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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:25
    Vano volermi assidua

    Vano volermi assidua
    se del mio primo mare
    non senti il sale
    mancarmi dentro

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:22
    Nuda ti sto amando

    Nuda ti sto amando
    come fossi appena nata
    tra le tue braccia

    concepita nel tempo invecchiato
    tra neve di sale
    e lo sbocciare delle rose

    Adesso
    spoglia di tutto
    voglio vestirmi solo di noi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:20
    Stupor d'amore

    Prendi un filo di cielo
    e legaci all'oblio della notte
    assordata dai nostri respiri
    che incantano e attraggono tutte le stelle
    fino a render golose le note focose
    che dissetano i nostri corpi
    esposti e disposti nel rigo nascosto
    del nostro stupor d'amore.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:18
    Non ricordo più

    Non ricordo più
    quanta pioggia ho pianto
    prima di risplendere
    tra le tue braccia di cielo.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:17
    Mi arrendo

    Mi arrendo
    al tuo incandescente divenire
    e il freddo
    non è che un passante

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:15
    La mia poesia

    Ogni volta che lo vorrai
    accoglierò i tuoi venti
    ampliando me stessa
    dal profondo del cuore
    fino a dove riuscirò a condurci

    Fino a dove ogni volta
    non crederò mai
    di riuscire ad arrivare

    Solo così potrò fare di noi
    la mia poesia.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:02
    Quando mi perdo

    Quando mi perdo nella tormenta 
    non mi cercare

    Amami scaldami e aspettami

    ché se so di trovarti 
    oltre le cime di ghiaccio, 
    riuscirò a scioglierle 
    forse senza trafiggermi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 16:01
    Contienimi e scaldami

    Contienimi e scaldami
    bevendo i balsami
    del mio gesto più semplice,
    quelli che innevano il tuo calice

    e spento il verbo diurno
    ascolta il mio intimo taciturno
    acquietarsi dentro te,
    inverso intarsio di me

    Aspetta, non ti scordare
    che le mie mani devi lavare
    con tinte di un mare
    da reinventare

    Raccontami poi
    la fiaba più breve
    che sappia condurmi
    in un tempo più lieve.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 14:30
    Legami

    Legami sotterranei

    corrono sul filo del tempo

    Si annodano,

    si sciolgono,

    ma sono sempre lì…

    Come chiodi saldi

    si piantano nel vissuto

    a diramar Foschia che,

    indolente e sonnacchiosa,

    deposita ispessite coltri

    per rivestire tutto

    del più profondo oblio.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 14:28
    Rocce

    Uno sferzante vento

    piega giunchi, foglie e tronchi,

    col forte ammonimento

    di non distrarre mai lo sguardo

    dai punti saldi della vita.

    Nessuno alla sua furia sfugge,

    neppure chi, con acrobatica destrezza,

    prova ad opporsi alla direzione imposta.

    Tutto vano…

    meglio lasciar andare la burrasca e,

    finita questa,

    con impeto abbracciar le rocce

    da cui vorremmo oggi

    scivolar via.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 13:26
    Madre

    Madre d'infinita capienza 
    che disseti la sete d'esserti bimba in grembo
    ora in te io mi accumulo, priva di tutto
    di carne e di ossa, di suoni e frastuoni
    guscio sgusciato assente di me

    Scialle di primavera scalda la mia chimera
    spargendomi al sole tra ciocche di sale
    falcia dalla fronte l'umano groviglio
    fanne acqua di fonte per ogni tuo figlio

    Abdico al mondo ingordo 
    srotolando il mio passo su aghi di pino 
    e mieto speranza
    dagli occhi di un gabbiano che non mi teme

    perché in te io mi annullo
    non voglio e non vedo, non penso e non ledo

    Sotto un mare smacchiato dal verbo superbo
    dammi ora riparo, respirandomi in te.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 13:23
    Ti sogno domani

    Mentre annodo quest'oggi al tramonto
    non penso granché al domani

    Potrebbe essere gerla di pace 
    o mazzo di bussole rimbambite
    ciascuna a indicare una via
    per giungere al seno di mamma utopia

    Non fa differenza adesso
    non mi va di ascoltare la luna
    che stona speranza 
    all'ombra di un'alba
    forse nefasta o forse no.

    Quindi farò i conti col domani 
    non prima di domani
    se non altro risparmio energie
    perrché chissà cosa capiterà domani

    E poi dai, lo sai 
    che io lo sogno e basta il domani
    lo sogno sempre come mi pare
    senza cavilli e pensieri

    E sogno solo che sarà amore
    quello che ancora non conosciamo,
    amore che ingrassi quest'oggi ossuto
    per farci rinascere tutti...

    domani!

    Oh sì, mi piacerebbe fosse già domani
    invece è sempre e soltanto oggi.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 13:11
    Fidati ancora Amore

    Ho veduto flotte di cirri listati a lutto
    arrivavano a fatica dai capitoli di storia
    portandosi dentro il dolore d'ogni epoca
    i cui figli le guerre han massacrato

    Un cupo boato
    fu l'incipit di un diluvio
    senza virgole né strali
    ed io impietrita e da strizzare
    guardavo gli alberi incurvarsi
    fino a rovistar coi nudi rami
    questa terra zuppa d'anima

    D'improvviso il finimondo cessò
    e riecheggiarono chiari
    gli ultimi versi di un'antica preghiera
    stonati dal roco vento di levante

    Parole di fede e di speranza
    rivolte agli uomini a venire,
    quelli che poi sono arrivati
    per proseguire ad imbrattare di odio e sangue
    questa povera famiglia ch'è l'intera umanità

    Verranno ancora altri caini
    armati fino alle budella
    ma fidati ancora Amore
    un giorno a caso
    il seme giusto attecchirà.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:45
    Tra le foglie d'autunno

    Ho intravisto risposte
    tra le foglie d'autunno
    riverse su strade stinte dal tempo

    Passandoci sopra
    ne ho colto l'aspetto
    abietto e mordace
    e rughe di mondo
    ora scorrono fiacche
    lungo irte spirali deserte.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:41
    Impotenza

    Strizzata da quest'epoca
    sgocciolo alla rinfusa
    ad ogni pianto di mondo
    e ingoio la mia impotenza
    stando accucciata dietro una tenda
    logora di avvilente realtà.

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:38
    Sebbene stia piovendo

    Sebbene stia piovendo
    comunque il deserto si srotola al rallentatore
    -imboccherà mai i vicoli ciechi del mondo?

    Frattanto riposo il mio sguardo
    sopra un miraggio estratto a sorte
    dalle tasche di questo tempo incravattato a lutto
    che mostra al cielo la sua pelle butterata.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 12:31
    L'insonne blu

    Offerte le membra alla liquida notte
    il sadico assillo del nonsenso 
    mi sgranocchia il cervello
    coi suoi denti smaltati di scherno

    Sotto il mio artico sudario
    non sento più i piedi 
    e dimeno meningi 
    dentro un famelico vuoto ondoso

    La paura che il filo del sonno 
    non voglia mai più ricucirmi all'immobile sponda, 
    sbriciola la rotta delle mie pupille
    sputandomi esausta 
    al di là di una gelida aurora
    ove mi spargo 
    minuziosa nel nulla.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 11:49
    A vanvera forse una margherita

    Scrivo e vivo, vivo e scrivo
    ricordo e scrivo, scordo e scrivo,
    ma c'è che le parole prima o poi finiranno
    e come potrò esserci ancora fuori da questa pelle...

    Mi cammino dentro come fossi un'altra
    invadente forse, oppure necessaria
    e non c'è pretesto per fermarmi, eppure sì!

    Però non so come spiegarlo
    ed ecco che le parole falliscono
    in grembo, afone, in quello strappo in fiamme
    che solo io so, ma dov'è no!

    Giacché è infinito qua
    e dove inizio io lo ignoro
    ma forse è là che dovrei arrivare
    per non udire mai più il richiamo della penna

    Oh, questa penna! Sghignazza a volte
    molte altre stramazza
    e chissà che pensa di una pazza me

    Pazza per dir normale poi, troppo normale penso
    e sta qua il taglio tra me stessa e ciò che ho intorno:
    niente è normale, o quasi.

    Che ci faccio quindi qua?
    Per caso certo, che caso strano!

    E giro e giro, strappando terra alla terra
    con cui riempirmi i pugni vuoti
    e le nocche sono asciutte perché a bussare al vento
    risponde sempre -Vai!
    Dove? Non so!

    E tuttavia ubbidiente vado e vago
    fino a piegar lo sguardo tra le api in festa,
    avranno mai nettari per me? Magari semplici
    di margherita forse, perché no? Perché no!

     

  • 20 febbraio 2017 alle ore 11:42
    Un ciondolar di onde

    Sii vela volubile e lama di vento
    ché la vita è un ciondolar di onde
    sotto stelle a due punte
    filanti e cadenti

    Ma legati al dito
    almeno un raggio di sole
    casomai faccia freddo
    e ti sfugga di mente
    che la tua mano
    sta sempre dentro la mia.

  • 20 febbraio 2017 alle ore 11:33
    Tra polvere e cocci di mare

    A cosa serve
    voler rintracciare a tutti i costi 
    il punto d'incontro 
    anche quando non c'è più

    Forse sarebbe meglio
    inventarne un altro 
    per non scivolare ciascuno
    in grembo alla sua solitudine

    Ma se anche esistesse 
    sarebbe un punto vuoto 
    come la cruna di una bugia
    dentro cui infilare 
    il naso lungo

    Il naso. Il naso! 

    Lungo come il divario
    -un occhio d'immenso-
    tra quando si era uno
    e i mille e più pezzi di noi,
    ormai che non sarà più estate
    se non sulla mensola accanto al camino 
    tra polvere e cocci di mare

    Come si fa a baciarsi di nuovo 
    come una volta 
    se i nasi sono lunghi 
    e il disincanto impazza...

  • 20 febbraio 2017 alle ore 10:47
    Vita Di Paese

     
    Ricordo
    Un pomeriggio di sole
    Al paese si parlava
    Solamente di lei
    La zingara dagli occhi bruni
    E dai capelli neri
    Venuta da lontano
    Leggeva a tutti
    Il destino nella mano
    In questa terra di penitenza
    Dove si aspettano
    Sempre giorni migliori
    È arrivata lei
    Scheggia sorridente
    Colei che predice
    La nuova vita
    E tutti le dicono
    Sei il mio sole.

  • 19 febbraio 2017 alle ore 20:39
    E intanto i cagnolini passeggiano

    Il silenzio della notte
    ha finalmente lasciato gli spazi
    ai nuovi raggi del sole
    rumoreggianti delle effimere chimere
    inseguite nei sogni
    ossessive gioie
    divenute pretesto per sfuggimenti d'amori
    cordoni ombelicali spezzati
    accompagnati da paure e solitudini
    tra i giardini sfioriti
    nei profumi palpitanti delle frustrazioni
    e sgargianti colori
    di voragini d'odio prive di fondo
    a intrider la terra delle sue ultime stille
    Cresce nei suoi sussulti il mattino
    e il mio amore alla vita
    E intanto i cagnolini passeggiano...e abbaiano
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 19 febbraio 2017 alle ore 20:38

    A volte sto bene nel mio "Mondo", l'unico dove mi sento compresa e al sicuro. Fuori da ogni limite e canone prestampato perché io vivo a modo mio. Sono quella che soffre a modo suo, facendo finta di niente anche quando niente va come dovrebbe. Sono quella che sorride e lascia le lacrime in un angolo a ore, giorni, mesi e anche anni... Perché una lacrima da troppa soddisfazione agli altri. Non mi vergogno mai di ciò che sono anche se a volte vorrei essere diversa. Vorrei essere come quelle persone che non soffrono e non "Sentono". Anche se quella parte di mondo è inconsapevole del fatto che a malapena "Sopravvive" e io amo "Vivere" ... E a pieno. 

  • 19 febbraio 2017 alle ore 16:29
    LUNA Haiku

    Ispirazione
    Estensione di luce
    Nell'infinito...

  • 19 febbraio 2017 alle ore 12:07
    Attese E Speranze

     
     

     
     
    Le stelle non sono
    Fuochi d’artificio
    Ma sogni luminosi 
    Graditi dalla mente
     
    Non sono utopie
    Bensì attese vive
    Ben nutrite dal cuore
    Sono nostre speranze
     
    Il nettare che sazia
    La svolta della vita
    E la rende possibile
    Nelle nostre attese.