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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 dicembre 2016 alle ore 2:13

    Ne ho fatta di strada da allora. Quel viso così teso, poco dopo è diventato ancora più teso e gli occhi ancora più spenti... Nulla sembrava darmi pace, farmi vedere che qualcosa di bello ancora poteva esserci. Poi... Improvvisamente le cose cambiano... Cambiano quando la vita ti pone delle prove difficilissime e li cominci a capire cosa davvero conta nella vita. Il periodo che è giunto dopo quella foto ha distrutto ancora di più il mio viso e mi ha tolto ogni forza fisica, ma ha riacceso dentro di me la voglia di dargli di nuovo luce, mi ha restituito la voglia di lottare. Quel periodo giunto dopo mi faceva solo ripetere a me stessa: "Se supero questa non c'è più cazzi per nessuno"! Ecco! Io l'ho superata! Che mi abbia aiutata Dio, che io sia stata abbastanza forte o magari solo fortunata... Ho mantenuto la mia promessa! Il mo viso è tornato ad essere pieno di luce... IO ho vinto la battaglia e adesso non c'è più cazzi per nessuno perché SONO TORNATA A SORRIDERE!

  • 13 dicembre 2016 alle ore 21:51
    Ed è un'altra volta tutto da rifare

    Ho nel cuore l'innata avversità
    d'aderire a sistemi marci

    dove la fa da padrone
    la volontà di privare

    lo sposalizio con pensieri d'ogni dove

    quando qualcuno ne avesse voglia

    E disprezzo i pericoli per lo Spirito
    e le voluttà dell'amore
    per i piaceri alla volgarità

    demoni che cercano con ogni mezzo
    d'annichilire le passioni

    sottraendo loro la capacità
    d'assimilare le gioie

    e offrendo all'anima

    piccoli anticipi della gelida levità
    della sua morte interiore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 13 dicembre 2016 alle ore 20:52

    Se volessi esprimere a parole cosa sei stato per me non ci riuscirei. Sei stato il bene e il male, malattia e cura, gioia e dolore, sorriso e lacrime. Io che per quel sorriso e per un tuo abbraccio avrei dato giorni della mia vita. Se anche volessi, ancora oggi non riuscirei a collocarti in un posto preciso del cuore, probabilmente perché ancora ne sei padrone. Ti sei portato via con te il mio sorriso e la mia vitalità e per riprendermela ho dovuto lottare con forza. Alla fine mi sono ripresa tutto ciò che mi apparteneva, ma non sono riuscita ancora a riprendermi il cuore. 

  • 13 dicembre 2016 alle ore 20:50
    Pensieri frugali

    Pensieri frugali
    saturi di vita e d'esperienza

    a ingozzarsi voracemente
    della realtà che compone
    l'armonico divenire di questo vivere

    servito giornalmente alla rinfusa

    improvvisamente immersi
    nella conquista di quel futuro

    che già prima d'accadere
    ha perso la sua identità e i piaceri

    E ritorno alle mie origini

    ai misteri vulcanici dell'infanzia
    e ai suoi misteriosi tesori

    divenuti ora

    caldo calore di coraggio
    a diffondersi nelle vene

    ardente e sicuro

    per niente violento

    a far sì che penetri in me
    il sale più segreto dell'esistenza

    E continuo a sentirne
    l'insaporita freschezza © ®
    .
    cesaremoceo

  • 13 dicembre 2016 alle ore 20:47
    Maturità scientifica

    I miei studi

    a dettarmi regole di condotta
    nell'austerita' nella quale mi compiaccio

    a esigere attenzioni e desideri

    senza essere accusato
    d'ostentazioni d'ascetismo

    E mi viene facile
    con l'aiuto dell'umiltà innata

    regalare al mondo le mie passioni

    nella libertà di concedermi alcune singolarità

    con le quali distinguermi

    a onta di tutte le illusioni
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 13 dicembre 2016 alle ore 20:23

    Fanno i "Grossi", quelli pieni di carattere e personalità. Peccato che avere carattere e personalità non vuol dire essere cafoni, maleducati e prepotenti. Una vera personalità si prende cura di ciò che conta e sa mostrarsi con classe. Una vera personalità non urla di più dell'avversario per "Mostrarsi" anzi... Spesso lascia "Urlare" mentre in silenzio si allontana. Chi ha personalità conosce il valore di se stesso e sa che concederti attenzioni equivarrebbe a sminuirlo.

  • 13 dicembre 2016 alle ore 19:43
    Agwe

    Trascinata
    in danza e movenze
    sincopate
    ogni arcano
    evoca e rapisce
    Son meandri oscuri
    -ogni sofferenza
    graffia angoli di cuore-

  • 12 dicembre 2016 alle ore 21:06

    Caro Babbo Natale,
    a scriverti questa lettera è una persona come molte altre che pensa che era tutto più semplice quando era in te che dovevamo credere. Non ti scrivo per ricordarti che regalo mi piacerebbe ricevere, ma lo faccio per chiederti se la notte di Natale puoi leggere queste righe al cuore di tutte le persone che sono come me, un po deluse. Di a tutte loro che non sono sole. Digli che ci sono ancora tante cose da guardare con lo sguardo stupito e il cuore colmo di gioia. Ricorda ad ognuna di quelle persone che gli sguardi e gli abbracci dei loro figli non hanno prezzo. Che la presenza a tavola di una madre e di un padre in questi giorni di festa ha un valore inestimabile. Se la vita le ha private del dono di essere genitori o troppo presto gli ha strappato i propri si guardino attorno, ma non troppo lontano e vedranno con stupore che il "Bene" sta li vicino a loro, perché c'è sempre qualcuno che ci vuole bene. Perché a volte la vita impone ritmi paurosi e magari ci sono sfuggite tante piccole cose, le più banali, le più semplici, ma decisamente le più importanti. Vorrei portassi ad ognuno di loro una piccolissima luce, da essa non ricaveranno niente nel momento in cui la riceveranno, ma se nell'anno che verrà sapranno alimentarla con tante piccole cose, quelle piccole cose giuste... Potranno con essa, una volta diventata più grande trovare la giusta strada verso la serenità. Vorrei vedessero quella piccola luce che gli donerai come quella "Stima di se stesse" che hanno perso... Alimentarla, farla diventare più forte farà in modo che tutte quelle persone tornino a credere che "Possono farcela" e torneranno ad avanzare. Adesso più sicure e più forti noteranno meno le persone "Sbagliate", saranno più veloci nel lasciarle dietro e magari noteranno di più anche quelle "Giuste"! Caro Babbo Natale, c'è ancora del buono in questo mondo. C'è ancora del bene in mezzo a tanto male, per favore aiutami a riportarlo alla luce.Con affetto... Un "Bambino" cresciuto.

  • 12 dicembre 2016 alle ore 20:41
    La ricerca della felicità

    Ho creduto ai miei momenti migliori
    e continuo a crederci

    e in questo credere
    surrogo i miei mille criteri

    con la conoscenza d'altri mille concetti

    lanciandomi a briglie sciolte
    incontro a giorni di sole e di freddo

    accarezzato dal vento
    che scarmiglia i pensieri

    nel gioco che esso fa con se stesso
    nell'intendersi con l'intelletto

    e renderlo irrevocabile all'immortalita'

    Visite

    a digiuno di pensieri e d'emozioni

    trovano accordi incresciosi nell'anima

    nel tormento di preservare
    la propria umana essenza

    divenuta povero amalgama
    di passioni ormai subdole

    pronte a divorare la vita

    E credere ancora
    nella virtù immensa del sapere

    nella dolcezza dei ricordi

    e nella felicità di raccontarsi

    guardando in faccia
    l'avvenire inesorabile del mondo © ®
    .
    Cesare Moceo

  • 12 dicembre 2016 alle ore 14:16
    Mattina Sbilenca

    Delusioni gametiche che germinano scissurazioni disioniche.....orfico paracetamolo sublima l'edemico miocardio....albeggia sincera di glutationica foschia la caffeinica mattina sbilenca......

  • 12 dicembre 2016 alle ore 13:22
    Il Girotondo

    Uomini che cercano uomini
    che cercano donne
    che cercano donne ...
    che cercano uomini
    un desiderio crudele e circolare
    che non trova pace
    ettolitri di sperma
    misti a vasche
    di umori vaginali
    e batteri ... salivari ...
    tutti insieme alla ricerca
    di un unico canale
    cervelli in "loop"
    mani che si cercano
    e sessi che si infiammano
    starai pensando
    chissà quante donne
    stan scopando a quest'ora
    con donne
    o uomini che stanno eiaculando
    proprio adesso
    come ubriachi
    che vengono avanti
    le mani nelle mani
    sbandando
    tutti giù per terra ...

     

  • 12 dicembre 2016 alle ore 11:39
    la creazione

    le creature più piccole
     donano sempre il nome alle cose più grandi di loro

    madre natura lo sa
    e consente loro di essere
    liberi
    così come vogliono

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/12/la-creazione.html#!/2016/12/la-creazione.html
     

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:17
    I muri spinati

    Recinti e muri, e filo spinato
    In terre di libertà per uomini liberi.
    Il cielo e la terra e quattro baracche
    E i muri spinati, tanti,
    e dentro chi cercava solo una terra giusta
    e dentro troppi uomini, troppe donne, troppi bambini.
    E non si capisce il perché,
    non si impara mai dal passato, mai.
    E intanto i cordoni umani
    E il sole e la luna, troppa polvere e poco amore
    E i confini chiusi, e i muri spinati.
    E chi dice avanti e chi chiude, ma poi
    Recinti e muri, e filo spinato in terre di libertà, per uomini liberi
    Per chi cercava solo una terra giusta
    Un quanto basta di libertà
    E il cielo e la terra e il sole e la luna
    Quattro baracche, troppa polvere e poco amore.
    Non si impara mai dal passato, mai
    E i muri spinati.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:15
    I bambini dello stesso mare

    Ero di lato e osservavo
    E ho visto due bambini dello stesso mare su due sponde diverse
    Ed entrambi guardavano due barchette in mare
    Una era di carta, l’altra no
    Uno era felice, l’altro anche,
    prima, ora no.
    E  osservavo ancora
    E ho visto il bambino felice guardare la barchetta tranquillo, e lei serena lì in mezzo al mare
    Invece l’altro bambino guardava l’altra barchetta
    E piangeva
    E lei affondava, pian piano, piano lì in mezzo al mare.
    Ero di lato e osservavo
    E ho visto due bambini dello stesso mare
    Sulla stessa sponda ora,
    il bambino felice era in piedi
    l’altro bambino no. Era steso.
    E osservavo, e nel mare le barchette non erano più due.
    La barchetta di carta era lì, serena
    L’altra no. Non c’era.
    Siamo tutti i bambini dello stesso mare.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:14
    Trepidi piaceri

    Passeggiate in riva al mare
    mitigano i pensieri

    tra lo sciabordio dell'onde
    e il risuonar nell'interiorità

    delle note soavi e solenni
    del canto del vento

    a sussurarmi il fascino allegro delle emozioni

    nell'odor di muffa

    che esala dall'insensibilità del mondo

    Brividi lungo la schiena mi percuotono

    a dimostrare se mai ne avessi bisogno

    la profondità del mio animo
    nella libertà riverente del mio andare

    ed accettarne -frugando tra i ricordi-
    l'intimità scavata nel mio Essere

    E trepidi piaceri m'attraversano la mente
    nel sollievo occasionale dello sguardo all'orizzonte

    mentre l'aria salubre di quel vedere
    purifica le angustie che opprimono il mio vivere
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:11
    La gloria del Signore

    Con il cuore rattrappito
    dalle reminiscenze di un passato ormai andato

    e la mente a trasformare nella gioia
    certi grevi dolori

    ritrovo miglior conforto
    nell'incontrarmi con Te

    nella volontà di ricevere e accettare
    la tua parola di Verità

    calda e paradisiaca

    e custodirla come prezioso tesoro
    nell'anima estasiata

    E vivo immerso in fortunate confusioni

    a ringraziare la divina Provvidenza

    nell'illuminare e far risplendere
    la sua Celestialita' nei piaceri futili del vivere

    e indorare quelle tenebre
    con la gloria del Signore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Cooyright

  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:09
    Voci mormorii labbra

    Voci

    su cui l'anima si libra
    dagli abissi più profondi

    lontana dai silenzi e dagli oracoli

    Mormorii

    di tumulti repressi

    in balìa di sublimi incanti
    a essere trasportati oltre

    al di la del regno delle menti

    ad approvvigionarsi di respiri e sospiri

    impregnati di fragranze d'estatici pensieri

    Labbra

    d'una sensualità evoluta
    a emanare ispirazioni e influssi

    e infondere coraggio e ardimento

    come fossero baci d'uno spirito profetico
    .
    cesaremoceo
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  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:08
    E il passato scompare

    Ti guardo

    con gli occhi del cuore
    nella tua grazia sublime

    nell'armonioso movimento del tuo fare

    nel piacere del tuo sorriso

    in questo presente dei tuoi occhi seducenti

    in questo nostro amarci
    condito dagli attimi della passione
    e delle idiozie

    con il sollievo tra le meraviglie di quell'infinito

    ogni volta a lasciarci senza parole
    e a renderci schiavi l'uno dell'altra

    Ti amo

    d'un amore vibrante di vita

    che diventa ogni giorno più bello

    a chiederci ogn'ora d'aiutarci e capirci

    e godere di desideri e passioni
    lontano dai venti impetuosi delle tempeste

    E il passato scompare

    mentre ci accorgiamo ancora
    che ne vale la pena
    .
    cesaremoceo
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  • 11 dicembre 2016 alle ore 21:07
    Barconi avorio speranza

    Come a guardare il sole, come a sfidare la luna
    inermi e sospinti dall'onde del mare i barconi avorio speranza,
    blu i volti d'avorio di trecento speranze,
    e il barcone era spinto dal vento, freddo, come freddi tutti gli inverni di mare
    ma come ogni stagione
    come speranze funebri, avanti senza un destino.
    E la notte è lunghissima
    e il barcone si trascina sull'onde nervose del blu della notte
    nel gelido mare d'inverni incazzati, come incazzate tutte le stagioni.
    E il giorno è infinito
    e i barconi avorio speranza
    il sole riflesso sui volti d'avorio, sorrisi di ghiaccio e occhi sbarrati
    e i pianti, la paura, e le preghiere
    e i bambini terrorizzati.
    E galleggiano i corpi, e le notti e i giorni
    e galleggiano i corpi trascinati dal mare
    come le buste al vento
    gonfi, come a guardare il sole, come a sfidare la luna
    inermi, sospinti dall'onde del mare
    blu i volti d'avorio a galleggiare muti,
    e i barconi avorio speranza.
    Mute speranze, muti i sogni, muto il futuro.
    Come a guardare il sole, come a sfidare la luna.
    Partirono speranze su quel barcone avorio speranza
    partì la speranza e con lei trecento persone
    come a guardare il sole, come a sfidare la luna.
    Ma solo il mare,
    il blu della notte, e barconi avorio speranza.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 20:51
    Piedi nudi in cammino

    A una Damasco in ginocchio, annientata ma viva
    Come la speranza, e la speranza non morirà mai a Damasco.
    Neanche sotto le bombe di una guerra incivile
    Di una guerra pazza, come pazze sono tutte le guerre.
     
    A una Palmira antica, alla sua antica storia
    Distrutta, violentata, calpestata.
    A una Palmira fiera, che non imbruttirà neanche in macerie
    Perché è storia, e la storia resta. Anche sotto le ruspe di una folle guerra,
    come folli tutte le guerre.
     
    A Mohammed il pediatra d’Aleppo, era il papà, l’ultimo
    Di tutti i bambini, lui dava la vita. E l’ha data.
    Con lui è morto il futuro, i bambini non nasceranno più
    E invece no, il futuro non si potrà mai uccidere,
    i bambini nasceranno grazie a lui, sempre ad Aleppo.
     
    A una mamma Siria che guarda questo e piange
    A una sorella Siria che però cammina e spera.
     
    E la poesia diventa piedi nudi in cammino, in Siria.
    E la poesia diventa gente, e gambe, e bambini sulle spalle,
    e abiti da sposa, e la poesia diventa pianto
    però anche sorriso.
    E diventano poesia quei piedi, quelle gambe coraggiose
    Mentre vanno fiere incontro alla loro libertà
    E la libertà è vita.
     
    A una terra che piange, a una terra che sogna
    A una terra Siria
    Che sorride, che cammina.
     

  • 11 dicembre 2016 alle ore 20:20

    Amo i ribelli, i folli, quelli quasi "Senza senso"...
    Si li amo. Li amo perché non ci stanno a farsi comandare, vivono di pura e sana pazzia e a guardarli in apparenza sembrano persone insignificanti. Si, amo i ribelli, ma quelli con il cuore che batte. Quelli che un cuore lo sanno usare a 360° e non solo per amare se stessi. Quelli folli a tal punto da arrivare a capire che non c'è libertà più grande di una complicità che appaga. Quelli che se li guardi da lontano non hanno un senso, ma se sai arrivare a loro e conquistarli sanno dare un senso a tutta la tua vita.

  • 11 dicembre 2016 alle ore 16:43

    Ho varcato soglie che avrebbero fatto paura anche al Diavolo. Spesso non mi è bastato attraversarle, ma ho voluto sfidare me stessa mettendomi a confronto con tutto ciò che mi trovavo di fronte. Mi sono messa in discussione così a fondo a volte da non sapere nemmeno io se ne sarei uscita. Mi sono messa nei panni degli altri, ma quanti di loro si sono veramente messi nei miei?! Anche priva di forze ho teso la mia mano a chi incontravo esausto a terra, ma una volta rimesso in piedi non ha percorso nemmeno un tratto del suo cammino con me e si è dimenticato di me e del mio gesto. Ho amato tanto, anche quando niente avevo da dare se ho amato ho dato più di ciò che avevo, ma quanto veramente io sono stata amata?! Oggi mi guardo incredula, sono viva, in piedi, piena di forza e di una fierezza che poche donne possono permettersi. Oggi non sono più degli altri... Oggi sono principalmente di me stessa! 

  • 10 dicembre 2016 alle ore 19:32
    Mille volte

    Sono morta per te mille volte.
    Perché volevo un tuo sorriso.
    Perché credevo nell'amore.
    Morta ma sopravvissuta alla dolorosa realtà.

    Sono morta per te mille volte.
    Logorio di pensieri assordanti.
    Spasmodici ricordi sotto pelle.
    Morta ma ancora qua ad affrontare la vita

  • 10 dicembre 2016 alle ore 19:31
    Il gioco

    Un gioco, di sensi e di armonia, sottile piacere condiviso,
    ma solo un gioco.
    Un gioco che ti coinvolge e ti sconvolge, ti prende, ti ruba l'anima e poi ti lascia attonita.
    Un gioco di pelle, di anime, di cuori
    solitari e infranti, ma solo un gioco.
    Quel gioco sofisticato e soffuso di chi sa come giocare

  • 10 dicembre 2016 alle ore 15:24
    A BETLEMME

    Con Giuseppe e la sua sposa
    c'è un Bimbo che riposa:
    non sul letto com'è usanza,
    al calduccio d'una stanza,
    ma su poca trita paglia
    con quell'animal che raglia.
    Sono giunti a Betlemme
    procedendo lemme lemme,
    chè Maria è in attesa
    di dar vita, con sorpresa,
    a Quel di cui scrisse Isaia
    nella sua Profezia.
    Sono svegli quei pastori
    che sorvegliano da fuori
    delle grotte, nella piana,
    quelle greggi che, in fiumana,
    sono lì per pascolare,
     e non posson riposare.
    Una dolce melodia
    vien dal cielo qual poesia,
    invitandoli ad andare,
    senz'indugio, ad adorare
    quella nata Creatura
    che sarà speme futura.

    Lucillo Dolcetto - Varese