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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 giugno alle ore 13:08
    Io girasole

    Prima ero molto timido
    stavo in solitudine
    poi all’Università
    mi sono aperto agli altri
    e ho avuto i primi veri amici
    per questo ringrazio il Signore
    che mi ha fatto scoprire
    le gioie e le felicità della vita terrena.
     

  • 11 giugno alle ore 8:54
    Vale di più

    Vale di più il tuo silenzio d'allora
    di mille mie inutili parole adesso
    Vale di più un tuo sorriso di ieri
    della mia malinconia d'oggi
    Vale di più, vale, il ricordo di te com'eri:
    di ciò ch'io sono
    Vale di più un giorno da te vissuto prima
    della mia indifferenza dopo
    Vale di più, vale, quel tanto poco che tu m'hai lasciato
    del molto niente ch'io posseggo
    Vale di più quella tua vera ultima e tenera ricerca
    d'amore della mia falsa e lucida follia di sempre
    Vale di più: disperato, quell'ultimo tuo sguardo. 

    da: Nelo Risi.

    Taranto, 11 marzo 2016.

  • 11 giugno alle ore 8:23
    [Questo è...]

    Questo è un giorno
    (un) semplice giorno
    della mia vita: la dura
    scorza di uomo chiuso
    m'ha reso forte.
    Svegliarmi al mattino per me
    è come tuffarmi in un bicchierino
    ricolmo d'acqua
    ma io non annego: galleggio.
    Come fossi una grande isola disabitata
    (abbandonata)
    alla merzè di brezze amiche
    in mezzo all'infinito mare aperto.
    Questo è...

    Taranto, 30 marzo 2016.

  • 11 giugno alle ore 8:15
    Terre d'oltremare

    Squarci nell'orizzonte:
    loro
    di netto
    dritte guardano verso orizzonti - lontani -
    consumandoli poco per volta...
    aperte alla vita sono
    dormienti
    alla notte; il giorno
    scarne figure di navi le solcano
    e strane creature verdi: le abitano.
    Losche ombre le osservano
    (di lontano)
    ma docili sguardi - da vicino - fan da guardia
    ai porti e porticciuoli: di terre d'oltremare...
    Oltremare,sì, colà dove l'onde sempre son
    discretamente dolci,
    ed eterne ancestrali correnti
    sono
    ancora
    a levigarle di più loro
    piatte, tiepide: come linee
    quasi dritte che infinite si spandono,
    guardando al cielo
    e scandendo i ritmi del tempo.
    Oltremare, sì, colà dove le stelle soltanto
    di giorno brillano: riscaldandosi
    braccia nelle braccia col sole;
    ed il vento poi, portandole di lontano,
    parole gentili sussurra: lievi 
    e flebili parole, sottili
    come granelli di sabbia dorata.
    (Le) terre d'oltremare: appartengono
    [loro] veramente a pochi; soltanto a chi le vede
    (nonostante)
    a chi le ascolta, a chi le sa...
    sognare.

    Taranto, 12 aprile 2016.
     

  • 10 giugno alle ore 21:38
    In una notte d'agosto

    E' in una notte d'agosto
    che ci siam conosciuti
    le stelle e la luna osservavano
    i tuoi strani occhi muti...
    quella notte ho imparato ad amarti:
    hai rubato il mio cuore
    portandolo via con te.

    da: "In un giorno di pioggia", dei Modena City Ramblers.
    Taranto, 10 giugno 2019.

  • Non servono a nulla
    "pillole" per vederci chiaro e
    vedere ciocchè non si vede
    o fare ciocchè ti va;
    non vanno bene pure
    quelle che ti da la mamma
    e neanche le vitamine del dottore:
    quel che conta è il pensiero, soltanto pensare (bene);
    quel che conta
    è la mente...
    basta sapere
    - però -
    che cos'è ciocchè vuoi
    per non fare ciocchè non ti va;
    basta sapere questo oppure
    basterebbe sapere che c'è qualcuno
    che lo sa: e un giorno allora 
    lo farà sapere anche a te!

    Ma come mai la mamma,
    ogni mamma continua a dare al suo bambino:
    le pillole verdi?  Quelle strane e grosse
    pillole: perchè continua a dargliele?
    ...per crescere (forse),
    e crescere sano e forte!

    Anni fa
    vidi fiori morti su prati rossi, su distese di sabbia argentata
    e branchi di grosse lumache arancioni
    volare veloci
    che parevan calabroni:
    sopra il cielo stellato
    nella notte di San Lorenzo
    ricca di stelle cadenti...
    nessuno mi disse
    - allora -
    ch'era sbagliato:
    così continuai a vedere
    ciocchè mi andava
    ed era pure divertente:
    non ero ubriaco, non
    ero fatto nè avevo
    preso niente;
    soltanto era divertente:
    "vedere" ciocchè
    non c'era!

    Ma come mai la mamma,
    ogni mamma continua a dare al suo bambino:
    le pillole verdi? Quelle strane e grosse
    pillole: perchè continua a dargliele?
    ...per crescere (forse),
    e crescere sano e forte!

    Il giorno dopo a casa
    - quand'ero nella mia stanza -
    vidi nello specchio
    una faccia sconosciuta:
    non avevo bevuto nè mi ero 
    fatto (di) niente; soltanto vidi
    delle strane rughe solcate
    dal tempo su quella faccia...
    mi vidi - insomma -
    non come realmente ero
    ma come sarei stato un giorno...
    Ti dicono cosa devi
    fare o non fare; dove
    devi andare, cosa (devi)
    comprare o quel che non devi
    mangiare, e quello che devi leggere.
    Tutti (ti) dicono che non serve a nulla
    piangersi addosso: perchè
    stare senza pene
    farebbe pure bene - chissà - al pene!
    Io penso spesso, però,
    a cosa mi disse tanto tempo fa
    un grillo parlante infelice
    alla fiera dell'est:
    "Nutri la tua testa, nutri la tua testa
    e nutri il tuo pensiero; nutri la tua testa,
    amico mio!"...
    Possiamo credere a
    ciocchè ci va
    io credo a ciocchè mi va
    e vedo ciocchè mi va di vedere:
    nella mia testa, davanti agli occhi
    sta ora
    un coniglio bianco
    che bruca l'erba sotto le stelle
    di primavera;
    libero ed indifeso,
    indifeso ma libero
    nei prati verdi del paese di Alice.

    da: "White rabbit" (coniglio bianco), di Grace Slick/Jefferson Airplane, 1967.
     

  • 10 giugno alle ore 21:19
    Benedetti grovigli(erotica)

    Piaceri di novità
    svaniscono nel mezzo
    di lenzuola bagnate ...
    d'umori appena secreti
    con i corpi a strusciarsi
    e goderne ancora
    nella pelle accaldata dai sensi
    tra vischiose stille di vita
    Portare l'estasi
    su palmi d'alte attenzioni
    e sentirne il dolce profumo
    a trasalir altre voglie
    d'ancor sublimi desideri
    d'andar alla deriva coi botti
    e naufragare nella meraviglia
    di vampate e calori soffocanti
    a contemplare in silenzio
    esplosioni e godimenti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 10 giugno alle ore 21:17
    Il caldo sole di giugno(6/6/19)

    Alzo gli occhi al cielo
    in questo mattino di giugno

    testando con lo sguardo

    i raggi di sole maturo
    che mi si chiudono dolcemente attorno

    avvolgendomi in caldi abbracci

    strisce luminose a gocciolarmi sul viso

    che d'un tratto divengono rivoletti
    ad attraversarmi tutto il corpo

    E mi distendo in questo Paradiso
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 10 giugno alle ore 11:58
    Io ti ammazzarò!

    Io  ti ammazzerò!
    Sì, ti ammazzerò!
     
    Ti sei impossessato delle mie idee
    e spesso le hai sciupate, accantonate,
    sogni che non hanno avuto  concretezza alcuna
    nemmeno quella  dell’infrangersi.
     
    Impassibile hai assistito alle mie trasformazioni
    fisiche  e non, rughe che solcano ormai  corpo e cuore,
     dolore ed impotenza.
    Mi sei scivolato addosso… incurante!
     
    Le mie gioie, poche, istanti che si perdevano nella tua eternità
    le mie paure ed angosce inconsapevolmente curate dal tuo glissare.
     
    Tempo… io ti ammazzerò!
     
    Luciano Capaldo
    ***I due maggiori tiranni del mondo: il caso e il tempo.(Johann Gottfried Herder)***
     

  • 09 giugno alle ore 21:54
    Gabbie

    Caos psichedelico
    ombre luci e rimbombi
    Giro di città
    al giro di vite
     
    Ho perso
    al semaforo spento
    il segnale di te
    fra ingorghi celesti
    di onde anomale
    oramai consanguinee
     
    La bocca della verità
    determinata sfinge
    ha smesso d'interloquire
    a intermittenza rigurgita monete
    desistendo
     
    Come sopravvivere
    senza la tua voce
    antidoto isolante?
     
    Me ne sto quasi arresa
    in gradito stand by
    al parcheggio del gran circo
    Ikea italian style
    Magari dalla corsia
    del fai da te
    vedo arrivare Godot
     

  • 09 giugno alle ore 11:58
    Cieli

    Cieli
    per giorni e giorni uguali,
    svogliate e inaffidabili chimere
    quando l’unico colore percepito
    è un fondo di cravatta da indossare.

    Li ho visti
    aprirsi insieme in sincronia
    coi fuochi dei sorrisi innamorati.
    Ricordo ben d’averli anche indicati
    a donna amore che mi stava a fianco.
     
    Li ho visti
    dall’alto dei vent’anni
    vincere le nubi e all’angol relegarle
    come educande umiliate e offese
    mandate in fretta dietro la lavagna.
     
    Cieli
    che, incazzati, chiudono i battenti
    e grandi e grossi si fanno metter sotto
    dal primo accenno d’ingarbugliata pioggia
    o dal malessere di questo loro figlio.
     
    Li ho visti, poi,
    rompere ogni plumbeo assillo,
    apparecchiare feste sotto il sole
    nel cuore d’attimo d’una felicità sublime
    ed invitarmi a prender posto al desco.
     
    Cieli
    malinconie d’azzurro smascherate
    che a farsi belli pelano le stelle
    e scippano la luna da dietro le montagne
    per obbligarmi alle romantiche manie.

  • 09 giugno alle ore 9:30
    Il Silenzio (El silencio)

    Il silenzio
     
    Silenzio, stupore macchiato di nulla.
    Fiamma blanda, acre alone.
    Silenzio che è bianco di creazione.
    Nome di impronunciabili nomi,
    interminabile Nome della risurrezione.
    Stordita dalla lontananza, m’aspetta nel tuo vuoto bruno.
    Non deve la tua spada gelida,
    troncare la cecità del mio amore infaticabile.
     
    Il mistero dell’aria nessuno l’ha detto
    perché nessuno ce l’ha…
    mistero brunito delle efelidi dei fiori,
    lì nella chimera lieve dove sorge il fulgore.
     
    El Silencio
     
    Silencio, asombro manchado de nada
    llama blanda, acre halo.
    Silencio que es blanco de creación.
    Nombre de impronunciables nombres,
    inacabable Nombre de la resurrección.
    La lejanía me aturde y me esperas en tu oquedad parda.
    No debe tu espada helada,
    tronchar la ceguera de mi amor infatigable.
     
    El misterio de los aires nadie lo ha dicho,
    porque nadie lo tiene…
    El misterio bruñido del lunar de la flor,
    allí en la quimera leve donde surge la lumbre.

  • 08 giugno alle ore 22:05
    Qualche istante

    Presumo delle cose confuse
    La  fiancata di uno scafo 
    Stretta al centro del cuore
    Tutto fluisce randagio
    Un pò fiume
    A volte luce di stanghette
    da passeggio
    Nessuna ora
    L'istante rilascia
    gesti invisibili
    Un corpo di aghi
    Il ponte danza
    In mezzo
    Dal fiato
    Alla scomparsa dei passi
    I nomi pronunciano
    l'enigma.
     

  •                                                                           L'alienazione è finita...
                                                                              benvenute le macchine,
                                                                               "benvenuto alle macchine"

    Robot meccanico, computer fatto dall'uomo, ama la tua macchina.
    I tempi cambiano: i tempi sono già cambiati!
    Dici che non c'è nulla di buono eccetto le cose naturali.
    ...Sei pazzo; l'ortica è una pianta naturale,
    perchè non ne metti un po' nel tuo cibo?
    Non mi frega un cazzo se dentro c'è una marea di chimica
    basta che la mia insalata sia fresca.
    I tempi cambiano: i tempi sono già cambiati!
    Può darsi che i conservanti ti stiano conservando bene,
    penso che questa è una cosa che stai trascurando: robot.
    Sei innamorato? 
    Sì, l'hai trascurata per davvero.
    Robot meccanico, computer fatto dall'uomo, io amo la sua macchina.
    Benvenuto robot, benvenuto computer: fatti dall'uomo;
    L'uomo è morto: viva le machine!
    Welcome to the machines.
     
    Taranto, 13 novembre 2017.

  • 08 giugno alle ore 16:27
    Haiku

    Falce di luna
    Come solco di luce
    Nella notte buia

  • La fiera dei miracoli
                                                                                 Ho sognato di prendere
                                                                                 il sole
                                                                                 all'ombra di un cipresso
                                                                                 lungo la via
                                                                                 delle fontane morte
                                                                                 (ma non era un miracolo!)

    W. - Un miracolo normale:
            l'abbaiare di cani invisibili
            nel silenzio della notte;
    IO - Un miracolo normale:
           restare muti, ciechi e sordi
           dinanzi al sole che sorge;

    W. - Un miracolo fra tanti:
            una piccola nuvola svolazzante,
            che riesce a nascondere una grande pesante luna;
    IO - Un miracolo fra tanti:
            un cielo illune, il quale s'abbraccia ad un tramonto
            e l'aurora, poi, con lui s'addormenta dietro la scogliera grande;

     W. - Un miracolo comune:
             l'accadere di molti miracoli comuni;
     IO - Un miracolo comune:
             (è) che non accade nessun miracolo comune ad un altro;

     W. - Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria;
     IO - Chiedo scusa ai vivi se non dimentico più i morti;

      W. - Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge
              a ogni istante;
      IO - Lo maledico, il tempo, perchè è un fottuto taccagno
             che non regala mai niente a nessuno.

     Taranto, 23 maggio 2016.

  • 07 giugno alle ore 22:19
    [Tu...]

    Tu, che a me parlavi coi tuoi sinceri occhi
    o mi gridavi amore a braccia aperte
    ridando speranza al cor mio come gli antichi balocchi
    e illuminandole di sogni  quelle strade mie deserte.

    Tu, che carezzavi mio viso colle stanche tue mani
    o donavi a me un sorriso ed i tuoi strani pensieri:
    sembrandomi così un oggi senza domani...

    Ti rivedo a me ancor innanzi come se fosse ieri! 

  • 07 giugno alle ore 21:38
    Senza titolo (da: Iginio Ugo Tarchetti)

    Ell'era tanto semplice e piccina
    che luce serale parea la mattina
    tanto gentile era ed assennata
    come la brina che mai s'è ghiacciata.
    Era un fior
    talmente delicato
    che' l mio grezzo duro cor
    sì forte alfin l'ha appassito.
     

  • 07 giugno alle ore 21:31
    Il giovane poeta

    Qual'è l'alternativa
    del giovane poeta?
    Morire così da giovane
    o vivere sino a vecchio
    d'inedia e solitudine?
    Siate tempesta
    - recita il volgo antico -
    e vivete
    facendo rumore:
    le parole
    possono essere
    schegge di pianto
    sopra una tombale pietra
    oppure saette di fuoco
    scagliate sui giovani cuori
    infiammandoli
    di coraggio
    e alla vita
    che ti strugge
    d'amore
    e di dolori.
    Il giovane poeta
    (allora) può:
    morire così
    da giovane
    o vivere a lungo
    nell'inedia e nella solitudine!

     

  • O mare azzurro oceano, dell'infinito
    voce
    fuoco sei, ribolli tu di pene e di passioni
    e latenti desideri hai
    che teco
    porti sin dalla tua foce.
    Inseguendoti va il vento,
    e ti percuoton l'onde,
    ti ravvivan le stelle
    - specchio della luna - ...
    ma tu lì,
    a scrutarci
    impassibile, immutabile
    al trascorrer del tempo,
    a tutto...tu quiete
    infondi come pur tempesta: ed il sacro
    albatro a far da vedetta,
    su color che si spaurano
    o van perdendo la rotta, sempre!
    Giammai
    da nessun posto, perciò
    - in mia vita -
    (così) tanto bene stetti
    come quand'ero di fronte a te: da solo...
    - tu ed io "big-brother", con noi stessi
    insieme -
    e nel tuo splendor e mistero
    stringendoti a me tutto
    t'ammiravo, o mare oceano!

    Taranto, 22 luglio 2014.

     

  • 06 giugno alle ore 23:23
    Strade senza nome

                                                                           Ai: ragazzi del 1977 ma no a quelli del 77°

    Lungo crinali
    che non hanno 
    forma
    dove il sole si nasconde...
    strade senza nome;
    lungo verdeggianti
    spiagge 
    dove la sabbia 
    di notte brilla...
    strade senza nome;
    lungo mari liberi e bambini
    dove la salsedine
    brucia il cuore...
    strade senza nome;
    lungo montagne
    altissime
    spaccate in due
    da venti di rabbia
    venuti da ponente...
    strade senza nome;
    lungo lontane
    radure
    popolate
    da vecchi fantasmi
    gentili...
    strade senza nome;
    lungo prati 
    in fiore,
    insieme
    a donne naif
    faccio l'amore...
    strade senza nome.
    Sognando
    cavalli liberi e selvaggi
    colorati di rosso e di nero,
    angioli incantatori
    ammantati di mistero
    e bardi dal cuore vero, 
    e farfalle vergini...
    lungo quelle strade: strade senza nome.
    Idee che si rincorrono,
    pensieri che t'accompagnano,
    muri che ti ascoltano...
    strade senza nome.

    Taranto, 19 ottobre 2018.
     

  • 05 giugno alle ore 21:00
    Incontri casuali

    Pensieri esasperati

    a razzolare per l'inconsueto

    cercano giustizia
    nell'epurazione spontanea

    dai sentimenti occulti dell'anima

    Linciaggi della mente
    "extra humana legem"

    vivono il fulgore del loro essere

    accompagnando per mano
    emozioni e passioni

    a rivelare al cuore

    fremiti di gioia e tormenti patiti
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 giugno alle ore 20:59
    Facciate

    Serro tra le dita desideri invisibili
    immergendo il risveglio

    tra i più silenziosi pensieri

    nel mio aprir gli occhi ogni mattino
    con gran cautela

    alla stranezza immediata
    di non accorgermi delle differenze

    tra quello che vedevo prima nel sonno
    e dopo

    E guardo fuori

    sperando in qualche raggio di luce
    che possa illuminarmi gli occhi e la mente

    ...e anche il futuro
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 05 giugno alle ore 20:57
    Risentimenti

    Sensi d'inferiorità
    insinuano irritazioni al vivere

    a minare
    il fondamento del mio "essere"

    Mi sorprendo oggi

    stanco e assiderato di desideri

    a pensare

    con le mani a pugno chiuso
    alzate al cielo

    nel pentimento infame
    del mio modo di ragionare

    che mi porta a riflettere
    sugli errori commessi

    nei confronti di chi in questo mondo
    non merita niente
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 05 giugno alle ore 20:56
    Vibrazioni sussultorie

    Anni

    di versi immaginati...scritti

    rime partorite con doglie dolorose

    a pianificare solidi terreni
    sui quali poggiare il mio vivere

    E adesso sentirli
    sussultare sotto i piedi

    sgretolarsi

    aprendo baratri
    pronti a inghiottirmi tutto per intero

    anima e intelletto

    a annullare tutte le certezze
    che nel tempo avevo predicato

    Ora quella saccenza è fuggita

    lasciandomi qui



    dove mai pensavo
    che un giorno mi sarei ritrovato
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    destrierodoc @ Tutti i diritti riservati