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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 marzo alle ore 23:31
    Sembra un vento tra le mani

    Queste mie parole
    sono il luogo
    dove poterci incontrare.
    Questi giorni sono fragili
    e segnano un confine
    con lo stordimento
    che mi resta nel petto,
    tra i respiri,
    nei pensieri.
    Sembra un vento
    tra le mani
    questo passo nel presente,
    si cerca una porta da aprire
    per attraversare il cuore,
    si cercano le voci,
    si cercano le ali,
    si diventa coraggiosi,
    si diventa pavidi,
    si diventa storia.

  • 17 marzo alle ore 11:53
    E torneremo moltitudine

    Questo continuo a non vedere:
    natura che esplode
    in erba, colori e acqua,
    il brulicare sui prati,
    in vortici di nenia
    e bianca spuma. 
    E ora
    il piede inciampa in solitudine
    di inverno, appeso a ieri.
    Spaventa
    il numero che sale,
    fosse onda il male.
    Ma il mare siamo noi
    fatti di vento,
    fatica a non spirare.
     
    A me
    che torneremo ciuffi d'anime,
    e popolo sui rami,
    stormo
    a premere l'asfalto liso
    dell'epidermide.

  • 16 marzo alle ore 22:33
    E dichiararti ancore amore

    Senza perdere
    il tuo nome
    chiudo gli occhi
    e stringo nei pugni
    la paura.
    Senza perdere
    le stelle nei sogni
    ti parlo nel vento sconosciuto
    di queste vulnerabili notti,
    ti racconto di difese,
    di voli senza catene,
    di richiami e falene
    prima di dormire,
    ed accorcio le distanze
    per una parvenza del tuo calore
    e dichiararti ancora amore.

     

  • 16 marzo alle ore 12:14
    Earth Mother

    Madre Terra: cosa sei diventata?
    Ricordi quando eri giovane, tutto era bianco o nero...
    era primordiale dei puri ricordi e delle magiche
    notti senza respiro sotto le stelle e la luna...
    Madre Terra: cosa sei diventata, cosa mai ti hanno fatto?
    Madre Terra: cosa sei diventata? Hanno ucciso
    il tuo primordiale candore?
    Madre Terra...prati di fiori arcobaleno; distese di fragole rosa
    innanzi a me!
    Madre Terra...quando tutti camminavano liberi&selvaggi
    senza brancolare nel buio segreto di Tumbstone;
    quando la tigre albina camminava libera&selvaggia
    nelle smisurate pianure di Euralia;
    quando l'aquila reale
    maestosa volava sopra le montagne blu
    e verdi della Messaglia...
    Quando tu: Madre Terra eri diversa;
    Madre Terra cosa sei diventata?
    Madre Terra...
    lo sai che
    prima... (quando: allora?!)
    i deserti (anche) erano abitati da alberi sempreverdi:
    forse erano (anche) arànci amari&dolci?!
    Madre Terra...
    cosa sei diventata: pura& semplice
    merce di scambio...
    soltanto un "affare" da uomini!

    Taranto, 27 dicembre 2013.

  • 16 marzo alle ore 10:51
    Perchè sei tu...

    Ti amo mentre sorridi.
    Ti amo quando pieghi di lato la testa per guardarmi meglio.
    Ti  amo quando alzi gli occhi al cielo perché ti ho fatto arrabbiare.
    Ti amo quando ti avvicini da dietro per baciarmi il collo.
    Ti amo quando non mi ascolti, quando sei distratto dai tuoi pensieri, quando mi ignori, ma poi, all'improvviso, ti ricordi di me e vieni a baciarmi sulle labbra.
    Ti amo quando nascondi il tuo viso tra i miei capelli e respiri forte il mio profumo.
    Ti amo quando mi ami con tutta la tua passione.
    Ti amo quando sei dolce, quando mi stupisci con un cioccolatino.
    Ti amo perché sei tu... Così irrequieto, insopportabile, dolce, suadente e sensuale.
    Ti amo nelle infinite sfaccettature di ogni giorno.
    Amo il tuo sorriso ma anche il tuo pianto.
    Perché il mio amore per te non ha alcuna limitazione.
    Perché, semplicemente, sei tu...

  • 15 marzo alle ore 23:29
    Sorriso da una mascherina

    Ci siamo scambiate un sorriso
    lei portava la mascherina
    ma io l’ho visto
    si diffondeva  
    in silenziose libellule.
    Poi un rintrono
    attenti non è che l’inizio
    vi scansino lembi di sensi,
    un salmo
    da sapere a memoria
    in camere chiuse fino al midollo.
    Corpi irreali, camminiamo 
    per allontanare la strada
    sigillare l’orecchio
    a un aereo che taglia il cielo  
    e sembra venire da dentro.
     

  • 15 marzo alle ore 16:25
    Sulla tomba di Keats

    Se è scritto nell'acqua il tuo nome
    poeta il tuo eterno è nell'acqua
    che riga le palpebre, dona
    la luce alle lacrime, sazia.
    E scroscia a lambire ogni lembo
    di terra la notte di fuoco. 
    Nelle anse gorgoglia rugiada
    e sgorga un rigagnolo d'aria
    nel buio del pozzo: l'aurora. 

  • 15 marzo alle ore 16:24
    Il bacio che ti porto

    Oggi anche il parco ha risentito
    della tua voce muta,
    lo stare delle foglie appese
    col nesso delle pietre.
    A tutti ho detto
    che eri a cullare il sangue e il vento
    per te mi ha dato il bacio
    che ti porto. 

  • 15 marzo alle ore 16:22
    Da dietro al vetro

    Da dietro al vetro
    ti dono una mimosa, amore,
    se accosti il viso alla mia mano
    la puoi sentire.
    Fuori c'è il sole
    e io ne rubo un poco anche per te,
    lo mando insieme al fiore.
    A mezzogiorno ascolta le campane,
    che importa se le chiese sono vuote.
    Conserva tutto
    il sole e le mimose e le campane.
    Da dietro al vetro
    non perdere il sorriso.
    Germoglierà domani. 

  • 15 marzo alle ore 16:21
    Lacrima immune

    E segregare e segregare ancora
    e segregare
    fino alla soglia immune
    del suscettibile. Partire
    corpi da corpi
    e in terra semi soli.
    Perché non imperi ferocia
    dorma il banale.
    Più di sempre serve l'inutile
    scovare all'argine degli inferi
    sbocci d'umano
    per bere
    la lacrima di un fiore. 

  • 15 marzo alle ore 16:02
    Altrove

     Non sta a me stabilire

    i baratri della solitudine.

    Non sta a me sancire

    gli abissi del silenzio.

    Io posso solo

    cercarmi altrove,

    io posso solo

    non arrendermimai.

  • 14 marzo alle ore 0:40
    E, allora, chiudo gli occhi

    Somiglio ad una frase cancellata
    per paura,
    per vergogna,
    somiglio ad una voce interrotta,
    smorzata da lacrime
    e singhiozzi.
    Somiglio a quel vecchio pagliaccio
    che continuo a disegnare
    con ostinazione,
    per amore,
    vorrei poter vedere il mare
    e, allora, chiudo gli occhi
    e vorrei poterti incontrare,
    ma sfrutto i sogni
    ed i ricordi.
    Mi perdo in questa distanza sorta,
    in questo silenzio strano,
    mi riconosco pienamente
    nel calore della tua mano.

  • 13 marzo alle ore 16:58
    Le Guerre

    Le Guerre
     
     
    Volti scavati dal tempo
    Occhi intrisi dal dolore
    Sguardi senza futuro
    Filo spinato che divide;
     
    Giovani senza futuro
    Fuggiti alla solitudine
    Per un lavoro forestiero
    Mamme vestite di nero;
     
    Preghiere rivolte al cielo
    Da mogli, da figli piccini
    Soldati che ritornano
    Con un futuro a metà;
     
    Ombre sfuggite alla morte
    Che si cercano in silenzio
    Speranze dei sopravvissuti 
    Abbracci forzati di pianto.
     
     
    Di emilio basta – Venosa – Pz . 13/ marzo/ 2020

  • 13 marzo alle ore 10:05
    Chiudi gli occhi

    Vorrei camminare al mare tenendoci per mano,
    sentire sulla pelle il tepore
    dei primi raggi del sole
    e sotto i piedi pungere la sabbia,
    l'odore della salsedine
    e dell'aria di una terra lontana imprimere le narici
    di nuovi ricordi,
    di nuove emozioni...
    chiudi gli occhi ora,
    non ti sembra tutto
    un po' reale?
    non ti sembra di
    sentirti più leggero,
    di respirare meglio?
    a me accade sempre così
    quando penso
    a noi due insieme."

  • 12 marzo alle ore 17:28
    Favola dagli occhi a mandorla

    Favola dagli occhi a mandorla
    nell'ombra scruta il verde
    dell'innocenza
    che tuttavia
    non proprio innocente è
    lati nascosti ha
    e son quelli cattivi
    che si mascherano
    e rivivono una nuova identità
    sforzandosi di essere
    quello che non sono
    indossando abiti
    per niente adatti
    all'immagine che indossano
    sempre in tutte le occasioni
    di finte espressioni
    destinate ad impazzire.
    Riconosce che è come un sogno
    e si illude di poter cambiare
    vestendosi d'aurora resuscitata
    fra terreni incontaminati.
    Li fa suoi camuffandoli
    senza esserne sicura
    che accolta verrà
    facendola sentire
    comodamente
    a casa sua

  • 12 marzo alle ore 12:57
    S'inoltra il giorno

    Lo sguardo di Dio
    è dentro una nascita,
    dentro una lacrima,
    dentro un perdono,
    lo sguardo di Dio
    è anche dentro al tuono.
    S'inoltra il giorno
    nella cavità della notte,
    abbiamo il silenzio,
    abbiamo il sogno,
    abbiamo le stelle.
    Aspettiamo che il vento
    porti via le nostre ansie rinchiuse,
    aspettiamo per caderci ancora
    negli occhi,
    aspettiamo sulla collina bianca
    del tempo
    ed ascoltiamo le sue voci segrete
    che ci parlano in questo inverno.
    Torneranno le strade
    con i nostri passi,
    avremo altre canzoni
    per sentire l'infinito,
    siamo come rami di alberi
    che desiderano toccare il cielo.

     

  • 12 marzo alle ore 12:19
    Illusion senile

     
    Appoggiato al suo bastone lento cammina
    il vecchio a cercar nel tempo vecchie
    strade quando la gioventù gli sorrideva
    sotto un albero fronzuto ferma il passo
    guarda le verdi foglie che il vento muove
    e quel dondolar fa agitar e la mente scuote
    là in fondo: una casa un cortile una fontana
    e un bianco sentiero tante tante volte corso
    e lui giovane con veloce corsa ancor lì pronto
    a riabbracciar persone amate e antiche cose
    ma dalla man il baston gli cade così la mente
    si ridesta e a quel tronco ei triste s’appoggia
     
     

  • 12 marzo alle ore 10:08
    In quarantena

     
     
    Abbracci, carezze e baci in quarantena
    finiti per bizze e stranezze in una scena
    dell'anno mille. E in questo dolo,
    il lenzuolo infetto, il donnaiolo
    riprotetto su un'altra piece,
    qui è il monologo dello stress
    dell'assenza, circostanza in apparenza
    imprevista dai protocolli della scienza.
    Sentito l'anatema dei frati scalzi?
    Il conteggio delle strette di mano, indizi
    di un rapporto malsano tra attori
    di strada: due innamorati frequentatori
    di teatri improvvisati, oggi al rogo,
    domani sarà un amplesso nel luogo
    dei dannati a scatenare l'ira divina,
    noi in rovina, per astinenza da endorfina.
     
     

  • 12 marzo alle ore 1:59
    Nel tramonto

    Nel tramonto del sole
    ci sono tante belle cose.
    Un cane che osserva
    con le zampe a penzoloni.
    Il vento che scorre
    sferzando le illusioni.
    Le persone che corrono
    dietro i loro sogni.
    Luci colori profumi.
    Un coacervo di emozioni
    al cui interno si erge
    la malinconia
    di una bieca solitudine.
    Mentre passeggio
    osservo i corvi
    che attendono sui rami
    che io mi faccia avanti
    abbandonando il sentiero
    di cui vado fiero.
    Ma è ancora presto
    per toccare il fondo
    domani è un altro giorno.

    Francesco Gallina
    11/03/2020

  • 11 marzo alle ore 18:49
    Inquietudine

    Neanche domani ti vedrò,
    un pensiero accarezza
    la tua casa,
    il deserto si espande
    dietro le tende,
    l'inquietudine ormai
    è come un'altra pelle.
    Cerco di distrarmi,
    cerco di respirarti
    nelle cose presenti,
    cerco la tua voce
    perché il silenzio
    trabocca dal cuore,
    cerco,
    per trovare ancora te
    dentro l'argento
    di sacre giornate.

     

  • 11 marzo alle ore 17:13
    Bolide Rosso

    Bolide Rosso

    Regina dell'universo
    Amante degli italiani
    E del mondo intero
    Raggio di luce
    In una scia trasparente.
    Sovrana fra curve e rettilinei
    Incanto delle platee
    Affascini più di una Star.
    Incantevole alle partenze
    Sempre in prima fila
    A civettare davanti
    Per la rabbia di chi
    Insegue la testa e la coda.
    Cavallino rosso
    SEI un demone tricolore
    Tra bollicine di champagne
    E mentre l'arcobaleno
    Sfuma i suoi colori
    Il tuo vermiglio
    Arde i cuori di tutti.

    Venosa – Potenza. Buon Gran Premio

  • 11 marzo alle ore 16:19
    Effusioni

    Nel cielo ardono
    I nostri ricordi
    Ora senza senso
    In questo nostro borgo.  
     
    Senza sorriso
    Tra ozio e solitudine
    Priva di sensazioni
    Invecchi nel silenzio.
     
    I sentimenti da vivi
    Sono sfumati nel nulla
    E non graffiano più
    Le stelle del cielo.
     
    Mai più tempesta
    Ma cercare la quiete
    Bramare la fantasia
    Ed un nuovo amore.
     
     
    Venosa –  Pz -10.01.2020.

  • 11 marzo alle ore 16:15
    La pioggia è attesa

    Un lungo giorno
    Del mese d'aprile
    Si fa quasi da parte
    E quando esausta
    La pioggia è passata
    Gli uccelli fan festa.
    Al calar della sera
    Al rientrare del sole
    Che gli ha scaldato
    Il giaciglio per la notte.
     
    La pioggia è passata
    Pensieri e malinconia
    Mi riprendono per mano
    Nell'attesa uguale e precisa
    Che nuvole superstite
    Si fermano per poi
    Riprendere la corsa.
     
    Io intanto sono qui
    E tu chissà dove .
     
     
    Venosa – Potenza – 2020

  • 11 marzo alle ore 15:38
    Attendo

    E' un lento rigirare senza sosta
    sul luccichio di un thé,
    il vapore si spande
    etereo sui miei pensieri.
    Si resta sempre attoniti
    nelle assenze che premono
    forte sul petto,
    é come un malore che squassa
    il tuo cielo precipitando nuvole.
    E giù a dirotto senti l'algore
    delle parole non dette
    dei saluti mai fatti
    delle promesse smesse
    degli addii incompresi
    riempirti l'anima
    e dilaniartela,
    un fiume di precipizi
    senza scampo,
    il baratro che ti aspettavi
    si apre impietoso
    sulla coscienza
    e vivi...
    respiri ancora
    l'agonia di un verso
    salvifico e mortale.

    Matteo Cotugno
    04-01-2020

  • Io non credo
    non ti credo
    io non ti credo
    Occidente.
    Non credo ai tuoi 
    timori
    non credo alle tue
    lacrime
    alle tue paure,
    non ho paura io
    non ho più paura
    non ho più paura 
    della morte io
    dov'eri tu
    quando mano assassina
    uccideva Malcolm X?
    dov'eri tu
    quando Jan Palach
    e gli studenti di San Venceslao
    si davano fuoco davanti al mondo?
    dov'eri tu
    quando a Tienanmen
    morì la libertà?
    io non credo
    alle tue lacrime...
    dov'eri tu
    quando bombardavano Saigon?
    dove sei tu
    quando muore un indios
    in Amazzonia?
    quando un mapuche
    muore, solo al freddo
    ubriaco di miseria?
    quando muore un homeless
    in una strada buia
    su una panchina, vicino un binario morto
    dentro una tomba sfitta
    in un camposanto?
    Hai mai pianto per il popolo armeno?
    O per una donna tutsi
    stuprata eppoi fatta a pezzi?
    dove sei tu
    quando muore un bambino soldato
    in Congo?
    o una bambina viene mutilata
    da qualche parte ancora
    prima di diventare donna?
    Je t'accuse...
    Rispondi Occidente!
    sei complice di tutto questo!
    Dov'eri tu
    quando assassinavano
    John in una fredda sera 
    di dicembre a New York?
    Dov'eri tu
    quando Sarajevo
    era straziata e dilaniata
    dalle bombe?
    sei mai stato nei campi
    del silenzio in Cambogia?
    hai mai ascoltato le urla 
    le grida delle donne di Plaza de Mayo,
    quando chiedevano giustizia
    per i loro mariti e i loro figli?
    Hai mai visto piangere
    una donna palestinese?
    E'un pianto straziante il suo
    cerca il suo uomo
    che non rivedrà mai più!
    Io non credo
    non ti credo ora
    io non ti credo
    Occidente
    non credo alle tue lacrime
    e alle tue paure
    dove sei tu
    quando migliaia di profughi
    fuggono guerra, carestie
    e morte rapiti a tradimento
    dalle loro terre
    estirpati d'ogni cosa?
    quando bombardano nazioni
    e campi innocenti
    con le tue bombe
    costruite nelle tue fabbriche
    trasportate sulle tue navi
    che partono dalle tue basi...
    quando aerei bombardano
    alla cieca lasciando
    bambini nel terrore, e donne
    senza uomini
    vecchi senza casa, in compagnia
    solo del pianto?
    Je t'accuse...
    hai mai guardato in mezzo
    agli occhi di un migrante
    che fugge dal suo paese?
    hai mai guardato in faccia
    un uomo che ha visto
    un suo fratello scomparire
    negli abissi del mare?
    dove sei tu allora...
    dov'eri quando?
    Io non credo alle tue
    lacrime alle tue paure
    Ebola uccide ancora
    eppure non lo sai
    o fai finta di non sapere...
    Hai paura, dimmi?
    la sete la fame l'abbandono
    uccidono più di prima
    eppure non lo sai
    o fai finta di non sapere...
    hai paura, dimmi?
    non ti credo, non ti credo
    più: non posso farlo!
    hai mai acceso una candela
    per chi muore per i diritti
    altrui?
    Non ti credo, non ti credo
    se hai paura
    non ti credo più!
    Hai paura?
    io non ti credo; 
    io non ho paura,
    io non ho più paura
    io non ho più paura della morte
    sono soltanto 
    un uomo io
    appartengo alle stelle...
    Mosca non crede alle lacrime!

    Taranto, 9 marzo 2020.