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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 dicembre 2016 alle ore 20:41
    Il respiro del vivere

    Attimi

    d'indelebili impronte

    screziate dalla passione

    nel sentire folle di gesti
    fioriti sul grigiore dei giorni d'incanto e d'inchiostro

    Pensieri scoperchiati

    impauriti dall'irriverenza

    nell'incedere senza tempo
    della sacralità dei versi

    nella scelta senza amore
    delle parole da amare

    e rimanere felice del loro non essere

    ...e continuare a odiarmi

    E odiarmi e amarmi

    con sentimenti gentili e spavaldi

    sussurri dell'anima inquieta

    petali selvaggi

    sparsi dalla solitudine
    sulle strade del vivere
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 28 dicembre 2016 alle ore 19:18
    Vibrazioni di una storia

    Racconto 
    il mio passato
    di giorni inerti
    e notti illuminate,
    di paraventi issati
    sulla spiaggia
    per dissodare il vento,
    di persone conosciute e mai vissute.

    Racconto
    il respiro dei vent'anni,
    l'ultima ruga dei cinquanta,
    del mio cammino ardito
    sui tuoi passi incerti.

    Io narro di te
    di me,
    la nostra storia appena cominciata.
    Audace lembo di pelle
    del tuo collo,
    profumo di zagara infinita
    in questo aprile
    che non finisce mai.

    E siamo a maggio
    con i pensieri
    rivolti verso il mare
    ad aspettare
    sudori che colano
    copiosi
    sui nostri corpi eterni e rinfrancati.

  • 28 dicembre 2016 alle ore 18:25
    Giardini

    Sfumature di rosso
    come guance di bambini
    in giardini surreali
    mettono in scena
    le danze di corte
    nei giardini del re.

  • 28 dicembre 2016 alle ore 17:15
    Esodo moderno

    Tra gadget e panettoni,
    luminarie e capitoni,
    è facile scordarsi
    di quei nuovi apparsi:
    poveri del mondo.
    Da Eritrea e Libia,
    dalla martoriata Siria,
    su scassati gommoni
    fuggono a milioni,
    nuova vita agognando.
    A "casa sua" li vuole nessuno;
    sono costretti a dì di digiuno;
    rinchiusi in "centri speciali"
    vivono come animali:
    in migliore futuro sperando.
    Quanti di loro, purtroppo,
    han visto "morire" lo scopo,
    nel mare che li ha sepolti
    quando, dall'onda travolti,
    i corpi ha portato nel fondo.
     

  • 27 dicembre 2016 alle ore 22:19
    D'amaro e d'amore

    D'amaro e d'amore
    stillano cieli
    e le onde dell'adorato mare
    sanno. Accordo smarrito
    dal vento, invito
    a non perdere tempo.
    Noi scampati alla vita
    a poetiche rive devoti
    ci tramandiamo radici d'argento
    mentre alla morte sgraditi
    voliamo più in alto di dio
    sino a lenire l'oblio
    dei giorni a venire.

  • 27 dicembre 2016 alle ore 20:49
    L'anziano (tanka)

    Solo lacrime
    brillano negli occhi.
    Fermo lo sguardo
    di chi ancora spera
    di non essere solo.

  • 27 dicembre 2016 alle ore 20:38
    Riflessi di stella cadente

    Fanciulletto nel cuore
    urlo e strillo
    in terrificanti silenzi
    che mi sobbalzan l'anima
    E muovo dal mio piccolo eremo
    sorretto dall'affetto pel mondo
    col terrore nelle membra
    reminiscenze di vecchie paure
    incollate all'estasi della mente
    nel baratto d'effimeri piaceri
    con la speranza di luminosità future
    nel divenire oscuro del tempo.

  • 27 dicembre 2016 alle ore 20:37
    Passato a trasudar presente

    Spazi

    colmi di buio e d'illusioni
    a goder d'incontri col Nulla

    a inventar compagnie di sussurrate angosce

    disegni della mente ad aspettar risposte
    e raccoglier rose spinate e stelle cadute

    e intristir i giardini dell'anima

    Fruscii d'ali

    silenzi a divenir passato
    e sublimar gli attimi

    Presente a trasudar futuro
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 26 dicembre 2016 alle ore 20:55
    Il trionfo della giustizia(dedicata)

    Nel tempo raffermo
    in subdoli istanti

    lingue d'odio si levano

    oltre le pieghe
    dell'anima in fiamme

    Segreti pensieri

    opachi sentimenti finalmente svelati

    sgomitano dentro parole consunte
    in grida imputridite d'invidia e veleno

    in volti rugati delle gelosie

    Verrà a cercarvi il destino

    a diradar nebbie e confusioni
    e lasciarvi con la testa tra le mani

    Voi a chieder perdono ai vostri domani
    falciati dal trionfo della giustizia
    .
    cesaremoceo

  • 26 dicembre 2016 alle ore 20:39
    Singhiozzi sospiri sussurri

    I miei scritti

    a battere i rintocchi del vivere

    speranzosi di non rimanere
    lacrime di lontana memoria

    nell'eterna indifferenza del mondo

    e diventare roseti in fiore

    preservati alla storia

    sopravvissuti alle tenebre
    dei labirinti d'ogni Pensiero

    in questi tempi
    da caduta degli dei

    E simboleggiare moralità fiorite
    tra petali setosi e spine pungenti

    a rischiarare con dolci e rifrangenti riflessi

    l'oscuro divenire di questa Umanità
    fragile e sofferente
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 26 dicembre 2016 alle ore 15:37
    Libera

    Libera di esprimermi
    anche se le parole
    si dileguano
    senza lasciare
    traccia di me.

  • 26 dicembre 2016 alle ore 13:11
    Distrazione

    Che dovrei dirti
    su come è il mondo,
    mentre distratti
    pensiamo ad amori
    racchiusi in boccioli
    di insicurezze!

    15/03/16

  • 26 dicembre 2016 alle ore 2:55
    Thirst/Sete

    I have poured so many words
    for you on paper these months
    that my mind is completely dry
    but I am still thirsty for you.

    TRADUZIONE
    Ho versato così tante parole
    per te in questi mesi
    sulla carta,
    che la mia mente
    è completamente asciutta,
    ma ho ancora sete di te.

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:18
    Ma che Natale è ?

    Aspettative tramontate

    tramortite dal tempo

    aspettano ancora invano
    favorevoli sorti

    regalando sospiri
    ai fragili passi

    che appesantiti dalle illusioni

    scalfiscono le strade
    di transito della vita

    E i rimpianti ci prendono

    scuotendo ricordi di antiche carezze

    morbide e calde

    che la mente ha dato all'anima
    lacerata dall'incertezza

    mentre siam qua
    con le speranze disperse

    consunti di volontà

    con i desideri abortiti
    che han strappato al cuore la sua purezza

    a respirare l'aria infettata
    dalle cattiverie del mondo

    E tutti a chiederci ma che Natale è ?
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:14
    Il mal subìto (la solitudine del Natale)

    Pugni serrati

    celati dietro le schiene

    attese mute

    divenute ormai uniche oasi
    dell'anime stanche

    impoverite di passione e d'ardore

    brezze d'emozioni scorse senza speranza

    sogni frantumati

    a invadere spazi assetati di buio

    e di vane grida al Cielo disciolto
    nella sua Pietà perduta

    Sibili di silenzi
    a dar voce alle torture

    ululati di lupi lontani

    lamenti di cuori che abitano le notti
    e attraversano il dolore della loro futile vita
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:13
    Vuoti sincopatici di una storia superficiale

    Ribelle

    a sognare ancora il miglior futuro

    faccio la parte di chi è sempre presente

    anima urlante

    delirio d'uomo e d'occhi
    spalancati su mani congiunte

    sguardo di pianto

    rivolto alle miserie della vita
    brulicanti del Nulla

    E rivedo il mio volto

    sporco ancora dei tanti sogni infranti
    e rugato dai ricordi e dai rimpianti

    a specchiarsi nelle alte maree della speranza

    opercolo di un deserto
    divorato da notti impervie

    nel buio solcato dall'odio
    e dalle ingenuità vaganti

    eterno vizio di quest'umanità morente
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:00
    Di Te

    Ho bisogno di te adesso,
    Ora, in questo momento
    Ho bisogno di te in questa notte buia,
    In questa pioggia
    Ho bisogno di te in questa mia personale tempesta.
    Ho bisogno di te, piccola stella
    Che con la tua luce trasformi il buio in giorno
    E diventa festa.
    Ho bisogno di te
    Arcobaleno, che dopo la pioggia diventi sereno,
    E nel mio cuore l'inverno sarà primavera
    Poi estate.
    Ho bisogno di te.

  • 24 dicembre 2016 alle ore 20:41
    Notte Santa

    Quanti cari gà in cielo
    in questa notte di Natale!

    E' un pensiero nel cuore
    un lampo sul sereno
    portato dal divino nascere.

    Oh, loro non hanno bisogno
    di attendere accanto al presepe!

    Sono lassù nell'Amore
    nella Luce con gli Angeli vanno
    gioiosi senza il Dolore.

  • 24 dicembre 2016 alle ore 14:44

    Buon Natale a me, a voi...
    Buon Natale anche a te che non fai più parte dei giorni miei, ma ovunque tu sia Buon Natale... Auguri alle amicizie ritrovate, quelle che avevo perso per strada per colpa di altri. Perché in genere io sono una persona che accetta le diversità e ci va d'accordo... Le uniche cose con cui non vado d'accordo sono la menzogna, i tradimenti e la falsità. Auguri a chi mi ha abbandonato nei momenti peggiori, pensando di pulirsi la coscienza facendo finta di non sapere, non capire e non vedere. Auguri anche a chi invece si è stretto attorno a me nel momento peggiore e assieme a me ha cercato una soluzione e se non poteva trovarla mi ha comunque tenuto la mano. Buon Natale a chi in me ci ha creduto, a chi ha capito chi ero e ha saputo guardare oltre. Buon Natale agli egoisti che anche per questo Natale vedranno solo la "Propria Luce" non capendo che guardando anche le altre avrebbero davanti un mondo migliore. Buon Natale a quelli che sono sfigati dalla nascita, quelli a cui non ne va mai una per il verso giusto, ma con dignità continuano a camminare in nome dell'amore e del rispetto. Buon Natale a chi si è perso per chissà quale viaggio e nemmeno per il Santo Natale è riuscito a ritrovare la strada di casa. Buon Natale a chi è solo, a chi non ha nessuno con cui condividerlo. Auguri a tutti... Ai buoni e ai cattivi... Alle vere famiglie e a quelle finte. Auguri ai bambini di tutto il mondo. Buon Natale ai nostri angeli, a quei posti vuoti a tavola, a quelle ferite dell'anima che faticano a guarire.

  • 23 dicembre 2016 alle ore 16:21

    Cosa dire di questo anno...
    Potrei dire che l'unica cosa che non sono mancati sono insegnamenti, prove difficili e cadute. Poche gioie e troppe lacrime. Aspettarmi un anno migliore forse è troppo, dato che ogni volta che me lo sono augurato ne è giunto uno peggiore. Quindi mi limiterò a poche cose: Saluto coloro che hanno fatto parte di questo anno ed hanno scelto o fatto in modo di non proseguire oltre accanto a me. Saluto le difficoltà superate, problemi di salute scongiurati e porte chiuse in faccia. Lascio un abbraccio a tutte le persone che in modo opportunista si sono fermate per un po nella mia vita, facendo uso "Improprio" di ciò che era di mia proprietà... Come la mia serenità, il mio tempo e la mia buona fede. Restituisco al mittente le ragioni delle mie lacrime, aggiungo ad esse un piccolo biglietto con su scritto: "Grazie di tutto, ma quel dolore si è spento. Buon anno anche a te"! Riscopro la voglia di riprendermi tutto ciò che mi è stato negato, tolto e rubato con la menzogna. Adesso... Non mi resta che fare qualche passo indietro... Non per guardare al passato, ma per prendere una buona rincorsa e sfrecciare verso il 2017!

  • 23 dicembre 2016 alle ore 12:52

    Natale 2016/17:
    Vorrei che per ogni anziano ci fosse un pasto caldo ed un abbraccio. Per ogni bambino un giocattolo sotto l'albero. Per ogni famiglia la maggior sicurezza di poter far fronte alla vita in modo ancora dignitoso perché nessuno deve toglierci la dignità.

  • 22 dicembre 2016 alle ore 20:36
    Il canto del tempo

    Arpeggi della mente
    tengono stretti gli ieri e il loro passato

    monologhi repressi

    danze di cuori fuori di testa

    a cercar le tracce di diligenti appoggi
    nell'anima impervia

    abbarbicata a sospirati oblii

    impazziti nel tempo
    e nei valori perduti

    E trovar la Luce del domani

    e credere nel sempre d'ogni sussurro

    grida violente

    confuse nella penombra della vita
    a incontrar i fantasmi strapazzati

    degli amori senza giustizia

    nella sofferenza serena
    del silenzio che addolcisce

    e riscalda col suo abbraccio
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 22 dicembre 2016 alle ore 20:34
    Non cadrò dalla padella nella brace

    Ricordi del passato stritolano l'anima
    e l'invitano a percorrer folli sentieri

    a calcare strade di paure e solitudine

    e mortificarsi di gesti inconsulti

    E chino la testa tra le costrizioni
    che impacciano i miei versi

    singhiozzi soffocanti

    passioni composte e silenziose
    atteggiate a esprimere bontà

    nell'attesa d'uscir di scena
    con allegra solennità

    Ascoltare gli abissi
    pagando il prezzo del vivere

    e volando nei silenzi
    a sentirmi anima nobile

    ricca d'amore e profumi d'infanzia

    E nascondo le lacrime
    rinchiuse nei miei occhi

    che ancor a mala pena vedono
    l'incerto futuro del mondo

  • 22 dicembre 2016 alle ore 2:14
    Dalla finestra

    Dalla finestra mi diverto a guardare il mondo
    Lo giudico e mi diverto
    Perché lui non mi sente.
    E non mi risponde, perché non sa che dire.
    Dalla finestra mi sento forte,
    quel vetro trasparente mi nasconde,
    quel vetro amico mi protegge.
    Il mondo non saprà mai cosa penso,
    quando lo guardo dalla finestra.
    Stanotte il vento canta una gelida ninna nanna
    Mi coccola, tra un brivido e l’altro,
    e dentro mi penetra, mi fruga tra le ossa
    del petto e del cranio,
    se ne va a spasso padrone di sé e di me.
    Vento maledetto, so che vuoi sapere di me
    Di come sto e se ho fame, o sete.
    Ma io non rispondo,
    sono forte e protetto dalla finestra
    che mi mostra il mondo
    e che mi mostra al mondo.
    Sono sicuro che il mondo non saprà mai cosa penso,
    quando lo guardo dalla finestra.
    Eppure non devo essere un grande baro
    Con innate doti da attore
    Perché quando guardo il mondo
    Nei suoi occhi leggo il riflesso dei miei,
    quei miei occhi infami e traditori,
    e so che mi han tradito
    quando Mondo mi sorride e chiede
    “chi è la fortunata?”

  • 21 dicembre 2016 alle ore 21:38
    La mia letterina a babbo Natale

    E spero di scrivere ancora
    rime degne di me

    nella felicità di mostrare al mondo
    la mia anima ignuda

    E aspetto ancora
    gabbiani festosi

    a volare sulle parole

    passioni a vibrare
    nella pace interiore

    E sentirne il piacere

    l'amabile ardimento che m'invade
    quando metto in gioco l'anima 

    E ringrazio il Cielo e la sua Luce

    che guida i tratti del mio inchiostro
    a ravvivarlo con dolci e penetranti raggi
    .
    cesaremoceo