username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 13 agosto 2017 alle ore 0:27
    Bianchi d'albe

    Noi che siamo
    inizi d'albe
    lisci come le piume
    bianchi di silenzio
    con i colori nei palmi
     
    ci giriamo,
    un attimo finito
    nei cristalli
    ieri
    le corde staccate
    giorni di anni luce
     
    il punto è
    siamo nel punto stesso
    dove siamo nati
    quel sorso di spore,
    quel miracolo di nudità

  • 12 agosto 2017 alle ore 21:04
    La passione veglia il sonno che non dormo

    Affaticato ma non stanco

    passo buona parte delle notti
    pensando e scrivendo

    e non abbandonandomi al sonno
    pur se alla fine alla fine vi soccombo

    E cerco di tenere
    gli occhi aperti sui pensieri

    spossato dalla veglia

    e con le palpebre
    cadenti di stanchezza

    nel piacere di questa mia passione
    di comunicare al mondo

    esperienze e fatiche
    vissute e patite dall'anima mia

    nel suo volgersi ancora
    a guardare al passato

    e gustare da quel fondo
    la dolcezza dell'amare

    E con il cuore
    a colloquio col mio Dio

    chiedo a Morfeo l'oblio
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 12 agosto 2017 alle ore 21:00
    Io non diventerò mai vecchio

    "Ho riposto sul mio vivere
    tutte le speranze e il mio avvenire
    (Cesmo)

    Un'altra alba è spuntata
    come tutti gli altri giorni
    faccio visita a me stesso
    per porgermi i saluti
    e ricordare al cuore
    tutte le raccomandazioni
    che sono ancora
    indispensabili per la vita
    Onestà lealtà altruismo
    e tutti gli altri principi
    che servono a regolare
    i battiti del suo andare
    e donare il calore protettivo
    dell'amore sincero ai miei cari
    senza angosce e tristezze
    E là assaporo la mia pace
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 12 agosto 2017 alle ore 20:58
    La misericordia di Dio

    Precipitato nelle crepe
    dei pensieri scomposti

    dove sensi d'umiliazione germogliano

    divenendo una potente droga
    che ammorba le passioni a lungo sognate

    d'aver ciò che desidero
    pel mio trascorso agire

    imponente e magnifico

    mi ritrovo invece
    su vie impervie e terribili

    dove ascolto ogni dì
    lamenti d'amore senza gesti d'affetto

    E così mi sento come colui che
    uscito da un tormento scuro e ombroso

    viene catapultato nella luce intensa
    di altri tormenti che gli accecano il cuore

    E proteggo il mio dire e il mio fare
    nella parola di Dio

    e nella sua immensa misericordia
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 12 agosto 2017 alle ore 14:41
    Capita

     A volte capita 
    inconsapevolmente
    di deluderci da soli.
    Altre volte invece, 
    capita che ci sorprendiamo meravigliosamente 
    delle nostre qualità, 
    delle nostre capacità,
    della nostra bellezza.
    Anche se non capiamo 
    il come e il perché,
    l’importante è riscoprirci
    migliorandoci
    ! s e m p r e !

    *Buon e sereno Ferragosto a tutti, a presto* :)

  • 12 agosto 2017 alle ore 11:49
    Corpo Di Donna

    Gioca il suo seno
    Nell’acqua di mare.
     
    Leggero il suo corpo
    Si posa sullo scoglio
    A guardare verso l’alto.
     
    Non può mancare il sole
    Con i suoi raggi di luce
    A indorare la pelle di luna.
     
    Oggi mi piace pensare
    Che lei
    È un grappolo d’argento.

  • 12 agosto 2017 alle ore 10:06
    Scherzi della mente

    Pensiero controverso rivolto a te.
    La mente non arriva mai a fotografarti.
    Nei totali contorni.
    Figura a volte minuta,spesso ingigantita.
    Occhi troppo grandi,ma fessure assai piccole
    per intravedere la bellezza di un'anima.
    Neo sul mento
    piazzato sul lato sinistro.
    Bacio di bocca divina
    o vezzo spiritoso di natura?
    Tanto distante mi libro;
    tanto vicino mi pongo.
    Raramente la mente si chiude
    per una preghiera non esaudita.
    Sempre si apre
    per un frammento di speranza,
    orgogliosamente sfavillante
    nel far della notte.

  • 12 agosto 2017 alle ore 0:33
    Mio sensibile

    Mio sensibile 
    sei una fede in me
    potrei svanire in anni 
    di tedio e inerzia
    avrei le braccia monche
    e saprei carezzarti
    come se fossi viva.

    Sarei più tenue
    dell'accenno di un canto
    -docile, e non come il Tempo.
    Tornerei dove il prato è arido
    solo a veder quel fiore
    ch'è maturato
    senza curarsi d'essere visibile.

  • 11 agosto 2017 alle ore 21:01
    Il cubo di Rubik

    Non è facile ritrovarmi qui

    buttar giù le mie emozioni
    e viaggiare nella mente

    tra i campi della spensieratezza
    imprigionata nella sensazione

    di essere sempre alle prese
    con un enorme cubo di Rubik

    quando metto a posto un pensiero

    accontentandolo nelle sue esigenze

    subito dopo m'accorgo
    d'averne svantaggiato un altro

    e non riesco così a completare
    il mosaico del mio pensare

    Io che ho vissuto sempre
    sugli orli dei precipizi

    nel terrore innato di poter cadere

    dentro il gorgo di qualche ebbrezza
    da cui forse non riuscirei più ad uscire

    oggi pur nel diritto conquistato
    di vivere bene la mia vita

    quei precipizi con i loro orli

    veritieri e sinceri seppur banali

    li sento ancora attorno a me
    .
    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati
     

  • 11 agosto 2017 alle ore 20:43
    Mangiavamo bene, ci mancate

    Indescrivibili sensazioni
    pervadono l'anima

    al rivedere vecchi amici

    i cui meriti e virtù

    confermano il nostro essere
    Piero e Cesare Moceo

    ancor prima che nei nostri nomi

    E il rincontrarli è ancora gioia

    che strappa entusiasmi
    e esultanza di saluti

    e suscita al cuore
    commozioni e ricordi

    nell'eredità d'un eterno futuro
    che porge l'orecchio

    a Noi che abbiamo retto

    lieti in mezzo alla gente

    i tempi aurei del mondo
    ancora in pace
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 agosto 2017 alle ore 20:42
    Ogni fine coincide con un nuovo inizio

    Nell'esigenza di far da precettore

    seppur illustre

    al mio andare

    confino i miei principi dentro il silenzio

    dentro quest'isola solitaria

    selvaggia e dirupata

    dove condanno all'esilio il mio vivere

    E soffro impotente il mio carattere

    a volte mite altre intollerante alle correzioni

    rimproverandomi l'oblio della saggezza

    che per tanto tempo ha dato compagnia all'anima

    nelle mie lunghe passeggiate
    a fianco delle avversità

    E non basterebbero litri di cicuta
    a convincermi che

    "il morire con saggezza e fortezza
    possa essere cosa più grande del vivere"
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 11 agosto 2017 alle ore 18:30
    Lo sguardo si riposa entro una cresta

    Lo sguardo si riposa entro una cresta
    in bagno d'aria, ove arde triste il pianto
    d’ultimo raggio torvo che ti desta
    e si nasconde. Sulla mano ranto-
    lo estatico di un cenno soffocato.
    Pulsano vene al collo perché s'oda 
    il tremito lontano -  un verso lato -
    come mozzata s'agita una coda.
    Di là s’attende in fremito la terra
    e frana che disciolga l’oasi al nulla.
    Ma tutto è lento andare e appena un fiato
    dichiara a lunga notte la sua guerra
    ogni legaccio sradica alla culla
    e dà sollievo al sangue del dannato.

     

  • 11 agosto 2017 alle ore 18:20
    Anche se non è Natale

    Anche se non è Natale,
    il tuo cuore è di zucchero
    e pan pepato;
    voglio sapere chi sei tu
    che catturi coi tuoi mascheramenti
    i miei pensieri
    in questa arsura agostana.
    Tu, che accechi più del sole,
    ti intrappolerò
    tra trine d’organza
    e ragnatele,
    tra schizzi di nuvole
    e gocce di Luna,
    tra profumi di petali
    ed essenze soavi.
    Nel buio ti cerco,
    nella notte non ti trovo.
    Io, che mi ritrovo un cuore
    come un colabrodo
    dovrei odiarti, lo so,
    ma incespico il passo
    nel vento, perduta
    nei flutti di zucchero
    e pan pepato.

  • 11 agosto 2017 alle ore 12:33
    Afa

    L’estate ronza 
    da un capo all’altro, 
    ombra nel corridoio

    la zanzara ubriaca da giorni
    continua a succhiare la pelle 
    è per inerzia? 
    o esiste la crudeltà della specie
    -mors tua vita mea-
    così continua a dissanguare
    chiama rinforzi, non demorde
    l’infame sfibra

    la fibra è fibra
    dura a sfinire
    dopo le dieci 
    risboccio 
    efficiente, infallibile, 
    intelligente

    lancio un primo sospiro 
    oltre il disagio

  • 11 agosto 2017 alle ore 9:16
    6 agosto 1945

    Il giorno lentamente scompare,
    inghiottito dal crudele fungo.
    Si slancia alto nel cielo,
    con posa abnorme e tronfia,
    a spodestar persino
    il trono di Dio.
    Il fungo fagocita la vita
    con insaziabile voluttà.
    Tra ruderi di case abbandonate,
    in mezzo agli scheletri
    che non conoscono sepoltura,
    l'immane fragore di una superpotenza
    immortala d'infamia
    la storia di una civiltà.

  • 10 agosto 2017 alle ore 22:27
    Nell'ardere d'agosto

    Se un dubbio ancora
    non fosse spento
    su com’è fatto
    l’inferno che ci è imposto
    oggi s’è sciolto:
    è tutto asciutto
    non puoi più bere.
    Nell’ardere d’agosto
    ormai è dissolto 
    il liquido tormento 
    di non sapere:
    è giunta l’ora
    e questo è tutto.
    Ti resta un osso
    per rilassarti
    staccare il freno
    perché nessuno 
    può più salvarti
    da questo lutto
    né da te stesso
    che più non teme
    davanti a un fosso.
    Con luce mesta
    hai appreso come
    si può bruciare
    e respirare
    in quel dolore
    ancora pena.

  • 10 agosto 2017 alle ore 21:05
    I poeti hanno la fortuna di vivere due vite

    Nessuna ricercatezza
    alcun orpello
    nessuna concessione di frivolezza
    ha più questo mondo
    che non riconosce
    i suoi luoghi d'innocenza
    avendoli rimpiazzati
    con la solitudine delle coscienze
    felice di riflettere
    stati d'animo frugali e senza creatività
    disagi di povere sensibilità
    a mettersi in mostra
    con maschere di trucco
    e concedersi a chicchessia
    E là preferisco il silenzio
    della parola scritta
    a gridare per me
    dalle vie dell'interiorita'
    tutti gl'istanti del mio incanto
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 agosto 2017 alle ore 21:03
    Anonimi respiri

    Affido sovente
    all'attore ch'e' in me
    la recita degli spettacoli
    che accompagnano il mio vivere
    canovacci improvvisati
    anche pregni di licenziosita'
    a scandalizzare la morigeratezza
    e disgustare falsi prelati
    vestiti di sudici abiti talari
    A questa necessità
    ho affidato il resto dei giorni
    Io che ho vissuto
    la mia gioventù senza timori
    ristretto ormai nella prigionia
    di questa illusoria libertà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 10 agosto 2017 alle ore 21:02
    I rumori dell'anima

    I rumori dell'anima

    E a proposito di ciò
    che potrebbero esprimere
    alcune malelingue

    del suo poetare

    il loro mal dire diviene per me
    soddisfacente motivo di lode

    nel suo significare al mondo ch'egli piace
    ed è sempre presente nella loro mente

    invidiato della serietà delle sue riflessioni

    carezze giuste a commuovere i cuori

    dell'aristocratica gentilezza
    che ne contraddistingue la penna

    e soprattutto

    dell'intenso senso d'umanità
    di cui è permeata la sua anima

    senza mai insuperbire
    o insuperbirsi l'Essere
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 10 agosto 2017 alle ore 16:33
    Scrutarsi per restare

    Restare 
    scrutarsi
    tra muri che ci assorbono
    è goccia luce
    sul battito di ciglia,
    un susseguirsi di antefatti
    in direzione opposta a cose arrese.

    Sembianze prese dagli spigoli,
    in gesti rallentati
    le spore 
    che gridano al domani:
    mi scava e riempie 
    il respiro che sillabi ad incanto di fuga 

    -esaudisco assonanze-

    lo porto in segni d’ombra 
    fissandolo in riparo,
    cerchio di presenza.

  • 10 agosto 2017 alle ore 11:31
    Sorriso

    Guardo e fisso
    sorriso gioviale,
    scolpito in eterno.
    La bellezza profuma
    di sguardi intramontabli.
    Quell'essere buono
    non simula ilarità.
    Incapace di frodare
    anche gli ingenui.
    Acqua torbida si mesce
    al fluido puro.
    Liquido bianco traspare
    sul fondo di una valle.

  • 10 agosto 2017 alle ore 1:46

    Ricordatemi quanto bello sia sorridere. Anche poco, anche con difficoltà, ma il prezzo di un sorriso non è ancora stato stabilito e questo perché probabilmente un prezzo non lo ha. Ricordatemi quante volte la vita mi abbia messo in ginocchio e quante volte io abbia trovato modo, tempo e forza per rialzarmi. Ricordatemi che il sole è qualcosa che sorge sempre e solo dopo la notte, quindi per ogni momento buio saprò farne sorgere uno pieno di luce. Ricordatemi che il tempo non mi viene restituito, così laddove mi rendo conto che lo sto "Perdendo" saprò riprendermelo e dedicarmelo. Ricordatemi che la vita è amarsi e solo dopo trovare qualcuno da amare e che ci ami.

  • 09 agosto 2017 alle ore 22:00
    Il poeta fa sempre il suo dovere

    Nella vanità
    più dispotica e più iniqua
    del mio esser poeta
    fluttuo da un verso all'altro
    felice di poterli
    abbigliare a mio piacimento
    Riottoso e a volte insolente
    nelle emozioni raccontate
    istoriate di strappi e buchi letterari
    uso i miei scritti come armatura
    per proteggere me stesso
    da contaminazioni e critiche
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

     

  • 09 agosto 2017 alle ore 20:59
    Cosa sarei io senza la penna in mano ?

    Mi ritrovo ancora
    a portata d'inchiostro

    pensieri venuti dalla miseria
    e che alla miseria rimando

    istinti di un ineluttabile destino
    a cercar gloria per un momento

    e subito impregnati di perseveranti disagi
    e per giunta senza alcun ingegno

    E cerco l'aiuto

    nelle occasioni mai accidentali
    per consegnarmi ai posteri

    della mia autorevolezza

    che mi serve per farmi ascoltare dal mondo
    e scrivere di questa passione con sicurezza

    scegliendo con coraggio
    i sentimenti da regalare

    e quelli da relegare

    quando le ragioni del cuore
    contrastano con l'oblio della ragione

    anche a costo
    di rimanere nudo nell'anima

    che per questa nudità
    non sarà mai ben accetta
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 agosto 2017 alle ore 10:24
    Con te

    Con te
    la notte 
    è un petalo di sole
    che profuma di mare in tempesta,
    di esili domande.
    Con te
    sono quel sapore
    che dona l'amore
    ad ogni angolo d'abbraccio.