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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 marzo 2016 alle ore 22:44
    Tu, piccolo fiore assetato

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di labbra e di corvi

    che scacci vermi alla notte

    e violenti la luna

    con ombre di sogni appassiti

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di note e spirali

    che disegni incertezze

    su parabole stanche

    e poi tenti la morte

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di carne e randagi

    che provochi incesti al destino

    e scrivi anagrammi

    con parole mute

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di schiaffi e carezze

    che osservi il mio volto allo specchio

    e spegni la luce

    mentre un sorriso muore.

     

  • 21 marzo 2016 alle ore 14:27

    Non concedo contratti a tempo indeterminato a nessuno! Decido io se cominciare qualcosa con qualcuno. Non conta il tipo di rapporto, che sia amicizia o amore decido io se entri o no nella mia vita. Sia ben chiaro che se ti concedo un posto devi averne cura! Perché come decido chi entra... Decido anche chi esce! E una volta che quel posto te lo sei giocato puoi far suonare le campane di tutti i santuari del firmamento nella mia vita non entri più! Sono un'anima che sa stare da sola, una di quelle che non ha bisogno di nessuno, ma che ha imparato ad amare se stessa oltre ogni convenienza e solitudine.

  • 21 marzo 2016 alle ore 14:12

    Quella sensazione che si adagia in fondo allo stomaco... Nella parte più profonda del tuo io. Quella sensazione che ti fa sorridere in quel modo leggero ma vero. Quella sensazione che da quel punto irradia verso il tuo volto rendendo il tuo sguardo limpido. Un salire lieve, ma deciso... Quella sensazione che ti rende consapevole della tua rinascita.

  • 21 marzo 2016 alle ore 9:58
    A volte penso

    A volte penso
    ai migliori
    che muoiono
    giovani
    ed altri che non lo sono
    non muoiono mai
    come uomini abbandonati
    a destini stanchi
    A volte mi domando
    se è giusto tutto questo
    in un'atmosfera
    appesantita
    dalle troppe prigioni
    di un vivere spento
    per i più sfortunati
    innamorati
    ma senza punti
    di riferimento
    nelle accese sintonie
    di esseri ingordi
    affamati delle luci

     

  • 20 marzo 2016 alle ore 22:42
    Il fruscìo del pube danzante

    Sdraiati supini sulla vita
    al calore della fantasia più dolce

    a far muovere le mani
    in cerca dei nostri corpi frementi

    corriamo forte
    al ritmo dell'amore

    con eccitanti leziosita'
    a prodigarsi sui nostri bassoventre

    a conservarci eterni
    in giovani amplessi

    infonderci nuove vigorie
    e realizzare sogni d'orgasmi infiniti

    E ritrovarci schiavi di noi stessi

    a godere di quella schiavitù
    nell'apoteosi del nostro amarci

    abbandonandoci alle delizie di quel trionfo

    e nella pietà delle nostre anime stordirci

    e lasciarci evaporare in quel desiderio

    nell'eternita' delle nostre erezioni

    dimenticando infelicità e angosce

    E aspettare il domani per ricominciare
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 20 marzo 2016 alle ore 21:03

    Alla vita ti affacci quando nasci, ma per imparare a camminarci dentro non ti basterà quella che ti hanno concesso. Vieni al mondo piangendo e poi capirai che è la prima cosa che ti insegnano proprio perché è quella che farai più spesso. Conoscerai la sicurezza di un abbraccio sicuro, come quello dei genitori perché tu possa poi riconoscere la stessa sicurezza in altri che riceverai. Imparerai il significato della parola "Casa" e ti capiterà poi di sentirti a casa anche quando non sarai tra quelle quattro mura, ma magari tra le braccia di qualcuno. Perderai equilibri e li ritroverai, smarrirai la strada, ma le tue gambe e l'esperienza ti ricondurranno su quella giusta. Vedrai treni partire, altri fermarsi... Ti fermerai di fronte ad alcuni di essi senza avere il coraggio di salirci sopra... Altri li prenderai piena di speranza, per poi capire che la tua salvezza è scendere da essi prima possibile e sarà una delle scelte più difficili che dovrai fare. Credimi, qualsiasi cosa accada... La vita ha una sua "Alba" e un suo "Tramonto"... Ti prego, fa in modo che tra questi due punti principali ci sia il meglio e il massimo di TE!

  • 20 marzo 2016 alle ore 19:39

    Un valoroso inchino a coloro che sono entrati nella mia vita come persone e ne sono uscite come il "Niente". A coloro che hanno lasciato la convinzione che non c'è mai "Un peggio", ma c'è sempre da imparare. Un brindisi, ancora uno... Alla faccia di nuove esperienze che ci fanno crescere e ci insegnano che non si è mai abbastanza forti. Un inchino a chi ha sfiorato la nostra vita, lasciandoci un retrogusto amaro, ma un nuovo obbiettivo pieno di dolcezza e colori. Quei colori che hanno provato a spegnere. Brindo a voi... A voi che anche se avete fatto parte della mia vita, anche se un tempo vi ho considerato importanti... Ne siete usciti senza lasciare alcuna mancanza, ma un'enorme senso di "Pulito" attorno a me. A voi!

  • 20 marzo 2016 alle ore 17:38
    Tre giorni

    Ho avuto tre giorni,
    per assistere con tutto il corpo 
    ai profumi notturni di fine inverno.
    Ero in vita, quando ho compreso,
    nel cuore,
    che più dell'amicizia, 
    è il senso di essere insieme;
    presente perchè una chitarra
    mi ha riportato nel corpo.
    Mi sono messo in viaggio amico mio,
    cercandoti negli abbracci di altri,
    per non sentirti mancarmi,
    quando, davanti i tuoi occhi limpidi,
    la mia solitudine, con te, tacque.

  • 20 marzo 2016 alle ore 14:49
    Microsistema

    Tu devi compiere i giorni, che i compleanni non sanno la fatica del tuo corpo al sole. L’aroma dell’erba medica tritata non può deperire di attesa, tu devi compiere i giorni da cui fioriscono attimi dal sapore di cose scaldate dal sole, non è più tempo di rinnovarsi a scadenza, l’arcano cielo non compete al tuo sguardo, tu sei plusvalenza di tutti i miei sospiri bagnati che il sole ha asciugato, lasciando smarrire l’odore di labbra già usate, un attempato sussulto non sa convincere il cuore crepato. Nei mausolei della tristezza regnano le lacrime più docili, ipocondriaca trama il morso di ciò che fu, farfalle posano sul tuo corpo al sole, tu devi compiere i giorni per lasciarmi scrivere l’occorrenza di una eventuale assenza, la bazzecola di luce sgranata dai tuoi occhi è la falciatura dell’infermo io che si approvvigiona di ogni tua lontananza. Tu devi compiere i giorni, armonioso sarà così tacere al tuo sguardo, fare durare un silenzio per ciò che è e non per ciò che non siamo.

  • 20 marzo 2016 alle ore 14:06

    Niente è più contagioso di un sorriso. Uno di quei sorrisi spontanei che regali senza pensare. Regalalo a te stesso, sempre come prima cosa, poi spontaneo verrà verso gli altri. Se non parte da dentro, se non ha potenza e volontà non restituisce quella positività per cui nasce. Ricordati sempre che fin quando sei in piedi, anche se malconcio, sei vivo ... E la vita ha bisogno di sorrisi per sorriderti.

  • 19 marzo 2016 alle ore 23:31
    Dov'è finita l'aquila ch'era in me ?

    Confinato nei miei sensi

    con l'anima avvinta
    dalle oscure ombre

    conto i giorni

    nella cruda sfida
    col sussurrìo degli istanti

    Nella libertà del tempo

    tra gli inghippi della memoria

    a volte mi fingo vivo
    con la morte nel cuore

    e nel desiderio che le sofferenze
    diano ancora forza alle mie ali

    ascolto musiche soavi
    dalla grazia dell'interiorità

    a intonare infinite paure

    nel silenzioso lacrimare dell'anima

    E vorrei sapere dov'è finita
    l'aquila ch'era in me
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 19 marzo 2016 alle ore 20:44
    Realpolitik

    Nel quotidiano l'amore
    tanto auspicato a parole
    resta nei fatti illusione
    con la violenza al cuore
    in pasto a profusione.

    E' la strumentalizzazione
    cavalcata a gran voce
    mentre la pietà muore
    passata la commozione.

  • 19 marzo 2016 alle ore 17:59
    L'anima è musica

    Nel silenzio della sera
    inaspettate, capto
    melodie al piano...
    ineffabili
    L'armonia trascende
    lo stupore dei sensi
    Il corpo smarrito...
    L'anima si fa musica
     

  • 19 marzo 2016 alle ore 9:53
    Padre

     
    Io, ramo di quercia
    vivo del tuo tronco
    la linfa
    Usmo
    delle radici gli odori
    che furon tuoi
    Foglia tua tenera
    vibro nel vento
    D’azzurro respiro
    m’inebria il tuo cielo
    Padre.

  • 19 marzo 2016 alle ore 1:48
    Unspoken/Tacitamente

    Thorns are tearing apart
    my already bloody heart
    wearing down little by little
    my troubled soul
    through unspoken desire.

    It would be so easy to fall in love
    if only you found me.
    Yet emotions are turned off
    and everything feels numb.

    Whenever I imagine you
    sparkles of passion ignite a fire
    that is meant to heat those nights,
    when I miss something undefined.

    I dream of your body, then,
    under mine,
    and while I sit watching you,
    from above,
    your hands lay still on my thighs.

    I bend down to kiss your lips,
    ever so slowly,
    while touching your body
    and touching mine.
    I explore every inch of you,
    ever so lightly,
    with my eager fingertips.

    Your fine hair rises to tickle mine
    with wild anticipation.
    And then, you bite the lips I kissed.
    You shake and grab my hands to stop me,
    rolling me over.

    Yes, my love,
    it's your turn now.
    Pin me down and torture me slowly
    with thousand and one kisses
    on my hot and restless skin.
    Make me crave for every single one
    of our quickening breaths.

    And then stop,
    drive me crazy with your wicked smile,
    your eyes piercing mine with unspoken words:
    "Be patient, my love,
    there's no hurry,
    I promise, my love,
    I will soothe your pain soon."

    This should be heaven,
    yet a billion shivers run through me
    and the inconceivable power of exhilaration
    blows up both my mind and body.
    So I cry,
    because by keeping all these mute emotions inside
    I think I would simply die.

    So don't linger now,
    wherever you are,
    come to me,
    read from my troubled eyes
    this unspoken dream.

    TRADUZIONE

    Taciuto

    Le spine strappano
    il mio cuore già sanguinante
    consumando poco a poco
    la mia anima travagliata
    da un desiderio taciuto.

    Sarebbe così facile innamorarsi
    se solo tu mi trovassi.
    Invece le emozioni sono spente
    e tutto sembra paralizzato.

    Sempre quando ti immagino
    scintille di passione accendono un fuoco
    che dovrebbe scaldare quelle notti
    in cui mi manca qualcosa di indefinito.

    Sogno il tuo corpo, allora,
    sotto il mio,
    e mentre seduta ti osservo,
    da sopra,
    le tue mani poggiano ferme sulle mie cosce.

    Mi abbasso a baciare le tue labbra,
    così lentamente,
    mentre tocco il tuo corpo
    e tocco il mio.
    Esploro ogni centimetro di te,
    così leggermente,
    con i miei avidi polpastrelli.

    I tuoi peli si alzano a solleticare i miei
    con aspettative selvagge.
    E poi, mordi le labbra che ho baciato.
    Tremi e mi prendi le mani per fermarmi,
    girandomi.

    Si, amore mio,
    tocca a te ora.
    Bloccami e tortutami lentamente
    con mille baci e ancora uno
    sulla mia pelle calda e irrequieta.
    Fammi bramare ogni singolo
    dei nostri respiri accelerati.

    E poi fermati,
    fammi impazzire con il tuo sorriso malizioso,
    i tuoi occhi che trafiggono i miei con parole taciute:
    "Sii paziente, amore mio,
    non c'è fretta,
    te lo prometto, amore mio,
    allevierò la tua sofferenza presto."

    Dovrebbe essere il paradiso,
    invece un miliardo di brividi mi attraversano
    e l'indescrivibile forza dell'eccitazione
    fa esplodere entrambi la mente e il corpo.
    E allora grido,
    perché tenere dentro tutte queste emozioni mute
    credo mi farebbe solo morire.

    Quindi non attardarti ora,
    ovunque tu sia,
    vieni da me,
    leggimi dai miei occhi inquieti
    questo sogno taciuto.

  • 18 marzo 2016 alle ore 23:21

    La festa del papà... Il MIO PAPA'... Che io chiamo Babbo ... Colui che mi ha insegnato a camminare e a vivere. Colui che con tanti calci nel sedere (E non scherzo) mi ha insegnato e imposto i valori che oggi ancora porto con orgoglio e fierezza. Mi ha insegnato il rispetto e la sincerità. Mi ha insegnato che anche se per molti uomini le donne sono tutte "Troie" io non dovevo esserlo ;) Mi ha difesa a denti stretti e salvata milioni di volte. Questo piccolo grande uomo mi somiglia tanto, non solo il suo volto, ma il suo carattere identico al mio. Due caratteri simili, che ci porta spesso a scannarci, ma il bene che ci unisce è immenso. Lui lo sa, io glielo dico spesso che lo AMO e non smetterò mai di dirglielo. Così un giorno, spero lontanissimo, quando non ci sarà più, ricorderò i suoi occhi diventare lucidi ogni volta che lo abbraccio dicendogli: "Il mio babbino"! Auguri Babbo... Perché mi hai dato la vita e mi hai dimostrato in ogni giorno di essa che eri pronto a darmela ancora e ancora... E ancora. 

  • 18 marzo 2016 alle ore 22:30
    Sarebbe stato forse meglio rimanere un'ipotesi

    E m'hanno fatto perdere

    il piacere dei desideri
    che alimentano le attese

    e con essi tutte le saggezze
    che nascono dalle necessità

    di questo mondo che ormai si nutre
    di esibite visceralità

    intrinseche dell'umanità corrotta

    sempre pronta a tramutare
    ogni esperienza in interessi privati

    perpetrati senza alcun sacrificio

    e a ritagliarsi pezzi di realtà
    nei quali vivere le proprie complessità

    succubi dell'aspra visione
    che si ha della vita

    tra fantasie e verità

    raggelate da comportamenti di pietra
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 18 marzo 2016 alle ore 21:04
    Fiore di poesia

    Il componimento poetico
    ​è come un immenso prato fiorito
    ogni suo fiore è un sostantivo
    o attributo dello stesso;
     
    rimanda sempre ad un ricordo
    triste o lieto,
    ad un sorriso
    esteriore o intimo;
     
    il poeta non si perde d'animo
    trova sempre l'argomento,
    il giusto momento,
    il dolce ritmo;
     
    la vista mia chiudo
    immagino un soffio
    di vento
    scompare il prato.

  • 18 marzo 2016 alle ore 20:04
    Non ci crederete, ma è proprio vero

    Intorno a me tanta materialità a riversarsi nel mio vivere Sensi di dispersione a disconoscere la mia identità all'infinito nel vivo senso di ogni espressività E rivedo godimenti indifferenziati del passato già trascesi al futuro senza alcuna proiezione nel presente a non coincidere per niente con il mio Essere nella sua essenza interiore dove è normalità vivere i contrasti. . cesaremoceo Proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 18 marzo 2016 alle ore 19:26
    Una goccia

    Il luccichio delle gocce d'acqua
    imperla le piccole foglie
    Ed è come un ricordo lontano ma
    infinitamente presente
    Ti prende
    Ti avvolge
    Ti tiene legata
    Una piccola goccia che ti strugge

  • 18 marzo 2016 alle ore 17:26
    Ventuno Marzo

     
     
    Sulla muta campagna
    Sira un alito di vento
    Pian, piano più muto
     
    Il cielo è azzurro
    Poche nuvole chiare
    Cappello della collina
     
    Sulla pianura in fiore
    Un starnazzare di ali
    Arrivano le rondini.
     
     
    Cit. “ La Primavera è anticipata dall’arrivo delle rondini… “

  • 18 marzo 2016 alle ore 16:58
    Unico.

    Cambia il tuo volto per me.
    Trasformati in ciò che non sei, ma in ciò che vorrei.
    Fingi di essere chi non puoi essere.
    Illudimi di essere chi voglio, ma tieni al suo posto il tuo cuore, perché è ciò che amo.
    Scrivimi parole d'amore che mi leghino a te, nonostante il tuo volto.
    Sorprendimi con gesti unici, che mi portino su un mare di sogni.
    Cambia il tuo volto per me, unico amore.

  • 18 marzo 2016 alle ore 12:46
    Esercizio (riflessioni)

    Dove depongo l'intento
    nuovo di zecca
    sapore amaro e scaduto
    che sostiene il filo.

    Cosi non cado nel vuoto
    che anche oggi ho scavato
    aspettando variazioni allegre
    sulla scia dell'intorno.

    Non sono che flebile volontà
    scudo e corazza d'essenza
    che scalpita dietro il giorno
    e di nuovo ritorna a cantare.

    Raffaele di Ianni.

  • 18 marzo 2016 alle ore 7:22
    battuta finale

    tra le pieghe del primo e dell'ultimo respiro
    come una lama di coltello il silenzio è passato affilato e sottile

    oltre l'orizzonte del così deve essere
     questo unico giro di giostra intarsiato di sorrisi e di ferite
     arriverà alla fine

     se tu sei la mia battuta finale,
    ti prego volteggiami addosso fino a sempre 
    come un lenzuolo fresco di bucato steso al Sole ad asciugare

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/03/battuta-finale.html

  • 17 marzo 2016 alle ore 23:28
    Senza te

    Mi muovo
    nell'immensa casa
    come prigioniero
    nella stretta cella
    della solitudine