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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 luglio 2016 alle ore 22:28
    Le cose inutili

    Le cose inutili
    dappertutto s'irraggiano
    come veleni
    come triste ricorrenza
    di un altro giorno che va
    e sebbene il Bello
    sia un osso duro a morire
    alcuni si ostinano ad ucciderlo
    o perlomeno tutti
    ci tengono a lasciar
    la loro scia di diffidenza
    arrampicandosi
    sull'ennesimo marciapiede
    di questa 33esima strada
    mentre tremendo si apre
    il gorgoglio dello sgomento
    di nuovo in me
    mille pensieri
    e duemila inganni:
    come in uno specchio
    io mi guardo allontanarmi
    come un marinaio che saluta
    dalla cima della nave la sua bella
    e sa in cuor suo che lei non tornerà
    mai più,
    mai più.
    Nessun social media
    gli restituirà infatti
    quello sguardo lacero
    quei frutti lì da bere
    di sacra
    malinconia
    e quella Bellezza rifugiata
    ferita abbandonata
    irrisa scanzonata
    come un'usurata donna un po' retrò.
    I belli non ce la fanno,
    muoiono giovani:
    they live and die
    like a falling star of Lightness
    e tanto più abbagliante è la loro lucentezza
    quanto più rapida
    è la loro ascesa in cielo
    a lasciar qui attoniti noi brutti,
    in questo mondo stanco
    ignobile impotente
    che pretende di afferrar tutto
    ma ha dimenticato l'Uomo.
    Non è questo forse
    un altro sporco inganno
    tra queste viscere di terra
    che dell'Amor forse non han più voglia?
    E PERCHÈ NON RIESCO AD AFFERARTI, DIO?

    Così le cose inutili
    mi si avvinghiano ogni giorno
    e tremo al sol pensiero
    di perder questo firmamento
    e di veder un giorno i cocci
    di questo giovane e vibrato slancio
    come se non foss'altro
    che un bel copione recitato
    di una grandiosa messinscena.
    E pellegrino m'incrocerai allor
    all'ennesima ricerca della mia quotidiana
    liberazione:
    e vallo pure a raccontare
    a Garibaldi Byron e Santorre
    con tutti i loro soci
    che fatto l'uomo si dovrà
    pur un giorno fare i conti
    con la sua indomata anima
    che freme e scalpita
    e geme e si riaffaccia
    lontan dal suo Fattore
    sputando in viso ad ogni finta (il)libertà.

    Così nel Regno del Male
    intimorito io mi aggiro:
    e turbato sento venir meno
    le mie forze
    la mia fede
    che credevo fatta in pietra,
    perchè il Male offre a tutti
    le comodità bramate in massa
    pur di lavar via dall'uomo il Desiderio.
    Il Male è subdolo
    è l'Orrore
    il Terrore
    che con scavati occhi
    in teschio incoronati
    si getta all'assalto di ogni uomo:
    non è un leale duellante
    ma un meschino venditore
    di felicità corrotte ed intraviste;
    da buon trafficante di frattaglie
    la vorrebbe espugnar al fin
    quella fortezza della coscienza umana
    stringendolo, il suo assedio demoniaco:
    poi tenta, viscido, putrido
    di sguainare l'arma del massacro
    collettivo.
    L'odio, l'odio, l'odio!
    Il sospetto permanente
    della cospirazione di chissà quali ombre!
    La menzogna
    l'ilarità efferata
    verso qualsiasi umanità ferita!
    Il dubbio
    e non domanda
    che attanaglia il cuore
    cospargere di nero la tela tutta intera
    per non rimanere disilluso
    un'altra volta.
    Chiudersi in mura di cemento armato
    E respingere chiunque
    Respingere respingere
    Respinto!
    L'aria che mi manca.
    Questo è l'incubo
    che mi avvolge nella rete
    ed Armageddon è solo una favola
    per stupidi crociati
    e vecchi ubriaconi
    perchè il Male
    amico mio
    è più furbo di tutti quei profeti:
    e di certo non si schiererebbe mai in campo aperto
    perchè sa che perderebbe.

    È questa la condanna atroce:
    siamo tutti nati con una maschera addosso.
    Una maschera indelebile
    soprapelle
    e per quanto ci si sforzi
    rieccola che emerge
    bastione inespugnabile
    come se nella vita ancor ci fosse
    il tempo per giocare a nascondino.
    Allor tutto è retorica
    tutto è male
    tutto è sporco vergognoso parlare,
    parlare, parlare in questo mondo?
    Mai più una nota di Liszt
    ci farà dunque commuover
    nel profondo
    fino a cambiarci
    - miseri! -
    fino a sconvolgere le nostre annoiate vite?
    Così si aggira l'uomo
    per le vie affollate dalla gente
    inciampando ad ogni gradino
    come annaspando
    di tanto in tanto
    nella fila dei robot domenicali
    infilati in questi mercatini
    che vendon solo i cocci fatti in quarzo
    del mio cuor che giammai non trova pace?
    Uomini sepolti da mille anni
    e tuttavia ancora in vita!
    Dove son spariti il pensiero
    la vita
    la domanda
    che quel Lord Prufrock
    non osò mai pronunciare?
    E gli attimi di Tempo respirati
    un giorno a questo stesso sole
    sono destinati ad essere dimenticati?
    Le stagioni cancelleranno ogni traccia
    di questa nostra vita
    che stancamente trasciniamo appresso
    senza guizzi nè slanci di pura libertà.
    Le nostre anime, già vecchie 
    su corpi ancora giovani
    ridotte a consolarsi della vita
    ma mi rifiuto di doverla subire,
    questa vita!
    E persino gli uomini che ci hanno preceduto:
    ahi!
    Il destino amico è assai crudele:
    a loro metteranno un gran bavaglio
    perchè mai si è visto
    che Wall Street mettesse sulla Borsa
    dei pacchetti azionari di qualche vecchia tomba:
    anche loro dunque
    - Dio! -
    hai destinato a non trovar ascolto
    e nell'oblio delle troppo usate umanità
    a scomparire di fronte al grigio
    numero
    colore prediletto di un mondo sempre più politico?
    Mai più una poesia
    potrò condividere con un altro uomo
    perchè non capirà
    o vedrà in me uno strano amante
    di versi un po' aleatori
    già perduti
    che non recano profitto?
    Dunque verrà accettata
    questa anonimità che fa spavento?
    Ed io mi strapperei via
    con impeto furioso
    questa maschera
    che mi stringe come un laccio
    qui, nel luogo del bon-ton
    qui, dove mando al diavolo ogni giorno
    questa dannata distrazione
    ma non riesco proprio a scrollarmela di dosso:
    il grande “Luogo Comune”
    che sembra divorarci.

    E tu, donna:
    che ci fai tu in questa mia vita?
    Perchè non sei scappata
    finchè tu eri in tempo
    da quest'anima ferita
    in lotta
    da questo uomo normale
    fallibile imperfetto?
    Da questa normalità
    che mi riscopro dentro
    e che questa sporca poesia
    non muta
    perchè questi versi miei sudici
    passeranno, un giorno.
    Perchè questi versi miei
    amica mia
    non servono a nulla
    se non a specchiarmi al fondo
    della mia infelicità.
    Perchè questi miei versi
    non sono altro che petali di anima
    che io disperdo al vento
    come una rosa qualsiasi
    come una tra le tante.
    Ma in fondo esser diverso
    nemmeno quello
    darebbe scampo a questo cuor
    che io vaneggio
    di chiamare “grande”.
    Forse sono solo
    un gran sentimentale.
    Un romantico che veleggia
    su una barca instabile
    al cui timone risiede
    il Nulla eterno.
    Dunque amica mia
    che cosa ti ha portato a me,
    e perchè?
    Tu forse cerchi un uomo rispettabile
    un galantuomo
    uno che è capace di condurre il gioco:
    ma io non ne sono capace.
    Tu forse cerchi un gioioso
    un brillante
    che ti sostenga e ti capisca:
    ma io non ne sono capace.
    Tu forse cerchi una guida
    un uomo a cui appoggiarsi
    come ad un bastone:
    ma io non ne sono capace.
    O forse un uomo 
    che abbia sempre pronta la sorpresa
    e che ti rincuori nei momenti bui:
    ma io non ne sono capace.

    Una cosa sola hai trovato in me:
    ed è questo cuore mendicante.
    Ti prego, tu dimmi
    che di me t'importa questo.
    Questo solo ho da offrirti,
    e non è nulla:
    questo cuore straziato
    da ricolmare ogn'or
    della Presenza viva
    di chi sappia riscattar quest'uomo
    da quelle cose inutili
    che tanto fan spavento.

  • 03 luglio 2016 alle ore 19:47

    Quanta fretta di crescere, di essere grandi e buttarsi nel mondo degli adulti. Perché?! Se quella è l'età più bella, quella in cui l'innocenza e i gesti incondizionati regnano sovrani. Quante lacrime per crescere, le prime delusioni, le prime ferite... Quelle che ci fanno dire: "Non mi passerà mai... Non ce la faccio"! Per capire poi crescendo ancora, che a confronto di ciò che ci aspettava quelle ferite non erano niente. Diventare adulti non è soltanto una responsabilità, ma l'inizio della durissima guerra quotidiana tra noi, la parte di mondo sbagliata che incontreremo e quell'assurdo destino che troppo spesso si dimentica di venirci incontro.

  • 03 luglio 2016 alle ore 14:21

    Non resto più ferma ad aspettare niente e nessuno. La vita mi passa tra le dita e mi sfugge. Credo di averne lasciata passare già troppa. Vivo con il sorriso a mille adesso, tra un'emozione e una lacrima, ma sempre con il cuore su di giri. Ne ho una sola di vita, nessuno mi da seconde possibilità quando si parla di tempo... E io non lo voglio sprecare più. Viva tutto ciò che mi trascina, viva tutto quello che mi fa sentire viva e che mi emoziona. Viva la mia energia positiva e viva la vita. 

  • 03 luglio 2016 alle ore 11:44
    Tristezza

    La belva indomita aggredisce
    e per eterni baratri conduce
    fino a lambir l'abisso
    e mai risalire…
     
    Ma…
     
    una piuma sul cuore si poggia
    a ricordar che è possibile volare…
     
    che distese di vita ancora attendono
    per sposare il respiro del cielo
     
    Onde giganti
    del color della torba
    per gradi si spianano
    in specchi turchesi
     
    Sorridono al viaggio,
    sorridono al viandante

  • 03 luglio 2016 alle ore 2:08

    Forse è stata una mia scelta di non mostrare più alcuni lati di me. Non so se sia giusto o sbagliato, poco importa se a me fa sentire meglio. Ne ho dato di tempo, di attenzioni e di comprensione. Ho mostrato la mia forza e la mia debolezza. Oggi sotto i pugnali che il mondo mi lancia contro ci vado con la corazza perché ho capito che è l'unico modo che mi permette di proseguire. Forse agli occhi di molti posso apparire come quella dura, difficile e sempre incazzata, ma chi ha voglia di scoprirmi non si fermerà certo a ciò che sembra. Non ho bisogno di numeri vicino a me, non sento la necessità di lodi di persone sconosciute e non ho fame di affetto. Ho i miei punti fermi, le mie certezze e me le tengo ben salde. Poi ho le mie paure, le mie fragilità e i miei limiti e quelli li mostro a pochi. Ho voglia di conoscere persone nuove, che non si fermano di fronte ad un atteggiamento, ad una parola, ma che hanno ancora quella dannata voglia si scoprirsi reciprocamente. Non mi piace la perfezione, io amo anche scontrarmi con chi ho di fronte. Amo cercare di capire il loro modo di vedere le cose, ma il rispetto, la sincerità la metto al primo posto. Il fatto che ne abbia concessa tanta e ricevuta poca, mi ha portato poco a poco a chiudermi e a regalare quelle piccole, ma preziose cose di me solo a chi merita.

  • 02 luglio 2016 alle ore 20:13
    Dacca

    Tradita è l'attesa
    da un solco di rabbia gelida
    nell'efferata follia sodomita
    d'un mantra assassino
    che annienta il silenzio
    adulato d'inganno
    e circuisce il tramonto
    con grida straziate.
    È l'attimo spezzato
    di volti innocenti
    e il fato beffardo
    si tinge di rosso
    e poi nero pece
    come peste bastarda
    che degli occhi spegne
    la fiamma di vita
    ai salici assenti.
    È l'aborrir d'ogni Dio
    quel canto che scialla la notte.

  • 02 luglio 2016 alle ore 9:52
    Soffia la bimba

    Soffia la bimba allegra sul bianco pappo
    del tarassaco e lieta volar vede ciuffi  bianchi
    sottil e lievi al vento che la man tenta  di fermare
    ma rapidi fuggon quelli e sol rimane  il solo
    stelo con la capsula del frutto  lì messo a nudo
    e quel suo  primo sorriso si muta in delusione
    altra  s’aspettava dopo quel soffiare la sorpresa
    e poi  pronta è ancora con quel gioco a rigiocare
     

  • 02 luglio 2016 alle ore 9:49
    Quando vedrei le primule

    Quando vedrai le primule sbocciare
    saran per te dolci parol d’amore: le mie,
    ovunque sia nell’ora, presenti o perse
    ormai queste sembianze, perse nell’ombra
    o perse nella vita. Come primula, il gelo
    vinto, torna alla vita con tenui colori
    e cielo e aria con tremore sotto le foglie
    cerca o l’erba del giardino, seppure spento
    ad un terren sorriso , nell’eterno tempo
    come dormiente, sboccerà così il mio cuor,
    con ritmo lento, a cercar quel sorriso
    che a quel fior sorride, non so se triste
    o se di me si ride, dimentico di un tempo
    di una vita, lo cercherà comunque
    e l’illusione sarà che tu sorridi che mi pensi
    quando vedrai le primule sbocciare. Ove tu sia
    voglio che ricordi quando vedrai le primule
    sbocciare.“Simile a queste nelle stagioni
    il corso del nostro amore fu: carezze e baci,
    fiore bello fiorito, ma spesso, come all’ape
    poi profumo e colori prosciugati, spoglio
    al cuor e spento qual gelo ai sensi triste
    appariva come quelle spoglie che nell’inverno,
    avvolte e sepolte nel giardino, dispariscon
    e sembran morte, poi come quelle tornava
    a rifiorire!”. Ovunque sia a questo amore pensa.
     

  • 02 luglio 2016 alle ore 7:32
    Foglie

    Le guardo cadere,
    spente luci di una stagione.
    Giravolte frettolose,
    nel tempo e nello spazio,
    planare a terra, dolcemente sfinite.
    Foglie in autunno, come gli anni e la vita.

  • 01 luglio 2016 alle ore 21:05
    Flussi di pensieri assediano la mente

    Avete mai riflettuto sul fatto
    che estraniarsi dal proprio Essere
    potrebbe significare immergersi
    nella storia d'ogni giorno
    la cui prima parola è "VIVERE"
    (cesmo)

    Nella costatazione che l'amore nutre
    quasi quanto consuma l'odio

    taglio i pensieri senza scorticarli

    abiurando quegli amici
    che son tali solo nei tempi felici

    Affido al vento le mie passioni
    per portarle verso mete sconosciute

    a trasformarle in sogni
    da mescolare al Cielo

    ritornarmeli inzuppati d'eternità
    e imbrattati di colori e filosofie

    a effondere profumi d'amore e di pace

    che espandendosi

    impregnano le diffidenze dell'anima
    e ne conquistano il loro dilagare
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 01 luglio 2016 alle ore 20:40
    L'essere e il non Essere

    Ammorbato dall'infelicita' di una fiacca infanzia

    mi specchio nella solitudine delle angosce...con la rabbia a incrinare emozioni e desideri

    nella costante presunzione
    d'affermare la mia individualità

    tra la fragilità delle buie ore
    di questa infame vita

    E mi accovaccio in fondo all'anima

    rinchiuso dentro le esperienze
    vissute nell'intimità delle ossessioni

    con le mie paure e i miei dolori

    contraddizioni e ambiguità

    a confermare il legame
    tra il mio voler Essere e il mio Non essere
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 01 luglio 2016 alle ore 14:56

    Coloro il mio tempo di "Forse" e lo spendo per tramutarli in "Certezze"! Lascio i "Non è possibile" nel passato e faccio dei "Ci riuscirò" il mio domani. Recupero sorrisi e ripongo in una scatola la malinconia. Ho bisogno di aria pulita, di risate senza senso e di un po di quei momenti dove il tempo corre veloce e io non me ne accorgo per la troppa spensieratezza. 

  • 01 luglio 2016 alle ore 14:06

    Caro "Silenzio" ci sono stati momenti nella vita in cui ti ho odiato. Ti ho disprezzato così tanto quando ti sei rivolto a me senza pietà alcuna, mandato da chi avrebbe invece dovuto parlare, spiegare e rendermi conto di alcune cose. Sei stato massacrante ogni volta che dei punti interrogativi mi laceravano il cuore. Con il tempo ho imparato ad apprezzare anche i tuoi lati positivi. Ti ho conquistato e ho fatto di te il mio più grande alleato. Un alleato fedele che farà di me una persona vincente di fronte a tutti coloro che hanno parlato troppo e devono imparare cosa sia il silenzio. Un asso nella manica che da usare verso coloro che vorrebbero fare di "Me" il loro "Gioco"!

  • 01 luglio 2016 alle ore 13:32

    Devo molto a chi mi ha fatto male. Gli devo la mia forza, il mio coraggio e l'aver imparato a scegliere. Devo molto a chi mi ha riservato offese, cattiverie e storie inventate sul mio conto, mi hanno dato l'obiettivo di dimostrare al mondo che non ero così. Devo molto anche a chi mi ha voltato le spalle mi ha fatto capire che posso vivere lo stesso e la mia vita senza di loro mi è apparsa addirittura migliore.

  • 30 giugno 2016 alle ore 22:56
    Silenzi sacri

    È Sacro
    Antico il silenzio
    Ha colori
    Sacri e
    Antichi il silenzio
    Unici e arcani
    Intimi e unici
    Silenzio.

  • 30 giugno 2016 alle ore 20:23
    Fa male

    Ti amo di un amore che fa male.
    Così forte da togliermi il respiro.
    Così doloroso da pungermi l'anima.
    Ti amo di un amore che fa soffrire.
    Tenace, impetuoso, imperioso, disperato.
    Ma il male di amarti, mi da la forza di vivere.

  • 30 giugno 2016 alle ore 20:22
    Toccarsi il cuore

    Ti copro di pensieri.
    Avvolto dai miei abbracci.
    Non servono le mani per toccarti. Non servono le parole.
    Fluire di immagini vissute, appaganti, che riempiono gli istanti.
    Toccarsi il cuore, non serve altro.

  • 30 giugno 2016 alle ore 20:21
    Prendimi la mano

    Prendimi la mano, stringi forte e non lasciarmi andare.
    Stringi il mio cuore con i tuoi occhi, con tutta la tua passione.
    E quando la notte mi penserai, ricordati che sono tua.
    Stringi forte la mia mano,
    così che io possa sentire tutto il tuo calore e scordarmi che non ci sei.

  • 30 giugno 2016 alle ore 14:27
    Piccola ombra

    Sotto la tua ombra
    ​mi voglio sedere mia betulla
    della mia vetusta casa;
    come vorrei abitare ancora vicino a te
    quei vicini di casa ora lontani rivedere
    come quei luoghi vorrei ancora una volta rivedere;
    ormai abbandonati
    ormai dimenticati
    ormai cambiati;
    il vecchio tram ricordo ancora
    nel suo passare di allora
    di notte e di mattina;
    la vecchia scuola
    la vecchia chiesa
    la vecchia strada;
    ricordi solo ricordi
    non più rivivibili
    solo di nostalgia velati.

  • 30 giugno 2016 alle ore 0:52
    Drowning/Annegando

    You loved her
    You told us.
    The light is so strong now
    and the rage of a blind panther
    is the only thing to feel.
    Stop, you shout in your mind,
    but your body is eluding you.
    Whatever there is to decide
    is mere certainty now.
    Swimming through waves of fear
    you lose yourself
    you go under.
    No one will save you from your rotten fate.
    Because all you need is a lifebuoy
    you try to reach,
    but you cannot see.
    The rope is tied to your ankle.
    You are drowning and everything is alright.

    Traduzione

    L'amavi
    Ce l'hai detto.
    La luce è così forte ora
    e la rabbia di una pantera cieca
    è l'unica cosa da sentire.
    Stop, urli nella tua mente,
    ma il tuo corpo ti elude.
    Qualsiasi cosa si debba decidere
    è pura certezza ormai.
    Nuotando tra onde di paura
    ti perdi
    vai sotto.
    Nessuno ti salverà dal tuo marcio destino.
    Perchè ciò di cui hai bisogno è un salvagente
    che cerchi di raggiungere,
    ma non riesci a vedere.
    La corda è legata alla tua caviglia.
    Stai annegando e tutto va bene.

  • 30 giugno 2016 alle ore 0:51
    Whole/Completa

    You will kiss me with your eyes
    and make love to me.
    Everything will be whole again.
    All the shattered pieces of the person I've become
    will come together 
    and I will breathe through your smile.

    Traduzione

    Mi bacerai con gli occhi
    e farai l'amore con me.
    Tutto diventerà integro di nuovo.
    Tutti i pezzi frantumati della persona che sono diventata
    si uniranno
    e respirerò attraverso il tuo sorriso.

  • 30 giugno 2016 alle ore 0:40
    Ask the stars/Chiedi alle stelle

    Whenever in doubt ask the stars
    they will lead you to my dwelling place.
    Open your eyes and your mind,
    they will guide your heart
    and on a crossroad of possibilities
    you will know where to find me.
    I will only wait for you
    until the night will fade into the day.

    Traduzione

    Se in dubbio chiedi alle stelle
    ti condurranno alla mia dimora.
    Apri gli occhi e la mente,
    guideranno il tuo cuore
    e sull'incrocio delle possibilità
    saprai dove trovarmi.
    Ti aspetterò soltanto
    finchè la notte svanirà nel giorno.

  • 29 giugno 2016 alle ore 22:19

    Parlo anche più di una volta se di fronte ho qualcuno a cui tengo veramente. Do il massimo, fino allo sfinimento. Ma dove non c'è orecchie per sentire il silenzio arriva comunque prima o poi. Il problema è che non ho ancora imparato che chi ha voglia di ascoltarti perché è interessato a capire e soprattutto a capirti capisce subito e alla prima. Ripetere è inutile, tentare ancora è tempo sprecato e sperare che prima o poi verrai ascoltato è da stupidi.

  • 29 giugno 2016 alle ore 21:54

    Ci sono persone che sanno aspettare. Persone che non hanno paura dei vuoti, dei momenti buoi o difficili. Ci sono cuori che non sanno adorare chiunque, che non sanno accontentarsi pur di non perdersi nella solitudine. Ci sono persone che amano così tanto la loro sicurezza, la loro indipendenza e quell'equilibrio raggiunto che aspettano sempre la persona giusta per mischiare la loro vita con quella di un'altra persona. Chi sa aspettare merita di essere premiato con qualcosa di grande che valga l'attesa vissuta.

  • 29 giugno 2016 alle ore 20:36
    No...no...no...basta!!!

    Prosciugato nello spirito
    e sconfitto nell'Essere

    mi rimane soltanto il contemplare
    di cui è intrisa la mia anima

    E mi contorco forsennato
    a scegliere i pensieri da conservare

    a emanarne e diffonderne i profumi
    nelle inquiete e impervie passioni del cuore

    ristretto col suo bisogno d'apparire

    nella camicia di forza dei miei versi
    ancorché deperiti e insani
    .
    cesaremoceo
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