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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • sabato alle ore 16:15
    Arresa al brivido

    porta i balocchi amore
    dolce sarà la semina
    sul campo arresa al brivido
    berrà tutte le nubi la tua brace
    tra mille strette d’alabastro
    e mille mani su ogni poro
    e mille bocche su ogni spazio

  • sabato alle ore 9:25
    Avrò

    avrò un silente grido
    cristallizzato attimo
    al nugolo di sete che dissolvi 
    al punto cieco e sempre
    sempre a sfiancare, tu
    lo spillo in fiore
    e stille che trapassano       
    l’acuto rosa e il viola 
    ceduto nel tremore
     

  • Ho sbagliato lo so e me ne sono accorto in quegli attimi vissuti nella delizia goduta tra le ombre a inspirare la fragranza dell'ozio vestigia di giorni migliori Dove sono stato fin'ora io chiedo senza ottener risposta ai gesti nel tempo affidati al destino a scorrer silenti in or senza senso nostalgie di ciò ch'ancor poteva essere e mai non è stato orizzonti lontani a completar l'ondeggiar degli insulti che rivolgo a me stesso complimenti subiti e donati alla mia perdizione reale e invisibile Ho sbagliato lo so e me ne son pure accorto anche se stare in quel mondo di sola apparenza e d'occhiate confuse facendone parte mi ha dato armonia come se il mio sentire potesse ricevere un senso compiuto E vado adesso peregrino bastonato e sommesso in cerca della mia anima dispersa . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • È bello quando gli altri appezzano quello che fai è un'emozione forte veramente speciale accorgerti come le persone riescono a evocare nella tua interiorità la voglia di fare di scrivere di parlare presentandosi a te col massimo rispetto per i tuoi sogni infranti nelle paure che ti uccidono E mi creo dentro uno stato mio dove le mie rime mie essenze di vita nell'assurdità dei sogni e nell'umiliazione d'amarle senza usurpare la felicità a nessun Cielo donano tranquillità e pace alla mia anima

  • venerdì alle ore 18:52
    Sulle note dei poeti

    Sulle note dei poeti
    il cielo appare
    dipinto si lascia
    ammirare ed estasiato
    accoglie tutti i pensieri
    belli o brutti
    che siano
    e dall'alto si dispera
    in un profondo mistero
    tantissimi uno dentro
    l'altro e nel guardarli
    si commuove
    come il mare d'inverno
    scosso dalla pioggia
    che riga visi
    toccati dal ghiaccio
    assorto in preghiera
    rivive senza scoraggiarsi
    per altri tempi che verranno
     

  • venerdì alle ore 16:33
    Era settembre

    Era  Settembre
     
    Nell’autunno in parte muore
    la natura alberi piante fiori
    poi verrà l’inverno a seppelire
    infin la primavera a farla
    rifiorire, pur per te sorella
    mia era autunno quel settembre
    quando moristi quando si spense
    la tua vita coprì quell’inverno
    la tua tomba e venne quella
    prima primavera e tu non rifioristi,
    altri inverni altre primavere
    nel tempo e or continua il tuo eterno
    sonno, presto verran in qual stagion
    non so quel mio settembre e il mio
    eterno sonno che pur per me inverni
    e primavere tanti eterno lasceranno,
    ma questo nel tuo continuo ricordo
    mi conforta che certo son che quel
    dì alla fine dei tempi dove il tempo
    ha fine alorchè del Giudizio final

    suonerà la tromba lì rinati ci ritroveremo
    Era  Settembre

     

    Nell’autunno in parte muore

    la natura alberi piante fiori

    poi verrà l’inverno a seppelire

    infin la primavera a farla

    rifiorire, pur per te sorella

    mia era autunno quel settembre

    quando moristi quando si spense

    la tua vita coprì quell’inverno

    la tua tomba e venne quella

    prima primavera e tu non rifioristi,

    altri inverni altre primavere

    nel tempo e or continua il tuo eterno

    sonno, presto verran in qual stagion

    non so quel mio settembre e il mio

    eterno sonno che pur per me inverni

    e primavere tanti eterno lasceranno,

    ma questo nel tuo continuo ricordo

    mi conforta che certo son che quel

    dì alla fine dei tempi dove il tempo

    ha fine alorchè del Giudizio final

    suonerà la tromba lì rinati ci ritroveremo

     

  • venerdì alle ore 16:08
    China di verde (l'Invidia)

    Lento che va il veleno
    v e l e n o  m a g m a  pronto a bollire
    e partorendo buio
    cieco ricresce
    china di verde
    certo, d’infimi toni
    eppur si cela
    sotto la smeraldina cera.
    Ah, se avesse la faccia ardori!
    da pori sortirebbe
    un miele amaro
    a sbrodolare dritto
    al cuore dell’ambito Oggetto.

  • Il respiro del tempo
     
    Tremolio nel fogliame imprigionato,
    scivola sottile una voce di ali e nebbie…
    di  suoni perenni, segreti lontani diluiti in brume mai ferme.
    Aliti d’allodole sussurrano…
    pallido rantolo del tempo, terrore dei corvi bronzei della notte,
    delle montagne plumbee,
    dei tramonti sanguigni di morte e sogno,
    dei gigli arsi nei meriggi.
    Già feretro immobile di pallide nebbie,
    Aleggi, Tempo, sempre quieto, sempre livido.
    Mistero sempre uguale,
    terrore che mai finisce.
     
    Presente, rotta di veliero nel sogno,
    grigiore di luna allo specchio.

     
    La respiración del tiempo
     
    Hay un temblor cautivo en el follajes del bosque añoso.
    Se desliza sutil una voz de niebla y ave,
    de sonidos perennes,
    secretos lejanos, diluídos en brumas nunca quietas.
    Aliento de alondras susurran...
    Pàlido estertor del tiempo,
    terror de los cuervos broncíneos de la noche,
    de las montañas plomizas,
    de atardeceres sangrientos de muerte y sueño,
    de las azucenas acurrucadas y desfallecientes de la siesta.
    Ya féretro inmóvil hacia neblinas pàlidas.
    Tiempo que aleteas, siempre lívido.
    Misterio siempre igual,
    Pavor que nunca acaba.
     
    Presente, rumbo de barca en el sueño,
    gris de luna en el espejo.
     

     
     
     
     
     
     

     

  • giovedì alle ore 22:03
    Là,dove i sensi si mischiano

    "La peste s'è spenta,ma l'infezione serpeggia" (Primo Levi) Vivo impaziente nel mio troppo sentire soffrendo gl'inganni che tutti elargiscon meraviglia di un mondo palcoscenico agnostico dove ognuno recita senza conoscer spartiti E resto ancor paggio ma senza reali sol con il mio dire prescritto su fogli bianchi sporcati d'inchiostro ma senza parole a cercar di convincermi delle bugie mai dette miei vaghi tormenti incatenati alle angosce nel ricordo sublime di metafore al vento . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • "A forza di vivere di attimi,si finisce nella polvere" (Cesare Moceo) Il mio cuore ballerino e lacero avrebbe tante storie da raccontare stanco com'è per averle tenute chiuse dentro di sè nel tempo Ascoltatemi quindi perchè sarete Voi a donare ai posteri il mio dire Ho convissuto con la fragilità della mia pace e con i sogni che ne han dimostrato il valore ma non è mai stata questa una notizia lo è diventata con piacere adesso che sento le ali del destino sventolare dentro la mia vita ad agognarne la fine Ho sempre dovuto mangiare ciò che non ho mai coltivato nel mio aver avuto legami con la fame nata con me e in me conservata nel suo fascino senza preghiere nè maledizioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:31
    Le ubriacature dell'anima

    Danzo sui miei versi ornamento della mia vita senza ascoltare le musiche che mi ammaliano E spero che le mie intenzioni di scrivere dicano al mondo molto più di ciò che effettivamente potrete leggere nei miei scrtti E vorrei continuare a scrivere e a convivere con le parole nella mia passione e nel loro rispetto per ubriacarmi l'anima . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:26
    Cesare...ma non troppo...

    Ho preso dal mio nome l'imperialità fintanto che ho sognato e nulla sono stato e lo sono ancor oggi nei miei risvegli In questi getto immediate dalla finestra del cuore le emozioni e con l'orecchio attento sento il risuonarne la dissidenza con la frustrazione del mio vivere E abdico vincente in favore delle passioni ringraziando con fervore l'anima che mi ha sostenuto nel tempo nelle lotta contro le angosce e i tormenti accompagnandomi con grazia alla felicità delle mie vittorie . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:24
    Il mio vento non è un fiume che scorre

    Cammino con la pace nei passi a guardare come si fa sera sul lungomare deserto dove incontro soltanto gabbiani che razzolano sul marciapiede frettolosi al mio incedere a svolazzare lesti di paura Vado con la quiete nel cuore nel vento gelido e umido che m'arrossa le guance alzando gli occhi al cielo sacrificio di speranza per scorgere il tramonto del sole o qualcos'altro per cui sognare Là m'accorgo nel piacere dell'anima che il mio vento gelido non è un fiume che scorre imprigionato tra gli argini e obbligato alla sua strada ma il soffio dolce della libertà sotto il cielo strabiliante d'azzurro . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:23
    Ho capito di non essere nessuno

    Godo in me dell'intimo desiderio quasi fossi un bifolco che sfrutta le novità delle proprie disaffezioni di non voler più nulla dalla vita Resto ancorato al mio presente senza futuro con il passato ormai perduto senza speranze nè nostalgie vagando per le mie vie addobbate di malinconie dove lunghi filari d'alberi spelacchiati parlano alle genti del mio cielo e delle stelle che un tempo vi risplendevano E vorrei restar così in questo passeggiare immobile come un eterno stare affacciato a una finestra a compiacermi nel mio crepuscolo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 14:22
    In questo mondo senza giustizia

    "In questo mondo senza giustizia solo i perdenti stanno dalla parte giusta" ( FABRIZIO DE ANDRE' ) Gli occhi abbagliati l'anima rapita mi ritrovo oggi con i bisogni azzuffati con i pensieri a arruffare la vita e dar infelicità ai desideri e alle sue potenziali derive E mi chiedo ancora negli attimi di fermento dell'interiorità repressa cosa puo attrarre i miei sensi nell'ozio principesco balordo e benpensante che respiro intorno a me e che si nutre dell'odio popolare . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • giovedì alle ore 9:25
    Barbabietole.

    Poi s'infrange di notte
    l'onda lunga dell'assenza
    ed il corpo dolorante teme
    i cento anni e la linea rossa.

    Giungono feste ed idoli sacri
    vecchi altari rimbombanti
    scivola la bianca tunica
    per rivelare violini e mantra.

    Come ubriaco dalla noia
    tra le penne senza senso
    tutto l'antico popolo osservo
    Madre Terra, sollevami fortemente!

    Basta alle mani ed alle idee
    voglio solo essere un maestro
    tra silenzi e occhi scaltri
    che son vecchio più del mio tempo.

    Raffaele di Ianni

     

  • mercoledì alle ore 23:22
    Gennaio

    Poi ci ha colti alle spalle
    l’inverno
    con l’odore di sabbia
    (o il ricordo di averlo...)
    sotto le suole

    superstiti di altri noi
    abbracciati da un tramonto
    di rive rosse

  • 16 gennaio alle ore 21:53
    Amore

     
    Quando la luna quieta s’abbassa
    fino a sfiorare il mio centro d’anima
    e poi, immensa bolla di sapone,
    svogliata torna al posto suo di prima;
     
    quando la stella che fra tutte ho scelto
    s’incendia nella sera al mio comando
    e dopo, fuoco d’Eden placato e innocuo,
    miracolo si fa nel cavo della mano mia;
     
    quando l’amico sole ritarda l’alba
    per allungar la notte ubriaca e brava
    epperò ai troppo chiari vetri bussa
    per ricordarmi, ahimè, che il giorno è lì,
     
    allora…
     
    strillo amore a più non posso,
    guardo e ascolto solamente amore,
    senza indugio tasto e sfrego amore,
    poderoso, afferro e stringo amore!

  • 16 gennaio alle ore 0:35
    Memoria dell'incompiuto.

    Stare sul fianco del cuore,
    dove batte il rintocco del tempo,
    il suo fuggente apparire.
    uno scandire il pensiero,
    di quanto prossimo al silenzio
    del suo palpito è il morire.
    Sul fianco del rumore.
    con l'orecchio ovattato
    dal silenzio dell'anima,
    questa impressione di essere ,
    il suo veloce dissolversi mentre ,
    il pulsare del sangue si coagula
    in ricordi dimenticati che fanno
    la presenza dell'esistere,
    un rintocco del cuore,
    verso la mezzanotte del sonno,
    del vegliare, dello svanire.

    Compare una tristezza che,
    si morde gli occhi assorbendo
    le lacrime negate,
    c'è una stanchezza
    per ogni vuoto entusiasmo.

    Il domani del mondo
    non è affar tuo,fronteggiare
    il disastro del vissuto ,
    è ben più pressante comando,
    che i giorni si arenino ,
    contro le sperdute lontanaze
    di ogni incerto futuro,
    il cammini è una nekia,
    vertigine e delirio.

    Si spegne ogni emozione ,
    quando l'ultima voce rimasta ,
    è un balbettio d'intenzioni
    senza fondamento,
    quale  mesta sensazione,
    in questo baratro senza fondo,
    giù dentro nero abisso,
    oltre il sentire del mondo,
    verso ogni tenebrosa
    mancanza di luce,
    in un cadere , un volo che ,
    non conosce lo spazio ,
    ma la dimenticanza
    del proprio senso di essere.
    Il pensiero che si affievolisce,
    senza contrasti da cui riverberarsi.

    Verso il silenzio del non tempo,
    oltre la dimensione della vastità,
    in un pervadente nulla che,
    si comprime in un semplice impeto,
    che si fa pressione anche dell'inconsciente ,
    perché quando tutto è negato,
    qualcosa emerge,
    quello che incontenibile ,
    sempre ritorna,
    un volere inestinguibile che
    il vuoto imprime di sè,
    senza alcuna identità,
    puro potere dell'eterno E'
    che ancora e ancora ,
    da sempre,
    per sempre si fa vita.

     

  • 15 gennaio alle ore 19:08
    Rinasco nel tuo sguardo

    Rinasco nel primo
    tepore del vento,
    nel sogno
    di una terra mistica
    senza più angoli bui.
    Rinasco nel tuo sguardo
    che si avvicina
    al mio dolore,
    rinasco nella passione
    che ho per te
    e per i tuoi occhi
    sapienti,
    rinasco
    sulla tela dipinta,
    in una poesia
    d'amore scritta
    per consolare
    l'evanescenza
    dei tuoi baci,
    rinasco
    in una preghiera
    e in una finestra
    di cielo e bagliore,
    rinasco ancora
    tra la pioggia
    ed il giallo del sole,
    fra le parole
    che si perdono
    fra le silenziose lacrime,
    tra l'asfalto
    ed i passi di ansia,
    che arrivano
    stanchi e felici
    a casa tua.

     

  • 15 gennaio alle ore 17:46
    Cerco di sopravvivere alle mie notti

    Sento qua e là maestosi e sfarzosi vaneggiamenti dove mi pare che vaghino tra irragionevoli motivi certe convinzioni di democrazia che passano le loro giornate nei bars a bere e parlare di calcio E intanto sensazioni di soffocamenti prendono l'anima degli uomini nel potere di farle danno percuotendone la volontà lugubri gondole e traghettarne la dignità verso lidi illuminati d'oscurità Che strano mi sembra quedto mio vivere fascinoso e stravagante tra figure grottesche intorno alle quali urla il silenzio . Cesare Moceo

  • 15 gennaio alle ore 17:44
    Nell'ostentazione degli obbrobri

    Viaggiatore solitario in questo mondo indifferente vivo dei conflitti con la mia anima che non vuol rinunciar mai ai suoi desideri di luce e alle sue speranze di calore E con la sua prostrazione profonda più di qualsiasi angoscia mi calzo la mia corazza contro i mali del mondo e nella coscienza di me stesso m'alleggerisco di dolori e presente . Cesare Moceo

  • 15 gennaio alle ore 17:38
    Cuori ventriloqui

    Stamattina mi son svegliato alla solita ora e come un presentimento mi sono alzato veloce in preda a un'ansia che non era un tormento bensì qualcosa che assomigliava a un fremito di felicità Nessun sogno me l'aveva annunciato ma sembrava fondato su qualcosa che andava al di là verso la distesa di cielo che vedevo oltre me stesso Nel fondo allegro della mia anima sentivo braccia sconosciute che mi stringevano forti a sè e io fremevo senza sapere finchè ho compreso di un cuore che batte enunciando emozioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 gennaio alle ore 16:24
    Allora navigo

    E’ quel  calore
    riferito ad una emozione,
    quella sensazione , quel battito
    un po’ speciale, eppur  ci sfugge
    di sovente che trattasi del contrario;
    solo brividi!
     
    Sotto pelle, non cercano calore,
    quel freddo… è solamente amore.
     
    Sono sempre  turbato dai pensieri
    che si impossessano del mio attuale,
    attraversando un passato  che ogni volta
    io respiro nuovamente , una realtà
    senza essere attuale,  non c’è astrattezza.
     
    Si ride e si piange, si vive comunque
    ma alla fine sono la stessa sensazione.
    Se i pensieri dovessero  prendere il sopravvento
    offuscare  i ricordi, cerco allora
    di Immaginare  possibili nuove  sensazioni
    capaci di  sconfiggere ogni pur minimo  rimpianto.
     
    Luciano Capaldo 
     
    *** In equilibrio si vive procedendo  sulla propria instabilità emotiva, fra passione e indifferenza, fra pianto e riso, alla continua ricerca di  nuove sensazioni che possano bandire ogni rimpianto. Occorre impossessarsi della propria vita e navigare…tanto!***
     
     
     

  • 15 gennaio alle ore 13:53
    Arancio e blu

    intarsio d’arancio in blu
    un gioco torna di vuote fontane 
    e a capire che nodo sia 
    questo scolpire
    minuzioso, fine a se stesso