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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 maggio 2016 alle ore 21:02
    Baci di sole Tanka

    Cielo di maggio 
    sapore di fragole
    baci di sole
    profumano le rose
    che raccoglierò per te.
    (Composta il 22 maggio 2016)

  • 23 maggio 2016 alle ore 20:37
    Eziologie

    Dolori profondi

    lenti

    discendono nell'assuefazione
    al pensiero di dover morire

    Silenzi sospesi rimbombano
    nel suono immenso della vita

    urla di un passato
    rannicchiato in fondo al cuore

    e coperto dagli opachi veli del perpetuo

    a fondere tutte le certezze
    e riempire gli abissi di quella pena

    col nettare dolce dei rimpianti

    Timide carezze
    drammi della gelosia

    a trasformare le paure
    nel coraggio d'andare avanti

    senza fermarsi di fronte al Nulla

    E Io schivo
    che ne indago le cause
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 23 maggio 2016 alle ore 17:32

    Ho sempre scelto di essere una di quelle Donne un po "Speciali". Una di quelle Donne che sono per pochi. Oggi, mi guardo dietro... Vedo le mie cadute e le mie rinascite. Ascolto il cuore e mi rendo conto che adesso sa lasciare il giusto spazio alla ragione. Ho smesso di mettermi "Da parte" per chi amo, di annullarmi per accontentare qualcuno che non ha mai guardato di cosa invece io avessi bisogno. Ho imparato a stare sola, a stare bene da sola da non aver più paura di poter essere divorata dalla solitudine. Perché ho capito che l'unica solitudine che può uccidermi è sentirmi sola vicino a qualcuno. In questa rinascita mi affaccio alla vita ancora più "Preziosa". Certa che in amore per creare un bel "Capolavoro" si ha sicuramente bisogno di una buona "Tela" come base e di "Artisti" capaci di colorarla di colori stupendi. 

  • 23 maggio 2016 alle ore 14:19
    Il nobil servil omaggio

     
    La gran Marchesa dai capelli rossi
    in tarda età il mondo aveva lasciato
    dorme ora  nel  suo avito nobile
    sepolcro di marmorei busti  marmi
    colorati adorno e in alto  troneggia
     una equestre  statua di un famoso
    suo bis-bisnonno  condottiero prode
    che con una man un bronzeo  stemma
    regge, triste qui  guardo vedo e ripenso
    oggi neanche un fiore povera  Marchesa
    ma  tanti negli anni  di rose rosse mazzi
    di principi conti visconti duchi giovinastri
     non già omaggio alla vetusta grazia tua
    ma bensì ai pranzi luculliani  che largivi,
    or non ti rattristare che da che mondo
    è mondo diffuso è questo agir servile
    uno ti danno  se san più di cento avuto
    ed al  dato zero  dicon più non ti conosco
    quindi  sola non sei in questo amaro elenco
    pensa dunque qui serena e  stesa stando
    al vecchio e saggio tanto  popolare detto
    che passata la festa pur son  gabbati i Santi!
     
     

  • 22 maggio 2016 alle ore 21:49

    Ammiro quelle persone che non si vergognano di dimostrarti che sei importante. Le ammiro perché io sono una di quelle persone che quando tiene a qualcuno non mi lascio trasportare dall'orgoglio. I sentimenti non hanno orgoglio... L'orgoglio non vince sul dolore, quando il cuore dentro al petto fa male, l'orgoglio muore. Usate l'orgoglio per salvare la vostra dignità laddove viene calpestata, ma dimenticatevi di averlo se volete salvare i rapporti importanti.

  • 22 maggio 2016 alle ore 21:11

    Non ho pianto per far crescere la tua soddisfazione, ma per alimentare la mia forza. Non ho risposto con rabbia per sembrare più forte, ma perché quando qualcosa mi "Tocca" dentro e mi fa male io mi ribello. Non sono rimasta in silenzio per farti pensare che tu avessi ragione, ma perché in alcuni casi capisci che non ci saranno mai parole adeguate per chi non ha materiale per poter capire. Non ho sorriso di nuovo per nasconderti il mio dolore, ma per farti vedere che anche quelli come te possono diventare "Passato"!

  • 21 maggio 2016 alle ore 23:48
    Ho una lunga fame da vendicare

    Lacrime corrono veloci

    nel contrasto con le oppressioni
    ricoperte dal Nulla

    in quei solchi che dimostrano la vita

    Rughe rivestite solo per gli occhi

    scavate nel cuore
    tra voglie e fatiche

    nell'ascesa alla morte dell'anima

    lacerata ferita
    rarefatta prosciugata
    suggestiva ambigua

    nuda e senza speranza
    ma mai dimenticata

    a immaginarmi diverso
    in un'altra vita

    a scalare impervie dignità
    e raggiunger lacrimata pace
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 21 maggio 2016 alle ore 22:02
    Momenti Haiku

    Nei tratti stanchi
    di questa lunga vita
    mi osservai.

  • 21 maggio 2016 alle ore 19:00

    Sai, ho scoperto che mi amavo nel momento in cui mi sono accorta/o di quanto la tua presenza mi rendesse una persona estremamente diversa. Ho capito di amarmi in ogni momento in cui malgrado sentissi la tua assenza non riuscivo più nemmeno a colmarla con la mia presenza. Dove era finita la persona che ero... Allegra, vivace e piena di sorrisi. La stavi portando via con te, poco a poco, ogni volta che ti divertivi altrove, ogni volta che te ne fregavi, ogni volta che mi riservavi quei silenzi interminabili, tu uccidevi e spegnevi un po di quell'ardore che è sempre stato la mia forza. Ho capito che mi amavo nel preciso momento in cui ho elaborato che sia che tu ci fossi, sia che te ne andassi la mia vita non avrebbe subito cambiamenti... Del resto non c'eri mai stato. Ho capito che mi amavo e ho ripreso in mano l'amore per me stessa/o nell'esatto momento in cui senza rimpianti ti ho lasciato al tuo egoismo, alla tua strafottenza e a quella mancata capacità di agire da persona adulta. Ho scoperto che mi amavo quando ho visto che spegnere te nel passato ha riacceso in me i riflettori sul futuro.

  • 21 maggio 2016 alle ore 12:15
    I Giorni

     
     
    Nei giorni corti
    La neve copre tutto
     
    Tra bianchi cristalli
    Sonno e risveglio
    Comincia il giorno
    Con odori e colori
    E pochi fiori.
     
    Nei giorni lunghi
    Fra caldo e calura
    Il sole cocente
    Punisce la terra
    Arsa a polverosa.
     
    Poi:
     
    L'acqua cruda dai monti
    Candida e provvidenziale
    Scava il suo corso
    E diventa fiume
    Vivace e tranquillo
     
    Ovunque transita
    Germoglia la vita.
     
    Cit. “ Nei giorni corti e nei giorni lunghi la vita corre come un fiume. “

  • 21 maggio 2016 alle ore 10:55
    Non so

    Quello che so sull'amore, è che non so nulla.
    Perché quando credo di aver imparato qualcosa, tutto svanisce.
    Un mistero, un enigma, un arcano, un paradosso indecifrabile.
    Ma di cui nessuno ne esce immune.
    Non c'è cuore al mondo, che non sia stato ferito dall'amore.

  • 21 maggio 2016 alle ore 10:54
    Anime

    Anime sbagliate in un mondo ingiusto.
    Che si cercano e si trovano, al dì là della realtà, per vivere ciò che è considerato impuro.
    Un sogno irrealizzabile, una passione colpevole.
    Ma irriducibile.
    Anime sbagliate in un mare di maschere.
    Attori inconsapevoli di un romanzo incompiuto.

  • 21 maggio 2016 alle ore 10:53
    Il mare

    Il mare conosce i segreti.
    Tra le sue onde, l'incanto.
    Nasconde nelle sue profondità, tutti i sogni impossibili.
    Le favole non vissute.
    Complice consapevole di amori senza volto.
    Il mare nasconde i cuori tra il suo fluttuare.

  • 20 maggio 2016 alle ore 21:58
    Il bosco (Haiku)

    Esile ramo 
    un battito spezzato
    pianto del bosco.

  • 20 maggio 2016 alle ore 21:16

    Purtroppo no, mi dispiace nemmeno io sono perfetta. E' si... Sono strana, quasi "Aliena" in un mondo dove quasi tutti i terrestri si sentano "Perfetti". Vivo in un mondo a sé, un mondo oggi ritenuto strano. Non seguo la massa, le mode e tanto meno la scia del momento di convenienza. Preferisco seguire cuore, intuito e ciò che mi dice la testa... In fondo sempre e solo alla mia coscienza devo render conto quando faccio i conti con me stessa. Non amo i compromessi, non li ho mai amati. Ci scendo solo se ci tengo veramente a qualcuno, ma sia ben chiaro che non scendo così tanto da farmi mettere i piedi in testa. Amo i compromessi a due non le sottomissioni.

  • 20 maggio 2016 alle ore 19:50
    Stato emotivo IX

    Figli di una stessa notte
    Abbracciati per un istante,
    ogni bacio è una salvezza
    che allevia tutti gli affanni.
    29/02/16

  • 20 maggio 2016 alle ore 19:31

    Quando ricevo gesti non carini e lo faccio notare, spesso mi sento dire: "Beh, io sono fatto/a così! Che ci devo fare"!? E' che ci devi fare? Possibilità ce ne sono:
    1. Potresti provare a cambiare, sai migliorarsi non è mai sbagliato.
    2. Potresti pensare prima di agire o di parlare.
    3. Potresti alimentare il cervello capendo che ciò che non piace ricevere a te, magari non piace nemmeno agli altri.
    4. Potresti crescere e scendere dal piedistallo e imparare a chiedere scusa... Perché l'Umiltà non ha mai ucciso nessuno.
    5. Se proprio non riesci in nessuna di queste... Potresti tranquillamente andare a fare in culo!

  • 20 maggio 2016 alle ore 14:00

    Vedo persone venire a impartirmi lezioni di vita. Leggere le frasi che scrivo e che pubblico e commentare asserendo che sono troppo dura, che giudico, che dovrei smettere di puntare il dito contro gli altri ecc.... Mentre lasciate questi commenti, mi domandavo se voi nella vita stringete la mano a chi vi prende a calci in culo, se dite "Grazie" a chi vi offende, se non avete mai conosciuto gente di merda e se non gli avete mai detto la vostra o non avete mai espresso la vostra opinione in merito. Detto questo aggiungo anche che ciò che leggete è la mia OPINIONE, il mio PENSIERO su qualcosa che IO ho vissuto, non voi... Che IO conosco non voi... Ricordate, solo la mia opinione. Mentre voi quando rilasciate determinati commenti, facendomi la morale, asserendo che tipologia di persona sono basandovi su quattro frasi scritte in una citazione... Ecco quello è GIUDICARE! 

  • 20 maggio 2016 alle ore 13:37
    La mano in alto tesa

     
    La mano in alto tesa  per oggi darti mamma
    una carezza  non al  caldo  tanto amato  viso
    che  muta fredda marmorea  foto toccan queste
    dita mie e poco lo so è questa mia carezza
    che pur con tanto amor lì  portata non scalda
    né riporta  in vita  te mia  fonte della vita, vita
    spesa negli anni tanti tuoi solo  per donare
    pur se fu tua  vita sofferta e dolorosa tanto:
    tolto ti fu bambina, quel lago, un caro tuo
    fratello,  matura donna poi la figlia bimba,
    mia sorella,tenero ramo dalla rapace falce
    nera  dall’alber tuo materno  un dì reciso,
    indi  nel tempo  dolori altri e tanti  tanti
    da forte spirito mutati pur vivo quel vasto
    tuo tormento interno in sorrisi dolci e gioia
    a chi ti avvicinava ed ecco infin come dicevi
    consolazione della vita tua quell’amor tanto
    sconfinato amorevol e amorevolmente dato
    a quel figlio mio figlio di tuo figlio frutto
    eran tue parole  dolce e assaporato a dar,
    dopo amarezza tante e prima del sonno eterno
    che or pian piano  or t’avvolge, l’ultimo vigor
    al tratto estremo della  vita tua come rinnovata,
    cade la mano mamma e  dopo la carezza dal labbro
    solo col singhiozzo nasce questa mia parola:
    grazie ……………………………………!
     
     

  • 19 maggio 2016 alle ore 22:57
    I tuoi silenzi

    Ho ascoltato
    i tuoi silenzi...
    Ho colto
    la tua intimità...
    Senza sfiorarti

  • 19 maggio 2016 alle ore 15:49
    Nel buio

    Nasconderci, per non far vedere al mondo quanto ci amiamo.
    Due ladri in un mondo di incomprensioni.
    La notte, la nostra amica.
    Il buio, l'essenza di noi.
    Non c'è un luogo davvero sicuro, per poter nascondere i nostri sentimenti.
    Amore immenso, costretto a nascondersi.

     

  • 19 maggio 2016 alle ore 14:50
    " E... spera"

    Solo silenzio infrangibile,
    avvolto , frapposto, inarrestabile.
    Anche l'aria è muta,
    in quell'attesa che non finisce.
    Solo l'anima parla,
    nella melodia della vita, 
    chiede, ascolta, freme.
    Lei non si adagia,
    vive, palpita, respira.
    E spera, nell'incredibile.
    @[email protected]

  • 19 maggio 2016 alle ore 13:21
    L'Albero

     
     
     
    Da un seme
    A dimora
    Una piantina
    La sua vita
    È bello immaginare
    Le sue radici
    Che cercano la terra
    I suoi rami
    Che cercano la luce.
    Aspettare che crescano
    Per salirci sopra
    E sederci insieme
    Sulle sue braccia
    Dondolare poi
    Guardare in alto
    Attendere i loro fiori
    E tanta frutta
    Questa è
    La preghiera della natura
    E la nostra al nostro Dio.
     
     
    Cit. L’albero è il ricordo dell’infanzia e l’amore per il Creato. “

  • 19 maggio 2016 alle ore 12:18
    Gli occhi dell'amore

    Con gli occhi dell'amore si vedono cose impossibili
    Sogni e fantasie mai esistite.
    A tutti i colori del mondo , se ne aggiunge sempre uno in più.
    Il cielo scintilla.
    I fiori irradiano luce.
    Il mare diventa argento e oro.
    Ogni cosa si trasforma in un armonico gioco di sentimenti puri.
    Gli occhi dell'amore, vedono oltre.

  • 19 maggio 2016 alle ore 0:39

    I miei sogni valgano quanto tutti gli altri. Valgano i sogni di chi non riesce più ad esprimerli perché troppo deluso. Valgano i sogni dei miei amici perché la loro felicità è anche un po la mia. Valgano anche i sogni dei miei "Nemici", perché se la vita gli avesse dato l'occasione di realizzarne qualcuno in più forze... Sarebbero diventati un po meno cattivi e non vivrebbero per distruggere quelli degli altri.