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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 febbraio 2018 alle ore 20:39
    A Voi che avete il pregio di essere posteri

    Emozioni forti vivrete
    a resistere e districarsi nel tempo
    e consolidarsi in sempre accese passioni.
    Avventurarsi e vivere alla giornata
    nell'anarchismo senza futuro
    porta a un pieno solo di parole e gesti vuoti
    a preludere a fallimenti e vane velleità.
    Gesti folli e disperati
    manifestati nelle forme più acute
    nella povertà del vissuto di costrizioni
    di oneste persone
    a arrendersi stremati alla vita
    e perdere i loro giuramenti
    alla fedeltà alle passioni
    e vanno in prestito d'orgoglio
    nelle ossessioni nostalgiche
    che avvolgono l'anima
    e decidono di vivere
    uccidendo se stessi e gli altri
    lasciando in eredità
    solo brividi di pazzie.

  • 02 febbraio 2018 alle ore 20:38

     

  • 02 febbraio 2018 alle ore 20:37
    Arriverà il mio congedo

    Arrossisco ancora di piacere

    nella mia condizione
    di presenza onoraria

    in questa vita che non mi da quasi
    più alcun diritto di dire la mia

    Scema la mia età

    nella penombra fumosa
    del gorgoglìo degli attimi

    con gli anni a guizzare
    di fretta contagiosa alla luce dei giorni

    saltellando felici
    nello scorrere del tempo

    e litigando di brutto
    con le albe e i tramonti

    fino a arrendersi

    inghiottiti dal loro stesso fiato
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 febbraio 2018 alle ore 19:27
    Adesso

    E adesso che ho indossato il giorno
     vado dal lustrascarpe a lucidarmi i passi. 
     Avrò cura di spegnere l’ allodola che ho in petto. 
     Sempre devo badare 
     a vestire in modo corretto,
     a non sporcare l’ abito dell’ occasione,
     quella che dio mi nega.
     Intanto i miei vestiti a fiori appassiscono,
     i vestiti dell’ amore sono in terapia,
     i vestiti dell’ infanzia non vogliono crescere.
     Non trovo il mio abito frugale,
     quello di ogni giorno.
     Ho solo l’orma del crudo mio vestito 
     e un pensiero rapace 
     che lo indossa.

  • 02 febbraio 2018 alle ore 9:58
    Notte di Natale

     
    Un palazzo patrizio bifore
    una finestra illuminata
     gioiosa lì ride una bimba
    bionda: quell’albero i regali,
    per la demolizione dirimpetto
    pronto un caseggiato vecchio,
    una finestra un vetro rotto
    rischiara la stanza una candela
    e da lì a guardar s’affaccia
    una bella bimba bruna il nulla
    la circonda, da lì quell’opulenza
    vede e un sospiro forte nasce
    poi si spegne che lì volando
    un pettiroso qual dono una
    bacca rossa lì depone, di ilex
    un ramo su quei neri capelli,
    il suo regalo, porta una capinera
    che nel giorno di Natale bandita
    in ogni dove  è dei bimbi la tristezza!
     
     

  • 01 febbraio 2018 alle ore 19:41

    Non so spiegare cosa accade a volte dentro una persona, ma inevitabilmente cambia. Probabilmente le persone che incontra nella vita, hanno il loro ruolo e fanno gran parte del lavoro. Probabilmente i sogni che si infrangono e le esperienze fatte incidono, però non sono tutto. A mio avviso una persona cambia anche volontariamente, avvicinandosi sempre di più a ciò che vuole essere. Io sono cambiata molto. Molti dei miei cambiamenti sono il frutto di persone sbagliate, di delusioni e dolori, ma non tutti. In molte cose ho "Scelto" di cambiare, di essere diversa e di non guardarmi più indietro. Un po di sano egoismo che un tempo non conoscevo oggi fa parte di me. Una giusta dose di durezza, che un tempo non riuscivo ad applicare, oggi è un elemento fondamentale della mia personalità. Ogni spigolo che ha sostituito quelle curve dolci del mio essere me lo sono scelto personalmente. Ho scelto di essere realista e di smettere di coltivare sogni impossibili, perché non è vero che volere è potere, non sempre. Coltivo i sogni giusti, anche difficili e apparentemente irraggiungibili, ma fattibili! Non so spiegare perché una persona cambia dentro ne' perché nell'arco di vent'anni non è solo passata da ragazzina a donna, ma è cambiata in modo più profondo e definito. Sono sicuramente anche il frutto di ciò che ho vissuto, ma sono senza ombra di dubbio ciò che IO ho scelto di essere!

  • 01 febbraio 2018 alle ore 14:58
    Ritrovarsi

    A volte cambia pelle anche quello in cui credi, 
    ti abbandoni tra nebbie e maree di pensieri 
    che di notte si confondono tra sogni, incubi e risvegli.
    E non sai se ti basta semplicemente ritrovarti
    tra l'abbraccio di un amico o le parole di una lettera
    tra ricordi del passato o speranze del futuro
    nelle tracce di amori che tenevi stretti
    come fossero diamanti...
    Alla fine sai, ti ritroverai 
    nella polvere preziosa del tempo
    e tra i segni delle scelte che farai.
    E sarà così per sempre
    tutto in un continuo movimento
    come foglie mosse che si perdono nel vento.
    Ritrovarsi nel gesto di una carezza
    tra le labbra di un bacio 
    nella luce delle stelle 
    tra le rughe della pelle
    e ti accorgerai 
    che tutto parla anche di te
    in un applauso o in un silenzio.
    E scopri il bello di ogni istante
    nel ritrovarsi... sempre.

  • 01 febbraio 2018 alle ore 12:55
    Pensiero di te

    Il pensiero di te è persistente.
    Non dura da un giorno e non finirà con il passare dei giorni.
    Il pensiero di te, mi porta verso luoghi che rasentano la fantasia, ma che nel mio cuore, sono molto reali.
    Ti penso e sorrido, perché sei ciò che voglio.
    Sei il mio pensiero costante, insistente, irriverente, appagante.
    Sei un pensiero assordante, nel cuore e nella mente.
    E soprattutto sei quel pensiero che rende dolce ogni altro mio pensiero.

  • 31 gennaio 2018 alle ore 22:48
    Ponti volatili

    Attraversiamo pietre
    per non sentire l’ombra addosso
    lei ha più dimore
    ma predilige la nostra voce afona

  • 31 gennaio 2018 alle ore 21:55
    Le fave di frate Giovanni

    Tra i dodici fedeli di Francesco
    è l’asceta baggian padre Giovanni,
    che viene per oblio  preso d’affanni
    nel dì che il capomastro è per rinfresco.
     
    E’ solito recarsi sotto  il pesco,
    lì presso radicato da molt’anni,
    onde a volte stende laceri panni,
    mentre quel dì, però, si gode ‘l fresco.
     
    Quando è in cucina, lì, presso le fave,
    s’avvede  allor di spento focolare,
    e afflitto per non poter rimediare:
     
    a mani giunte, e il grigio capo basso
    misura la cucina a lesto passo,
    sperando che Maria ne colga l’ave.
     

  • 31 gennaio 2018 alle ore 18:47
    Passione

    Questo vuoto 
    ch’ogni onda 
    del corpo mio lambisce:
    refolo anelato
    del tuo respiro
    dentro me
    ...
    Madide lenzuola 
    -orfane di te-
    Questa passione 
    muta 
    inascoltata
    si dispera:
    nel mio ventre 
    langue e si strugge. 

  • 30 gennaio 2018 alle ore 20:52

    Quando non rispondo non è sempre perché non so cosa dire, anzi... Lo saprei e anche bene. Quando non do risposta molto spesso non è una questione di maleducazione anzi... In modo molto educato vi "Risparmio" la risposta. Evitando di dirvi ciò che dovrebbe essere chiaro e limpido. In tutta franchezza, credo che il "SILENZIO" in alcuni casi, si spiega talmente bene, che le parole non sarebbero all'altezza!

  • 30 gennaio 2018 alle ore 20:32
    Le note del mio sapere

    Viaggio nei miei pensieri
    senza meta e senza confini

    a far sì
    che lo spirito vagabondo che ho in grembo

    mi porti a spasso per l'Universo

    in un ritmo incalzante
    che scalda le vene

    e mi fa vivere la vita
    nella sua continua riscoperta

    Abbandono per un momento
    il mio porto sicuro

    senza patir nell'anima

    alcuna paura di dover lottare
    per ciò in cui credo

    E levare le àncore

    catturare il vento
    dentro le vele del mio Essere

    e andare veloce là

    incontro alla musica soave del sapere

    dove s'annulla la distanza
    tra i sogni e la realtà

    tra le uniche note

    che mi fan sentire
    ancora veramente vivo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 30 gennaio 2018 alle ore 20:30
    La mia vita...in sala d'aspetto

    Ho sempre aspettato
    e aspetto ancora una tua parola
    una tua carezza
    in questa sala d'attesa
    dove per anni
    ho subito il forte vento
    che mi ha spinto alle necessità
    e al desiderio di creare
    dalla nostra povertà
    e dove tutt'ora la passione vive
    sprigionando sentimenti
    e voglia d'amare
    pura come una cascata
    nata or ora dalla sua sorgente.
    E nascondo
    tra quelle creste le mie magie
    trattenendone il respiro
    e limitandone i confini
    nei tormenti del cuore
    che batte ancora
    e gioca con la forza di quel vento
    a dar coraggio
    a chi salpa verso i suoi orizzonti
    E guardo alle stelle
    e all'infinito che mi circonda
    spingendo l'anima ogni giorno
    alla ricerca interiore
    libero e forte
    a seguire il mio istinto
    e vivere ogni attimo
    come se fosse l'ultimo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 30 gennaio 2018 alle ore 20:28
    Io sono il mio ieri,il mio oggi,il mio domani

    Mettersi in viaggio a qualsiasi età
    per capire dove si vuol arrivare

    nel susseguirsi delle emozioni

    da scoprire una alla volta
    fuori dagli schemi tradizionali

    nell'infinità di strade da percorrere

    nei momenti di opulenza interiore
    disprezzati nella normalità

    nelle occasioni non sfruttate

    negli orizzonti ancora da esplorare

    E riconoscersi in ogni attimo del passato

    irrispettoso dei segreti più intimi
    del proprio essere e del proprio rispetto

    contro ogni avversità
    ogni limite ogni ostacolo

    E divenire più forte del proprio futuro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 29 gennaio 2018 alle ore 17:41
    Il cuore non si vede

    Non puoi vedere il mio cuore.
    Lui è così ben nascosto, che puoi solo immaginarlo.
    Non ha una forma.
    È solo una linea immaginaria, disegnata nella mente di chi sa guardare.
    Un puntino, che d'improvviso diventa immenso, verso chi sa leggergli dentro.
    Un cuore ferito e solitario, capace ancora di amarti.
    Un cuore che nasconde in sé una poesia mai letta.
    Non puoi vedere il mio cuore,
    perché è troppo ben nascosto,
    e solo chi sa scavare a fondo,
    saprà cosa vi si nasconde.

  • 28 gennaio 2018 alle ore 20:37
    Il dolore e il perdono

    Striscie del più bel tramonto
    indugiano sul mio orizzonte

    mentre ringrazio il destino
    che bussa alla mia porta

    concedendomi ancora garruli trastulli
    con le sue continue sorprese

    Bellissimo

    nel suo modo di porsi
    galantuomo d'altri tempi

    a farmi sentire ancora
    interprete principale nei miei sogni

    e lenire con quest'arte
    le ferite lasciate aperte dalla vita

    nella speranza che altri sogni

    giungano sempre più accesi
    e mi trasportino con loro

    verso i migliori luoghi della fantasia

    E mi abbandono voluttuoso
    ai più bei ricordi

    rifacendo tuffi nel passato

    a rivivere nitide incoscienze

    dolori e perdono patiti e ricevuti

    e recitar ancora me stesso

    libero e distinto
    nella luminosità del mio Essere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 28 gennaio 2018 alle ore 20:36
    Passeggiate cefalutane

    Sono un ignoranza dell'antichità

    con la pelle resistente
    ai raggi del sole e della luna

    e con la fortuna di saper leggere
    tra le pagine dei miei giorni

    E inizio tutti i miei mattini ogni dì
    con la lettura del mio vivere

    apprezzando già dall’alba
    la vita dei miei giorni

    Urlo silenzioso
    la volontà di raccontare

    il bisogno d'ascoltare

    la necessità di riappriopriarmi
    della bellezza della natura

    e di restare il più possibile
    con gli occhi aperti

    a godere di ciò
    che Iddio mi ha donato

    E coloro i passi che percorro

    bagnandoli di vita
    con le onde arrembanti
    del mio mare e dei miei sogni

    e scrivendo versi
    sugli alberi dei sentieri
    custodi del mio cammino interiore

    nell'intento quotidiano
    di salvare me stesso dall'oblio

    lasciando tracce qua e là
    tra le intelligenze di questa terra
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 gennaio 2018 alle ore 20:45
    La mia infatuazione

    Attratto
    dal fascino misterioso dell'ebbrezza
    mi ubriaco della mia infatuazione
    fatta di parole e emozioni
    e m'innamoro di chi m'assomiglia
    e mi completa
    risvegliando desideri sopiti
    e decisioni nascoste
    in infelicità e dolori
    col cuore ancora giovane
    a fremere nella volontà dell'avventura
    come un amante malato di nostalgia
    che gode due volte
    per amore e per malinconia
    E mi vedo seduto sul mio presente
    all'ombra di una palma triste e solitaria
    in questo mite inverno
    mentre ascolto la mia età
    che mi parla ormai
    solamente del mio passato
    di quando sorridevo sornione
    alla vita e al suo corteggiamento
    e di quando divenivo
    l'unica vittima delle mie rabbie
    e affogando nel lavoro i miei dolori
    nascondevo il mio inferno
    dentro turbanti di sorrisi
    e di finta spensieratezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 27 gennaio 2018 alle ore 18:03
    La Provvidenza

    Ed è  Giacomo di Tarsia, barone
    di Belmonte, a fornir primo strumento
    a erezione del sacro Monumento; 
    ma appresso è  grande torma di persone.
     
    Tutti  a costruenda chiesa hanno passione,
    ma più per Lui, che ad alma  altrui è alimento,
    seguon  perciò Francesco ‘n piacimento
    in sbrigativa , avviata costruzione.
     
    Vivon l’esempio d’Egli, che mai sosta,
    dalle pie donne all’uomo di campagna,
    e mai nessun si ferma e né si lagna;
     
    né  damigella docile e modesta,
    né fine nobildonna di palagio,
    tanto che quanto prima era miraggio
     
    a uomo,  divin Mano, tosto consegna.
     
     
     

  • 27 gennaio 2018 alle ore 11:15
    Apparizione frate

    Crescendo di fidi vieppiù costanza
    comincia elevazione nuova chiesa,
    ma quando già costruzione è intrapresa,
     frate, aspetto di retta costumanza,
     
    volto a Francesco:  qual  è la causanza
    di sì piccola  pianta a vasta impresa?
    Disfa il già fatto, e vai sopra area estesa,
    come io di lato a altro segno distanza.
     
    A Lui Francesco di rimando dice:
    come posso mirare più alta impresa
    se altrui pietà, tutta è fidata spesa?
     
    Non ti curar , vai avanti, senza indugio,
    c’è Provvidenza ch’è grande rifugio:
    Ella dirotti qual seguir pendice.
     
    E, parso com’era, così dispare.
     
     

  • 26 gennaio 2018 alle ore 22:32
    Parlami

    Non parlarmi di Morte
    ti prego!
    Raccogli ogni morte
    che ha versato
    stille lucenti di vita
    sui vicoli dell'anima
    E della mente
    ha solcato ischemie ...
    Non parlarmi di Morte
    ti prego!
    Mostrami le sorgenti
    che laggiù al confine
    le nere vesti han invaso
    Han travolto la morte
    spogliata purificata
    portata a vita
    su rive infuocate
    Parlami di vita
    "Morte"
    hé tu sei vita
    Io lo so
    Tu lo sai.

  • 26 gennaio 2018 alle ore 20:51

    A chi mi ha guardata con superficialità e non ha saputo vedere oltre. A chi senza pensare ha pronunciato parole sul mio conto tratte solo dalla sua pochezza. A chi non ha colto la differenza tra un silenzio dettato dall'intelligenza e quello dettato dal menefreghismo. A chi pensando di comprarsi il mio bene mi ha adulata dimenticando che prima o poi la falsità scivola sulla corazza di chi ne ha conosciuta troppa. A tutte queste persone, io mi rivolgo e dico che sono una piccola persona in un mondo di "Grandi" esemplari fatti di una saccente convinzione. Dico che sono umile, ingenua e forse un po' stupida in un mondo di persone certe di avere sempre la verità in tasca. Dico che sono silenziosa, schiva e poco socievole in un mondo di gente che pur di socializzare di venderebbe l'anima. Aggiungo però... Che amo essere piccola perché faccio la differenza in un mondo di enormi bolle gonfiate che prima o poi esploderanno, lasciandomi molto più spazio. Che essere umile, stupida e a volte ingenua mi da la precedenza verso tutto ciò che ancora devo imparare, perché io lo so che ho ancora molto da imparare. Dichiaro che essere silenziosa, schiva e poco socievole mi permette di non circondarmi di false presenze. Mi permette di tener lontano quelle persone che con due complimenti pensano di farmi sentire migliore. In verità, mi dispiace dirvelo, ma io mi sento migliore ovunque sono... Purché sia lontano da quelli come voi.

  • 26 gennaio 2018 alle ore 20:16
    Stele di sole

    Stele di sole volevo
    coglierti da una sirena
    puntata al petto. Dalla trottola
    veloce dei miei passi, dentro
    un forcipe sottile di finestra.
    Vuoto campo d’inverno, spio
    il tintinnare dell’albero
    che non spiega la natura
    di altre paure, come ci attraversa
    un filo smarrito giù
    nella voce.
     
    Ma all’attico sali
    tra minuzie incantate
    e un nesso dove credi,
    vieni anche d’ombra
    -se la notte
    cammina nel giorno
    nel suo modo magnifico
    di nascondere gli occhi
    porta tutto qui
    e uno stiletto acuto
    da aprire il tutto
    e far piovere nuvole
    di lillà sui cuscini.

  • 25 gennaio 2018 alle ore 20:49
    La notte...la frontiera del mio vivere

    Sprofondato nei miei pensieri

    leggo sempre con commozione
    ciò che mi capita fra le mani

    confortato dalla mia voglia di sapere

    e facendomi trasportare in dimensioni inimmaginabili

    in incontri che diventano occasioni da non perdere

    serenità conquistate alla frontiera del vivere

    viaggi dell'anima
    che vanno oltre la vita stessa

    E amo le mie notti

    al pensiero che nella mia interiorità
    potesse nascere

    ogni giorno una nuova alba

    ...e un nuovo incontro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati