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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 01 febbraio 2017 alle ore 18:03
    Vivo

    Io lotto per il mio mare
    e per quel cielo che lo rassicura.
    Lotto per queste pietre, per queste radici
    per l'orizzonte che mi ha cresciuto.
    Combatto e vivo per chi mi ama
    e amo,
    e per la mia gente,
    per le mie strade.
    Lotto e vivo
    non mi do pace,
    lotto e vivo
    per i miei inverni
    e le vostre primavere.

  • 01 febbraio 2017 alle ore 10:06
    Irrequietudini

    Affido le membra
    al sole d'autunno,
    benevolo
    ma ormai lontano.

    Piatto prelibato
    la mia giornata.

    Dietro una teca di vetro.

    Osservando, bramo.
     

  • 01 febbraio 2017 alle ore 10:01
    Assenze

    Rintocco di campana
    battito di ciglia.
    In questa piazzetta
    di pietre antiche
    il senso delle cose
    ombra non ha.

  • 01 febbraio 2017 alle ore 9:59
    Pioggia fuoriporta

    Di cubisti fumi
    godo le danze
    sul verde
    di questo grigiore.

  • 01 febbraio 2017 alle ore 9:58
    Insonne

    Si rincorrono i pensieri
    come nuvole stasera e
    il vento, nel mio cuore
    fa sbattere le porte.

  • 01 febbraio 2017 alle ore 9:53
    Luna

    Grazie oh luna
    dal fondo del mio pozzo
    vuoto e buio di silenzi.
    A te
    che vesti la luce dell'amore
    e del riflesso ne fai dono
    grazie
    in questa notte senza fine.

  • 01 febbraio 2017 alle ore 0:12
    È nebbia

    È nebbia
    ad ammantare la sera
    stasera
    Amniotico liquido
    avvolgente la  Madre Terra
    Non mostra lumi
    tantomen lune
    e del ciel non v'è parvenza
    È nebbia
    Sospensione di molecole:
    anime bianche
    in morbidezza vaganti
    Stasera.

  • 31 gennaio 2017 alle ore 20:43
    Strazi della mente

    Ossessioni intransigenti
    traslocano in spazi temporali

    astratte

    a condannarmi

    a parlarmi senza ascoltarmi

    E mi raccolgo nella mia compassione

    in quella stanza dell'anima
    rifugium della mia sensibilità

    dei miei pensieri

    della mia vita

    a cercare e scrivere il mio destino
    .
    Cesare Moceo

  • 31 gennaio 2017 alle ore 20:00

    Un giorno sarai l'esempio che potrai porre di fronte a chi ti ha ferito e mostrare loro quanto bella diventa una persona che rinasce. Potrai sorridere delle loro menti ancora limitate, ferme e prese a rincorrere superflui momenti di gloria. Potrai gioire della concretezza che ti cammina a fianco, che ti gira attorno, ma soprattutto di quella che ti esplode dentro e osserverai quanto poco avevano dentro quelle persone in confronto a te. Un giorno sarai quella persona che mostrerà a tutti coloro che ti hanno ferita quanto bello sia morire e rinasce per poi perdersi completamente nelle braccia giuste. Un giorno capirai che pensando di aver perso il tuo "Mondo" eri inconsapevole invece che la parte più bella del "Mondo" ancora non l'avevi conosciuta.

  • 31 gennaio 2017 alle ore 17:21

    In molti hanno sfidato la mia intelligenza. In molti hanno provato a trascinarmi in basso nelle "Pozzanghere" piene della loro stupidità. In molti hanno attaccato la mia durezza e la mia forza. In troppi hanno sperato di vedermi cedere, crollare e svanire nel nulla. Pochi quelli che ci sono riusciti, ma nessuno di loro mi ha mai vista restare a giacere sconfitta! Questo ha fatto di me "Una vincente"! 

  • 31 gennaio 2017 alle ore 15:43
    La prima pietra

    La porta chiusa
    e una piccola pace dentro che muore da sola

    un vestito della festa pulito
    perché sopra si indossa un vecchio cappotto da buttare

    una carezza di circostanza
    come confine invalicabile per mantenere la distanza...

    distanza
    certo, è un'evoluzione di pensiero inconcepibile sotto questo cielo
    eppure
    l'unica salvezza possibile alberga nel salvare dall'abbandono e portare in casa chi là fuori al freddo è più fragile e solo

    perché non l'ultima che ormai non ha più memoria,
    ma è prima pietra che porta tutto il peso del muro

  • 31 gennaio 2017 alle ore 13:02

    In fondo cosa è un "Momento perfetto"... Non è altro che uno sguardo che punta solo ciò che ha di fronte. Due corpi che non si sentono a suo agio per ciò che hanno attorno, ma solo per le vibrazioni che arrivano da chi hanno di fronte. In fondo un vero "Momento perfetto" sono solo due anime che restano "Giuste" anche all'interno di un qualsiasi posto "Sbagliato"!

  • 30 gennaio 2017 alle ore 23:23
    Il cubo di Metatron

    Tredici mani di luce
    inventano colori e suoni,
    acquarelli d'anima 
    rotanti 
    nel pentagramma conico.
    Squarciano il buio 
    arpeggiando 
    l'incedere del tempo,
    coprendo la brace dell'odio
    con cenere d'angelo.
    Dal nulla all'equilibrio.

  • 30 gennaio 2017 alle ore 21:31
    All'improvviso...la coscienza

    Voglio stare ancor da solo

    con i miei giorni
    a cominciarli da me

    in compagnia delle lacrime
    velate delle mie poesie

    Albe serene
    in soffi di tenua luce

    danzano negli occhi
    appena dischiusi

    sugli inconsci pensieri
    delle dolci carezze
    al mio mare dorato

    Rivedere i miei sogni

    dispersi in sonni
    pateticamente illusi

    a descrivere i ricordi

    nel respiro ansimante
    che raggela il volere
    e nutre l'inquietudine

    E veglio

    col mio libro di rime
    aperto tra le mani

    a percuotere i tamburi della poesia

    mentre mi stringo cosciente

    ristretto nella mente
    a parlarmi d'amore e di pace
    .
    cesaremoceo
     

  • 30 gennaio 2017 alle ore 14:07

    C'è chi impara a correre più veloce del vento... Io invece, ho imparato a correre più veloce del dolore. E' stato il modo migliore per lasciarmi dietro ciò che faceva di me un corpo senza battiti. Poche sono le persone che possono capire come ci si sente, in fondo solo tu lo sai. Non mi sento di dover spiegare nulla a nessuno di ciò che nel mio intimo in questo momento può essere ingestibile. Le uniche spiegazioni che devo, sono quelle rivolte a me stessa. Sono quelle dove io stessa tra mille lame mi svincolo per cercare un appoggio più morbido dove riposare il mio "IO" attendendo che quelle maledette lame comincino a bruciarmi meno sulla pelle.

  • 29 gennaio 2017 alle ore 21:05
    Fratelli in guerra,rivali in amore

    Spiarmi

    nel mio farfugliare tra le nuvole

    intrise di presagi apocalittici

    pensieri che affollano
    le piazze del mio intelletto

    ritti

    dinanzi all'oscurità
    che riempie i miei vuoti

    Io ladro derubato

    complice delle luci spente

    che illuminano il pallido grigiore
    delle feste delle morti

    e gl'illimitati orizzonti

    quasi senza sole

    delle sepolture degli equivoci

    con il cuore e l'anima

    colombe incatenate
    sotto il fardello dei tormenti

    a barrire nel loro coraggio
    di sopportar sfortune

    e esser felici senza alcuna certezza

    schiave degli amori

    schiave delle guerre

    Ora

    tutto ciò che mi resta 
    è la mia dignita

    Lasciate che la conservi intatta
    .
    Cesare Moceo
     

  • 29 gennaio 2017 alle ore 20:52
    Non tutte le gocce fan traboccare i vasi

    Me ne vado solitario
    per le strade dei pensieri

    educato ad attraversarle
    sulle strisce colorate dei ricordi

    e in quell'andare

    mi soffermo in momenti di vertigini

    smarrimenti della mente

    come chi crede
    d'aver sbagliato la rotta per la vita

    E mi sembra d'un tratto
    d'esser catapultato su di un palcoscenico

    per altro ben allestito

    a recitare non so se la tragedia
    o la commedia di me stesso

    davanti a un pubblico festante
    che m'acclama e chiede il bis

    E allora mi concedo ancora al mondo

    in gocce di rugiada d'albe fresche

    che fan traboccare il mio amore
    nel tempo che mi resta

    e strusciarmi felice

    nella magnanimità della mia natura
    che a lui m'accompagna
    .© ®
    Cesare Moceo

  • 29 gennaio 2017 alle ore 20:46
    La Sposa delle Isole

    Delicatamente, 
    la dolce sposa attraversa la navata
    decorata con splendide rose
    e vestita di alabastro e di perle.
    Le sue guance arrossiscono
    allo sguardo del suo amato,
    mentre intorno a lei
    la dolce brezza del mare del Nord
    porta con sé
    esotici profumi
    e meravigliosi canti.
    Ma, ecco un'ombra oscura
    si posa sul viso dello sposo,
    facendo brillare i suoi occhi
    di una luce sinistra,
    mentre si tingono di sangue.
    E l'inferno emerge dalla terra
    oscurando i cieli
    con diaboliche tempeste
    decomponendosi,
    in fetide nebbie.
    L'essere orrendo
    e il suo corteo
    trascinano,
    la sventurata sposa
    nel nulla,
    lasciandosi dietro di sé
    soltanto
    orride grida.

    Liberamente ispirato alla leggenda popolare scozzese che narra la terribile storia di un vampiro, che assumendo le sembianze di un defunto, cerca di succhiare il sangue di una giovane vergine entro la notte di Ognissanti, per poter mantenere i suoi diabolici poteri.

  • 29 gennaio 2017 alle ore 16:02
    Senza voce

    Mi hai tolto l'aria
    mentre stavo respirando
    Ora sono di pietra...
    senza voce

  • 29 gennaio 2017 alle ore 13:26
    Un amore sbagliato.

    Un amore così sbagliato, che non ha senso viverlo.
    Ma è un amore consapevole,
    testardo,
    tenace,
    irrinunciabile.
    Un amore così forte ed impetuoso che stravolge gli animi e la volontà.
    Un amore determinato,
    appassionato,
    senza regole.
    Un amore a volte ferito, a volte deluso, a volte senza speranza.
    Ma ad un amore così grande, non si può rinunciare, anche se è sbagliato.

  • 29 gennaio 2017 alle ore 13:25
    Il mio mare

    Tu sei il mio mare, forte e caparbio come una tempesta.
    Nei giorni bui, le tue onde mi rassicurano, mi sollevano e mi portano in alto.
    Tu sei il mio mare, calmo e silenzioso, che quieta la mia anima quando ho bisogno di dolcezza.
    Un mare così profondo che mi ci smarrisco dentro, immersa nei tuoi colori e nei tuoi delicati movimenti.
    Tu sei il mare che ho dentro gli occhi, quando sono così lontana.

  • 28 gennaio 2017 alle ore 21:09
    Uomini...chi di parola,chi di parole

    Sovrana e regina
    stasera sei tu mia luna

    nel tuo soave influsso
    a dar fiato al mio sgardo

    beato nell'inebriante luce

    delle vaghe stelle
    che ti danzano attorno

    dolci virtù a rallegrare il mio cuore

    Rivolgo a te

    in questa mia preghiera

    ogni mio ancestrale e selvatico sospiro

    affinchè in questo sommesso rumorio

    germogli il piacere
    di vagabondare senza tempo

    per i terreni angusti dell'anima

    tappa obbligata delle emozioni
    cariosside nuda delle passioni assopite

    E tornare così
    alla mia dimensione umana

    a quel valore aggiunto del mio Essere

    che mi faccia sopportare i dolori
    che m'impone il mio vivere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 27 gennaio 2017 alle ore 22:47
    Apri l'anima

    Apri l'anima
    Saprò accarezzarla
    come farei coi petali
    di una rosa bagnata di rugiada
    Apri l'anima
    e il tuo profumo
    inonderà ogni mio desiderio

  • 27 gennaio 2017 alle ore 21:39
    E scrivo rime ancora dietro il filo spinato

    Condivido con il mondo
    il mio passato meticciato di ricordi
    e ingravidato di spiacevoli nostalgie
    volteggi di danze sognate
    emozioni intense e delicate
    di sapori di baci immaginati
    profondi sospiri di vita non vissuta
    a intridere l'aria di ciò che l'anima sente
    Percorro la mia e la nostra storia
    spesse volte pervasa
    da cruda imprevedibilità
    nel suo evolversi
    senza avvertirci
    dei fuori programma
    in netto contrasto
    con i desideri e le attese
    E mi sforzo di capire
    da che parte va il mondo
    per indirizzare la mia rotta
    verso la meta eloquente
    del continuare a scrivere
    senza che il futuro
    mi dia per disperso
    nel grande mare dell'anonimato

    chi si sarà vestito
    della roba d'altri
    rimarrà nudo
    finanche senza mutande
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 27 gennaio 2017 alle ore 21:22
    Il silenzio

    'La mia fede/ che credevo fatta in pietra"

    Il silenzio assordante
    Mura la mia anima assopita
    Il mio fumi-e a Nagasaki aspetta
    Come una ghigliottina
    Che mi attende sotto casa:
    Lo smarrimento del silenzio.
    Perché, mio Dio,
    Tu mi abbandoni?
    In queste urla sparpargliate
    Della gente
    Nell'orrore della vacuità distratta,
    La mia persecuzione quotidiana:
    Tu, infin, chi sei?
    Tante cose di Te mi han parlato.
    Eppure, misterioso flusso
    D'incessante desiderio:
    Tu, chi sei?
    Tu lo vinci questo scandalo,
    Quest'orrore mio che mi corrode l'anima?
    E questa carne mia
    Ch'è tutta un limite,
    Questo muto, spogliato amore mio
    Tremante e fragile
    Spaventato e piccolo
    - Mio dio, quanto sei piccolo! -
    Lo abbraccerai tu, come fece
    Il Figlio tuo con Lazzaro?
    Stasera trascrivo il tuo silenzio
    Che si annida ancora sussurrando
    Tra questa sudicia mia malinconia
    Che quest'oggi proprio ora
    Ha perso ogni che
    D'eroica nobiltà.