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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 maggio 2016 alle ore 12:15
    Riflessi Haiku

    Cristalli d'acqua 
    superficie del fiume 
    riflettono le stelle.

  • 14 maggio 2016 alle ore 11:15
    L'immenso è te

    Ti sceglierei ancora, altre mille volte.
    In mezzo a un milione di persone.
    Tra tutte le scelte possibili, ancora sceglierei te.
    Con tutti i dubbi, con  tutte le incertezze.
    Nonostante le sofferenze e le situazioni impossibili, vorrei ancora te.
    Anche per un solo attimo, che mi regali l'immenso.

  • 14 maggio 2016 alle ore 11:13
    Sei

    Sei il cielo, il sole, la luna, le stelle.
    Sei tutto ciò che di più bello c'è in questo mondo.
    Sei la speranza, la forza, il coraggio, l'affetto.
    Sei tormento, sei gioia, sei dolore.
    Sei il pensiero che rallegra.
    Sei l'attimo di pace.
    Sei la certezza, la solitudine, la quiete.
    Sei l'amore in un giorno di tristezza.
    Sei ispirazione, sei l'enigma.
    Sei la consapevolezza di ciò che non sarà mai.

  • 14 maggio 2016 alle ore 11:11
    Il mio cuore

    Non ho più un cuore,
    perché adesso è tuo.
    Non so se si possa vivere senza cuore,
    ma non lo voglio più indietro.
    Te l'ho dato nel momento
    in cui mi hai guardato,
    quando mi hai preso la mano
    e neppure ti conoscevo.
    Adesso è solo tuo,
    puoi farne ciò che vuoi.
    Non puoi tornarmi indietro i sogni

  • 14 maggio 2016 alle ore 9:30
    La rosellina quel dì ignorata

    Un maggio antico ricordo in quel giardino
    tante eran le rose che del cuor ardente  mio
    s’offrivan al desio, coglimi era la suadente
    di lor voce: tutte eran belle tutte  profumate,
    sol  una inver taceva poco il profumo poca
    la bellezza così tra le prime la mia scelta cadde
    ma tardi stolto l’animo ferito manifesto mi fù
    l’errore mio  che senza spine sol era quella
    da me tanto sdegnata inodore muta  poverella
    che facile per un amante d’inganno esser preda
    quando si bada solo alla bellezza e all’apparenza
     

  • 13 maggio 2016 alle ore 21:03

    Posso avere tutto il tempo di questo mondo, passare le mie giornate seduto/a a non far nulla, posso annoiarmi a morte, ma se tu non meriti non ti regalo nemmeno un secondo di quel tempo e non riempirò con te nemmeno una "Goccia" della mia noia. Posso volere bene a qualcuno fino allo sfinimento, soffrirci, starci male, sentirne anche la mancanza, ma se di quel bene mai ti è importato non verrò certamente a farti presente che in me ancora esiste. Sapere quando è il caso di "Mettersi in gioco" è sinonimo di maturità, ma riconoscere quando siamo noi ad essere solo "Un gioco" è classe!

  • 13 maggio 2016 alle ore 18:43
    Moldavia

    Le canzoni ludiche degli ubriachi
    malati di cuore, che con una mano
    reggono il petto e con l'altra bevono vino,
    succo religioso dell'uva del loro giardino.

    La notte tornano strisciando dalle mogli
    ai piedi dei giganti portoni serrati
    e urlano "amore mio perdonami,
    non è colpa mia se amo la vita
    e se la vita non ha amato me,
    eppure dopo tutto il nostro non capirsi,
    torno sempre, come un verme, qui da te".

    E le vecchie col fazzoletto sudicio in testa,
    piangono dolori e urlano lagne ai piedi delle croci
    nei cimiteri, con le ginocchia affondate nella terra,
    a qualche metro, disgraziate, dalle ossa dei morti.

    E il mio bisnonno, guardiano del cimitero,
    che si regge su un bastone, mi vede la sera
    in questa scatola nera, lui, che a malapena
    distingue i colori, ci dice "pregate per me". 

  • 13 maggio 2016 alle ore 17:53
    Angolo Di Mondo


     
     
     
     
     
    Cielo azzurro su di un campo di grano
    Una collina dai verdi capelli
    Ed un ciuffo di alberi per cappello
    Una pineta
    Un querceto
    Un casolare
    Rifugio dei nostri pensieri
    Il vento sollecita i fili d'erba
    Mentre il sole li bacia e l'indora
    Ed inizia così il solito cammino
    Pian piano riscalda il mio cuore
    Gli uccelli
    Cinguettano nell’aria
    Musica della notte
    Un trattore lentamente procede
    Verso la sua meta
    Un auto frettolosa lo sorpassa
    Il rombo dell'aereo offusca
    Il ritmato passo del cavallo
    Nella campagna silenziosa
    La scure del potatore litiga
    Con i rami secchi dell'ulivo
    Mentre il cane abbaia la sua fame
    E con distacco osserva da lontano
    Il paese che  in basso pare dormire
    Il contadino arde la legna tagliata
    E saluta con la mano un passante
    Una nuvola di fumo invade l'aria
    E spezza la quiete che muore.
     
     
    Cit. “ Il fascino della natura con la sua quiete è il mistero di Dio. “
     
     

  • 13 maggio 2016 alle ore 15:57
    visione

    Ti sento passare davanti ai miei occhi, stringimi la schiena! tornare nel proprio passato forse sarà una pena. Ma vedi, dobbiamo imparare a stringerci di più prima di andare., ed ecco l'inizio dei nostri tempi arrivare. É morto il passato di ognuno di noi ucciso, accecato da un altro passato più lontano dai sogni, più vicino alle visioni. Hai capito ora forse, che noi siamo lo stringerci piu' forte la schiena arrivando fino in fondo. hai capito forse , che noi siamo le vittime del passato non voluti dal presente bramati dalle oscurità , gli eletti dalle stelle. Hai capito adesso di stringerci più forte. Davanti a quella visione - la guarigione - R.F. Luna che nasce

  • 13 maggio 2016 alle ore 9:30
    Vedo in te

    Vedo in te
    il coraggio furioso dei giorni di nebbia
    quando l'orizzonte
    pare un'utopia maldestra
    e le ipotesi si specchiano nel nulla
    prima di abbracciare il cielo.

    Vedo in te
    la riflessione del cristallo
    nella fragilità degli attimi
    ed il consistente indugio
    nell'attesa di una mano
    che ammansisca l'argine.

    Vedo in te
    la desinenza di giorni vissuti
    in sciami di capelli raccolti
    e ceste di preghiera
    a adornare mense disadorne
    sulla scia di lacrime.

    Vedo in te
    l'imbrunire e l'alba
    il risveglio delle mie labbra
    e la tua bocca
    come mantra
    a lusingare il canto delle cicale.

  • 12 maggio 2016 alle ore 22:24
    Lotterò senza stancarmi

    E rimango
    ancora piantato qua

    immerso nel fango d'attorno
    e nella melma degl'impotenti

    E Voi

    parlate pure Voi

    di certo io andrò per la mia strada

    a subire i miei patemi d'animo
    a urlare ai lupi e agli oranghi

    e vi guardo

    vedo il vostro viso

    l'espressione dei vostri occhi

    in un attimo crudeli
    nel vostro essere

    Voi

    piccoli gretti borghesi e senz'aria
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 12 maggio 2016 alle ore 21:52

    All'ingresso della mia anima ci sono due porte che danno l'accesso alla mia personalità, in base a come ti presenti di fronte ad esse scegli tu stesso quale delle due aprire. Esiste una porta che ti darà l'accesso ad un percorso pacato e docile. Un percorso fatto di sorrisi, complicità e piccole dolcezze. Stai percorrendo la strada verso il cuore, l'anima e la parte più bella di me. Quella parte dove non sempre tutto è roseo, ma sicuramente è quella parte dove io mi batto e lotto perché i momenti "Grigi" possano sparire. Stai risvegliando la bellezza di una persona, stai tirando fuori il meglio che c'è in me. Più avanti potrai far confrontare le tue idee con le mie, potrai far assorbire le tue paure alle mie, potrai fare in modo che il tuo domani sia complice del mio. Se non ferirai in modo irreversibile le pareti di quel cammino abbraccerai la mia "Fiducia" e ne sarai beneficiario per sempre. Poi c'è la seconda porta... Quella che da l'accesso ad un percorso fatto di scontri, di incomprensioni e spesso di rifiuto. E' proprio lì che troverai il lato più scuro di me, quello che non conosce il verbo "Donare", ma conosce bene la voce del verbo "Restituire"! Si! Restituire a ciascuno ciò che merita, perché quel lato sa bene cosa significa difendersi. Li percorrerai una strada fatta di sfide. Stai bene attento a non spingerti molto oltre nel cammino e quando ti rendi conto di aver aperto la seconda porta, dammi retta; torna indietro e vattene! Se scegli di proseguire sappi che tirerai fuori il peggio di me. Più avanti ti scontrerai con la cattiveria che i buoni riservano a pochi. Ti batterai con tre soldati, miei alleati: "Dignità", "Verità" e "Giustizia"! E se non ti fermerai finirai per abbracciare l'amarezza di aver provato a distruggere qualcuno che nella vita non regala il male, ma lo conosce a sufficienza per difendersi da esso e restare in piedi a testa alta!

  • 12 maggio 2016 alle ore 21:22

    Io non rimpiango mai ciò che ho donato. Quello che mi dispiace sono i pezzi di me persi e lasciati per strada per qualcuno che invece non meritava. Quei lati che magari amavo e amando si sono persi. Quei sorrisi che non avevano bisogno di parole, ma sotto false parole si sono spenti. Molte sono le cose che ho perso di me, ma tante quelle che ho trovato. Ho trovato la forza, il coraggio, la grinta, l'esperienza e quella maledetta voglia di non vedere mai i "Bastardi" vincere.

  • 12 maggio 2016 alle ore 19:18

    I sorrisi delle donne hanno qualcosa in più quando i loro occhi sono velati di una luce umida fatta di malinconia. Hanno qualcosa di magico quando si accendono in quell'attimo in cui dietro uno sguardo traspare un dolore, una sofferenza o un ricordo importante. Sono i sorrisi più belli perché spiegano e dimostrano la forza che spesso una donna impiega nell'andare avanti. La fatica che fa nel restare in piedi malgrado tutto. La vittoria di chi anche se a pezzi dentro riesce ancora a far esplodere sul suo volto la cosa più preziosa che ha: Il sorriso!

  • 12 maggio 2016 alle ore 17:38
    L'artefice di chi adesso sono

    Nel commentare i tuoi versi
    mi sono reso conto di parlare e ricordare a me stesso che
    forse studiare da piccolo mi avrebbe aiutato a raccogliere prima questa semplice evidenza in mano

    che il passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo non è soltanto una legge della fisica ma è indizio d'amore

    che  i secchi per le perdite del cuore si posizionano da soli
    che, sì è vero, l'ordine è autosufficiente e funziona sempre
    ma se io rimango ordinatamente con me stesso
    non assaporerò mai quel frammento di calore a me concesso sotto questo grigio cielo suburbano

    nel commentare i tuoi versi mi sono reso conto di parlare e ricordare a me stesso che perdere qualcosa è un dono

    e che sgretolarmi e disperdermi nel fango come l'acqua che scivola e si disperde in mille rivoli di nuova vita
    è il vero l'artefice di chi adesso sono

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/05/lartefice-di-chi-adesso-sono.html

  • 11 maggio 2016 alle ore 22:25

    Scendere dal piedistallo e mollare quella convinzione di essere sempre nel giusto ogni tanto fa bene. Io sono nata per amare chi merita, lottare per chi vale e ignorare chi non mi apprezza. Non tutti quelli che decido di non portare con me li dimentico, qualcuno lo porto con me per sempre. A volte è una questione di scelte. Non porto mai rancore, ma se scelgo la mia strada non potrà più incrociare quella di chi lascio dietro. Quando scelgo non mi fermo nemmeno se ho paura di sbagliare, figuriamoci se mi fermo quando chi mi vede allontanare non prova nemmeno a fermarmi.

  • 11 maggio 2016 alle ore 21:44

    Non calpesto le persone, me ne vado. Ci metto tempo, lotto e mi faccio male, ma il giorno in cui voltarmi farà meno male del restare arriverà. In quel momento non penserò a niente tranne che a salvarmi. Penserò solo a scendere da un'altalena emotiva che mi tiene in bilico tra ciò che purtroppo vedo e ciò che avrei voluto vedere. Quel giorno, non chiamatemi cattiva. Non ditemi che sono cambiata, ma piuttosto domandatevi se avete mai fatto veramente qualcosa per farmi restare.

  • 11 maggio 2016 alle ore 20:54
    La donna,la taverna e il dado ?

    Nel continuo "allegro" umore
    che mi tiene compagnia

    ripenso al mio patrimonio culturale

    capitale indiscusso della mia esistenza

    a maturare gli interessi delle sfide
    rivendicate dall'immaginazione

    smembrate posizioni intellettive

    dell'assurda aspirazione
    di divenire un'Essere informe

    nel delirio di auspicate onnipotenze

    E giorno dopo giorno
    inventarmi pensieri irrazionali

    atti a superare le paure del futuro

    che viaggia sulle ali
    di mostri vestiti d'incubi

    onde di terrore infelici e tormentate
    cavalcate dai riflessi del bene e del male

    in illusori messaggi d'uguaglianza e di pace

    E continuo a vivere triste e solitario
    nell'apatia per questo mondo

    disperso nell'infelicità di uomini
    costretti a darsi fuoco

    nell'incapacità di combattere altri uomini

    che non concedono giorni liberi
    alla loro cattiveria
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 11 maggio 2016 alle ore 20:26
    Io vado via

    Nel desiderio di compormi e ricompormi

    sto chiuso nel mio eremo
    sospeso tra cielo e mare

    costruito dal cuore come ultima frontiera

    di scintillanti psichedelie

    al confine con l'anima

    custode delle tracce del mio passato
    e rifugio di spettri crudeli

    ammantati nel mistero
    degli amori perduti

    La' rimango gnomo indifeso e impotente

    a immaginare sfumature di libertà

    a bruciare tutti i prodigi
    che trasudano di sacrifici

    a parlarmi nella follia
    fino a scoppiare in orgasmi

    E negli sberleffi della mente
    acquietare l'ira della mia lingua tagliente
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 11 maggio 2016 alle ore 13:12
    A Mia Moglie

     
     
     
    Ho graffiato
    La sua anima
    Ed ho intravisto
    Una stella cadente
    Dentro di me
     
    Ho scavato
    Nel suo cuore
    E mi sono nutrito
    Della sua anima
     
    Dio mio
    Sono contento
    Ti ringrazio
    Per avermi
    Fatto navigare.
     
    Vivo oltre l'immenso!
     
    Cit. “ L’amore vero ti abbaglia e ti trascina oltre l’immenso. “
     

     

  • 11 maggio 2016 alle ore 13:11
    A Mia Moglie

     
     
     
    Ho graffiato
    La sua anima
    Ed ho intravisto
    Una stella cadente
    Dentro di me
     
    Ho scavato
    Nel suo cuore
    E mi sono nutrito
    Della sua anima
     
    Dio mio
    Sono contento
    Ti ringrazio
    Per avermi
    Fatto navigare.
     
    Vivo oltre l'immenso!
     
    Cit. “ L’amore vero ti abbaglia e ti trascina oltre l’immenso. “
     

     

  • 11 maggio 2016 alle ore 12:04
    Serrata

    Serrata in un sogno che esula la realtà.
    Lo sguardo furtivo nell'immaginario che non verrà.
    Odo il suono dell'anima persa nell'oblio,
    di quella fantasia che fine non ha.
    In quel silenzio che mi circonda,
    in un irrefrenabile abbraccio che mi sprofonda.

  • 11 maggio 2016 alle ore 0:05
    Poeta di cristallo

    Cristalli liquidi
    cristalli crepati
    È cristallo
    l'anima del poeta:
    forte fortissimo
    pure fragile
    Percezioni
    di attimi vissuti
    propri e altrui
    Visioni
    di chiari istanti:
    vissuti goduti presenti andati
    È cristallo liquido
    l'animo del poeta
    È cristallo
    di riflessi d'iride il poeta
    Dona innocente
    se stesso il poeta
    il martirio del Sé
    In riflesso di cristallo
    il poeta.

  • 10 maggio 2016 alle ore 23:44
    La voce della coscienza

    Ascoltami se puoi

    per un momento
    nel trasudar dell'anima

    credici

    credi in Te

    e non farti accecare
    dal tuo candore

    Fidati del tuo Essere

    e anche se dovessi vivere giorni
    "che non si staccano dalle pareti"

    cominciali sempre con un sorriso

    Sia Tu ancora

    ebbro d'amore e d'immortalita'

    non vivere di paure

    non perdere le illusioni

    e non dare ai tuoi carnefici
    questi strumenti di tortura
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 10 maggio 2016 alle ore 21:46

    Alcuni momenti li voglio fatti solo di silenzio. Quel silenzio che mi permette di ascoltare solo ciò che dentro me fa rumore. Ascoltare il rumore della paura, che fa vibrare lo stomaco. Il rumore dei rimpianti che nuotano nel mare fatto di lacrime. Il rumore di un'emozione che mi lascia un po il respiro ammezzato. Il rumore dei sentimenti, quelli potenti e non trattenibili che bussano con violenza alle porte del cuore. Il rumore della ragione che aspira a farmi ritrovare, ma spesso... Troppo spesso amo perdermi.