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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 ottobre 2016 alle ore 5:58
    Quella volta,la nostra volta

    Attimi

    a guardarti nel tuo viso lucente

    e fissarti
    nelle ombre provocatrici dei tuoi occhi

    avvicinarti
    carezzando la tua morbida pelle

    sfiorandola con le mie labbra
    desiderose di renderti baci profondi

    Il tuo corpo morbido e nudo
    a strusciarsi al mio

    e noi

    a esplodere gemiti di crescenti orgasmi

    nella voluttà pulsante del battito dei cuori

    nella mia natura gonfia d'ansimanti voglie
    a premere sulla tua natura

    nei fianchi sollevati e vogliosi

    nei movimenti cauti e lenti
    esitanti e penetranti

    a condurre giochi di curiosità reciproche

    E raccogliere perle di fluido
    dai nostri corpi dispersi

    nella pelle arroventata d'orgasmi
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 13 ottobre 2016 alle ore 16:26
    Anima vaga è la luna

    Anima vaga è la luna
    e pare debole
     nel manto ligneo
    dei sogni miei sconfinati.
     
    Scende attonita
    e mai dòmita
    lungo la via dei silenzi
     
    piano
     
    senza abbagliare
    le gocce di stella -milioni-
    appese
    al bandolo del carro.
     
     
    Gli occhi si adornano
    di fremiti e attese,
    in attesa del bacio della notte.
     
    C.Aurora  Da “Fiori di campo” 1993
     

  • 12 ottobre 2016 alle ore 21:39

    Poi arriva il giorno in cui non sei priva di argomenti, ma semplicemente con alcune persone non hai più voglia nemmeno di parlare. Hai spiegato l'inverosimile, hai speso parole e tempo per dimostrare e ogni volta dopo poco tempo dovevi ricominciare da capo. Io di vita ne ho una sola e la mia vale quanto la vostra. Se voi non avete tempo per capire, comprenderete anche che io non ne regalo più per spiegare.

  • 12 ottobre 2016 alle ore 20:57
    Un milione di volte

    Ho cercato le tue orme

    tra milioni di scarpe

    incespicando sugli algoritmi dei passi

    e sbucciandomi le mani

    come un acino ubriaco d'amore

    che caracolla in un mosto di incertezze

    e cade, si rialza e cade ancora

    ma non porge la guancia

    allo schiaffo del destino.

    Ho percorso con te

    milioni di parole e luoghi

    col diaframma in sinapsi d'interiezione

    e la mente gravida di imperfezioni

    quel sorriso che si tramuta in pianto

    e poi ritorna il sole

    accecato di lacrime

    e diventa sale

    quell'urlo maledetto

    che allontana le nostre traiettorie.

    Ho assaporato con te

    l'intersezione tra l'orgasmo e la preghiera

    un assioma inspiegabile

    di contrazioni ritmiche e sensuali

    quando la carne si fa lettera

    per moltiplicarsi in parole

    e pagine

    di un romanzo scritto sulle nostre pelli.

    Ho assaporato il tuo amore

    un milione di volte

    ma quanto mi manca

    ora

    il profumo delle tue rose.

     

  • 12 ottobre 2016 alle ore 19:32
    Sguardo

    Nell'attimo fuggente ed eterno

    di un batter d'ali fra le palpebre

    il muto scorrer di parole:

    non furon bisognose di ritmi.

  • 11 ottobre 2016 alle ore 21:48
    Chiudo gli occhi..

    Appoggiarmi al tuo petto,
    e scordarmi del mondo.
    Chiudere gli occhi,
    e sentire il  calore del tuo corpo.
    Tepore che ricorda l'estate,
    il sole al tramonto.
    Sensazioni semplici, naturali,
    che mi riaccendono l'anima.

  • 11 ottobre 2016 alle ore 16:45
    Dialogo Perpetuo

     
     
    Mio caro padre
    Mia cara madre
    Continuo a sentire
    La vostra dolce voce
    Che mi guida e mi consola
     
    Tutte le sere prego per Voi
    Anche se io ho bisogno di Voi
    Così è cominciato il nostro dialogo
    Voi mi parlate delle gioie celesti
    Ed io vi racconto le pene terrene
     
    Voi mi seguite in tutto e per tutto
    Conoscete ogni cosa della mia vita
    Vi chiederò sempre i vostri consigli
    Le risposte saranno segnali sicuri
    Oppure  certezze da interpretare
     
    Saranno gli Angeli
    Con i loro intenti
    A rivelarmi la vostra
    Approvazione o condanna
    Circa le scelte del mio cammino.
     
     
    Cit. “ Ognuno di noi ha il suo Angelo custode. “
     

     

  • 11 ottobre 2016 alle ore 15:27

    Non lo so se i miei percorsi sono stati giusti, sicuramente i miei errori li ho fatti. Io so che non mi sono mai permessa di calpestare qualcuno e poi vantarmi di esserne la vittima. Quanta poca lealtà nei cuori delle persone, quanta poca voglia di responsabilità nelle loro azioni. Se vuoi fare ciò che vuoi, se te ne freghi del resto del mondo, dopo non fare la vittima. Perché io credo che ti ho dato anche troppo di più di ciò che meritavi e ti ho reso fin troppo poco di ciò che avresti meritato dopo! 

  • 10 ottobre 2016 alle ore 22:38
    I veli del mio pensare

    Inebriato d'arte
    nel mezzo di confusi tumulti

    son qua

    condannato a raccattare frammenti di sogni

    con l'anima inquieta a smarrirsi

    mentre odo dentro me
    lo scoppio dei miei singhiozzi

    E allora Io sorrido

    d'un sorriso irritante d'ironia e d'accettazione
    alla pungente sorte dei miei occhi scuri

    turbati dall'ira
    e formati nello sguardo

    da più alti e concreti impeti di risentimento
    a lacerare tutti i veli del mio pensare
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 10 ottobre 2016 alle ore 22:35
    Chi si ricorderà di me ?

    Immerso nel mistero
    di questa vita d'anima spoglia

    e ferito nell'innocenza derisa

    sono qua

    con gli occhi rivolti al cielo
    incupito dai tramonti dell'autunno

    con l'età a sopportare i rimorsi
    di mille isteriche fobie

    Chi si ricorderà di me?

    Ti chiedo mio Dio...
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 10 ottobre 2016 alle ore 22:34
    Amarsi;e poi ?

    M'avvio ancora stuzzicante

    sui sentieri delle illusioni
    a soffrire per i tanti piaceri mancati

    E cammino sotto braccio alle emozioni

    per orientarmi tra le strettoie buie
    della senilità ancora impregnata d'entusiasmi

    e di speranze che mi lasciano sospeso

    a brillare nelle passioni
    che mi sono abituali

    abbagliare nel mio apparire
    di saper cogliere gli attimi fuggenti
    che guardano oltre l'orizzonte

    e accettare il destino con tutte le sue stranezze
    come doni inaspettati al di la della vita

    E perdono chi non ha capito
    anche nella sofferenza d'amarlo

    E tu continuerai ad amarmi
    anche se sono così ?
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 10 ottobre 2016 alle ore 15:14

    Ci sono persone che non capisco. La pretesa che hanno nel ricevere comportamenti sinceri e rispettosi nei loro confronti è abissale dal momento in cui vivono mentendo al mondo intero e mancano di rispetto continuamente a chiunque incontrano. Chi è abituato a non dare niente, ad essere egoista da non privarsi nemmeno di un semplice "Scusami"... Merita di non ricevere niente, di non avere occhi con cui guardare nella stessa direzione, ma solo spalle da osservare mentre da loro si allontanano.

  • 10 ottobre 2016 alle ore 15:12

    Ci sono persone che non capisco. La pretesa che hanno nel ricevere comportamenti sinceri e rispettosi nei loro confronti è abissale dal momento in cui vivono mentendo al mondo intero e mancano di rispetto continuamente a chiunque incontrano. Chi è abituato a non dare niente, ad essere egoista da non privarsi nemmeno di un semplice "Scusami"... Merita di non ricevere niente, di non avere occhi con cui guardare nella stessa direzione, ma solo spalle da osservare mentre da loro si allontanano.

  • 10 ottobre 2016 alle ore 9:49
    Clicca Su Di Una Stella

     
    Una montagna
    Con un monastero
    Dal religioso silenzio
     
    La sola sorgente
    Della cascata
    Sussurra il disgelo
     
    Dopo il caldo
    Profumato di rose
    L’autunno dorato
     
    Clicca su di una stella
    Il cielo muta colore
    Ritorna la neve.
     
     
    Cit. “ Buongiorno profumo di rose. “

  • 09 ottobre 2016 alle ore 20:13

    Hanno assaggiato il peggio e hanno saputo mandarlo giù e digerirlo con una classe che in pochi hanno. Hanno affrontato il vuoto senza la paura di precipitare, sapendo che restare fermi era la certezza del precipizio. Hanno voltato pagine pesanti come macigni senza riposarsi perché fermarsi sarebbe stato perire. Hanno guardato cieli cupi e orizzonti infiniti, ma non hanno temuto la tempesta o il mare aperto. Hanno saputo continuare a camminare, amando se stessi convinti che un premio prima o poi la vita glielo avrebbe concesso.

  • 09 ottobre 2016 alle ore 19:18

    Se fossimo stati uguali, probabilmente non ti avrei amato così tanto. Del resto i tuoi difetti erano fuoco, passione e mente perennemente accesa. Se fossimo stati uguali, ti avrei dimenticato più facilmente, avrei voltato le mie spalle con più facilità tornando a guardare verso ciò che era più "Probabile". Se non fossimo stati così diversi da perdersi, probabilmente saresti passato inosservato come tutti gli altri.

  • 09 ottobre 2016 alle ore 14:55

    Ho imparato a guardare le cose da più prospettive, da diverse angolazioni. A non pretendere e a non elemosinare. Tuttavia in alcuni casi la mia delusione, debolezza e il mio dolore mi hanno portato a non capire o per meglio dire a non voler vedere. Fanno male alcune cose e non scivolano via così facilmente. Molte di esse una volta che sembrano scivolate via, in realtà sono entrate sotto pelle e restano, non le dimentichi e continuano a far male. Fanno male a tal punto che ti cambiano... E IO sono cambiata.

  • 08 ottobre 2016 alle ore 22:31
    Il mio umano incanto

    Nel desiderio della passione

    alzo gli occhi al mio cielo
    di nuvole distese

    con i loro lineamenti delicati

    d'un'espressione tenue

    quasi di sofferenza

    a formare ombre morbide e saette
    che si accumulano e s'attorcigliano

    nella loro densità
    travagliata dalla divina volontà

    E in questa schiavitù dell'anima

    rimango attaccato alla mia pioggia

    e a quella malinconia mista a tristezza e bontà
    che il suo scroscio m'infonde
    .
    cesaremoceo
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  • 08 ottobre 2016 alle ore 22:29
    Pagherò un duro scotto alla vita ?

    Andrò

    con i miei silenzi

    l'un per l'altro uniti nello spirito

    a prendere per mano tutti i sogni

    e portarli a spasso per il mondo

    immersi nella debolezza
    delle presunte profezie

    e delle voluttà ricercate
    a suscitare ardenti immagini nella mente

    afflitta dallo schiudersi dell'anima
    alle effusioni delle seduzioni

    confidenze a far vedere
    i confini del mio mondo interiore
    .
    cesaremoceo
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  • 08 ottobre 2016 alle ore 22:27
    Saprò vivere di ricordi ?

    Sogni poetici quasi mistici

    a immolare ogni desiderio
    in ombre fredde e mute

    Suoni oscuri e vibranti

    a incrinare il silenzio
    delle notti di luna piena

    a soggiogare lo spirito
    e incenerire quei sogni

    ispirati da fantasmi e apparenze

    E insorgono acri curiosità
    a mordere le bramosie del mio passato

    allegri ricordi
    vissuti nel diletto e nel dispetto

    angosce a costringere le delusioni

    infliggermi il castigo d'esasperare i desideri

    e portar via dall'anima

    i profumi che suggeriscono
    i pensieri e il mio poetare
    .
    cesaremoceo
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  • 08 ottobre 2016 alle ore 22:25
    E poi

    E poi
    nell'ascoltarmi
    assumo strane espressioni
    quasi di stupidità
    e anche d'ansietà
    E mi parlo con gli occhi
    a dirmi cose che m'offendono
    a parlarmi con l'insistenza
    di chi da fastidio al prossimo
    senza farmi alcun elogio
    E m'addormento
    con le ciglia inumidite
    forse bagnate dalle lacrime
    nate dai miei pianti interiori
    .
    cesaremoceo
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  • 07 ottobre 2016 alle ore 15:43
    Non qual lucertola al sole

     
    Prima al sole le lucertoline stanno
    ferme tra l’erbe e solo il capin lor
    si muove poi ecco lì un muro alto
    e pronte a danzar strisciando sono
    e con le crepe lì a nascondino tra
    i matton giocare  al sole io sto pure
    fermo coi miei pensieri e  tanti
    cupi pesanti e altri più leggeri
    strisciar non so ma striscian sì
    nei labirinti della mente quelli
    e a nascondersi vanno solo i belli
    ritornan dopo il gioco le lucertoline
    al sole ma alla mente più tornan più
    a rallegrarla i miei pensier più belli
     

  • 07 ottobre 2016 alle ore 15:26
    Mi piaci!

    Mi piaci!
    Mi piaci negli occhi
    nel tenue rossore del viso, nelle parole
    Mi piaci nel mentre cammini
    nei sospiri per gli intimi desideri
    Nel tuo sguardo...e tremo
    nella tua sensualità dolce...distratta
    Mi piaci nel corpo
    nell'anima col suo ineffabile tormento
    Mi piaci...
    e vorrò dirtelo nel mentre
    accarezzerò le tue labbra

  • 06 ottobre 2016 alle ore 21:15
    L'amore è nostalgia dei tuoi occhi

    Faccio i conti con la tua assenza

    e il totale è una sommatoria di spazi vuoti

    di silenzi calvi

    e di labbra assiderate

    dall'ignavia di giorni ignorati all'anima

    se le stelle sono mute

    ed i miei passi bagliori inespressi

    su sentieri monouso

    sento

    l'asfissia di lacci stanchi

    e lapidi di desideri in cenere

    sono le mie labbra

    in astinenza d'oblio

    e carpe diem

    all'ultimo bacio che ti ho dato

    in un raptus di amore lieve

    in un'orgia di sensi assetati

    mentre ora

    l' ardore si assopisce

    come estate che evapora

    sugli aforismi di vana speme

    e rattrappiti orgasmi

    consumati allo scarso ardore di una mano inusuale.

    Fottuto orgoglio

    che lo sguardo deride

    perché se penso all'amore

    mi specchio nella nostalgia dei tuoi occhi.

     

  • 06 ottobre 2016 alle ore 20:08
    Quante volte

    Quante volte
    ho risalito pendii già saliti

    a ricombattere
    battaglie già combattute

    per riconquistare
    terre già conquistate

    Quante volte
    ho parlato al mare

    a farmi aiutare
    nei miei respiri sommessi

    Quante volte
    ho voltato pagine di delusioni

    con minor lentezza

    nella speranza delle illusioni

    Quante volte ho trovato
    la mia sedia scomoda

    e mi son seduto tra la polvere
    dei miei pensieri abortiti

    E per tutte queste volte
    continuo a essere

    "semplice come un colombo
    e prudente come una serpe"
    .
    cesaremoceo
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