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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 dicembre 2016 alle ore 13:55
    Tavolo numero zero

    E' amaro il vino dell'oste,
    ma, non ho altro.
    Brucia in gola e fa male al fegato,
    ma il prezzo è basso.
    Un bicchiere per dimenticare il tuo volto,
    le guance tenere, affossate,
    quando sorridi.
    Il secondo bicchiere, assorda la tua voce rotta,
    ancora nella mia mente,
    eco del vento tra i rami.
    La voce dell'oste basterà.
    Un bicchiere, per non sentire più la pelle,
    che ti riconoscerebbe al tatto, se tu fossi qui,
    ma non ci sei, per me.
    Con la vertigine, sale la rabbia,
    che le labbra piu divine, ancora non le ho.
    C'è però il vino dell'oste,
    vino oscuro,
    veleno, che addormenta il cuore,
    il mio inganno.
    Ho sbirciato attraverso la tua pelle sottile,
    frugato, tra ossa fragili di cristallo,
    visto lo scrigno del tuo cuore, e le sue ricchezze,
    sentendomi cadere, come in sogno, in un desiderio,
    come Ulisse, dalle sirene, in questo gorgo tremendo,
    il vino ha il colore delle tue labbra, più forte ancora, sento il mio cuore,
    e di desiderio mi arde la pelle.
    Dall'oste, nessuno è felice.
    Ai suoi tavoli, nessuno canta,
    nelle sue stanze, non ci sono amanti,
    Ma senza di te, non c'è posto mi accolga,
    ne una voce che mi incanti,
    ne mani, ne sorrisi, ne amanti.

  • 20 dicembre 2016 alle ore 11:45
    incerta età

    sotto questo cielo di periferia,
    poi
    o prima 
     ti rendi conto
     di aver raggiunto un'età certa
    quando inizi a provar nausea della solita lucida e grigia superficie
    tutta uguale
    e prendi a scavare
    con le tue nude mani a scavare

    e quando inizi a scavare, non ti puoi più fermare
    e allora ti accorgi
    che una nuova e incerta età
    è iniziata
    ma non hai più paura
    anzi, con piacere gusti il sapore e la buona frescura
     che passa leggera
    attraverso quel sottile velo di libertà

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/12/incerta-eta_16.html#!/2016/12/incerta-eta_16.html

  • 20 dicembre 2016 alle ore 9:25
    Perché si

    Stella
    brilla per me!
    Splendimi addosso  
    come la luce,
    cadimi addosso
    come la pioggia,
    avvolgimi
    ubriacami. 

    Rotolare
    nei tuoi occhi belli
    come un bimbo in un prato
    è l'incubo più dolce
    che mi fai sognare,
    perché una
    come te
    fa sognare uno
    come me
    da quando sa  
    sognare.

    Fosse già
    da una vita
    o fosse fra
    vent'anni,
    quella che sei
    sarebbe sempre
    il prato
    di quello che sono,  
    se adesso è
    che adesso sia
    tu
    perché
    si,
    avessi otto anni,
    diciotto,
    ottantuno,
    saresti
    sempre
    il mio si.
     

  • 19 dicembre 2016 alle ore 21:26
    Promesse nel silenzio

    Il tempo scivola silenzioso

    parlandomi

    facendomi rimpiangere
    momenti di solitudine

    e intridere il mio vivere
    di un'essenza che non svanisce

    E rumori di venti
    ritmati dallo scorrere delle opportunità

    delineano distanze
    cosparse di prosperità

    trepidazioni piacevoli

    promesse di quel silenzio
    a dar nuovi inizi al tempo

    e esaltarne gli stimoli

    con la sua postura
    che incombe sulla vita

    Sic transit gloria mundi
    .
    cesaremoceo
     

  • 19 dicembre 2016 alle ore 20:44
    Riflessi d'eternità

    Iridati sussurri
    lasciano indelebili tracce
    sulle strade del vivere

    tratti di sentieri

    dove tutto sa di vita
    immelancolita dal tempo

    E trasparenti veli d'amore
    avvolgono le mie rime

    facendole scivolare
    in magnifici tramonti d'ogni passione

    a scandire il passato
    e intrecciarsi con imperituri ricordi
    impressi tra le orme della memoria

    La' s'adempiono i miei peccati

    là vivono i miei dolori e le mie allegrie

    momenti decretati dal Cielo

    a rivelarmi nuove Verità
    sulle quali costruire il futuro

    E là dovrà compiersi il mio destino
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 dicembre 2016 alle ore 19:12

    Mentre dai attenzioni a persone che non valgono niente e che nemmeno ti vedono, all'ombra di esse si nasconde magari qualcuno che meriterebbe di essere notato. Scavalca il superfluo, guarda oltre e forse troverai qualcuno che veramente vale.

  • 19 dicembre 2016 alle ore 11:22
    Cambierà

    Sembra
    che da un po'
    la vita
    non mi sorrida più.
    Alzo le spalle
    sorrido io.
    Cambierà!

  • 19 dicembre 2016 alle ore 11:21
    Morte di un curioso

    Potrò viaggiare
    finalmente,
    al di là degli specchi
    cavalcando comete
    sulla linea del tempo
    e sarò felice.

  • 19 dicembre 2016 alle ore 11:16
    Paradiso

    Trafiggi il mio cuore e portalo via!
    All'ottava superiore.
    Stringilo, toglimi il respiro
    e lascialo cadere
    ai piedi tuoi e del Do centrale,
    in Paradiso.

  • 19 dicembre 2016 alle ore 11:14
    Periplum

    Volteggio celesti spazi
    e la follia attorno danza
    sul tappeto dei
    non ti scordar di me.

  • 19 dicembre 2016 alle ore 11:02
    Mattino domenicale

    Alle finestre guanciali stanchi.
    Alzo il bavero
    do voce ai miei passi
    per il piacere dell’edicola
    del caffè e del tabacco.

    Il sole rimane in pigiama
    la domenica mattina
    e pare, la gente,
    volersi più bene.

  • 19 dicembre 2016 alle ore 11:00
    Roulotte

    Mi regalo un concerto
    a ricercar melodiche emozioni
    nel canto estatico
    di una Lavatrice rom
    libera dall'incubo dei watt
    e dal calcare.

  • 18 dicembre 2016 alle ore 22:32

    Quando recitate il "Medesimo" copione per conquistare la "Vittima" successiva se volete fare gli splendidi evitate di dipingere le precedenti "Vittime" come pazze e voi come santi. Evitate di pronunciare frasi del tipo: "Tu neanche te lo immagini chi è quella"! Perché la verità è che la vittima di turno è chi siete voi che nemmeno immagina. 

  • 18 dicembre 2016 alle ore 21:36
    Menti sciupate dai pianti

    Nella sobrietà che da fervore all'intelletto

    per il quale l'armonia del pensiero

    nel rivolgersi agli uomini

    conferisce loro
    arie d'elevate e eroiche gesta

    librarsi in volo
    sul lungo ondulare del vivere

    in questa modernità

    nella quale il talento molte volte
    non va a braccetto con la dignità

    E ci portiamo dietro per diritto ereditario

    la predisposizione alla riverenza

    accentuandola nella scelta
    delle nostre amicizie

    riversandola
    su foschie venerande di vecchiaie

    che dovrebbero godere solo
    di meritate e durevoli vacanze
    .
    cesaremoceo

     

  • 18 dicembre 2016 alle ore 21:09
    Trattengo negli occhi il sole che non vedrò più

    In questo vivere

    cosparso di buie notti a pregare ognuno...
    d'averci accanto e tenerci per mano

    viscosi pensieri di silenzi affannati

    illusioni insolentite d'illegittima ilarità
    dove solo vecchi cuori
    battono i ritmi stanchi della vita

    illuminano il cielo di tetre afflizioni

    E pagliacci

    aspersi di sapida crudeltà

    eccitano gli uomini con scherzi efficaci

    a farne sorridere l'onesta faccia
    e l'allegra fierezza

    celando nell'anima bagliori d'austerità
    nel divenire impetuoso

    che ondeggia e spumeggia
    e si gonfia e si placa del loro capriccio

    E noi inermi
    e col potere della ragione smarrito

    mescoliamo sollazzi e tristezze

    ricamando grotteschi indumenti
    da indossare con ardimento

    nei vaghi riflessi
    dello splendore dei ricordi

    inutili esteriorità
    impregnate di finti doveri

    a conferire la più falsa dignità
    alla nostra pur breve vita
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 18 dicembre 2016 alle ore 13:31

    Potevamo urlarla insieme quella voglia di vita e di libertà. Potevamo essere "Unici" in un mondo di amori tutti uguali. Potevamo essere diversi forse, ma perfetti insieme. Ti avrei insegnato quanto vale un'emozione e un sentimento. Ti avrei fatto vedere la bellezza di due occhi che si chiudono mentre due labbra si avvicinano. Ti avrei insegnato la poesia che può nascondersi dietro tutto ciò che tu hai sempre vissuto in modo superficiale. Mentre facevo tutto questo, tu mi avresti insegnato quanto sia possibile sentirci "Invincibili" respirando libertà e vento. Mi avresti insegnato a non piangere più per cose stupide, ma ad essere abbastanza egoista e bastarda da fregarmene. Potevo portare alla luce la tua dolcezza e tu avresti dato più polso alla mia forza. Mi avresti insegnato che dietro i peggiori modi può nascondersi un mondo meraviglioso. Un mondo che hai scelto di lasciar morire per orgoglio ed egoismo e io per non morire insieme a te ho scelto di andarmene via... Lontano e per sempre.

  • 18 dicembre 2016 alle ore 11:10
    L'Effimero

     
     

     
     
    Nella mente solo lei
    Che ha bevuto l'amore
    E ubriaca non è
     
    Ubriachezza e paure
    non ne vale la pena
     
    L'assente presente
    Ha cambiato la musica
    Ma non vuole capire
     
    Che vivo bene
    Nella mia stanza
    Sto bene così
     
    All'uopo le dico
    Sono ribelle
    E Sono felice
     
    Sei una donna di fumo
    Scolpita nella nebbia.
     
     

  • 18 dicembre 2016 alle ore 2:12
    Anime senza ali

    Sono ali di pensiero
    a sfiorar le tue ciglia
    È tremito di palpebre
    il sussurro su la pelle
    Così vieni
    Così vai.

  • 17 dicembre 2016 alle ore 20:53
    Boccate "d'ossigeno"

    E tutto

    intorno

    mi parla di me

    della mia dimensione
    d'uomo e poeta

    nei rinomati e rinnovati impulsi
    a corredo delle mie rime devozionali

    passioni a divenire mirabilie
    da tramutare in emozioni e meraviglie

    pur con la paura di morir ucciso
    nell'incrocio di qualche fuoco amico

    E mi accingo alla cultura del futuro

    Io artista del silenzio

    sballottato tra saggezze e follie

    solitudini tenere
    comiche e disperate

    fedeli amiche della mente

    che tento di far convivere
    nel cercarmi nei miei propositi

    dogmi da esprimere
    nella solennità delle urla
    della mia voce interiore

    emesse dal cuore intristito
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 17 dicembre 2016 alle ore 14:53
    Sento

    Sento
    il profumo­
    della tua anima­
    Sa
    di bellezza

  • 16 dicembre 2016 alle ore 23:36
    Haiku

    L'onda di mare
    sa scolpire paziente
    la dura roccia

  • 16 dicembre 2016 alle ore 22:16
    Anch'io pago i miei tributi

    Passeggio

    con il libro della vita sotto braccio

    percuotendo i tamburi della poesia

    a dilettare la mia interiorità
    di rime e di parole

    E mi agito in arroganti inferni
    diroccati d'egoismi

    a esibirmi in prediche infervorate

    e inventare fantasmi d'illusioni
    senza sfumature

    in questo marcio vivere

    che ruota attorno
    a un universo senz'anima

    la cui finitezza mi disgusta

    E mi riesce difficile
    definire con le giuste emozioni

    certe passioni turbolente
    impregnate d'ostracismo

    col sacrificio d'accettare
    tormenti e sofferenze

    nel coraggio di sopportare il destino

    Solo allora smetto d'esistere
    e comincio a vivere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 16 dicembre 2016 alle ore 21:36

    Non mi hanno regalato la serenità... Me la sono conquistata. L'ho fatto strada facendo, passo dopo passo e lezione dopo lezione. Ho imparato il valore di un abbraccio quando ne ho chiesto uno e mi è stato negato. Ho capito cosa fosse l'umiltà quando sbagliando sentivo io per prima la necessità di chiedere scusa, ma ho visto quanto costi agli altri dare lo stesso nei miei confronti. Ho capito che ci possiamo rialzare sempre quando mi sono aggrappata a mani invisibili, mani che erano grandi, forti e sicure solo agli occhi miei. Questo perché tutti sappiano che la serenità dipende da noi... Perché la vita insegna molto di più quando colpisce... Di quando ti accarezza.

  • 16 dicembre 2016 alle ore 20:43
    Cefalù (nel cuore)

    Sprofondo nel piacere di "saperti"

    eccitato dalla tua bellezza

    rimarcata dal rumoreggiar dell'onde
    che s'adagiano sulle tue dolci rive

    Sensazioni sublimi e immediate
    m'avvolgono oltre il respiro

    col cuore in gola e il sangue
    a ruggir nelle vene

    nell'ammirar la gloria affascinante
    della maestosità del tuo essere

    con gli occhi cerchiati da visioni ardenti
    a esaltare le tue intimità

    vicoli verecondi e virtù di pudori

    intrisi ancora dei sospiri dell'anime
    dei tuoi figli morti per la libertà

    E poterti e volerti raccontare
    trasgressiva e fantastica

    padrona del tuo destino

    nelle esperienze che accendono i ricordi

    tracce indelebili delle felicità godute

    energia vitale a affrontare il miglior futuro
    . ©®
    cesaremoceo

  • 16 dicembre 2016 alle ore 20:41
    A Cesare

    Ma guardate che regalo che ho trovato stamattina...sono rimasto senza parole...

    A Cesare

    Sempre sulla cresta dell'onda

    e come essa,
    sensibile alla forza del vento dell'amore
    che ci sostiene e sempre ci sospinge.

    Tu credente nella profondità e l'immortalità dell'anima

    ritorni ancor a spinger l' uomo verso l'infinito
    a cui pur non vedendo, esso è destinato.

    Ben te ne verrà da questo tuo onduoso cammino

    perché colui che è, è sempre fedele e consistente

    al suo infinito amor.

    Jack Terra

    (Ringrazio Jack Terra,mio amico virtuale,del bellissimo regalo,a conferma che anche su fb possono nascere belle amicizie e belle soddisfazioni)