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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 24 luglio 2016 alle ore 20:57

    Tutti lo sanno che arriva un momento nella vita in cui dobbiamo mettere le mani avanti e fare un passo indietro. Arriva per tutti quel momento: arriva per chi è andato troppo oltre, per chi non ha capito proseguendo da solo una strada inutile, per chi ha fatto il passo più lungo della gamba e anche per chi ha camminato tanto, ma verso qualcosa che in realtà non c'era e che aveva solo idealizzato. All'apparenza per l'amaro che lascia è un momento triste, ma in realtà quello è il primo passo verso la serenità.

  • 24 luglio 2016 alle ore 19:34

    A mollare ho rinunciato da un pezzo. A cadere ci ho fatto l'abitudine e dal "Cadere" ho appreso il verbo "Rialzare"! Ora sono attenta, scaltra e poco addomesticabile. Non mordo, ma mostro il lato più duro di me e se riesci a restarmi vicino, a scalfirlo e a penetrarlo allora eccomi! Mi troverai proprio là... Dietro a quella corazza.

  • 24 luglio 2016 alle ore 15:11

    Si ha bisogno di qualcuno che capisca non solo che ascolti. Non importa che concordi ciò che conta è che comprenda. Stare insieme va oltre a due risate nei momenti migliori. A uno scambio di pelle nelle notti passionali. Stare insieme è mescolarsi anche nelle cose peggiori. Stare insieme è esserci anche quando non c'è da ridere. E' assumersi delle responsabilità, è fare delle scelte insieme non per uno o per l'altro ma per un "NOI"! 

  • 23 luglio 2016 alle ore 23:59

    Eh si, ero io quella ragazzina che restava in balia degli eventi. Quella a cui bastava una parolina in più per restare ad aspettare il niente, oppure quella che notava una parolina in meno e si affogava nelle lacrime. Si, ero io quella che non riusciva a dire in modo schietto il suo pensiero, la paura la tradiva e il terrore di sbagliare la paralizzava. Ero io anche quella che pur di non discutere diceva che la pensava come te... Perché era meglio modificare se stesse magari, soffocarsi e reprimersi pur di non perdere chi aveva di fronte. Il tempo passa veloce e tutto ciò che lo attraversa può cambiarci in modo spaventoso. Oggi mi guardo e vedo una donna opposta a quella ragazzina. Eppure sono sempre io, ma gli eventi, le delusioni mi hanno cambiata. Non so se son migliorata o peggiorata, so che non sono più la "Stupida" di un tempo. Oggi non mi bastano due parole per restare e quelle parole che non arrivano non mi feriscono più. Parlo in modo diretto e forse pure troppo, a volte dovrei tacere, ma non riesco. Ci sono cose e persone che le parole me le strappano da dentro e non mi preoccupo più delle reazioni e delle conseguenze. Perché quello è il mio pensiero giusto o sbagliato che sia. Se ti va di ascoltarlo possiamo parlarne, confrontarci e trovare un modo, altrimenti esso rimane e non cambia. Non ho più paura di vedere persone uscire dalla mia vita, anzi... Ho più paura quando le vedo entrare perché non so cosa possono lasciarmi o procurarmi. Si, sono cambiata e anche tanto, ma sapete una cosa: Vivere in simbiosi di qualcuno non fa bene, vivere per far felice gli altri non è giusto... Trovare il coraggio di accettarsi, di non aver paura di ciò che siamo e nemmeno vergogna di ciò che pensiamo è la cosa più giusta. Credetemi se riuscirete a confrontarvi per primi con voi stessi, ad affrontarvi, farvi guerra e ritrovarvi allora potrete confrontarvi con il mondo intero, a testa alta e senza paure.

  • 23 luglio 2016 alle ore 21:37

    Ce la regaliamo noi la libertà. Ce la regaliamo quando lasciamo andare ciò che ci impedisce di esserlo. Quando smettiamo di vedere il buono anche dove non c'è, quando cominciamo a essere realisti. Perché anche nel bel mezzo di una tempesta sentimentale la ragione deve essere un minimo ascoltata. Ce la regaliamo noi la serenità. Ce la regaliamo quando riacquistando la nostra libertà e cominciamo a darci nuove possibilità. Quando invece che sprecare lacrime per chi di noi non si è mai preoccupato, cominciamo invece ad accendere sorrisi verso chi da un po ci osserva e dimostra di tenerci. Ce la regaliamo noi la possibilità di vivere e di stare bene. Ce la regaliamo quando liberi e sereni camminiamo verso nuove mete. Niente e nessuno ci darà la certezza che siano quelle giuste, ma senza libertà e serenità non lo scopriremo mai.

  • 23 luglio 2016 alle ore 16:39
    per rilassarsi occorre mangiare

     non sono così brillante
    da scrivere di cuore e anime sanguinanti

    e così io aspetto la fine della discesa prima di declamare
    perché so bene che tutti noi viviamo su un piano inclinato

    e so che in fondo valle troverò la pace e la tempesta assieme
    e laggiù per prima cosa scalderò i piedi perché
     è ai piedi che sentirò il freddo del primo e dell'ultimo inverno
    sotto questo grigio cielo di periferia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/07/per-rilassarsi-occorre-mangiare.html

  • 23 luglio 2016 alle ore 14:33

    Pensare che le persone forti non abbiano bisogno di niente e possano farcela da sole è sbagliato. Tutti, anche i "Forti" sono umani. Crollano, a volte hanno voglia di gettare la spugna e di arrendersi. Quello che differenzia una personalità molto forte da una persona estremamente fragile è quella capacità maledetta di rialzarsi anche in preda allo sconforto. Anche loro sono state fragili, ma hanno imparato a lottare. In parte fragili lo sono ancora, ma non si lasciano annientare da niente e da nessuno. Le persone forti non si strappano le ali, le chiudono, riposano, recuperano e tornano a schiuderle per volare di nuovo.

  • 22 luglio 2016 alle ore 11:52
    Senryu

    Calici in alto
    Si brinda ai bei ricordi
    La classe è in festa

  • 22 luglio 2016 alle ore 11:39
    Un ricordo

    Ho ricordato il tuo sorriso e ho pianto.
    Illuminano i miei pensieri, i ricordi di te.
    Una lieve carezza che bacia l'anima.
    E nel cuore un solo pensiero: te!

  • 22 luglio 2016 alle ore 11:15
    Non chiamatelo Amore

    Credo nell'inesorabile sveltezza dei fugaci amori,
    alla loro sopravivenza al di fuori delle tempeste,
    a quanto il ghiaccio ad esempio, non sia per loro
    che un'immensa fonte di calore e di scintille,
    poiché vivono di ineluttabile essenza del controsenso.
    Credo nell'indissolubile, ma solo quando apri gli occhi
    al mattino, dopo una notte di corpi agitati, e di liti e tremori.
    E proprio lì, quando occhi negli occhi, vediamo lo stesso mondo.
    Ma non chiamatelo Amore ve ne prego, perché potrebbe morire,
    come tutte quelle cose, alla quali non sai dare un nome.

  • 21 luglio 2016 alle ore 23:09

    Ricorda sempre che i calci in culo fanno andare un bel pezzo avanti. Le parole dette alle spalle fanno apprezzare di più quelle dette in faccia. Le lacrime che ti fanno versare renderanno più invidiabili i sorrisi che le seguiranno. E tutto ciò che ti spaventa una volta vinto e affrontato si tramuterà in quella forza e sicurezza che può far paura a molti.

  • 21 luglio 2016 alle ore 16:01

    Hai mai conosciuto una persona che crede veramente in se stessa e nel suo essere?! Se la incontri ricorda di fare attenzione, essa è capace di ribaltare le tue convinzioni, di fare a pezzi le tue cattiverie e poi dimenticarsi anche che esisti... Ma tu ti ricorderai di lei per il resto dei tuoi giorni.

  • 21 luglio 2016 alle ore 14:09

    Hai preso treni sbagliati? Treni che ti hanno condotto lontana da casa, dai posti giusti e dove eri al sicuro. Ti sei sentito perso e smarrito? Come colui che non sa più quale sia la strada giusta da prendere, se andare avanti o tornare indietro. Hai Sbagliato a valutare delle persone? Credendo di aver trovato qualcuno affine a te, che ti volesse bene e fosse sincero e invece tutto era tranne che un buon amico, una persona sincera e amore. Tranquillo non hai ne perso tempo, ne sbagliato posto, luogo o momento. Non hai fatto niente di sbagliato. Hai solo vissuto, scoperto ciò che non vuoi. Hai capito dove vuoi andare, chi vuoi essere e soprattutto con chi vuoi stare.

  • 21 luglio 2016 alle ore 12:38
    Haiku

    Disteso al sole
    Sui granelli di sabbia
    Guardo oltre il mare

  • 20 luglio 2016 alle ore 14:48
    Momenti di quiete

    Apprezzare
    i momenti di quiete,
    non è semplice:
    sembrano pallidi
    ed impalpabili
    come la brina al mattino
    che si frantuma
    al solo tocco delle dita.
    La vita offre colori forti,
    nel dolore nero,
    il non colore
    che assorbe gli altri
    e non li rende,
    nel bianco,
    che li raccoglie,
    nel rosso delle passioni
    ardenti
    e fuggitive,
    nel giallo delle ginestre
    gelose,
    nel verde dai vari toni,
    della fragile speranza
    ed altri colori
    che s'affaccendano
    intorno,
    passandosi la mano
    tanto in fretta, a volte,
    da non vederli davvero.
    Il pallido momento di quiete
    non s'apprezza
    e pure, si dovrebbe,
    invece,
    utilizzarlo per la riflessione
    per la propriocezione dei sentimenti,
    dei vuoti e dei pieni
    dell'animo,
    per compiere il passo successivo
    che ci salvi dall'errore.
    Potendo.

  • 19 luglio 2016 alle ore 21:18
    VITA

    Soave e dolce
    é la ninna nanna
    di una mamma 
    che tiene 
    per la prima volta 
    in grembo
    l sua perla.
     

  • 19 luglio 2016 alle ore 20:26

    Nessuno può darti determinate possibilità, solo tu puoi farlo. Io l'ho data a me stessa molto tempo fa. L'ho fatto quando ho capito che sono io l'unica nemica/amica di me stessa. L'ho fatto quando ho capito che ciò che vaga esternamente a me può distruggermi solo se gli permetto di toccarmi dentro. Ho capito che le presenze negative sono quelle da cui ho imparato forza, autostima e coraggio. Il coraggio di non vergognarmi mai di ciò che viene raccontato di me da terze persone. Non devo vergognarmi io per azioni compiute da altri. Io devo vergognarmi solo nel caso permettessi a tali eventi di cambiare il mio stato d'animo e la mia serenità. Vivo serena dai tempi in cui ho capito che l'auto stima seguita dal silenzio può spegnere anche le grida dei cattivi. 

  • 19 luglio 2016 alle ore 19:32

    Ci sono persone del sesso femminile che non competono. Esse si apprezzano, si aiutano e si sostengono da vere anime affini. Esse non si invidiano perché non si sentono inferiori a nessuno. Sono sicure di se stesse e non sentono il bisogno di dimostrare nulla a chi le giudica. Non distruggono per apparire, ma costruiscono per essere migliori. Non sparlano alle spalle sminuendo le altre, perché sanno che nel "Vociferare" regna l'animo dei piccoli. Non sono mai subdole o false e non guardano mai ciò che per loro conta "Zero" perché hanno amore per se stesse e sanno che certi livelli non vanno mai oltrepassati. Non conoscono livelli a cui abbassarsi, ma solo livelli da raggiungere. Esse si chiamano: DONNE! 

  • 19 luglio 2016 alle ore 12:02
    In alto

    Guarda in alto
    e t'inondi
    di pura bellezza

  • 19 luglio 2016 alle ore 10:15
    Pensiero

    Pensavo di mettere la poesia dei tuoi baci
    fra il tremore della pelle e il soffio del cuore,
    mentre m'innamoro fra l'alba e il tramonto.
    Pensavo a quanto strano sia l'amore,
    così descrivibile e così inspiegabile.
    Pensavo che dovrei smettere di pensare,
    prenderti la mano e cominciare a camminare,
    così che io possa fare di tutti questi pensieri,
    un semplice, meraviglioso, atto d'amore.

  • 19 luglio 2016 alle ore 7:23
    il teschio e la bambina

    ___________________ inter-poesia

    era lieve. Fatto come un mulino di olmo
    a spandere il corpo di belle bambine.
    Aspettando i circoli della volpe
    Lara ebbe il suo segno per i polsi chiari fino al sangue.

    Ricordo le ombre delle fiumare assediate.
    Il tempio con i graffiti sul muro della pineta.
    Il nulla dei militari senza nome.

    E venne un letto levitando sacro
    l’altezza attorno. Tu  tra
    riflettori immortali di una  città attonita.
    Morgana era l’altra  sorella
    nell'acqua del mare.
    Si alzava dentro un gendarme d'affanno.

    Sonagli a Bali.

    L’aureola nacque. Fu un pomeriggio
    sbarcando il tuo maglione rosso verso Madras.
    Piedi luminosi oltre la gasolina ignorante.
    Ma la frusta del vento. Il secondo di rovina alla porta.

    Un teschio vestito di fiato

    -Puoi essere uguale a questa boccuccia – diceva.

    Il rintocco cieco mi sbirciava sotto la coperta.
    Era buio. Era Lara che scivolava pallida
    dentro una sorda solitudine. Ghiri in letargo sulla via.
    Era buio.

    Intanto la bimba-tamarindo
    alzava le luci di case nascoste nella giungla. Gli uomini blu
    tra i pianeti d'estate.

    Ma il gelo scavava.

    -La morte non va altrove-.

    Il tuo teschio ingiallito allungato all’equatore e
    al tropico con un vecchio furgone.
    Flebile gioco da quattro soldi-.

    -Mi annido. Potrei trascinarti ovunque- intercalando le voci.

    Il buio.  
    Un teschio.
    Grattacieli lungo le palpebre di alcune donne.

    Ricordo il cerchio di perla in un volo di stellette.
    Le lattine luccicanti in silenzio.
    I tuoi tamburini in Missouri.
    La neve che veniva con noia sul piccolo balocco.
    Un pulviscolo d’ora.
     
     

  • 18 luglio 2016 alle ore 20:27

    Nessuno ti conosce meglio di quanto puoi conoscerti tu stesso. Ed è proprio in base a questo che fai in modo che coloro che incrociano il tuo cammino possano avere un ricordo positivo o negativo di te. Sei sempre tu che decidi e scegli cosa mostrare e a chi mostrarlo. Io personalmente nel mio cammino ho sempre messo avanti a tutto testa, intelligenza e maturità. Il resto lascia il tempo che trova, colpisce e passa... Una grande mente colpisce, arricchisce e resta. "Apparire" è il momento, ma "Essere" è certezza!

  • 18 luglio 2016 alle ore 12:15
    Ricerca

    Lunga e tortuosa 
    la strada
    pure 
    nei meandri dell'anima 
    v'è luce laddove
    stille di sangue 
    effondono riflessi
    di vita.

  • 18 luglio 2016 alle ore 0:52
    Papà Romeo

    Ti sia lieve la terra e propizio il viaggio...
    La stanza a poco a poco
    s'andava riempiendo
    del profumo dei fiori
    gigli rose gladioli garofani
    svettavano con l'eleganza
    del più bell'amore
    e dentro quella prigione
    andava manifestandosi
    il tuo spirito
    nell'atmosfera religiosa
    che ci avvolgeva.
    L'ansia era finita
    il dolore
    che per tanto tempo
    ci ha ferito
    finalmente sembrava distratto
    e il suo ondeggiare
    ci arrideva.
    E nulla eguagliava la tua Grazia
    nel torpore di quel sonno eterno
    Buon viaggio papà.

  • 17 luglio 2016 alle ore 20:18

    Ma cosa guardate a fare dietro di voi quando avete scelto di andare avanti!? A cosa vi serve guardare il dolore che altro scopo non ha che quello di divorarvi ancora. Vedere il terreno bagnato di lacrime e la tua impotenza nel non poter cambiare le cose sollevarsi fino al cielo. Ragazzi miei... Non voltatevi! Sorridete, lavate via ciò che di "Scuro" copre il vostro volto e alzate lo sguardo. Il mondo non è solo fallimento e delusione. Quelli sono passaggi di vita, attimi, momenti e anche periodi più o meno lunghi, ma la vita è fatta anche di altro. E se questo "Altro" volete raggiungerlo, volete vederlo, assaporarlo e viverlo dovete proseguire convinti della strada che avete scelto e esser fieri degli insegnamenti appresi da quella già percorsa.