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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:49
    Non avertene a male

    Ma quel mio ultimo bacio
    incautamente posato 
    sul tuo collo contratto, 
    scivolò dentro ripide notti 
    le cui stelle mutarono 
    in stille di ghiaccio

    Ed ora mio amato 
    non avertene a male
    se avvicinarmi non puoi 
    senza bere il dolore

    Son risorta, mi vedi?

    Fiera e sanguigna
    per infliggerti cinici squarci
    da ricucir coi miei veti d'amore.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:48
    L'assoluzione

    Quanto disgusto
    potrei scaraventarti addosso
    ancora e ancora

    e quanti alfabeti 
    potrei essere atta a procreare
    per sadica sgranarli
    senza intervallo

    -paralisi d'un pendolo o forse due

    E le novelle lettere 
    in sputo di marmo
    dentiere aguzze giù!

    Una appresso all'altra 
    a edificar verso l'abisso
    moderne parole dentro cui serrarti

    e vano sarebbe 
    il tuo scuotere sbarre al veleno

    Quante frasi infine
    scioglierei in scirocco 
    per essiccarti esangue
    e tuttavia nessuna

    ormai che mi perdono 
    io ti perdono, 
    in questo apatico mio annusare
    gli zuccheri del tempo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:45
    Come la neve stanotte

    Ancora sto attraversandoti
    senza respiro e scalza
    come la neve stanotte.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:43
    Concludendoti

    Tirando le somme
    ho bevuto dalle tue mani 
    solo umide tracce di un sogno 
    versato nel vuoto

    ed ora cerco il senso
    rimasto imbrogliato
    tra ortensie a mezz'ombra 
    e risate di vino

    Questi gli indizi
    altro non so.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:38
    Nuvole eclettiche

    Nuvole eclettiche
    ricamano indefiniti oblii
    frantumati e affilati
    da nitida estasi
    traboccante opacità

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:36
    Infinito scorri

    Tutti parlano d'amore
    ma io non li sento
    perché sto ascoltando te
    che infinito scorri lungo le braccia 
    del mio pensarti

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:34
    Senza repliche

    Ho smarrito il senso 
    di questo tuo inesauribile ripetermi 
    che arderesti daccapo ogni diluvio
    e che dai fogli fradici 
    inspireresti i miei versi appassiti

    Ma nessuna pioggia 
    sarebbe la stessa
    dopotutto io neanche, 
    invece tu purtroppo uguale
    e il mio illudermi irripetibile.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:30
    Forse un viaggio senza partenza

    Tu sopra le nuvole
    e del mio essere scorgevi appena 
    le sue sembianze

    Io nell'aria liquida 
    indolenzita dai giorni simili,
    t'immaginavo a modo mio

    Frattanto l'infinito immoto 
    attraversava le nostre notti
    illudendo la distanza.

    Ma quel ch'è fermo 
    seppure in sogno, 
    non può legarsi a un fil di vento
    e se l'amore è un combaciare 
    il nostro bacio fu solo un attimo 
    sbriciolatosi poi 
    come mare di gesso 
    caduto da una mensola sbilenca
    a memoria di un viaggio 
    senza partenza.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:28
    Solo un mesto rintocco

    Poiché le mie parole 
    sono inevitabilmente avvizzite 
    come palloncini sgonfiatisi 
    il giorno dopo un dì festoso,
    s'anche ci soffiassi dentro
    tutto ciò che riuscirei ad esprimere
    sarebbe solo un mesto rintocco
    di quella lunga attesa 
    che fu ad un passo dal cessare,
    freddata invece ad arte
    da brusca tramontana 
    che ne gettò le spoglie 
    lungo il tratto più inaccessibile
    del mio sentire.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:25
    Vano volermi assidua

    Vano volermi assidua
    se del mio primo mare
    non senti il sale
    mancarmi dentro

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:22
    Nuda ti sto amando

    Nuda ti sto amando
    come fossi appena nata
    tra le tue braccia

    concepita nel tempo invecchiato
    tra neve di sale
    e lo sbocciare delle rose

    Adesso
    spoglia di tutto
    voglio vestirmi solo di noi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:20
    Stupor d'amore

    Prendi un filo di cielo
    e legaci all'oblio della notte
    assordata dai nostri respiri
    che incantano e attraggono tutte le stelle
    fino a render golose le note focose
    che dissetano i nostri corpi
    esposti e disposti nel rigo nascosto
    del nostro stupor d'amore.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:18
    Non ricordo più

    Non ricordo più
    quanta pioggia ho pianto
    prima di risplendere
    tra le tue braccia di cielo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:17
    Mi arrendo

    Mi arrendo
    al tuo incandescente divenire
    e il freddo
    non è che un passante

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:15
    La mia poesia

    Ogni volta che lo vorrai
    accoglierò i tuoi venti
    ampliando me stessa
    dal profondo del cuore
    fino a dove riuscirò a condurci

    Fino a dove ogni volta
    non crederò mai
    di riuscire ad arrivare

    Solo così potrò fare di noi
    la mia poesia.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:02
    Quando mi perdo

    Quando mi perdo nella tormenta 
    non mi cercare

    Amami scaldami e aspettami

    ché se so di trovarti 
    oltre le cime di ghiaccio, 
    riuscirò a scioglierle 
    forse senza trafiggermi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:01
    Contienimi e scaldami

    Contienimi e scaldami
    bevendo i balsami
    del mio gesto più semplice,
    quelli che innevano il tuo calice

    e spento il verbo diurno
    ascolta il mio intimo taciturno
    acquietarsi dentro te,
    inverso intarsio di me

    Aspetta, non ti scordare
    che le mie mani devi lavare
    con tinte di un mare
    da reinventare

    Raccontami poi
    la fiaba più breve
    che sappia condurmi
    in un tempo più lieve.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 14:30
    Legami

    Legami sotterranei

    corrono sul filo del tempo

    Si annodano,

    si sciolgono,

    ma sono sempre lì…

    Come chiodi saldi

    si piantano nel vissuto

    a diramar Foschia che,

    indolente e sonnacchiosa,

    deposita ispessite coltri

    per rivestire tutto

    del più profondo oblio.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 14:28
    Rocce

    Uno sferzante vento

    piega giunchi, foglie e tronchi,

    col forte ammonimento

    di non distrarre mai lo sguardo

    dai punti saldi della vita.

    Nessuno alla sua furia sfugge,

    neppure chi, con acrobatica destrezza,

    prova ad opporsi alla direzione imposta.

    Tutto vano…

    meglio lasciar andare la burrasca e,

    finita questa,

    con impeto abbracciar le rocce

    da cui vorremmo oggi

    scivolar via.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 13:26
    Madre

    Madre d'infinita capienza 
    che disseti la sete d'esserti bimba in grembo
    ora in te io mi accumulo, priva di tutto
    di carne e di ossa, di suoni e frastuoni
    guscio sgusciato assente di me

    Scialle di primavera scalda la mia chimera
    spargendomi al sole tra ciocche di sale
    falcia dalla fronte l'umano groviglio
    fanne acqua di fonte per ogni tuo figlio

    Abdico al mondo ingordo 
    srotolando il mio passo su aghi di pino 
    e mieto speranza
    dagli occhi di un gabbiano che non mi teme

    perché in te io mi annullo
    non voglio e non vedo, non penso e non ledo

    Sotto un mare smacchiato dal verbo superbo
    dammi ora riparo, respirandomi in te.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 13:23
    Ti sogno domani

    Mentre annodo quest'oggi al tramonto
    non penso granché al domani

    Potrebbe essere gerla di pace 
    o mazzo di bussole rimbambite
    ciascuna a indicare una via
    per giungere al seno di mamma utopia

    Non fa differenza adesso
    non mi va di ascoltare la luna
    che stona speranza 
    all'ombra di un'alba
    forse nefasta o forse no.

    Quindi farò i conti col domani 
    non prima di domani
    se non altro risparmio energie
    perrché chissà cosa capiterà domani

    E poi dai, lo sai 
    che io lo sogno e basta il domani
    lo sogno sempre come mi pare
    senza cavilli e pensieri

    E sogno solo che sarà amore
    quello che ancora non conosciamo,
    amore che ingrassi quest'oggi ossuto
    per farci rinascere tutti...

    domani!

    Oh sì, mi piacerebbe fosse già domani
    invece è sempre e soltanto oggi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 13:11
    Fidati ancora Amore

    Ho veduto flotte di cirri listati a lutto
    arrivavano a fatica dai capitoli di storia
    portandosi dentro il dolore d'ogni epoca
    i cui figli le guerre han massacrato

    Un cupo boato
    fu l'incipit di un diluvio
    senza virgole né strali
    ed io impietrita e da strizzare
    guardavo gli alberi incurvarsi
    fino a rovistar coi nudi rami
    questa terra zuppa d'anima

    D'improvviso il finimondo cessò
    e riecheggiarono chiari
    gli ultimi versi di un'antica preghiera
    stonati dal roco vento di levante

    Parole di fede e di speranza
    rivolte agli uomini a venire,
    quelli che poi sono arrivati
    per proseguire ad imbrattare di odio e sangue
    questa povera famiglia ch'è l'intera umanità

    Verranno ancora altri caini
    armati fino alle budella
    ma fidati ancora Amore
    un giorno a caso
    il seme giusto attecchirà.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:45
    Tra le foglie d'autunno

    Ho intravisto risposte
    tra le foglie d'autunno
    riverse su strade stinte dal tempo

    Passandoci sopra
    ne ho colto l'aspetto
    abietto e mordace
    e rughe di mondo
    ora scorrono fiacche
    lungo irte spirali deserte.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:41
    Impotenza

    Strizzata da quest'epoca
    sgocciolo alla rinfusa
    ad ogni pianto di mondo
    e ingoio la mia impotenza
    stando accucciata dietro una tenda
    logora di avvilente realtà.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:38
    Sebbene stia piovendo

    Sebbene stia piovendo
    comunque il deserto si srotola al rallentatore
    -imboccherà mai i vicoli ciechi del mondo?

    Frattanto riposo il mio sguardo
    sopra un miraggio estratto a sorte
    dalle tasche di questo tempo incravattato a lutto
    che mostra al cielo la sua pelle butterata.