username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 05 ottobre alle ore 22:49
    Quest'umana ferita

    Ho capito che bisogna stringere
    i denti per andare avanti,
    ho capito che se rimani
    dietro l'angolo,
    ti assalgono i fantasmi.
    Ho capito che i nervi della vita
    sono troppo scoperti
    e che si deve stare attenti
    ai lupi nascosti anche dentro
    i propri tormenti.
    Ho capito che l'amore
    non fa sempre sognare
    ed è imperfetto fino a stare male.
    Ho capito di restare vuota
    dopo parole che ci vengono dette
    nel rumore di attese
    verso viaggi più luminosi,
    ho capito di tremare
    quando mi sei vicino
    e sento il cuore che non ha pace.
    Forse ho capito delle cose,
    forse non ho ancora capito niente,
    mi accorgo però
    che quest'umana ferita,
    che si apre a metà
    tra le righe di questo foglio,
    ha bisogno di silenziose grida
    per farmi restare ancora a bordo
    di questa esistenza,
    vissuta fra tracce d'amore,
    arcane storie, pianti di angeli,
    passioni ribelli e memorie lontane.

  • 04 ottobre alle ore 21:42
    La via dei sensi

    Le tue labbra calde
    sul corpo che vibra
    di desiderio

    Ci si inabissa
    così
    nei vortici
    del piacere...
    quello atteso
    esplosivo

    Per poi schizzare in alto
    oltre
    i confini dell'universo

    Insieme

  • Roma, fragranza sparsa
     
    Antichità sconosciuta…
    come il sangue, la morte e la passione d’amore.
    Tempo sfilacciato di nubi e vorticare d’infinito
    e quel sogno lí…papaveri che ridono fra grigie spoglie.
    Il tuo nome, geyser che attende,
    per la freschezza del sogno addormentato.
    Il tuo nome per fondare le torri della vita
    e seminare il sortilegio dei miraggi.
    Il tuo nome, adorato riflesso oscuro,
    per ferire la cecità dello specchio capriccioso
    e abbattere l’oblio delle acque.
    Un nome…per essere, per chiamarmi,
    e stringere il tuo cuore che pulsa misteri.
    Per non doverti offrirti solo la mia morte nell’oblio dei parti della terra.
    Il nome per il clamore della vita,
    per la passione che sanguina…
    Amore di luce odio d’oblio.
     
    Roma, sogno nella vita degli uomini
    fragranza ferma nelle pietre sparse…

     
     Roma, fragancia esparcida
     
    Antigüedad desconocida...
    como la sangre, la muerte y la pasión de amor.
    Tiempo desflecado en nubes y estruendo de infinito.
    ¿Y el sueño aquel, amapola che ríe en la grisura del despojo?
    Tu nombre, geiser que aguarda
    para la lozanía del ensueño adormecido.
    Tu nombre para fundar las torres de la vida
    y sembrar el sortilegio de los espejismos.
    Tu nombre, adorado reflejo oscuro
    para herir la ceguera del espejo caprichoso
    y abatir el olvido de las aguas.
    Un nombre para ser, para llamarme
    y estrujar tu corazón que pulsa misterios,
    para no tener que ofrecerte sólo mi muerte en el olvido de los partos de la tierra.
    El nombre, para el estruendo de la pasión que sangra.
    Amor de luz, odio de olvido.
     
    Roma, sueño en la vida de los hombres,
    fragancia detenida en las piedras esparcidas.
     
     
     
     
     
     
     

  • 02 ottobre alle ore 22:21
    Mi guardavo nei tuoi occhi

    Mi guardavo nei tuoi occhi,
    mi ferivano i miei difetti.
    Giochi di ombre
    nei miei giorni stanchi
    che combaciavano
    col silenzio di un amore
    maestro di follia,
    di dolcezza, di rinuncia
    e trasparenza.
    Mi guardavo nei tuoi occhi
    senza sapere chi ero,
    mi guardavo di sfuggita
    e sprofondavo nel mistero.
    Eri il mio lato migliore,
    sentivo al tuo fianco
    il mio spirito finalmente
    riconciliato ed intero.
    Ero tutto quello che non
    riuscivo a dire,
    ero quei brividi d'amore
    che mi porto ancora
    tra la schiena ed il cuore,
    lontano senza tornare.

  • 01 ottobre alle ore 22:55
    E allora faccio un figlio...

    C’è gente che fa figli
    perché così si fa.

    C’è gente che fa figli
    perché l’ha fatto la sorella.

    C’è gente che fa figli
    per non lasciare ai nipoti l’eredità.

    C’è gente che fa figli
    perché su Instagram van di moda
    le fiche col pancione.

    E allora faccio un figlio,
    per vedere come va!

    C’è gente che fa figli
    perché sono conigli.

    C’è gente che fa figli
    perché “Io non ce l’ho fatta,
    ma lui ce la farà!”

    C’è gente che fa figli
    per dare un senso alla sua vita.

    C’è gente che fa figli
    perché “dai, non ti fermare!”

    C’è gente che fa figli
    per avere un bastone alla vecchiaia.

    E allora faccio un figlio
    per vedere come va!
    Magari è proprio uguale
    alla pubblicità!

    C’è gente che fa figli
    per aggiornare
    lo stato di whatsapp.

    C’è gente che fa figli
    per testare quell’app
    che ti segue nella gravidanza.

    C’è gente che fa figli
    perché la foto con la panza
    sono minino 100 MI PIACE.

    C’è gente che fa figli
    per andare al parco alla domenica.

    C’è gente che fa figli
    perché fa il contadino
    (e qui ci sta!)

    E allora faccio un figlio
    per vedere come va!
    Magari è proprio uguale
    alla pubblicità!

    Qualche notte insonne,
    ma poi cresce da sé.
    Dal biberon col latte
    al tavolo col narghilè.

    Stanotte ho fatto un figlio,
    l’ho fatto perché amo te.
    “È tutto il suo papà!”
    Dopo appena un mese:
    “Spero tanto, che non diventi come te...”

  • 01 ottobre alle ore 16:18
    Mi riposo dimenticandomi

    Mi riposo col disordine
    nel cuore,
    mancanze assopite,
    certezze mutate,
    difficili parole
    come mari profondi,
    memorie vestite
    di lontananze,
    rimanere uguali
    dopo sogni in decadenza,
    dopo il fuoco di poesie
    scritte,
    dopo lo sciogliersi
    di lacrime calde.
    Mi riposo fuori dal contorno
    del tuo cielo,
    mi riposo dimenticando,
    dimenticandomi.

     

  • 30 settembre alle ore 18:56
    Passano i giorni

    Nella ruota del tempo
    s’avviluppa la vita
    parate d’istanti
    birilli caduchi
    nel gioco dei sogni
    scambievoli vite

  • 30 settembre alle ore 13:59
    Come zucchero leccato in una latta

     
     
     
     
    Le ombre della notte sfortunata
    che il sole minaccia ed ancora non è alba,
    scappano nei fumi dell’Eden e del rhum di Giamaica.
    Rimandano la sorte e vestono il cuore.
     
    Il nuovo Adamo vuole il buio
    che come neve copra i polsi e l’aria guasta
    e mette a fuoco il nodo di cravatta e gli occhi.
    Si tuffa in un caffè e scansa i chiari specchi.
     
    Il giorno nuovo spinge tutto e tutti,
    e tutti a dare cuore e testa al nuovo giorno.
    La vita, l’amore e la morte, quelle giuste,
    ripetono il rito dell’antica usanza.
     
    Lunga è la strada da percorrere.
    Il pane della felicità, sempre lontano,
    lungo la strada io l’annuso, l’assaggio
    e quando mai l’inghiottirò?
     
    Mi resta sulla punta della lingua
    come zucchero leccato in una latta.
    Può bastare, intanto.
    Attendo da millenni, assieme agli altri.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2001
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia - 06/2010 - Prefazione di Angela Ambrosoli)

  • 30 settembre alle ore 11:21
    Senryu

    Un canto intimo
    Mi sussurri all'orecchio
    Ti desidero

  • 30 settembre alle ore 11:12
    Quante volte?

    Quante volte
    ho visto lacrime lacere
    consunte sgorgare
    dagli occhi tuoi di seta
    confondersi
    sciogliersi poi
    nella pioggia?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    catturare
    la luce del mattino
    in inverno,
    farsi poi di ghiaccio?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    cenere diventare
    polvere sotto il sole
    d'agosto,
    mischiarsi poi al vento?

    Quante volte
    ho visto quelle lacrime
    asciugarsi,
    senza poter fare
    nulla!

  • 29 settembre alle ore 15:00
    Haiku n. 135 (sotto le rocce)

    sotto le rocce
    sostano le parole-
    scorre il fiume

  • 28 settembre alle ore 23:55
    Haiku

    La barca vuota
    Sulla spiaggia deserta
    Solitudine

  • 28 settembre alle ore 23:53
    Haiku

    S'adagia in spiaggia
    Dopo aver navigato
    La barca esausta

  • 28 settembre alle ore 17:58
    Oblio

    Senza rumore mi prese 
    mi trascinò con sé
    nel buio della notte
    sul suo collo ansante
    vidi la nebbia del mare e
    una foglia fendere l’aria
    vidi l’orrido volto
    delle mie paure 
    fondersi con i sogni:
    era l’alba
    in una lama di luce
    era volato via
    mi aveva lasciata
    senza un respiro 

  • 28 settembre alle ore 17:56
    Foedus

    solo tu o Mida-
    avaro tra gli avari
    oro te stesso

  • 28 settembre alle ore 6:31
    Kinky, ragazza (carina) del reggae

    Oh Kinky, ooh baby
    t'ho seguita tutta notte
    ieri [notte], sotto
    la luna strisciante
    e una strana
    fottuta
    pioggia rossa
    che veniva giù
    a frotte...
    (in) seguirti non fu
    vano:
    mi portasti
    tu, come fossi
    il più astuto
    degli incantatori
    di taipan,
    da una musica
    assai strana
    soave e strana,
    magicamente soave
    forte e nuova:
    mi portasti dalla tua
    musica, dal tuo reggae;
    m'hai condotto da lei
    da ciò che volevo
    era quello che ci voleva,
    baby:
    oh sì, è la musica
    perfetta...
    questa
    è la musica del ritmo,
    del ritmo dei cuori
    (è) la musica
    che all'unisono batte
    col loro ritmo
    inebriante soave
    e và, forte và
    per il mondo;
    è la musica
    dei cuori forti
    e puri,
    dei cuori puri
    e impavidi;
    è la musica
    (lei)
    della libertà
    e delle strade,
    della libertà
    delle strade!
    Grazie Kinky,
    ragazza (carina) del reggae:
    per avermi portato da lei!

    Taranto, 27 agosto 2014.

  • 27 settembre alle ore 20:03
    Dolore

    GOCCE DI DOLORE SCENDONO LENTAMENTE ATTRAVERSO LA CLESSIDRA DEL TEMPO.
    UN DOLORE COSI' FORTE DA SPEZZARE LA TUA ANIMA.
    UN AMORE CHE NON HA PIU' MOTIVO DI ESISTERE, PERCHE' IL DOLORE LO HA PORTATO VIA.
    LUNGO LE PARETI DI UN SOGNO INFRANTO, SCIVOLA PIANO L'ULTIMO, LIEVE, PENSIERO D'AMORE.
    RIDOTTA AL SILENZIO DAL TUO SILENZIO, MI ALLONTANO SENZA PIU' VOLTARMI INDIETRO...

  • 27 settembre alle ore 19:37
    Per un momento

    L'audacia di un amore
    dentro un tempo definito,
    l'audacia di un sorriso
    dopo il veleno ricevuto.
    L'audacia di rincorrere
    un sogno caduto
    in fondo ad un pozzo,
    l'audacia di percorrere
    la tua storia a ritroso,
    mentre dal cielo
    arriva una voce
    per tutti i tuoi silenzi,
    mentre le catene
    del giorno
    si spezzano nelle notti,
    e libero avrai,
    per un momento,
    toccato della vita
    il segreto.

  • 27 settembre alle ore 12:43
    Sognai le stelle

    Quante orme!
     
    Poi, m’inginocchiai
    sull’ultimo centimetro d’asciutto
    per catturare la curva dell’onda.
     
    Quanti sogni!
     
    Invece, scarabocchiai
    il primo tratto di futuro
    immaginando l’uomo che non ero.
     
    Quanta vita!
     
    Così, m’addormentai
    al suono falso di sirena stramba
    per scopiazzare Ulisse ed altri eroi.
     
    Quanta gloria!
     
    In verità, sognai le stelle,
    le stesse sopra la mia testa,
    e contemplai la notte danzatrice.
     
    Quanti passi!
     
    Ballava sulla pista dei miei anni,
    apriva i suoi chiarori allo scirocco
    ma non a me che li aspettavo.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    *
    Aurelio Zucchi – 2002
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)
    Poesia pubblicata sul mensile di cultura IL SAGGIO (01/2008)
    Poesia pubblicata nell’Antologia “Alberoandronico” I Ed.
     

  • 26 settembre alle ore 16:33
    Cercando te

    Ho smesso di cercare i tuoi occhi
    in qualcuno che non sei tu.

    È stata una lunga ricerca
    una fievole speranza.

    Il cuore è rimasto vuoto, così come le mani.
    Senza te non c'è respiro.

    Il buio mi avvolge
    ma il tuo sguardo è dentro di me.

    Sebbene non riesca a trovarlo in nessun altro,
    il suo calore mi scalderà sempre.

  • 26 settembre alle ore 14:49
    Siamo

    Siamo come vorremmo?

    E' una domanda facile
    banale in apparenza
    eppure fa pensare.

    Siamo sempre diversi
    pur sentendoci uguali
    dovendo raccontarci.

    Specchio ci sono gli altri
    e i giri dei nostri anni
    di corsa o a lenti passi.

    Quelli che siamo in fondo
    noi ce lo meritiamo.

     

  • 26 settembre alle ore 14:40
    Semprevisa

    Passo dopo passo
    viandante d' anima e pietra,
    guadagno la tua cima
    di cielo intrisa.
    E la bruma e i faggi
    compagni di viaggio,
    lungo il sentiero
    intrecciano alloro
    mentre sorgi, Semprevisa,
    per raccontarmi chi sono.
    Una promessa di pace
    tra dio e gli uomini
    tra i nembi e il vento
    governa le ali di questo Tempo.
    Da quassu' finalmente
    guardo in faccia al mio cuore,
    su questa croce
    incido l'eco del mare.
    Rispondi alla sera
    quando verra' a chiederti
    delle mie impronte
    che ero solo il frutto
    di un' acerba primavera,
     l' impercettibile respiro
    di una poesia
    che ancora dorme.

  • 25 settembre alle ore 12:46
    Sono l'apparire del mio destino

    Mi spiaccio dello spirito drammatico che emana il mio scrivere e del suo sopportare tutto quello che accade intorno e dentro il mio vivere E mi s'incolla addosso come una seconda pelle un vestito di tormenti confezionato su misura perplesso e scolorito che rimane appiccicato a imperturbabile memoria E così spiego il mio essere solitario nel giganteggiar dei pensieri lontano da chi sentendomi suo malgrado diverso si autoesclude respingendo ogni sapere e arrancando nel vuoto che lo circonda . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 settembre alle ore 12:45
    Vorrei essere uno struzzo

    Cerco parole dignitose per spiegare a me stesso ciò che circonda il mio fare la merda che calpesto ogni giorno e che fra non molto raccoglierò a mani nude E già ne sento nitido il lezzo che si sparge nell'aria invasa da sciami di zanzare pronte a succhiare il sangue di color che incontran per la strada Vorrei essere uno struzzo scombinato e caloroso e nascondere la testa sotto terra cieco nella mia follia bucolica che diviene il mio orgoglio il mio momento di normalità E così spira bufere di passioni il mio vivere adducendo forte ogni emozione nel cuore piangente mentre la mente gode sorretta dalla ragione e l'anima percossa e impotente sopporta i più acuti affanni e le sue lacrime scorrono invano Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 settembre alle ore 12:44
    E così ho provato la mia innocenza

    EUREKA...voglio condividere con tutti Voi la mia felicità...È arrivato l'esito dell'esame istologico...niente chemioterapia niente radioterapia...solo ORMONOTERAPIA...Anche per stavolta San Pietro m'ha assolto e rimandato a casa...perchè il fatto non costituisce reato <3 <3 <3 E così ho provato la mia innocenza Ho cercato e trovato altre frontiere dove il silenzio possa accompagnarmi ai miei rifugi per ricominciare a "essere" Incanto visto dal cuore con la purezza della felicità a "maltrattare" quel silenzio radici amare che mi porto appresso senza alcun desiderio d'oppressione E ora finalmente potrò riprendermi il mio tempo per passeggiare all'interno dei luoghi della mia semplicitá . Cesare Moceo poeta di Cefalù [email protected] Tutti i diritti riservati