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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 ottobre alle ore 14:03
    Sacrifici e libertà

    Mi trascino stanco dentro lembi di confine, da cui mi sporgo or di qua or di là, a divagare tra l'ignoto e il conosciuto. Mi accorgo a volte di come non sappia camminare lungo quelle linee di confine; e allora mi ritrovo a volare... Volo con i miei versi, con le rime in essi contenute, gioie e motivazioni coraggio e determinazione venature della passione figlia della dedizione, a dare al cuore e all'anima le più belle sensazioni di libertà. . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 17 ottobre alle ore 12:23
    Il ricamo

     
    Ai margini del tempo si consuma
    il pregiato ricamo dei ricordi,
    perfetto e colorato a tal punto
    da farmi creder d’esser prediletto.
     
    In verità il merito l’affido
    ai silenzi di tenere aurore,
    al ciao d’albe complici e lucenti,
    ad un colore o forse mille del mio mare.

  • 16 ottobre alle ore 11:28
    Il cuore di chi amo

    Conosco il cuore di chi amo. È puro. È forte. È giusto. Ha la tenacia di non arrendersi mai. Ha il coraggio di saper lottare per ciò che vuole. Ha la forza di combattere per un sogno. Il cuore di chi amo è come un oceano esteso, immenso, infinito. Conosco il cuore di chi amo, è come il mio, per questo lo amo. Conosco il cuore di chi amo. È puro. È forte. È giusto. Ha la tenacia di non arrendersi mai. Ha il coraggio di saper lottare per ciò che vuole. Ha la forza di combattere per un sogno. Il cuore di chi amo è come un oceano esteso, immenso, infinito. Conosco il cuore di chi amo, è come il mio, per questo lo amo.

  • 16 ottobre alle ore 0:03
    Ed esistere con te

    Cento riflessi di te
    conservano i miei occhi,
    cento parole
    cadute sulla mia bocca,
    ormai muta,
    cento ricordi nel cuore
    che accarezzano
    o fanno male,
    cento giorni da rivivere,
    cento lettere d'amore
    da farti leggere,
    cento canzoni
    da dedicarti,
    cento treni da prendere
    per poterti cento volte
    raggiungere
    ed esistere con te
    in un'unica poesia.

  • 15 ottobre alle ore 17:21
    Quando piove

    Succede
    come sui marciapiedi
    di Boston:
    quando piove,
    rinviene sempre per noi,
    una qualche poesia
    dall'anima.

  • 15 ottobre alle ore 17:04
    Haiku

    Pomo granato
    Dai preziosi cristalli
    L'arnia dei sogni
     

  • 15 ottobre alle ore 14:19
    Un giorno (li avrò)

    Avrò i tuoi occhi
    un giorno, oggi mi accontento
    del tuo corpo
    avrò i tuoi occhi
    un giorno, oggi mi accontento
    d'una tua parola
    vuota senza domani
    avrò i tuoi occhi
    un giorno, oggi mi accontento 
    dei tuoi pensieri
    di accarezzarti
    il viso di stringerti
    le mani
    avrò i tuoi occhi
    per catturare
    i tuoi sorrisi i tuoi silenzi
    i tuoi sguardi
    avrò i tuoi occhi
    un giorno li avrò:
    sarà troppo tardi?

    Taranto, 15 ottobre 2020. 

  • 14 ottobre alle ore 15:09
    Preda di un tuo sguardo

    Preda di un tuo sguardo
    inciampo nella curva dell'amore,
    quella curva che non sai mai
    dove ti porta,
    forse in un cielo lontano,
    in un Paradiso atteso
    e desiderato,
    o nella tempesta più scura,
    nelle profondità più buie
    di prigioni
    senza l'ombra di un conforto,
    senza il permesso d'amare
    e sentirsi svuotati dentro.
    Preda di un tuo sguardo
    mi perdo in un commovente
    momento
    che voglio afferrare
    e come se fosse l'ultimo,
    divento colpevole
    di un amore che da un sogno
    arriva a riscaldarmi
    l'anima e la pelle.

  • 12 ottobre alle ore 22:49
    Accordo

    Se tu fossi il mio violino...

    Potrei sfiorarti e accarezzarti
    Sorreggerti e
    custodirti

    Mi delizierei a pizzicarti
    coi delicati crini
    della mia fantasia

    E così
    il cosmo intero
    verrebbe inondato di sublime melodia

  • 12 ottobre alle ore 22:46
    La mia forza

    Come una tempesta che ti stravolge l'anima,
    sei entrato dentro me.

    Hai invaso gli angoli piu reconditi,
    hai sconvolto ogni parte ancora sana di me.

    Hai giocato con le mie speranze.
    Hai rubato attimi di  piacere.
    Hai tormentato ogni mio pensiero più nascosto.

    Ma hai anche guarito ogni ferita,
    hai alleviato ogni sofferenza,
    hai saputo ridare forza ad un cuore stanco.

    La forza e la dolcezza,
    la fermezza e la tenerezza,
    tutto questo sei tu.

    Colui che con il suo modo di fare singolare e unico,
    mi ha resa un'altra me.

  • 12 ottobre alle ore 22:44
    L'ultimo minuto

    Perderò ancora un minuto per pensarti, poi ti caccerò via dalla mia mente.

    Ho perso tempo prezioso a rimuginare su ciò che avresti potuto darmi, su ciò che potevamo essere, su tutto quello che avremmo potuto fare insieme.

    Poi mi sono resa conto che il tempo è prezioso, e ogni attimo dedicato a cose irraggiungibili, toglie forza a ciò che può essere.

    Noi non possiamo essere.

    E un minuto in più a pensarti, è un minuto in meno per me.

  • 12 ottobre alle ore 22:43
    Improvvisamente

    Ti ho pensato ancora,

    quando credevo di essere riuscita a non pensarti più.

    Mi sei venuto in mente all'improvviso,

    come se fosse del tutto naturale, e invece non doveva esserlo.

    Ero sicura di averti dimenticato, di averti rimosso dal mio cuore, di non avere più bisogno di te...

    Non era così.

    Non è mai stato così.

    Ho mentito a me stessa, ho finto, ho rinnegato, ho rimosso... ma poi ho perso e tu hai vinto.

    Perché sei tornato, prepotente, dentro la mia testa...ma forse non eri mai andato via...

  • 12 ottobre alle ore 21:28
    Passi attraverso la mia solitudine

    Passi attraverso
    la mia solitudine,
    passi e mi chiedi
    di tessere nuvole
    per un cielo
    che noi soltanto vedremo,
    uno spazio per salvarci
    dal mondo intero
    e dimenticare
    di essere fragili,
    dimenticare di disilluderci,
    vivere di brividi
    d'amore e di poesia,
    confessarci dentro
    ai sogni
    e trovare nella sera
    quello sguardo
    fatto di malinconia,
    che insieme a te
    diventerà bellezza
    e silenzio nell'anima mia.

  • 12 ottobre alle ore 16:37
    Come il gabbiano

    Era passato tempo
    che ero andato al lago
    ché preso dall'affanno
    del viver quotidiano
    di gioia non mi curavo,
    ma oggi un sole chiaro
    in mente l'ha evocato.

    Così come il gabbiano
    da terra ho preso il volo
    e lì sono tornato
    all'acque volte al cielo
    da cui si libra un canto
    che rende il cuore lieto
    da azzurro tutto avvolto.

  • 12 ottobre alle ore 12:11
    Un silenzio di dolore

    Crolla la torre delle parole
    rinchiuse,
    crolla la mia difesa,
    crolla il mio tempo
    di bambina,
    crolla la strada
    che mi congiungeva
    alla luna,
    crolla una verità
    durata una notte intera
    di magia,
    crolla una legge interiore
    e adesso resta
    un silenzio di dolore
    che mi porta via.

  • 11 ottobre alle ore 18:45
    Verso l’inverno

     
     
    Verso l’inverno
    la via è lastricata di gobbe
    e il fango già si fa largo.
     
    L’aria ancora non è fredda
    ma copro le spalle per cercare
    quel tepore che mi fa sentire meglio.
     
    Verso l’inverno
    ordino e raccolgo i miei anni
    per mantenerli più al sicuro.
     
    Forse sarà la paura del buio
    che prima davvero non conoscevo
    ingenuo come sono sempre stato.
     
    Verso l’inverno
    proteggo il cuore dalle tempeste
    e intanto bevo questi ultimi raggi di sole.

     
    *
    Anno di stesura 2014

  • 10 ottobre alle ore 20:07
    Sono in viaggio

    Sono in viaggio
    verso la tua anima,
    verso tutte quelle strade
    dal vento attraversate
    e da i tuoi umori calpestate,
    verso quella vita
    che profuma di autunni
    e primavere,
    di coraggio e di istinto,
    di sogni tracciati
    dentro mani affaticate,
    di verità dette
    mentre un cielo azzurro
    emerge da un temporale
    che si tiene celato nel cuore.
    Sono in viaggio
    senza chiedere,
    senza un desiderio spegnere,
    senza perdere il mio essere,
    sono in viaggio per tornare,
    per prendere il tuo silenzio
    e unirlo al mio,
    sono in viaggio per conoscere
    le facce dell'amore,
    per continuare a vivere d'amore.

     

  • 08 ottobre alle ore 21:01
    Frammento

    Solo amandoti
    colgo il legame
    con l'intero universo

    E vivo
    in armonia

  • 08 ottobre alle ore 19:41
    Si vive pensando solo a se stessi

    Ingombri continui lacerano i giorni
    e tengono celate illusorie felicità.

    E noi tutti intenti ad ascoltare il nulla,
    non ci accorgiamo a onor del vero,
    del loro trasudare nel nostro inquieto vivere,
    contorti miscugli d'ansia misti a lacrimevoli sospiri.

    Così attoniti e infelici ci esaltiamo
    sorpresi e sconcertati nel nostro mistero,
    per un lembo di pelle vellutata.

    Cesare Moceo ragazzo del '53 Poeta di Cefalù destrierodoc

  • 08 ottobre alle ore 15:47
    Vera poesia

    Una poesia viva
    una poesia allegra
    una poesia vivace
    che nasca dal cuore
    di ogni essere umano
    per dichiarare il mio amore
    verso di te
    piccola mia
    mia cara Milly.

  • L’anello del prodigio

    Nel plenilunio abbraccerò un canto di arpe,
    per carpire un seme dagli incavi delle rocce sotterranee
    e il raggio fuggente delle nubi eterne.
    Nel plenilunio abbraccerò
    un cavaliere di nebbia e volto di cristallo.
    Puoi, cavaliere, prepararmi
    una mensa nel deserto?
    Il cavaliere sapiente trovò l’anello del prodigio.
    Dalla fiamma guizzarono parole vere
    e dall'acqua soave delle tempeste il firmamento.
    Accudisci verace e prodigioso,
    cavalca un libro di luce dalle tenebre delle acque.

    Udì i colori che mi cercavano,
    le pietre, le gemme,
    scintillavano verso la luna.

    El anillo del prodigio

    En el plenilunio abrazaré un canto de harpas
    para robar una semilla de las cavidades de las rocas subterráneas,
    y el rayo huyente en las nubes eternas.
    En el plenilunio abrazaré
    un caballero de niebla y rostro de cristal.
    ¿Puedes, caballero, prepararme
    un convite en el desierto?
    El caballero sabio encontró el anillo del prodigio.
    De la llama chisporrotearon palabras verdaderas
    y de las aguas suaves de la tempestad, el firmamento.
    Acude veraz y prodigioso,
    cabalga un libro de luz de las tinieblas de las aguas.

    Oí los colores che me buscaban
    y las piedras que relumbraban a la luna.

  • 07 ottobre alle ore 13:13
    Sto scrivendo

    Sto scrivendo perché
    non riesco ad ammansire
    il giorno che porta un vuoto,
    sto scrivendo per far
    rimanere qualcosa di te
    su questa mia via
    di polvere e pozzanghere,
    per guardare una nostalgia
    dal lato indifeso della vita,
    per tracciare la mia solitudine
    con respiri di anima infranta,
    consolandomi del vento
    che forse potrà portare ancora
    quelle verità dolci
    e struggenti che vedevo
    nei tuoi occhi.

     

  • 07 ottobre alle ore 1:57
    Dove le onde, in sincronia perfetta

    Come quando non ho voglia di fissare altro
    se davanti ho il sorriso di un bambino,
    allo stesso modo, se il mar m’è lì di fronte
    non guardo quasi mai il cielo su di me.
     
    Ma quel meriggio di settembre fui distratto
    dal fragore di un tuono impertinente
    che decretava cosa buona e giusta
    rinunciare all’idea di andare a pesca.
     
    Ricordo astruse forme di nuvole  obese
    abbassarsi sempre più e mostrare il ghigno.
    Non ebbi paura neanche d’un vanesio lampo
    che vidi contorcersi fino al confine del tempo.
     
    Così, dalla mia duna preferita
    scesi giù con calma verso la battigia
    dove le onde, in sincronia perfetta,
    muoiono di bellezza e nella bellezza rinascono.
     
    Fresche, or mi lambivano or mi toccavano
    i piedi offerti come pegno della mia fedeltà.
    Non so per quanto tempo feci sosta
    su quella striscia d’imperdibili miracoli.
     
    A sera mi fu detto di un forte temporale
    con acqua a catinelle e a fare danni.
     
    Non era stata la mia acqua…
     
    *
    Roma, 07/10/2020

  • 06 ottobre alle ore 20:11
    When I leave...

    When I leave...

    When I leave this world and you'll remain here,
    know that I will continue existing,
    vibrating in a different dimension, behind a thin veil
    through which nothing can be perceived!
    You will not see me and then you must have a deep faith!
    I'll be waiting for the moment when we can fly together again,
    both aware of each other.
    Until then, my greatest love, live as intensely as you can!

    Giovanni Mascellaro
     

  • 06 ottobre alle ore 20:07
    Quando me ne andrò...

    Quando lascerò questo mondo e tu rimarrai qui,
    sappi che continuerò ad esistere,
    vibrando in una dimensione diversa, dietro un velo sottile
    attraverso il quale nulla può essere percepito!
    Non mi vedrai ed allora devi avere una fede profonda!
    Aspetterò il momento in cui potremo volare di nuovo insieme,
    entrambi consapevoli l'uno dell'altro.
    Fino ad allora, amore mio, vivi più intensamente che puoi!