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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 07 dicembre alle ore 7:44
    Frammento 51

    La poesia è spontanea
    e immediata
    Vivila!

  • 06 dicembre alle ore 20:00
    Lullaby

    La scogliera bianca delle amebe
    odore di vita,
    sulla riva il sonno
     
    Fiato di bambino, marea sul seno
    quando entra ed esce
    da imbuto di latte

  • 05 dicembre alle ore 20:58
    Le calorie della penna

    Potrete ritenermi un debole per il mio dire con parole afone a volte tristi e silenziose Scritte di sfuggita travestite a vista da servitori non chiedetemi come e perché io li senta nella loro piena trasparenza energica incisiva provocatoria Perchè per me far capire dove l'arte non arriva m'aiuta a accettarmi nelle differenze Ed è proprio così che io voglio essere scrittore ammirato amato apprezzato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:56
    Le genuflessioni della coscienza

    Nell'ombra agisci tu coscienza mia schiava del tuo temperamento incalzata dagli insulti della vita spiaciuta pel vergognoso alternarsi dell'indifferenza con la stupidità di uomini sfaldati di passioni fiori appassiti nelle nudità delle loro anime infrante e che ormai abbandonati nel proprio destino sono divenute bestie da macello E tu prostrata soffri nel tuo intonar cantilene di sogni e bisogni mentre il sole della tua giovinezza pian piano si spegne . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:55
    Il richiamo della vita

    Quando al richiamo della vita la mente riporta i pensieri fra i freschi prati delle emozioni e l'anima madida d'essenza cerca lo zampillar del cuore ci ritroviamo ogni giorno anime gemelle affacciate alla stessa finestra a contemplare il mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:54
    Spasimi di sofferenza(a te,uomo del 3000)

    Tra il pensare e lo scrivere m'accorgo che si frappongono a volte certi vetri opachi ombre messe là dalla mente impoverita della volontà di rivivere il suo passato e riassaporare umili felicità godute E spasimi di sofferenza quasi fossero passi di malevolo cammino tracciano solchi profondi dove attecchiscono germi partoriti dai germogli del male a fiorire dentro il desiderio di fare Io che da me stesso sono stato ammaestrato alla Verità pur cosparsa da pensieri roventi che trafiggono l'anima non vedo in questo esistere e nel suo perdurare d'orribili vuoti strade d'uscita dall'efferato labirinto che è divenuta la vita E resto qua sospeso seduto su queste mie pietre a trascorrere il mio tempo in vaporosi trastulli a gemere ansante nel ricordo degli amori perduti petulandomi d'antichi rancori in sprazzi di volubili collere e gelandomi nei gesti più di quanto m'accarezzi nei pensieri avvolgendo questo mio ozio colto da vaghi impulsi di dubbia tenerezza nel più tenace detrimento Guardo lontano immerso nei miei pensieri e mi compiango nella paura che il perdersi nei vuoti della memoria possa trasformare ogni Credo in una demoniaca Essenza per giunta senza perdono e creare sfarzi di dolori ostentazione del talento a divenire menomazione sociale . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:52
    Lo spettacolo della natura

    È cosí dolce la sensazione che mi assale nel mio sguardo soave immerso in questo spettacolo che mi si pone davanti appena fuori di casa come se fosse una medicina prescritta al mio vivere sopportabile di me stesso E mi esalto in quella natura a vederci i miei sogni cosí piacevoli che non avverto la differenza tra il sognarli a letto e il pensarli nel conversare con la brezza mattutina E il passare dal tepore delle coperte al fresco rumore delle onde che accarezza la mia anima non diventa altro che un diverso godere nell'estasi . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:50
    Oltre i miei sogni

    Ripenso a quando da piccolo mi raccontavano storielle che mi facevano sorridere Ora alla mia età quelle facezie non mi piacciono più nè mi rendono allegro come allora non mi fanno più ridere Io ferito da petali di rose mi ribello ai grigiori di questa vita vissuta tra le sfumature di mille sentimenti a chiedere l'elemosina alla coscienza nel silenziare che m'indebolisce la mente E mi sento come un pittore attratto da emozioni disordinate che sfoga dipingendo scorci d'immagini la cui vista lascia senza parole e nei quali riconosce tracce di instabili affetti E vado oltre i miei sogni in avventurose peripezie con la volontà di fondere le emozioni del cuore e dell'anima in una piacevole mescolanza di modi garbati e scanzonati per alimentarmi l'esistenza superare il passato e far parte ogni giorno di una nuova storia da tramandare ai posteri . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:49
    Intime riflessioni di un piccolo uomo

    Fin da quando cominciai a scrivere mi accorsi che i miei giorni divennero ognuno un'esperienza affascinante nella ricerca del mio Essere in quanto uomo e nell'esplicitare la mia vita per quella che era Mi sento ora simile a un rifugiato quando mi vedo pubblicato nei libri invecchiato tra quei versi dove non è stato mai facile trasmettere le emozioni la necessità intensa dell'intimità di esprimere al mondo le paure e i tormenti e questo a rifletterci ancora oggi mi raggela l'anima Sarebbe stato meglio forse non scrivere affatto e restare anonimo giovane per sempre fermo immobile nel mio pensare a immaginarmi nei miei silenzi perché a volte un silenzio vale più di mille parole . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:47
    Il perché del dolore

    Notti a passeggio come questa a concepire la vita nella battaglia continua sostenuta nel buio interiore dove tumultuosi malcontenti sviluppano sussurri d'allontanamenti sentimentali dai desideri e dalla fede passioni e ritmi a sfidare l'anima con insurrezioni incalzanti che accendono scintille e acredini nel cuore deluso E diventa dolce il respiro di certi effluvi che condannan alle illusioni . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:46
    Solo

    Sento discorsi che vorrebbero privare d'ogni personalità da certa gente che non tiene in considerazione nemmeno ciò che essa stessa dovrebbe essere Con Questi io rifiuto d'immischiarmi nel respirar arie di tensioni tra Loro a vendere al diavolo la propria anima e me che son sempre stato folle d'amore Io invaso adesso da gelidi scoramenti e spossato dalla fredda realtà sociale <> mano nella mano con me stesso vado per le vie dell'etere nella vana speranza d'incontrar la Verità e in quell'andare incontro i resti dei banchetti di Satana escrementi di pubbliche infamie a farsi beffe scurrili della moralità in danno dell'onestà E il mio pensare si rifugia tra le vertigini silenziose del cuore. . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:45
    Vivere senza alibi

    Provo a portare sù i miei limiti dando più importanza al perché e non al come dei pensieri pur nel potere della rinuncia anteprima certa del loro successo nella mia arte solitaria che tale più non diviene nel dire dei miei versi senza che essi stessi ne rimangano accecati e afoni Ricordare soffrire subire muri entro i quali mi muovo nella volontà d'oltrepassarli son soavi piaceri che nutron il mio amar quotidiano e innalzan a vette di sublimi aspirazioni la nostalgia delle mancanze che ricordano attimi di felicitá E sospiri d'affanno spargon pianti senza rispetto di moneta sonante tra tuoni ancestrali e rifugi di canti ninnenanne a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Andrai oltre il tuo tempo mi dicesti mamma nel riparo del tuo sonno tra gemiti d'amore e di torpore M'inerpico tra i giorni a tessere illusioni nel vibrar di fremiti e scintille smanioso e ammaliato da quella piacevole verità Scavo così con la mente nel passato per ritrovare le mie radici setacciando tutte le scelte perseguite che potrebbero rivelarne i misteri Ancora intenso è il profumo di quelle tue parole e m'inebria e m'accarezza il cuore nell'orizzonte eterno dello scrosciar del tempo E scendo dentro i miei inferni tra le punizioni dei miei giorni a frugare nelle difficoltà della vita nelle notti che m'avvolgono l'Essere tra frustrazioni e abbandoni nei lamenti per ciò che fui e le lagnanze pel mio non essere stato Ricordi che esaltano ancora la nobiltà del soffrire . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre alle ore 20:04
    Dicembre in acrostico (haiku e tanka)

    Dune di neve-
    Impellicciato anemone
    Caldìo al seme

    Eburnea notte-
    Mocco il corniolo serba
    Balauste in seno

    Ricolma vena in terra
    Estende alacre il palpito

  • 04 dicembre alle ore 18:37
    Antri ricamati di memoria

    Odori di fumo e di campagna

    Di lente cotture e di pazienza

    Di sapori bagnati d’adolescenza

    Sale nel palato il senso:

    lentamente si disgrega e scende

    pe’ gl’antri ricamati di memoria

    S’abbarbica il sapore

    -puro-

    all’elemento

    di passato intatto

    È l’attimo innocente e sacro

    ch’ogni baleno d’esistenza

    al cielo innalza e onora.

     

  • Negli anni le ombre
    diventano complici,
    negli anni i sorrisi
    sono sempre più docili
    e si bevono da dorati calici,
    negli anni l'amore
    diventa la terra interiore
    dove hai sempre voluto
    poggiare i piedi, la testa
    e le ali dopo aver volato.
    Negli anni il cielo cambia
    dentro di te
    e le sue stelle appaiono
    e scompaiono
    come i sogni nei tuoi occhi
    e la libertà di essere
    è sempre più viva.

  • 02 dicembre alle ore 6:59
    Apri brocche

    Di accenti d’uva
    la fame e il calice.
    Anelli e spire ti respiro
    polpa, dell’ombra
    ultimo smerlo.

  • 01 dicembre alle ore 23:04
    Frammento 50

    Fu così
    che t'incontrai

    Sull'esile
    filo della poesia

  • 01 dicembre alle ore 8:14
    Nel mondo dei "chissà"

    Pensieri profusi nella tenerezza della solitudine che scivolano in ore da vivere chissà come portati ai giorni da chissà quali venti arrivati da lontano attraverso chissà quali strade dove all'incontro chissà quali menzogne han dovuto sopportare Anime pregne d'arie necessarie al viver chissà di quali angosce in cui restano solo i ricordi di chissà quali passioni represse e degli spenti sorrisi a significare chissà quali lutti dell'umanità intiera Uomini passati chissà da quali loro notti senza nemmeno guardarsi o neanche conoscersi e chissà se dormienti nell'incapacità innata di sapere d'Essere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 01 dicembre alle ore 8:13
    Terribili tranelli

    Trappole d'emozioni scattano al passaggio d'attimi fuggenti dentro cui si nasconde il buio del mondo Ombre scaldate fino a esplodere in oscurità depresse spontanee senza colore di pensiero a distorcere le percezioni a chiedere energie a sorrisi forzati Stupidità dal linguaggio acceso demoni senza valori malsani a esplorare meandri dentro cui perdersi senza ritrovarsi Ovattati fremiti bruciano seduzioni fortuite nell'anima a far rivivere disinvolture e devastazioni con le verità a scarmigliarsi nel piacere di rimaner composite in fredde serenità bave di nebbie che avvolgono arroganti insinuazioni spiriti effusi a ledere la dignità degli uomini desiderosi di arcobaleni e baci E la mente scaltra che accarezza il suo egoismo e si fa largo nei varchi della memoria tra vellutate immagini di pensieri mesti nel trionfo delle utopie una dopo l'altra in un'altalena di sensazioni a farci amare il Diavolo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 30 novembre alle ore 11:04
    Solitudine

    Nonostante l’allegria
    delle luminarie natalizie
    mi sento solo mentre cammino
    sulla strada del mio ritorno
    forse non c’è un motivo
    per questa tristezza
    che mi accompagna
    cerco di non pensare
    e spero di superare
    ed affrontare meglio
    la mia vita.
     

  • 29 novembre alle ore 23:35
    Haiku

    Ne avevo voglia
    Ho bevuto un buon vino
    Fuori c'è freddo

  • 29 novembre alle ore 20:46
    Il risorger del giorno

    ...ma guarda intorno a te,che doni ti hanno fatto...ti hanno inventato il mare...meraviglioso (Domenico Modugno) E lo godo tutto per me questo giorno felicemente allegro che ristagna i suoi colori lucenti e vivi nell'aria frizzante del ponentino fragranza universale che trascende i sensi e seduce i cuori Sotto di esso annaspa il mare davanti ai miei occhi peperini ad amarmi e morirmi dentro silente nel rumore giovane delle onde che donano al mio vedere stupori di conforto in quella nitidezza che par scorrere di vita E quì si perde il mio spirito ribelle tra le nostalgie del vivere nelle tenerezze che emana l'anima ora completamente nuda e spogliata dei suoi sfuggenti tormenti nel desiderio vivo e senza tempo di voler risplendere per sempre . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    or palpita, trema, freme or vibrante è...perdendosi
    nel vorticoso flutto dei ricordi di vita, arcani e ben conservati
    o in personificate, variopinte immagini ed idilliaci flash-back,
    in dolci e suadenti suoni
    o nell'accattivante brusio di voci amiche,
    in remote profondità di luce: fonti di viva gioia!
    Ogni volta che ripercorro le strade della memoria
    cor mio s'accende e si spenge ad intermittenza:
    e quanti sussurri, e quante scosse o travagliati ondeggi,
    e quali forti emozioni
    così selvagge, quasi salvifiche...perdendosi
    prima ma poi ritrovandosi con la sua propria anima,
    ed inconsapevolmente ricongiungendosi ad essa, dopo il viaggio;
    è bellissimo tutto ciò: oh sì, quanto lo è veramente...
    di fantastica, sincera beltade!

    Taranto, 17 settembre 2012.

  • 29 novembre alle ore 8:43
    La libertà di vivere

    Inariditi pensieri martellano il cuore provato quasi a fargliene perdere i battiti e emettere sconsolati guaiti che ben si accordano con i rintocchi asciutti del pensare Vado stantio e smarrito nel cammino del mio fervore col fuoco invisibile dell'illusione a travolgermi in cupe trame cloni di sensi di colpa che vanno al di là dell'anima nel ticchettio del silenzio a scoprire lo spirito ribelle che mi rende libero di vivere Or che le luci son tutte accese trasfondo questo mio sentire nell'arguta solerzia di perseguire vittorie come raggi di fede a irradiar la mia strada d'immortale splendore e m'avvio tranquillo per sentieri d'aurore e tramonti a cercar quel che amo qual spontanea speranza emozione e candore a frenare e calmare gli astrusi tormenti del mio mondo interiore . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati