username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • lunedì alle ore 11:03
    Alle radici del vuoto

    Se veramente siamo
    se veramente non ci abituiamo
    nessuno verrà a cercarci.
    Nessuno ci chiederà un po’ del nostro tempo
    per tradire le attese.
    Gli occhi contano
    le assenze che ci restano,
    gli inverni svitano la memoria
    fino a farne colare i ricordi
    sulle labbra del precipizio.
    Cadiamo in rovina
    uno alla volta
    pronunciando l’estasi del silenzio;
    qui nessuno ha paura del buio.

  • 09 maggio alle ore 22:45
    Quando l'amore torna

    Quando l'amore torna,
    torna il naufragio
    che si concede il cuore,
    tornano le mani
    a chiudersi nude
    nei palmi di altre mani,
    torna a farsi avanti
    quell'angelo solitario,
    che aveva dimenticato
    il sentiero segreto per il cielo.
    Quando l'amore torna,
    torna il vento sul cammino,
    torna l'aurora a meravigliarti
    ogni mattina
    e la luna che ti parla
    appena scende la sera,
    torna il tuo sguardo
    su quella collina,
    che da bambino
    disegnavi con una casa,
    la tua casa con il camino,
    con le montagne marrone scuro
    e gli alberi possenti
    come querce secolari.
    Quando l'amore torna,
    torna quella parte del divino,
    tornano anche le piogge
    e le pozzanghere
    con l'arcobaleno,
    torna la terra a germogliare
    fin dentro l'anima.

     

  • 09 maggio alle ore 20:55
    Amore E Paura

    Paura nella paura
    E dentro la paura
    L’ardente voglia di te
    E di un amore 
    Che si nutre di timori
    Paure e ansie concrete
     
    Regali rubati all’amore
    Nel tempo che viaggia
    E giorno dopo giorno
    Si porta via il piacere
    E gioire sempre meno
    Sotto le luci della paura
     
    Amore
    Desiderio
    Di sfuggire
    Alle promesse della vita
    E alla paura della morte
    Suicida dell’amore.

  • 09 maggio alle ore 20:53
    Amore E Disamore

    Il buio mi appartiene
    La notte è padrona di me
    Gli occhi hanno ritrovato
    Il pianto della sofferenza
     
    Con lacrime strappate
    All’incompreso amore
    Per tua pura volontà
    Povero nostro amore
     
    Poveri sentimenti miei
    Per questa vita che
    Ha smesso di gioire
    Ha smesso di vivere
     
    Ora mi rimane solo
    L’ardente desiderio
    Di far morire l’essenza
    Di questo odio amore.
     
    Atavico
    Ereditato
    Infettato
     
    E mai scrollato di dosso.

  • 08 maggio alle ore 21:06
    Alla Luna

    “ Tu Luna! “
     
    “ Tu Luna fredda! “
    Mentre tra il frastuono delle onde,
    Vago solitario…;
     
    “ Tu Luna tiepida! “
    Quando sul mare agitato
    Ammiro le stelle della notte…;
     
    “ Tu Luna chiara! “
    Mentre guardo il corpo di donna
    Nudo sull’erba…;
     
    “ Tu Luna coperta! “
    Quando cammino sulla neve
    Con i miei capelli innevati…;
     
    “ Tu Luna nascosta! “
    Per il timore di altri allunaggi
    Dei Russi e Americani…;
     
    “ Tu Luna! …!

  • 08 maggio alle ore 20:56
    Ah! La Magia

    Questo tramonto
    Dipinto per noi
     
    È uno scenario
    Di colori e profumi
     
    È un preludio
    Ad una notte
     
    Troppo quieta
    E priva di sogni.
     
    La luna c'è
    E non parla
     
    Il mare c'è
    E sapete cosa dice?
     
    Zittisce pure lui.

  • 08 maggio alle ore 14:26
    Nei sotterranei dell'amore

    Ho guardato ancora una volta
    nello specchio
    il mio dolore,
    ho guardato fino a giungere
    nei sotterranei dell'amore.
    Lì ho trovato scatole pesanti
    ammassate,
    vasi rotti e vecchi diari,
    parole su parole
    che un tempo erano sacre,
    ombre di ideali,
    di draghi e di fate,
    ho trovato i miei giovani anni
    impolverati.
    Nei sotterranei dell'amore
    i ricordi hanno stanchezza,
    sono deboli reliquie
    di un passato consumato,
    che ha premuto troppo
    sul cuore,
    fino a fare male.
    Oggi i sotterranei dell'amore
    io chiudo a chiave.

  • 08 maggio alle ore 12:22
    ACCENDERÒ LA NOTTE

     
    Cos’ha il mare questa sera?
    Neanche un segno di saluto,
    intimidito come mai l’ho visto,
    imbambolato nell’enorme vasca.
     
    Sarà perché intorno è buio,
    sarà la pioggia che lo seda
    o forse è questo nostro amore
    che stenta, stenta a decollare.
     
    Di luna, poi, neanche l’ombra
    quasi anche lei giocasse contro.
    E poi, le stelle mie si sono estinte?
    Maledizione, quanta iella!
     
    Dovrei adesso essere mago,
    provare a sistemare tutto
    mentre frattanto un lungo bacio
    mi aiuta a guadagnare tempo.
     
    Accenderò la notte
    con i sorrisi che saprò rubarti,
    lanciando in aria i riflessi
    dei tuoi meravigliosi occhi.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2005
    (Tratta da “Appena finirà di piovere” – Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)
     

  • 07 maggio alle ore 20:42
    L'Alba Di Ieri

     
    Una ragazza di paese
    Vestita color porpora
     
    Capelli ben pettinati
    Scarpe con tacco alto
     
    Con il suo andare elegante
    Tra il vociare di tanta gente
     
    Apriva e chiudeva il telefono
    Voleva rompere i suoi silenzio
     
    Per nutrire quel suo vecchio sogno
    Lontano dall’amara terra del Sud.

  • 07 maggio alle ore 20:39
    Un Giro Sulla Giostra

     
    Nella Casa dei ricordi
    Dove sono nato e cresciuto
    Ora abbandonata e diroccata
    Ogni giorno la faccio rivivere
     
    Al mattino apro la finestra
    Per fare entrare un pezzo di cielo
    Alla sera rinchiudo tutti i sogni
    Partoriti dalla luna e dalle stelle
     
    E prima che l’orizzonte sposi l’alba
    La fotografia della mia ombra
    Complice la notte, si nutre di silenzi
    E di quei profumi segreti e taciuti 
     
    E quando arriva la verde alba
    Con il cielo ancora in frantumi
    Accarezzo i miei morbidi pensieri
    Ed imbocco la solita strada deserta
     
    Quella che porta al nuovo giorno
    Intriso da un brivido di freddo
    Che scuote l’incerto futuro
    Per cercarsi e poi ritrovarsi.

  • 06 maggio alle ore 18:58
    Falsa Amicizia

     
    In un istante
    Hai intristito
    La mia anima
    Ora hai
    Un sorriso
    In agonia
    Cammini da sola
    Alla ricerca
    Di un perché
    Caro amico
    Dalla faccia pulita
    Ti sei fatto talpa
    Cattivo amico
    Dal
    Rispetto sommario
    E mi domando
    Chi sei
    Povero ricco rettile
    Serpente sofferente
    Lamento continuo
    Nel tempo che verrà
    Finalmente
    Ti sei denudato
    Negandoti
    Agli sguardi incrociati
    Malfattore
    Profeta
    Di cattiveria
    E di verità
    Hai fatto irrigare
    Con gli occhi
    L’altrui terra.

  • 06 maggio alle ore 18:56
    L'Altro Io

    In un paesaggio
    Irriconoscibile
    Ho sognato
    Di essere grande.
     
    Era l'altro mio Io
    Che ha scosso
    Le sue fuliggine
    E si è fatto grande
     
    Gigantesco
    Come un uomo
    Che si sposa bene
    Con il luogo
     
    Ma nel cielo
    L'aria calda
    Nutre
    Le correnti
     
    Come sotto terra
    Il magma
    Rovente
    Ribolle
     
    Come il vento
    Diventa ciclone
    Uragano
    Fatale.

  • 06 maggio alle ore 17:07
    Fame di sereno


    Quando ritornerai,
    amica Primavera,
    con il suono di festa
    e gli odori dei fiori
    frammisti alle pietanze,
    volti scavati da paure,
    mani incerte e tremanti
    che cercano abbracci
    troverai e sarai felice,
    spargendo sereno amore.
     
     
    Pasqua 2021
     
     

  • 06 maggio alle ore 13:35
    Frammento

    Accesi il silenzio
    per parlare con me stesso
    Sentìi
    solo
    la tua voce

  • 06 maggio alle ore 10:41
    Bellissimo evento

    Nostalgia di vederti
    di rincontrarti
    per poterci abbracciare
    e baciare
    riconoscere in te
    la vera donna della mia vita.

  • 05 maggio alle ore 14:36
    C’era un volta…

     
    C’era un volta
    non tanto tempo fa,
    un signore, non un Principe,
    che aveva il vizio di amare la vita.
     
    Un bel giorno…
    Sapete cosa fece?
     
    Prese per mano i suoi difetti
    e si incamminò per un sentiero,
    il sentiero sempre suo preferito
    che verso Sud finiva di fronte al mare.
     
    Giunto alla scogliera,
    si tolse le scarpe e i vestiti,
    controllò che il sole fosse alto ancora
    e giochicchiò un po’, un bel po’, con le onde.
    Eran basse,
    come spesso accadeva
    ogni qualvolta le rivedeva.
    Eran linde,
    come spesso accadeva
    ogni qualvolta le rivedeva.
     
    Poi, con fare sicuro,
    scelse tra tante una roccia,
    una roccia un po’ particolare.
    Era tonda,
    così tonda da sembrare finta.
    Il Nostro non amava gli spigoli,
    tranne quelli delle lune d’estate.
    Era liscia, quella roccia,
    così liscia da sembrare finta.
    Il Nostro non amava le rugosità,
    tranne quelle di un certo tipo di rosa.
     
    Soffiò sulla roccia,
    su di essa volle nudo sdraiarsi
    e per intero volle lui raccontarsi.
     
    Prima di rituffarsi,
    su quello stesso scoglio
    uno dopo l’altro con cura posò
    i difetti che aveva preso per mano.
     
    Al ritorno,
    trovò tracce
    di sole e… di sale
    giacché qualche onda
    aveva osato più delle altre.
     
    I suoi difetti
    erano stati lavati
    e qualcuno, ora, mancava.
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2010
     
    Testo pubblicato dal mensile Il Saggio (10/2010)

  • 05 maggio alle ore 13:14
    Le mie ultime parole

    Si chiude l'orizzonte,
    la mia rivoluzione
    non ha cambiato
    la mia sorte,
    si disgrega la mia libertà
    di scegliere,
    subisco il mio incedere,
    portando nelle tasche
    le mie ultime parole
    di verità e d'amore,
    scritte per riconciliarmi
    a un sogno che vuole
    proseguire,
    per tendere la mia anima
    verso la sua voce
    che non vuole tacere.

     

  • 04 maggio alle ore 18:24
    Di fronte a te

    Di fronte a te
    perdo le colpe
    che il cielo conosce,
    trovo la tua casa
    alla fine della mia strada.
    Guardo memorie correre
    nel vento,
    lascio, semplicemente,
    che il passato sia stato,
    i morsi e i trucchi
    non servono più
    e di fronte a te
    riapro gli occhi.

  • 03 maggio alle ore 13:32
    L'Amore...E'

     
    L’amore è come l’edera
    Se non si attacca muore
     
    L’amore si paga
    Solo con l’amore
     
    E tu:
     
    Ama chi ti ama
    E rispondi al suo amore.
     
    Sappi che:
     
    Nessun amore
    È senza pena
     
    È senza ragione
    È un fiore con le spine
     
    L’amore è un dono
    Si paga con l’amore.

  • 03 maggio alle ore 13:29
    Continuo A Pregare

    Ho visto molti giorni
    Serpeggiare nel vuoto
    Udito rumori molesti
    Dietro lo cigolio
    Della finestra del tempo
    Tante preghiere morire
    Nell'oscurità giovanile.
    Ora in età adulta
    Non posso scordarmi
    Delle notti trascorse
    Anche se l'oscurità
    Non si è del tutto levata
    Gli ostacoli di oggi
    Sono meno duri di ieri
    Ed è per questo che io
    Continuo a pregare.

  • 03 maggio alle ore 11:14
    Anima e corpo in ginnica tenuta

     
    Hai mai provato, figlio mio,
    ad inseguire il veloce tempo
    in modo da non perderlo di vista
    neanche quando improvvisamente
    imbocca la più stretta delle curve?
    A tallonarlo, senza alcuna tregua,
    fino al preciso punto d’affiancarlo?
     
    Io sì, nella continua corsa,
    anima e corpo in ginnica tenuta,
    col travagliato sogno del campione
    che tenta la sua migliore impresa.
     
    E hai mai provato, figlio mio,
    a superarlo, il veloce tempo,
    ed esser tu a fare l’andatura
    coprendo a ritroso il tragitto
    ed esser tallonato senza sosta?
    A mantenere almeno una distanza
    per essere sicuro d’aver vinto?
     
    Io sì, nella continua corsa,
    anima e corpo in ginnica tenuta,
    col travagliato sogno del campione
    che giunge infine all’agognata meta.
     
    Guarda d’oggi cielo, terra e mare
    e scova tu, se ne sarai capace,
    bellezze nuove da incastonare.
    Ti aiuterà ad indossar la vita.
     
    Ma non dimenticare, figlio mio,
    di riguardare cielo, terra e mare
    e d’essere capace a scovar domani
    bellezze antiche da cristallizzare.
     
     
     
     
     
    *
    Anno di stesura 2007
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010 – Prefazione di Angela Ambrosoli)

  • 03 maggio alle ore 9:16
    Al quinto giorno di vento

    Me ne andai senza una scusa.
    Sull’orlo delle labbra
    si strapparono parole d’addio.
    Volarono via come foglie secche
    dal ramo. Un foglio ingiallito
    rimbalzava per il vicolo
    oroscopi e defunti.
    Ero dove mi ero lasciato,
    in verticale attesa di un brivido
    che ricucisse il mio intimo abbandono.

  • 02 maggio alle ore 18:40
    L'altro giorno

    L'altro giorno
    ho chiuso gli occhi,
    ero immersa in un luogo di pace,
    intorno c'era verde,
    una vecchia casa disabitata,
    alberi che facevano ombra.
    Il dolore era lontano,
    si scioglieva ad ogni passo
    il mio destino
    e diventava leggero
    e più sapiente il mio pensiero,
    era come se avessi
    trovato dentro
    il segreto del cielo.
    L'altro giorno
    ho chiuso gli occhi
    e mi è sembrato
    di non aver più paura
    di essere.

  • 02 maggio alle ore 13:22
    Vivremo di risvegli

    Vivremo di risvegli,
    di fiori di campo,
    di fantasie dietro
    gli angoli del mondo,
    vivremo
    e dimenticheremo il male,
    troveremo il nostro pensiero
    sotto il cielo di un altrove,
    con i nostri occhi lucidi,
    con le nostre mute parole
    che impareremo a dire,
    una verità d'amore
    cadrà sulle nostre bocche
    e per un momento
    vedremo l'anima intera
    nel suo infinito.

     

  • 02 maggio alle ore 10:35
    Filius

    Penzolano come angeli oscuri fili pieni di memoria,
    sdraiato sopra un tempo che non ha confini,
    sento ancora tanto male…
    Inchiodato dentro un labirinto,
    ascolto il tic tac delle lancette per trovare
    l’ora della mia felicità,
    alzo gli occhi e cerco una nuova luce.
     
    I macigni che oscurano il sole si sgretolano
    tra le mie mani,
    matura l’idea, cresce la voglia, sale il calore, 
    vale sempre la pena ripartire…
    Finalmente è un giorno diverso,
    i sogni in processione portano i vostri sorrisi,
    il vento e il sapore dell’acqua senza sale.
     
    La ragione ormai saggia libera il cuore,
    rivivo tutti gli abbracci e l’amore si fa indissolubile.