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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 gennaio 2017 alle ore 8:24

     Anch'io ho scelto me... Per la "Pochezza" che ho trovato negli altri. Per la capacità di volerle tutte e non sapere amarne una. Ho scelto me e continuo a scegliere me e non mi importa se mi dicono che non va bene, che soli si sta male.... chi sta male solo è perchè ha "bisogno" di qualcuno... Io no. E quando succederà che scelgo, se succederà.... sarà perchè ne vale davvero la pena... Fino ad allora w me solo ed esclusivamente ME!

  • 10 gennaio 2017 alle ore 20:38
    I "mustazzola" di mamma Caterina

    Catoio

    piccolo

    buio

    penitenza della vita
    inflitta da carestia e volontà divina

    e Tu madre

    a creare nuovi vincoli di fede
    di riconoscenza e gratitudine

    alla Speranza del poco

    ladra

    a dimenticarsi di noi

    pronti sempre a gioire nel cercarla

    E rimembro ancor quei tempi

    d'amore senza nome
    in balìa di sentimenti sperduti
    nel trascorrer degli anni

    E più non freme quella speranza

    ormai svanita nel riflesso impuro
    di quel buio senza fondo
    . © ®

    Cesare Moceo
    (mustazzola-mostacciuoli,dolci tipici siciliani)

  • 10 gennaio 2017 alle ore 20:34
    Il diavolo e l'acqua santa

    Il Diavolo e l'acqua santa

    Nel pensar peccaminoso
    d'inseguir profanita'

    mi rifugio nel coraggio
    di servirmi del mio intelletto

    e rimanere così come la Provvidenza
    ha giudicato di dispormi

    col cuore fremente
    minuscolo elfo selvaggio e capriccioso

    nascosto tra le pieghe del tempo

    e con le ombre degli amori vissuti
    a tremolare nell'intensità di quel passato

    che ancor oggi sembra sbuffare
    istinti d'affetto

    E vivo di parole e di rime

    a testimoniare il mio amore alla vita

    unico medicamento appropriato
    a curarne depressioni e rabbie

    e tutto ciò che contro di essa

    rema
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 10 gennaio 2017 alle ore 18:52

    Vorrei dirti che c'era sicuramente "Di meglio" quando ti ho scelto, ma poco contava. Niente contava, perché anche l'oro più prezioso non era "TE" e tu nel mio cuore avevi un valore ben più prezioso. Potrei dirti che sei stato/a "Una pessima scelta", ma anche le scelte peggiori se fatte con il cuore non me le rimangio. Io quando "Ci credo" lo faccio fino alla fine. "La fine" una parola che spaventa... Ma che quando arriva ne devi saper affrontare effetti e conseguenze. E quella "Fine" o la mettevo a te... Oppure avrei segnato consapevolmente la mia. 

  • 09 gennaio 2017 alle ore 20:57
    All'improvviso...la vita

    Nel sentire dei giorni
    inquietato dai dilemmi

    affido al giudizio del mondo
    tutte le mie verità

    immagini animate

    tatuaggi della mia storia
    a cantare a quadri spenti

    Io

    vittima predestinata
    tra le debolezze e le fragilità dell'anima

    nel mio credere
    d'aver visto abbastanza

    torno unico
    come il resto degli uomini

    a dar forza ai desideri e alle ansie

    e recitare il preludio
    del sollievo della coscienza

    sorgente di vita
    a penetrare i silenzi

    nel sentire dei giorni

    E la vita va oltre...
     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 19:57
    Maestro dell'anima,discepolo di vita

    Solitario e incompreso

    ancorché diverso

    mi perdo nei rivoli dei miei disagi

    corde emotive di facile commozione
    tenute tese dai dolori che lacerano l'anima

    Stridono i pensieri tra quelle ansie mansuete

    mentre negli occhi

    ordite speranze risvegliano i desideri
    rimasti incisi nei ricordi della memoria

    A cosa valgono i miei versi
    se l'orizzonte restringe la sua luce

    lasciando a quegli occhi

    solo rimasugli di poesia
    a cantare la loro oscurità

    nel bagliore dei silenzi e là s'estingue ?

    E invio lettere d'amore al tempo
    pilastro dell'esistenza

    astratto destinatario del mio vivere
    trafitto dallo sconforto

    a ricordare amene illusioni
    nell'immensità scarlatta del mio crepuscolo
    . ©. ®
    Cesare MoceoAltro...
     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 17:13
    Vele bianche

    All'orizzonte 
    bianche vele
    issate
    sembra fendere
    le nuvole
    per perdersi 
    nell'infinito.
     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 12:57
    Vorrei

     
     
     
    Mille Luci
    Mille Sogni
    Mille Verità
    Mi aspettano Stasera
     
    La Luna è una
    Le Notti tante
    Le Stelle milioni
    Il tempo è infinito

    La gente è diversa
    Le loro idee diverse
    Le mie chiare e rigide
    L'inquietudine mi assale
     
    Vorrei semplicità e trasparenza
    Una vita amorevole tra i popoli
    Recitata da cuori immensi
    Per l'universale uguaglianza.
     
     
    Cit. “ Si potrebbe vivere con maggiore serenità e abitare un mondo migliore. “
     

     

  • 09 gennaio 2017 alle ore 3:45
    Shylock e Jessica

    Desolato
    si trascina i suoi stracci
    verso l'oblio,
    con lo spirito mutilato
    e l'anima svuotata,
    mentre nelle sue carni striscia
    morbosamente,
    l'angoscia
    e la coscienza della fine.
    E lei,
    che come uno specchio
    riflette la vita
    ma ospita il nulla.
    illudendosi
    ricerca la felicità,
    mentre la vergogna
    la consuma lentamente
    con agonia.

  • 08 gennaio 2017 alle ore 21:54
    Canto d'usignolo

    Nel mio cuore viziato
    sprofondano radici d'emozioni

    musiche dell'anima

    affievolite tracce di passione

    passi incerti
    sfiancati stremati fermi
    fissi nei cieli dissolti dei sogni

    E vivo in giorni di futile sollievo
    a soffrire l'eterna acredine con me stesso

    nell'ennesimo affanno 
    dei respiri lenti delle armonie perdute 

    baraonde d'anime ingannate dalla vita

    a credere che la coscienza
    possa essere venduta al peggior reietto

    ancora alla deriva
    a patire l'urgenza del miglior approdo
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    copyright

  • 08 gennaio 2017 alle ore 20:46
    Oltre la soglia di casa

    Raggi di luna argentano il mare
    dritto ai miei occhi
    ancor sul far del mattino
    la notte cede il suo scettro rugginito
    alle lusinghe del giorno
    e ai suoi delicati sospiri

    frulli d'ali di gabbiani in allegria
    sembran recitare poesie d'amore
    imparate a memoria ove regna la quiete

    voglie di pace s'insinuano
    nell'anima intimidita
    dallo scader del tempo

    aliti di vita cresciuti
    tra le pieghe dei soffi di colpe
    sepolte in antichi pianti

    silenzi di brame
    a addolcire i tormenti patiti
    lungo le vie dei sogni

    E là intimorito dal brancolar nell'alba
    esplode il mio cuore
    divenendo fluente cascata d'amore
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 08 gennaio 2017 alle ore 20:30

    Ci sono momenti in cui sono io stesso "Il tempo".
    Sono il tempo che ho perso e che invece avrei dovuto usufruire al meglio. Divento tempo che non passa mai quando mi sento spento e privo di stimoli e quello che vola quando sono pieno di energie ed emozioni. Sono il tempo sprecato di qualcuno che non ha saputo apprezzarmi e sono tutto il tempo che ti ho dato e che non riavrò mai. Sono tempo imposto, chiesto e a volte spontaneo. Nemmeno quando non sentivo il rintocco dei miei battiti ho dimenticato che sono soprattutto "IL MIO TEMPO"! Perché il mio tempo è adesso e io voglio correre con lui e non restare inerme guardandolo passare.

  • 08 gennaio 2017 alle ore 20:11
    Palpito di stelle

    L'immagine di un sole sbiadito d'inverno
    sia la foto del nostro amore
    come un palpito di stelle attorno a me
    ancora addormentato
    trasformato in volanti petali di rosa.

  • 08 gennaio 2017 alle ore 17:31
    La mia luce

    Vivo errante
    nell'ombra
    alla ricerca
    di un raggio 
    di luce.

  • 08 gennaio 2017 alle ore 12:05
    La Quiete - La Sera

     
    La gioia attizza l'attimo
    E muore nel dolore
    Che in ogni dove
    Non ci lascia mai.
     
    Gli eventi dispettosi
    E l'uomo con la natura.
     
    Addio culla ideale
    Addio dolce quiete.
     
    Da Lui, un'idea
    Un insegnamento:
    " Carpe Diem "
    E così sia.
     
    Sera
     
    È sera!
    Sera d'estate
    Luminosa
    Scintillante
    Bagnata
    Di luce
    Da un cielo
    Trapuntato
    Dalle streghe
    Della notte.
     
    Solo
    E
    Pensieroso
    Osservo
    La mia stella
    E l'anima viaggia
    Oltre i silenzi.
     
    Non sono più solo!
     
    Cit. “ Una sera stellata è sinonimo di quiete “
     

  • 08 gennaio 2017 alle ore 10:57
    Non cercare di capire

    Non cercare di capire
    perchè è il silenzio
    che ti spiega
    lui è la soluzione
    di tutto, è il mezzo
    che fa arrivare
    alla verità, verità attesa
    in un temporale di fine estate
    fra parole forse molte
    molte da soffocare, toglierti
    una calma vera, quella sempre
    cercata, che quando arriva
    rimpiangi, di non averla trovata prima

  • 08 gennaio 2017 alle ore 0:53

    C'è poco da fare... Sei fermo là, tra l'andartene e il restare. Sei lì; su quella maledettissima porta del cuore e io resto li a guardarti combattuta tra lo spingerti fuori definitivamente e l'afferrarti per non perderti completamente. La verità è che ci siamo persi da tanto, da troppo tempo, ma malgrado i mille addii urlati a te, giurati a me stessa e gridati al mondo intero... Io ho fallito! Ho fatto esattamente ciò che in te ho sempre criticato... Ho mentito talmente bene a me stessa da saper convincere anche il resto del mondo che tu eri ormai il PASSATO.

  • 07 gennaio 2017 alle ore 21:57
    Retaggi di felicità

    Transumanati nello spirito

    passi soavi calcano le polveri della vita...getti più o meno intensi di colori

    a vibrare all'unisono
    e illuminare le fontane della vita

    Sfoghi d'entusiasmi

    accesi nei sublimi accenni dell'eloquenza
    che echeggia nei miei versi

    e nei continui affanni che essi emanano

    a spruzzare gocce di emozioni
    e destare la meraviglia dei sensi

    piacevoli fardelli di un amore
    gridato alla felicità

    intrisi di sentimenti
    effluvi d'angosce dell'anima

    desertici incroci del cuore

    e plasmare e trasformare
    verità palesi

    E mi preparo al testamento
    della mia esistenza

    con tutti i ricordi dentro

    e lasciarla in eredità

    per far riascoltare
    la voce euforica dei miei anni felici

    e non essere ricordato

    come un Dio confinato
    dentro l'oscura luce della superficialità
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 07 gennaio 2017 alle ore 21:02
    La luna

    Furtiva, ogni notte
    vegli sui sospiri
    di chi, senza sonno
    trova conforto almeno 
    nella tua amorevole
    luce.

  • 07 gennaio 2017 alle ore 20:50
    La nevicata dell'Epifania(6-gen-17)

    Fugaci inganni
    abbracciano i miei sogni...nel tacito brusio ovattato
    del silenzio dei ricordi

    Spazi di bugie
    spogliati delle loro verità

    incalzano la malinconia
    sui prati imbiancati delle speranze disilluse

    immense praterie di nostalgie decadute

    su cui correre

    scivolare

    e risentire fragranze d'allegrie
    un tempo profumate d'amore

    al suono sublime di nuove spirali di vita

    volute impetuose

    desiderose di baciare il cuore
    e accarezzare l'anima

    E affido a queste brezze
    tutto il mio cammino

    alla loro aria intrisa di passione
    e al suo calore

    affinché sciolga

    le amene tristezze di quest'oblio
    che non da ricompense
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 07 gennaio 2017 alle ore 18:13
    Dolce cuore bambino

    Dolce cuore bambino
     
    Affogato nel sacco,
    lontano dalla culla,
    lasciato nel giardino,
    o rifiuto nel cestino.
    Fragile e tenero corpicino,
    tradito dal seno che non ti ha nutrito,
    di una madre che cuore non ha,
    bianco latte il volto che sa.
    Dentro pareti di cartone,
    nella morsa di un tuono,
    disperato il tuo pianto,
    soffocato da un manto.
    Occhi minuti e coperti di polvere,
    guai se il sole non nascerà in te,
    creatura non demordere.
    Oh, dolce cuore bambino
    accarezzato dal dolore,
    chiedi alla pioggia
    un grande aspirante amore.
     
     
    *Poesia che ha ottenuto un buon successo ai concorsi letterari in tutta Italia. Oltre dieci riconoscimenti tra cui un 3° Posto al concorso Letterario Teatro Aurelio di Roma -2014

  • 07 gennaio 2017 alle ore 18:10
    Croce crudele

    Croce crudele
     
    I miei occhi nuotano
    in un mare di lacrime
    trascinandosi dietro
    strisce di dolore
    insopportabile,
    per quel tuo corpo
    ucciso da una croce crudele.
    Ad assaggiare il vino
    di un color rubino,
    affogano petali
    di una rosa umana
    amara come il tuo destino.
    Il corpo non c’è più,
    ma io ti rimarrò sempre fedele
    mio Gesù.
     
    *Riconoscimento di merito  al concorso letterario “ Poeti e scrittori uniti in beneficenza – 2015”

  • 07 gennaio 2017 alle ore 17:36
    Cade la neve

    Cade la neve in questa notte di pensieri
    Cade dove la mente litiga col cuore
    dove la musica non ha più bisogno di parole.
    Cade la neve sulle fotografie
    che catturano i momenti
    di una storia senza fine
    perché il per sempre vive soltanto
    nelle verità dell'amore.
    Cade dove si ha cura del vento che sa accarezzare
    dove un tramonto può ancora far sognare
    e un sorriso semplice... meravigliare.
    Cade la neve con la sua purezza
    dove anche i silenzi sanno parlare.

  • 06 gennaio 2017 alle ore 21:09
    Venti gelidi,soffiano

    Cinto dai venti gelidi dell'afflizione

    cammino tra gli stretti e tetri
    corridoi del mio vivere

    a soffrire a vedere i miei oggi
    divenire immediati e deludenti ieri

    Silente e pregno di rabbia
    rimango tra quelle vie

    a perdermi in frange
    d'eternità sanguinante

    strappate al Sapere

    da quest'umanità che
    dorme in angosce crescenti

    antri imperiosi tra scogli

    nelle cui risacche spasimano gorghi
    che inghiottono l'anima e i suoi tormenti

    E porto disperato le mani sulla faccia

    a tappare le orecchie a musiche stonate
    e rivolgere implorante

    lo sguardo al cielo e ai suoi mille colori

    nequizie a insidiare il posto a pensieri
    da gridare fino all'ultimo rigo d'inchiostro
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 06 gennaio 2017 alle ore 20:54

    Mi fanno "Incazzare" terribilmente quei concetti esposti in modo generico, ma che di generico non hanno un cazzo. Parlano del "Marcio" che c'è in te e non pensano a spalare via un po di quello che hanno nella loro di vita. Come mi fanno incazzare quando guardano la "Virgola" negli altri quando poi della loro hanno sbagliato l'intera punteggiatura. A volte farsi i cazzi propri aiuta e soprattutto rilassatevi perché se io non sono un cazzo nessuno sappiate che voi non siete comunque al mio pari e fidatevi... Per vedervi non dovrei guardare verso l'alto!