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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 luglio alle ore 15:41
    Quel volo

    E lentamente quel volo mi illumina gli occhi. Vedo le nuvole chiare, il mare in tempesta e le ali degli uccelli che si librano nell'aria. È un soffio di vento che ci avvolge, che ci toglie il respiro. Guardo giù dall'obblò e mi sembra di scorgere i miei pensieri, che come sempre mi portano a te. Anche se siamo lontani, il mio respiro è accanto al tuo. Rammento i tuoi baci, le tue calde mani che stringono le mie. Non si può dimenticare ciò che ti ha reso felice con poco. Quel panino mangiato insieme, chiusi in macchina a morire di caldo, e la Coca fredda che bevevamo dallo stesso bicchiere. E mentre chiudo gli occhi su questo volo che mi porta via da te, mi cullo nella dolcezza del sapere che tu sarai sempre nel mio cuore.

  • 18 luglio alle ore 15:40
    Tra le nuvole

    Guardo da quassù la spuma soffice delle nuvole che copre anche i miei pensieri. Tutto è bianco, spumeggiante, striato di azzurro limpido, di rosa pesca all'orizzonte. Quassù i pensieri sono troppo alti per rimanere fermi, hanno ali per volare e raggiungere il tuo cuore, così lontano, eppure così vicino al mio. Una distesa sconfinata, infinita, così pura e candica da lasciare senza respiro. Come il mio amore per te.

  • 16 luglio alle ore 19:41
    Gli ultimi dadi lanciati

    Gli ultimi dadi lanciati
    li ho lasciati girare
    in quella notte
    dove tutto sembrava parlare
    e rivelarsi,
    dove ogni pensiero
    danzava con l'imperfezione,
    dove la paura chiedeva scusa,
    dove l'amore si accostava al cielo
    dopo aver fatto piangere,
    dove ogni scelta sembrava facile,
    dove i miei sogni bastavano
    a farmi vivere.
    Quegli ultimi dadi
    forse stanno ancora girando
    nel vento che continua
    a cambiare,
    nonostante la mia voglia ostinata
    di esistere e nascondermi
    in esili versi d'amore.

  • 16 luglio alle ore 11:00
    Scala di carne/Escalera de carne

    Scala di carne

    Potenza di parola,
    soltanto la tua immagine posso richiamare.
    Non conosco le tue iniziali,
    silenziosa verità di gemme infantili
    e percorsi d’acqua,
    di barlumi che si spandono nella terra bruna.
    Voglio la strada migliore,
    la trasfigurazione,
    rivivere i capitoli del Libro Assoluto.
    Con le parole aride di deserto
    voglio giungere alla casa.
    Alla casa che è una,
    che è tua,
    che è di fede, di pane e di supplica.
    Possa io salire con la mia scala di carne e afflizione.

    Si sveglia lo scriba,
    si siede nella linea del cuore.
     

    Escalera de carne

    Fuerza de la palabra,
    solamente puedo llamar tu imagen.
    No conozco tu inicial,
    silenciosa verdad de ecos infantiles,
    y de avenidas de agua,
    de vislumbres que se expanden en la tierra bruna.
    Quiero la vía perfecta,
    la transfiguración,
    revivir los capítulos del libro Absoluto.
    Con las palabras áridas de desierto
    quiero llegar a la casa
    a la casa que es una,
    que es tuya,
    que es de fe, de pan y de súplica.
    Pueda subir con mi escalera de carne y aflicción.
     
    Se despierta el escriba,
    se sienta en las líneas del corazón.

  • 15 luglio alle ore 19:21
    Il viaggiatore notturno

    Il viaggiatore notturno
    sa che può trovarsi
    davanti alla notte più scura,
    davanti all'immagine più vera
    nascosta dal sole,
    davanti al dolore
    che può contenere
    una preghiera.
    La strada maestra
    per il viaggiatore notturno
    è quella dove in alto
    ci sono più stelle,
    quella dove il vento
    soffia leggero,
    dove se piove,
    rimangono le sue orme
    nel terreno
    ed il silenzio vive
    come in una cattedrale.

  • 14 luglio alle ore 12:05
    D'accordo, notte!

     
     
    Sei strana, notte, questa volta!
    Prima, arrivi in sella ad un cavallo bianco,
    sistemi come sempre il cielo a modo tuo,
    mi accendi ad una ad una lune e stelle.
     
    Poi? Che cosa mi combini, poi?
    Mi levi il dolce sonno dei ricordi,
    depenni a brutto muso nostalgie,
    nell’antro chiudi gli echi dei ventanni,
     
    mi metti il calendario sotto gli occhi,
    la mente mia fai correre agli impegni,
    il primo appuntamento è importante,
    per ricordarmi che domani arriva…
     
    Dimmi, cos’è che vuoi veramente?
    Che un mago strabiliante io diventi
    o faccia finta di non avere gli anni?
    O, addirittura, che rinasca oggi?
     
    D’accordo, vedrò di darmi un gran da fare
    già subito, sorbito il mio caffè bollente,
    e via, lungo affrettate strade di città
    a ricontare banconote e fare i conti.
     
    D’accordo, vedrò d’immergermi con cura
    in questa realtà che non convince,
    spianare tutta la fatica che mi attende
    per stare al gioco e rendermi attuale.
     
    Tranquilla! Prometto che ti obbedirò
    buttando in fossa fino all’ultimo ricordo,
    raschiando il cuore di antiche tenerezze,
    tuffandomi domani nell’oggi senza indugi.
     
    Ti giuro, allora, che passata l’alba
    mi vestirò a puntino con l’abito più nuovo
    ma adesso… sposta l’imbecille ombra
    poiché le ore in cui ti voglio assente
     
    son poche e tutte io desidero sfruttarle
    e non spiarmi se ancora mi farò tentare
    dal solito viaggio nel mio tempo andato,
    dal battibecco dei suoni e dei colori.
     
     
     
    *
    Anno 2005
    (Tratta da “Appena finirà di piovere” - Global Press Italia 06/2010 - Prefazione Angela Ambrosoli)
     
     

  • 14 luglio alle ore 3:00
    Partenza

    Guardo la luna affacciarsi. Lucente è il pensiero che parla di te. Pianse a lungo la notte che cancelló il futuro. Al mattino, madido di sudore, un sordo, grido di dolore, invase il mio corpo. Acciglio gli occhi, sono accorato. Nella mente la felicità del passato, nel cuore il terrore dell'avvenire. Lacrime ancora, in un evanescente momento, dove vorrei solo addormentarmi

  • 13 luglio alle ore 19:34
    Cercami

    Cercami tra i fiori,
    quelli semplici e profumati.
    Cercami tra le stelle
    quelle luminose e belle.
    Cercami tra le mani,
    carezzevoli e dolci.
    Cercami nel mare,
    in quello placido e spumoso.
    Cercami nel cielo
    in quello limpido e luminoso.
    Cercami, cercami, cercami,
    e se mi trovi
    il tuo cuore portami.
    Conosceremo insieme
    i fiori, il cielo, il mare, le stelle.

  • 13 luglio alle ore 18:46
    Vite illusorie

    Vite illusorie, sfumano dietro i sipari del niente.

    Nell'abbaglio di luce artificiale.

    Fruscio di vesti in disegni astratti di spazi vuoti.

    Incoerenze, frutto di una visione liquida della realtà.

    Carrozzoni di ossa al massacro.

  • 13 luglio alle ore 12:40
    Estate

    Estate

    Amo “Bruno Martino” perché

    odiava “l’estate”

    Quel caldo che ondeggia

    e smuove strisce d’asfalto

    ed esalta il chiassoso frinire

    delle cicale padrone ormai

    di ogni pineta ed ogni rumore

    diviene sofferenza.

    Odio l’estate, per quel

    falso senso di libertà che

    induce ognuno di noi a scoprirsi…

    Odio l’estate, per il semplice fatto

    che è estate!

    Odio l’estate per quel senso

    di tanto e di passeggero, per la polvere

    che continuamente si accumula sui mobili,

    per le bianche lascive tende svolazzanti

    dalle finestre sempre aperte,

    per la libertà e la condivisione,

    per quel profumo di mare che prepotentemente

    entra nelle case,

    per quelle luminose notti che regalano

    stelle completamente aperte,

    per le campagne dorate e le tregue di frutta,

    per le assordanti campane delle fresche chiese

    e gli amori...

    Ogni pensiero si perfeziona...d’estate.

    Già, l’estate presto finirà.

    Luciano Capaldo

  • 12 luglio alle ore 22:27
    Ma chi dice alla luna?

    Ma chi dice alla luna
    di rimanere sospesa tutto il tempo?
    Chi dice alla luna
    di essere complice di amanti
    e d' incantesimi senza tempo?
    Chi le dice di essere così misteriosa
    e affascinante nelle notti,
    in cui si è soli con quella voglia
    di sapere cosa c'è oltre il visibile?
    La luna che influisce sugli umori
    e sulle acque,
    che crea poesia sia se è piena
    o se è a falce,
    che si riflette nel mare
    e negli occhi di chi vive d'amore.
    Ma chi dice alla luna
    di farmi compagnia
    quando resto al buio e la vita
    fa male?
    Mi regala ancora un sogno
    con la sua luce,
    portandomi lontano,
    la luna riesce anche a parlare
    con il tuo passato.

     

  • 12 luglio alle ore 21:48
    Cattiveria Di Un Attimo

    Da un'ora sono sveglio
    Ridotto ad udire la musica
    Della tua natura
    La stessa di tua madre.
    Eppure non sei più viva
    Sei morta dentro
    Fuggi dai miei pensieri
    Sei scolpita nella nebbia
    Con una valigia di sogni
    Ed un bagaglio di fumo.
    Il mio animo tenero è percorso
    Contro il tuo cuore di pietra.
    In un attimo mi sono fatto male
    Ora so dove prendere lezioni di vita
    Vorrei tu tornassi l'angelo di prima
    Perché il mio tempo è diventato
    Un attimo di attimi.

  • 12 luglio alle ore 21:47
    Albe

     
    Alba d’inverno
    con pochi sorrisi
     
    Alba d’estate
    Un raggio di luce
     
    Fra cielo e terra
    Penetra il mare.
     
    Albe: …
     
    Il tempo procede
    E muore nel buio
     
    Svolazzano gabbiani
    Negli anni che volano
     
    Le onde  ci urlano
    La storia che corre.

  • 12 luglio alle ore 21:45
    Alba D'Autunno

     
    Alba di primavera
    Con pochi sorrisi
     
    Alba d'autunno
    In un raggio di luce
     
    Fra nuvole in cielo
    Penetrano il mare
     
    Il tempo si ferma
    In un attimo
     
    Muore nel buio
    In un'alba d'inverno
     
    Volano gabbiani felici
    Fra nebbia e fiocchi di neve
     
    Sopra un mare che urla
    Una quiete in arrivo.

  • 12 luglio alle ore 18:56
    Scrivo versi

    Scrivo versi per liberare
    il mio finito infinito
    da catene e fantasmi,
    sostare sotto le stelle
    di cieli proibiti
    da lontane torri,
    rimanere a immaginare
    quegli occhi che mi porto
    nel cuore,
    senza fare rumore.
    Scrivo versi che sporgono
    dalla solitudine,
    che raccontano di me
    e delle mie mille maree
    quando resto per giorni
    senza parlare,
    quando mi ferisco
    nell'attraversare domande
    e nel cercare risposte
    contraddittorie,
    quando ascolto una canzone
    e la memoria inizia
    ad amare con dolore.

     

  • 12 luglio alle ore 14:17
    haiku n. 139 (con la paura)

    con la paura
    tutti chiusi in casa -
    corona virus

  • 12 luglio alle ore 14:15
    haiku n. 138 (tenue e slavato)

    tenue e slavato
    disegno a gessetti
    sotto la pioggia

  • 12 luglio alle ore 13:25
    Del mare

     
    Del mare mi coglie il colore
    ed è magia l’invito a viaggiare
    su barche di carta costruite
    o su navi d’argento allestite.
     
    Del mare m’inebria il profumo
    ed è carezzevole il senso di pace,
    sdraiato ch’io sia sull’umile spiaggia
    o lindo e perfetto sul lido esclusivo.
     
    Del mare mi prendo il rumore
    ed è armonia quand’esso rimane,
    in piedi su asfalto che assilla il cuore,
    supino, di notte, del sonno in attesa.
     
    Non solo perché vivere voglio,
    non finirò mai di sognare.
    Fin quando l’azzurra distesa
    farà di me quel che vuole,
     
    io non morirò!
     
    *
    2009
    Testo pubblicato su Appena finirà di piovere (Global Press – 2010)
    Testo pubblicato nell’Antologia La “Goccia del cuore” di Gocce di poesia

  • 11 luglio alle ore 12:39
    Tristezza

     
    Il giorno scivola
    Verso la sera
    La pioggia gronda
    Sulle case del paese
    Il vento fruga
    Fra i capelli, e
    Sulla tristezza
    Della gente
    E di quel fragile
    Fiorellino
    Che ha bisogno
    Di nuova allegria.
    Ed io ho bisogno
    Di quel fiorellino
    Malinconico
    D'autunno
    Per mandare via
    La sua
    E la mia
    Tristezza.
    Ti prego tristezza
    Lasciaci vivere.

  • 11 luglio alle ore 12:38
    La Tristezza

     
    Che tristezza!
    Il viaggio è finito
    In questa sera d’autunno
    Guarderò la luna
     
    Che tristezza!
    Il canarino in gabbia
    Osserva, invidioso
    La farfalla che non c’è
     
    Che tristezza!
    Vicino al camino
    Un topo corre
    Al rumore del freddo
     
    Che tristezza!
    I sogni vagano
    Ad ogni soffio di vento
    Sotto lo sguardo della luna.

  • 11 luglio alle ore 11:41
    Ci sono anch'io

     
    Niente amore questa notte.
    Lenzuola intatte, non si suda.
     
    Lei dorme e forse sogna il cielo
    mentre io, vinto alla grande il sonno,
    guardo un lento muoversi di curva,
    raggio di luna entrato nella stanza
    a separare chiari e scuri alla parete.
     
    Mi accorgo che ci sono anch'io
    tra i riflessi del pacifico silenzio.
     
    Il giorno andato mi rilascia vita
    da accatastare ai ricordi miei.
    L'alba forse ritarderà l'arrivo,
    regala più tempo per le verifiche.
     
    Le dita esplorano la dura pelle
    cogliendo qua e là scaglie di credito.
    Sto pensando che mi voglio bene,
    ci sono anch'io mentre lei dorme.

    (Poesia pubblicata)

  • 10 luglio alle ore 22:25
    Il canto dell'usignolo

    E quando l'usignolo
    tornò a cantare
    nelle stanze segrete,
    il sonno abbandonò gli occhi
    del sognatore solitario,
    che si riaprirono
    condensati di lacrime
    e di uno stupore
    che aveva sempre cercato.
    Il canto dell'usignolo
    era come un vento leggero
    tra i capelli,
    un richiamo nascosto
    nelle albe e nei tramonti,
    un invito a sentirsi vivi,
    ovunque la vita ti porti
    a sconfinare tra il sentimento
    e il razionale.
    Il sognatore solitario
    in quell'ascolto
    trovò una ferita
    nel suo sogno.

  • 10 luglio alle ore 15:54
    Possono bastare le poesie?

    Possono bastare le poesie
    per resistere?
    Possono bastare poche righe
    per continuare a guardare
    oltre le ombre
    e ricordarsi quanto
    sia una meraviglia esistere?
    Possono bastare?
    Forse possono bastare
    per brevi illusioni,
    per attimi imprecisi
    fuori dagli smarrimenti,
    ma serve molto di più
    per proseguire,
    servono poesie
    dentro le giornate,
    dentro tazze di latte,
    dentro i silenzi calmi,
    dentro tutti i pasti che mangi,
    dentro tutti i bicchieri di vino
    che ti concedi,
    dentro gli occhi che cerchi
    di nascosto,
    dentro le lacrime
    in memoria dei tuoi errori,
    dentro l'amore
    che non riesce a parlare,
    dentro un sogno
    che non riesce più a volare.

     

  • 10 luglio alle ore 12:04
    Mediterraneo e basta

    Quando penso alla mia terra,
    le gialle colline si rintanano ad ovest,
    la città nuova si avvolge in un foulard
    ed io rimango felicemente solo.

    Solo, con l’azzurro che mai stinge,
    dentro ventri di colorate barche,
    lungo il molo della prima preda,
    nella sabbia di quel lido preferito.

    Tra le pieghe dell’età che avanza,
    metto a posto mediterraneo e basta
    come quando, diciottenne, mi curavo,
    diligente, di peccati e sogni a iosa.

    Chissà per quanto tempo ancora
    dovrò aspettare il giusto tempo
    per ritrovarmi nelle onde basse
    e nei sorrisi larghi d’una volta.

    Dispersi nell’afa benedetta
    di lunghe attese e corti pomeriggi,
    le voci, le chitarre e i ricordi tutti
    illudono le ore che oggi conto una a una.

    Le vergini polveri di sabbia e sale
    vorrebbero distrarmi come allora
    e come allora accecarmi nuovamente
    ma i miei occhi sono forti, oggi.

    Dimmi, mare perso, cosa devo fare
    perché io possa finalmente
    sigillare il cassetto dei ricordi
    in attesa che il futuro giunga.

    Dammi, mare ritrovato, la tua miglior fortuna
    perché io tocchi come la tua acqua
    i grattacieli, i display e i nuovi asfalti
    nel cambio rotta che comando.

    *
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia)
    Pubblicata dal Mensile Il Saggio 03/2010
    Vince il V Premio Internazionale Poesia, Narrativa e Arte “ALBATROS” 2007
    Premio Internazionale Poesia, Narrativa e Arte “ALBATROS” 2007

  • 10 luglio alle ore 11:47
    Haiku

    La luna rossa
    sta immobile sul mare
    Dov'è il pittore?