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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 marzo 2017 alle ore 20:52
    Io,tu e Morandi (a mia nipote Mariateresa)

    "Ma chi l'avrebbe detto mai...
    come è volato il tempo"

    Risvolti di Verità

    misti all'opacita' incalzante della ragione

    cercano giustificazioni
    a nascondere i pretesti del tempo che passa

    E ti affido ai miei insegnamenti morali

    per scordare la possessivita' del mondo

    e vivere la felicità e l'allegria

    nel disincanto dell'eterna fanciullezza che ci assale

    "Grazie a te che hai dato vita alla mia vita
    e m'hai insegnato ad andare avanti "

    E a sopportare l'avidità dell'anima
    e l'egoismo degli uomini

    rimanendo nella certezza che
    "uno su mille ce la fa"

    E tu ce la farai...tvb
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 27 marzo 2017 alle ore 20:03
    Ti lascio andare...

    Così si lascia andare, chi non può restare.
    Con forza e determinazione.
    Col senno di poi.
    Col rimpianto di ciò che non è stato.
    Con dolore.
    Con angoscia.
    Senza più alcuna speranza.
    Con tristezza infinita.
    Senza più illusioni.
    Con una lacrima mai scesa.
    Col sapore delle tue labbra.
    Col cuore ferito di chi ha lottato ma ha perso.
    Con quell'abbraccio mai più dato.
    Con un sogno infranto.
    Con la certezza che il cuore, non può lasciar andare.

  • Riparo
    quasi eterno
    da pioggia vento neve
    e dal rumore
    della vita
    dalla strada.
     
    Riparo
    d’intime cene
    di liti coniugali
    di ozi e solitudini
    di canti e delazioni
    di preghiera.
     
    Riparo
    di popoli
    di suppliche
    di assoluzioni
    condanne
    confessioni.
     
    Riparo
    di notti tossiche
    e giorni senza l’aria
    di voci in culla
    di pianto
    riparo, per un attimo e poi tomba.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:21
    Silenzi

    Scappano col sole, finiscono presto
    le giornate di questa stagione
    ma la luce gialla
    della nostra piccola cucina
    dà il giusto senso
    alla tazza del latte.

    La macchia di caffè
    s’espande in essa, si fonde,

    accentua il silenzio

    rotto dal saliscendi della lampo
    che mi nega il tuo essere.

    Alle domande che mi pone
    questo vedo-non vedo,
    trovo risposte,

    attraverso la stretta portafinestra,

    nell’abbraccio
    fra le nuvole del cielo
    e il rossastro dei tetti.

    Diversi
    ma così complementari,
    così infinitamente belli,

    noi due.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:16
    Moti

    Soffocato, fioco fioco
    pressappoco come un fuoco
    avverto il travaglio dell'anima.

    Picchietto trentaduesimi, oggi
    sulla scrivania

    e tutto mi pare fermo.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:15
    Previsioni

    Non se ne può più
    di questi meteo,

    di elaborazioni asettiche.

    Basterebbe la saggezza
    del vecchio contadino,

    sempre più vecchio e
    sempre meno contadino.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:11
    Capitombolo

    Non ci son lucciole
    solo occhi di gufi
    Fra i rovi neri della notte
    cade il mio pensiero.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:10
    Circo

    Al vento vacillo
    di questa vita.

    Senza rete
    né fune e contrappeso

    funambolo mi sento.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:07
    Impallato

    Non ha data di scadenza, il tempo

    ha l'attimo.

    Salvato in cartelle ricordi
    ad occupar memorie

    a rallentar programmi. 

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:05
    Notte in concerto

    Bagliore, tuono.
    Danzano steli
    a fischio di vento.
    Chiome scosse
    di betulle coriste.
    Scorgo, rapito
    argenteo pianto di nubi.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:02
    Via

    Quello che era
    non è ciò che è.
    Cercar vorrei la vita
    là, dove non c'è.

  • 27 marzo 2017 alle ore 17:00
    Salto

    Bravo pesciolino!
    Imprigionò la morte
    in quell'attimo di vita
    colma d’acqua
    e di niente

  • 27 marzo 2017 alle ore 13:11
    Il giorno distratto si alza sull'ombra

    Temo il giorno distratto che si alza sull'ombra,
    il logorio di un silenzio assordante di un’ora ingannata,
    percepire la tua carezza di luce sbiadire
    nella trasparenza d’inchiostro.
    Non trovo conforto nell'abbraccio del tempo,
    nel seme che non germoglia nell'arsa zolla,
    nelle esasperate memorie.
     

  • 26 marzo 2017 alle ore 20:33
    Indelebili segni resteranno

    Indelebili segni resteranno
    dopo che il tempo ti avrà lasciato

    E Tu

    senza alcun lamento

    raccoglierai i cocci del tuo esser stato

    cosciente nei tuoi bagni purificatori tra piaceri e rime

    impenetrabile nella tua allegria

    tagliente e leale nella sua schiettezza

    Indelebili segni resteranno
    dopo che il tempo ti avrà lasciato

    E di Te

    che avrai sopportato
    tutte le intemperanze della vita

    ricorderanno l'ardore che avevi
    di scavare dentro le apparenze

    e quella tua sincerità quasi urticante

    di mostrare le ferite e i dolori

    la tua rabbia e la tua fragilità

    Indelebili segni resteranno...
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 26 marzo 2017 alle ore 20:31
    Il vento dei ricordi

    Lontananze
    da non dimenticare

    fatte apposta a rinfocolare
    orde di ricordi

    colorati angoli di passioni

    dentro cui si districano i piaceri

    nell'interiorità delle emozioni
    legate alle magie dell'anima

    E rafforzare i "legami"

    con la consapevolezza
    che in questa parola

    ci siano tutte le armonie dell'Immenso

    tra lo scorrer delle vertigini
    di un passato trasognato
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 26 marzo 2017 alle ore 20:28
    Non mi resta che piangere

    Un solo pasto al giorno
    a base di solitudine incancrenita

    mi toccherà nel prossimo vivere

    dove ognuno reciterà il suo credo a memoria

    fermandosi al di qua di quella sottile linea rossa

    che segna l'inizio della vita

    E mi sento a disagio
    pensando al mio futuro

    e alla perdita della dignità

    nella mia morale di cittadino del mondo

    destinato ormai alla mera sopravvivenza

    E non mi resta che piangere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    CopyrightAltro...
     

  • 26 marzo 2017 alle ore 20:26
    Forse ho sbagliato qualcosa

    "Ogni poesia mi costa tanti dolori all'anima"
    e molte volte m'accorgo che...

    Forse ho sbagliato qualcosa

    Raggiri della mente
    nascondono da lungo tempo

    pensieri sfollati

    che sopravvivono ancora
    grazie alla magnificenza della loro agonia

    E in questo silenzio avvolgente
    che assorda e sconvolge

    e si avventa come un infido sciacallo
    sulle allegrie della vita

    io vivo la dispersione delle emozioni
    a svantaggio delle passioni

    e assisto inerme alla loro emigrazione
    verso più utopiche illusioni
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 26 marzo 2017 alle ore 17:14
    Avanti sempre con coraggio

    Questa nostra bella Melito
    Vive sempre come al solito
    Stiamo in qualche maniera
    In una terra straniera

    Mi guardano malissimo
    Parlo e allora non valgo
    Sto sempre a pensare
    Che qualcosa si deve fare

    Più o meno dico qualcosa
    Sempre dico a questa gente
    Per tante cose lottiamo
    Se miglior vita desideriamo

    Ora nei social discutiamo
    Però mai i fatti facciamo
    Tanto il parlare ci piace
    Anche di stare in pace

    È una bella cosa Internet
    Che di parlar ci permette
    Fortunati che siamo
    Che la coscienza smoviamo

    Anche questo tanto sento
    Tanti saluti al cambiamento
    Solo chiacchiere facciamo
    Se in strada non scendiamo

    Se ce la cantiamo e suoniamo
    Il futuro mai miglioramo
    Per i nostri figli belli e cari
    Parli ma è come zitto stare

    Avanti! Fermi non restiamo!
    Per una miglior vita lottiamo
    "Vai sempre avanti con coraggio"
    Parole di mio padre tanto saggio

  • 26 marzo 2017 alle ore 10:11
    Su strade a dondolo

    Ad occhi aperti le distanze
    per andare, tornare
    e riandare a precipizio 
     
    rinnovare l’aria che preme in corsa
    accertarsi della riga negli occhi
    tesa ad assottigliare il bianco sfarfallio
    dei passi del percorrersi.
     
    Al fulcro disgeli delle forme
    dissimili e congruenti,
    al centro il soffio tuo
    di voce, demiurgo
    al senso di abitarti.

  • 26 marzo 2017 alle ore 10:00
    Intrecci di memoria

    Adesso che i tuoi passi
    ridestano il selciato
    di mie stagioni vive
    avido vigili
    al prezzo del distacco
    la luce tenera
    e in volto io
    precipito lo specchio
    lontano quanto ieri
    nel fondo dei vent’anni.

    Si fonde musica e colore
    - intrecci di memoria -
    l’infanzia vivida
    montessoriana
    al cappelletto rosso
    che poggia al ciuffo chiaro
    l’appena accolto
    in classe nuova
    con le manine a porgere la cesta
    dell’offertorio.

     

  • 26 marzo 2017 alle ore 9:56
    E se fosse tuo figlio

    E se fosse tuo figlio 
    destinato al macello
    come l'agnello che allieta il tuo desco?

    E no tuo figlio no
    è della superiore specie umana
    quella che a spezzar femori s'allena
    quella che spara alle spalle
    - per carità, si difende così! -
    quella che erige mura di spavento
    per arginare il diverso da sé
    - che diverso non è -
    solo perché lo specchio in cui si mira
    è rotto e devia verso l'altro
    il disgusto per sé.

    E se fosse tuo figlio
    destinato al macello
    come l'agnello che allieta il tuo desco?

     

  • 25 marzo 2017 alle ore 17:00
    Argentata quiete

    Argentata quiete 
    di palpebre abbassate,
    il velo sull’area di Broca 
    finge silenzio da sommesso incastro
    cavo della sera, già luogo
    del riposare tra le tue mani.
    Al tramontare del nord un abbaglio 
    espande -la finestra non ha scuri-
    se poi non c’è una nube
    realmente le onde vedo camminare.

  • 25 marzo 2017 alle ore 8:38
    CUORE

    Ho lasciato
    che il dolore
    annegasse
    in un mare 
    di malinconia
    nella speranza
    che non cambiasse
    la rotta del mio 
    destino.
     

  • 24 marzo 2017 alle ore 23:08
    Mi sei costola

    mi sei costola 
    dove tendere più del fiato 
    carezza d’avena da cui non mi distolgo

  • 24 marzo 2017 alle ore 23:07
    Circondami di te

    circondami di te
    rinvengo lunghi istanti 
    dell'aria rarefatta