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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 settembre 2016 alle ore 20:53

    Tutti arriviamo alla fine di un percorso e parlando con noi stessi cominciamo a dirci che avremmo dovuto capirle prima tante cose, smettere di credere, di dare e andarcene per tempo. Ne ho fatti anch'io di errori così e non pochi, e anch'io alla fine ho rimproverato me stessa fino a darmi della stupida. Però poi ho capito anche una cosa: Molto spesso quando restiamo in balia dei venti, tirati in ballo a momenti alterni, costretti su un'altalena emotiva vivente, probabilmente è perché dall'altra parte non c'è chiarezza a sufficienza che ci faccia capire che è arrivato il momento di levarci dalle balle. Ricordate che i "Se" i "Ma" e gli "Aspettami" sono già un chiaro messaggio che è arrivato il momento di salutarci. Soprattutto quando tutti questi problemi questa persone li ha solo con noi, ma con il resto del mondo si diverte alla grande.

  • 26 settembre 2016 alle ore 19:21
    Nello spazio, non respiro.

    Al tremar della notte un sussurro
    mi destò dal cupo sonno antico
    coll'illusion di nuovi e tiepidi voli

    Quattro pareti formavan la mia stanza
    sì ch'io ero al centro fisso
    come Sole fa nell'universo tutto

    Mai pensai ciò che allor avvenne
    che lo spazio in seno all'esser suo
    diminuisse più volte molto
    ed io fui come colui che in sè attende

    La parvenza d'un ombra nascose
    nell'orizzonte buio la carnal sostanza
    che di me fece come Enea d'Anchise
    e il leggier volo sfiorò gli spazi col tempo

  • 26 settembre 2016 alle ore 10:00
    Obiettivi aziendali

    Sbattono contro i muri
    dell’ufficio, non volano,
    come gli storni di fine stagione,
    le parole di questa riunione,
    non volano al mio orecchio
    come, in grigio di giornata,
    l’impatto delle gocce.
    Con esse, sui vetri,
    scivolano i pensieri e
    sulle sue stesse lacrime
    scivola l’anima mia.
    Fuori piove e là passa la vita.

     

  • 26 settembre 2016 alle ore 9:56
    Una semplice preghiera

    Lasciatemi stare,
    lasciatemi ai bordi
    di questa strada polverosa,
    non costringetemi
    a seguirvi, a respirare
    la terra che alzate.

  • 26 settembre 2016 alle ore 9:52
    Umane stoltezze

    Mi disgustano l’inganno della guerra e
    l’arrogante sopruso sul più debole,

    la corsa alle carriere d’abili ruffiani,

    il non rispetto.

    Così la specie evoluta
    inganna l’attesa
    di una morte che nega e

    mi scandalizza che ciò accada qui,

    in sala d’aspetto.

  • 26 settembre 2016 alle ore 9:48
    Poesia libera

    Non sta nelle albe
    o nei tramonti
    e mai potrà
    una goccia di rugiada
    esserne prigione.

    Non sta all’orizzonte
    né oltre,
    o fra sorgive stelle
    a dar senso al cielo.

    La poesia è cucciolo di cane,

    corre fra i passi
    di chi è vivo.

  • 26 settembre 2016 alle ore 9:46
    Destino...piatto

    Patate
    come studenti,

    potati i talenti,
    subiti gli abusi,

    son belle che pronte
    per tutti gli usi.

    Fritte, lesse, al forno,
    schiacciate da mani potenti.

    Povere patate,
    poveri studenti.

  • 25 settembre 2016 alle ore 21:43
    Pioggia d'autunno

    S'ode il ticchettio del silenzio
    Sui tetti coperti con tegole in coccio
    Sui rami colmi di foglie
    Sui pensieri ancora intrisi di sole
    La sottile pioggia d'autunno
    carezza delicatamente l'anima

  • 25 settembre 2016 alle ore 17:24

    In ogni passaggio c'è qualcosa da ricordare. La mente è un pò come una scheda SD senza fine. Ogni cosa che passa ai nostri occhi rimane là, ma ciò che passa dal cuore, scombina l'anima rimane incisa in modo indelebile non solo come immagine, ma lascia anche profumi e sapori di quel momento. Quando sarai vecchio ti auguro di avere riempito quella scheda SD perché quello è il libro della tua vita che potrai sfogliare e rileggere nei momenti di malinconia.  

  • 24 settembre 2016 alle ore 22:01
    Milanese

    Non ci si accorge
    di morire
    fra le vie di Milano. 

    Sul trenino dei doveri,

    in questa città di latta,

    di vecchi.

  • 24 settembre 2016 alle ore 21:51
    Piccolino

    Ride di me
    la verità
    dalle gambe lunghe.

    Ride di me,
    bugia che sono, di me
    che non amo i tratturi ma
    l'erba alta.

  • 24 settembre 2016 alle ore 21:36
    Expo

    Dea bendata
    ben-di Dio
    Christian Dior.

    Orgoglio la patria
    gol gol gol.

  • 24 settembre 2016 alle ore 21:20
    L'uscita di Leo

    Balla l'indecenza
    in piazza, stasera.

    Una falsa partenza,
    una vita nulla.

    Eppure, balla.

  • 24 settembre 2016 alle ore 21:12
    Prima ch'io dorma

    Forte è il panico
    alla sera di ogni sera,

    nell'immobilità
    delle mie scarpe vuote,

    nella mia assenza.

  • 24 settembre 2016 alle ore 20:08
    Un foglio giallo stropicciato

     
    Un foglio giallo consunto dal tempo
    stropicciato poche le righe scritte
    incerta la grafia come se mano stanca
    dolente avesse dato allora loro vita
    sull’uscio di casa mi sono ritrovato:
    queste le scritte frasi e alla lettura
    di lor mi son forte e  tanto emozionato:
    “Dove tu sia ti porti il vento queste
     mie parole, perché forse ti chiedi
     chi sei io non ricordo, sì un tempo
    fu lontano della giovinezza nostra
    a ricordare prova, non gioie d’amore
    mi donasti d’amor nessun frammento
    che sempre pure un sorriso mi negasti
    e in frammenti il cuor mi fu ridotto”
    Amico lontano sconosciuto non so
    quanto ti possa questo consolare
    un tempo anch’io scrissi queste
    con mano incerta stesse tue parole
     

  • 24 settembre 2016 alle ore 17:28
    I morti non piangono

    Non piangerò se mi dirai addio.

    Farò piangere al posto mio la mia anima,

    cosicché il pianto sarà anche un po’ tuo.

    E i giorni tristi, li sotterrerò in un posto lontano dalla mia vita.

    Nel mio giardino farò crescere la speranza, la voglia di cercarti.

    Cercarti in qualsiasi angolo di un’amara solitudine.

    Non piangerò se mi dirai addio.

    Farò piangere al posto mio i miei ricordi,

    quei ricordi che hai lasciato e che mi hanno regalato certezze.

    Certezze che volevo abbracciare all’infinito.

    No, sta pur tranquilla.

    Non piangerò se mi dirai addio.

    I morti non piangono.

  • 24 settembre 2016 alle ore 10:55
    Si torna

    Si torna dal luogo più lontano
    ti calamitano le terre note
    con voce udita chiara dal cuore
    e a riportarti scatta l'elastico
    con forti mani tirato dai ricordi
    che là sbocciano come fiori
    a ritrovare cari col profumo.

    Ce l'ha insegnato Ulisse
    eroe dal lungo viaggio
    dell'isola sua non dimentico
    pur lasciandosi tentare
    tornando infine dal mare.
     

  • 23 settembre 2016 alle ore 21:28

    Non so voi, ma io in alcuni momenti mi sento ancora come un bambino abbandonato in un angolo. Uno degli angoli dove ti rifugi in silenzio dopo aver ricevuto l'ennesima brontolata. E mi sento esattamente come allora; indifeso e a volte sbagliato. E' difficile cavarsela da piccoli senza l'aiuto e il sostegno di qualcuno. E' altrettanto difficile cavarsela da soli anche da adulti quando ti imbatti in quella parte di mondo fatta solo di bugie e opportunismo.

  • 23 settembre 2016 alle ore 21:09
    Procelle del cuore

    E trovo conforto e sollievo
    in quelle pareti rivestite d'onore

    a vincere irrequietezze emotive

    e placare il mio spirito

    Distrarmi da apatici compatimenti
    dei tremiti interiori

    nella volontà di Essere

    mera chimera

    che non corrisponde
    ai miei concetti di vita

    sposata alla negatività del vivere

    dove il suo scialbo monosapore
    avvolge tutto

    nel manto di tristezza
    dei sospiri frustrati
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 23 settembre 2016 alle ore 14:20
    Poesia

    Quando un senso cerco
    nella nebbia d'un ordine
    che l'appartenere 
    vendica, il suo fiato vibra 
    d'armonie improvvise e 
    siede il tempo nella tregua 
    dell'oltre andare,
    per dar voce all'inchiostro
    de' miei respiri e 
    de' miei abissi senza sponda,
    dove spinge l'esser 
    se stessi in questo 
    vagabondo cercarsi tra 
    gli altri. E resta, 
    nella solitudine dell'ombra.

    Laura Pavia, 15/07/16

  • 23 settembre 2016 alle ore 14:19
    Respira il vento

    A un tratto é silenzio:
    muore sulle ali 
    d'un gabbiano il rantolo 
    lontano dei tuoni,
    e tace qui all'ombra
    il piego sussulto 
    dei peschi in fiore. 

    Si spengono voci,
    dissolvono luci e ombre
    nell'ultimo scampolo 
    di sole. Si fermano 
    gli scrosci singhiozzi 
    della pioggia e lento 
    respira il vento.

    Laura Pavia, maggio 2016

  • 22 settembre 2016 alle ore 21:51
    Sorgi mondo,anzi risorgi

    Vapori sanguigni
    maligni e maledetti

    ardono all'orizzonte

    gettando spruzzi di sangue
    sull'incerto futuro

    Nuvole colme di paura
    sembrano ballare la loro danza

    a nereggiare sui nostri respiri

    mentre sensi di terrore e dolori
    intrisi di sentimenti d'agonia

    si spandono nell'aria

    creando cumuli di pensieri sanguinolenti

    pronti a rigenerarsi e vibrare
    tra le ceneri del mondo sconfitto

    bruciato da bellicosi crepuscoli mai al tramonto

    nutriti e rinvigoriti
    sempre dalla stessa alba
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 22 settembre 2016 alle ore 21:48
    La mia sete di te

    Devo ancora a te
    inaspettate voluttà

    che lasciano nei pensieri
    vapori d'ebbrezza

    e sulle labbra
    il giusto gusto dei baci

    a accendere
    la mia sete di te

    E mi compiaccio

    ancora prima di berti

    nel considerare
    il gusto di quel piacere

    immenso nel suscitare
    sensuali sogni

    al mio languir d'amore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 22 settembre 2016 alle ore 21:41
    Nel buio del mattino

    Nel buio del mattino

    Passeggio
    col mio Noel

    nel buio del mattino

    nel giardino fiorito dei miei
    mille progetti realizzati

    rifacendo il bilancio della vita

    e apprezzando

    in quell'andare incontro al mio vivere

    la felicità dei miei passi
    e il sollievo della mia dignità

    E mi fa da contrasto
    l' incrocio con sguardi pregni di tristezze

    espressioni contrite

    a infiorettare pensieri

    divenuti nel tempo
    la peste di quelle menti

    intrise di voluti malintesi
    che hanno creato veleni

    capaci soltanto
    di plagiare se stesse

    emanando cosi' il loro essere
    deluse e adirate
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 22 settembre 2016 alle ore 21:39
    Quel che il mio inconscio non sa

    "Ciò che vediamo intorno a noi
    è solo una costruzione dell'inconscio"

    Reduce da un'infanzia
    d'acuite sensibilità

    mi obbligo spesso

    a comportarmi come
    l'immagine riflessa di me stesso

    sì da non distinguere più
    la copia dall'originale

    E mi sento clandestino
    in questi anni "ruggenti"

    ingrati e sleali
    verso il mio vissuto

    in cui

    rinchiusi in un metro quadrato

    vedo uomini

    figli sconsacrati dalla natura
    e dannati della terra

    ridotti alla nuda vita

    accanto a altri uomini

    figli prediletti della natura
    beati della terra

    ricoperti d'oro

    e disposti ancora a battere
    i fiumi e i torrenti

    della loro obesità mentale
    .
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