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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 gennaio 2017 alle ore 16:42
    Grigie vedute

    Sale fitta la nebbia
    fra gli alti e bassi
    del mio colle.
    Dalla valle
    il saluto del torpedone,
    fra latrati di cani e voci grosse
    in piazza,
    di venditori di pentole.

  • 20 gennaio 2017 alle ore 16:08

    Erano belli i tempi in cui si vinceva le guerre per tornare da chi ci aveva rubato il cuore. I tempi in cui l'amore contava i giorni dandole un valore e non li sostituiva con giorni occasionali. Erano belli i tempi in cui si sfidavano mondi interi per tornare da un amore. Oggi invece si sfida la vita, si illudano cuori, si gettano gli amori per conquistare il mondo. Un mondo dove le "Cose" contano mentre le persone "Perdono".

  • 20 gennaio 2017 alle ore 14:05
    Navigando

    In queste acque senza tregua
    che non conoscono parole, né luna
    queste acque silenziose, tremende
    ho navigato.
    E vivendole come si vive l’inverno
    ho respirato giorni di sale e sete
    ridendo infine delle tempeste.
    Oggi mite è il vento
    dolce brezza mi dona il tuo aroma
    dalle bianche spiagge dove ti sei nascosta
    viene alla luce per un giuramento.
    Fossero l’ultimo lembo di terra
    o il porto più sicuro,
    l’estrema regione di una speranza
    o dinastia di stelle
    gli occhi tuoi abbraccerò.
    Mi prenderò cura delle tue labbra,
    lontani dall’inganno,
    ricameremo candide vele
    sotto lo sguardo attento
    dei ciliegi in fiore.
    Guadagnandoci nuove isole
    insieme
    riprenderemo il mare

  • 20 gennaio 2017 alle ore 12:27
    L'amore che strana cosa

    Quando si è innamorati
    ci si lascia trasportare
    dalle onde
    non accorgendosi dei pericoli
    e si  cerca di rimanere a galla.
    Essere innamorati è strano
    ​in questo mondo ove non esistono
    ​più valori a cui aggrapparsi.
    Solo l'amore fa scoprire
    ​nuovi aspetti e nuove soluzioni.
    Cerchiamo tutti di essere pronti all'innamoramento
    per affrontare più felicemente
    ​la nostra vita.

     

  • 19 gennaio 2017 alle ore 22:17

    Siediti e aspetta tesoro!
    Aspetta che torni ad importarmi qualcosa del tuo mondo di cartapesta, delle compagnie di marzapane e delle promesse da marinaio. Aspetta pure che io possa tornare a voltare il mio sguardo verso i tuoi passi calcolati, scaltri ed egoisti. Siediti e prendila pure comoda come hai fatto fino ad oggi, tanto la vita per te è solo un contenitore di cose da sfruttare e poi gettare. Siediti e aspetta tesoro, perché prima o poi capiterà che mi vedrai passare e con la mia stessa classe di sempre sarai ignorato e tu con la tua stessa ignoranza capirai a malapena il perché... Del resto tesoro non hai mai capito un cazzo di ciò che veramente contava!

  • 19 gennaio 2017 alle ore 21:39

    Seguire in diretta la tragedia di quell'Hotel sepolto dalla valanga... Terremoto, neve, disagi, aiuti che non arrivano ecc... Tutto questo mi fa capire quanto spesso ci lamentiamo di cazzate. Quando dura poi sia la realtà quando la vita sceglie di metterti in ginocchio e anche oltre! Un mondo che "Dimentica" troppo in fretta. Che "Ignora" troppo facilmente voltandosi dall'altra parte. Poche cose si possono dire, tanto le parole non hanno molto senso in questi casi. L'unica cosa giusta sarebbe che "Chi deve"... "Chi di dovere" alzasse il culo e cominciasse a fare ciò per cui è pagato milioni e milioni di euro. CARO STATO ITALIANO MUOVI IL CULO! MUOVILO ESATTAMENTE COME PRETENDI LO MUOVANO I TUOI CITTADINI QUANDO DEVONO PAGARTI LE TASSE DI MERDA CHE LI IMPONI! Un abbraccio immenso a tutto L'Abruzzo.

  • 19 gennaio 2017 alle ore 21:23
    Storia di una pagina bianca

    In certe notti senza luna

    me ne vado in giro
    a irrorare germogli di sale

    E vorrei mi parlaste
    rivelandovi nei vostri silenzi

    a curare le mie occhiaie di pianto
    e le mie ali

    stanche di volare nell'incanto
    che smuove lo Spirito

    stravolto di suoni e luci
    tra pentimenti e piaceri

    pagine ingiallite dalla bruma
    che ricama il futuro

    E vorrei poter dormire i beati sonni
    nel gheriglio della mia anima

    allietato dalla musica soave dei violini
    a  canzonare la mia storia di pagina bianca

    e deridere i tormenti di quel silenzio
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • Miserabili momenti

    riflettono sulle acque stagnanti
    degl'innamoramenti impossibili

    fatue ombre d'immagini e rimpianti

    a nascondere insoddisfacenti
    desideri di carnalità e di finti amori

    misteriosamente rinchiusi in sé

    invasi da brutali volontà di dominio

    nel buio dell'anima
    in balìa del mutar delle passioni

    e nell'eterno mentire al cuore cieco

    E Tu rigoglioso giglio

    fragile creatura di questo vivere

    nella tua femminilità
    soffocata da quell'aria fetida

    a dibatterti tra le paure

    in bilico nell'abisso
    delle decisioni non prese

    a contemplare la violenza
    del fuoco che ti brucia dentro

    a cercare ancora le carezze
    che ti riducono in frantumi

    senza capire che lasciarsi
    non è il male peggiore
    . <© ®
    Cesare Moceo

  • 19 gennaio 2017 alle ore 10:46
    Dio Esiste

     
     
     
    C’è chi canta
    Dio è morto
     
    Chi scrive
    Dio c’è.
     
    Io affermo
    Dio è dentro di noi
    In ogni dove.
     
    Nel bisogno
    Lo desideriamo
    E sappiamo come trovarlo.
     
    E se non lo cerchiamo
    È Lui che trova noi.

  • 19 gennaio 2017 alle ore 0:02
    Fragile

    Pochi fiocchi ­
    di neve­
    E la tua anima­
    s'è presa di gelo

  • 18 gennaio 2017 alle ore 20:58
    La nostalgia del futuro

    Vivo il mio tempo

    rasentando le quotidiane
    beffe dei poteri forti

    e soffrendo le vibrazioni
    della sopravvivenza

    che attraversano
    il buio delle mie angosce

    dove è nascosto
    il mio peccato più grave

    gridare al mondo il mio disprezzo

    E non mi pento di questa mia lealtà

    di questo mio esser sempre me stesso

    del mio cercar d'andar avanti
    intingendo la biro nell'inchiostro dell'anima

    e dar vita ai miei pensieri

    fruscii degli strascichi di venti delle afflizioni

    silenzi assopiti ridestatisi
    nel ricordo del loro incedere

    danze particolari a regalarmi
    la capacità di sognare

    e la forza di credere nei sogni

    E lasciarne dolce eredità d'insegnamento

    nella gioiosa eternità di un futuro
    dove solo le anime belle dovranno vivere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

     

  • 18 gennaio 2017 alle ore 20:32
    La follia è il mio benessere

    Schiavo di me stesso
    e delle volontà del mio cuore

    subisco senza orpelli
    piogge di stelle stinte

    brillanti di follie e di versi

    tra grovigli di pensieri in subbuglio

    luci d'eternità e di stupori

    circondati d'abbaglianti aloni di mistero

    Ombre silenziose m'inseguono a piedi nudi

    lungo i sentieri impervi
    dei colloqui infami con la mia anima ribelle

    e in quello scarno sciamanesimo

    ristretti orizzonti di vita
    attentano ai giorni

    annoiati da sospiri d'irriverenza

    tra briose voglie d'amori
    e tristi desideri d'odio

    addii d'urgenza del sapere
    divenuto buio della mente

    E mi do appuntamento nei sogni



    dove ritrovo i piccoli attimi
    per riconoscermi e ritrovarmi
    .
    Cesare Moceo

  • 18 gennaio 2017 alle ore 18:14

    Sono riuscita a superare tutto. Sono stata in gamba di fronte a situazioni che avrebbero spezzato le gambe a chiunque. Ho combattuto la superficialità di opinioni mediocri sulla mia persona. Ho lasciato che la loro fasulla e costruita "Superiorità" raccontasse storie sul mio conto che nemmeno io conoscevo. Ho accettato in me l'incapacità di non saper mostrare ciò che in più si nasconde dietro a quel mio essere "Apparente". Ho risposto a dovere a chi meritava parole dure. Poche, ma schiette, sentite e seguite da un silenzio a tempo indeterminato. Solo una cosa non sono riuscita a contrastare: L'IGNORANZA! Contro l'ignoranza non ho trovato armi, riesce sempre a spiazzarmi lasciandomi a bocca aperta. Schifata e affascinata da cosa possa essere la vita di un ignorante privo di ogni tipologia di concetto sensato, ponderato e soprattutto guidato da una sanità mentale notevole. Resto sempre in silenzio di fronte ad essa... Per questo forse una delle frasi più note cita: "Dove l'ignoranza parla... L'intelligenza tace"! E io... TACCIO!

  • 18 gennaio 2017 alle ore 12:56
    Gennaio (acrostico)

    Gola d’inverno dove il brio s’ottunde      
    estuario di tremori umidi e lenti
    nel cinto in ferro dell’iconostasi.
    Nippoli in consistenza della luce
    appesi in maglie di cianuro argento
    in cielo così gonfio, androne chiuso
    o smorto nel prolasso in finto azzurro.

  • 18 gennaio 2017 alle ore 7:42
    Soul rendez vous

    Se io
    sapessi
    che sei
    "tu",
    la notte,
    ti aprirei
    ogni porta
    ogni soglia
    ogni anfratto
    dell'"anima".

    Ti accoglierei
    ad "anima" aperta
    perché l'"anima"
    abbracci l'"anima"
    e "vadano" insieme
    in volo nel Tempo.

    Dimmi
    che sei "tu",
    preziosa sorella,
    l'"anima" muta
    che la notte
    a volte
    si posa
    sulla mia pelle.

  • Dio ad Abramo:
    "Ammazzami Isacco"
    Abramo risponde: "Oh ma sei matto??"
    Dio dice:"No"
    E Abramo:"Boh?"
    Dio dice:
    "Fa'quello che vuoi, Abramo, ma poi
    saranno sacrosanti cazzi tuoi".
    Abramo dice: "Dove te lo ammazzo, se non è aria?"
    Dio: "Sulla SA-RC".

    E Mentana Evangelista
    del Sacro Vangelo
    del Giornalista
    chiosava in diretta:
    "Larga è la figlia
    se la foglia va stretta,
    se larga è tua figlia
    e stretta è la mia
    tienti la tua e
    non stringer la mia.
    Consigli per gli acquisti e così sia.
    Se larga è la voglia
    molla mia figlia
    e muori in battaglia
    sulla SA-RC!".

    La secondogenita di quinta notte
    dice al patriarca:
    "Qua qualcosa non quaglia
    tengo l'incarnato
    troppo sbiancato"
    Lui dice:"Vieni qua... famme guardà...
    eh già...
    Fammi parlare con la
    madre in seconda,
    che le spiego la Natura
    si asseconda".
    Ma mammà in seconda
    col figlio della serva
    era già andata in quarta
    sulla SA-RC

    E un Dio in fotocopia
    fece il Diavolo A4
    e fece un copia-incolla
    quatto A4.
    E il Diavolo per prenderle
    fece le pentole
    ma non il Copernico
    e che Plero e che nero
    e che clero e che sclero!
    La prossima volta che sarà da stamparla
    Copia-incolla
    dalla SA-RC

     

  • 17 gennaio 2017 alle ore 20:41
    Orizzonti sfocati

    Vagano nella mente
    ricordi di tribolazioni e insonnie

    nelle ore deturpate
    dal gelo del tempo che passa

    Andare oltre i silenzi degli sguardi
    duri del mondo

    mi resta

    a subire sudari
    d'orrende e eterne condanne

    tra gl'istanti che la vita concede

    E accetto con sincerità d'intento
    la complicità dei desideri

    anche con maldestre parole

    e nella coscienza di vivere
    d'immortali pensieri

    orizzonti sfocati
    del mio sole prigioniero di sé
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 17 gennaio 2017 alle ore 20:40
    Fiocchi di neve imbiancano la mente

    Verità palesi

    a parlarmi con voce fievole

    nella mescolanza di singhiozzi
    e autocommiserazioni

    a indurmi a sospendere
    la caccia alle illusioni

    con l'intento di pacificare i sentimenti

    donando loro nuova gloria
    e nuovi segni di valor divino

    E lascio riposare la mia anima

    immergendola in meravigliosi silenzi
    al suono di battiti d'ali colorate

    e Io con Lei

    a seppellirmi vittima
    assieme ai miei dolori
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 17 gennaio 2017 alle ore 19:30

    Quante lezioni di morale da gente che avrebbe molto da imparare! Gente chiusa nel proprio mondo, stra convinta di essere sempre e solo nel giusto e di non sbagliare mai! Cari "Grandi" del mondo dei "Piccoli" se siamo così sbagliati perché perdete tanto tempo ad osservarci e poi "Insultarci"!? Sappiate che per noi i vostri insulti sono la dimostrazione che "Abbiamo lasciato il segno"! Un segno che non vi scivolerà via di dosso facilmente... Al contrario delle vostre "Offese" convinte che noi abbiamo già lasciato dietro. Considero chi decido io, tempo e spazio a chi decido io! Il resto può tornare con tutti i suoi bla bla bla esattamente da dove è arrivato... Cioè dal niente! So che non è cosa facile usare il cervello per chi non è abituato a metterlo in moto, ma ogni tanto prima di parlare provateci, magari a volte qualche figura di merda può evitarvela!

  • 17 gennaio 2017 alle ore 16:34
    C'è deserto nell'aria

    C'è deserto nell'aria
    la paura sgretola
    il mondo. Lo invita
    a munirsi di spade
    a salvare l'anima
    a fronteggiare fantasmi
    usciti da covi
    scurissimi, un'ora di respiro
    soltanto, nei nascondigli segreti
    rimprovero alla vita
    che nulla non fa
    per mettersi al riparo

  • 16 gennaio 2017 alle ore 21:01
    Il dolore del perdono

     Fiati
    a guardare il cielo

    nella trasparenza del buio profondo

    di notti passate tra i riflessi
    della luce oscena del cuore pulsante

    Donne stremate
    nell'imbrunire dei dolori

    stelle cadenti

    tra garriti d'uccelli in volo
    e lacrime di perle lacerate

    convulse derive di visi
    ove è sparito il giorno

    orbite vuote a piangere
    e aspettare la dolce parola di Dio

    E i pensieri a correre
    ai "domani è un altro e si vedrà"

    carezze taglienti di quell'attesa
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 20:45
    Dura condanna

    Arde la speranza
    nel ticchettio asciutto
    delle lancette del tempo
    che scandisce intime inquietudini
    Malinconiche lune
    spiano il passar degl'istanti
    nell'eco di albe
    d'imminenti tempeste
    di lacrime infuocate
    e cuori impazziti
    Oltre il silenzio della letizia
    io guardo le mie follie
    amori senza amore
    nella dura condanna
    d'esser nato "pieno"
    in questo mondo
    di vuoti a perdere
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 16 gennaio 2017 alle ore 20:13
    In solita solitudine

    Non fingere di non udire il bussare di una supplica
    che giace nei pressi della mia ombra in cammino,
    fammi entrare e vattene!

    Prendi il tuo ingombro, gli armadi, i tappeti
    e il lenzuolo che suda di lividi e insulti
    e poi vattene!

    Ma non prima d'aver esiliato ogni muro
    sotto carta di sabbia
    in cui scaverò la mia rabbia

    Ingoia lo screzio, trapassa lo strazio
    la fine non teme d'esser temuta
    non merita affatto d'esser taciuta,
    tu sei straniero io sconosciuta
    insieme in caduta distanza non muta

    Prendi con te i ricordi codardi
    qua diverrebbero troppo bastardi,
    fammi entrare e vattene!

    Basta doveri pareri misteri
    voglio solere alitare le ore in solita solitudine
    e voglio scrivere, scrivere sempre
    di tutto e niente
    magari di un dubbio latente

    Voglio essere! Essere mare di versi perversi
    in circumnavigare eccentrico
    il mio equatore ellittico
    in questa casa senza più te

    Sí da non doverti più spiegare
    che voglio essere e fare
    sempre e soltanto ciò che mi pare.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:57
    Sbadiglio al sole

    Sbadiglio al sole
    che non mi scalda
    quando parli d'amore
    scordando di amarmi

    sicché non sono quasi mai
    dove annusi il mio respiro,
    il quasi, patetico obolo

    E tu dove sei
    ora che queste note
    crocifiggono il tempo andato…

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:52
    Mira d'amore

    Ci vuole calma e pazienza
    per poter giungere dove per me sola
    non c'è arrivo su cui volermi posare

    Se io volassi ansiosa
    senza aver premura di aspettarti,
    farei solo in tempo a perdere 
    il senso dell'attesa
    perché il senso sono io insieme a te

    Invece scelgo di andare piano
    affinché la mia scia possa ovattare 
    il cielo che ci separa
    così da potersi allungare incontro alla mira 
    stando sempre di fianco alla tua,
    tanto da asciugare insieme il tempo

    anche se poi 
    non dovessimo mai arrivare.