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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 dicembre 2018 alle ore 14:23
    La gloria del mio segreto

    Attento a voler credere ancora guardo attraverso gli occhi stanchi della volontá alla speranza E così in quel vuoto io sogno le mie vittorie pur nella luce incolore di giorni senza ore Io povero scribacchino perdipiú senza criterio di pensieri a volte impensati vivo del piacer di donare il valore della mia stupiditá a questo mondo nel risalto fosforescente d'ogni mia putredine . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 18 dicembre 2018 alle ore 14:21
    Pensieri incrociati

    Sono dentro una delle mie solite passeggiate in questo mattino in cui giá a quest'ora intravedo le banalitá a cui vado incontro M'incammino col mio Noel lentamente inerpicandomi sulle viuzze del centro storico per assaporare il profumi delle case al primo risveglio udire le grida delle mamme ai bambini ancor mezzi addormentati e gli strimpelli di uomini al bagno a far premura a chi giá sta lá dentro Percorro queste strade di vita dove i sogni nascono all'alba aprendomi allegro al nuovo giorno e rispolverando il ricordo di quando avevo le mie figlie ancora in casa in questa giostra che gira in questo miele d'amore che s'espande nel mio poetare . Cesare Moceo

  •                                                      da: Patrizia Cavalli (sopra un sogno realmente accaduto: 17 mesi orsono)

    Ringrazio quella poltrona
    nella grande stanza
    che discreta m'accoglie quando improvvisa
    mi coglie debolezza di te, padre: che 
    mi sussurri
    e gridi: "Va bene, figlio!".

  • 18 dicembre 2018 alle ore 13:57
    Inattesi pronostici

    Di progetti e di sogni pieno
    vado dritto per la mia via
    portando nel mio cuore
    i segni del mio amore
    per te o Milly
    ripensando al nostro futuro
    ormai prossimo
    sarà roseo
    ora chiudi gli occhi
    prova ad immaginare
    una nuova alba
    nel cielo sorgerà.

  • 18 dicembre 2018 alle ore 13:32
    Invocazione al giorno

    Porta il tempo che al meriggio
    guarda, o giorno
    e scava solchi d'incolpevole
    rugiada sul mio volto,
    avvolgi pure l'anima mia
    nell'ala sua dolce
    e candida di "sorella tristezza"
    ma, alfin
    conducimi sino
    alla soglia
    di soavità della sera
    ch'io di lei così
    possa ebbriarmi...
    ed arrivando allor
    alle finestre socchiuse
    della notte
    che s'apriranno poi
    - dolcemente ansiose -
    nuovamente a te
    per il domani.

    Taranto, 31 marzo 2016.

  • 18 dicembre 2018 alle ore 12:56
    Tal'era la notte d'un azzurro vero

                                                                              da: Iacopo Vittorelli

    Tal'era la notte d'un azzurro vero,
    qual bianca luna appariva in cielo:
    non un alito di vento nè d'un velo
    si  sentiva a tribolar.

    Cinciallègretta solinga se ne stava
    ma ciarliera et romorosa:
    per richiamar la sua morosa
    cominciò a cinguettar.

    Colei (che) la sentì di lontano,
    zompò di frasca in frasca:
    e come si fosse burrasca:
    in un batter di ciglia arrivò.

    Oh! Qual dolce candore d'affetti,
    liev'è questa musica d'amore,
    soavità per occhio et core:
    chissà s'un giorno mai li (ri)vivrò!

    Taranto, 9 aprile 2016.

  • 17 dicembre 2018 alle ore 16:52
    Dicembre (acrostico)

    D  evoti  d’emblée agli auspici,  festosamente tutti ci apriamo
    I  mmolando ogni gelido cinismo quotidiano
    C  he prontamente, sappiamo, in vita ritornerà  dopo… Sua venuta.
    E  ntrando nelle chiese,  questa volta stracolme di anime,
    M asticando ancora l’ultimo gamberetto rimasto fra i denti
    B  onarietà  esprimiamo… anche all’ultimo degli ultimi
    R  estando però attenti a darle una scadenza –non oltre il 31-
    E  rientrando,  ci chiudiamo alle spalle le porte blindate, serriamo  le finestre, e torniamo
    i felici indifferenti…di sempre!
     
    Luciano Capaldo 12 dicembre ‘18
     
    ***Dicembre mese della falsità … o forse no!***
     

  • 17 dicembre 2018 alle ore 11:26
    Le bizzarre avventure di Dani

    Carissima Serena,
    migliore amica mia,
    quasi mai sono stato in grado di meritarti,
    non sempre sono stato un buon amico,
    eppure ogni volta hai scelto di restare.

    Ne hai passate davvero troppe
    per colpa di persone cattive,
    ma alla fine le esperienze negative
    ti hanno reso più forte,
    e adesso puoi finalmente essere felice!

    Io invece ho troppa paura di esserlo…

    Troppo spesso ho perso il sorriso,
    ho perso persone importanti,
    ho perso me stesso…

    Soprattutto per questo
    ho deciso di scriverti,
    perché solo così riesco a dirti ciò che provo!

    Avrei voluto e forse dovuto farlo prima,
    ma eri già impegnata con i tuoi problemi,
    e non era il caso di addossarti anche i miei:
    almeno alcuni devo risolverli da solo.

    Comunque, come ti ho già detto più volte,
    sono stato davvero felicissimo
    di vedere che i risultati dei tuoi allenamenti,
    dei tuoi sforzi, dei tuoi sacrifici…
    ti hanno portato a saper saltare
    gli ennesimi ostacoli che la vita
    ha messo davanti a te.

    Ed è proprio questa la tua dote migliore:
    per quanto grande sia la difficoltà,
    qualsiasi essa sia,
    hai una forza d’animo così unica
    che ti permette di superarla.

    Ti ammiro soprattutto per questo,
    e vorrei essere come te, davvero!

    Scusa se a volte ti ho trascurato,
    se spesso non ti ho dimostrato
    quanto ci tengo a te,
    ma ho tutte le intenzioni
    di rimediare ai miei errori,
    a cominciare da te.

    Ti voglio infinitamente bene!

  • 16 dicembre 2018 alle ore 16:58
    Desiderio

    Mi nutrirei
    del tuo desiderio...
    Al tuo seno

    E poi...
    T'inonderei
    del mio amore.

    Affinità erotiche

  • 16 dicembre 2018 alle ore 16:49
    Di varco o la notte che scivola

    Di spazio è la tua voce
    e del quanto non ho misura
    è il taglio ripido di una stagione
    di varco o la notte che scivola
    dalle terrazze. Ci attraversa di luna
    anche un arido strato 
    da limare col fiato non detto
    - ma tutto annuito nuovo in un verso
    che dà le spalle al mondo
    e toglie peso al mio peso. Io che leggo:
    altro non so fare.
     

  • 16 dicembre 2018 alle ore 15:56
    [Quali lotte avvien...]

    Quali lotte avvien, già quali lotte
    pria che giorno s'alzi e sua luce spanda,
    cogli astri spesso ei f'à botte, già f'à botte
    financo con la notte: di spada, martello & (di) randa.
    Ma quando che tutto poi s'arriposa,
    maraviglia il ciel della maraviglia in sè reca
    e l'uman forte grida "che cosa, che cosa?"
    giacchè radioso sole occhi suoi l'acceca.

    Taranto, 5 marzo 2016.

  • 16 dicembre 2018 alle ore 15:37
    Estate 1982

    "Ai ragazzi del '62, ma non a quelli del 62°"

    Estate 1982: una di quelle
    estati senza vento, senza volto, senza tempo
    una di quelle che non si dimenticano facilmente,
    anzi, una di quelle (estati) che non si
    dimenticano mai!

    Quell'estate, infatti, non l'ho ancora
    dimenticat'io: ogni desiderio
    allora, parea essere incastonato in cielo,
    tra luna e stelle (belle, belle sì: come non mai!).

    Allora (quell'estate) s'invidiavan gli uccelli:
    perchè avevan l'ali per volare;
    allora s'invidiava il sole:
    perchè riscaldava i cuori: i nostri cuori;
    allora s'invidiava il vento:
    perchè via con sè trascinava
    ogni granello di sabbia in riva al mare:
    allora pure il mare s'invidiava:
    perchè trasformava la nostra volontà
    in sogni irragiungibili;
    (e ogni canto diventava inno di gioia: senza pensieri);
    allora ogni cosa s'invidiava:
    perchè tutto parea giovane ed era infinito 
    per ognun di noi.

    L'estate 1982: senz'altro fu di quelle
    (estati) senza vento, senza volto, senza tempo
    che non si dimenticano mai;
    quelle estati 
    in cui tutto si ferma per sempre
    (od i miti pur'anche si fanno uma...leggende)
    laddove nessuna cosa (ti) sembra impossibile
    laddove nessuno (ti) sembra irragiungibile...

    Estate 1982: una di quelle 
    (estati) senza vento, senza volto, senza tempo! 

    Taranto, 29 marzo 2016.  

  • 16 dicembre 2018 alle ore 8:41
    Il primo gradino

    Dovrebbe esser festa oggi almeno al sentir le campane che annunciano la domenica e invece l'aria intorno sospira di niente anzi di morte e di fame Mi sembran inutili illusioni il frusciare degli alberi e il rumore del mare che fino a ieri mi riempivano i giorni e questo sole divenuto pallido d'un tratto a brillar di tenua luce sui miei pensieri fermi in bilico sul primo gradino di questa spirale profonda che m'attira a sé dentro la mia sconfitta . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 16 dicembre 2018 alle ore 8:40
    I gradini del vivere

    È la notte che assaporo il piacere di cercarmi ...e mi ritrovo La notte è poesia e m'avvolgo di sogni a goder delle stelle e ammantarmi di loro Sono qua in questo mio scrivere che mi veste d'abiti succinti a far vedere le mie forme le rotonditá e le magrezze dei miei pensieri E piú scrivo e son ancor piú IO E mi manfesto illuminando ombre di freddezze con calde parole e facendone mosaici per i giorni che mi restano quelli dove salgo e scendo i gradini del vivere . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 16 dicembre 2018 alle ore 8:39
    Le piaghe della vita

    Sono stato ragazzo
    e ho smesso
    quando ho capito che la sofferenza
    era diventata superiore al gioire.

    E mi sono accorto ancor d'aver sbagliato
    pentendomene
    perché da adulto ho sofferto di più
    e adesso vecchio
    soffro le piaghe che questa vita mi ha inflitto
    anche se in essa vivo sereno.

    Conosco molto bene la mia esperienza
    e la racconto nella mia volontà
    di far del bene a chi vuol restare bambino.



    Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2018 alle ore 21:38
    Senryu

    La mia musica
    Due calici di rosso
    E noi due soli

  • 15 dicembre 2018 alle ore 21:09
    Soffia tra le dita

    Sei in un posto
    e non sai se indietro
    tornerai
    a rivedere tramonti
    mentre la vista si posa
    su un piccolo fiore
    che soffia tra le dita
    avvistando un cielo rapito
    da chi lo guarda intenerito
    Ti volti ma non t'accorgi
    di nulla. Tutto sembra normale
    che la vita possa continuare
    come ogni giorno
    nella solita routine
    distraendoti anche
    scoprendo cose nuove
    riempiendo un vuoto grande
    comunicandolo al mondo
    Le radici ben piantate sembrano
    che si staccheranno
    quando vecchie saranno
    dal suolo benvoluto
    e dalle traiettorie percorse
    senza badare al nemico
    che può spuntare all'improvviso
    Avanti qualcuno ti aspetta
    non sai dove, ma c'è
    pure se lo ignori
    nelle ripide discese
    dei tuoi viaggi terminati
    quando i cambiamenti di umore
    sono più frequenti

     

  • 15 dicembre 2018 alle ore 17:51
    Il vento di Natale

    Se in queste notti tu insonne
    alle stelle guardi e un soffio
    come accarezzar senti della finestra
    i vetri è sappi il vento del Natale
    che nasce lassù tra quel brillio,
    lascialo entrare e ascolta che
    ti vuol parlare, parlare di ricordi
    di quel tuo tempo antico di te
    ch’eri bambino, dice ricordi
    e a te vicin si muovono figure
    ti chiaman voci vive dall’accento
    conosciuto si quelle che bene
    ti volevan che  t’accarezzano
    che in quei lontan Natale santo
    ti portavano regali. Sei scettico
    non ci credi perché negar ti vuoi
    a questo vento alla magia del Natale?

  • 15 dicembre 2018 alle ore 10:38
    Piove

    Riposa in queste gocce il mio fare e nello sguardo fisso al mare che ho qui davanti Colgo in esso e nelle sue onde alacri impressioni d'amore che mi parlano d'ampi spazi di sogni frutto di desideri inconsci e della libertá del mio pensare E resto qua al chiuso dei vetri della mia automobile a sentirmi un unto pellegrino a donar agli occhi l'elemosina di un mondo che piange . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2018 alle ore 10:37
    Gli strilli del silenzio

    Affamato di vita ad ascoltare gli strilli del silenzio sto a sciogliere la poltiglia dei miei pensieri in questo stare annebbiato da nuvole imbarazzate E m'agito e scalcio in quest'insonnia con lo sguardo perso nel vuoto con la mente a dilatarsi a ricordar affetti perduti a riveder luoghi d'infanzia ormai lontani e rivivere situzioni accadute che ancora oggi generano dolore e solitudine sofferenza e frustrazione E allora quel silenzio con le sue urla assordanti mi riporta al mio presente fatto di sentimenti e d'amore colonna portante della mia esistenza a trovar rifugio nella mia pace interiore divenendo la catarsi che mi aiuta a ritrovare equilibrio e riaccende la speranza . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 dicembre 2018 alle ore 20:39
    A volte, il caso... per caso

    Mi ritrovo immerso a volte senza saperlo dentro certe sabbie mobili delle quali non conosco l'origine né il perché abbiano scelto me nel loro moto perpetuo Lá ansie e tremori germogliano da ceppi di tormenti sopiti spandendosi a gonfiare il cuore e facendo fremere la mente di pensieri che restan pesanti nella speranza di salvarmi da questo vivere sospeso alle liane delle sconfitte muffe fragranti screziate di vita ancorate fortemente alle rocce di roboanti vittorie . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 dicembre 2018 alle ore 20:38
    Il mio esser "nulla"

    Quante volte rido di me stesso quando mi ritrovo celebre nei pensieri e vezzeggiato da futili trionfi E rido e rido nel vedere in me la celebritá dell'ultimo in classifica innalzato ai fasti della fama dell'incompreso di colui che in questa vita é stato solo d'impaccio a strimpellare parole vuote in versi inutili dimenticati ancor prima d'essere stati scritti E mi consolo portando dentro l'anima la gloria delle mie illusioni e in quell'abisso tutto l'immenso possibile del mio esser "NULLA" . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 14 dicembre 2018 alle ore 20:35
    I segreti del cuore (ad Alda, mia musa )

    Tenebre a accarezzarmi di finte tenerezze nell'ariditá di queste stesse e accese dal desiderio della loro necessitá E vi racconto il mio tentar di sfuggire ai dolori di questa vita menzognera con le parole e i miei versi . Cesare Moceo poeta di Cefalú Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 13 dicembre 2018 alle ore 14:25
    Lieti pronostici

    Il nuovo anno
    sarà pieno
    di nuove notizie
    meravigliose per noi
    eventi inaspettati
    si presenteranno
    ai nostri occhi stupiti
    finalmente potremo
    realizzare i nostri sogni
    più reconditi
    e godere di gioie meravigliose.
     

  • 13 dicembre 2018 alle ore 13:38
    Il mormorìo dell'anima

    Nel mio pensare spicciolo immerso in quell'oscuritá che nel mio Essere odora di allegria mi alterno a me stesso vivendo tristezze di crepuscoli immaginati e felicitá per albe ritrovate Mi struggo costretto in questo dualismo d'impaccio soffrendo le pareti soffocanti di interiori notti che calano improvvise e senza stelle e m'avvertono ogni volta di lievi brezze di prigionia mosaici di drammi che vorrebbero rinchiudere il mio vivere in tessere d'inerzia in versi d'accidia che mai scriverò