando non la vedrai sfuggirti dalle mani. Per quanto tu possa amarla, non capirai mai il valore delle piccole cose, se non nell'esatto momento in cui proverai il timore di non goderne più. Restare in silenzio a fissare un cielo stellato vale molto di più di tutto il tempo speso a piangere per persone stupide e di poco valore. Di alcune cose ci sfugge la loro importanza, fino a quando non le vediamo così lontane da non riuscire nemmeno più a sfiorarle. La mia vita è cambiata molto nell'ultimo anno e negli ultimi giorni è cambiata ancora e in modo molto profondo. Troppo valore a cose e persone che non hanno dato valore a me stessa, a ciò che sono e a ciò che ho dato. Un nuovo anno è appena cominciato e una nuova ME è pronta per quelle mete che da tempo aspettano invano, rallentate da persone, avvenimenti e delusioni che hanno solo saputo togliermi energia, forza e buon umore. Non sprecherò più niente di ciò che conta. Apprezzerò di più quelle piccole cose che spesso mi sono passate inosservate e chi davvero tiene a me saprà seguire la mia corsa con serenità... Rincorrere non è più qualcosa che mi appartiene e chi lo pretende può anche andare a "Fanculo" da subito.

  • 04 gennaio 2017 alle ore 13:02
    L'amore mio, che non si vede

    Nudo come la roccia
    Levigata da millenarie acque
    Incompreso come un forestiero
    Che ha finito tutti i gesti
    Spaventato come un bambino
    Quando al buio scopre 
    Che cos'è la vera Assenza
    Arreso come un perdente
    Quando l'ideal di bene immenso
    Si scontra con un cuore
    Che in realtà da sempre esige
    Fragile come Gesù
    Nel momento di quell'abbandono
    'Eli! Eli! Lemà sabactani!'
    Lo eri Tu davvero, fragile?
    Così è l'amore mio,
    che non si vede:
    E che ha bisogno di essere salvato.

  • 03 gennaio 2017 alle ore 21:14
    Nessun bisogno di proteggermi le spalle

    Essoterici guai son la causa
    del mio mal vissuto

    Turbolento e impulsivo

    non ho mai compreso
    la volontà di Dio

    che per quanto buona

    possa a volte essere non perfetta

    lasciandomi nel subbuglio
    di soffrire per le bontà che muoiono

    mentre le malvagità sopravvivono

    E me ne vado
    per le vie del non ritorno

    lungo le strade della mente

    meandri bui e non silenti
    percorsi da sussurri e fruscii

    baraonde di pensieri
    a conversare tra loro
    con toni sommessi e eccitati

    preoccupati dalla foga
    d'intimidire la serenità dell'anima
    con grida gaie e ironiche

    E prego il Cielo
    che il mio cuore resti dormiente

    a sopportare il sangue
    consumato nelle ginocchia spellate

    e non senta mai il bisogno
    di proteggermi le spalle
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 03 gennaio 2017 alle ore 20:43
    Scriverai la tua storia

    Intense e segrete sofferenze
    dilatano gli egoismi della natura umana

    raggi di luce Celeste
    rifulgono nel riverbero
    dell'immensita' d'ogni pensiero

    a palesare sconfinate solennità
    impartire agli uomini inusitate moralità
    e il destino d'ogni dire

    E ci teniamo ben stretto
    quello strano splendore

    quasi fosse esso

    lì per li a svelarci il segreto del bel vivere
    e accendere continue albe morbose
    assorte solo nel loro fulgore

    finché il Firmamento
    non ci indicherà il momento giusto
    per scrivere la nostra storia
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 02 gennaio 2017 alle ore 21:37
    Ho paura d'essermi perso

    Come chi si dà da fare
    per trarre dalla vita i migliori piaceri

    nell'infinità dei privilegi
    che facilitano l'esistenza

    MAI
    ci chiediamo cosa siamo
    nel nome del Cielo

    Malvagi fino in fondo

    nessun senso del giusto
    alberga nell'indole d'ogni uomo

    rendendo impossibile lo scoprir
    in Lui qualche sano principio

    E giustifichiamo il tutto

    con l'ignoranza di non capire
    d'esser capaci di far del bene

    immersi come siamo in insolenti sorrisi

    a versar lacrime d'intelligenza e d'allegria
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • 02 gennaio 2017 alle ore 20:44
    Il mio passeggier mattutino

    Nuvole bigie

    interrotte da tremuli raggi cadenti
    bave di luce di un sole birichino

    attraversano il gioco solitario dei miei pensieri

    a sfuggire da spiacevoli "giocondità"
    e giulire nella malinconia

    perenne fermento del cuore

    che avvolge ogni mio giorno
    col suo immenso calore

    E rivedo la mia vita

    con questa smania di vivere
    che rallegra l'anima

    tra squarci austeri d'esistenza
    ridondante di dignità e passioni

    e accorcia l'agonia di quella parte del mio Essere

    ammorbata di sfide senza speranza
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 02 gennaio 2017 alle ore 19:26

    Quanta ipocrisia vedo. Vedo persone chiamarsi "Fratello" o "Sorella", ma poi si sparlano alle spalle. Si sostengono facendo gli indivisibili, ma è solo apparenza perché il loro è solo un "Bisogno". E' solo una fottutissima paura di restare soli e affogare nella solitudine. Pensano di conoscere il mondo, ma in realtà non hanno la conoscenza nemmeno di se stessi. Dichiarano di avere "Carattere" e "Personalità", ma in verità quello che hanno è solo un accumulo di egoismo e finta comprensione verso il prossimo. Malati di protagonismo che va a mascherare una mente ottusa e priva di intelligenza. Non serve spargere miele laddove nel profondo regna un animo cattivo che guarda solo al proprio "IO"!

  • 02 gennaio 2017 alle ore 17:37
    E il cinguettio dei passeri...

    E noi appresso al tempo
    a disperderci nel furore degli spazi
    tralasciando le intercapedini
    e il cinguettio dei passeri
    soggiogati dalla frenesia dell’istante
    che tra le dita scema
    come un granello di sabbia
    in balia degli istogrammi.

    Stanchi
    di cammini lineari
    scuotiamo i passi alle ombre
    e l’intimità ci assale
    come notte ripudiata dal tramonto
    mentre i calici sobillano
    l'adunanza di verità indigeste
    e vacillano scettri
    sulle polveri di sevizie e baccanali.

    L’orgia
    di un sapere assorto
    riscrive il mio stato emotivo
    e la rabbia si commuta in preghiera
    d’anagrammi imperfetti
    sull’eco di litanie spulciate tra i ricordi
    mentre il tuo seno trema
    al vezzo ardito
    d’un mio bacio immaginario.

  • 02 gennaio 2017 alle ore 15:06
    Alla luce dei fatti

    Mi sorprende, a volte
    lo sconforto antico
    della non accettazione.

    Come un gatto, mi sento
    sopra un piano
    inclinato ed unto.

    A nulla servono
    le unghie abili.

    Forse carezze,
    a riportar la pace.