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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 febbraio 2016 alle ore 18:03

    Ricostruirsi l'anima e il cuore. Stabilizzare la mente e le emozioni. Rinascere da un semplice sorriso regalato nel momento giusto. Avere di nuovo le risorse sufficienti per ricominciare... Riattivare ogni battito nel petto, ogni brivido sulla pelle. Guardare il cielo con gli occhi umidi di gioia e dire: "Ciao mondo... Eccomi sono tornata/o"!

  • 14 febbraio 2016 alle ore 11:49
    Il cuore parla

     
    Il cuore parla,
    e la sua voce intona
    un canto d'amore
    che risuona
    nelle fredde albe della vita
    dove tutto è paralisi
     
    Sussulti di dolore
    come nuvole si spostano
    e lo spazio lasciano
    a fiotti di biancheggiante luce
     
    Occorre tempo
    prima che il ghiaccio,
    sciogliendosi, accolga
    l'ammaliante blu del fiordaliso…
     

  • 14 febbraio 2016 alle ore 10:47
    Ogni giorno San Valentino

    Sto cercando versi gustosi e croccanti
    da bere e da mangiare quando torni a casa
    dopo una giornata graffiante di freddo sotto questo grigio cielo di periferia

    sto cercando rime concise e pulite
    dove ti piaccia abitare,
    durante il tuo lato oscuro del giorno

    sto cercando versi precisi e soffici
    dove ti piaccia riposare quando sei stanca dopo il lungo vagare

    sto ancora cercando,
    ti prego trattieni questo mio ricamo inciso nel cielo
    ancora per un po'.
     

  • 14 febbraio 2016 alle ore 9:52
    Apparo E Scompari Dietro L'Orizzonte

     
     
    Fiocchi di neve nell’aria
    Di un’alba vicinissima
     
    Fa sentire il tuo respiro
    Che accarezza l’anima
     
    Il tuo cuore risalda
    Come la calda estate
     
    Assalito dal tuo amare
    Che fa cantare le stelle
     
    È la mano del destino
    Che mi tiene legato a te
     
    Poi prendi la strada breve
    Che porta verso il sole
     
    Il mio cuore si impaurisce
    Per diventare affamato di te.
     
     
    Cit. “ Il tempo, il giorno non è mai uguale. “

  • 14 febbraio 2016 alle ore 9:49
    Illusion fallaci

    Spogliato è or qui l’albero del tiglio
    foglie secche già  morte tristi a far
    lì sotto a quello compagnia il vento
    poi dal mucchio una di lor solleva
    questa mossa par prender vita nuova
    altre nel tempo  si mettono a danzar
    tra quel tappeto morto dove  il vento
     poi morto  ferme ritornano a morire ,
    pur falso prender vita di volta avvien
    a passati istanti  del passato nostro
    secche foglie dall’alber della vita morte
    quando dall’alito d’interno vibrare scosse
    poi il sussulto morto di nuovo a  morir
    nel mucchio morto di ricordi nostri morti:
    fallaci illusion che  coi sensi forte pugnan
     
     

  • 13 febbraio 2016 alle ore 23:19
    La tirannide tace i bisogni del mondo

    Dominato nel pensiero
    dalla morte e dal nulla

    mi volgo a Te mio cuore

    nel tuo orgoglio
    d'accaparrarti con l'astuzia

    il potere di comandare i sentimenti

    E ti dimentichi volutamente
    di corruzioni e ingiustizie

    in questa vita gravata dalle sconfitte

    a sbirciare dipinti di felicità imposta
    impressi sui volti emaciati dalle "emozioni"

    umile e faticoso lavoro degli occhi
    imputriditi nel desiderio della speranza

    struggente spiro del velo dell'abbandono

    abbracciato con gioia a rime
    che appaiono e scompaiono dai miei versi

    a rinunziare al Nulla
    quando vogliono divenire poesia
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 13 febbraio 2016 alle ore 19:22

    Non sarò mai una persona perfetta. Non avrò mai l'accortezza di riflettere attentamente laddove un dolore mi tocca. Non avrò mai la prontezza di nasconderlo per tempo. Sono lo sbaglio delle cose sbagliate. Sono il disastro dei momenti disastrosi. Però quando voglio bene lo voglio davvero... Ed è proprio questo che spesso invece di rendere tutto più bello lo rende maledettamente più difficile e meno gestibile. 

  • 13 febbraio 2016 alle ore 17:48
    La Risposta

    Non c’è molto da aggiungere.
    La Risposta esiste da sempre.
    Un capitolo in cui siamo,
    un romanzo che parla d’altro.

  • 13 febbraio 2016 alle ore 14:35
    Dedicata a te

    Non bussare
    alla mia anima.
    Ci sei gia' dentro.

    (11 Febbraio 2016)

  • 13 febbraio 2016 alle ore 14:20
    Se il mio amore

    Se il mio amore
    è la tua libertà
    camminiamo insieme
    E' questa la nostra strada

    (23 Agosto 2015-Versi estrapolati da altro componimento)

  • 12 febbraio 2016 alle ore 22:51

    Ogni "Tempo" che giunge al termine non risparmia insegnamenti, crescita ed esperienza. Mentre "Lui" muore e passa nasce e arriva una nuova "TE". Non ti risparmierà lacrime e dolore. Non trapelerà incertezza e se per farti rinascere deve "Ucciderti" stai tranquilla che non avrà pietà. "Lui" lo sa, lo sente quando è il momento di farti sprofondare i piedi in quel fatidico "Fondo" da cui o risali o muori. Se ti lascerai morire non ti aiuterà e non ostacolerà mai una scelta che solo tu puoi cambiare. Se decidi di risalire la vita ti fornirà una spinta di gratitudine che unita alla tua forza interiore farà di te una vera "Vincitrice"! 

  • 12 febbraio 2016 alle ore 22:28

    Ho finto di stare bene anche quando dentro stavo annegando nel peggiore dei dolori. Ho mostrato un sorriso e una forza che ha suscitato invidia nell'animo di chi avrebbe voluto vedermi a terra. Non mostro quasi nulla di me. Per coloro che non sono parte di me e della mia vista mi vesto di apparenza perché la mia vera essenza, il mio vero essere lo riservo solo a coloro che meritano di vedere oltre. Guardarsi dentro a volte fa paura... Guardare dentro qualcun altro a volte ancor di più... Per questo ritengo che bisogna lasciarsi leggere nel profondo solo da chi ci ama veramente.  

  • 12 febbraio 2016 alle ore 21:03
    Sono così e non cambierò mai

    Amo anch'io 

    sogno anch'io 

    lotto anch'io

    piango anch'io 

    vivo anch'io

    Compiermi e immergermi 
    nei sensi acritici e disinteressati

    del mio concepirmi catapultato nella fantasia

    a difendere gli spazi conquistati dal mio tempo

    E laggiù sugli scogli emersi dell'Essere

    ergermi a vedere e chiedere ciò che vuole la vita

    E cerco il soccorso del mio Cesmo
    a manifestare l'isolamento delle emozioni

    a riscrivere i codici dell'anima

    inzuppato di solitudine
    e pervaso da profonde incomprensioni

    E ripasso da uno sguardo all'altro
    tutti gli specchi di ordine etico

    per vivere le distanze delle espressioni creative

    nella totale accettazione del mio Esistere
    .
    cesaremoceo
    proprieta' intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 12 febbraio 2016 alle ore 18:26
    L'utopia è il mio rifugio

    L'utopia è il mio rifugio:
    l'unica ancora di salvezza
    perchè ovunque giro
    vedo scappar via l'attimo
    ed i secondi uno dopo l'altro
    si mettono ordinati
    nelle loro file di relatività:
    come una pericolosa peste
    d'indifferenza
    che colpisce questo mondo
    ormai millantatore
    di tanto sbugiardata carità.
    E questo mio scappar
    questo fuggir – è presto detto –
    ha in sé un'impronta amara di tristezza
    che scava nel profondo
    della mia umana speme
    e questa nostalgia
    eterno scalpo
    della mia radicata solitudine
    lei non mi lascerà mai
    compagna, sorella
    a ricordar che questo secolo
    è fatto per opprimere ogni slancio.
    Ed io potrei persino
    solcare i quattro oceani
    sfidar gli dei del vento
    e conquistare mille cime
    ad ammirare quel finito inanimato
    aprirsi agli occhi come incanto:
    ma io non trovo la mia casa
    - questa è la sentenza di condanna -
    io non trovo la mia casa
    dove tornar
    sereno
    io non trovo la mia casa
    che accolga
    queste membra stanche
    affannate di desiderio
    immenso.
    Forse la mia casa
    - caro amico -
    si trova tra le stelle:
    ma ne sono quasi certo
    che persino là
    io guarderei ancor più lontano
    ad altre galassie
    milioni di anni luce
    ancor più in là.
    Così un giorno
    anche la mia rosa appassirà:
    in un tempo come un altro;
    e nessuno avrà strappato
    questo enorme cuore
    dal suo lurido egoismo,
    no, nessuno:
    per il proprio orgoglio
    per il bon-ton, il self-control
    io e gli altri ci ritroveremo
    coi capelli un poco bianchi
    ad aver rinunciato alla nostra compagnia.
    Eccola, allora: la mia stanza delle lacrime
    richiudersi di nuovo nel suo bunker
    ferro e acciaio
    a tessere la tela della gabbia
    la propria auto-difesa personale
    e tornare all'ordinario
    al futile al meschino
    a sognare mondi immaginari
    perfetti mai vissuti.
    Devi arrenderti:
    la pasta dell'umano infatti
    non è di questo mondo.
    E allora
    Amor mio frale!
    Disperata ricercata Armonia!
    Dimmi:
    Perchè a tanto sospirar
    porti il tuo fiore?
    Perchè lo spazio interminato
    in coro grida questa sera
    come ad esibire
    - nudo scherno -
    in un sol colpo tutta la mancanza
    di questo cuore orfano
    estraneo sulla terra?
    Non ci rimane che l'attesa.
    Dolce, magari ingenuo
    assennante attendere:
    come un amante
    ferito dalla vita
    io supplicherò il ritorno
    con cuore di bambino
    del Pianista immenso
    di questo universo.
    Forse vivrò la vita da eremita,
    “totalmente incapace d'amare”:
    forse così mi appelleranno
    o forse sarò uno fra tanti
    nell'orrore della massa
    incolore ed assopita:
    ma solo Tu mi tirerai fuori,
    solo Tu.
    Forse quel giorno io
    uscirò dall'utopia:
    da questi mondi creati immaginari
    - così soddisfacenti e tristi -
    della mia amata poesia
    io sarò strappato via
    grazie ad un abbraccio disarmante
    di cui oggi ho bisogno disperato
    come di un miraggio
    che sappia almeno un po'
    di Compimento.

  • 12 febbraio 2016 alle ore 16:31
    Pesci

    Sentili come sono stanchi di urlare
    muti i pesci; l’acquario circonda
    la terra priva d’ossigeno, il vetro
    la parete di un’anta senza luce
    e di una bocca da ri-sfamare. 

  • 12 febbraio 2016 alle ore 15:53
    Quartina n. 7

    se ne sta sempre in disparte a fumare
    dicono che abbia ucciso suo padre
    aprendogli il cuore a coltellate - 
    cosa non si fa, dico io, per amore...

    (da "La vocazione della balena", 2015, Arcolaio Editore)

  • 12 febbraio 2016 alle ore 15:51
    Dublino

    neanche lo ricordo il suo nome
    una specie di lunghissima vocale
    con qualche respiro nel mezzo - 
    gli occhi invece, azzurri e tesi
    come i cieli della sua parola
    e i capelli che nemmeno la seta...
    le mille birre ingollate nel vento,
    in bocca l'esordio dei migliori poemi
    la sua lingua leggera allacciata alle stelle

    (da "Papez", 2011, Arcolaio Editore)

  • 12 febbraio 2016 alle ore 14:34

    La convinzione spesso è qualcosa che appartiene alle persone che giudicano gli altri dando loro torto certo. Peccato poi che quando ricevono la stessa cosa si mascherano di vittimismo, facendo gli offesi senza arrivare a capire che hanno semplicemente ricevuto ciò che costantemente donano. Del resto dove nasce la convinzione di solito muore l'umiltà. 

  • 11 febbraio 2016 alle ore 22:49

    Ho voltato pagine che sapevano di menzogna, altre che non volevo più scrivere e alcune semplicemente perchè ne ero costretta. Poi mi è capitato di voltare pagine non per volere, non perchè erano il cuore o la ragione a dirmelo... Ma a parlare era il mio istinto di sopravvivenza... Se volevo sopravvivere sapevo che dovevo prendere una nuova pagina e scrivere su di essa... E anche se non avevo nulla da scrivere per non morire necessitavo di avere di fronte un foglio bianco e non uno ormai letto e riletto senza più parole da aggiungere.

  • 11 febbraio 2016 alle ore 21:16
    PROVVISORIA

    Provvisoria
    come una goccia
    a mezz'aria
    che non torna
    in cielo
    che non tocca
    terra
    Provvisoria
    come un alito
    di vento che
    senza direzione
    accarezza
    un'anima persa
    da tempo
    Provvisoria
    come il talento
    di fingere
    che esista
    chi da tanto
    vive solo
    nella fantasia
    Provvisoria
    come se
    l'oggi non
    divenisse mai
    come se
    dormire ora
    fosse
    la soluzione.

  • Alba
    che solitamente sveli
    i limiti oscuri della mia notte
    fino a scaldarne i contorni
    non invidiare il destino
    che incombe su di me
    guarisci le malattie che si accampano
    tra le ore nascoste
    nei meandri della mia acre solitudine
    e fa che io possa
    nel chiuso delle segrete dell'anima
    a far l'amore con la mia interiorità 
    accollarmi l'estasi inconclusa 
    dei miei pensieri
    E mangiare fiori
    emozioni gioiose
    a conciliare menti d'evasione
    spenti e senza vivacità 
    e divenire porta di Giubileo
    passaggio naturale della vita
    a consolidare l'umanizzare di cerberi
    e le loro afflizioni e sofferenze
    tappe che segnano
    il doversi adattare ai cambiamenti
    .
    cesaremoceo
    proprieta' intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 11 febbraio 2016 alle ore 17:59
    Testamento

     
     
    A Lei lascio:
     
    I pensieri incompresi
    I sogni sempre sognati
    E mai realizzati;
     
    A Loro lascio:
     
    La casa dei miei sogni
    Desideri e speranze
    Mete da raggiungere
     
    A Tutti lascio:
     
    L’augurio di
    Traguardi sereni
    E il verbo dimenticare.
     
    Cit. “ Ricordiamoci che l’ultimo vestito non ha bisogno di tasche. “

  • 11 febbraio 2016 alle ore 17:05

    Ci metto sempre buona volontà nell'affrontare le giornate. Mi impegno ad essere una persona sorridente, positiva e ottimista, ma spesso e volentieri nella gente che incontro trovo altrettanta "Buona volontà" nel farmi girare le scatole e spegnere ogni proposito di positività nel credere che esistano giornate dove il mio umore posso svegliarsi ottimista ed andare a dormire esattamente come si è svegliato. 

  • 11 febbraio 2016 alle ore 10:11
    Vana Ricerca

     
     
     
    Ho guardato l’infinito
    Ho vagato nel cosmo
    Ho vissuto nell’universo
     
    Ho cercato il mio amore
    Ma nel tempo dell’uomo
    Si è spenta l’essenza dell’essere.
     
     
    Nel silenzio ingannevole:
     
     
    Tra gli odori dell’incenso
    Appare un breve sorriso
    È il saluto di un addio
     
    Eri il mio amore
    L’essenza del mio cuore
    La luce delle mie stelle
     
    Ho amato tutto di te
    Conoscevi tutto di me
    Ma ho perduto la guida del faro.
     
     
    Cit. “ Apparire per poi scomparire dietro l’orizzonte “

  • 11 febbraio 2016 alle ore 9:06
    Cavolo Che Tristezza

     
     
    La luna sul mondo
    Oltraggiata dall’uomo
    Si è fatta dispettosa
     
    La farfalla della notte
    Con la sua seduzione
    Ha perduto la calma
     
    L’armonia del mondo
    È a rischio
    Per via del Dio Denaro
     
    L’uomo resta a guadare:
     
    Alluvioni
    Frane
    Eruzioni
    Maremoti
    Terremoti…
     
    La scienza è diabolica
    Se pur a fin di bene
    Vorrebbe governare il creato.
     
    Cit. “ Fiocchi di neve nell’aria di un’alba lontano “