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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 novembre 2016 alle ore 21:12
    Essere o non essere

    Urlo

    e non mi riconosco
    in questi acri odori

    che hanno rapito al sole
    la sua luce

    e fan lacrimare gli occhi
    d'ombre e perdizioni

    mentre corro nel mio vivere

    a osservare i giorni e le ore
    e cullare i miei attimi in mille parole

    E mi ritrovo a essere quello di sempre

    robusto nel mio aleggiare

    a gridare al mondo
    i ricordi e le incertezze
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 03 novembre 2016 alle ore 21:08
    Accarezzo il tempo che scorre

    Attendo

    maledettamente curioso

    il mio futuro

    incalzando il mio scrivere

    rinchiuso nelle stanze
    delle mie afflizioni

    angoli di Paradiso
    a nascondere i pensieri e i miei versi

    vizio assurdo ma anche reale
    delle mie grida sottaciute

    Sono essi vita di settembre

    terra del mio sangue

    che vanno e vengono nel presente
    e nei miei sogni

    E mi chiedo cosa ne sarà di queste fughe
    e dei ritorni di questa ossessione

    che mi ordina e deforma la mente

    ne ritaglia i confini e ne brucia l'ardore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 03 novembre 2016 alle ore 15:18
    Sali sole, sali.

    Sali sole.
    Sali.
    Brucia.
    Allo Zenith.
    Sali e brucia.
    Sole.
    Brucia questo cuore.
    In cenere.
    Almeno cessa di bruciarmi.
    Sali sole.
    Sali.
    Sali.
    Metti a letto la notte.
    Sali sole.
    Sali.
    Brucia questi occhi.
    In cenere.
    Almeno smettono di cercare.
    Sali sole.
    Sali.
    Brucia queste orecchie.
    In cenere.
    Almeno smettono di ascoltare.
    Il nulla ripetuto.
    Sali sole.
    Sali.
    Brucia questi ricordi amari.
    Quelle strade invase da silenzi e ricordi di risate.
    Quegli alberi.
    Sali sole.
    Sali.
    Brucia il bosco delle nostre mattine.
    Sali sole.
    Sali.
    E brucia questo uomo.
    Almeno smette di bruciare.

  • 03 novembre 2016 alle ore 15:18
    E se anche il sole muore

    E se anche il sole muore
    Cosa vuoi che conti
    Se  da  sempre  il  girasole
    Metronomo de’ tramonti
    Col gambo par che vuole
    Inchinarsi a te dai solchi
    Battendo come lingua
    Dove il dente duole.
    Cosa vuoi che conti
    Se anche il sole sorge
    Più alto delle altre stelle
    Se lui sempre indifferente
    Solo verso di te si muove?

  • 03 novembre 2016 alle ore 11:42

    Ti ho guardato bene, da mille angolature diverse. Ho osservato e tenuto presente che era con la ragione che dovevo guardarti e non con il cuore. Malgrado il percorso sia stato lungo e non facile perché il cuore aveva il maledetto vizio di soccombere la ragione... Poco a poco sei affiorato alla luce per ciò che veramente sei. Averti "Idealizzato" dentro me non è servito a non fare i conti con la verità. La cosa che più mi rammarica non è il tempo che ti ho dato, ma il vedere come in te ci sia un mondo bellissimo che tu stesso riesci a distruggere con quei tuoi lati "Oscuri" che farebbero schifo anche ai "Peggiori".

  • 03 novembre 2016 alle ore 10:31
    Se intanto tu non tramonti

    Mi battono addosso nocche di vita
    da quando non scaccio il pensiero di te
    ed è tutto un dischiudersi lento di sensi
    che mi tuffano a piccole dosi
    dentro un'alba paziente

    Non lo so quanto manca
    per esserti in pieno
    ma che importa se intanto
    tu non tramonti mai.

     

  • 03 novembre 2016 alle ore 8:17
    Di Sole e di Luna

    Disse il sole alla luna,
    come possiamo incontrarci sempre
    e non sfiorarci mai?
    Ella rispose al suo calar sorridendo,
    quel che dici è verità,
    ma è in quel nostro breve incontro,
    che sta il mio amor per l'eternità.
    Non sarebbe stato peggio mio sole adorato,
    se io non t'avessi mai incontrato?
    Tacque la luna a quelle parole,
    legandole strette attorno al suo cuore.
    Non vi è giorno senza la notte,
    e in quel viceversa, v'è l'amore
    e le sue eterne lotte.
     

  • 02 novembre 2016 alle ore 21:06
    Ironia

    E mi ritrovo i sensi rinchiusi
    tra le dispersioni della mia identità

    nell'infinito spazio antifrastico
    della materialità d'ogni tempo

    che calcola il valore di un poeta

    salvandolo dalle lamentazioni
    e dall'eccesso d'amor proprio

    sommando ogni parola e ogni pensiero
    nella prospettiva d'ogni suo verso

    e nella coscienza critica della sua arroganza
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 02 novembre 2016 alle ore 20:54
    Sogni

    Riannodo i legami con il passato
    nei viaggi della memoria ancora nitida

    sognante e poetica

    Pensieri semplici a custodire

    i ricordi che hanno costruito
    il senso della mia vita

    immagini chiare seppur sbiadite

    a far riemergere
    il mio Essere di ragazzo scalmanato

    cresciuto a botte e pane duro

    greve cammino d'un'infanzia sofferta

    Ora sogno quei luoghi

    quei pomeriggi di quiete post-scolastica

    trascorsi a confrontarmi con me stesso

    con la mia solitaria adolescenza

    a guerreggiare immerso
    nella serenità commossa di quegli affetti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 02 novembre 2016 alle ore 15:38
    Fresche esigenze

    Anima le strade mie
    l'illusione d’oleandri
    a salutar protèsi.

    Occhi, di viaggiatore
    fanno nuovo il mio cammino.

    In giochi, mi muovo,
    d’alberi riflessi
    e crisi d'ortensie.

    Inganni d’acqua ambita.

    Cresce in me il desìo
    di tempo all’ombra,
    a un tavolo di pietra

    a contemplar le mosche bianche

    e dell’anima il sudore.

  • 02 novembre 2016 alle ore 15:25
    Cuore mio

    Traccerò sentieri
    attorno a queste mura.
    Camminerò
    finché le forze
    non m'avranno abbandonato.
    Siederò
    all'ombra della rosa
    stanco e saldo.
    Cocci di vetro nemici
    spettacolo si faranno
    di lucciole e falò lontani.
    Mi perderò in
    caleidoscopici
    giochi di lacrime.
    M'assopirò sognando
    speranze fatte terra.
    Saluterò il sole
    raccontando l'incanto.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:39
    Natale Italiano

    Beati i poveri,
    tamagotchi d’abbienti
    salutisti mangia yoghurt,
    democratiche perline
    fronzoli su fronzoli,
    vegani tutto bio, so tutto Io.

    Si sprechino i brindisi dunque,
    in questo Natale di renne zoppe,
    nell’ipocrisia dei cristalli,
    in promesse riciclate, mai mantenute,
    ricalcolate da bianche narici e
    d’oscena arroganza.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:34
    Nudo

    Quando la sera
    sveste le apparenze, sento
    l’ingombro di me stesso,
    la zavorra da gettare.
    Quando la sera
    sveste le apparenze, sono
    la palla che finisce in buca.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:28
    Topo

    Non ci si può rendere schiavi
    di tutto ciò si dica conti.
    Non m'importa un fico secco
    di una gabbietta grande, tutta per me.

    Non si può vivere così,
    come criceti in vetrina
    aspettando che qualcuno
    dica: "quello lì".

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:24
    L'abbandono

    Se solo Tu m’avessi interpellato
    avrei preferito non esser mai nato e
    serbo rancore per questo abbandono,
    per questa vita chiamata dono.

    Si stringe il mio cuore ch’è otre di fiele,
    non credo al serpente e neppure alle mele.
    Raccontami, presto, una storia reale,
    la storia vera sul bene e sul male.

    Ciò che scrivo dal cuore esce di getto.
    Son’io quindi, tassello d’un grande progetto?
    Troppo piccolo, un piccolo dettaglio?
    Tu allora che sei? Carta che luccica, solo un abbaglio?

    Ora non dirmi che sono tuo figlio
    e che sì, forse, avrai fatto uno sbaglio.
    Quando ciò penso, è dolore allo sterno e
    in me si fa largo che qui sia l’inferno.

    Dici che m’ami ma non lenisci il dolore.
    Per quanto piccino, scusa l’ardore,
    mentre sorridi sotto al bianco tuo baffo,
    potrei fare un salto e donarti uno schiaffo.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:20
    Il mio lato comico

    Io rido fuori
    quel che dentro piango.

    Io, che rido fuori
    quel ch'è dentro, piango.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:17
    Camposanto

    Carezza gli ancor vivi
    il profumo dei fiori,

    a lenir tormenti e

    fra le nebbie del mattino
    è crepitio d’ossa
    il canto smarrito dei viali.

    Torniamo a casa, cuore mio,
    scrigno senza chiavi,
    in te è riposta
    la mia conoscenza rubata.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:14
    Grigio lunedì di mercato

    Urlano tutti
    dei cachi e delle pere.
    Che prezzo, che prezzo,
    i mandarini del Perù!

    Urlano tutti

    del prezzemolo
    e dei limoni un euro ma

    solo il canto
    dell’ortolana Etiope
    dona colore
    alle fragole, a Milano.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:11
    La fortuna del passero

    Chissà
    dove vanno
    a morire gli uccelli

    che ci vedono piccoli,

    che vivono il cielo
    e volano la vita.

    All'ombra, un giorno,
    forse d'una tegola,

    vorran guardar le nuvole,

    soli,

    senza chiedersi il perché.

  • 02 novembre 2016 alle ore 12:05
    Tramontando

    Par che non voglia,
    questo sole che scivola,
    lasciar la presa

    ma lunghe falangi di luce,
    che s'artigliano ai pioppi
    ed alla punta del campanile,

    dicono di un sole disperato
    e in cuor mio
    sento il suo tormento.

  • 02 novembre 2016 alle ore 10:41
    Sana Ironia

    Non credo agli attori, ne, alle comparse.
    Non credo all'arte che metti da parte.
    Non credo ai furbi, non credo ai co glio ni.
    Non credo ai valori ed ai sani principi.
    Non credo che l'onestà viene premiata.
    Sulla mia pelle ho imparato, a non credere alle stelle.
    Che ciò che senti oggi, domani è dimenticato.
    Credo che il tempo è tiranno, e che la vita è una.
    Che ogni persona guarda alla luna.
    Che ciò che hai, domani è perso.
    Che la vita non è un gioco, ma a volte è tempo perso.
    E soprattutto che i sentimenti,per alcuni sono passatempi.
    Allora resto sola a ridere di me, perché la sana ironia aiuta la follia.

  • 01 novembre 2016 alle ore 21:42
    Un uomo migliore

    E mi guardo dritto negli occhi
    ancora senza abbassare lo sguardo

    a rendere conto alla vita
    della felicità delle mie sconfitte

    seducenti disponibilità

    a cercare accortezze
    e intime sintonie

    a rievocare piacevolezze innate
    e addolcire i dubbi del mio talento

    Voci traditrici accarezzano i sensi

    a sussurrare sospiri infuocati

    strazianti e gioiosi allo stesso tempo

    che sfociano in attimi incuranti di tenerezze
    a tessere dolorosi desideri

    E m'accorgo che son proprio quei dolori
    che fanno di me un uomo migliore.

  • 01 novembre 2016 alle ore 21:04
    Le ombre dell'età

    Stormi d'anime gaudenti
    e di quieto candore

    si dissetano con le lacrime
    condensate di vuoti silenzi

    che scorrono copiose

    nei solchi scavati
    dalle assenze d'ostentazioni

    incantesimi deliberatamente tramati
    dentro supposizioni intriganti

    che s'incrociano col "mal di vivere"
    causato da sporchi interessi

    Amare divergenze a convergere
    in accomunanti frustrazioni

    che esaltano ancora di più
    le ombre di ogni età
    .
    cesaremoceo
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  • 01 novembre 2016 alle ore 20:17
    Io ti aspetto

    Lontana dagli occhi, ma non dal cuore.
    La vita ci ha diviso, ma io ti aspetto.
    Ti penso nel cuore della notte, ti sento nel profumo di un'altra donna.
    Io ti aspetto nel silenzio delle giornate uggiose.
    Ti aspetto quando splende il sole, ti aspetto se piove e se nevica.
    Io ti aspetto nel silenzio della mia solitudine, e nel tormento delle mie parole.
    Tu che sei la mia poesia...Io ti aspetto

  • 31 ottobre 2016 alle ore 21:18
    Nulla è (im)possibile

    Nell'incapacità di distinguere
    tra sogno e realtà

    braccia forti si stringono
    a risanare paralizzanti insicurezze

    bramosie d'amore e di felicità

    piacevoli sincerità
    delle nostre conquiste

    Io con il pizzo bianco e senza retorica
    Tu a affrontare cime invalicabili

    ci spruzziamo addosso
    profusioni d'emozioni

    a aspergere l'arsura dell'anima

    e tramandare le tracce
    del nostro Essere
    con i pensieri tra le mani

    suggestioni della mente a ricordarci

    che amare è vivere incastrati
    tra l'abbondanza e la miseria
    .
    cesaremoceo
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