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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 gennaio 2017 alle ore 20:43
    Il mio silenzio

    Cammino così

    nel buio di un'alba che ancora non è

    con la mente appassita e gli occhi stremati
    dal desiderio di scintille e onestà

    Il cielo sopra di me
    grigio e sbuffante di pioggia

    a ricordarmi la sua dignità

    egoista e fiera del suo brontolio

    a coprire e nascondere
    i miseri baratti di una vita senza stimoli

    E vado

    annaspando nel mio silenzio

    tra le ingarbugliate paure
    che chiudono la ragione nelle celle dell'oblio

    E non mi bastano più i pensieri
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 23 gennaio 2017 alle ore 20:10
    Cenere d'astro

    Sei cenere d'astro 
    nel malinconico mio
    rovesciarmi a metà

    Ed io solita ti parlo
    tra crepuscoli ed aurore
    spegnendoti addosso
    brace di mare.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 20:07
    Come ombra a mezzogiorno

    Crampi dilanianti m'alzano
    da lenzuola verdi e ruvide
    impigliate al vento d'Africa
    dalla notte dei tempi

    E dopo i mille voli avanti e indietro
    ecco me daccapo
    faccia a faccia col cuscino
    zuppo di un antico rigurgito 

    Oh, se tu potessi scivolarmi addosso
    come ombra a mezzogiorno!

    Inspireresti le mie carni
    così da liberarmi
    anche solo per un attimo
    dall'insonne brivido che mi trapassa 
    come rigido febbraio che non passa
    i cui giorni son crepuscoli nei muscoli

    e poi declineresti labbra tue di mandorla
    sul mio petto in corsa verso il fato avverso 
    che già pregusta avido
    questo avanzo livido: io di te.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:52
    Lo scialle dell'assenza

    Il respiro del tuo cuore
    scosta dal mio seno
    lo scialle della tua assenza

    E ti raggiungo
    spettinandomi in te.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:51
    Spleen di un déjà vu

    Ammiccano le matrioske di legno sfregiato
    svuotate di sguardo e di bocca

    Le sgrano nell'infinita processione
    del loro contenersi
    liberando vapori di realtà evanescenti

    E così, transumano le percezioni
    fin sulle asciutte labbra dI un vulcano trascorso
    ciascuna a imperlarle di gocce bucate

    Si rivela quindi il mio antico déjà vu
    ora che il Tutto incornicia un beffardo falso
    dalla firma promiscua

    e il Niente frattanto insaliva
    il torvo lucignolo della sua invidia

    È tutto finto, oh sì!

    Ma non l'abbraccio blu e il bacio giallo
    non il bianco del lenzuolo
    e neppure i suoi rossi ricami

    È tutto finto, oh sì!

    Ma non tu, non io. Noi no.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:47
    Il fio

    Quello schiaffo che non ti sferrai,
    leggi come infiamma
    le falangi del mio inchiostro

    e quel mio urlo che non ti raggiunse,
    senti come arrochisce
    il muto srotolarsi delle rime

    Ma dopotutto è questo il fio
    il tuo e il mio,
    senza scadenza
    né rinvio.

     

  • 23 gennaio 2017 alle ore 19:45
    Il cielo ormai

    Cosa c'è di più appuntito di uno spillo
    di una spina 
    della punta di un coltello 
    il più appuntito?

    Qualcuno mi dica cosa c'è 
    e se non c'è
    lo si inventi solo per me
    sí da poterlo conficcare 
    nel ricordo suo di me!

    Voglio una punta non banale 
    non la solita punta che fa un male infernale
    bensì un'altra che possa perforare l'incantesimo,
    questo convincimento suo 
    di dover prima uccidere e poi amare

    S'egli comprendesse 
    almeno un rintocco a lutto 
    di questo mio cuore sconsacrato, 
    lui sparirebbe come arrivò:
    zingaro strale a trafigger le vele di lino 

    e cesserebbe quindi
    di presentarmi il conto 
    ciclico -ingestibile
    capriccio suo di me!

    Taglierei le mie mani
    stia pur certo,
    s'anche le trafugasse
    dalle tasche del mio eremo

    Parlo da sola ma non lo sono...
    e tu? Perché ancora qua?

    O forse sei sempre stato qui
    ad origliarmi il cuore?

    Adesso basta, va'! 

    Ove non v'è il ricordo mio 
    e dove nulla canta di me
    Va'! E dimentica me! 

    Io son di cielo ormai 
    e non concedo distrazione alcuna 
    al disumano mio bisogno 
    di non sentirti nell'aria 

    Non un occhio 
    e tanto meno un lazzo avrai
    ché vi è il cielo qua, 
    per sempre sia e credimi, sarà!

    E tu, senza ali né luce
    sei solo fulmine spentosi 
    nel vuoto mio, colmo d'amore

  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:34

    E' un grandissimo privilegio essere "Un Uomo Normale". 
    Gli uomini normali hanno il privilegio di portare con loro dei veri e propri concetti sani. Quei concetti che nel cammino della vita li rende "Grandi Uomini". Essere Uomini normali è un pregio riservato a pochi. Loro sono quella categoria che ha nel sangue il valore della famiglia, il senso del rispetto e sono pienamente coscienti di cosa sia L'Amore. Un uomo normale non ha ambizioni materiali, ma cerca rifornimento per la sua anima. Si arricchisce facendo i conti con il cuore e non aumentando il conto in banca. Trovare un uomo normale non è una sconfitta, ma una grandissima fortuna. Loro non collezionano "Trofei", ma sanno di valere e cercano qualcuno degno di entrare nel loro mondo. Il mondo si divide tra "Uomini normali" e grandissimi "Coglioni"! 

  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:33
    Buio

    Cercando di lambire i contorni

    di una vita che di continuo sfugge,

    ti dibatti come preso all’amo…

    di qualche bagliore riempi la mente

    per ricacciare il buio

    che altrimenti inghiotte

    Difficile giostra, la vita…

    si sale, si scende,

    si giunge in luoghi

    dalla profondità insondata…

    dove quiete notti, felici risvegli

    e sogni cullati

    non sono che nebbia.

  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:29
    Malattia

    Intravedo negli occhi

    il fuoco che un tempo

    accendeva l’anima di sogni…

    Niente è rimasto…

    Solo un ramo spezzato

    piegato dallo sprezzante inverno

    che di gracchianti risate

    riempie cielo, terra,

    cuore, testa.

    Un indifferente Gelo

    che paralizza,

    confonde,

    stordisce.

    Di rado,

    un tiepido sole

    rispolvera vecchi ricordi…

    finché sarà dato averne.

     

  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:23
    Lune di sole

    Intollerabili pesi

    incastonati dentro

    lunghi coni di silenzio

    Aria impalpabile

    soggiogata da sospiri e attese

     
    Lune di sole che,

    imprigionate da cornici cangianti

    timide abitano

    porzioni di mare…

     

    dilatate, eterne…

    riempite da voci di gabbiani

    che spezzano l’anima.

  • 22 gennaio 2017 alle ore 20:47
    Ascolto le mie lacrime

    Ascolto le mie lacrime
    che sgorgano copiose

    a irrorare il mio diletto

    Lassù

    sui monti del mio sentire

    io trovo la loro sorgente

    emozioni di felicità e dolore
    a tenersi per mano

    e scendere tra le valli del cuore

    accarezzando il loro cammino
    con leggere dolcezze

    e lasciando per strada

    salsedine e gocce
    simili a stelle lucenti
    a illuminare la pelle

    impregnarla di profumo e calore
    e epurarne il dolore
    .
    Cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 22 gennaio 2017 alle ore 20:44
    Eredità...diverse

    E fisso il mondo d'interrogativi sguardi

    soffrendo per annunciate vendette

    maledette eredita' di sacri doveri
    che trascendono il dolore

    e rinchiudono le labbra e le parole
    in mormorii di silenzi

    disastri dell'umanità
    sui quali vivono i nostri momenti

    pezzi d'aria d'inferocite sofferenze
    a renderci cuori di pietra

    brandelli di respiri
    a divertire e rallegrare

    il mostro che portiamo dentro l'anima

    E indosso il profumo di un intenso inchiostro

    per scegliere e scrivere versi di pace e d'amore

    e consegnarli ai ricordi

    affinché il domani
    l'accetti come mia diversa e unica eredita '
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 22 gennaio 2017 alle ore 17:54
    L'Istrione

     
     
    Con sintonia cosmica
    Il sornione istrione
    Detta i tempi della gara
    Al piccolo branco allo sbando
    Che si adegua
    Come quella bianca giumenta
    Addormentata nella stalla
    "Del non lavorare".
     
    Il Mio maestro dice che:
     
    "Non conviene al padrone svegliarla,
    Tanto meno che lei si svegli,
    Per il bene comune…"
    E così il gruppo
    O meglio il branco
    Delle gallinelle in metamorfosi
    Vestono le piume del gallo
    Con la cresta dei magnifici quattro
     
    E precisamente in:
     
    Vecchia" padovana"
    Che più non cova
    Ma rumina insidie
    E sorrisi lenti e cadenzati;

    Ruspante pollastrella trita pensieri
    E non solo quelli,
    Ma anche emozioni
    Non di certo trascorse
    E tuttavia sanguigne
    E con gli occhi di un cuore fanciullo
    Proiettati verso il futuro;
     
    Dolce colombella
    Missionaria di pace,
    Ma essendo una donna,
    non è una santa;
     
     
    L’Arpione Istrione!
    Vero gallo del pollaio!
    Uomo Lupo mancato
    Nelle notti di plenilunio
    Del mese di agosto.
     
    Morale della favola:
     
    "Il branco si erge a padrone
    Burbero e cattivo
    Sino all'alba dello sparpagliamento
    Poi ci pensa e ripensa
    Si anima nel corpo
    Pur rimanendo branco
    Che ha rubato e frodato
    Sentimenti, stipendio e futuro!
     

  • 22 gennaio 2017 alle ore 13:50
    Viandanti Quantici

    Viandanti quantici.....amanti irregolari....quadrivio alchemico....aspettando nuovamente gli stessi frammenti di cristallo.....

  • 22 gennaio 2017 alle ore 0:56

    Espressioni collettive divise in specchi
    profumo di dolce nel parco degli orrori
    unica foglia verde in mezzo ai rami secchi
    ricordi di essere appena alzato
    nel momento in cui muori.

  • 21 gennaio 2017 alle ore 22:49
    Un abbraccio

    Ho bisogno di un tuo abbraccio.
    Perdermi nel tuo cuore ad occhi chiusi.
    Sentire il tuo profumo che mi inebria.
    Accovacciarni silenziosa tra quelle braccia calde.

    Ho bisogno di un tuo abbraccio.
    Avvolta tra spire di desiderio, riscoprire ciò che era stato dimenticato.
    Un abbraccio che non c'è, che è lontano dagli occhi ma non dal cuore.

  • 21 gennaio 2017 alle ore 21:09
    Screzi d'utopie

    Dentro la sfera del mio futuro

    fragile come un fiore di campo
    sbattuto dai venti

    vedo i miei occhi stanchi

    sfioriti nel grigio cielo del pianto

    tormenti di paure e solitudine
    nei sogni screziati d'utopie

    E comprendo i messaggi
    del tempo che passa

    obbedendo con dignitosa fermezza
     agli ordini che esso m'impone

    e sottomettendomi ormai silenzioso

    al suo tocco abile nel coccolarmi
    e gentile nell'accarezzarmi 

    e accettandone con esultanza

    l'esagerata sensibilità
    a mitigare i vuoti zeppi di disperazioni 

    irte spine intrise del mio passato

    perchè senza risposte
    che hanno sventrato il cuore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 21 gennaio 2017 alle ore 20:38
    Miracoli

    "Sovranature che non abbracciano mai la ragione,che la contraddicono la ribaltano la sbeffeggiano,nel loro manifestarsi nei modi più impensati"(Cesmo)

    Mi conforto e mi pacifico
    in questi sospiri

    e nel pensar migliori ricordi
    di questo mondo strampalato e perverso

    E mi ritrovo solo

    tra tanti saggi folli

    chiuso dentro i miei dolori

    a viaggiare con la mente
    in luoghi di pianto

    dove vibrano le corde dell'equilibrio

    nel fatuo torpore degli alibi
    della loro vergogna e dell'indolenza del mondo

    sentieri del peccato dove seppellire i morti
    uccisi dalle umane pazzie
    .
    cesaremoceo

  • 20 gennaio 2017 alle ore 21:16

    Ho avuto anch'io 20 anni... Avevo tutti i miei sogni intatti, le aspettative tra le mani e gli occhi pieni di speranza e sempre un "Ci credo" nelle tasche! Un mondo fatto di meravigliosi colori che si sgretolano poco a poco nel cammino che affronterai. La cosa strana è che più quel mondo si sgretola togliendoti... Più tu acquisterai e diventerai forte! La vita a volte fa paura, ma la vera paura non appartiene a chi trema, ma cammina. La vera paura si nasconde padrona in chi resta su gambe salde e forti, ma ferme e piantate nel solito posto.

  • 20 gennaio 2017 alle ore 20:45
    A volte Ti vedo...altre...no

    Padrone della mia solitudine
    dimensione naturale del mio vivere

    accetto la convivenza con me stesso

    nell'immensità degli abissi delle malinconie
    e nel bisogno intimo d'ispirazioni creative

    E mi rinchiudo nelle stanze dei miei voleri

    a esercitare il mio diritto alla vita

    a spogliare l'anima d'ogni verità nascosta

    a scippare a quel silenzio nuove comprensioni

    e dissetarmi col sangue che sgorga
    nella penetrazione di quei bui momenti

    ferite aperte a incoronare
    il Tuo mistero...mio Dio
    .
    Cesare Moceo

  • 20 gennaio 2017 alle ore 19:10

    Non vogliono catene "Poverini". Ti accusano di mettergli le catene, di essere gelosa o possessiva e se non stai attenta e fai un'osservazione o un rimprovero ti prendi pure della "Pazza"! Cari Uomini, che ci date delle pazze... Una donna di solito non nega libertà ad un uomo se si comporta bene e non se la "Gioca". Non è ossessiva se voi non fate i furbi creando situazioni subdole e poco chiare ovunque. E soprattutto fatemi un favore: Evitate di darci delle pazze quando di fronte ad una nostra osservazione vi arrampicate come "Pecoroni" ignoranti su montagne di bugie ormai scoperte! La fiducia va guadagnata e solo il guadagnarla porta molta libertà e pochissimi rompimenti di coglioni! Ti comporti di merda?! Merda ricevi.... Comportati bene, in modo pulito ed onesto e vedrai che respirerai aria buona, sana e leggera. Poi sì! lo ammetto.. Qualche donnetta pazza, ossessiva e maniacale c'è... si si, ma leggi bene ho scritto "Donnetta" non DONNA! 

  • 20 gennaio 2017 alle ore 16:51
    Safari

    Circospetto avanzo
    fra rovi e
    pigre serpi.

    Cacciatore di sogni
    di certezze negate.

    Di speranze armato
    sparo

  • 20 gennaio 2017 alle ore 16:48
    Tetti

    È così grigio
    il cielo oggi
    che già piangono
    le tegole.

  • 20 gennaio 2017 alle ore 16:47
    A svanire

    Cosa non era
    quel tetto d'antenne
    dove la nebbia, fra i comignoli
    giocava con l'ombra dei gatti
    e la luce del Campari.
    Cosa non era quell'abbaino
    se non un nero Paradiso!