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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 febbraio 2017 alle ore 22:33
    Irraggiungibile amore

    Irraggiungibile amore,
    tu che hai coperto il mio cuore di speranze.
    Tu che illumini i miei cieli bui.
    Irraggiungibile amore,
    scoperto per caso in un giorno di solitudine.
    Voce che risuoni nelle mie orecchie.
    Tempeste su un mare calmo.
    Irraggiungibile amore mio,
    unico pensiero devastante e
    straziante.
    Mio irraggiungibile amore, riuscirò a raggiungerti.

  • 22 febbraio 2017 alle ore 22:07
    Alla deriva

    Li senti anche tu tendini, muscoli, ossa senza più forza? È faticoso restare a galla in acque troppo profonde. Ogni tanto c'è un'isola forse una barca scivolano via veloci; il sole non basta a tenerci vivi, nel mare. Bisogna amare. L'amore spacca l'onda, crea isole, infiamma i porti di tramonti.

  • 22 febbraio 2017 alle ore 20:56
    Haiku

    Riflessi d'acqua
    Sono i versi del poeta
    Ode all'anima

  • 22 febbraio 2017 alle ore 20:54
    Evoluzione di un tramonto

    Ero e sono ancora
    nel tuo grembo materno

    e là resto

    nelle imperfette sfumature
    del tuo mondo colorato

    Conscio del mio tramonto
    do l'addio al mio sempre

    sciogliendo nella tua luce
    i catenacci del mio delirio

    Segretamente nostalgico
    rido della vita che più non ho

    con gli occhi brillanti di lacrime

    a specchiarmi
    nell'azzurro mare dell'inconscio

    in questo tempo
    che s'è fermato nei sogni

    e fugge via a liberare gli istinti
    lasciandomi nel pieno dell'allegria
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • 22 febbraio 2017 alle ore 20:36
    Il destino delle parole mute

    Il destino delle parole mute

    Stanco

    tremolante nelle gambe e nella mente

    passo il mio tempo
    a incontrare parole mute

    rimaste da sempre in bilico
    sugli orli dei cuori

    nel vuoto dei giorni d'apatia
    e delle pene patite

    E ascolto il racconto
    del loro esser sole

    nude senza un perché del loro silenzio

    rinchiuso nelle ombre
    di un buio che non ha rumori

    ad aspettare tacite e inermi
    il tramonto della vita

    e offrirsi vittime sacrificali
    al proprio martirio

    in bocche insaporite d'astinenze

    in labbra spente nel ribollire dell'odio

    in lingue anartriche
    che corrono veloci verso il loro destino
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 21 febbraio 2017 alle ore 21:10
    E io tra di voi

    Speranze vaganti nel nulla

    disegnate sui muri dell'eternità
    e disperse in grovigli sospesi

    tra i fiori rinsecchiti del presente

    Uomini e donne e io tra di lor
    che nessuno ricorderà

    opercoli profumati
    vissuti ai confini del mondo

    nel valore della maldicenza gratuita
    sommersa da acredini e rancori

    e soffocati dal vivere d'infinito

    nell'eroismo di combattere le inibizioni
    rinchiuse nelle menti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • 21 febbraio 2017 alle ore 20:00
    Parole mute (Haiku)

    Ferma la voce
    Incerte le parole
    Chiuse nel cuore.

  • 21 febbraio 2017 alle ore 19:45

    Sono una specie di scoglio, di quelli che restano inermi di fronte al mare impetuoso. Assorbo il salmastro della vita che s'imbatte su di me, il freddo delle acque che hanno gelato il mio cuore e lascio che il bagnato delle lacrime mi scivoli addosso per tornare da dove è venuto. Pochi quelli che lasciano qualcosa, che sanno trattenere e fare in modo che io abbia voglia di trattenerli. Alla fine, solo una persona ha saputo essere l'onda maestra in grado di spostare anche di poco lo scoglio... Penetrarvi all'interno e restare.

  • 21 febbraio 2017 alle ore 17:25
    Cuore di neve

    Il profilo dell’altura
    emerge come una donna velata,
    austero e chiuso sui dolori dell'uomo.
    Nel nostro peregrinare
    approdiamo all'immenso
    come piccole faville di neve,
    sperduti nel vorticare degli eventi.

    Solo la montagna
    è giudice imparziale del vivere.
    Parla solo con la voce del silenzio.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 20:57
    Sessantotto,sessantanove e...se è tanta

    Fomentiamo le nostre notti
    dentro rime d'intimità occulta
     
    concepimenti donati alle nostre bocche
    già fertili di sapori e d'emozioni

    vasti orgasmi della mente
    a far sgorgare in dimensioni condivise

    grandi perle d'erotismo
    attraversate dalla linfa del piacere

    nella fantasia di sospiri
    che trasuda il nostro gioire

    E restiamo sottosopra
    a godere delle nostre voglie

    a ingoiare umori e passioni

    e contare i battiti di quest'infinito amore
    nei piaceri della carne

    a catturare estasi
    che vanno oltre la carnalità

    quadri di sensualità dissoluta
    appesi alle pareti della trasgressione
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 20 febbraio 2017 alle ore 20:40
    Notte (HAIKU)

    Falce di luna
    Misteriosa la notte 
    Dalla montagna.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 20:11
    Infelicità

    Hai fatto di me
    un poeta
    Mi hai donato
    ​l'infelicità

  • 20 febbraio 2017 alle ore 20:00
    Meglio il silenzio

    Non riesco a parlare
    con me stesso
    Non abbiamo lo stesso
    linguaggio
    Meglio il silenzio

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:54
    L'ultimo verso

    Quando nel dì funesto
    tutti i fiori appassiranno 
    avrò comunque bisogno di un fiore
    oppure Poesia perirà, oh sì!

    E di ciò ne ho certezza 
    poiché or ora ho giaciuto 
    sin da codesto attimo appena trascorso 
    sulle ciglia dell'ultimo verso 
    che non scriverò

    in assenza di calle 
    o di un fiore qualunque
    senza più alcuna essenza
    mancando tu a me 
    oh Musica! 

    Ammansirò tutto il mare per te
    giungerai mai ove l'albatro 
    riposerà la mia penna? 

    Non rispondermi adesso
    quando starai arrivando
    un'alba gentile sussurrerà il tuo nome 
    ed io ti sentirò

    E s'anche non dovessi giungere mai
    spargerò i tuoi silenzi
    su quell'ultimo verso 
    che non scriverò.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:20
    Il poeta

    Il poeta sfiorisce
    dentro le notti gremite di ombre
    e di ruvide ore feconde
    che senza clemenza
    graffiano il cuore
    per schiudersi poi
    in grembo a un'alba materna
    tra lacrime d’estasi
    e nettari eterni.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:18
    Poesia?

    E cos'è mai la poesia
    se non un modo come un altro
    di affrontare l'inverno
    meno ingombrante di un cappotto
    più leggera di una foglia che gocciola via
    dalle nodose braccia di un albero qualsiasi.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:16
    Poca per volta

    Forse è tutto qua
    tra le mie mani a forma di barchetta,
    quell'antico sapore di sorgente
    che mai più dissetò voci di bosco
    dopo che l'ombra arcigna
    giunse nitida e sprezzante

    Ma non sento i fili in erba,
    quelli che solevano 
    bighellonar tra le mie dita
    nei meriggi riversi 
    sotto un sole
    stanco di essere stella

    - tace pure il martellar d'un becco

    Nelle mie mani 
    non v'è nulla dunque
    oppure solo miopi sguardi 
    di vita rafferma
    da sbriciolar pei molti gorghi
    che avidi mi bevono
    poca per volta
    perfidi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:12
    L'asciutto intervallo

    La pioggia
    ciarliera e sfacciata
    ammutolisce i miei sensi
    scandendo l'asciutto intervallo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:11
    Ora che piove

    Ora che piove 
    potrei numerare ogni goccia 
    eccetto una

    e su questa
    non cifre, ma lettere cucirei…
    tutte a comporre poesia

    Un'altra noiosa tornata di versi
    sul grigio che scende 
    e me che mi soffio il naso 
    con un paio di ruvide strofe

    Senti come piange ancora il cielo
    e non ridere dai...
    per queste ennesime ruvide strofe
    con cui ancora una volta
    debbo soffiarmi il naso.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:09
    Forse l'Amore

    Saperci srotolare senza pensieri
    lungo le nostre solitudini in discesa
    e magari così sprovveduti inciampare
    rovesciandoci l'una sull'altro
    come piogge impreviste
    in terre pazienti

    E così, forse domani
    sarebbe Amore.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:06
    A volte svanisco

    A volte svanisco 
    dietro dune dormienti
    quando il verbo del mare 
    mi prende per mano
    portandomi fuori 
    dal tempo presente
    ch'è cinto da braccia 
    rapaci e nodose.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:04
    Il ripasso

    Dopo aver increspato il mare
    con le mie noiose domande,
    voglio intingermi ora
    nei suoi toni distesi 
    per poter ripassare 
    alcune equazioni remote
    dagli esiti ancora 
    grondanti sgomento.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:02
    Sui miei passi

    Imbratto di mare
    le mie riottose orme
    per provare a ricondurle 
    sui miei passi

    Le ripesco dal vuoto 
    in cui le ho smarrite,
    da quel via vai intontito
    tra cielo in catene
    e bugiarda libertà.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:00
    Metafore al sole

    Il mare mi ha promesso
    di trascinare la luna lontano da me
    così da non udire più dentro il cuore
    le sue nenie confuse e illusorie
    con cui quella volta imbrogliò i miei sensi
    fino a perdermi nel labirinto dei miei versi

    Non voglio più ferirmi le mani
    nella testarda ricerca di un senso
    sepolto dalla sabbia 
    del suo profondo deserto
    e pure se il senso è là
    ora di sapere non m'importa più

    Non ho più bisogno di capire
    poiché il sole s’è accorto di me
    quando ero pasto del freddo rapace
    e mi ha cullata e scaldata
    riuscendo a stordire il tempo
    per restituirmi bimba al presente

    Quella luna non saprà mai
    quanto è potente questo sole d'amore
    che mi attira a sé così forte,
    tanto da non volermi nemmeno voltare
    per sapere se il mare
    ha mantenuto la sua promessa.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:56
    Per sempre amarti

    E perché mai 
    dovrei volerti ancora 
    anima mia,
    avvolta come sei 
    negli attimi sdrucciolati
    dal quadrante del cuore

    Di te ho saputo il freddo 
    e raccolto le bacche più dolci,
    quelle che cascavano dalle tue labbra
    quando il mio respiro ti sfiorava appena...
    le stesse che scavavano l'aria
    viziata dai nostri corpi

    Non serve più 
    ch'io t'appartenga 
    poiché di me hai destato labirintiche notti
    ubriacandoti d'ogni mia alba 
    al punto da non sopportarne più 
    neanche il pensiero

    Anima mia 
    io t'ho esiliato sai
    laddove il mare veglia la tua essenza
    sí da trattenerti dentro 
    per non vederti andare via 
    un'altra volta ancora

    E sei così lontana ormai
    eppure sempre qua,
    in cassetti di solitudine
    profondi come il cielo
    quando lo frughi a primavera 
    con occhi di bambino

    Non ritornare anima mia
    io non ti voglio
    perché l'amore giammai reclama
    sicché della tua assenza
    per sempre amarti 
    ho sempre urgenza.