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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 ottobre 2016 alle ore 11:19
    Treno per Lisbona

    Acquazzone.
    Dondolano sottili
    i pensieri
     
    Treno per Lisbona.
    La mia finestra sul mondo.
    I grilli e le rose.
     
    Scomposte_
    fra le mie gonne foglie d’acero
    le tue mani
     
    Fiori di pruno.
    Sulle Memorie di Adriano.
    Una libellula.
     
    Urla la luna_
    umido, si capovolge il cielo
    del nostro piacere
     
    Una farfalla
    sul bianco marmo.
    È colore

  • 03 ottobre 2016 alle ore 9:30
    Risveglio

    Echi di gomme stridenti sull'asfalto,
    partenze a scatto,
    bottiglie di birra sul marciapiede
    e bottiglie di vodka infrante sui muri
    Anche gli ultimi fumanti d'alcol,
    se ne vanno ai loro covili
    chi solo, e chi in compagnia dell'ultima lucciola.
    ​Per pochi attimi tutto si ferma.
    Una tribù va a dormire e un'altra si sveglia
    Ombre nere, assonnate si radunano 
    nell'unico bar che alza la serranda
    col rumore di ferraglia.
    Si commentano le prime notizie,
    chi ha voglia parla e chi, non vuole primizie
    tace e si allontana.
    La metro è già affollata, di umanità 
    stanca e ingrugnita con più problemi che vita.
    Al prossimo passaggio, 
    è piena di studenti 
    allegri, vocianti.
    Il nuovo giorno 
    ha acceso i motori
    ha scaldato le macchine
    è pronto a partire a ricominciare

  • 02 ottobre 2016 alle ore 21:40
    24 Agosto 2016

     
     
    Il golf azzurro del cielo s’è impigliato
    a cespugli di nuvole corvine
    che l’hanno scolorito, e poi strappato,
    mettendo a nudo i graffi delle spine.
    Spinge il vento la pioggia sulle alture,
    mentre s’affanna a ritrovare il sole.
    E’ a lui che svelerà le sue paure,
    e la sciagura che gli morde il cuore.
    Lacrime intanto iniziano a cadere
    sul pallore spettrale della sera:
    si spegneranno infine nel braciere
    di una notte silente e menzognera.
    S’ode lontano il pianto di un bambino
    avvicinarsi ai borghi addormentati,
    e una saetta percorre l’Appennino,
    accolta da collerici latrati.
    Esplode un tuono tra gli alti campanili,
    e l’universo sembra vacillare.
    Le greggi abbandonano gli ovili,
    quando ad oriente inizia ad albeggiare.
    Il gemito del bimbo s’allontana,
    svanendo in una bolla di sapone.
    E una scossa possente, disumana
    lascia trionfare morte e distruzione.
    Oh madre terra, prodiga nutrice
    perché hai tradito chi ti ha sempre amato?
    Chiedono affrante le genti di Amatrice
    che una risposta avrebbero apprezzato.
     
     

     

  • 02 ottobre 2016 alle ore 15:46

    Se per voltare pagina devi strappare un pezzo di te... Fallo! Strappalo, riponilo nelle pagine ormai lette, rilette e consumate e riponi il libro in un angolo. Prometti a te stesso/a che da quel giorno darai a quel libro l'importanza che merita perché quando gliene concedi di più la togli a te stesso/a. E' solo un libro... Solo "Uno" di una grande libreria chiamata "Vita".

  • 02 ottobre 2016 alle ore 11:21
    Notte

    Notte
    Silenzio buio di luce fredda
    letto che scricchiola
    rumore di legno
    ad uno ad uno i minuti scivolano via,
    sono come un corteo, una processione
    infinita.
    Un vecchio orologio scandisce le ore.
    Caldo, freddo, dentro e fuori dal letto.
    Incubo
    Pensieri aggrovigliati come serpenti.
    Il giorno passato è ancora pesante,
    il sonno si scansa
    si dilegua...va via.
    La notte non passa mai
    Fuori, uno spicchio di luna morde una nuvola 
    foriera di pioggia.
    L'alba mi trova sulla terrazza,
    bagnata di pioggia, stanca e assonnata.
    La sveglia suona incessante.
    Il nuovo giorno, sarà uguale a ieri
    e la prossima notte uguale a questa
    Così fino alla fine del tempo

  • 02 ottobre 2016 alle ore 2:07

    Quelli che dopo avercene fatte mille, nel ricevere ciò che meritano esordiscano con un : "Mi sei caduto/a dal cuore proprio"...Lo sanno che mentre noi gli cadevamo dal cuore loro stavano già ad altezza culo?!

  • 01 ottobre 2016 alle ore 22:44
    Ottobre

    Chino
    sul cristallo dei miei giorni

    guardo le ore passar rasenti
    il tempo che scorre

    Folgori d'improvvisi pensieri

    lampeggiano sulle memorie
    degli attimi vissuti

    passati a risvegliare voglie di vita
    e avidità di godimenti

    E desideri di vittoria
    misti a prestigi di fortuna

    si stagliano all'orizzonte
    tramortito da fabbricatori di illusioni

    della mia Cefalù
    abbracciata al sole pallido di questo mattino

    bella

    splendente

    con i paramenti del mese d'ottobre
    lucidi e sfuggenti

    E io qui

    fermo

    estasiato a guardarti

    con gli occhi a errare
    tra i vaghi miracoli della speranza
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 01 ottobre 2016 alle ore 22:42
    Riaffacciarsi alla vita

    Nel grondare delle sensazioni incoscienti
    che richiude le piaghe

    e rammenda le lacerazioni interiori

    aprendo le ali alle chimere della fantasia

    rivedo il tuo dolce sguardo

    a riaccendere e alimentare nel cuore
    le fiamme dell'amore

    Occhi

    ove brilla tutta la tua nobiltà d'animo

    a inebriare l'equilibrio delle mie grazie

    e in quel sentire

    soavizza la vita dalle angosce patite

    e rinsavisce l'anima
    dopo aver pacificato i tumulti

    Ed e' così che il passato
    diventa una distesa di cielo stellato
    su cui si riaffaccia la vita
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 01 ottobre 2016 alle ore 20:18

    Esco dai limiti soltanto quando i limiti vengono oltrepassati nei miei confronti. Tiro fuori il mio peggio quando in modo gratuito lo ricevo. Mi chiudo e metto il muro quando tutto ciò che ho lasciato sfiorare viene distrutto con una superficialità disumana. In tutti gli altri casi, per il resto del mio tempo sorrido e resto la persona solare che sono. E' un momento "NO" e non una vita "NO" e per un solo momento non rinuncio a tutto il resto.Ricordandomi che ogni "Fine" avrà sempre un "Nuovo inizio"!

  • 01 ottobre 2016 alle ore 16:43

    Odio vedere persone piangere sul latte versato. Fin da quando ero piccola a me è stato insegnato ad aver cura delle cose, figuriamoci delle persone. Mi è stato trasmesso il semplice concetto che ciò a cui tengo lo devo tenere stretto e devo averne cura. In caso contrario se il giochino si rompe non avrei dovuto piangere o lamentarmi. Per tanto care persone abbiate cura di tutto ciò che conta davvero altrimenti non lamentatevi. Guardate che colui che ha dichiarato che "Ciò che trascuri diventa di qualcun altro" non era poi così stupido.

  • 01 ottobre 2016 alle ore 13:21
    Passo d'ombra

    "Passo d'ombra"
    A volte
    il sole si nasconde
    tra le nuvole
    di pioggia cariche...
    ritrovo il piacere
    di passeggiare
    e procedere
    nelle mie attività quotidiane
    con l'amore nel cuore
    non soffrendo il caldo dell'estate
    altre volte il sole compare
    forte nel suo calore
    nel suo splendido colore
    non sposto la coltre
    rimanendo a dormire
    superando le calde ore.

  • 01 ottobre 2016 alle ore 1:43
    Fughe di foglie

    Mi strego'
    il momento in cui:
    - fughe di foglie-
    mi sussurrarono
    cosa dire di esse
    Mi stupirono
    E io, obbediente
    feci mio
    il loro intimo pensiero
    Era un inverno
    confidente e freddo.

  • 30 settembre 2016 alle ore 21:39
    Rispetto,bontà,armonia;ma di cosa sto parlando ?

    Infatuazioni infantili
    di valori d'avventura

    decaduti

    nel falso vivere nel dolce fascino
    caldo e innocente dell'eterna primavera

    a far vibrare gl'istinti
    in sussurri senza fiati

    provocatori della mia gelida realtà
    di tumultuosi sensi di colpa

    E vorrei dar pugni all'esistenza
    e stringer tra le mani

    l'odore delle pagine ingiallite della vita
    sulla mia pelle incancrenita

    nel tentativo di dar nuovo ardore
    al mio cadavere

    nel pensiero che anche Dio
    forse ha avuto le sue colpe

    Tu

    perchè hai voluto darmi
    talento e intelligenza?
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 30 settembre 2016 alle ore 21:14
    I giorni dei miei compleanni

    Quelli

    sono i giorni  in cui parlo a me stesso

    in cui sento la voce
    divenire l'eco della mia stessa anima

    negli intervalli di silenzio

    che agitano i tremiti interiori
    in attimi profondamente assorti

    a intendere tutto ciò che d'intimo
    mi passa tra i pensieri

    E m'aiuta il tuffarmi
    nel mare delle amicizie

    invisibile nell'oscurità della mente

    ma singhiozzante di piacevoli 
    e allegre passioni
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 30 settembre 2016 alle ore 15:01
    6 Agosto 1945

    Del piccolo Hakiro
    trovarono le scarpe,

    di sua madre
    neppure l’ombra.

    Brillava l’aria
    quel mattino ad Hiroshima,

    brillava più che mai,
    sotto la luce

    di cinquanta stelle.

  • 29 settembre 2016 alle ore 16:54

    Non ci sono regole per l'essere umano. Ogni "Dentro" è differente dall'altro; assorbe, reagisce e si relaziona in modo diverso dal resto del mondo. Spesso diventa impossibile far combaciare i modi pur provandoci fino allo stremo e in rari casi combaciano alla perfezione da far pensare che siano nati solo con lo scopo di incontrarsi e fondersi.

  • 29 settembre 2016 alle ore 16:32
    Scandalo della legalità

    Salvalo tu, Marja
    ostaggio della legge,
    questo popolo fatto gregge.

    Salvalo tu
    e dimostra,
    ostaggio di cosa nostra,

    che sei buona,
    magnifica Sativa,

    tanto da pagarne l’iva.

  • 29 settembre 2016 alle ore 15:04
    L'ombra del pensiero

    Dammi una nota
    a quest’ora della sera,

    che il mio pensiero danzi

    attorno alla sua ombra.

    Che volteggi,
    la corteggi e la conquisti.

    Dammi una nota
    in queste ore mie tristi.

  • 29 settembre 2016 alle ore 13:58
    Pioggia

    Ti cade sul cuore, la pioggia d'estate.
    Tramonti che illuminano di poesia, un'anima lontana.
    E i battiti si confondono con i pensieri, in un unico, impercettibile, soffio di vento.
    Si unisce un ricordo che strazia l'anima, che tace, in armonioso silenzio.
    Mentre la pioggia scorre, gli occhi si illuminano.

  • 28 settembre 2016 alle ore 22:00
    63 mancanze al mio traboccar di favole

    Affido ai versi i miei tormenti
    consacrandoli all'immortalità delle rime

    e dedico pensieri a me stesso
    nel mio discorrere a volte inutile

    suggestive contraddizioni
    impari alle ambizioni

    opportune satire alla vita

    E ne parlo ai miei fiati

    che invitano ai sogni
    e consolano l'anima

    afflitta per la dignità morta nell'ignoranza

    pervasa da brividi e lacrime

    atti d'amore

    nel susseguirsi di sortilegi
    per la Verità inseguita

    e che danno dolore
    alla gioia di volerla emanare
    .
    cesaremoceo
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    (in occasione del mio 63mo compleanno)

  • 28 settembre 2016 alle ore 20:33
    Tu,mia magnifica creatura

    Occhi scuri
    come la notte appena trascorsa

    seducenti
    come il peccato che abbiam consumato

    incrociano ancora il mio sguardo
    a intimidire le nudità dell'anima

    occhiate sensualmente sarcastiche

    quasi arroganti

    lussuriose sensazioni

    a imprigionare ancora la mente
    tra le intimità emotive

    E i miei pensieri salgono

    evaporano lentamente

    misurati

    costretti dai fermagli della passione
    che ancora langue

    nei solchi morbidi del tuo corpo
    e si perde tra i merletti delle tue curve

    sfuggevoli

    sotto l'armoniosa ascensione dei miei baci
    che esaltano le tue essenze

    Occhi caldi
    ad ammirare la magnifica creatura che sei
    .
    cesaremoceo
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  • 28 settembre 2016 alle ore 16:55
    Il colore del nulla

    Domenica è di precetto
    al centro commerciale.

    E’ peccato non andarci.

    Non è più tempo di vetrine,
    di luci e di colori per le strade,

    non c’è gente nei negozi,
    in attesa, chiacchierando,
    cuore di una Milano che
    amava i propri figli.

    Non ci sono negozi,
    solo fantasmi.

    Saracinesche abbassate, la sera.

    Ci vorrebbe
    un colpo di fortuna
    per lasciare tutto questo

    e la fortuna è
    ad ogni angolo di strada,

    sui rulli delle slot machines.

    Prendo a calci una lattina, noi,

    che ci improvvisiamo
    commessi senza sconto, in fila,

    alle casse fai da te,

    in fila sempre,
    dalla culla al cimitero.

    Sputi e bottiglie
    di birra vuote.

    Cambia solo il colore dei vomiti,
    sui marciapiedi di questa città.

    Il resto è grigio.

  • 28 settembre 2016 alle ore 16:39
    Letto 15/bis

    Guardo le tue mani
    afferrar ricordi
    all’iride tremante.

    Oltre l’orizzonte cromato
    della tua spondina,
    l’occhio vola senza tempo,

    come un tempo,

    a cercar meraviglie.

  • 28 settembre 2016 alle ore 16:37
    Notturno in Bovisa

    Dove viva è
    la luce gialla
    ascolto il sospiro
    dei cementi.
    Poi, vuoto d’asfalto e
    ancora buio
    che, nero ronzio,
    accompagna i miei passi.

  • 28 settembre 2016 alle ore 9:14
    Gocce di nebbia settembrina

     
    Staman triste mi offro al giorno
    con i  tristi tanti  miei pensieri
    e par questo piangere il mio dolor
    sentendo ma  poi gocce son solo
    di nebbia leggera settembrina
    verso di lei ecco le braccia tendo
    cerco conforto alla disperazione
    al brucior mio dei sentimenti
    queste  dal palmo della man scivolan
    via ma  ancor lì fermi e  lì fissi
    nell’animo i tristi  pensier miei
    qual gocce pesanti di una nebbia
    della mente che da qui non scorron
    e sempre qui stanno a tormentare