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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 gennaio alle ore 22:59
    Un po' di me

    Un po' di me
    nel rifugio di una preghiera,
    dentro l'inizio di una notte
    che conosce lo sguardo
    dei sogni,
    una notte che fa da sfondo
    ai miei passi vagabondi,
    fra pensieri contrastanti
    nel deserto senza tempo,
    senza impero all'orizzonte,
    con il vento sulla faccia
    e con il cuore che segue
    le stelle.
    Un po' di me
    nell'abbandono della ragione,
    nel richiamo dell'amore,
    nel silenzio che mi porto
    fra le luci e le ombre
    del mio indefinito sentiero.

     

  • 09 gennaio alle ore 14:29
    Il sorriso degli occhi

    Il sorriso degli occhi, dipinge il vento, colori dell'anima che sorridono anche ad un cielo grigio lo vedono tramontare insieme alle verdi speranze, svanite in valli lontane, enormi praterie che si scrutano e pensano, come sarà il domani, per loro, avranno la libertà, di sperare quando il buio calerà ancora, sulle palpebre stanche, appesantite dai ricordi? Può darsi che vivranno ma come, dopo ferite, che si chiudono a stento, senza rimuoverle, per sempre?

  • 09 gennaio alle ore 14:26
    Cristalli in sospensione

    Svanisce il miraggio d’una fata
    vestita coi colori d’oltremare
    protesa a coglier cenni del tramonto
    e non dormire per salutare l’alba.

    E pur svanisce il sogno del bambino
    a consumare suole nel viaggio
    per giungere a bussare al bronzeo uscio
    di un futuro spoglio di dolore.

    Silenzi si confondono ai ricordi
    e brividi di pura ingenuità
    modellano cristalli in sospensione
    al centro della sala resoconti.

    È  forse giunta l’ora di assettare
    sconnessi cuori ed anime confuse
    nel tempo intriso di veleni e pene,
    distratto, che chimere disconosce.

    *
    Roma, 14/12/2020

  • 08 gennaio alle ore 12:10
    PRIGIONIERO DELLE MIE PAURE

     
    Nuvole nere tenute in sospeso
    nel cielo scavato di questo mattino,
    dichiarano l’ennesima guerra
    mentre il vento, ancora lontano, si allea.

    Che triste realtà è anche questa
    proprio quando di nuovo desidero il sole,
    un angolo piatto dell’azzurro mare
    o la calma di quand’ero piccolo.
     
    Prigioniero delle mie paure,
    ascolto muto le condanne venute
    cercando con rabbia tesori lontani
    oppure sognando domani migliori.

    Fuori, la pioggia gareggia coi tuoni
    mentre pian piano la gente scompare.
    Din, don! É il suono di campane vicine
    là nella chiesa dove unirò le mie mani.

    Il naso schiacciato sull’umido vetro,
    ancora una volta è triste quest’oggi,
    ancora una volta m’invento sorrisi.

    Prigioniero delle mie paure,
    mi affido ai lampi felici di un istante,
    al ricordo fugace di un vivace colore,
    al limpido sguardo di mia madre.

    Un pallido raggio si posa neutrale
    sui rami di un tronco intirizzito.

    Vi dimentico compagne amarezze
    mentre, medicando queste mie mani,
    trovo la forza di ricominciare,
    di schiacciare gli odiosi riscontri,
    di sfiatarmi al grido di essere forte,
    di essere vero per essere grande.
     
     
    *
    Anno di stesura 1977

  • Occhio di lui da vicino
    guarda occhio di lei,
    e poi
    labbra toccano labbra,
    viso sfiora viso,
    respiro si mescola con respiro,
    cuore si raccorda con cuore,
    mano stringe mano,
    le dita di lei s’intrecciano con le dita di lui,
    un abbraccio spontaneo li unisce
    più forte ancora,
    la bellezza si fa grande,
    la gioia fa volare gli animi,
    e la passione si ravviva
    sempre di più,
    portando lei e lui
    nel divino infinito.

  • 08 gennaio alle ore 11:32
    Paesaggio d'inverno

    Milano è
    in una morsa di ghiaccio
    e  neve
    gli alberi carichi di neve
    così anche i tetti delle case
    la pioggia da poco ha sciolto la neve
    i bambini non giocano più a palle di neve
    sembra che non soffrano
    il freddo pungente
    fra due mesi arriverà la primavera
    la stagione più bella
    per le piante gli alberi e i fiori
    mi consolo a pensare la terra rifiorita
    all’arrivo della nuova stagione
    che non ritarderà.

     

  • 08 gennaio alle ore 11:31
    Da sola

    Ti aiuterai da sola
    A fianco ai pensieri
    Ad affrontare sola
    I tuoi tristi giorni neri

    Ti stringerai la mano
    Forte come prima
    E a capire quanto
    Eri sola prima

    Ti guarderai il viso
    Dolce, delicato
    Per ricordare tutto
    Ormai dimenticato

    Eppure l’ombra
    Sarà tuo amico
    L’abbraccerai piangendo
    Guardando la tua vita

    Ti aiuti sola, quando
    Nessuno è capace
    Di affrontare insieme
    Ciò ch’è dimenticato

    Da sola ti abbraccerai
    Nascosta nei silenzi
    Avrai bisogno ieri
    O forse anche oggi.

  • 07 gennaio alle ore 22:08
    Cerco un volo

    Cerco un luogo
    dove riuscire a guardarti
    davvero,
    senza avere lo sguardo
    offuscato dal pianto,
    senza aver bisogno
    di oracoli che predicono
    il destino,
    vorrei fondermi col tuo respiro,
    vorrei sapere chi sono
    quando il tuo pensiero
    mi avvolge di bellezza
    e mistero.
    Cerco un volo
    dentro i miei giorni,
    vorrei trovare
    un nido di poesie
    dopo averti dichiarato
    che sei nei miei dispersi sogni.

     

  • 07 gennaio alle ore 17:21

    Una mano appoggiata allo stipite,
    gli occhi fissi a contemplare
    quello spazio pregno di corpi affamati di vita.
    Il sole al suo interno, fori il piombo di giorni vuoti.
    La memoria d’immagini vive,
    di respiri celati nel vano segreto di un’armatura
    attraversata da un pensiero di luce.

  • 07 gennaio alle ore 11:36
    Piccola mia

    Amar non so
    la mia diletta
    dai belli occhi
    dir non so
    se provo un sentimento
    solo un ricordo
    mi sovviene
    in questo momento
    amata mia
    ti voglio tutta per me
    mia celeste stella.
     

  • 07 gennaio alle ore 11:28
    Gioia di vivere

    Mi accorgo sempre di quanto
    sono stato fortunato
    di incontrare e conoscere Milly
    una persona per me speciale
    da cui posso sempre imparare qualcosa
    la nostra unione
    supera i tempi
    proiettandosi nell’eternità
    proprio l’allegria di Milly
    mantiene più saldo il nostro rapporto
    stammi sempre vicina
    come due colombi innamorati
    così il nostro amore non morirà.
     

  • 06 gennaio alle ore 11:56
    DEL FUTURO

     
    Di chi trovò le chiavi della porta
    che s’apre sui rilievi del futuro,
    non sento la mancanza, ve lo giuro,
    giacché il cuor da sempre m’é di scorta.
     
    Nel mio vagar tra morbide illusioni
    ho sogni non finiti da esplorare.
    Se poi gli anni insistono a tornare
    con l’eco d’alcune mie canzoni,
     
    allora tutto è agevolato
    per non pensar cosa accadrà domani.
    La vita che mi ha scelto allontani
    ciascun sussulto già pianificato.
     
     
     

  • 06 gennaio alle ore 8:39
    Come i Magi

    Offri le tre cose migliori di te. Segui la stella. Preparati ad incontrare Dio.

  • 05 gennaio alle ore 18:14
    Fuori dalla finestra

    Condensa di malinconia appanna la finestra
    che s’affaccia sul cuore,
    con un dito scrivo le promesse fatte al destino…
    Riccioli di pensieri coprono il sole,
    nel cielo manca un tassello per completare l’amore.
     
    La luce diventata grigio perla illumina la nostra mancanza.
     
    Nel tempo non si placano i respiri perduti,
    vivono dentro inverni che viaggiano nell’illusione,
    vogliono i colori di speranze fatte di cartapesta…
    Scelgo di non capire il senso dell’amare,
    la vita è breve per dimenticare.
     
    Scivolano le gocce sopra i vetri ormai asciutti.
     
    Quanto costa un sussulto o la spremuta di un pianto
    è la mia unica domanda.

  • 05 gennaio alle ore 14:28
    Mentre io sotto la pioggia mi abbandono

    Un pensiero d'amore
    sull'infinito
    lascio vivere dentro di me,
    mentre io sotto la pioggia
    mi abbandono.
    Frantumo il mio tempo
    e la mia direzione,
    lontano spingo
    il mio fuoco
    per arrivare a scaldare
    quel cuore
    a cui sento di appartenere,
    per consolarmi
    un solo istante
    da un'assenza che fa male,
    un orizzonte che guardavo
    e che non so dimenticare.

  • 05 gennaio alle ore 13:35
    Senza dire nulla

    Camminai di buona lena, fiero
    e questa volta il mar non era meta
    perché di fianco già mi respirava.
    Era tramonto da zittire il tempo
    ed affrettai la corsa per paura
    che l’impaziente sera lo rubasse.
     
    L’avevo vista avvolta nell’azzurro
    in una festa della primavera
    e fu amore, solamente amore,
    a farsi mare, fuoco cielo e terra
    nel mentre mi sentivo quasi un re.
     
    Finito ch’ebbi il mio bel tragitto,
    sostai un po’ davanti alla scogliera
    e l’occhio si posò sulle caviglie
    baciate dalla forsennata schiuma.
    Un brivido viaggiò lungo il mio corpo,
    io fui geloso di onde che amavo.
     
    M’avvicinai senza dir nulla
    e senza dire nulla lei s’accostò.
    E fu amore, solamente amore
    a farsi mare, fuoco cielo e terra
    intanto ch’io mi sentivo un re.

  • 04 gennaio alle ore 23:03
    Senryu

    Pensieri audaci
    È il fuoco dell'anima
    Apri il tuo corpo

  • 04 gennaio alle ore 20:13
    Nel buio di una grotta

    Fai quello che sai fare
    quello che ti piace di più
    perchè il tempo è tiranno
    di te si preoccupa poco
    e se sei malvagio ti getta per terra
    cercando di farti morire
    ucciderti senza pietà
    buttandoti nella forca
    ritrovandoti nel buio di una grotta
    ove sentirai delle urla arrivare
    dall'oltretomba, che rideranno
    provando gusto a vederti marcire
    negli inferi dell'inferno.
    Sprofonderai nessuno ti salverà
    ed il tuo cuore piangerà
    mentre cenere diventi
    con il resto dei giorni
    andati in fumo
    ove la pazzia miete
    nel disordine dei pensieri muti
    risvegliati da ombre grigie
    invadenti, che non capiscono
    quanto possono nuocere
    a chi desidera stare solo
    i soliti discorsi, i troppi timori
    che è insopportabile
    un essere che non sa
    di provare soddisfazione
    se non è assillante
    e se si, accogliere il distacco

     

  • 03 gennaio alle ore 12:52
    Mille imprese

    Mille imprese dentro il cuore
    che continua a battere e a soffrire,
    a urlare il suo sogno che sfugge,
    contrario al destino,
    innocente come un bambino,
    fragile e imperfetto
    da proteggere nel silenzio
    e nella propria voce.
    Mille imprese d'amore
    per scansare l'insensato,
    il vuoto e la morte,
    la partita sbagliata,
    la nebbia sulla strada,
    la malefica risata
    di chi vuole allontanarti
    dalla metà del cielo
    che ti porti dentro,
    nello sguardo ammantato
    di candore e d'incanto,
    di tepore di sole
    e pioggia leggera di aprile,
    stare a vedere dove la tua corsa
    va a finire,
    in quale notte può mostrarsi
    la tua luna,
    in quale poesia può
    liberarsi la tua anima viva.
    Mille imprese da svolgere in volo,
    mille imprese da fare in terra,
    mille imprese da vivere
    e il tuo dolore
    lasciare andare,
    tornare ad essere
    te stesso nel bene e nel male.

     

  • 03 gennaio alle ore 10:05
    Il vento

    liberamente ispirata al film di Ferzan Ozpetek "Rosso Istanbul".

    Per tutta la vita
    ha soffiato sul mio volto
    senza mai spettinarmi
    lacrime
    ho visto scendere
    dai loro occhi
    senza mai asciugarle
    non sapendo se fosse
    dolore o gioia!

    Chi guarda troppo
    al passato non vede
    il presente
    ma il passato
    non è stato bambino,
    giovane forse
    anche lui
    speranzoso del futuro?

    Il vento 
    ha consumato gli anni
    s'é preso il mio tempo
    ha catturato
    miei ricordi lasciandomi
    affanni
    ha rotto gli argini
    dei fiumi e tormentato
    montagne
    ha provocato tempeste
    le onde del mare
    sollevando
    sul mio volto
    ha soffiato per tutta la vita
    senza mai spettinarmi.

    Taranto, 31 dicembre 2020.

     

  • 03 gennaio alle ore 9:50
    A nudo tempo

    domani
    un alito di nebbie
    ancora saturo
    non celerà
    calchi di fronde
    e le tue mani, nervi
    di sempreverdi
    piantati sul pendio del corpo
    senza bisogno
    di prati e primavere

  • 03 gennaio alle ore 1:06
    La storia di una vita

    Un bimbo inginocchiato davanti al fuoco,
    resta un po’ in ascolto
    della madre che legge piano al tavolo:
    C’era una volta, no,
    c’è ancora, la vita che cresce in una storia,
    è la storia di un fuoco d’amore,
    in cui l’amore unisce due vite:
    a loro un dì, una voce diede la sua luce,
    perché iniziasse la Storia scritta dall’uomo.

    Il bimbo ora si è addormentato,
    sul grembo della madre che l’ha cullato
    con la storia della sua vita,
    dove al tempo spesso ha sorriso,
    con gli occhi, anche tra le difficoltà,
    poiché l’amore è come il moto di un fiore,
    nasce, prospera e poi muore
    ma non s’arresta mai nel suo divenire,
    prima di dare un nome a ciò che chiamano Dio.

  • 02 gennaio alle ore 13:06
    Il nuovo di te

    Nuovo è tutto ciò che nasce,
    tutto ciò che prima non era ancora.
    Nuovo è ciò che può ricevere un nome
    mentre entra nella vita.
    Nuovo è quello che non hai mai ascoltato prima 
    eppure ti è familiare.
    Nuovo è il tempo che vivi
    quando provi amore e ne puoi dare.
    Nuovo è ciò che fai con tutto te stesso
    e ti motiva sempre di più.
    Nuovo è il sorriso sul volto
    quando hai finito di piangere o di scoraggiarti.
    Nuovo è lo spirito con cui
    non lasci più le cose come sono.
    Nuovo è leggere come continua la storia.
    Nuovo è ciò che continua a parlarti
    fosse anche avvenuto duemila anni fa.
    Nuovo è aspettare lì dove hai affondato le radici.
    Nuovo è tutto ciò che è vivo,
    arde e non si consuma.
    Nuovo può essere un anno
    come un solo giorno
    quando non hai bisogno di nulla
    se non del dono di te per vivere.
    Sii tu il nuovo di te.

  • 02 gennaio alle ore 12:35
    MALINCONIE

     
     
    La luce consistente della sera
    rinvia la dolce mia malinconia
    che come preda in vista della fiera
    non vede l’ora di guadagnar la tana.
     
    Quando quest’altra lunga notte
    ore sottrarrà all’imperfetta vita
    e l’ultimo respiro del liso giorno
    rimbomberà nei silenzi della terra,
     
    io mi ritroverò di nuovo detenuto
    dentro un tempio resistente al tempo,
    il cui sagrato dei venerabili ricordi
    mi ostenterà quadranti ‘sì pregiati
     
    da non dover mai esser calpestati
    ma sol guardati dal limitar dei bordi,
    ispezionati in ogni singolare punto 
    per essere ammirati ad uno ad uno.
     
    Sarà l’ora di nostalgie inamovibili
    che del sonno non si cureranno,
    che in sacro corteo avanzeranno
    per reclamare un tuffo mio all’indietro.
     
    Allora, poeta dovrò esser io
    al solo scopo di sapermi raccontare
    l’andata all’oggi e il ritorno a ieri.
    Sì, poeta dovrò essere io…
     
     
     

  • 02 gennaio alle ore 12:04
    Tremo

    Come se io bruciassi
    Come luce frontale
    Come ghiaccio traditore
    Come mondo di polvere
    Come sbucciata
    Come goccia di sangue
    sul palmo
    Come spina
    Mi tocchi
    Mi sbirci
    Non stringi
    Non tieni
    Sfiori
    Tremo
    Lascio..