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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 dicembre 2017 alle ore 17:21
    Buon anno

    E noi lo si vedeva ancora il sole
    ma tutto era già tramontato
    effetto di rifrazione
    nell'atmosfera era lucente, irradiante.

    Due minuti o due secondi
    le persone lo guardavano affascinate
    e ne parlavano a gesti e contraddicendosi
    ammiravano sulla panchina ciò che guardavano.

    Neve, raggi azzurri,rosa, grigio e viola
    qualcosa d'una grande semplicità,
    sembrò allora inondare la mente,
    di quel riflesso languente
    ancora diceva di un sogno di libertà
    per l'anno nuovo che verrà.

    Buon Anno Nuovo a Tutti :)

  • 28 dicembre 2017 alle ore 8:48
    Dove?

    Poi
    tu solcherai le strade
    io a ridosso il cielo
    il nord sospinge il nord
    come ombre e rumori
    torrenti d'occhi
    dove "Sono qui" dici
    e giù l'hangar di luce, quanta!
    con l'illusione che lo spazio
    allenti sopra sotto
    avanti indietro
    e forse neanche una parola
    ma l'aria, quella transfuga
    dal freddo nei rossori
    già chiara, avvolge.
    Il dove che mi sbanda
    in vuoto a sterno. 
    Dove? -mi sei da scia
    un'aporia di vicinanza
    mentre il paese 
    là disteso, dorme.

  • 27 dicembre 2017 alle ore 21:00
    Tra Ronzinante e Varenne

    Trafitto nell'interiorita'
    dal pernicioso e sempre eterno dilemma

    d'essere buono per tutti o per nessuno

    e nel piacere d'immaginarmi
    uomo solo per pochi

    nella mia spicciola filosofia

    scrivo

    non per ottenere premi o onorificenze

    ma perché il futuro possa divenire
    salvifica certezza precursore di se stesso

    E lascio a Voi l'onere o l'onore

    di cavalcare a briglie sciolte i miei versi

    lungo i sentieri che si diramano
    nelle praterie del vostro vivere
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2017 alle ore 20:58
    Come il volo di un gabbiano

    Nascondere le ambizioni
    con l'esuberanza dei pensieri

    vestendo i panni di un esordiente

    come un gabbiano in volo
    appena affacciato alla vita

    nella stranezza che
    dopo averlo cercato nel vento di Dio

    abbia trovato il suo posto fra i giorni

    divenuti d'un tratto il disegno irreale
    dove i segnali della vita scorrono nel nulla

    E ripetere ancora al cuore e all'anima che più non sente

    che il domani sarà sempre e in ogni modo
    ancora un altro giorno...

    e così convincere se stesso e gli altri

    che i pensieri vivono e muoiono
    nello stesso momento in cui essi nascono
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • Trasfigurazioni d'ideali
    sotto cieli pallidi di vergogne

    pervadono le menti

    lasciando sospesi i pensieri
    frutto d'impeto e di sdegno

    di uomini vittime

    costretti a subire
    soprusi e dolori nell'anima

    derisa dalla sua stessa innocenza

    e che non sa più
    ritrovare il cammino della speranza

    E venti gelidi soffiano intensi
    senza indugio di folate
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2017 alle ore 20:50
    In fondo al lungomare

    Venti leggeri
    seguono le poche nuvole
    che disegnano il cielo
    spingendole verso est
    verso quell'orizzonte
    dal quale in ogni alba
    nasce il giorno
    Io son qui
    immerso nel silenzio
    a guardar i miei pensieri
    che cadono e si rialzano
    ora incupiti
    ora distesi lungo le strade del cuore
    a pensare...a interrogarmi
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 27 dicembre 2017 alle ore 20:47
    Tutti pazzi per la festa... e poi...

    Passata la festa

    mi ritrovo a sbirciare di sottecchi
    facce senza felicità e prive d'ogni ardore

    con le guance scavate dalla rabbia
    che nei racconti di questo domani

    mostrano i solchi duri e ostinati
    d'una sommessa insoddisfazione

    E se vanno a drappelli

    tutti assieme sottobraccio all'ipocrisia

    tra cenni pigri d'inutili saluti
    e a passo lento e solitario

    come si va quando
    si è sospinti dalle delusioni

    mostrando al mondo gli egoismi
    che nelle feste feriscono i cuori
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 dicembre 2017 alle ore 19:16
    L'Adesso del Sempre

    Avevo percezioni
    fra colori di pensieri:
    - bozze d'ali a strizzar l'occhio
    al velo di crisalide -
    ...
    Avevo trasparenze fra le dita
    pulsanti vibranti danzanti
    Eoni
    a pelo d'epidermide
    ...
    Avevo petali
    di cirri evanescenti
    a fior di pelle
    ...
    Avevo l'attimo d'Eterno
    in circolo perpetuo:
    -pensiero percezione levitazione-
    ...
    Avevo l'Adesso
    ho il Sempre.

  • 27 dicembre 2017 alle ore 14:48
    Bisogno di Dio

     
    Ho visto schiarirsi il cielo
    alla luce dell’alba
    dopo una notte buia
    senza stelle e senza luna
     
    Ammassi nebulosi
    si sono riappropriati della forma
    e ho riconosciuto cose
    animali e persone
     
    Le montagne lontane
    illuminate dal sole
    mi hanno dato forza
    e scaldato la vita
     
    Un bambino piange
    e chiama la mamma
    intenerisce il mio cuore
    indurito e muto
     
    Una voce sussurra
    una preghiera a Maria…
    mi riaccende nell’animo
    il bisogno di Dio.
     

  • 27 dicembre 2017 alle ore 9:30
    Aura

    Non c’è più una rosa
    Dobbiamo andare dove la terra ovattata
    aspetta altre nascite
    dobbiamo cercare dove le spine 
    hanno piantato il seme
    Dove il cielo gelato 
    di dicembre ha emesso un vagito
    e un solo fiocco 
    color pace

  • 27 dicembre 2017 alle ore 1:01

    Non mi basta avere qualcuno da amare. Non mi basta trovare qualcuno che la notte tenga calda la mia pelle. Non mi bastano le parole d'amore. Ho bisogno di amare qualcuno che mi ami con la stessa importanza e lo stesso rispetto. Ho bisogno di qualcuno che si preoccupa di scaldarmi la mente e il cuore per poter far godere anche la mia pelle. Ho bisogno che le parole prendano il largo, perché ad una certa età si fa spazio ai fatti. Non mi bastano i "Per sempre". Non mi bastano i "Ti amo" e nemmeno tutti quegli inutili "Sei speciale". Ho bisogno di vedere una costanza quotidiana che un per sempre lo costruisce giorno dopo giorno. Ho bisogno di essere rispettata, non annullata, non calpestata e tradita per sentire un "Ti amo" che va ben oltre le parole. Ho bisogno di essere ascoltata e compresa, guardata come qualcosa di unico e curata come qualcosa di raro e prezioso che non capiterà una seconda volta nella vita; perché io possa sentirmi speciale. Non mi basta più la favola, l'utopia e vedere i miei dubbi, le mie paure e le mie incertezze colmate da belle parole. Ho bisogno di stare serena, di potermi appoggiare e non di trovare il vuoto e il silenzio. Ho bisogno di sentirmi dentro una realtà che vale, che conta e soprattutto piena di concretezza!

  • 26 dicembre 2017 alle ore 20:27
    Affacciare ali

    Mi metterei fino all’epifania
    ad ascoltare i legni
    donandosi bruciare
    dentro muri di pietra il cuore
    nel non sentire i campanelli.
    Hanno portato nastri d’oro
    e vino, sarà comunque festa e chi
    non si stupisce della luce spezzata
    rompe noci e gioisce
    al dubbio dei contrasti:
    la notte quieta -sembra
    sotto una stella insanguinata
    d’oppio e sorrisi, ch’è fin troppo facile
    “l’amore è dentro te” se un nodo
    di dialoghi e silenzi implode
    idealizzato in verbi all’infinito
    -sentire, cogliere.
    Ma bisogna affacciare
    ali, liberare, correre.

  • Nato dal grembo di madre natura
    e gettato là
    tra insufficienti intelligenze
    a sguazzare
    nella confusione dei pensieri
    e negl'inganni della mente
    con verità d'imposizione
    a controllare le emozioni
    e accettate
    quale nutrimento dell'anima
    aspetto Te Gesù
    mio Salvatore
    che mi prendi per la mano
    e mi riporti a casa
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 dicembre 2017 alle ore 20:22
    Natale e tristezza

    Ricordo l'infanzia

    e quando la mia età
    era una primavera canuta

    sempre furente

    quando le amarezze
    si mescolavano ai turbamenti

    quando le mie passioni
    vivevano di rabbie

    nel lutto della vita

    E perdonatemi

    se vi porto in dono
    queste mie tristezze

    non ho vergogna
    dei miei Natali ciechi

    né del desiderio
    che ho adesso

    di non coprirli d'oblìo
    .
    Cesare [email protected]

  • 25 dicembre 2017 alle ore 20:19
    La mia ricchezza (addì il mattino del Natale 2017)

    Impatto amaro
    al risveglio ho trovato
    ai piedi di tutte le promesse
    in questo giorno del Tuo arrivo
    nel vedere ancora in Ognuno
    la nostra miseria
    compagna di strada e di cicatrici
    E sospiro alle mie tristezze
    facendone aria di vita
    nel perpetuarsi delle malvagità
    di cattivi eunuchi
    nel desiderio d'amicizia
    d'uomini umili
    chiave universale
    che m'ha aperto sempre
    le porte della libertà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 dicembre 2017 alle ore 0:35
    Natale

    È Natale
    ed io non me n’ero accorta…
    Non lo sanno le terre
    che hanno fame
    e i ragazzini con una bomba in mano
    e nemmeno quel barbone
    stracciato a terra
    ha sentito il profumo
    di un banchetto che brinda.
    Non lo sanno quei matti
    rinchiusi nelle voliere.
    Forse non l’avrebbe capito
    nemmeno quel bambino nudo
    se non l’aveste messo
    in una grotta.

  • 24 dicembre 2017 alle ore 15:55
    Ci sono Mondi (Sonetto)

     
    Ci sono mondi, nella fantasia,
     sospesi in ogni battito di ciglia,
     son desideri d' una notte in veglia
     racchiusi in una bolla di poesia.
     
     Ci son disegni colmi d'armonia
     che sanno realizzar la meraviglia
     raggianti, in  madreperla di conchiglia
     spruzzati di sorrisi e di magia
     
    Ci sono storie, raccontate in breve
    fatte d' abbracci dati  nel perdono
    saldati da cristalli e bucaneve.
     
    Ci sono amori a sciogliere la neve
    a ricordar la vita, grande dono
    perché nulla è scontato e nulla deve.
     

     

  • 24 dicembre 2017 alle ore 0:07
    Natale

    Momenti scampati
    ad agonie di trambusti: 
    -assordanti-
    Momenti afferrati
    all'idiozia 
    d'accecate follie
    Momenti rubati
    Momenti rinati 
    Momenti d'incontro
    del Sé con il Sé
    d'altri sé anelanti
    S'accostan momenti 
    di assoluti silenzi 
    'sì vicini al Creato 
    d'amare ogni istante 
    scordando l'inutile
    strepitio del vanesio 
    È Natale
    scie di astrali silenzi 
    afferrano 
    in eccelsi cieli trasportano 
    nell'incontro uniscono.

  • 23 dicembre 2017 alle ore 16:01
    Vassoi offerti al Natale

    E se ora fossero più dolci
    i nidi in pastafrolla 
    in fila sui vassoi
    dopo che mani sbocciano
    profumi di finestre verso il cielo,
    in orli di campane un rilucere
    d’intonaci, un impasto di pietre
     
    Nelle ore di Natale, prossime
    d’abbondanza in mense
    se mandarini e resine
    sento bruciare
    nel timore dell’aria
    che ha assorbito colpe
    sotto astri d’ogni provenienza
     
    lo spirito brandisce la parola
    porta Betlemme in voce
    su terre aride
    a estorcere un palpito di bene,
    finanche il caldo
    dai nostri maglioni spessi
    esca allo scoperto
    in trama d’abbraccio 

  • 23 dicembre 2017 alle ore 9:44
    Buon Natale! (quattro mani con Giuseppe Iannozzi)

    Nella notte stellata una strada.
    E un sentiero ombreggiato di sogni
    mai rivelati alla luce del giorno;
    grandi alberi di rami mezzo spogliati,
    addobbati di fragili chiome argentate.
    E strade dorate di luce
    che al passaggio del vento
    si commuovono in amore;
    in essa la gente si specchia,
    peccato però non sappia
    riconoscersi
    se non in un buio riflesso.Vuol la Stella condurci
    in segreto, lontano dal mondo,
    dai cattivi che ci vivono attorno.
    Pastori tremanti, al momento
    estatici nell’ammirare
    il piccolo fagotto lor di fronte;
    il suo bel volto simile
    nostro riflesso nel sole al tramonto
    per un mistico incontro
    nel giorno più bello dell’anno.

    Vivere il dono di Dio
    nella meraviglia,
    nella gratitudine,
    nel distacco
    dai beni materiali.

    Quest’uomo nuovo,
    umile come i pastori,
    saggio come
    i Re Magi.

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:54
    Stamattina, divagando nel mio intimismo

    Se mai
    riuscissi ad arrivare al cielo
    vorrei che tu fossi con me
    a godere
    delle meraviglie della vita
    viste dall'alto
    da un'altra angolazione
    con lo sguardo della contemplazione
    E mi accingo
    alla grandezza del vivere
    sognando strade d'eremitaggio
    nel nostro cammino fiabesco e misterioso
    tra il cinguettio degli uccelli
    e le suggestioni dell'anima
    E mi aggiro in quei dintorni
    aspettando l'Ascesa
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:52
    Nel domani d'ogni domani

    Salgo con cautela gli scalini del mio vivere uno alla volta saltando con parsimonia i saperi illeciti del mio andare incontro a fantasie promiscue d'impulsi d'odio e sentimenti di ribrezzo E rimango fermo molte volte a metà strada senza saper se andar avanti o tornare indietro nel mio sognare senza speranza nella perenne attesa dolorosa e intensa di un miglior domani . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:49
    Scrivo, dunque esisto

    Ho passeggiato camminato e corso su strade dissestate dove fossi pronti a inghiottirmi hanno costellato la mia strada Ho navigato in acque calme e in mari in tempesta dove la mia fede è stata zattera di salvataggio Ora immerso in futili pensieri non m'accorgo più dei giorni che passano e nel mio restare spoglio di fascino e di futuro e schiavo di me stesso e delle mie fobie scrivo per svuotare l'anima dalle torture subite negli anni . Da "La nuova vita" di Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:46
    Io, che volevo una vita semplice

    Ardono fioche le fiamme perpetue fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitar dell'anima tra le fitte tenebre della terra avvolta in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi di illusoria socialità e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno sento il dolore del mondo assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace . Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:43
    Sogni senza speranze

    Attese continue dolorose Mi trascino nell'incertezza nel mio sognare senza speranza anzi nella certezza d'essere diventato solo un barattolo vuoto sballottato in tutte le direzioni da venti senza confini E aspetto ancora che qualcosa cambi . Cesare Moceo @ da "La nuova vita" di Cesare Moceo