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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 15 gennaio 2017 alle ore 19:59
    Forma e consistenza

    Mi avvolgo
    del calore amoroso
    del tuo tatto,
    contatto innamorato
    tra le mie mani
    e la tua pelle.
    Come un bambino
    che scopre la materia
    travasando l'acqua
    dai bicchieri,
    ti sento in mezzo ai denti
    che dolci stringono
    i tuoi fianchi
    e accarezzandoti,
    allungo le mie mani
    verso i piedi
    strizzando piano i tuoi
    gommini delle dita.

  • 15 gennaio 2017 alle ore 18:39
    Dialogo: di me e muta nota

    Son quei toni bassi
    Quei bemolli
    ch’a sottopelle bramo
    a elevar al cielo
    e in centro terra
    nota
    È discorrer muto
    il nostro dire
    Un sollevar di nebulose
    insiem’a lunghe trecce
    di sospese terre
    È là ch’il nostro tempo impera
    e si conduce
    È là ch’io nacqui
    e ritornai.
     
     

  • 15 gennaio 2017 alle ore 17:03
    Momenti

    Hai accarezzato
    il mio viso
    con gli occhi...
    Stupendo
    messaggio d'amore 

     

  • 14 gennaio 2017 alle ore 20:56
    Io,cavia dei miei tormenti

    Moleste bulimie
    mi fan sopportare condanne
    di menzogneri pensieri
    di donata libertà
    nel triste inganno che è la vita
    Cavia dei miei tormenti
    sopporto con ardore
    accuse di empietà
    perpetrate in danno
    delle mie virtù
    Io con la saggezza di riconoscere
    involontari errori
    conseguenze d'involontarie vergogne
    a abitare questo tempo
    che mi spinge
    verso fragili attimi d'imperfezione
    incoronati di tormenti
    nell'assenza della mia presenza
    E sospiro immerso nella mia natura
    medicina vitale
    a risanare la mia fragilità
    e le ferite da essa provocate
    nel voler scardinare il buio
    delle parole non dette
    nel sereno spogliarmi
    dei peccati commessi
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 14 gennaio 2017 alle ore 20:53
    Il mio cammino

    Vorrei dimenticare
    il mio esistere nei ricordi

    e spegnermi tra i flutti
    del rinnegamento

    per questa vita confusa
    tra le grida dell'agonia

    Scappare

    e rifugiarmi nel silenzio

    unico luogo di libertà
    intriso della felicità
    dell'anima in fermento

    e là coltivare ingenue speranze

    tra ruscelli di pianto
    e desideri di vita

    d'entusiasmo e d'amore

    E proseguire così il mio cammino
    d'uomo nato libero
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 14 gennaio 2017 alle ore 12:49
    Sotto il cielo di Polonia ( Auschwitz)

     La strada è uguale a mille altre
    il colore dell’erba pare ancora amico
    e l’odore del grano appaga la mia pace
    solo il grido è diverso e implorante
    aiutami tu che sei Uomo

  • 13 gennaio 2017 alle ore 21:05
    I giardini di casa mia

    Anima imperfetta
    vivo all'ombra della sofferenza

    e nei sensi spogliati
    di martire della Verità

    scampoli d'essenza
    a rivestire l'anima

    e penetrare le passioni 

    con le azioni a pungere le coscienze
    e con gesti di pace insegnare la vita

    Insofferente alle meschinità

    nel mio sentirmi
    albatros dalle larghe ali 

    attraverso cieli di silenzi astratti

    lontano da odiosi sentimenti 

    a cercare le migliori occasioni per amare

    E mi fermo tra i fiori rigogliosi
    dei giardini di casa mia

    a ridere di me 

    del mio rimanere assorto dentro i pensieri
    e del mio donarli a questo mondo

    effimero paradiso
    del mio saper d'essere il Nulla
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 13 gennaio 2017 alle ore 20:36
    Piangerò,fino al quietarsi dell'anima

    Nascoste tra i sotterfugi dell'indifferenza

    ombre sornione ogni dì
    raccontano di calzari consumati

    nello scalare le montagne dello sconforto
    per raggiunger agognati e inutili miraggi

    fiori malati umiliati da piogge non cadute

    fantasiose passioni di dolori e pazzie
    abortite e poi rinate

    a raccontare l'aspra realtà della vita

    Dura è la condanna che m'hai inflitto

    mio Dio

    a vedere il mio vivere con occhi diversi

    attraverso specchi d'orizzonti
    convessi tra l'anima e il cuore

    a riflettere il mio cantar di rime
    al di là delle latitudini dell'odio

    E verso lacrime di dolcezza a circuire il sole
    e avvolgerlo di silenzi e sussurri

    e ancor di preghiere per nuove primavere

    nel cui splendore

    nuovi germogli d'amore potranno sorridere
    a questa ingrata terra
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 13 gennaio 2017 alle ore 14:17
    Il filo

    Torna la tua voce, Mare
    a cantare la notte
    così spietata, ruvida.
    Indifeso il cielo respira
    la magrezza del tempo
    sul sentiero di uomini
    confinati alla meta.
    A chi importa brandire
    queste parole, giovinezza
    di disperate chimere,
    triste rinuncia la nebbia
    ad issare la vela.
    E io continuo ad esistere
    a cambiare rifugio
    benchè sia già tardi
    e quel filo di luce,
    di dovuta speranza
    resta impigliato
    al tuo muto ricordo.

  • 13 gennaio 2017 alle ore 12:12
    La Dipartita

     
     
     
    La mente fatica
    A digerire gli eventi
    Che il tempo porta via
    Quando
    Una persona cara
    Vola verso Dio.
     
    E già!
     
    Una parte di noi
    Se ne va con lei
    Quella parte buia
    Che affidiamo
    Al nostro Angelo
    Per farla purificare.
     
    E cosi noi rimaniamo
    A meditare e pregare
    Arricchiti nell’anima.
     
     

     

  • 12 gennaio 2017 alle ore 23:26

    Non è vero che non sono sensibile... Sono solo qualcosa di meraviglioso, dimenticato per troppo tempo dietro li altissimi muri che le delusioni hanno costruito. Muri che non sono mai stati scalfiti da qualcuno che fosse in grado di guardarci oltre. Muri che nessuno ha mai trovato la forza di abbattere. Poco conta quanto siano alti, quando il volere spinge il muro si sgretola.

  • 12 gennaio 2017 alle ore 20:31
    Le mie notti

    Notti

    a chiacchierare per ore
    con le lacrime e con il passato

    a spaventarmi del pensare che ciò
    che abbia fatto detto o scritto

    possa esser stato causa involontaria
    di cancerogene idee

    pronte a spiccate il volo
    nella libertà della società cosciente

    E m'accetto nei riflessi degli specchi d'attorno

    nel ricordo del mio sapere
    e nel Baudelaire a modo mio

    della mia anima livida di fredde illusioni

    "ridicolo uomo,le tue sofferenze sono le mie !
    Alla vista dei tuoi pensieri penzolanti,sento l'amaro fiume dei miei dolori alzarsi come vomito fino ai denti.O Signore,mio Dio,dammi il coraggio di contemplare senza disgusto la mia mente lacerata e la mia anima infetta!"

    E mi rallegro nella fragilità del mio Essere

    a conservare ancora intatte

    nella fosca solitudine
    di quei momenti tenebrosi

    le essenze dei miei più profondi sospiri
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 12 gennaio 2017 alle ore 14:11

    Dicono che li piaccio per il mio essere schietto, intelligente e vero. Poi non si sa come mai, quando la mia schiettezza è rivolta a loro non va più bene e divento la "Cattiva". State lontani da quelle come me e cercatevi qualcuno che vi dica sempre "Si, hai ragione" oppure solo ciò che volete sentirvi dire. Io non sono così e per quelle come me serve molto di più di provocazioni e vittimismo. Certe atteggiamenti scatenati dal vostro "Senso di inferiorità" ho imparato a ignorarli da secoli. 

  • 11 gennaio 2017 alle ore 21:41

    Io sono una persona semplice, che vive bene nella sua semplicità. Quella è l'unica cosa che mostro al mondo e che è visibile a tutti... sia in apparenza sia se mi guardi più a fondo. Io non sarò mai qualcosa di agghindato o apparentemente troppo bello. Io non programmo mai... Io semplicemente "Sono"! Tutto ciò che è dietro alla mia semplicità, ciò che mi rappresenta più in profondità lo dedico a pochi. Non ho smesso di guardare nelle anime delle persone perché in pochi hanno saputo guardare nella mia. Io sono e resto una di quelle persone che ama "Portare l'esempio"!

  • 11 gennaio 2017 alle ore 21:22
    Avrei bisogno di una stella

    Combattuto tra le ansie dei timori
    e la rassegnazione ai disgusti per gli abissi

    vivo momenti di trascinamento
    in limbi di buio

    da cui mi riesce sempre più difficile
    fare ritorno

    E partecipo al canto delle onde

    al volo dei gabbiani

    al senso del vivere
    e alle sue tracce d'immensità

    incontrandomi ogn'ora con me stesso
    in questi giorni di pioggia

    concubina delle mie estasi invernali

    a farmi distendere ali di fantasie e di fascino

    sorrisi e tristezze abbracciate
    alla voce misteriosa e magica dei venti

    E mi ritrovo nei lamenti del mio Essere

    nell'atmosfera luminosa dell'intimità

    tra le pieghe più svariate del quieto vivere
    a sventolare le mie rime

    ora forte ora fiacco

    sulle amenità
    fiori di cristallo tra le attese e le delusioni
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright
     

  • 11 gennaio 2017 alle ore 20:41
    Senza torcicollo

    Crisantemi e ingenue speranze
    adornano i sentieri del non ritorno

    che ripidi s'inerpicano

    tra le foreste intricate
    delle moralità e dei sospiri

    memorie da appendere
    alle pareti del passato

    vibrante sorte dell'andare ramingo
    in questa vita che più non è

    Spossato da un lungo peregrinare
    e dalle infamie che mormora
    su di sé il mondo

    supplico il tepore dell'amore

    a colmare di letizia i vuoti dei giorni perduti

    trascorsi nel silenzio più crudele

    col cuore a cercar alibi
    ai fiori senza petali d'ogni vivere

    ricordi inutili d'infatilismi

    germogli ormai appassiti
    dell'odio e del non senso

    E cerco ristoro nella fede
    e nella famiglia

    con la speranza d'incantarmi
    in gesti d'amore

    che il tempo non sfregi né intacchi
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 11 gennaio 2017 alle ore 20:29
    Alla luna

    Arde nuova luna sulla pelle,
    dalla cima innevata incendia
    giudiziosi ciliegi.
    Irrompe nel silenzio
    dell'ingiuria, scorre
    lungo i crinali
    e inquiete acque.
    Parole, insanguinate lame
    nell'oscurità scintillano,
    trafitta la notte
    versano nettare e oblio
    nei calici degli dei.
    Dimora in questa valle
    la memoria dei vinti,
    indomita poesia
    di selvagge reliquie.

  • 11 gennaio 2017 alle ore 8:24

     Anch'io ho scelto me... Per la "Pochezza" che ho trovato negli altri. Per la capacità di volerle tutte e non sapere amarne una. Ho scelto me e continuo a scegliere me e non mi importa se mi dicono che non va bene, che soli si sta male.... chi sta male solo è perchè ha "bisogno" di qualcuno... Io no. E quando succederà che scelgo, se succederà.... sarà perchè ne vale davvero la pena... Fino ad allora w me solo ed esclusivamente ME!

  • 10 gennaio 2017 alle ore 20:38
    I "mustazzola" di mamma Caterina

    Catoio

    piccolo

    buio

    penitenza della vita
    inflitta da carestia e volontà divina

    e Tu madre

    a creare nuovi vincoli di fede
    di riconoscenza e gratitudine

    alla Speranza del poco

    ladra

    a dimenticarsi di noi

    pronti sempre a gioire nel cercarla

    E rimembro ancor quei tempi

    d'amore senza nome
    in balìa di sentimenti sperduti
    nel trascorrer degli anni

    E più non freme quella speranza

    ormai svanita nel riflesso impuro
    di quel buio senza fondo
    . © ®

    Cesare Moceo
    (mustazzola-mostacciuoli,dolci tipici siciliani)

  • 10 gennaio 2017 alle ore 20:34
    Il diavolo e l'acqua santa

    Il Diavolo e l'acqua santa

    Nel pensar peccaminoso
    d'inseguir profanita'

    mi rifugio nel coraggio
    di servirmi del mio intelletto

    e rimanere così come la Provvidenza
    ha giudicato di dispormi

    col cuore fremente
    minuscolo elfo selvaggio e capriccioso

    nascosto tra le pieghe del tempo

    e con le ombre degli amori vissuti
    a tremolare nell'intensità di quel passato

    che ancor oggi sembra sbuffare
    istinti d'affetto

    E vivo di parole e di rime

    a testimoniare il mio amore alla vita

    unico medicamento appropriato
    a curarne depressioni e rabbie

    e tutto ciò che contro di essa

    rema
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 10 gennaio 2017 alle ore 18:52

    Vorrei dirti che c'era sicuramente "Di meglio" quando ti ho scelto, ma poco contava. Niente contava, perché anche l'oro più prezioso non era "TE" e tu nel mio cuore avevi un valore ben più prezioso. Potrei dirti che sei stato/a "Una pessima scelta", ma anche le scelte peggiori se fatte con il cuore non me le rimangio. Io quando "Ci credo" lo faccio fino alla fine. "La fine" una parola che spaventa... Ma che quando arriva ne devi saper affrontare effetti e conseguenze. E quella "Fine" o la mettevo a te... Oppure avrei segnato consapevolmente la mia. 

  • 09 gennaio 2017 alle ore 20:57
    All'improvviso...la vita

    Nel sentire dei giorni
    inquietato dai dilemmi

    affido al giudizio del mondo
    tutte le mie verità

    immagini animate

    tatuaggi della mia storia
    a cantare a quadri spenti

    Io

    vittima predestinata
    tra le debolezze e le fragilità dell'anima

    nel mio credere
    d'aver visto abbastanza

    torno unico
    come il resto degli uomini

    a dar forza ai desideri e alle ansie

    e recitare il preludio
    del sollievo della coscienza

    sorgente di vita
    a penetrare i silenzi

    nel sentire dei giorni

    E la vita va oltre...
     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 19:57
    Maestro dell'anima,discepolo di vita

    Solitario e incompreso

    ancorché diverso

    mi perdo nei rivoli dei miei disagi

    corde emotive di facile commozione
    tenute tese dai dolori che lacerano l'anima

    Stridono i pensieri tra quelle ansie mansuete

    mentre negli occhi

    ordite speranze risvegliano i desideri
    rimasti incisi nei ricordi della memoria

    A cosa valgono i miei versi
    se l'orizzonte restringe la sua luce

    lasciando a quegli occhi

    solo rimasugli di poesia
    a cantare la loro oscurità

    nel bagliore dei silenzi e là s'estingue ?

    E invio lettere d'amore al tempo
    pilastro dell'esistenza

    astratto destinatario del mio vivere
    trafitto dallo sconforto

    a ricordare amene illusioni
    nell'immensità scarlatta del mio crepuscolo
    . ©. ®
    Cesare MoceoAltro...
     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 17:13
    Vele bianche

    All'orizzonte 
    bianche vele
    issate
    sembra fendere
    le nuvole
    per perdersi 
    nell'infinito.
     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 12:57
    Vorrei

     
     
     
    Mille Luci
    Mille Sogni
    Mille Verità
    Mi aspettano Stasera
     
    La Luna è una
    Le Notti tante
    Le Stelle milioni
    Il tempo è infinito

    La gente è diversa
    Le loro idee diverse
    Le mie chiare e rigide
    L'inquietudine mi assale
     
    Vorrei semplicità e trasparenza
    Una vita amorevole tra i popoli
    Recitata da cuori immensi
    Per l'universale uguaglianza.
     
     
    Cit. “ Si potrebbe vivere con maggiore serenità e abitare un mondo migliore. “