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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 01 marzo 2016 alle ore 21:23
    Amici miei,amici mai

    Sotto l'assordante sciabordio del mare

    sporche certezze porgono
    saluti intrisi di sangue

    baci e abbracci tra corpi violati

    respiri dolci di dolci sorrisi

    Uomini e donne bambini innocenti
    dagli sguardi impotenti

    lunghi silenzi di comitive rallegrate
    d'attimi di nullità nutrite di buie eternità

    travolte dalle onde del vuoto
    nel troppo amore che crea dolore

    debolezze da mascherare e sublimare
    nella luce dell'anima

    unica certezza su cui sperare

    E d'improvviso i dolci sorrisi
    divetano ghigni derisi

    nella possibilità di fottere
    le difese degli altri con la propria paura

    E non conoscono ancora
    la loro triste sorte
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 01 marzo 2016 alle ore 17:31
    Ti scriverò...

    Ti scriverò solo una parola per dirti quello che provo per te.
    Ti scriverò, perché è importante che tu sappia.
    Ti scriverò, perché ho bisogno che tu capisca.
    Ma solo una parola.
    Perché il resto è solo nebbia.
    Ti scriverò solo una parola....amore!

  • 01 marzo 2016 alle ore 17:27
    A te che non esisti.

    Con tutto l'amore che posso, un sorriso a te che non esisti.
    Un pensiero che ti sfiora.
    Una lacrima sfugge.
    Ma il cuore pieno d'amore per te che non esisti.
    Tu che non ci sei, ma occupi tutti gli spazi vuoti dei miei giorni.
    Un bacio a te che non esisti.

  • 01 marzo 2016 alle ore 17:26
    Nel silenzio

    Sei quel silenzio che fa così rumore.
    Un attimo rubato nella notte.
    La tua voce nei ricordi.
    Il vuoto dentro e fuori.
    L'anima sì spoglia dei suoi dolori e riposa, in quel silenzio che fa così rumore.
    E ci sei anche quando non ci sei.
    E toccarsi i pensieri nonostante la distanza.
    Sei, quel silenzio che fa così rumore.

  • 01 marzo 2016 alle ore 17:21
    Echi navali

    Gli echi navali dei nostri maestri
    soffiano vestali sulla brace
    in un incendio che so
    contemplerò da solo
    prodigo e affamato di ritorno
    dove non sono mai stato davvero.
    E mi perdonerai se non ti avrò
    chiamata ancora
    se avrò dato l’impressione
    di preferirti un pugno i fantasmi:
    talvolta amo sommergermi di morti
                                                    entusiasmi.

  • 01 marzo 2016 alle ore 13:12
    Pierrot, amico mio

    Vivo la vita

    nel quietismo raccomandato
    dai ricordi d'infanzia

    provando a immaginarla diversa
    nell'incarnare l'idea di me stesso

    recitando rosari
    alla ricerca del mio Io più profondo

    litanie ripetute
    prostrato in ginocchio in fronte alla vita

    nelle stanze dell'anima
    col il cuore a conversare con se stesso

    Desideri di pienezza
    attraversano il mio spirito oscuro

    nell'incompletezza del mio Essere interiore

    con la crescente esigenza
    di isolarmi dal mondo

    e ritrovare il coraggio di soffrire
    immerso nell'unità degl'intenti e dei sentimenti

    E mi fa compagnia il buio della mente

    illuminata solamente
    dai riflessi dell'anima

    nella storia vissuta
    senza spade e senza armi

    e cercando le parole giuste
    a far valere i pensieri

    e disegnare ogni giorno
    nuove maschere di me stesso
    E lasciare in eredità
    echi che parlano di me

    lungo il viaggio nella memoria del tempo

    a insegnare al mondo
    d'andar piano

    per arrivare sano e molto lontano
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 29 febbraio 2016 alle ore 23:48
    La filosofia dell'esistenza

    Costretto a scegliere

    in una sorta di purificazione
    necessaria e salutare

    se abbracciare le cattiverie
    del mondo che mi stanno davanti

    o sopportare la mitraglia di emozioni
    che mi curvano le spalle

    cerco alternative tangibili

    a scoraggiare la fuga dei sentimenti
    e di legittime aspirazioni

    progetti alieni a mutuarsi
    e convertirmi al desiderio

    di voler dire grazie
    a chi mi vuol bene

    nell'intento esclusivo
    d'attirare le attenzioni

    e educare alla reatà

    E rimarcare l'origine
    della mia sensibilità esistenziale

    nel trasmettere il mio messaggio
    con le azioni e con le opere

    comunicando l'esperienza personale
    contro le necessità del destino

    verso cui non esiste rimedio
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 29 febbraio 2016 alle ore 23:05
    Sicilianità

    Quattro noci carnose
    un calice di dolce zibibbo
    il profumo di arance appena colte...
    La mia anima s'inebria del tuo sguardo
    baciato dal sole...
    Nella mitica terra
    da fiaba, la poesia germoglia così

  • 29 febbraio 2016 alle ore 22:25
    Vergognosamente

    Si cade
    a volte
    ad occhi aperti in strisce di gomma
    vergognosamente offensive
    Scarnifichi –allora- l’anima
    In truce piego di sguardo l’afferri
    Cadi
    a volte
    ad occhi aperti
    - vergognosamente -
    nel buio che conosci
    Da cui vorresti fuggire
    Ma cadi e vedi la gomma:
    tua ultima scoria
    vergognosamente languire
    Morire.

  • 29 febbraio 2016 alle ore 17:35
    Mai

    Non lasciarmi in pace mai.
    Scuotimi.
    Pervadimi.
    Tentami.
    Non arrenderti.
    Occupa la mia mente.
    Imprimi i miei spazi.
    È il solo modo per avermi.
     

  • 29 febbraio 2016 alle ore 17:33
    Un fiore

    C'è una rosa per te...
    È un pensiero che spacca il cuore.
    Ti incarta l'anima.
    Avvolge la mente.
    Un gesto gentile.
    Inaspettato.
    E il suo profumo ti arriva dritto al cervello, inebriandoti i sensi.
    C'è una rosa per te...

  • 29 febbraio 2016 alle ore 15:11
    [Senza titolo]

    Ho riordinato i libri
    sopra il mensolone
    nel cassetto ci ho messo
    le fotografie e nel ripiano 
                                         in alto

    quelle che non voglio vedere
    nemmeno per sbaglio
    né per debolezza
    dove non ci arrivo, dove serve la scala
    dove l’occhio non vede
    che la polvere cala
                                 lentamente

    in sospensione
    sul ripiano, sul cassetto,
    sopra il mensolone.

  • 29 febbraio 2016 alle ore 11:27
    un ricordo nudo che scappa

    e tu mi chiedi perché io mi alzo sempre presto
    perché voglio disegnare con matita e acquerello un ricordo nudo che scappa

    mi servirà a non dimenticare  quando sarò troppo stanco per ricordare

    un ricordo nudo che si guarda allo specchio e poi scappa
    come in quel dipinto che ho visto quando ero piccolo
    quando ancora non capivo il senso delle parole

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/un-ricordo-nudo-che-scappa.html

  • 29 febbraio 2016 alle ore 9:57
    La Sfida Con Il Mare E' Una Partita Perduta

     
     
    Nubi incerte
    Dall’andare stanco
    Hanno offuscato il cielo
    Da limpido e soleggiato
    Si è fatto minaccioso
     
    Il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    Frusta le onde
    Il mare si agita
    E perde la memoria
     
    Nulla perdona
    Alle sfide dell’uomo
    Mai domo
    Sempre agguerrito
    E mai padrone vincente.
     
     
    Cit. “ L’Uomo contro la Natura vince la battaglia, ma perde sempre la guerra. “La Sfida

  • 29 febbraio 2016
    Haiku

    Mare d'inverno
    Tempesta di passioni
    Vibra la terra

    Agata Di Dio e Filippo Minacapilli

  • 28 febbraio 2016 alle ore 23:53
    Pensieri sulle curve

    I pensieri
    non si rincorrono
    Si appoggiano
    su onde di lune
    e si palesano
    seguendo tempi
    di luce e di ombra
    Così tornano:
    sulla curva di una luna.

  • 28 febbraio 2016 alle ore 22:55
    Il fondamento ultimo della mia realtà

    Parla strano la felicità

    con i suoi accenti bislacchi
    a sposare i teneri bisogni
    del mio essere Uomo

    Stralunato ad arrampicarmi
    su scale di vetro

    scivolo nel vuoto della tenacia
    a cadere su prati di fiordalisi in fiore

    frammenti culturali
    a raggiunger gl'intenti

    ascoltare lo Spirito
    che abita nel cuore

    e imparare ad amare

    E sogno facce d'uomini
    in corpi d'uccelli

    arpie allappanti scie di sangue
    come fossero profumi di zagara

    ansie che m'assalgono

    con i pensieri indignati
    a sbattere contro i muri di gomma
    costruiti dalle emozioni

    mondi interiori fanciulleschi

    sedimentati col passare degli anni
    e divenute metafore

    nelle quali raccontare la vita
    E mi chiedo ancora

    quale possa essere
    il fondamento ultimo essenziale
    e veramente infinito della mia realtà
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 28 febbraio 2016 alle ore 22:46
    Poesia

    Mentre sfioravo
    le sue labbra
    le chiesi,
    di parlami della tua poesia.
    Lei mi abbracciò...
    non disse una sola parola

  • 28 febbraio 2016 alle ore 13:10
    L'amore...

    L'amore non fa silenzio.
    L'amore esplode anche quando è muto.
    Ti dà il coraggio.
    Ti toglie i dubbi.
    Ti riempie gli istanti.
    Se non fa questo, non è amore.

  • 28 febbraio 2016 alle ore 10:26
    La soitudine dei numeri primi retrocessi

    Manifestanti di giovine età

    traboccanti di cultura nella temerarieta'
    di filosofeggiare col mondo

    a godere di quell'intimo piacere
    trafitto da emozioni morali
    dal volto scuro e tenebroso

    a veder transitare la loro storia

    cieca e cinica

    vissuta tra voglie illecite per niente etiche
    a sfociare in egoismi ridotti sul lastrico

    Anime rimaste sole

    tra birre e canne
    speranze fallite e certezze frantumate

    A rintanarsi nei luoghi del non senso

    a rivivere viaggi della memoria
    violentata dai ricordi

    e dagli attimi di vita
    che avevano costellato la loro esistenza

    luoghi dove chi entra

    vive la sua solitudine diversa

    assieme a altre solitudini
    nella solidarietà tra numeri primi retrocessi

    e rimasti soli a cantare senza spettatori
    .
    cesaremoceo
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  • 28 febbraio 2016 alle ore 9:48
    Simile A Un Lupo Selvaggio

     
     
    Delicati profumi
    Nel cuore della notte
     
    Mentre un uomo austero
     
    Giacca sulla spalla
    Ombrello a tracollo
    Bastone nella mano
     
    Grida alla luna
    I suoi ultimi passi
    E tutto ciò non mi è strano.
     
     
    Cit. “ Il viaggio nella notte è svanito nella stazione della luce “

  • 28 febbraio 2016 alle ore 8:50
    Anima...

    Tu hai visto la mia anima...
    e ci hai giocato...
    Dentro, tutte le porte erano aperte...
    le stanze vuote...
    Aleggiavano sogni...lieti...ribelli...preziosi
    Solo chi aveva gli occhi nel cuore poteva vederli...
    Ma i sogni erano per pochi...
    e l'anima vagava solitaria...indefinita...sospesa...
    Tu hai visto la mia anima...
    E ci hai giocato...

  • 27 febbraio 2016 alle ore 21:22
    Donna, tu

    Sei tu la più bella
    nella tua anima,
    sempre contenta,
    sempre lieta,
    unica nuvola
    in celeste volta;
     
    a dea simile
    non comprendo le violenze,
    le angherie,
    le ripicche,
    contro di te,
    anima sublime
     
    il mio animo
    d’amor pieno
    non può tollerare,
    non può permettere,
    queste ipocrisie,
    queste ignominie
     
    la prima regola
    rispettare la donna
    comprenderla,
    assecondarla,
    accettarla
    come donazione divina.
     
     

  • 27 febbraio 2016 alle ore 18:06
    All'amante morta

    Ti vedo e non ti vedo, nei meandri
    dei miei ricordi sei ormai evanescente.
    Eppure, nonostante il tuo riflesso si
    fa fioco nello specchio dei miei neuroni,
    l’oltretomba non può trattenere il verde
    dei tuoi occhi o la lacrima dei miei.
    Spero che dopo questa vita ci sia
    qualcosa solo per tornare a baciarti,
    a scambiarci dolore, saliva e anima
    in un eterno avere sedici anni.

    02/09/2014

  • 27 febbraio 2016 alle ore 16:53
    Mare di speranza

    Grani di felicità
    vorrei donare
    a chi dure battaglie
    deve affrontare
     
    Calma e vigore insieme
    vorrei regalare
    che risollevino gli animi
    per pungolar l'istinto
    di altre incipienti primavere
     
    Vorrei che Ottimismo
    squarciasse l'oscura cortina
    che ora tutto avviluppa
     
    E la sciogliesse
    in un caldo mare di speranza