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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 gennaio 2017 alle ore 20:32
    La follia è il mio benessere

    Schiavo di me stesso
    e delle volontà del mio cuore

    subisco senza orpelli
    piogge di stelle stinte

    brillanti di follie e di versi

    tra grovigli di pensieri in subbuglio

    luci d'eternità e di stupori

    circondati d'abbaglianti aloni di mistero

    Ombre silenziose m'inseguono a piedi nudi

    lungo i sentieri impervi
    dei colloqui infami con la mia anima ribelle

    e in quello scarno sciamanesimo

    ristretti orizzonti di vita
    attentano ai giorni

    annoiati da sospiri d'irriverenza

    tra briose voglie d'amori
    e tristi desideri d'odio

    addii d'urgenza del sapere
    divenuto buio della mente

    E mi do appuntamento nei sogni



    dove ritrovo i piccoli attimi
    per riconoscermi e ritrovarmi
    .
    Cesare Moceo

  • 18 gennaio 2017 alle ore 18:14

    Sono riuscita a superare tutto. Sono stata in gamba di fronte a situazioni che avrebbero spezzato le gambe a chiunque. Ho combattuto la superficialità di opinioni mediocri sulla mia persona. Ho lasciato che la loro fasulla e costruita "Superiorità" raccontasse storie sul mio conto che nemmeno io conoscevo. Ho accettato in me l'incapacità di non saper mostrare ciò che in più si nasconde dietro a quel mio essere "Apparente". Ho risposto a dovere a chi meritava parole dure. Poche, ma schiette, sentite e seguite da un silenzio a tempo indeterminato. Solo una cosa non sono riuscita a contrastare: L'IGNORANZA! Contro l'ignoranza non ho trovato armi, riesce sempre a spiazzarmi lasciandomi a bocca aperta. Schifata e affascinata da cosa possa essere la vita di un ignorante privo di ogni tipologia di concetto sensato, ponderato e soprattutto guidato da una sanità mentale notevole. Resto sempre in silenzio di fronte ad essa... Per questo forse una delle frasi più note cita: "Dove l'ignoranza parla... L'intelligenza tace"! E io... TACCIO!

  • 18 gennaio 2017 alle ore 12:56
    Gennaio (acrostico)

    Gola d’inverno dove il brio s’ottunde      
    estuario di tremori umidi e lenti
    nel cinto in ferro dell’iconostasi.
    Nippoli in consistenza della luce
    appesi in maglie di cianuro argento
    in cielo così gonfio, androne chiuso
    o smorto nel prolasso in finto azzurro.

  • 18 gennaio 2017 alle ore 7:42
    Soul rendez vous

    Se io
    sapessi
    che sei
    "tu",
    la notte,
    ti aprirei
    ogni porta
    ogni soglia
    ogni anfratto
    dell'"anima".

    Ti accoglierei
    ad "anima" aperta
    perché l'"anima"
    abbracci l'"anima"
    e "vadano" insieme
    in volo nel Tempo.

    Dimmi
    che sei "tu",
    preziosa sorella,
    l'"anima" muta
    che la notte
    a volte
    si posa
    sulla mia pelle.

  • Dio ad Abramo:
    "Ammazzami Isacco"
    Abramo risponde: "Oh ma sei matto??"
    Dio dice:"No"
    E Abramo:"Boh?"
    Dio dice:
    "Fa'quello che vuoi, Abramo, ma poi
    saranno sacrosanti cazzi tuoi".
    Abramo dice: "Dove te lo ammazzo, se non è aria?"
    Dio: "Sulla SA-RC".

    E Mentana Evangelista
    del Sacro Vangelo
    del Giornalista
    chiosava in diretta:
    "Larga è la figlia
    se la foglia va stretta,
    se larga è tua figlia
    e stretta è la mia
    tienti la tua e
    non stringer la mia.
    Consigli per gli acquisti e così sia.
    Se larga è la voglia
    molla mia figlia
    e muori in battaglia
    sulla SA-RC!".

    La secondogenita di quinta notte
    dice al patriarca:
    "Qua qualcosa non quaglia
    tengo l'incarnato
    troppo sbiancato"
    Lui dice:"Vieni qua... famme guardà...
    eh già...
    Fammi parlare con la
    madre in seconda,
    che le spiego la Natura
    si asseconda".
    Ma mammà in seconda
    col figlio della serva
    era già andata in quarta
    sulla SA-RC

    E un Dio in fotocopia
    fece il Diavolo A4
    e fece un copia-incolla
    quatto A4.
    E il Diavolo per prenderle
    fece le pentole
    ma non il Copernico
    e che Plero e che nero
    e che clero e che sclero!
    La prossima volta che sarà da stamparla
    Copia-incolla
    dalla SA-RC

     

  • 17 gennaio 2017 alle ore 20:41
    Orizzonti sfocati

    Vagano nella mente
    ricordi di tribolazioni e insonnie

    nelle ore deturpate
    dal gelo del tempo che passa

    Andare oltre i silenzi degli sguardi
    duri del mondo

    mi resta

    a subire sudari
    d'orrende e eterne condanne

    tra gl'istanti che la vita concede

    E accetto con sincerità d'intento
    la complicità dei desideri

    anche con maldestre parole

    e nella coscienza di vivere
    d'immortali pensieri

    orizzonti sfocati
    del mio sole prigioniero di sé
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 17 gennaio 2017 alle ore 20:40
    Fiocchi di neve imbiancano la mente

    Verità palesi

    a parlarmi con voce fievole

    nella mescolanza di singhiozzi
    e autocommiserazioni

    a indurmi a sospendere
    la caccia alle illusioni

    con l'intento di pacificare i sentimenti

    donando loro nuova gloria
    e nuovi segni di valor divino

    E lascio riposare la mia anima

    immergendola in meravigliosi silenzi
    al suono di battiti d'ali colorate

    e Io con Lei

    a seppellirmi vittima
    assieme ai miei dolori
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 17 gennaio 2017 alle ore 19:30

    Quante lezioni di morale da gente che avrebbe molto da imparare! Gente chiusa nel proprio mondo, stra convinta di essere sempre e solo nel giusto e di non sbagliare mai! Cari "Grandi" del mondo dei "Piccoli" se siamo così sbagliati perché perdete tanto tempo ad osservarci e poi "Insultarci"!? Sappiate che per noi i vostri insulti sono la dimostrazione che "Abbiamo lasciato il segno"! Un segno che non vi scivolerà via di dosso facilmente... Al contrario delle vostre "Offese" convinte che noi abbiamo già lasciato dietro. Considero chi decido io, tempo e spazio a chi decido io! Il resto può tornare con tutti i suoi bla bla bla esattamente da dove è arrivato... Cioè dal niente! So che non è cosa facile usare il cervello per chi non è abituato a metterlo in moto, ma ogni tanto prima di parlare provateci, magari a volte qualche figura di merda può evitarvela!

  • 17 gennaio 2017 alle ore 16:34
    C'è deserto nell'aria

    C'è deserto nell'aria
    la paura sgretola
    il mondo. Lo invita
    a munirsi di spade
    a salvare l'anima
    a fronteggiare fantasmi
    usciti da covi
    scurissimi, un'ora di respiro
    soltanto, nei nascondigli segreti
    rimprovero alla vita
    che nulla non fa
    per mettersi al riparo

  • 16 gennaio 2017 alle ore 21:01
    Il dolore del perdono

     Fiati
    a guardare il cielo

    nella trasparenza del buio profondo

    di notti passate tra i riflessi
    della luce oscena del cuore pulsante

    Donne stremate
    nell'imbrunire dei dolori

    stelle cadenti

    tra garriti d'uccelli in volo
    e lacrime di perle lacerate

    convulse derive di visi
    ove è sparito il giorno

    orbite vuote a piangere
    e aspettare la dolce parola di Dio

    E i pensieri a correre
    ai "domani è un altro e si vedrà"

    carezze taglienti di quell'attesa
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 20:45
    Dura condanna

    Arde la speranza
    nel ticchettio asciutto
    delle lancette del tempo
    che scandisce intime inquietudini
    Malinconiche lune
    spiano il passar degl'istanti
    nell'eco di albe
    d'imminenti tempeste
    di lacrime infuocate
    e cuori impazziti
    Oltre il silenzio della letizia
    io guardo le mie follie
    amori senza amore
    nella dura condanna
    d'esser nato "pieno"
    in questo mondo
    di vuoti a perdere
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 16 gennaio 2017 alle ore 20:13
    In solita solitudine

    Non fingere di non udire il bussare di una supplica
    che giace nei pressi della mia ombra in cammino,
    fammi entrare e vattene!

    Prendi il tuo ingombro, gli armadi, i tappeti
    e il lenzuolo che suda di lividi e insulti
    e poi vattene!

    Ma non prima d'aver esiliato ogni muro
    sotto carta di sabbia
    in cui scaverò la mia rabbia

    Ingoia lo screzio, trapassa lo strazio
    la fine non teme d'esser temuta
    non merita affatto d'esser taciuta,
    tu sei straniero io sconosciuta
    insieme in caduta distanza non muta

    Prendi con te i ricordi codardi
    qua diverrebbero troppo bastardi,
    fammi entrare e vattene!

    Basta doveri pareri misteri
    voglio solere alitare le ore in solita solitudine
    e voglio scrivere, scrivere sempre
    di tutto e niente
    magari di un dubbio latente

    Voglio essere! Essere mare di versi perversi
    in circumnavigare eccentrico
    il mio equatore ellittico
    in questa casa senza più te

    Sí da non doverti più spiegare
    che voglio essere e fare
    sempre e soltanto ciò che mi pare.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:57
    Sbadiglio al sole

    Sbadiglio al sole
    che non mi scalda
    quando parli d'amore
    scordando di amarmi

    sicché non sono quasi mai
    dove annusi il mio respiro,
    il quasi, patetico obolo

    E tu dove sei
    ora che queste note
    crocifiggono il tempo andato…

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:52
    Mira d'amore

    Ci vuole calma e pazienza
    per poter giungere dove per me sola
    non c'è arrivo su cui volermi posare

    Se io volassi ansiosa
    senza aver premura di aspettarti,
    farei solo in tempo a perdere 
    il senso dell'attesa
    perché il senso sono io insieme a te

    Invece scelgo di andare piano
    affinché la mia scia possa ovattare 
    il cielo che ci separa
    così da potersi allungare incontro alla mira 
    stando sempre di fianco alla tua,
    tanto da asciugare insieme il tempo

    anche se poi 
    non dovessimo mai arrivare.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:44
    Dito di luce

    Ricorda di come annaspavo 
    tra i detriti avanzati 
    dal mio petto in piena
    incastrati tra un muscolo e l'altro

    Non chiedevo passaggio
    per timore di far peso 
    su schiene forse già ricurve
    e poi d'un tratto
    fui sazia d'arrancare 
    con borraccia deserta a tracolla 
    e la gola tossiva, friggeva e tossiva

    Pensai quindi
    che forse era giunto il momento 
    di credere in te,
    mio spettatore abbonato, muto e impotente
    col vento in spalla e nelle mani il sole

    Perciò dico che tu,
    per quanto non voglia sentirti dire grazie
    sei stato dito di luce 
    con cui ho potuto sfogliare l'angolo 
    di una stagione prolissa
    in tempo per rinascere.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:43
    Bugiardino

    Fu un amore fatto di carta e inchiostro a ridurmi tutto pelle e ossa, sognavo l'aria respirando immagini a sfondo perduto. Il cuore, ridotto a ragione, al ritorno dai brevi viaggi - all'abbeveratoio - divenne prima cieco di speranza e poi sordo, di delusione, per difendersi da silenziose bolle di sapone a rendere ignifuga la paglia. I ricordi non hanno una data di scadenza, tra la pelle e le ossa è rimasta la voce del tempo che non lava l'inchiostro e stropiccia la carta, come il vento fa con il ramo all'insaputa del tronco.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 19:12
    Il giorno che aspetta

    Il tuo cuore come il vento 
    mi slega dalla notte
    per ripormi nell'abbraccio di un sogno 
    che però non voglio infrangere 
    sulla riva dell'illusione

    Perciò, non mi farò spazio 
    con ali impigrite d'ipotesi azzardate
    e non rapirò una stella cadente 
    con cui scrivere in cielo 
    ciò che vorrei accadesse

    Vorrei solo esiliare tutto quel che sarà
    tra le rughe di un giorno che aspetta
    in grembo allo spicchio di un tempo
    fatto di ore evanescenti.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:56
    All'ombra del mare

    Se non è oggi sarà domani 
    che questa pazza malinconia 
    riporterà le nostre labbra 
    all'ombra del mare
    così che lì 
    ciascun bacio
    sarà soltanto un altro bacio 
    e nessun bacio 
    il soffio affranto di un addio.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:51
    Tra qui e noi

    Mi spiace la nebbia 
    quando sfiorisce 
    perché tutto riappare com'era 
    anche il liquido dedalo 
    tra qui e noi

    La collina, lo vedi
    non è più alle mie spalle,
    unghie di brezza laccate di sale
    le grattano i fianchi
    ma lei sta ferma, la collina non ride 
    lo vedi? E neanche io

    Vorrei soffocare 
    di nuovo le note blu
    con lenzuola di nebbia
    quindi infilarmici sotto
    per vederti arrivare
    e poi, soltanto poesia
    tra qui e noi.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:48
    Le foglie blu

    È un folto discorrere d'alberi 
    quando la notte sventaglia mollemente 
    come a dire addio al suo amante

    Le foglie blu lo sai anche tu
    che dicono male del cuore
    se ti addormenti 
    senza trovarmi le labbra 

    -un bacio è un bacio sai
    un altro mondo

    Nausea d'inchiostro e sale 
    lecco il bordo del silenzio
    così dolce come adesso
    che ci sto cadendo dentro 
    insieme alle foglie blu.

     

  • 16 gennaio 2017 alle ore 18:43
    Chiedilo alle foglie

    Magari chiedilo alle foglie
    quanto pesa il distacco 
    e se sia lieve poi, vagare ovunque 
    per spirare infine in un posto a caso

    -Sai, sento ancora la terra 
    nelle vene del collo

    Le foglie
    quanto pesò il distacco 
    quand'eri novembre 
    anche solo per capriccio...
    ti sbucavano dagli occhi i bucaneve
    affogarli nel blu non è servito 
    eppure lo rifarei

    Ma del tuo freddo più vero
    non è ora di darti conto,
    fintanto che il tempo c'è
    non lo saprai
    che son morta per sempre di te, f
    olle inverno.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 17:26
    Alla fine del vento

    Che vuoi che sia 
    se la distanza 
    stanca anche le mani

    le mie scavano il vento 
    per giungere almeno 
    a sfiorarti i pensieri 

    E se non altro mi diverto 
    a disegnarti la faccia 
    mentre mi spargo sul tuo ventre
    come un languore di terra perduta

    Quanto manca alla fine del vento...
    ho voglia di parlarti tra i capelli
    di cose soltanto belle, così poi mi baci 
    e l'amore ci riprende con sé.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 17:14
    In quel mentre soltanto

    Ti respiro in quel mentre soltanto
    quando il crepuscolo si dimena tra le fronde
    ed il vento, se c'era cambia aria

    Soltanto in quel mentre
    ma basta per giungere in cima 
    alla notte più liquida
    per poi rotolare allegra
    lungo il blu ideale,
    tra stelle ed ippocampi
    insieme a te che non lo sai 

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:40
    In bocca all'infinito noi

    E dopo tutto,
    dopo che anche le labbra
    non osavano più,
    mi fingevo assopita
    per restarti addosso
    ché mi piaceva da matti
    origliare il tuo cuore ancora in disordine
    e tutte quelle cose belle
    che mi scrivevi sulle spalle

    Mi piaceva così tanto
    da lasciare andare il fiato
    alzare il viso e poi di nuovo
    in bocca all'infinito noi.

  • 16 gennaio 2017 alle ore 16:31
    Come racconta il senno di poi

    Che fossi incapace di sognare fino all'alba
    era palese sin dallo scoccare del crepuscolo
    eppure sul grande carro c'era posto anche per te

    E questo è di quel viaggio
    e d'ogni altro
    l'esile dettaglio che sempre sfugge
    a chi teme i venti e non la bonaccia
    che inaridisce irreversibilmente l'anima,
    come racconta il senno di poi

    E non lo so dove saresti arrivato
    forse in nessun luogo
    chi mai può dirlo,
    ma lì o altrove
    ti saresti comunque spogliato
    dell'ombra dei giorni curvi
    almeno per un po'

    So però che fa male 
    aver fame di luna
    se non si è disposti a morderla
    solo per conservare intatti i denti
    fino alla vecchiaia

    e ora che la scruti col rimpianto 
    di chi non ne ha conosciuto il sapore,
    non serve neppure che ti narri
    del retrogusto suo
    molto simile a un buco nel cielo

    Poi la notte mi ha risputata quaggiù
    un dente scheggiato o due
    e tuttavia paga di partenza e viaggio
    ancor più paga d'essere di nuovo 
    al posto mio.