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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • martedì alle ore 20:56
    Anche per te

    Sgridatemi

    e arrabbiatevi pure con me
    se volete

    ma io credo che
    la sofferenza e il dolore

    sono sempre necessari
    per una coscienza sensibile

    e poichè

    tanto più forti si diventa

    quanto più si prova tristezza
    per il dolore degli altri

    io voglio essere forte...

    ...anche per te
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • martedì alle ore 20:54
    I semi del mio fiore

    Non credo
    che il mio Essere

    povero nello spirito
    e malandato nei pensieri

    potrà esser di qualche necessità
    nel vostro domani

    Bocciolo di fiore ancora tenero

    mi affido al mondo e ai suoi eventi

    sperando che i semi e petali del mio fare
    e l'inquietudine del mio vivere

    germoglino tra le sue macerie

    E scrivo così

    di sfuggita

    tanto per ammazzare il tempo

    per soddisfare la sete della mia anima

    nell'entusiasmo di questa gioventù
    che domani non ci sarà più
    .
    Cesare Moceo
    Proprietà intellettuale riservata

  • martedì alle ore 20:19
    viaggio delle 17,30

    I pesci ringhiano dietro le ali
    Dei palazzi Con tutte le linee
    Tese di fili e di  strade Forse
    Una scena acquatica
    Il guscio delle tartarughe
    Spurgato da sotto gli alberi crudi
    Il viaggio si è mostrato
    A tratti
    A mezzo chilometro di altezza nociva
    Con certi specchi chiusi
    Sugli occhi  Le bolle triangolari
    Appena a galla  C’era un Matrix in abito scuro
    La pioggia  nel ghigno informatico dei corpi
    Esitanti Per tre minuti il contenitore ha continuato
    A perdere sangue dalle increspature dei vetri
    -Und Raus Raus Raus _ diceva un
    Povero cristo contro i piedi di tutti
    Nessuna difesa  Avete visto qualcuno su
    Questi sedili di paglia? L’ultima giacca fu
    Riempita di noci del Congo e fatta cadere in disparte.
    Lo tsunami ci rapisce
    All’improvviso  Sono le 17,30  Berta e  Concita scendono
    A terra con due bambole strette alla pancia
    Nel buio una mano le ha spinte senza spiegazioni La prima non ha parlato
    L’altra è rimasta col fagotto alle braccia_
    In fusione a una serie di insegne lascive  Dal breve brusio generale

     
     

  • lunedì alle ore 19:57
    Petit-Onze n.1

    Limpida
    larga notte
    siamo sulle porte
    partenze via dai fossi 
    Alianti

  • 21 maggio alle ore 9:41
    Spalancate finestre

    Aprite le finestre
    per il caldo eccessivo
    per vedere fuori
    nel tentativo di prendere un po’ di vento
    per respirare meglio
    per scoprire un altro mondo
    per vedere la gente
    affrettarsi invano
    mentre io
    soltanto li osservo
    per meravigliarsi ancora
    sole rimani ancora qui con me
    trasmettimi
    il tuo calore
    sino al tuo tramontare.

  • 19 maggio alle ore 23:07
    (38) La bisaccia di Banaro

    La santa mano del possente  Santo,
    di sacca pane fresco trae di forno,
    e lo porge pria ‘n cielo e poi di torno,
    mentre lodi a Creatore innalza canto.
     
    D’immenso bene, Tu, ci dai cotanto,
    sia lindo cielo o nebuloso giorno,
    ed ogni dì lo dai sempre più adorno
    che le tristizie le copre  il Tuo manto.
     
    Indi da pane spezza undici tozzi,
    senza che in esso sia alcuna mancanza,
    a fine, tutto quanto pane avanza.
     
    La comitiva di quei  nove rozzi
    poi di Francesco  non fa più distacco,
    e l’accompagna fin dov’è l’attracco.
     
     
    Dalla bisaccia vuota di Banaro,  Francesco trae un pane caldo come
    se uscisse dal forno. Ne stacca un pezzo per ognuno e riempie, quindi,
    lo stomaco degli affamati. ( Si rinnova il miracolo fatto da Gesù). A questo
    punto la comitiva dei bontemponi segue i monaci fino all’ attracco  per la partenza delle navi per direzione città di Messina.
     
     
     

  • 19 maggio alle ore 21:03
    Una sola vita non basta

    Effimere inutilità

    si affacciano
    alla vita di tutti i giorni

    E non incontrano un bel vedere

    a sporgersi
    dal davanzale dei giorni

    passati a rincorrere i buoni pensieri
    senza mai raggiungerli

    Mescolate a fedi senza Dio
    accendono dolori e amarezze

    e ammalianti melodie
    a scaldare asfalti e inferni

    dove noi ancor più inutili...sguazziamo

    E non ci accorgiamo
    che al di là di noi

    il sole splende comunque
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 maggio alle ore 21:01
    Gli alberi del mio passato

    Me ne vado
    sospinto dal vento
    che scuote e ondeggia
    gli alberi del mio passato
    e sussurra brividi e ricordi
    a me che percorro ogni giorno
    le vie impervie della mia mente
    in aspre salite e sconnesse discese
    di pensieri che slittano ansiosi
    sotto gl'incerti passi del mio andare
    nella melma disordinata di questo vivere
    E chiedo al mio sguardo
    ancor vivo in quest'orizzonte
    di non abbandonarmi nel tempo a venire
    supplicando il mio Dio affinchè mi protegga
    dai miei diavoli mal riusciti
    e pregandoLo di mostrarmi
    sempre e comunque
    dove seppellirli insieme con gli attimi
    delle mie perfette infelicità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 maggio alle ore 20:59
    Sogno o son desto?

    Immagino d'entrare

    vestito solo della voglia
    che esalta con pudore la mia virilità

    nella nostra stanza dei sogni

    dove mi aspetta
    la tua voglia d'amore e di sesso

    Osservo nel piacere d'eccitarmi
    questo nostro esserci

    libero bello senza costrizioni o gelosie

    nel tuo sguardo implorante
    e le tue labbra socchiuse

    a pregustarci schiavi delle nostre pazzie

    E passano gli anni e non diminuiscono
    carezze e umidi baci sulla pelle madida

    a percorrerci in lungo e in largo

    mentre il piacere s'espande ancora
    dentro lingue di fuoco

    che sempre alte nel loro furore

    ci annullano ci possiedono
    ci fan perdere il senno

    annegandoci in impetuosi fiumi d'orgasmi

    dove annaspiamo trasbordando insieme
    nel contemporaneo sublime...Paradiso
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 maggio alle ore 20:52
    Il profilo del cuore

    Dolci raggi di sole
    invadono le ore

    nella detenzione patita
    nel percorso dei miei giorni

    e cerco di tenere in piedi
    l'intransigenza morale e l'apparenza

    attraverso solide convinzioni

    esplosioni di creatività

    nel modernismo mentale
    che intride i pensieri

    facendoli divenire
    pilastri intoccabili

    della mia esistenza

    E nutro
    la massima ammirazione

    per la bontà dell'anima

    capace di rendere gradevole
    il profilo del cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 maggio alle ore 20:51
    La mia nottata

    E questa è la mia nottata
    con le sue ore assurde
    nei sogni pieni di incubi
    a dar il prologo al mio mattino.

    Qui mi trovo
    ad assistere al destino del mondo
    a essere imbrogliato
    e non poter far nulla
    con i pensieri a ribollire
    chiusi a chiave
    tra le lacrime arrabbiate
    versate con disprezzo
    E qui mi assolvo.

  • 19 maggio alle ore 0:02
    Petit-Onze n.65

    Spiccano
    gli asfodeli
    come giurando terra
    Due tre grida imprendibili
    Connubio

  • 18 maggio alle ore 16:45
    Terra

    E ho pianto
    Sulla tua spalla.
     
    E ho vissuto
    Anelando a Dio.
     
    E sono morta
    Fra le tue braccia.
     
    (Dal libro "Fiori di campo" 1993, rieditato 2011)

  • 18 maggio alle ore 15:42
    Aggrappiamoci a tutto

    Ci vorrebbe una musica
    da morire insieme
    un Sì dopo il Là
    -tra un minutoluce dove sei?
     
    non so il nulla che non sia
    davvero

    ci vorrebbe uno spartito
    da registrarci, fino
    allo sbiadire del segno
     
    ci sarebbe mai
    un’orchestra
    disposta a suonarci?

  • 18 maggio alle ore 9:49
    I Libri per il Maggio dei Libri

    Il Sentiero del vento

                                                     Un vento lieve udii che mi cercava
                                                                           dentro quiete foreste
                                                          Un vento lieve vidi e mi cercava
                                                                          e dentro boschi oscuri
                                                    e su acque silenziose, notte e giorno,
                                                                            cercando il vento lieve.
                                                                                             Ezra Pound

    Il sentiero del libro, ali nere che portano strie di luce,
    per fondare le calligrafie  degli enigmi.
    Terra bianca dove il vento gioca con gli alfabeti
     
    Occhio fermo e vasto.
    Stupore nel firmamento i santi caduti,
    la catena dei libri aurei,
    onda armonica nella notte delle fonti.
     
    Entra nell’ignoto avido
    c’è un’isola senza padrone
    e non dimenticar il canto.
    Nei disegni degli uccelli,
    nel centro delle danze,
    il mio canto troverai
     
     
    El SENDERO DEL VIENTO

                                                 Un viento leve oí que me buscaba
                                                                      dentro quietas selvas
                                                        un viento leve vi y me buscaba
                                                                         sobre el mar sereno.
                                                                 Y hacia bosques oscuros
                                                                                    me encaminé
                                            y sobre aguas silenciosas, noche y día
                                                                     buscando el viento leve
                                                                                       Ezra Pound
     
    El sendero del libro, alas negras que llevan a
    hendiduras de luz,
    para fundar las caligrafías de los enigmas.
    Tierra hueca para que el viento juegue
    con los alfabetos.
     
    Ojo firme y vasto.
    Estupor en el firmamento, los santos caídos,
    la cadena de los libros áureos.
    onda armónica en la noche de las fuentes.
     
    Entra en el ignoto ávido,
    hay allí una isla sin dueño,
    rosa de mayo, tus días fugaces.
    No olvides el canto en la tierra ciega.
    En los remolinos de las aves,
    en el centro de la danza,
    mi canto hallarás...
     

  • 17 maggio alle ore 20:41
    Io e la poesia... noi due

    Qualcosa mi dice
    che viviamo un vantaggio reciproco

    noi due

    tu nel tuo ardimento e io
    nel mio sentirmi buffone sentimentale

    E sono felice
    che mi sia tanto amminchionato

    col discorso sulla tua nobiltà

    che non mi disturbano ormai più di tanto
    le invidie per il mio ingegno

    Io posso e devo solo ringraziarti
    d'avermi insegnato

    a viver d'eccelsi sentimenti

    auscultare la profondità del cuore
    ...e far tacere la voce
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 maggio alle ore 20:39
    Onore abortito

    Idee intrise di straccioneria
    ambiziose nei suoi altopiani
    danno illusioni e futili speranze
    alla gioia di cuori
    ormai insensibili alle randellate
    che la vita mena alla cieca
    e che non si accorgono nel loro trastullo
    del destino al quale sono state condannate
    dopo aver perduto l'audacia
    di voler guardare in faccia la realtà
    E i minuti di silenzio...continueranno
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 maggio alle ore 20:37
    Ripugnanze

    Mi pemetto nel mio egoismo
    di soffermarvi sui miei pensieri
    Vestiti di scarsa eleganza
    e impacciati nelle parole
    possono anche non piacere
    nel loro volto aguzzo
    e nei loro lineamenti minuti
    a esprimere
    un non so che di malaticcio
    Ma io
    l'unico difetto che ci vedo
    è che camminano molto velocemente
    pur senza fretta d'arrivare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 maggio alle ore 20:36
    L'ombra del condor

    LE poi di notte leggo

    leggo le cose che scrivete
    e ne divento esperto

    rimanendo in bilico sul ciglio d'ogni fosso

    Mi sento fortunato
    a ricevere tanta esperienza dentro di me

    e vi sbircio

    sperando di trovare lo scritto giusto
    per riempirmi l'anima

    Ma spesso l'ombra di un condor
    scivola davanti ai miei occhi

    un uccello nero
    che in planata mi spaventa

    allora riprendo la penna tra le dita
    e vado alla ricerca del mio coraggio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 maggio alle ore 20:34
    La differenza

    Sapersi amare

    saper soffrire per sè

    con l'accento oppure senza

    sapersi sacrificare
    in nome della sofferenza

    e aver la forza di dissentirsi

    di contrariarsi

    di non assecondarsi

    andare sempre a testa alta
    guardando dritto davanti a sè

    con l'accento oppure senza

    e non abbassare gli occhi

    ...mai

    Sta tutta là la differenza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 17 maggio alle ore 20:33
    Ozio

    Accettare

    che non c'è futuro senza volontà

    capirlo e rifugiarsi

    in equivoci immensi
    più grandi di noi

    in alibi

    riscoperti nell'intento di perdonare
    la propria meschinità umana

    in favore di rabbie represse
    e rassegnazioni intrise di vergogna
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 17 maggio alle ore 19:40
    Strana stanchezza

    No, io non son mai stato  
    stanco di essere stanco.

    È una strana stanchezza
    che mi calma, con calma,
    pure la mente e la anima.

    Una fiacca che mi serve;
    e che, tutt'oggi, è servita
    solo a me, soltanto a me.

  • 15 maggio alle ore 20:25
    Scrivo per chi sa e anche per chi non sa

    Amico mio
    dico a me stesso
    " i tuoi sentimenti
    son da tempo ormai
    germogliati a tal punto
    che se ne cominciano
    a perdere i petali
    ma sarebbe meglio
    se se ne perdessero i semi
    cosicchè essi
    trasportati dal vento
    andrebbero ad attecchire
    su altri cuori inariditi"
    E adeguo lo sguardo
    ai desideri della mia interiorità
    .
    Cesare Moceo destrierodic @
    Tutti i diritti risevati

  • 15 maggio alle ore 20:24
    Il mio soffrir nascosto

    Tremolanti pensieri

    irrompono nelle paure
    a stravolgere le ore

    Foschie

    che attendono tiepidi venti
    per diradarsi

    e far posto a nuovi raggi di sole

    E mi fan compagnia
    i desideri e le illusioni

    m'avvolgono struggenti

    quasi come un mantello di sogni

    a scaldare quest'inverno
    che ho nel cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 maggio alle ore 20:23
    Storie a lieto fine

    E invecchiarono insieme

    e lui non smise mai di amarla
    del suo amore dolce e infinito

    con la sua passione
    impetuosa e tormentata

    anche se sempre
    sull'orlo della disperazione
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati