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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:18
    Poesia?

    E cos'è mai la poesia
    se non un modo come un altro
    di affrontare l'inverno
    meno ingombrante di un cappotto
    più leggera di una foglia che gocciola via
    dalle nodose braccia di un albero qualsiasi.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:16
    Poca per volta

    Forse è tutto qua
    tra le mie mani a forma di barchetta,
    quell'antico sapore di sorgente
    che mai più dissetò voci di bosco
    dopo che l'ombra arcigna
    giunse nitida e sprezzante

    Ma non sento i fili in erba,
    quelli che solevano 
    bighellonar tra le mie dita
    nei meriggi riversi 
    sotto un sole
    stanco di essere stella

    - tace pure il martellar d'un becco

    Nelle mie mani 
    non v'è nulla dunque
    oppure solo miopi sguardi 
    di vita rafferma
    da sbriciolar pei molti gorghi
    che avidi mi bevono
    poca per volta
    perfidi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:12
    L'asciutto intervallo

    La pioggia
    ciarliera e sfacciata
    ammutolisce i miei sensi
    scandendo l'asciutto intervallo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:11
    Ora che piove

    Ora che piove 
    potrei numerare ogni goccia 
    eccetto una

    e su questa
    non cifre, ma lettere cucirei…
    tutte a comporre poesia

    Un'altra noiosa tornata di versi
    sul grigio che scende 
    e me che mi soffio il naso 
    con un paio di ruvide strofe

    Senti come piange ancora il cielo
    e non ridere dai...
    per queste ennesime ruvide strofe
    con cui ancora una volta
    debbo soffiarmi il naso.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:09
    Forse l'Amore

    Saperci srotolare senza pensieri
    lungo le nostre solitudini in discesa
    e magari così sprovveduti inciampare
    rovesciandoci l'una sull'altro
    come piogge impreviste
    in terre pazienti

    E così, forse domani
    sarebbe Amore.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:06
    A volte svanisco

    A volte svanisco 
    dietro dune dormienti
    quando il verbo del mare 
    mi prende per mano
    portandomi fuori 
    dal tempo presente
    ch'è cinto da braccia 
    rapaci e nodose.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:04
    Il ripasso

    Dopo aver increspato il mare
    con le mie noiose domande,
    voglio intingermi ora
    nei suoi toni distesi 
    per poter ripassare 
    alcune equazioni remote
    dagli esiti ancora 
    grondanti sgomento.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:02
    Sui miei passi

    Imbratto di mare
    le mie riottose orme
    per provare a ricondurle 
    sui miei passi

    Le ripesco dal vuoto 
    in cui le ho smarrite,
    da quel via vai intontito
    tra cielo in catene
    e bugiarda libertà.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 17:00
    Metafore al sole

    Il mare mi ha promesso
    di trascinare la luna lontano da me
    così da non udire più dentro il cuore
    le sue nenie confuse e illusorie
    con cui quella volta imbrogliò i miei sensi
    fino a perdermi nel labirinto dei miei versi

    Non voglio più ferirmi le mani
    nella testarda ricerca di un senso
    sepolto dalla sabbia 
    del suo profondo deserto
    e pure se il senso è là
    ora di sapere non m'importa più

    Non ho più bisogno di capire
    poiché il sole s’è accorto di me
    quando ero pasto del freddo rapace
    e mi ha cullata e scaldata
    riuscendo a stordire il tempo
    per restituirmi bimba al presente

    Quella luna non saprà mai
    quanto è potente questo sole d'amore
    che mi attira a sé così forte,
    tanto da non volermi nemmeno voltare
    per sapere se il mare
    ha mantenuto la sua promessa.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:56
    Per sempre amarti

    E perché mai 
    dovrei volerti ancora 
    anima mia,
    avvolta come sei 
    negli attimi sdrucciolati
    dal quadrante del cuore

    Di te ho saputo il freddo 
    e raccolto le bacche più dolci,
    quelle che cascavano dalle tue labbra
    quando il mio respiro ti sfiorava appena...
    le stesse che scavavano l'aria
    viziata dai nostri corpi

    Non serve più 
    ch'io t'appartenga 
    poiché di me hai destato labirintiche notti
    ubriacandoti d'ogni mia alba 
    al punto da non sopportarne più 
    neanche il pensiero

    Anima mia 
    io t'ho esiliato sai
    laddove il mare veglia la tua essenza
    sí da trattenerti dentro 
    per non vederti andare via 
    un'altra volta ancora

    E sei così lontana ormai
    eppure sempre qua,
    in cassetti di solitudine
    profondi come il cielo
    quando lo frughi a primavera 
    con occhi di bambino

    Non ritornare anima mia
    io non ti voglio
    perché l'amore giammai reclama
    sicché della tua assenza
    per sempre amarti 
    ho sempre urgenza.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:52
    Astratto e distante

    All'alba e al tramonto
    dell'amore verso il conto
    nel mio confuso quaderno 
    sia in estate che in inverno e...

    ti amo, senza capricci e lamenti 
    né illusioni o tormenti
    e nessun laccio mi annoda
    se non vi è capo né coda

    Ti amo, senza chiedere o volerti 
    senza credere di piacerti
    senza dare né gioire
    senza osare di morire

    Nelle ore vorticose
    liscio boccoli di rose 
    spettinati dal maestrale
    questo amor non può far male

    e ti amo! Astratto e distante
    per non mutarti in un istante
    in altra noia dei giorni miei
    perché di amarti io cesserei.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:49
    Non avertene a male

    Ma quel mio ultimo bacio
    incautamente posato 
    sul tuo collo contratto, 
    scivolò dentro ripide notti 
    le cui stelle mutarono 
    in stille di ghiaccio

    Ed ora mio amato 
    non avertene a male
    se avvicinarmi non puoi 
    senza bere il dolore

    Son risorta, mi vedi?

    Fiera e sanguigna
    per infliggerti cinici squarci
    da ricucir coi miei veti d'amore.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:48
    L'assoluzione

    Quanto disgusto
    potrei scaraventarti addosso
    ancora e ancora

    e quanti alfabeti 
    potrei essere atta a procreare
    per sadica sgranarli
    senza intervallo

    -paralisi d'un pendolo o forse due

    E le novelle lettere 
    in sputo di marmo
    dentiere aguzze giù!

    Una appresso all'altra 
    a edificar verso l'abisso
    moderne parole dentro cui serrarti

    e vano sarebbe 
    il tuo scuotere sbarre al veleno

    Quante frasi infine
    scioglierei in scirocco 
    per essiccarti esangue
    e tuttavia nessuna

    ormai che mi perdono 
    io ti perdono, 
    in questo apatico mio annusare
    gli zuccheri del tempo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:45
    Come la neve stanotte

    Ancora sto attraversandoti
    senza respiro e scalza
    come la neve stanotte.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:43
    Concludendoti

    Tirando le somme
    ho bevuto dalle tue mani 
    solo umide tracce di un sogno 
    versato nel vuoto

    ed ora cerco il senso
    rimasto imbrogliato
    tra ortensie a mezz'ombra 
    e risate di vino

    Questi gli indizi
    altro non so.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:38
    Nuvole eclettiche

    Nuvole eclettiche
    ricamano indefiniti oblii
    frantumati e affilati
    da nitida estasi
    traboccante opacità

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:36
    Infinito scorri

    Tutti parlano d'amore
    ma io non li sento
    perché sto ascoltando te
    che infinito scorri lungo le braccia 
    del mio pensarti

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:34
    Senza repliche

    Ho smarrito il senso 
    di questo tuo inesauribile ripetermi 
    che arderesti daccapo ogni diluvio
    e che dai fogli fradici 
    inspireresti i miei versi appassiti

    Ma nessuna pioggia 
    sarebbe la stessa
    dopotutto io neanche, 
    invece tu purtroppo uguale
    e il mio illudermi irripetibile.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:30
    Forse un viaggio senza partenza

    Tu sopra le nuvole
    e del mio essere scorgevi appena 
    le sue sembianze

    Io nell'aria liquida 
    indolenzita dai giorni simili,
    t'immaginavo a modo mio

    Frattanto l'infinito immoto 
    attraversava le nostre notti
    illudendo la distanza.

    Ma quel ch'è fermo 
    seppure in sogno, 
    non può legarsi a un fil di vento
    e se l'amore è un combaciare 
    il nostro bacio fu solo un attimo 
    sbriciolatosi poi 
    come mare di gesso 
    caduto da una mensola sbilenca
    a memoria di un viaggio 
    senza partenza.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:28
    Solo un mesto rintocco

    Poiché le mie parole 
    sono inevitabilmente avvizzite 
    come palloncini sgonfiatisi 
    il giorno dopo un dì festoso,
    s'anche ci soffiassi dentro
    tutto ciò che riuscirei ad esprimere
    sarebbe solo un mesto rintocco
    di quella lunga attesa 
    che fu ad un passo dal cessare,
    freddata invece ad arte
    da brusca tramontana 
    che ne gettò le spoglie 
    lungo il tratto più inaccessibile
    del mio sentire.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:25
    Vano volermi assidua

    Vano volermi assidua
    se del mio primo mare
    non senti il sale
    mancarmi dentro

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:22
    Nuda ti sto amando

    Nuda ti sto amando
    come fossi appena nata
    tra le tue braccia

    concepita nel tempo invecchiato
    tra neve di sale
    e lo sbocciare delle rose

    Adesso
    spoglia di tutto
    voglio vestirmi solo di noi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:20
    Stupor d'amore

    Prendi un filo di cielo
    e legaci all'oblio della notte
    assordata dai nostri respiri
    che incantano e attraggono tutte le stelle
    fino a render golose le note focose
    che dissetano i nostri corpi
    esposti e disposti nel rigo nascosto
    del nostro stupor d'amore.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:18
    Non ricordo più

    Non ricordo più
    quanta pioggia ho pianto
    prima di risplendere
    tra le tue braccia di cielo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:17
    Mi arrendo

    Mi arrendo
    al tuo incandescente divenire
    e il freddo
    non è che un passante