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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 ottobre 2016 alle ore 20:33
    Darei la vita per un "verso" giusto

    Voglie

    di camminare esclusivi itinerari nell'anima

    fanno a pugni con questi tempi tetri

    buoni solo a stringersi sottobraccio
    agli umori di una umanità senza speranze

    irritata con se stessa

    a respirare l'aria triste delle utopie

    Sogni infranti

    distacchi emotivi di menti 
    aggrottate dall'inutile attesa delle lusinghe

    nella solitudine dolorosa impregnata
    delle fitte dell'infelicità

    E in questo crepuscolo
     
    decidere di percorrere gli antichi sentieri
    della bugiardia vestita d'imbarazzanti silenzi

    assoldata da eleganti cattiverie

    E Io senza paura

    a voler morire per un "verso" giusto
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 28 ottobre 2016 alle ore 18:18
    La Mia Città

    Grande lo eri
    Grande lo sei
    E ancor più grande
    Lo sarai…forse!
     
    Immense sono
    Le tue verdi vallate
    Le tue fertili pianure;
    Regina della storia!
     
    Dov'è finita
    La tua nobiltà
    Ora che sei alla mercé
    Dei tuoi figli
     
    Che più non ti sanno amare!

  • 28 ottobre 2016 alle ore 17:58
    L'Amicizia

     
     
    In un’istante
    Hai intristito
    La mia anima
     
    Ora ha un sorriso
    In agonia
    Cammina da sola
    Alla ricerca di un perché
     
    L'amico dalla faccia pulita
    Si è fatto talpa
    Cattivo compagno
    Dal rispetto sommario
     
    Ora mi domando:
     
    " Chi sei? "
     
    Povero-ricco rettile
    Serpente sofferente
    Lamento continuo
    Nel tempo che verrà
     
    Ti sei denudato
    Pe guardarti dentro
    Negandoti
    Agli sguardi incrociati
     
    Malfattore!
     
    Profeta di cattiva verità
    Hai fatto irrigare
    Con le lacrime
    La terra del rispetto.
     
     
     
     
    " L' amicizia ha il sorriso sulle labbra."

  • 28 ottobre 2016 alle ore 15:06
    La nostra stagione

    Ci siamo mangiati l'estate a piccoli morsi,
    le briciole di mare consumate a brevi sorsi.
    Non avevamo occhi da dedicare alle stelle,
    non avevamo tempo da dedicare a finestre sbalordite.

    Ogni stilla rigenerata tra gli abissi della privazione,
    al di là di ogni sogno bambino la sabbia,
    i brividi a roccia,
    i piaceri alla schiuma,
    il medio erborinato al tatto.

    Basta una tiepida luce all'autunno per dire chi siamo,
    ad ogni richiamo un incasso,
    lesto a ingrandire il presepe dei giorni privati alla stalla.

    L'inverno sta tutto in una busta di plastica,
    dai maglioni vergini e dal cielo tinto di lacca,
    col sangue avvinghiato,
    a una voce incupita nella camera buia,
    si logora anche chi gela
    - forse più in fretta -
    tra la luce turbata.

    Primavera,
    il manicomio di tutti i propositi alla cifra,
    col respiro delle case a sapere il gelsomino
    ed un fiume incerto a dividere il tuo sole dalla mia nebbia.

    I fantasmi aggrappati agli specchi simpatici,
    l'odore della tua voce
    - svanito -
    riecheggia in quel
    - tuo -
    non aver bisogno di nessuno.
    La nostra stagione è l'oblio.

  • 28 ottobre 2016 alle ore 13:33

    Vorrei vedere coerenza nei cammini delle persone, ma attorno a me vedo tante pretese, tanti giudizi e poca chiarezza. Subdola è la persona che sta un po su una sponda e un po sull'altra. Meschina è la persona che trama alle spalle facendo solo i suoi interessi. Soprattutto "Marcia dentro" è quella persona che punta il dito sugli errori altrui quando poi sotto, tra le mura più nascoste del suo essere compie fati ben peggiori.

  • 28 ottobre 2016 alle ore 13:13
    Tormenti

    Si libra il vento.
    Nella sera un richiamo,
    della pioggia è l’eco
    che lenisce il fato
    di chi ha perduto il mare
    e tace la pena
    di attendere la primavera
    come ramo spezzato.

  • 28 ottobre 2016 alle ore 12:26
    Meglio il trivio

    La mia musa
    appollaiata sul ramo più gracile del cuore
    esita a pronunciarsi
    troppo forte il timore dell'errore.
    Scegliere l'afonia,
                    lei lo sa bene
    è preferire il Limbo al Paradiso.
    Ma nulla paga più del miraggio dell'attesa.
    Di fronte al bivio
    l'incertezza di un trivio è meno dura
    c'è perlomeno la scusa che la scelta
                      essendo tre le vie
    era impossibile,
    la quadratura del cerchio
    un'impostura.
    La mia musa
    dall'esperienza resa ormai matura
    da tempo ha smesso di affidarsi
    a questa o quella speranza stagionale.
    Meglio le nebbie dell’interperiodale:
    se l’enigma si scioglie sarà un Caso.
    A nessuno andrà il merito o la colpa
    se dal vaso di Pandora uscirà fumo.

     

  • 28 ottobre 2016 alle ore 12:24
    Decrittare il messaggio

    Decrittare il messaggio
    e scoprire che in fondo
                    tutto
    era chiaro.
    Porte cieche propone
    questo cammino continuo
    incessante
    del saggio.
    Aperta la prima
    è amaro conforto il passaggio.
    Tra sfingi di pietra
    sgretolate dal peso dell’orma
    ancora cercare il sentiero.
    Il sole
              intanto
    disegna oblique le ombre
    sul nostro fuggevole viaggio terrestre
    mentre il tempo
    col mutevole volo planato d’un albatro
    tra stanche stagioni
    prepara lento la nave a varcare
    quale alto mare?
    Decrittare il messaggio
    e scoprire che in fondo
                             nulla
    era chiaro.
     
     

  • 28 ottobre 2016 alle ore 10:47
    Ho tuffato le dita

    Ho tuffato le dita 
    nel tuo sonno 
    ma era troppo denso
    per riuscire anche solo a sfiorare 
    palpebre di sogno
    e chissà se ridestandoti
    mi troveresti diversa

    Ma dopotutto 
    sarei sempre la stessa
    sommata a te
    e alla tua assenza.

  • 28 ottobre 2016 alle ore 10:46
    La cima dell'anima

    Scalare la cima dei tuoi occhi
    è stata una fatica immane
    ma il panorama valeva la pena:
    bisognava andare così in alto
    per poter scrutare tutta intera
    la distesa vasta della tua anima.

  • 28 ottobre 2016 alle ore 10:45
    Nido

    Hai fatto il tuo nido
    tra le fronde dei miei pensieri
    e anche se voli via da quei rami
    io guardo in alto e so che eri lì
    un tempo passato
    che imparavi a volare.
    E so che tornerai
    come le rondini a primavera.
    E io rifiorirò solo per te.

  • 28 ottobre 2016 alle ore 10:44
    Castelli di labbra

    Ho vissuto solo il tempo
    dei nostri cuori messi accanto
    il resto dei giorni
    l'ho solo trascorso
    respirando in attesa
    oppure in ricordo
    di quel tempo insieme
    di quegli attimi che dentro
    si solidificavano ogni secondo
    ogni secondo un mattone
    ogni bacio una finestra
    il castello dei nostri giorni
    e dei nostri sogni
    edificato dalle tue labbra

  • 28 ottobre 2016 alle ore 1:03
    Memorie dal passato.

    Da te vorrei udire una poesia
    ed illudermi che sia solo mia.
    Potresti levare un obiezione
    ma poi socchiudi le labbra,
    ed io sudo, sospiro e sorrido,
    mentre vago con la memoria,
    e penso alla tua breve forza
    di una mattina di luglio.
    Con te ho finito le scuse
    e attendo che si avvicini l'ora
    in ansia di non saper decidere.
    Perchè ho iniziato a scrivere?
    Oggi sento dentro un viaggio
    ma forse domani
    non troverò ancora l'incrocio.
    Eppure, Aphorism
    tre parole a caso mi ha dato
    ed ora ho voglia di raccontarlo.

  • 27 ottobre 2016 alle ore 22:24
    E se Dio non parla più

    Sorrido
    nel mio sorriso malinconico

    a crearmi un'espressione di bontà
    spalmata di fierezza

    e rivelare il mio soffrire

    Solo

    nella mia natura
    di bocciolo impossibile

    cerco ancora il mio mondo migliore

    dove un nuovo sole e nuove lune
    possono regnare sui miei pensieri

    mitigarne le pulsazioni
    e placarne i tormenti
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 27 ottobre 2016 alle ore 21:07
    La donna che parlava ai gabbiani

    Ogni mattina uscendo con il mio Noel per passeggiare sul lungomare vedo una ragazza intenta a fotografare e filmare le bellezze di Cefalù per postarle su questo gruppo a beneficio di tutti... e lo fa con tanta grazia e convinzione che mi ha ispirato questi pochi versi che le dedico... a Te Cinzia Marsala...

    La donna che parlava ai gabbiani

    Con i sogni

    luci della mente

    a dar la volontà
    d'incantare e affascinare

    fino a leggerti dentro

    accarezzi il piacere
    della pacatezza dell'alba

    a manifestare tremiti interiori
    in momenti fluidi e esperti

    scatti

    carezze calde a dimostrare
    competenza e felicità

    e riempire di meraviglia
    gli occhi e i cuori
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 27 ottobre 2016 alle ore 15:21

    La vita segna. Amati così come sei, con i segni che il cammino lascia affiorare. Ama quelle piccole rughe che si sono formate ai lati dei tuoi occhi. Esse sono solo il segno che sei cresciuta, diventata Donna e maturata. Ama le tue occhiaie, anche quando sono eccessive. Esse sono la prova che nella vita nulla è semplice, facile e leggero. Amati così come sei, perché non c'è cosa più bella di una donna che ha la consapevolezza nel cuore, le difficoltà della vita sul volto e negli occhi la luce di averle superate.

  • 27 ottobre 2016 alle ore 14:32
    Moretta

    Cammini veloce
    calcando di tacco,
    ondeggia la gonna
    si apre lo spacco.
    Sei tutta nervosa
    e fumando tabacco
    ti chiudi in difesa
    tenendo il distacco.

  • 26 ottobre 2016 alle ore 21:53
    All'improvviso...il cuore

    Sedotto dai silenzi

    m'acquatto spesso
    dietro vetri opachi

    a ritrovar la calma
    e placare i sussulti del cuore

    Con i pensieri a fuggire
    dall'intimità dell'anima

    scandaglio la mia creatività

    per scuotere le coscienze
    al ritmo di versi diversi

    da declamare in compagnia
    e celebrare da soli

    a far da contrasto
    ai vizi della lascivia

    che all'imbrunire della vita

    chiama a sè
    le notti nere d'ogni tramonto
    .
    cesaremoceo
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  • 26 ottobre 2016 alle ore 21:32
    Gabbia dorata

    Lievi ed eterei pensieri

    nella rabbia che può
    esser d'ognuno

    raccontano intensità misteriose

    frantumate in voluttà
    di passioni morenti

    E rinchiudo il cuore nelle celle
    di lillipuziani moralismi

    a far compagnia all'anima reclusa

    con la speranza di far divenire quella prigionia
    la mia libertà
    .
    cesaremoceo
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  • 26 ottobre 2016 alle ore 8:58
    #Definizione 5

    Senza di te
    il mio odore 
    non si poggia su
    niente.

  • 25 ottobre 2016 alle ore 21:46
    Live evil.Vivere male

    Nell'andirivieni inesorabile
    d'ogni mia esperienza,
    parole bifronte
    rivestite di corna d'ariete,
    concorrono a abbattere
    ombre inquietanti
    di luminosità ambigue;
    e spianare strade di felicità
    tra intime distrazioni
    e agre indifferenze
    prive di qualsiasi virtù e di cultura.
    E mi ritrovo da solo
    con i miei pensieri segreti,
    a fraintendere
    le naturali effusioni dei sentimenti 
    germogliati in quella solitudine,
    nel vedere intorno a me
    egoismi e cecità
    di uomini che afflosciano nei veleni
    e esaltano con fremiti e passioni
    l'ansia di odiare
    smentendo ciò che condannano
    nelle loro trascendenti costrizioni
    .
    cesaremoceo
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  • 25 ottobre 2016 alle ore 21:05
    E intanto passano i giorni

    Ed eccomi qua

    a guardarmi nelle mie espressioni sorprese

    quasi sempre sbalordite
    nei lineamenti degli occhi

    a rivelare l'autenticità del mio essere

    E voi
    che mi conoscete di sfuggita

    evitate di giudicarmi

    e se volete

    scartate ogni volontà
    di conoscenza approfondita

    sfuggendo così
    la pericolosità della mia attraenza

    e senza recar danno
    all'indipendenza del vostro cuore
    e non dilapidandone le virtù

    E non soffrire

    ognuno

    tremiti d'allarme

    ma godere tranquilli

    delle felicità nascoste
    dentro il nostro vivere incerto

    che intanto passano i giorni
    .
    cesaremoceo
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  • 25 ottobre 2016 alle ore 17:14
    Ballerina

    In un soffio sei felice
    voli come una colomba
    sulle punte danzi
    e attenta il pubblico guardi
    mentre giri saltellando
    nelle tue morbide grazie
    rivestite di un bianco soave
    in un unico balletto che avvolge
    nella magia della tua bellezza
    con i capelli ben raccolti
    Sul palco ti lasci andare
    ed i fari alti, illuminano
    la danza, applaudita dopo
    un silenzio educato
    nel cuore che batte
    emozionandosi

  • 25 ottobre 2016 alle ore 11:54
    Er pupo fiumano

    Senti e ninne che te canta er fiume pupo bello,
    senti a me, che so più belle de li tormenti de tu padre.
    Er disgraziato che so io, manco er fiume ce lo sa,
    che te sbatte de qua e de là, in un plus urtra d'armonia.
    Lascia fa che lui ce o sa, come se fa, come se fa....
    Ariverà na popolana quanno er sole a da sortì, te pijerà
    e te porterà via da lì. Che te, pupo mio fiumano, ha da diventà
    un pupo romano. Te o dice er tu padre disgraziato, va via co lei, 
    nun frignà! E sorti via da sta povertà.

  • 24 ottobre 2016 alle ore 22:06
    Tu,poesia

    Ne ho avute abbastanza
    di ore soffocanti

    in giornate anguste

    colme di discordia a imporre silenzi
    e commoventi angosce

    nei confini della mente

    Poi incontrai Te

    col tuo grande fascino

    estroversa

    mondana

    col tuo carattere forte

    autrice di pensieri forieri d'emozioni

    luogo d'incontro della passione

    a invadermi di sbornie e follie

    Tu che sei la spada affilata
    del mio essere libero
    .
    cesaremoceo
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