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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 giugno 2016 alle ore 20:52
    Rimango a un passo dalla vita

    Blindato dentro le mie certezze

    esploro l'abisso
    dal quale fuoriescono le mie avversioni

    colori scoloriti di castità e seduzioni
    dentro cui ineffabile scorre la vita

    nell'accettazione dei sarcasmi
    di misogini pensieri

    che lasciano nell'aria fragori e affanni

    E rimango vittima del mio narcisismo

    radicato nella cieca infinità delle passioni
    e nascosto tra le ossessioni
    che m'animano e m'infiammano
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 22 giugno 2016 alle ore 20:37
    Vivo sospeso

    Vivo sospeso

    sulle fragilità di silenzi accennati

    e sorrisi

    come lame che azzannano il vento

    all'imbrunire di giorni bastardi

    le scie di amanti respinti

    sono ruscelli celati agli sguardi

    di germogli ridotti all'arsura.

    Com'è fredda la notte

    se le stelle son riflessi di ghiaccio

    e le mani

    lacrime di ferite profonde

    su parole accarezzate e disciolte

    negli abissi di giorni mai sorti

    a scardinare emozioni promesse

    come puttane in attesa di conto

    e sessi riversi sul gelido marmo.

    E bagliori di vita

    ad annaspare tra i rovi.

     

  • 22 giugno 2016 alle ore 20:37
    Semplicemente

    Eccitanti pensieri, piccole evasioni.
    Tu, io, la notte, un letto, un sogno.
    Taccarti l'anima con uno sussurro,
    saperti leggere gli sguardi,
    mentre i nostri corpi sono un tutt'uno.
    Voglia di te, per te, con te.
    Semplicemente desiderarti.
    Semplicemente averti.
    Semplicemente tu ed io.

  • 22 giugno 2016 alle ore 20:34
    Quando sorrido

    Quando sorrido, ho gli occhi illuminati dalla tua presenza.
    Luce che tocca il cuore e che si spande leggera come un soffio di vento.
    Quando sorrido, anche senza accorgermene, tu sei dentro i miei pensieri.
    E il mio pensiero, ti tocca ogni momento, anche quando non ci sei.
    Quando sorrido, non ho più bisogno di fingere.
    Nessun gioco di sorta e di sorte, soltanto tu, dentro di me.

  • 22 giugno 2016 alle ore 19:10
    23

    5.Ore.
    O tempo imprecisato.
    Parlandoti.
    Ad alta voce o nel silenzio,
    dei tuoi occhi.
    7. Motivi.
    Note armoniche.
    Anime in cammino. Le nostre.
    23. Piccole lettere,
    a cui il tempo darà significante.

  • 22 giugno 2016 alle ore 18:02
    La Barca

     
     
    Gabbiani in volo
    Sono miei
     
    Un mare dormiente
    Mi appartiene
     
    Una barca scivola via
    sono sorpreso
     
    Solo nella calma
    Non riposo
     
    Lungo la riva
    Non mi rilassa
     
    Il mare urla
    Non ho paura
     
    La barca ritorna
    Sono contento.
     
     
     Cit. " Vivere tra realtà e fantasia: Il mare è mio e dei gabbiani."

  • 22 giugno 2016 alle ore 11:28
    Partire

     
     
    Partire
    È un volo solitario
    Di un arzillo gabbiano
    Verso l'aurora d'estate
    Nel respiro libero
    Dell'Immenso.
     
    Là dove si acquieta
    Il cammino di dentro
    In quel piccolo sorso
    D'Infinito che disseta
    Tutto ciò che si attende.
     
    Partire è come morire
    Attraversare ponti d'aria
    E far svanire lo sguardo
    Sul paese delle attese
    Dove prima gioivano i cuori.
     
    È proprio lì sono rimasti
    I miei occhi di pianto
    Dal sapore salmastro
    Come stelle cadenti
    Su questo “Luna Park.”

  • 22 giugno 2016 alle ore 10:37
    Il Momentaneo

     
     
    L’effimero negli occhi
    E nell’Immensità del mare
    Navigano sogni e illusioni
     
    Graffiano nel cuore
    Per portare in vita
    Realtà da rivisitare
     
    Nel silenzioso frastuono
    Tace l’inquieta sera
    E la saggezza dell’animo
     
    Ma nella notte fonda
    Una straripante luce
    Squarcia il creato
     
    Si intrecciano colori
    Ed un caldo respiro
    Sfiora quel  cuore di donna
     
    La sua anima vermiglia
    Conosce la ragione
    La sua mente no
     
    Avaro è il tempo
    Che mi consuma
    In questa calda estate. 
     

  • 22 giugno 2016 alle ore 9:49
    Senza una continuazione

    Aprono spie scure
    appaiono come lingue
    biforcute, nei soli
    di complessi vani
    che tengono tendoni
    scuri dividendoli
    e subito richiusi
    la luce non deve entrare
    deve rimanere coperta
    dalle tenebre inabissate
    nei luoghi delle tombe
    centenarie, ove la nascita
    non viene ricordata
    sepolta dall'infinito
    da quelle distese di ghiaccio
    glaciale, abitate da bestie
    in via di estinzione, su lastroni
    senza una continuazione

    NB mi riferisco ai misteri

  • 22 giugno 2016 alle ore 0:31
    Would you risk?/Rischieresti?

    When I look into your eyes
    I see the kindness of a gentle soul.
    It would be so easy then
    to fall into them, in love.
    I wonder what you see 
    when you look into mine.
    Beyond my troubled soul
    can you find the real me?
    And even if you could
    would you take the risk?
    Would you lose yourself by saving me?
    ---
    Rischieresti?

    Quando guardo nei tuoi occhi
    vedo la bontà di un'anima gentile.
    Sarebbe così facile allora
    caderci dentro, innamorarmi.
    Mi chiesi cosa vedi
    quando guardi nei miei.
    Oltre alla mia anima inquieta
    riesci a trovare la vera me?
    E anche se ci riuscissi
    accetteresti il rischio?
    Ti perderesti per salvarmi?

  • 21 giugno 2016 alle ore 22:32

    Un giorno ti sei voltato e io non c'ero più. Vedi, ho amato tante cose di te. Ho lottato in ogni modo per farmi capire e ho cercato di capire ogni tuo lato. Alla fine li ho capiti talmente bene, che le cose di te di cui andavi più fiero sono diventate le mie migliori amiche: Il signor Egoismo, la donzella Strafottenza, il principe Orgoglio e il duca "Me ne fotto"! E grazie al loro supporto ti ho detto "Ciao"!

  • 21 giugno 2016 alle ore 14:57

    Appartengo a me stessa e sono la mia scelta primaria. Non ho l'asso nella manica in nessuna occasione, io vivo d'istinto. Ne bene e nel male rovescio le carte sul tavolo e non le mescolo mai a mio "Piacimento"! Non conta il valore della carta ne a che gioco stiamo giocando. Conta il suo significato, perché le carte della "Verità" prima o poi vinceranno su quelle della "Menzogna". La menzogna può godere anche più di una mano fortunata, ma la verità alla fine arriva e vince il "Banco"!

  • 21 giugno 2016 alle ore 12:21
    Chimera

    In questo nostro deserto
    per queste notti accecanti
    il mio inverno.

  • 21 giugno 2016 alle ore 9:32
    Contro ogni desiderio

    Mimetizzato a sostituire le lancette rotte di un orologio a parete vivo nella perpetua oscillazione tra l'elogio e il disprezzo di cio' che ho realizzato Io pioniere dell'Essere sempre pronto al vituperio della mia primitivita' nella gelosia di un'esotica liberta' di sentirmi il buon selvaggio della degenerazione di questo sporco mondo che sacrifica i desideri al prezzo del falso amore nell'illusione di un piacere intimo che non mi appaga

  • 20 giugno 2016 alle ore 23:21
    Incanto

    Non era un amore normale. Lui e lei si guardavano in modo diverso. E il loro sorriso, illuminava il tramonto. Sublime racconto di due anime innamorate, perse in un mondo fatto di apparenza. Ma il loro appartenersi, era un effluvio di sogni. Incanto di due anime indivisibili.

  • 20 giugno 2016 alle ore 21:15

    Il disordine, il pieno caos... Non quello di casa ma quello dentro l'anima, dentro la testa. Non si riesce più a trovare niente, guardarsi dentro e vedere che nulla è dove dovrebbe essere. Tutto dismesso, incasinato, sottosopra e accatastato nei posti sbagliati. Poi all'improvviso ti arrabbi, infili le braccia sotto a quel "Mucchio di robaccia" e lanci tutto in aria... Ecco che ti accorgi che tra quelle cose vecchie e ormai da gettare si nascondevano quelle che non trovavi più, quelle che credevi perse e anche quelle che non credevi di avere. E qui che capisci che è ora di fare ordine. E' ora di riporre il passato, sistemare il presente e fare spazio al futuro.

  • 20 giugno 2016 alle ore 20:45
    La piena felicità

    Orno i miei versi
    d'onnipotenza e schiavitù

    con la piacevolezza delle emozioni

    e tenendomi lontano
    dai frutti vietati del mentire 

    nel fascino del mio sguardo
    concubino al mondo

    Riderne a crepapelle 

    e sedurlo e spalmarlo
    con le voluttà di un amante segreto

    avvolgendolo di trasgressività

    nella lode alle sensualità e disinvolture
    che causano apogei e franose cadute

    e senza cui è impossibile
    raggiungere la piena felicità
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 20 giugno 2016 alle ore 9:58
    Il piacere dell'ombra

    Oggi si può stare solo all'ombra
    ​della piccola pineta
    verso la marina;
    anche la sabbia
    della spiaggia
    è calda;
    il mare mosso
    dal vento
    buttarmi non voglio;
    l'ombrellone
    può solo chiuso restare
    verso il mare;
    ombra non lasciarmi
    rimani a me vicina
    come mia dolce compagna.
     
     
     

  • 19 giugno 2016 alle ore 21:15

    Avessi un altro modo per dimostrare il bene che sento lo userei. Magari ad alcuni elementi piacerebbe anche di più. Io di solito uso esserci e non con le parole. Uso preoccuparmi e essere presente. Uso non guardare "Torto" o "Ragione" non importa, io se ci tengo vengo a prenderti. Ci vengo malgrado tutto, tutti e ovunque tu sia. Invece a volte sembra che le persone preferiscono calci nel sedere, essere usati e gettati come niente fosse. Assenze e mancanze. Parole tante, ma gesti niente. O forse è meglio dire che questo è ciò che spesso regalano come se fosse la cosa più normale del mondo, ma poi si "Irritano" se ricevano altrettanto.

  • 19 giugno 2016 alle ore 20:49
    Clessidra

    In una clessidra rinchiudo
    I tuoi grani di dolore, sperando
    Che finiscano di cadermi nelle
    Cicatrici che ho profonde sull’anima.
    29/02/2016

  • 19 giugno 2016 alle ore 18:36
    Haiku

    Profumi e fiori
    nel giardino dei folli
    L'arca dei sensi

  • 19 giugno 2016 alle ore 18:13
    Movimento

    Osservo la vita,ne scorgo il fluire costante,
    quale acqua di fiume che inesorabile prosegue.
    Un desiderio,un impulso improvviso mi spronano:
    mi immergerò nella corrente,non voglio più restare a riva.

  • 19 giugno 2016 alle ore 8:32
    Piange il tiglio

    Triste oggi è del merlo il canto
    che man violenta la compagna
    uccise lì su di un tiglio il ramo
    e a far al dolor suo compagnia
    par stillar da una verde foglia
    non di resina gocce ma calde
    a consolar lacrime d’empatia
     

  • 18 giugno 2016 alle ore 17:11
    Le Mie Vite

    Quanto oltraggioso può essere il dolore che ti abbraccia col manto torbido di fango e silicio?
    Il silenzio del cuore fuggiasco che trascina con suprema perdizione.
    Ettore, amor mio, per quanto si poteva presupporre che niente più qualcosa v’era che legasse le anime dei caduti, mi sbagliavo ingenuamente; nei passi notturni qualcosa pulsa silenzioso e tu, magnifico barlume che accende le follie diurne, bruci l’essenza dei perché.
    Cosa pensavi accadesse quando, con tanta decisione, prendesti il mio collo e lo tagliasti con una lama ben più che affilata e la cromatica visione di ciò che fu, riflessa nell’arma che tu stesso impugnasti? e quanto amore sprigionasti quando, con tormento, cercasti di ricucire quel legame che spezzato ormai era e che niente più tornò ad essere tutto uguale?
    Ceco, ceco ero e ceco sono rimasto; la bellezza inebria più la mente che il cuore e che di cuore ormai più ne abbia se non gabbia, gettato in pasto a quale mare ero finito pur di fuggir da ciò che ciò non era?
    Cosa cercava quello sguardo che con le mani brandiva il vento che portava desiderio, speranze, innocenze; speranze che alimentano speranze e il mondo si muove con esse.
    Frammenti di vite e di parole, amore mio, non v’è nesso ne concessione; se v’è qualcosa tra lucidità e follia penso l’abbia perso tempo prima.
    Ignaro anche di ciò che sto pronunciando, perso in quale mondo sono?
    Non lo so ma, suppongo, sia alla deriva del tormento per la millesima volta.
    Le solitudini accecanti rendono l’uomo un delitto per mano di se stesso, e in quanti occhi e mani e piedi e nasi ci siam persi per continuare a perderci ancora, e ancora?
    Porto felice tristezza da anni, per quanto mi riguarda; sono sopravvissuto così al mondo cattivo, sguazzando nella cattiveria con la mia bontà; ma forse illuso sono quando spero e quindi, dunque, non spero e l’ira prevale, comanda, tiene alta la testa!
    Si vive di intuito, si ostenta la vita calpestandola e immergendoci in fluidi mistici di niente e di tutto perdendo il capo consapevolmente. 

  • 18 giugno 2016 alle ore 15:33

    Una persona piena di difetti, angoli della vita ricoperti di errori e sbagli. Non ho mai ritenuto la perfezione un "Pregio" e ho sempre vissuto a modo mio. Poche le vite in cui mi sono "Incastrato" in modo indissolubile, pochi i cuori che porto allacciati al mio e ancora meno le persone che meritano un posto nei miei ricordi. Rimpianti non ne ho, ho sempre dato tutto e il massimo se ci credevo. Ho accettato le conseguenze e incassato anche ciò che non mi spettava e vanto con orgoglio ogni mia cicatrice. Una persona piena di spigoli, difficile da comprendere, una di quelle che spesso possono "Sembrare" persone da scartare, ma in realtà se conosciute a fondo e trattate con sincerità "Sono" persone da tenersi strette.