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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 aprile 2017 alle ore 14:37
    Come un violino

    Come una piuma
    nel vento,
    una fiaba sussurrata
    nella notte,
    un cielo visto
    dal riflesso
    di uno specchio
    di una stanza
    vissuta e respirata,
    ma nascosta
    nell'incostanza.
    Come un violino
    in un angolo buio,
    che sogna
    un assolo
    sulla scena in luce
    del mondo,
    come una luna lontana
    che strega
    e cambia le maree,
    così una donna
    sa misteriosamente
    essere,
    aspettando il silenzio
    che profetizza
    l'amore.

  • 11 aprile 2017 alle ore 13:44
    Ruga

    La me che rispecchia
    ‘sì giovine ruga
    a margin di pelle
    appesa

    Curiosa la linea
    il bel cercar persegue
    fra le dune il momento
    che tal sorte ha deciso

    Non v’è storia
    di re e battaglie
    a saggiare cimenti
    Sol lune
    ad accoglier altre lune
    E albe dorate
    -son loro gli aratri-
    ch’han solcato
    di rughe la pelle.

     

  • 11 aprile 2017 alle ore 11:49
    Fortuna

    Se potessi accattivarmi Buona sorte,
    lo farei con dolci e mille torte…

    ma se tento di afferrarla
    lei mi sfugge…
    e rincorrerla, credete,
    mi distrugge.

    Civettuola come dama appare
    e non brava a soddisfare le altrui brame
    se non con artifici e trame

    Eppur non chiedo che di gloria mi ricopra
    né che mi porti in volo ad alta quota…

    solo che Luce dopo tanto torni
    e il suo trionfo si canti
    al suon di liuti e corni.

  • 11 aprile 2017 alle ore 11:44
    Orrore

    Menti turbate

    da inumane scene

    Cuori percossi

    da dolore e angoscia

     
    Respiri morenti

    su volti che impetrano vita

    Crudeltà oltre l’inimmaginabile

     
    Difficile trovare parole

    per descrivere l’inferno

     
    L’orrore rende muti.

  • 11 aprile 2017 alle ore 7:15
    Or ora

    Ho provato a guardare fuori
    qualche lunghissimo minuto
    erano le otto e trenta
    e tra i lampioni costernati di silenzio
    fiori coltivati, vetri, porte chiuse, pietre
    sul salice la luna l’ho vista immensa
    col viso degli afflati intatti.
    Era la stessa giunta or ora
    ho steso un velo su uno squarcio
    stavo sulle punte
    non c’era bisogno forse
    ma sai, sono salita su una scala
    con il gradino d’oro
    chissà da dove era spuntata.
    Ora che leggo echi colgo il senso
    poggio la fronte dove sì vorrei 
    non sono amara né confusa
    ora, sento una canzone
    muoversi sull’altura.

  • 11 aprile 2017 alle ore 0:41

    Ti lasci scorrere tutto sulla pelle come se non fosse niente. Lasci che ogni cosa scivoli via e non lasci tracce o residui nel cuore e nell'anima. Sei forte e ne sei consapevole, quindi piangerti addosso non è da te. Hai imparato a restare in piedi, a sorridere e a dire:"Io non ho bisogno di niente e di nessuno"! Quante volte avrai mentito a te stessa per arrivare veramente a questa consapevolezza. Quante volte te lo sei ripetuto per arrivare ad essere una grandissima guerriera... Troppe! Oggi cammini distante da tutto ciò che non ti appartiene, ne prendi le distanze e ti stringi al cuore di pochi. Oggi riconosci la differenza tra "Ciò che conta" e ciò che "Lascia il tempo che trova"! Oggi hai veramente capito che l'unica persona di cui non potrai mai fare a meno sei proprio TU.

  • 11 aprile 2017 alle ore 0:31
    Un bacio

    Se mi incontrassi nella notte,
    mi prenderei a bastonate.
    Ancora.
    Non mi basto mai
    ma al buio di nuovo mi illudo
    di potermi disertare
    in un bacio.

  • 11 aprile 2017 alle ore 0:23
    Ode alla vita

    Domani forse
    smetterò di dormire,
    rimarrò chiuso
    nei cessi
    ai grandi magazzini,
    mangerò caramelle rosa
    e starò a terra.
    Tutta la notte
    faccio un giro
    in bicicletta
    tra i palazzi grigi
    dei quartieri malfamati
    i lampioni spaccati
    e neanche una stella.
    Forse tutto il giorno
    rimango al cinema
    a guardare
    pellicole sbiadite
    sbronzo di popcorn
    andati a male
    e bollicine.
    Pensavo alle moquette
    e al velluto rosso
    che sarebbe bello
    dormirci.
    Pensavo alla strada ghiacciata
    e se è scomodo
    spacciare eroina
    coi guanti bucati
    quando fa freddo
    anche nei sobborghi
    in mezzo al cemento.
    Pensavo alla neve
    se cade mai sui grattacieli
    e se escono tutti
    incravattati a giocare.
    Pensavo al tramonto
    se c’è anche quando il cielo è grigio
    sul mare
    e i gabbiani piangono
    come noi
    o semplicemente dicono
    andiamocene a dormire
    nei nostri nidi
    chissà dove.

  • 10 aprile 2017 alle ore 23:45
    Seme d'eterno

    Riempito ho l'attimo
    d'ogni filo sospeso
    Chele di ragno amoroso
    ne han tracciato le trame
    Laddove simmetrie
    han corroso il disegno
    il telaio ha tramato
    nuovi merletti
    Inni di gloria
    al momento che viene
    ch'è nuovo
    ch'è sano
    ch'è seme d'eterno.

  • 10 aprile 2017 alle ore 21:24
    Destino infame

    E siam diventati tutti

    belle statuine di cristallo

    anche se incerte
    spaesate fragili

    con gli occhi tristi

    e con la malinconia
    a condizionarci nei lineamenti

    E c'inebriamo d'illusorie felicità
    nel raccontare al mondo

    il sapore degli attimi
    delle esperienze vissute

    e nel goder del piacere

    che esse restino intatte
    a ricordarci i tormenti patiti

    rivelare la natura dei pensieri
    nei giorni di frustrazione

    e le loro ristrettezze velleitarie
    a decretarne l'epurazione
    .
    cesaremoceo

  • 10 aprile 2017 alle ore 20:52
    Sorrisi e silenzi

    Sorrisi perduti

    ritrovati...dannati

    sorrisi condannati

    Assaporare i silenzi

    e ripensare a quante volte
    le mia labbra son rimaste chiuse

    abbracciate ai silenzi

    a parlare e gridare
    in mute grida urlate

    Rimpianti

    a soffermarsi con le ombre spontanee dell'anima

    a mostrarsi e illuminare le più belle emozioni

    E il resto a scivolar via
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 10 aprile 2017 alle ore 0:18
    D'improvviso e ancora

    D'improvviso e ancora
    la musica sul mare
    e il tuo esistere

  • 10 aprile 2017 alle ore 0:14
    D'etereo non finire

    Non c’è che spazio in questo cielo sfinge
    cratere e varco e dondolo di stasi
    se del notturno è l’acqua e ti sospinge
    stremata maglia d’alghe in fiotti evasi.
     
    D’etereo non finire l’alveo stringe
    si addensa poi dilaga in vene e vasi
    scompone il derma, in permanenza tinge
    si unisce al sogno di contatto e crasi.
     
    La non sopita scia, petali e dita
    lunga cascata carsica d’altrove
    aprono ante al cuore in una china
     
    lucente squarcio annulla ore di brina
    irradia dal silenzio, lo rimuove
    palpita agli occhi e batte ancora vita.

  • 09 aprile 2017 alle ore 20:37
    Il mio mondo

    Annaspando tra sentimenti e delusioni

    vive il poeta
    a apprezzare più la mente che non il corpo

    nella passione che si ritrova

    Così vivo io...nel cantare la libertà innata del mio Spirito

    Un non so che di ubriacatura quotidiana di pensieri

    cosparsi di desiderio

    che avvolgono l'anima e la rivestono di vita

    e la cambiano e la rifocillano con immensi piaceri

    E rifletto...

    e mi costruisco un mondo tutto mio

    in cui apprezzare amare e desiderare

    sempre più il mio Essere
    e la voglia di donarmi al mondo e agli uomini

    in un nutrimento d'amore e di pace

    con la solitudine
    a far quasi da segretaria all'esistenza
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 09 aprile 2017 alle ore 20:35
    I miei versi valgono per quello che esprimono

    Crudo nei pensieri

    mi ribello alle sofferenze e ai miei limiti

    nel ritrovarmi ingenuo a pensare
    che il mio scrivere possa piacere al mondo

    E vagabondo tra le rime

    rimanendo estasiato
    da stelle luccicanti d'amore

    che nella loro passione

    illuminano verità morbose

    fanatiche e maniacali

    nate per caso
    e smentite dalla lealtà dell'anima

    E mi vedo come fossi
    un mangiatore di rime rivestito da poeta

    che con l'inchiostro tra le dita

    percorre il suo sentiero

    a rimestare le orme già incise
    sulle tracce lasciate nel suo cammino
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 09 aprile 2017 alle ore 20:32
    Occhi aperti e piedi per terra

    Attingo dal mio vissuto
    e dalle note del mio sapere

    per scansare
    gli strali del vittimismo di chi mi legge

    Nasco e muoio nei miei giorni

    mentre infurian le tempeste nel cuore

    riversando la cupezza dei miei versi
    nel crepuscolo culturale della genesi

    ingenua solarità del mio dire

    Frane di vita

    a rotolare negli archivi delle illusioni
    e nelle coincidenze delle imprudenze

    a seppellire il mio Essere
    in un'etica di sincera generosità

    nella mestizia d'odio e di pena

    di questo vivere che non riconosce
    le mie migliori intenzioni

    Io

    mediatore meschino e avaro tra Luci e Tenebre

    là ritrovo la mia pace

    in quel susseguirsi di rime
    dove ho il mio colloquio col mondo

    in quel non so che d'eterna attualità
    che mi trasporta e mi realizza
    . © ®
    Cesare Moceo

  • Masochismi

    dolori accettati nella ricerca del piacere

    inferti da pericolose incapacità morali

    nate in menti accecate da passioni scomposte

    Istinti da palcoscenico decisi dal destino

    fumetti a triste fine in cui tutto torna nell'oblio

    E disarmanti turpiloqui

    a gridare al mondo che l'onore
    conta molto meno di un fico secco
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 09 aprile 2017 alle ore 20:25
    Vivacità perdute

    Inefficaci sentieri

    impregnati di somma cupidigia

    s'inerpicano tra i tormenti intimi d'ogni vivere
    e la baldanza delle età già vetuste

    e s'insinuano arrampicandosi

    tra gli orli della superbia e delle tentazioni
    e lo scioglimento delle passioni

    Echi e suggestioni
    a fondersi in esauste emozioni

    e stingere i piaceri e le certezze

    in arrovellamenti della mente
    e in enigmi dell'anima

    seduzioni d'arcane vivacità
    perdute in ritualità sfaccendate

    impolverate di sentimenti in rovina

    con il cuore e i desideri a specchiarsi
    l'uno nel difetti degli altri
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 09 aprile 2017 alle ore 16:38
    Haiku

    Nuda bellezza
    L'attesa di un abbraccio
    Questo è il mio sogno

  • 09 aprile 2017 alle ore 14:24
    Senza confini

    Sei me sei il mondo e una foresta incolta
    e beve il cielo che ha un colore infuso
    d’articolato canto e il velo in uso
    sul fondo cade e copre neve sciolta.

    Ad ancorare notte non c’è scolta
    né il tempo inciampa esteso in un refuso
    canta la terra in fiato al fiore schiuso
    ogni ombra dal confine n’è travolta.

    C’è ancora un pianto rotto sulla soglia
    s’ascolta l’agonia di chi è scampato
    e disadorne crepe il vento spoglia.

    La trama cupa ceda districata
    perda calia il graticcio senza doglia
    ma per magia, dall’estro d’una fata.

  • 09 aprile 2017 alle ore 14:22
    Con che coraggio

    Morte
    con che coraggio
    e faccia di peggiore sorte
    prendi i miei figli?
    Con quale voce
    rilanci il manto
    ruvido e sporco
    sopra gli steli
    verdi di sboccio?
    Con quale sete
    bevi zampilli
    di sangue morso?
    Con quale mano
    senti le palpebre
    rigide al dorso?

    Vita
    con che coraggio
    e faccia di peggiore sorte
    lasci i miei figli?
    Con quale voce
    ripieghi il viso
    tenero e assorto
    dal latte tiepido
    appena munto?
    Con quale sete
    stringi l’altrove
    lungi dal torto?
    Con quale mano
    tingi le nuvole
    spinte dal vento?

    Dio
    con che coraggio
    e faccia di peggiore sorte
    apri ai tuoi figli?
    Con quale voce
    dispieghi versi
    doni un conforto
    a chi resuscita
    dopo che è morto?
    Con quale sete
    altro terrore
    desti nell’orto?
    Con quale mano
    calmi le braccia
    tese nel vuoto?

  • Non cercare schegge di ansia negli angoli di te stesso o degli altri 

    mangia solo quando si ha fame...
    la fame comunque arriverà  lo stesso, basta sapere come aspettare il momento giusto 

    non smettere di sognare
    e ricorda che il vento di prima mattina all'inizio di Aprile è ancora fresco,
    così come dovrebbe essere...
    almeno nell'emisfero boreale sopra al 44 °parallelo
    o approssimativamente lì intorno 

    prenditi cura delle tue fragilità
    tutto il resto può attendere

    Marco Bo https://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2017/04/in-arrivo-prima-di-me-promemoria-per.html

  • 08 aprile 2017 alle ore 3:29
    Tracce di voli

    Solo tracce di voli,
    sibila anche il tempo fuggito 
    dalle conchiglie
    e noi non sappiamo di noi
    più di un’orma di sabbia.
    Noi, marginali, siamo qui a sera
    con i capelli arruffati
    il caffè e lunghe sigarette 
    d'evanescenza.

  • 07 aprile 2017 alle ore 21:21

    Oggi voglio gridarlo forte un "GRAZIE" alla vita. 
    Grazie per aver sanato ogni lacrima con infiniti sorrisi. Grazie per avermi fatto percorrere l'inferno, solo così ho potuto capire quanto valga un "Angolo di Paradiso". Grazie vita, per avermi fatto inciampare ed avermi dato la possibilità di rialzarmi e continuare a camminare verso le mie mete. Grazie, perché hai finalmente capito che ero pronta a ricevere quel premio che da un po di tempo aspettavo. Oggi voglio guardare il cielo, vederlo limpido, ma leggermente appannato se visto da dietro due occhi lucidi di felicità. Voglio respirare a pieno quell'aria pulita che ha invaso la mia vita e dare corpo, voce e pensieri ad ogni emozione che ne deriva. Sai, vita? A volte ti ho quasi odiata, ma guardandoti oggi non immagini quanto io riesca a sentirti esplodere nel petto. Non immagini quanto siano importanti i fallimenti che mi hai regalato, i dolori che mi hai inciso sulla pelle e quei momenti in cui ho pensato di non farcela. Vita mia che adesso esplodi sei uno splendore e io mi sento bella, forte e viva come non mai. Finalmente cammino allo stesso passo tuo, finalmente ce la giochiamo alla pari e non devo più morire per starti dietro. E' si, lo so... Mi farai ancora male, mi farai ancora cadere, ma sappi che sono prontissima! E soprattutto non sono più sola.

  • 07 aprile 2017 alle ore 20:58
    Haiku

    Il vento soffia
    Si spargono semi aspri
    La pace è a rischio