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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • mercoledì alle ore 12:18
    Paradiso

    Scivolavano le tue mani sulla mia schiena nuda, in un attimo di abbandono.
    Languide carezze sulle curve generose che solcavano il paradiso.
    Quanto tempo è passato dall'ultima volta?
    Un istante o l'eternità?
    Ma indissolubile è il fervido ricordo delle tue mani che mi davano piacere.
    Solchi di maestosa Voluttà tra i margini di pensieri irriverenti.
    Noi due in quell'angolo di paradiso che si chiama desiderio.

  • martedì alle ore 20:58
    Aldilà della vita

    Gelidi pensieri

    avvolgono l'angoscia
    nella fuga dei giorni

    e il mio vedere
    aldilá del tempo e della vita

    Volti che non vedrò più

    che ora vedo ogni dì

    nel mio andare abituale
    per le strade di sempre

    L'uomo chiaccherone

    col suo cane grasso
    e il suo parlar continuo

    con cui m'incrocio
    nei miei mattini

    le dolci ragazze rivestite d'alba
    che fan pulizie nei ristoranti

    il gran talento dai capelli rossi

    che fissa il volo dei gabbiani
    e gli attimi del suo essere

    panorami intensi di vita

    sempre di corsa
    ad accudire i suoi amori

    Che succederà ai miei occhi
    ricchi di questa vista

    quando smetteranno di vedere

    sapendo che altri occhi
    chiederanno al loro passato

    che ne sarà stato di me

    di quel passante

    che non si vedrà più
    nella quotidianità di queste strade ?
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:54
    Non mi proclamerò mai Cesare

    Non mi lascerò trascinare
    nell'abisso senza risalita
    che vorrebbe inghiottirmi
    nell'ampio voler vivere
    che manifesta la mia anima
    e la mia storia intrinseca
    Ci sarà di che capire del perchè
    del mio piacere d'andar
    verso lo spazio infinito
    orfano del mio fascino
    sorvegliato dalla fantasia
    sedotta e abbandonata dalla mente
    ma costretta come lei
    a dipendere l'una dell'altra
    E scrivo nell'impellente bisogno
    di continuare a parlare
    rimanendo comunque fermo
    nella mia certezza
    che proclamarsi Cesare
    non sarà mai una cosa facile
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:53
    Diavolo dei giorni nostri

    Impalpabile zefiro aleggi
    dilatandoti a dismisura
    sulla pelle degli innocenti
    a sfumare l'anima
    in mille volti diversi
    tra tormenti e dolori;
    inviti a vincere
    con l'abilità di un Ulisse
    in quest'epoca
    dove spadroneggiano
    spavaldamente
    tanti Achille;
    tra inferi e inferni
    fai pagare il prezzo
    di giorni senza domani.
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:51
    La mia casa oltre il mare aperto

    Nelle anime

    dove vivono le emozioni

    il sorriso è l'unica cosa
    che ne alimenta la vita

    Così diceva il mio cuore
    quando d'un tratto s'ammalò

    quel giorno del richiamo di Dio

    nel contatto con il dolore
    e con la sofferenza

    che mai scorderò

    nella sua riservatezza

    a mettere ordine e memoria
    tra i battiti sfrenati

    E ho cercato di non perder tempo

    nel restauro di questa mia casa
    al di là del mare aperto

    con le sue stanze ampie

    dalle pareti complesse
    ma via via divenute semplicità

    dipinte dal mettermi in gioco

    e continuare a condividere
    la generosità e gl'impulsi

    che la passione vi ha attaccato
    come modello di fede

    con l'educazione alla coscienza
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    [email protected] Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:49
    Le ombre del futuro

    Transitano dentro l'anima

    ombre dietro ombre
    che portan con sè

    l'ignoto futuro e la falsa verità
    nel buio che l'accompagna

    Guardo il mare
    e il suo lontano orizzonte

    succhiando dal mio sguardo
    estasi di felicità

    a donarmi l'illusione
    che per qualcosa io stia vivendo

    nonostante il mio essere
    scala senza ascensore

    sulla cui sommità

    si trova il mio viver stanco
    e il mio ridere a crepapelle

    privato d'allegria

    nell'interiorità
    imbrattata nel suo cuore

    dall'inutilità del piacere esteriore
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:48
    Le rime della povertà

    Cerco il riscatto
    dalla paura e dall'odio

    donando in baratto
    il mio scender dal podio

    e ritrovar me stesso
    nello stesso episodio

    confessando da adesso
    d'aver ricevuto il premio

    riservato ai mascalzoni

    d'esser costretto astemio
    di gloria e passioni

    Non era certo ciò che sognava
    la mia anima inquieta

    nè la fine che immaginava
    di raggiunger questa meta

    ma purtroppo son questo

    un uomo il cui viver vieta
    d'esser crudele e pur disonesto
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • Mi rifugio volontariamente

    nella capacità di non sgomentarmi
    di fronte ai cambiamenti

    nei nodi del vivere
    che non si sciolgono

    anzi si attorcigliano sempre più
    nell'incarnare i desideri

    Cerco sempre
    qualcuno che sia un vero amico

    con cui riflettere
    sui tormenti della vita

    sull'allegria uccisa dagli ignoranti
    che parlano a sproposito

    E io invece sto ancora quì
    a dir la storia della mia povertà

    che mi provoca nell'anima
    brividi fremiti e eccitazioni

    e lacrime piene di speranza

    nella voglia di capire
    chi sono e cosa sono
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:44
    Pensieri incorniciati d'orizzonte

    Si confonde in me
    tutto ciò che l'anima sente

    con il desiderio di non sentirlo

    nel mormorìo di queste onde
    e delle loro sofferenze

    trasportate nella vaga brezza
    che s'insinua nel cuore

    E questo sole
    che ne indora le creste

    ai miei occhi entusiasti

    rinnova ogni frastuono
    dentro i miei silenzi

    Nient'altro voglio
    che il silenzio di questo mare

    la sua vaga brezza

    un raggio di sole

    e i miei pensieri
    incorniciati nell'orizzonte
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • martedì alle ore 20:22
    Transumanesimo

    Non ci sono giorni
    che non si possono mentovare
    Non ci sono momenti
    che non si possono deificare
    Umore ultra sapiens
    Umore ultra sapiens
    L'uomo è ricordo d'altri tempi
    Dio scienza
    Dio robot
    Propensione ultra sapiens
    Propensione ultra sapiens
    Il tempo è collassato
    dentro i nostri occhi.

  • martedì alle ore 14:16
    Calicanto d'inverno

    Odoroso il calicanto nell’inverno fiorisce,
    del freddo sfida le lingue di vento;
    sul muschio lasciamo noi i nostri passi,
    guardando in alto dove il bel fiore sta
    in attesa di baciar dell’estate l’azzurro.

    Conosce il calicanto della sua fioritura la fine:
    niente ignora, un ordine ancestrale l’ha istruito;
    sotto la rugiada il piccolo fiore si conserva,
    e muto osserva la brina sciogliersi in lacrime.

    E la sua chioma un poco la vede sparire,
    e lo sa che non può che essere così
    ché lo spirito cosmico gliel’ha spiegato;
    il tenero fiore allo stelo resta incollato,
    nascosto per evitar del grecale l’impeto.

    Vuole il calicanto festeggiare il candore,
    un pettirosso uguale a fiamma divina
    l’ha imbeccato; così, ancora una volta,
    lascia cadere su noi la sua bellezza
    che negli anni andati, mai dimenticati,
    d’amore t’inebriò.

    (4mani) di Viola Corallo e Iannozzi Giuseppe

  • Odoroso il calicanto nell’inverno fiorisce,
    del freddo sfida le lingue di vento;
    sul muschio lasciamo noi i nostri passi,
    guardando in alto dove il bel fiore sta
    in attesa di baciar dell’estate l’azzurro.

    Conosce il calicanto della sua fioritura la fine:
    niente ignora, un ordine ancestrale l’ha istruito;
    sotto la rugiada il piccolo fiore si conserva,
    e muto osserva la brina sciogliersi in lacrime. 

    E la sua chioma un poco la vede sparire,
    e lo sa che non può che essere così
    ché lo spirito cosmico gliel’ha spiegato;
    il tenero fiore allo stelo resta incollato,
    nascosto per evitar del grecale l’impeto.

    Vuole il calicanto festeggiare il candore,
    un pettirosso uguale a fiamma divina
    l’ha imbeccato; così, ancora una volta, 
    lascia cadere su noi la sua bellezza 
    che negli anni andati, mai dimenticati, 
    d’amore t'inebriò. 

  • martedì alle ore 11:35
    Il mio papà

    Il mio papà!
     
    Nasce da questa immagine
    il mio bisogno di te, padre!
    Avrei voluto essere l’apice
    della piramide più alta del mondo
    …salendo sulle tue spalle.
     
    Oggi,  padre anche io di due figli, e custode
    di tanti errori, innocenti, ho solo
    trasmesso quello che ho percepito come
    infinito amore tenendoli in braccio
    ma da separato  ho potuto  approfittare
     di un generoso  dono di Dio!
    Sì, sentirsi chiamare papà
    e riconoscersi tale,
    è l’esatta gratificazione o dono per l’esercizio
    di un amore che non è quello del
    semplice padre.
     
    Almeno in questo son stato fortunato, papà!
    Non ho potuto conoscere il tuo fischio
    un tuo richiamo, il tuo marchio sulla mia vita,
    la protezione o ascoltare i tuoi passi!
     
    Sai,  nella vita è sempre facile
    guadagnarsi l’amore di una mamma…troppo naturale!
    Quello di un padre invece va meritato e questa lacuna
    segna la vita di tanti  figli, anche la mia.
     
    Ogni volta che uno dei mie
    mi chiama papà credo però di averlo meritato davvero.
     
    Avrei , per questo, voluto esclamare …il mio papà!
     
     
    Luciano Capaldo 
     
    ***Morto quando io avevo 5 anni, mio padre, purtroppo per me, è rimasto padre!***
    ***Non riesco ad inserire l'immagine cui fa riferimetno il primo verso...***
     

  • martedì alle ore 10:54
    Il tempo è mite

    Il tempo è mite
    ma la ragione
    scolpisce atteggiamenti
    quelli che feriscono
    indubbiamente
    si portano appresso
    nelle borse delle cose
    lì c'è tutto. Le conti
    una ad una e dopo
    averle osservate
    l'espressione si fa scura
    mentre si piega
    scavando un passato
    vecchissimo
    che ricorda ricordi trafugati
    Emergono stringendo
    cuori affranti
    nel cinismo cattivo
    dell'arroganza
    nascosta nella paura
    che tiene molto svegli
    con poche ore di tranqullità
    per la mente ed il cuore.

  • martedì alle ore 10:51
    Miracolo

    Spesso qualcuno lo aspetta
    lo aspetta con ansia
    la paura attanaglia 
    sempre più invadente
    ponendosi un quesito
    Mi terranno le mie braccia
    o mi lasceranno andare
    ad aspettare un altro cammino
    dove si sta tranquilli?
    Il tempo fugge, si veste lontano
    scruta l'orizzonte ed abbandona
    in assenza di una lacrima
    e di uno sguardo
    che il cuore rasserena
    senza esser schiaffeggiato
    da omicidi e distruzioni
    per una vita migliore
    dove non c'è egoismo
    ed ingordigia

     

  • lunedì alle ore 19:11
    Cose leggere così fitte

    Essere, volere
    -non volare
    contare, mirare diritto
    Mira e scopo a tempo:
    click: energia cinetica esaurita per crisi
    -sorrisi a mala pena digrignati
     
    Un tempo pari, un tempo dispari
    il dissesto fuori programma
    di un musicante a ore
    col cappello riverso -vuoto di monetine
     
    Mi gira in testa, aria di Bach, sublima
    va a toccare corde non permesse
    come una fuga, una favola scanzonata
    un chiaro ruscello dove non ha bevuto
    il lupo con la sua discordia -l’agnello è libero
     
    Di bollicine la pelle -d’infanzia dolce
    una, l’altra e l’altra e l’una
    mi salgono perle di collana
    al collo un godere veloce
    da non entrare nei pensieri
     
    perché il mondo avvolge
    d’ovatta insonora
    perdo il rumore del passo
    senza trovare,
    continuo a dire dove mi sento
    cose leggere cose
    così fitte

  • 17 marzo alle ore 18:43
    Dove i sogni non sanno

    Deriva
    dove i sogni non sanno
    di non sapere
    La felicità 
    si è assopita
    nelle secche di un girasole
    Il nostro tempo si ritrae
    in una larva 
    con le ali

     

  • 17 marzo alle ore 17:18
    Nel ventre

    Nel ventre
    il marchio
    impresso a fuoco sulle carni sei
    Sulla pelle
    geografie d'esistenze
    - le nostre-
    con altri mondi
    e nessun mondo
    Fuori 
    d'ogni concepibile stralo
    il nostro andare
    oltre noi con noi fra noi per noi 
    Umide labbra
    su ogni attimo di vita 
    incisa nella pelle:
    noi
    Labbra a germogliare 
    pelle baciata
    Gocce d'oceano
    a ingravidare onde:
    noi
    Squama
    di sirena folle
    in cicatrice d'anima mi rifugio
    Lì ti amo lì ti prendo lì ti annego lì ti amo: 
    squama 
    squarcio il tuo ventre 
    e nel mio ti porto.
     

  • 17 marzo alle ore 16:50
    Così è

    Sfuggendoci 
    ingannammo il Tempo
    Fermi spazi nell'universo 
    -noi-
    in silenzi siderali 
    ci guardiamo
    Sfuggendo 
    sfuggendoci 
    ci siamo persi
    Forse accenni di sorriso 
    son le stelle cadenti 
    o forse lacrime battenti 
    a frantumare 
    onde sugli scogli
    Così è.

  • 17 marzo alle ore 14:42
    Bianca

    Atroce 
    come un malanno che ti deruba 
    dei baci.
     

  • 16 marzo alle ore 22:56
    Anfitrite

    modula sponde
    ché d’acque in fuga recide il verso
    terra e grembo
    resa di perdono

  • 16 marzo alle ore 14:05
    Gemme nascoste

    In ogni cuore
    ci sono gemme
    da scoprire e aprire
    celati sentimenti
    occulte vie
    non essere timido
    lascia che sboccino
    tutti questi fiori
    la pace regnerà con l’amore
    solo allora potrò tornare a vivere.

  • 16 marzo alle ore 12:14
    Frammento 27

    Pulsi dentro
    capricciosa e tremenda
    E ti sento scorrere
    tra le vene impazzite

    Non cessa il desiderio di te

  • 16 marzo alle ore 12:05
    Follia d'amore

    Vibrante di desiderio ho respirato la tua poesia.
    Note soffuse aleggiavano nell'aria,
    mentre i corpi caldi reclamavano passione.
    Baci rubati.
    Mani intrecciate.
    Sospiri.
    Leggeri aliti di lussuria.
    Tenerezza di un incontro d'amore che porta alla follia.
    Note di sentimenti tra calici di gusti variopinti.
    Tu ed io in un letto di sogni

  • 16 marzo alle ore 12:02
    Eri con me

    Eri con me sulle valli sconfinate della memoria.
    Tra la magia dei fiori ad ogni primavera.
    Tra i raggi di sole che squarciano le nuvole.
    Eri con me sulla nostra nuvoletta rosa, ovattata e piena di profumi.
    Un incanto di immagini sull'onda dei ricordi.
    C'era solo il perseverare di una sensazione sottile ma tenace... la mia mano nella tua e nulla più...