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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 maggio 2017 alle ore 0:30
    Rumori e silenzi

    Quanto rumore facciamo
    con le parole:
    per ottenebrare la mente
    per stordire il cuore
    per allontanare
    ogni parvenza di luce
    Com'è stolto l'uomo:
    fugge la gioia
    per paura della gioia
    E si lamenta del dolore
    Quanto rumore facciamo
    con le parole:
    per non avere il coraggio
    di gioire
    per non avere il coraggio
    di abbandonare il dolore
    Quanto rumore facciamo:
    per essere ascoltati
    per non avere il coraggio
    di ascoltare
    di amarci e mostrarci
    creditori di amore
    -d'arcaico diritto-
    Quanto rumore facciamo
    convinti che il rumore
    scuota lacrime di Universo
    Quanto rumore
    per nascondere la vita
    per non saperla vivere
    E l'Universo
    in amorevole silenzio attende
    il silenzio delle parole
    La silenziosa felicità di note in libertà.

  • 02 maggio 2017 alle ore 22:41
    Notti insonni

    I pensieri che mormorano, lì nascosti in un angolo.
    Che fanno così rumore da non riuscire a riposare.
    Frastuono di sentimenti.
    Strepitio di emozioni.
    Trambusto di passioni.
    Il silenzio della notte sembra avvolgere gli animi,
    ma riesce solo a celare il desiderio che pervade il tuo corpo.
    E il tuo sorriso riapparire come d'incanto, a turbare ancora le mie notti insonni.

  • 02 maggio 2017 alle ore 22:32
    Violette

    Iniziò a stemperare voci
    dai deserti, Violette. Così 
    avrebbe voluto essere chiamata
    e carpire profondità 
    sepolte in poca luce.
    Far sbocciare parole nuove
    che tornano alla lingua 
    levitando, sul gran peso del nulla.

    Iniziò a credere, Violette,
    ai suoni puri
    tra la sua anima e il mondo.
    Tese una soglia, 
    dove l’orma ha annullato l’ombra 
    dell’apparire. E lì sparse 
    al sole di altri occhi
    le sue bozze.

  • 02 maggio 2017 alle ore 16:20
    Le tre fate

    Istanti grigi di sole
    consumano l’anima
    impreparata al terremoto.
    Dolore di pietra
    nell’organo d’amore,
    lo raccolgo e cado
    in un vortice di pensieri.
    Un lampo di luce,
    ricordo di un mondo perduto.
    C’è armonia
    negli occhi delle tre fate
    ormai svanite.
    Amaro sogno,
    dormendo sogno,
    di un sogno d’amicizia,
    sognato e perduto.
     

  • 02 maggio 2017 alle ore 13:03
    Ti sto aspettando

    Ti sto aspettando, in un angolo di mondo perso nel nulla.
    Tra sentieri scoscesi, tortuosi ed intricati.
    Ti aspetto affacciata alla finestra,
    In un angolo di cielo azzurro, limpido e sereno.
    Aspetto i tuoi passi lenti e silenziosi,
    Che giungono da lontano.
    Ti sto aspettando in riva al mare, tra le onde fragorose ed impetuose.
    Aspetto le tue parole, così soavi  ma decise, che mi daranno sicurezza in un momento di abbandono.
    Aspetto le tue braccia sicure e forti, da cui un giorno, non andrò più via

  • 01 maggio 2017 alle ore 21:46

    Ci sono sentimenti che non saprai spiegare mai a chi ti pone delle domande e non sai farlo perché alcuni non sai spiegarli nemmeno a te stesso. Restano lì, inermi e costanti. Dentro al petto come se nessun altro posto fosse adatto a loro. Le persone non capiscono e ti giudicano come se tu fossi una "Masochista" del cuore. Una persona pronta a far del male a se stessa, ma non è così e tu lo sai, ma non sai spiegarlo. In verità, alcuni sentimenti fanno parte di te, sono pezzi della tua vita incastrati nelle pieghe dell'anima. Cancellarli è cancellare parte di te e tu non vuoi farlo. Questo non è non guardare avanti, non accettare e non voler "Guarire". Anzi... Questo è proprio saper accettare l'importanza che alcune persone hanno avuto per te, anche se sono state solo di passaggio nella tua vita. E' accettare i cambiamenti che essi hanno portato e guarire da un sonno profondo... Perché certe emozioni, anche solo ricordarle fa sentire vivi come non mai.

  • 01 maggio 2017 alle ore 15:40
    E cerco ancora l'uomo

    I was born…
    Tentazione d’esordire così.
    Se chiunque aspira a lingua d’universo
    io non m’arrendo a seduzione o a voce
    di massa mondo.
    Riserverò una confessione
    ma senza pentimento
    a voi disimparanti l’italiano.
    Volevo principiare
    col dire intorno alla mia vita e dilungare
    la provincialità
    della città natale
    e l’apatia dell’aria tossica
    che ammorba dal vagito.
    Ma non intendo far regali
    di specchi a chi mi legge
    né silurare
    repetita, che più non iuvat.
    “Suicidiamo chi sa il prezzo dello sfogo
    chi più non riesce a sopportare sé
    e più non si lamenta”.
    Ecco lo slogan
    per l’agenzia ideale e per la rete
    per muri e quotidiani
    locali. Ah! Se potessi uscire dall'anonimato!
    Costretta sono a cautelare
    l’offerta, andare in giro come Diogene
    col lanternino
    tenere orecchie tese la domenica
    dentro ai confessionali
    e frequentare
    comunità di madri vittime
    che morte dà coraggio.
    Che spuntano dopo ogni pioggia queste
    in complemento a quelle
    in penuria
    per disgraziati vivi.
    Per me
    è un continuo cercare:
    e cerco ancora l’uomo.

  • 01 maggio 2017 alle ore 11:08
    Ribelle | poesia breve

    Io sono appunto un ribelle
    ma, ben sotto la mia pelle,
    anche dolce come il miele.

     

  • 01 maggio 2017 alle ore 0:10
    Maggio (acrostico)

    Mirti in gerle selvatiche, prolisse
    All’albeggiar di fogge volte al mare
    Già che s’innalzano da inerti stecchi
    Gettando miele d’aria ai bottinanti
    Impattano scoscesi fianchi, anfibie
    Orografie di terre e sporte dune.

  • 30 aprile 2017 alle ore 12:00
    La Fiumara

     
    La mia fiumara
    Nasce dall’alto
    Serpeggia
    Fra salici piangenti
    E campi di grano.
     
    Stanca si perde
    Dentro un lago muto
    E poi si disperde
    Fra verdi campi
    Acerbi pescheti
    Ed uve scialbe
    Come gli amori inutili.

  • 30 aprile 2017 alle ore 10:25
    Asfodelo

    M’attrae e rapisce
    in "luoghi oltre" mi porta
    Ondeggia la mente
    su dei fiori sacri i profumi
    ora qui e altrove mi conduce
    -è cullio di Tempo che si fa eterno-
    sfogliando passi nelle memorie intarsiate
    pure carezzate sollevate soffiate
    da lembi di mente nel mentre
    vibranti suonano
    arcane melodie.

     

  • 30 aprile 2017 alle ore 10:00
    È questo?

    Umori nuovi sul filo delle dita
    da calze trasparenti e l’ambra desta
    si divide tra amache e fiori dinoccolanti
     
    ho visto perfino il giardino della luna
    nel getto del sole: è giallo ginestra,
    i baccelli mimano la tua bocca
    quando mi chiami con nomignoli di cerva
     
    l’acerba traccia di desio si espande in fughe
    -correre a procreare alberi d’oro? - vieni a me
    con mastice di polline.
    Mi sento una scatola di api
    sotto ciondoli azzurri, lacci di favo intorno
    dilatano il venir meno
     
    lascio che primavera abbondi,
    planino le ciglia nel verde integrale
    del tuo sterno d’attesa. È questo?
     

  • 30 aprile 2017 alle ore 1:50

    Ho parlato nella vita. Ho cercato di spiegare molte cose, forse nel modo sbagliato, ma almeno c'ho provato cavolo! Ho cercato, rincorso e aspettato. Ad essere sincera l'ho fatto poche volte per rimediare ad errori miei e troppe, decisamente troppe volte anche quando non avevo colpe, ma avevo subito errori altrui. "Ci tengo" era il mio motivo, la mia motivazione a non restare ferma e nel silenzio! Stasera rifletto e dico: "Ci tengo" non sono due parole da buttate là a cazzo... Prima di pronunciarle occhio. "Ci tengo" spesso è meglio non dirlo, ma dimostrarlo. Poche volte l'ho detto verso chi ho rincorso, verso chi mi ha alzato muri insormontabili! Io con le mani abbattevo i muri e non mi interessava se le mani sanguinavano... L'assenza faceva più male! IO sarà ingestibile, avrò muri alti (Detto non da me) ma cazzo... Almeno io lotto se ci tengo. Fatemi un favore da oggi... I vostri "Ti amo", "Ci tengo", "Sei importante"... metteteveli SU PER IL CULO!

  • 29 aprile 2017 alle ore 23:31

    In alcuni momenti della vita mi comporto come un bambino che non vuol sentire le giuste direttive di una saggia madre. Ho esattamente lo stesso entusiasmo di un aquilone che prende il volo consapevole che prima o poi il vento a favore finirà. Ho la capacità di non temere e allo stesso tempo di tremare all'idea che la paura possa paralizzarmi. E' si... Adulti che hanno a volte la capacità di ritrovare quell'aspetto "Infantile". Quell'aspetto che fa di loro persone un pò sciocche, ma con il cuore colmo di speranza. Forse per questo non finiamo mai di crescere ed imparare. Non so se fa parte dell'essere umano... Oppure dell'essere un po "Coglioni" ed irresponsabili questa cosa che ci fa buttare comunque anche quando sappiamo che il volo sarà uno spettacolo, ma l'atterraggio una morte sicura.

  • 29 aprile 2017 alle ore 22:28
    Oltre...

    Scrivo poesie
    ​Per il desiderio di volare
    Oltre...

  • 29 aprile 2017 alle ore 21:22
    La sfera

    È che dentro una sfera tutto
    può diventare altro e noi 
    da istintivi paesaggi sfociamo
    in virtuosismi prensili
    alberi della vita abbozzati
    a radunare sensi.
    Il muoversi all'essere.
    Le ciglia voltano impervi affreschi
    al cadenzare di una pioggia ameba
    -potrebbero tanto dire, staccate
    da silenzi di pancia.
    Il mare intero abita all’interno
    apparecchia tagli in viola, gole.
    Resta immobile l’altro nostro viso
    prestato allo stupore
    su nastri di dinieghi
    che poco si lasciano rovistare
    rimbellettare al giorno.

  • 29 aprile 2017 alle ore 13:17
    Maggio (Acrostico)

    Mattine terse di sole senza
    Ambagi d’ombre dai nembi perse.
    Gora di luce che ha l’oro ai lembi
    Già spora in canto dà voce al coro
    Irosi morsi di verbi in pianto
    Ostro dissecca con sorsi acerbi.
     

  • 29 aprile 2017 alle ore 10:46
    Soltanto vento

    Le parole sono soltanto vento.
    Non hanno confini,
    non occupano spazi,
    ma trovano la via per arrivare al cuore...
    Mormorio di pensieri così assordanti,
    che giungono in luoghi sconosciuti, ma presenti.
    Un solo sapore, le tue labbra.
    Un solo desiderio, il tuo profumo.
    Portato dal vento, ascolto il tuo silenzio.

  • 28 aprile 2017 alle ore 17:31
    Piedistallo della mia vita

    Ho subito scelto te...
    ... perché mi sembravi diversa
    Perché t' impadronivi della mia mente
    Non vedevo allora che solo te
    ... per come ti muovevi
    Per ogni parola che dicevi
    Fra tutte allora t'ho preferita
    ... perché mi davi sensazioni
    Colpendomi il cuore intensamente
    Ho capito allora ch'eri sincera 
    ...per i tuoi occhi belli 
    Perchè questo solo mi bastava
    Ti ho messa allora piedistallo della mia vita

  • 27 aprile 2017 alle ore 22:10
    Gradazione di respiri

    Tracce di evanescenza
    fuori dagli occhi
    nuvole
    di un'altra via
    di un'altra vita
    ricordi svolati
    che riempiono
    la gradazione dei respiri
     
    -il tuo firmamento addormentato-
     
    un colore continuo
    da vita sparsa
    muove le aurore,
    una bellezza rappresa
    di neve e sabbia
    di sudore e ossigeno

  • 27 aprile 2017 alle ore 20:47
    Riflessioni

    Nulla c'è d'indispensabile in questo vivere ma tanto d'essenziale E a Voi io dico non leggete di scorcio le mie rime dove io vi racconto la mia storia e l'impercettibile scorrere dei miei giorni eternamente simili ma ognuno di valor diverso nei fatti che mi succedono e nel loro apparente senso di quiete in cui vi elagisco i miei dolori e le mie speranze E mi piace pensarvi mentre cammino tra le spine tra gli odori delle rose nell'immenso piacere d'averne cura e di farle divenire l'eterna certezza della nostra felicità . © ® Cesare Moceo

  • 27 aprile 2017 alle ore 20:45
    Le virtù dell'anima

    Non sensi d'incompletezza e di leggiadri distacchi svelano senza fatica celate intimità sconsacrate e lascian trasparire l'assolutezza del mondo interiore nei dispiaceri calendule dal forte aroma petali di rose variopinte sfiorite nell'amore che s'adornano costantemente all'anima e la innalzano ai più alti piaceri E Lei corroborata e fortificata nei suoi odori quanto più è intrisa di dolore o dall'ansietà o dalle emozioni tanto più è incline a regalar sorrisi ferma su se stessa fiera e salda nella sua incommensurabile bellezza a cercarci e abbracciarci E comprendere i nostri silenzi e i nostri timori . © ® Cesare Moceo

  • 27 aprile 2017 alle ore 20:33

    Non c'è mai una fine. Non c'è mai un "The End" per chi dentro la vita la sente. Non conta quanto in fondo, sotterrata da milioni di delusioni, difficoltà essa batta. Per chi quella voglia di vivere ce l'ha radicata dell'anima non ci sarà mai una fine. Solo la morte può fermare queste persone, ma fin quando saranno in vita lotteranno e rinasceranno sempre. Per loro rinascere è una nuova opportunità, un'occasione in più e completamente nuova che la vita offre, dicendo: " Rialzati e riprova. Non hai perso nulla anzi... Hai imparato qualcosa in più che ora potrai portare con te. Usalo e fanne tesoro... Si chiama esperienza"! 

  • 27 aprile 2017 alle ore 19:35
    Questo è il nostro tempo

    Ritrovarsi in un istante,
    un fiato di vento e
    tu sei di nuovo mia.
    Le dita si riconoscono,
    il cuore riprende il suo ritmo,
    gli occhi si riflettono.
    Questo è il nostro tempo,
    questa è la nostra dimensione,
    questo è il nostro amore.
    Questa è la realtà?
    Noi anime inumane
    ci intrecciamo, mescoliamo,
    anneghiamo in questa verità.
    Io sono il tuo mare,
    tu sei il mio mare.

  • 27 aprile 2017 alle ore 1:05
    Acqua di zenzero

    Leggimi Maga
    nel fondo delle acque
    e dimmi cosa vedi.
    Perso 
    negli influssi degli infusi 
    che profuman di limone,
    naufrago,
    stordito dal narcotico passato,
    anestetizzato.
    Eppure so che tu puoi Maga,
    drenare la mia rabbia
    col tuo antidoto 
    di pizzicore e miele
    cancellando di un botto
    l'antico negativo auspicio...
    Maleficio.