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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 febbraio 2016 alle ore 17:39
    Hanno spento le luci a Kobane

    Guardami mentre cado ai tuoi piedi.
    Riconosci il colore del mio sangue?
    Dimmi se è bianco o nero,
    dimmi se è olivastro o rosa pallido.
    Dimmi se riconosci la razza dall’odore della saliva.
    Dimmi se sa di ebreo, di arabo, se senti il cumino
    o la rosa europea.
    Io sento solo un profondo odore di ferro
    prima di spegnere la luce;
    è il sapore della tua rivoluzione.
    Hanno spezzato le punte delle matite
    perchè parlano troppo,
    hanno spezzato la mia spina dorsale
    perchè penso troppo,
    mi hanno coperto il volto perchè
    non mi guardassero.
    Hanno spento la luce a Kobane.
    Non volano più gli aquiloni di Charlie Brown,
    s’impigliano nei rami
    dei giardini di Parigi.
    Hanno smesso di coltivare le rose,
    sono finte nel tritacarne.
    Hanno spento la luce.

  • 24 febbraio 2016 alle ore 23:16
    Il verme è nel frutto

    Nel triste esilio della vita

    vivere nella più completa passività
    e nel più aberrante squallore

    rivendicando l'assenza d'affetti

    con le illusioni delle certezze
    a corrompere ogni innocenza
     
    E incarnare ognuno il proprio fallimento

    nei sogni irrealizzati

    gemme ormai senza alcun valore
    in fila nel disamore eterno

    a infrangersi nel broncio della coscienza

    atto infame a ridere in faccia al dolore
    e sobillare i moti dell'anima unta di miseria

    E vivere la stagione dell'addio
    ignorando la realtà degli altri
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 24 febbraio 2016 alle ore 16:30
    Quando scenderemo

    Quando scenderemo
    in silenzio
    la nostra corsa
    resteremo negli spazi
    agli angoli degli occhi
    nello sbrinarsi del respiro
    a contrarsi e sgonfiarsi di sangue
    nelle pieghe dei profili 
    senza bordi di queste stanze.

  • 24 febbraio 2016 alle ore 16:12
    Could I...?/Potrei...?

    Could I borrow your smile, please?
    For one second or a whole lifetime.
    Always to remember how it feels to be happy.

    Could I borrow your lips, please?
    For just one minute or for today.
    Over and over to taste sweetness again.

    Could I borrow your arms, please?
    For only tonight or maybe forever.
    Never to forget how it feels to be safe.

    Could I borrow your time, please?
    However long it takes to be with you,
    even one second will feel like eternity to me.

    *** Traduzione (la migliore possibile, scusate) ***

    Mi presti il tuo sorriso, per favore?
    Solo un secondo o per l’eternità.
    Così da ricordarsi sempre della felicità.

    Mi presti le tue labbra, per favore?
    Un minuto o solo oggi
    Così da assaporare la dolcezza ancora e ancora.

    Mi presti le tue braccia, per favore?
    Solo stanotte, o forse per sempre.
    Così da non dimenticare mai il senso di sicurezza.

    Mi presti il tuo tempo, per favore?
    Non importa quanto ci vorrà per stare con te,
    anche un secondo, per me, sembrerà un’eternità.

  • 24 febbraio 2016 alle ore 14:24

    Grazie per avermi donato la tranquillità di cui avevo bisogno. Quella tranquillità che ho cercato ovunque e non riuscivo a trovare in nessun luogo e in nessuna persona. Grazie per il tempo e le attenzioni che mi dedichi, grazie perché arrivano spontanee senza che io le chieda. Grazie perché mi rendi una parte della tua vita e io sento quella sicurezza che può provare solo una persona che ha la certezza di essere costantemente nei pensieri di un'altra.

  • 24 febbraio 2016 alle ore 13:09
    Notti insonne

    Appaiono incerti
    questi venti
    hanno bisogno
    di chiarezze
    che apprenderemo
    assimilandole
    accompagnate
    sin dal mattino
    con cuori
    che battono
    e frastornati
    guarderanno
    vetrate
    toccate da pensieri
    assonnati ma vigili
    per evitare il buio
    delle notti insonne
    iniziando un nuovo
    anno, spaccato
     

  • 24 febbraio 2016 alle ore 12:34
    Nel rifiorire di stelle mai svanisce l'attimo

    Cercare tra i cassetti

    il profumo dei ricordi

    è come scardinare gli argini

    e ritrovarsi fango

    nell'inezia di mani stupefatte

    e dita mozzate

    dal brivido dell'enfasi

    che ragliano lacrime all'incesto

    di parole prone su lettere supine

    e nulla muore.

    Non conosco il limite

    se non vado oltre i miei sbagli

    e la paura non fugge

    al solo sibilar del vento.

    Fare a pezzi il proprio ego

    per diventare quadro

    un dipinto senza anima né corpo

    che soddisfi l'altrui ricatto

    nel nulla di un amen

    e annichilire il respiro

    nella contraccezione del tempo

    ma il cielo è immenso

    e nel rifiorire di stelle

    mai svanisce l'attimo.

    Conosco il limite

    il perimetro dei miei sbagli

    e non ho più paura

    di ritrovare la mia strada.

  • 23 febbraio 2016 alle ore 21:46
    E mi chiedo ancora cosa sono diventato

    Anni vissuti in compagnia
    di sofferenze e tribolazioni

    mischiate a stati d'animo euforici

    nell'esercitare l'arte
    di una lingua scintillante

    e periodi di energia creativa

    nella chiarezza di pensiero
    a sondare gli abissi dell'anima

    Lunghi e pesanti fardelli da sopportare 
    nel tumulto di quelle tempeste

    diventate gemme preziose
    a ornare la forza necessaria

    a sostenere senza timori reverenziali
    nei confronti del mondo

    i combattimenti interiori

    E continuo a conquistare medaglie diverse

    di quelle che non si mettono al collo

    ma altrettanto importanti
    nella volontà di sfuggire l'anima agli applausi

    restando lontano dal mangiare
    i frutti malati che la vita mi offre
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 23 febbraio 2016 alle ore 20:51
    canto del buongiorno

    Cade la pioggia
    Mentre io stringo
    Il pensiero di te;
    ancora non sveglio
    cerco i tuoi baci
    ed i tuoi occhi.
    23/02/2016

  • 23 febbraio 2016 alle ore 19:05

    Da qui comincio a scivolare
    lentamente fuori.
    Una rapida goccia sulle grondaie.
    C’è assai più grazia
    e generosità nell’infierire
    sui corpi stremati delle giornate
    e raccoglierne il lamento,
    la visita nel mezzo della notte,
    che nel fuggire a balzi
    le forche puntute dei vostri sguardi.
     
    E così evaporare
    nella nuvola di niente da cui viene
    uno come me: che non sa parlare.
     
    Baciami sulla fronte: starò bene.

  • 23 febbraio 2016 alle ore 14:41

    Alle persone regalate il tempo, il vostro tempo. Se tenete a qualcuno lasciate loro uno spazio importante e certo nel vostro tempo. Non fate mai di una persona quel "Qualcosa" o quel "Qualcuno" che riempie uno spazio vuoto, un tempo perso... Fate di una persona una scelta e date loro un posto sicuro al vostro fianco. Nel caso non sentite la necessità di fare questo, lasciate le persone esattamente dove sono, lasciandole libere di percorrere il loro cammino.

  • 23 febbraio 2016 alle ore 11:35
    Vento

    Sono come il vento
    Mi senti ma non mi tocchi
    sono inafferrabile
    Ti avvolgo
    ma non puoi stringermi
    ci sono sempre
    ma mi senti quando faccio rumore
    Sono dentro e fuori di te
    mi respiri e non lo sai
    Sono come brezza di mare
    e come stormire di foglie
    Se sono lieve sono serena
    Se soffio forte e mi senti ululare
    sono sofferente
    Se mi senti ridere fra gli alberi
    e fra l’erba e sulle onde increspate
    sono felice
    Comunque e ovunque ci sia il vento
    ci sono io
    Lieve come respiro
    Frizzante come spuma di onde
    Violento come un dolore
    Leggero come una carezza
    Ondeggiante come una melodia
    Sono vento
    Sono nel vento.

     

  • 23 febbraio 2016 alle ore 0:42
    Malerba

    Nel canneto limaccioso dei giorni invernali
    ho coltivato una malerba
    che s’inerpica negli interstizi
    guasta i frutti e si ristora
    nutre un’aspra fioritura.
     
    La vedo aggrapparsi al muro di casa.
     
    Lo sanno persino le pietre
    che il malanimo l’ha chiesta in sposa.

  • 22 febbraio 2016 alle ore 20:31
    Tu, uomo

    Grande narciso
    capace di vedere solamente Te stesso

    Tu uomo

    sei cresciuto con gli insegnamenti di Pinocchio
    a impersonare l'odio

    nelle sofferenze inflitte alla Tua anima

    senza curarTi mai dell'essere
    ma solo dell'avere

    e la'cercare illusioni e consolazioni

    E trasformi le sconfitte in crisi d'identità
    preferendo d'essere Nulla

    esasperando le avversità patite
    godendo nell'assurdita'
    di crederTi padrone del Tuo destino

    e felicitandoTi del Niente
    che ormai sei divenuto
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 22 febbraio 2016 alle ore 12:06
    La foglia forestiera

    Una foglia staccatasi da un albero lontano
    un dì dal vento sollevata si posò in un giardino
    gentilizio vattene via gridaron  tu che sei plebea
    quelle qui stese e cadute dalle piante blasonate
    che non diverso dal consorzio nostro umano pare
    il pesar l’altro anche nel regno del mondo vegetale
     

  • 22 febbraio 2016 alle ore 9:16
    haiku n. 132 (foglia nel vento)

    foglia nel vento -
    istanti di libertà
    prima del sonno

  • 22 febbraio 2016 alle ore 7:42
    Visibilio | poesia erotica

    Quando lui
    mi guarda,
    sorrido;

    Quando lui
    s'avvicina,
    tremo;

    Quando lui
    m'abbraccia,
    volo;

    Quando lui
    mi bacia,
    m'eccito;

    Quando lui
    mi possiede,
    svengo;

    Quando lui
    se ne va,
    muoio;

    Quando lui
    si riaffiora,
    rivivo.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 23:58
    Dimentichiamo,amici miei,il frutto settembrino...

    Dimentichiamo amici
    il frutto settembrino
    e che sia lieta la vita
    finchè in Noi regna la Speranza

    Ancorato saldamente alla mia finitezza
    traggo forza dalle debolezze

    nelle visioni scaturite
    dalla penna caustica e provocatoria

    a pormi il problema del futuro
    voltando lo sguardo
    verso l'ossessione del passato

    Con le radici ben piantate
    nella mia natura

    escludo armonie prestabilite

    vecchie arsenali dell'anima
    senza macchia e senza paura

    a esaltare le teorie del complotto

    marche di conformità di un destino
    che si diverte a essere se stesso
    sotto la forma d'altro

    Rapido fugge il tempo...
    .
    cesaremoceo
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  • 21 febbraio 2016 alle ore 22:45
    in altre parole

     tornare a dar da mangiare ai cigni

    prima che sia troppo tardi
    prima che i figli siano grandi
    prima che i sogni diventino stagni

    in altre parole
    vivere
    non sopravvivere

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/in-altre-parole.html

  • 21 febbraio 2016 alle ore 22:05

    Alla parola "Amicizia" io do un valore. Non sono quattro chiacchiere, una birra o due caffè in mia compagnia a fare di me una tua "Amica"! Con me serve onestà, sincerità, coerenza e rispetto. Nessuno che vive di invidia e cattiveria farà mai parte della mia cerchia di amicizie. Una cerchia che in molti hanno provato a sfaldare, peccato... Tempo perso, perché quando confermo un amico o un'amica è per sempre. Solo io scelgo quando chiudere e non sceglierò certo solo perché mi viene IMPOSTO! Non sono una personalità che si svende per convenienza, anzi sono una di quelle personalità pronte a perdere tutto pur di difendere qualcuno che ama e che definisce "AMICO"!

  • 21 febbraio 2016 alle ore 21:09

    A tutti quelli presi dai loro isterismi, dai loro complessi, frustrazioni e convinzioni chiediamo gentilmente di rilassarsi... Lo so, non è facile accettare che a "NOI" di ciò che pensate, che fate, che dite non ce ne frega niente... Però credetemi continuare a "Sperare" troppe volte fa solo male... "Accettare" a volte è la soluzione migliore... Pensateci!

  • 21 febbraio 2016 alle ore 20:26
    Cenere d'inverno

    Cenere d’inverno
     
    Quale cenere d’inverno
    nasconde pallida brace,
    sì nei pensieri serali
    covano scintille silenti.
     
    Nel meriggio della vita,
    quando pensare a ieri
    mi viene facile e solerte,
    fugaci sono i desideri.
     
     
     
    22.02.2016
     
     

  • 21 febbraio 2016 alle ore 19:11

    Incontrarsi non è una cosa semplice... Incontrarsi dentro intendo. Puoi conoscerti, frequentarti e non "Incontrarti" mai. A volte basta poco e in alcuni casi non basta una vita. Ma incontrare te, incontrarti sotto ogni aspetto è stata la cosa più bella che potesse capitarmi. Conoscerti piano, scoprire le tue debolezze e i tuoi punti di forza, i tuoi pregi e i tuoi difetti e capire che avevi molto da donare. Incontrarsi veramente è qualcosa che va oltre l'amarsi.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 19:03
    Limbo

    La vita è un limbo del non fatto.
    “Cara, mi passi il sale per favore?”
    Manca sempre qualche ingrediente,
    anche la polvere sbuffa fuori
    dal posacenere.

  • 21 febbraio 2016 alle ore 18:56

    Il tempo giova a tutto. Ristabilisce i rapporti veri e lascia finalmente andare quelli falsi. Ritrova i sorrisi persi e ferma le lacrime che ci hanno fatto compagnia per molte notti. Ti ricorda il valore della serenità e quanto poco rende la malinconia e la tristezza. Fa scoprire mondi nuovi perché capisci che nei "Vecchi" non vale la pena tornare.