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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 maggio 2017 alle ore 20:56
    La vera essenza della vita

    Essere

    nella piena consapevolezza delle mie opere

    il piacevole riflesso della mia natura

    Vivere

    e dibattermi con piena coscienza

    opponendomi e combattendo

    ingiustizie e crudeltà
    di decadenze e involuzioni

    pur nell'amara constatazione
    dell'assurdita' della vita

    nell'incapacità di cambiarla

    fino a apprezzarne le angosce

    e con quelle

    accendere e irradiare con raggi di passioni

    la vera essenza d'ogni gesto

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 10 maggio 2017 alle ore 19:00
    Ho mai detto al Cielo che sei bella?

    Dolci i fianchi lungo le montagne
    e la pioggia, la pioggia non cessa il suo lavoro:
    e ogni creatura cerca un minimo riparo,
    e ogni donna cerca un amante per la notte
    Ho mai detto al Cielo che sei bella,
    te l’ho forse mai detto chiaro e tondo
    per farti tremare al di là d’ogni dubbio?

    Dolci, dolci i sogni che ci tormentano
    Ogni giorno passa lento sulla tua bellezza,
    e ogni goccia di pioggia ti accarezza piano
    Da lassù il Signore ci invita a salvarci:
    non gli piace affatto questa solitudine
    che ci viviamo addosso fino all’ultimo giorno

    E ogni creatura cerca un minimo riparo,
    e ogni donna cerca un amante per la notte

    Non ti ho mai detto che nel Giorno del Giudizio
    a nessuno di noi verrà chiesto perché Sole e Luna
    non hanno mai fatto niente per essere un po’ di più
    Non ti ho mai detto la verità sulla confusione
    che alberga quaggiù dove è facile franare
    insieme ai secoli delle montagne,
    dove è facile cadere in ginocchio
    senza una vita alle spalle… senza un perché

    E ogni creatura cerca un minimo riparo,
    e ogni bambino cerca il petto d’una madre

    Dolci,
    dolci sono i fianchi delle montagne
    Non reggeranno ancora a lungo,
    non reggeranno ancora a lungo

  • 10 maggio 2017 alle ore 14:54
    Come si sfrondano sillogi

    Le nubi
    sempre più irruente
    non lasciano pace
    Le cose innominate
    che sto toccando
    l'inevitabilità del tuo profumo
    a cui partecipo togliendo veli
    dalle coperte di sillabe
    Come si sfrondano
    sillogi
    e ogni strappo è
    un fiume di grazia
    nel lume incorporeo
    del pensiero
    Ho in te luoghi scalzi
    Amo queste gocce senza radici
    il mare sconosciuto
    che gira tra vento e foglie
    Un tremolio, che riempie
    solitudine e solchi
    e insegna a viverci
    disarmati e docili

  • 09 maggio 2017 alle ore 20:44
    Il destino d'ogni uomo

    Illusioni
    a manifestarsi come inganni

    ideali irrealizzati
    di realtà meschine e avvilenti

    che uccidono tutte le speranze

    Crisi di coscienza di sentimenti

    in guerra tra loro

    a vanificare disillusioni e imprevedibilità

    nella sconfitta a cui e destinato l'uomo
    .
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati
     

  • 09 maggio 2017 alle ore 20:35
    L'impulso del mio vivere

    La mia laidezza

    a donarmi la felicità
    di goder d'ogni bellezza

    d'un bambino

    d'una donna

    della natura

    finanche di me

    e della mia inutilità
    in questo mondo

    E mi faccio spento il respiro

    nei sospiri accesi
    dello sguardo attonito
    a ciò che di bello mi circonda

    a delibarlo

    bevendone le gocce d'effluvio
    che emana in ogni presenza

    fuoco invisibile
    che m'invade le vene

    e m'accalora la pelle
    avviluppandomi in palpiti arcani

    emozioni quasi carnali
    a benedire le mie passioni

    Io colpevole solo
    della mia sete di vita

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 09 maggio 2017 alle ore 20:12
    Ricorda mani basse

    Sei ciò che è stato ieri
    per lui ricerca dell'approdo, privo
    d'identità di terra
    gelo 
    che non sa accogliere.

    Lo sguardo ruvido di meta
    ricorda mani basse 
    si perde come goccia 
    precipita 
    e non si fonde.

  • 09 maggio 2017 alle ore 13:53
    Lago di Grazia

    Lago di Grazia....non deludermi mai.....Lago di Grazia.....socchiudimi sempre.....

  • 09 maggio 2017 alle ore 1:43
    Pietre preziose

    Ho visto pietre
    diventare sali e sciogliersi
    inesorabilmente sciogliersi
    Ho visto sali divenire pietra
    -preziosa-
    racchiudere l'anima delle Cose
    e perpetrarla
    Ho visto pietre preziose
    racchiudere e proteggere
    "Cose" preziose:
    -Anima- -Vita- -Cosmo-
    - Piccolo- -Grande- -Eterno-
    E perpetrare Anima Vita Cosmo
    Piccolo Grande Eterno
    La pietra purificata dal Tempo
    è pietra preziosa
    sferzata ferita limata lavata
    È pietra preziosa
    La pietra nascosta
    nell'ombra è casa del muschio.

  • 08 maggio 2017 alle ore 23:30
    Settimo senso

    Implodere in cristallo
    la fissità dell'occhio

    mi assento dal mio scolorire
    inflessibile accanto.

    Una volta ho pianto nelle stelle:
    irradiavano pace

    e noi, l’aver vissuto
    cigli setosi tra gramigne
    e uccelli migratori.

  • 08 maggio 2017 alle ore 21:07
    Le primavere ritrovate

    Emozioni che incedono
    incalzate dalla spinta delle passioni
    a brancolare nei moti dell'anima
    e incitare al silenzio atroci dilemmi
    dispensando plumbei riflessi
    al cuore e al suo timido zittìo
    E in quella silenziosità impetuosa
    proscenio illuminato da grevi luci
    espressa da sentimenti umani
    dar limpidezza ai giorni
    e anche ai ricordi della giovinezza
    con le sue primavere ritrovate
    .
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati

  • 08 maggio 2017 alle ore 20:48
    Un giorno in più

    I giorni rinascono tranquilli e luminosi

    nei libri sparsi per la stanza

    a colmare l'abisso che spadroneggia nella mia mente

    tra i coprifuoco imposti dall'alba al tramonto

    a ricordare equilibri di una volta sostenuti dall'assenza

    resi precari adesso dall'assidua presenza a marcire nelle ore

    dimenticato uomo

    ora che il mio ruolo è tramontato

    E mi appoggio al caldo delle tue carezze
    a costruire momenti di bontà

    con la paura di disturbare

    senza perdere la speranza di vivere un giorno in più

    e con la consapevolezza che domani

    tutti dovremo morire nella nostra povertà
    .
    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati.
     

  • 08 maggio 2017 alle ore 20:46
    E la mente va

    Pensieri

    addobbati con scialli a frange corte

    meraviglie di vecchi merletti
    e vecchie lenzuola

    stese sui parapetti del cuore
    rivestiti d'amore e d'odio

    con i foulards di tabula rasa
    color vita da vivere

    ad avvolgerli tutti nella più becera tradizione

    Con " l'eleganza " del loro significato

    incompreso nei dintorni del gusto

    illuminata con neri fanali

    aridi come cenere spenta

    consumata dall'esperienza

    E viverci assieme stupidamente

    giorno dopo giorno

    a raccontarsi tutte le sciocchezze
    di questa vita d'egoismi

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 07 maggio 2017 alle ore 21:27
    Ombre

    Ombre

    che sorpassano
    pensieri disposti a ventaglio

    a soffiare impertinenti
    su gemiti di paure

    che sorgano invisibili
    fra i grovigli della vita

    Venti a disperdere
    le nubi e quelle ombre

    lasciando spazio
    a raggi di luna
    a significare le notti

    sagome di tenebre stagliate
    in improvvisi guizzi di luci

    Vite sciupate

    ripugnanti rabbie amare

    a urlare le loro avversità
    contro l'inulità della vita stessa
    .
    cesare moceo

  • 07 maggio 2017 alle ore 20:45
    L'avidità della vecchiaia

    Sono un pellegrino errante
    di questo mondo
    e rallento il mio andare
    quando in lontananza
    scorgo le pagine allegre
    d'un qualche libro che mi sorride
    Con lui mi fermo a contemplare
    i visi belli della mia fanciullezza
    deformati ormai nei ricordi
    da questa infida vecchiaia
    e le parole che un tempo pronunciai
    e che ora rapite dell'oblio
    più non sentirò
    E rimango sempre amico di me stesso
    consapevole della vita che scorre
    e dei passi che faccio
    e dei miei versi sempre a portata di mano
    mai inopportuni e mai molesti
    a rendere splendida la mia prosperità
    alleviandone le sventure
    nel tempo che passa
    che tutto deturpa e tutto cancella
    .
    cesare moceo

  • 07 maggio 2017 alle ore 20:41
    L'istantaneita' dei miei sogni(1978)

    Vivo le mie notti
    nei tanti sussurri al cielo

    illuminato solo
    dalla luce fioca d'ogni mio pensiero

    ciascuno a voler dare affetto all'altro

    senza sapere in che modo poterglielo offrire

    E percorro lento i corridoi di quel vivere

    mezzo addormentato ma cosciente
    delle vibrazioni che mi scuotono l'anima

    e del loro dolce mormorio

    che pervade la mia grazia quasi felina
    e le mie fattezze ruvide

    contornate dalle rughe

    come se fossero tacche dei tormenti vissuti

    e soffuse da grigiori malaticci

    a significare tutte le mie miserie
    i dolori e le paure patite

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 07 maggio 2017 alle ore 10:39
    Legittima difesa e... alleluia!

    Ora la notte qui non è più buia
    la illumina il riflesso della canna
    di quest’arnese, sporta come zanna
    che aggetta fiera dalla fitta tuia.
     
    Fino al tramonto a salve si può armare
    a chi vi turba il grotto sulla fronte
    non c’è che digrignare arcate smunte
     
    o ancora l’altra guancia rimostrare.
    Ma appena il sole cala all’orizzonte
    disintegra sorprese anche presunte.
     
    Se d’uno spillo acuminate punte
    minacciano un pericolo imminente
    sappiate che v’assiste l’esimente:
    legittima difesa e… alleluia!
     
    C’è già la legge, ancor non scritta bene
    e in caso di legittima reazione
    a un’aggressione ingiusta e contestabile
     
    non c’è poi da scontare grosse pene
    se la difesa a offesa è proporzione
    - con quella attuale e questa inevitabile -
     
    e la reazione è l’unica pensabile.
    Però questione vera e assai spinosa
    è la non netta proporzione, cosa
    più ambigua, perché il giudice s’abbuia.
     
    Ma se la differenza è rilevante
    tra male inflitto e male minacciato
    - laddove l’arma punti i fuggitivi -
     
    non c’è esimente e scatta l’aggravante.
    Ma che il far west sia almeno scongiurato
    che detti sempre il giudice i motivi
     
    e che soltanto in casi tassativi
    si possa rilasciare una licenza
    per tirar colpi ed allentar la lenza
    in questi mari mondi troppo bui.

  • 07 maggio 2017 alle ore 0:47
    Non giudicarmi

    Non giudicarmi
    non giudicarmi mai
    ché tu non sai
    cosa cela il cielo
    che m’assomiglia
    Non giudicarmi
    non giudicarmi mai
    ché tu non sai
    cosa dice il cielo
    agl’occhi miei
    Né sai
    cos’essi rispondono
    nell’univoca voce
    dell’onda
    che il cielo riflette.

  • 07 maggio 2017 alle ore 0:16
    La voce inquieta dei sogni

    L’ho riconosciuta negli echi
    la voce inquieta dei sogni, 
    i più sbiaditi sono automi 
    inscatolati negli inverni delle viscere.
    Martellano le aurore
    i luoghi frantumati dell’essere.
    Sono i giardini senza gemme
    avvizziti d’incuria,
    rami si staccano uno ad uno
    e quando cala, la luce 
    è un ampio mantello opprimente.
    Mia finestra 
    che ancora raccogli i silenzi,
    sei l’acerbo diamante da far sbocciare
    -vita degli occhi
    orizzonti nuovi tramano in te
    fiori d’armonia.

  • 06 maggio 2017 alle ore 20:55
    Le domande di facebook

    Mi chiedi a cosa sto pensando...

    Io racconto la vita d'ogni giorno

    i sentimenti veri degli uomini

    la povertà che li attanaglia

    la loro amicizia nella solidarietà

    e i baci rubati agli angoli delle strade

    E nelle mie rime canto

    la profonda coscienza delle ingiustizie

    e la speranza di un futuro in cui lottare

    nella consapevolezza che non c'è romanticismo

    in chi crede che con la morte tutto finisce
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 06 maggio 2017 alle ore 20:53
    Decadenti esperienze

    Adultero nel mio deserto

    me ne vado estraneo al mondo

    nel cammino difforme ai passi
    che la coscienza m'impone

    miscugli di reminiscenze bizzarre non apprezzate

    brumi nudi di pensieri
    a far da guardia alle emozioni

    e obbedire alle passioni innate della vita

    E accetto passivo
    questo mio strano destino

    in versi innocenti di doppi sensi illegittimi

    a incarnare la mia libertà
    nell'alleanza indissolubile tra fede e amore

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 06 maggio 2017 alle ore 20:50
    Breve passeggiata nell'anima

    E rimango appiccicato alla mia realtà e al mio vivere

    a riscoprirne l'essenza

    e godere ancora della sua incomoda profondità

    E prendo avido

    tutto ciò che la vita mi offre

    assaporandone il valore

    e accontentando la mia coscienza che in essa rifrange

    muta e glorificata nello spirito

    dal desiderio intrinseco di conoscere le sue Verità

    e divorarne i frutti

    nei fermenti interiori del mio volere essere poeta

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 06 maggio 2017 alle ore 14:35

    Non ci sono regole, non esistono limiti in un sentimento. Puoi cacciarlo, puoi respingerlo, ma se è vero niente lo cancella. L'invidia, la rabbia, la gelosia non faranno in modo che esso finisca. Può far perdere ad esso l'equilibrio, ma lui conosce la strada e prima o poi la ritroverà. Quando qualcuno vive in te o tu vivi dentro qualcuno non c'è tempo, non c'è imposizione che cancelli. Ciò che spesso è incomprensibile agli occhi del mondo, spesso può essere compreso solo da chi lo prova. Ciò che nessuno può comprendere, spesso gli interessati lo sentono talmente forte da non saperlo nemmeno gestire. Ciò che il mondo prova a spezzare, spesso fa solo in modo che esso diventi più forte. Perché ciò che nemmeno la lontananza o l'assenza cancella è qualcosa che sicuramente è destinato a durare. 

  • 06 maggio 2017 alle ore 6:05
    In via del rivo

    Ho aperto un varco
    tra cerniere e rugiada.
    Era una stanza
    di consapevole armonia,
    c’erano fili attesi di riverberi
    di me di nuvola.
    Domani poi ripiove
    e poco avverto
    il non aver riparo
    mentre una statua ride sul bagnato.
     
    Compro dei fiori, sono fresie
    se mi ricordano di un nodo
    insieme al varco. E come
    sarebbe facile serbar l’odore
    per un palmo che spazzi fuori
    le vie a guinzaglio.
    I tetti sul grigio, i vetri occlusi.
     

  • 05 maggio 2017 alle ore 21:18
    Una tranquilla ottusità

    Astrattismi 
    a accendere desideri e velleità

    nella lussuria delle passioni e delle rime

    che s'inseguono sprofondando in incertezze
    e spasmodiche volontà di pace

    Sogni di gloria a uscire dalla bontà
    e far rotolare nel nulla la parte schietta di me
    .
    cesaremoceo

  • 05 maggio 2017 alle ore 20:46
    La morte della speranza

    Stili aspri di falsi spiriti

    esaltano sarcasmi e paradossi
    con tumultuose invettive

    in momenti d'assalto all'interiorità

    a pensieri fondati sui desideri d'amore e di semplicità

    ignobili sentimenti di potenza usurpata
    a domare greggi servili

    nella predica di inutili concezioni di dignità

    assurte a finte purificazioni della vita

    E elevano a virtù
    tutte le sofferenze degli uomini

    oppressi dalla negazione
    dei loro nobili istinti d'ogni sovranità interiore

    per assistere inermi
    a quanti modi la vita gli si possa sgretolare

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati