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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 gennaio 2016 alle ore 13:10
    Io, Poeta

    Pensatore immerso nella mi suggestiva religiosità cerco nel mondo una Verità che forse non troverò mai Io lupo feroce in pelle d'agnello scrivo d'emozioni e sentimenti per riscoprire l'Universo senza voler esser d'insegnamento alle curiosità E vivo del piacere di credere all'essenzialita' della vita nella mia condizione di Uomo del mio tempo a scontrarmi con questa Natura a volte amica e altre ostile e così dare un senso alla mia storia della quale sono nel contempo attore e spettatore

  • 11 gennaio 2016 alle ore 12:01
    Come un tempo Elpis

    Come un tempo Elpis dea della speranza
    al fin di consolar l’umanità dai mali afflitta
    la terra preferì ai fasti gioiosi dell’Olimpo
    e dal popol latin invocata Spes ultima Dea
    onde riparo ai tristi neri suoi affanni porre
    ed alba nuova rosea nei dì futur  vedere
    così in lei convien col verbo a lei sì caro
    pur noi in questi tempi cupi tanto perigliosi
    tanto sperare al fin poi  di non lasciar morire
    i nostri poveri sogni che invitano a sperare
     
     

  • 10 gennaio 2016 alle ore 22:33
    Stelle

    Non parlare,
    osserva silente
    l’opaco cielo notturno,
    manto di ombre custode.
    I tuoi occhi dirigi
    Là ove vi sono le stelle,
    osserva la scia di luce,
    che rapida fende,
    come un pugnale,
    il cielo della vita.

  • 10 gennaio 2016 alle ore 21:12
    La storia è un susseguirsi di sorprese

    "può anche darsi
     che non siamo responsabili
     della realtà che noi viviamo
     ma ne diventiamo conniventi
     se non facciamo niente per cambiarla"

    Pensieri impegnativi

    forse frustranti

    accompagnano i vantaggi dell'anima

    nel suo desiderio di allargare
    gli orizzonti del cuore

    e esplorare in lungo e in largo

    il mondo intrinseco della Verità
    nella sua invisibile intimità

    incognita della mente

    che si realizza nell'ignoranza
    che supera in ogni dove la conoscenza

    E convincersi che la storia
    è un susseguirsi di sorprese

    da quando il Cielo d'ogni uomo
    è stati creato apposta

    più alto della terra che calpesta
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 10 gennaio 2016 alle ore 19:20
    il dono

    la tua ansia la porti addosso 
    come un vestito della festa troppo stretto 
    e muovi le mani come ali che non sanno più ascoltare il vento

    un sorriso è il tuo scudo per proteggerti dal buio pesto di questo cielo suburbano 
    io ti guardo 
    come un bambino che finge di sapere dell'universo il destino
    e aspetto la grazia di una tua lacrima
    che renda fertile questo grigio cemento di periferia

    io ti guardo e aspetto 
    che si spenga il fuoco sotto la cenere della tua angoscia
    per scagliarti addosso lo schiaffo di un salvifico abbraccio
    che porti il dono della serenità 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/12/il-dono.html

  • 10 gennaio 2016 alle ore 14:53
    Er gallo e ‘a fijia, Guendalina

    <Insomma che st’ affa'?> Disse er gallo a‘la gallina nera(1) che se stava a imbelletta’ er rostro co’ rossetto.

    E ‘a gallina ja rispose: <Aò, che voi? So’ cazzi mia!>, disse secca prima de scappa’ via tenenno l’ ali sollevate e annanno a semina’ scompio’ pe’r cortile.

    <Ma allora nun capisci!>, disse er gallo ‘na vorta ch’a raggiunse d’appresso ‘a rete, ar recinto insomma:
    <Stanno ariva’ momenti tristi - è vero. Però io conto che cià faremo!> Disse pe’ trattenella.
    Co' tutti l’animali che ce stavano de fori, ‘sta gallinella nun sarebbe ita da nessuna parte!

    E questa, guardanno ar genitore, co’ l’occhi verdi pitturati, e guancie rosse; jie disse: <Momenti tristi? A pa’ o so’ sempre stati! Nun c’è futuro. Nun c’è cammiamento! >

    <Mejio!>, jia rispose er gallo, pensanno, che si era vero, potevano campa’ più a lungo.

    A fijia dovette intui quarcosa, per ciò riprese a di’:
    < A pa' questi ce spennano uno pe’ vorta!>.
    Ma ‘a discussione stava a ‘n guajia’ tutto er comprensorio.
    Perfino li purcini che s’erano svejiati, sbatteveno le ali, giranno preoccupati tutt’intorno. “E si se fosse saputa ‘a fine che fanno ‘na vorta adurti - sarebbe stato ‘n torto, inutilmente!”
    Mettece che manco conoscono er natale, e vedi te, nasce, quanto po’ esse brutto!

    <’a notte guardo in arto er firmamento!> Disse ‘a fijia gallina.
    <Vojio ‘a libbertà! ‘na speranza. Nun posso vive chiusa dentro a ‘sta stanza.> E gettò ‘o sguardo attorno. Come a’ innica’ er chiostro..

    <A fijia mia: te ci hai raggione!>, dovette ariconosce er gallo: Ma ‘a politica nun è ‘n opinione! Passano ‘l’anni e in ogni santa occasione, c’è chi ce tira er collo, è vero! Ma famosene ‘na raggione, perché “Er peggio, nun è mai morto!” E chi segue: è sempre peggio!>
    Der resto erano così che annavano ‘e cose, armeno da quanno ch’ era scomparso Cristo, e pure co’ a resurrezione mica erano tanto mijiorate.”

    <E no! ‘sti cazzi>, disse ‘a ragazza arzanno er becco:
    <‘na bona vorta famo ‘a rivoluzzione!>
    E se gettò addosso ar coltivatore entrato er giorno de pasqua ad arraffa’ le ova, ar grido: “Adelante! O victoria o muerte!”

    By Veniero Rossi

    1) Gallina dei Romani. Ne parla Plinio nella “Naturalis Historia” (X,146) in cui dice “Hadriani laus maxima”, esaltando le galline atriane per la loro fertilità. La gallina era pure ritratta sulle storiche monete romane di Atri tra il 4° e il 6° secolo a. c.

  • 10 gennaio 2016 alle ore 8:30
    Il sipario resterà sempre aperto

    Sospeso nel limbo
    che concede vitalità all'Essere
    cristallizzato del mio vivere
    subisco l'incapacità consapevole
    di guardare al futuro
    sfruttando le mescolanze
    tra il mio passato di gloria
    e questo presente
    intriso di delusioni continue
    acuito dal riconoscere il mio tramonto
    nei tuoi occhi supplichevoli
    perché ciò non avvenga
    Subitanei ricordi infiammano il cuore
    paranoie stordite
    a rendere doni del passato
    nell'identita' dell'infinito
    suggellato dalla contemporaneità
    che annega nel mare
    di quel piacere chiamato Eternità
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 09 gennaio 2016 alle ore 12:13

    E' troppo facile sentirvi parlare d'amore, di cosa sia giusto o sbagliato, criticare, puntare il dito... Facile amare qualcuno quando va tutto bene, quando è perfetto, quando è come lo volete voi, quando si incastra alla perfezione con i vostri "Volere" e "Necessità"..Facile si... Provate a continuare ad amarlo quando non è perfetto, quando non c'è , quando tutto dice "NO" il carattere, il modo di pensare e niente o quasi si incastra con ciò che siete... QUELLO E' AMORE!

  • 08 gennaio 2016 alle ore 20:58
    Bisanzio

    Fra me e gli orizzonti
    battelli d'ambra, alteri
    declinavano inviti.
    Seducenti isole
    fuggivano la solenne impresa,
    coltello di labbra e zenzero
    piantato nella gola.
    Bisanzio restò un gioco
    una reputazione,
    per salvarla
    bastava un mercante d'oro.
    Di pregiata seta si vestì il tramonto
    venerato suddito ogni mio respiro.
    Fu l'ultima volta che
    mi piegai al volere degli dei;
    andai poi per il mondo
    sino a stancarmi i sogni
    riposando infine
    sulle spighe del perdono.
     

  • 08 gennaio 2016 alle ore 20:41
    Come faccio a non pensarTi ?

    (a mia moglie)

    Sei la Luce del mio cielo

    Il battito sereno del mio cuore

    Il fiore che presenta il mio candore

    Il vento che sorregge il mio volare

    Senza fiamme che alimentano condanne

    Senza menzogne e senza male

    Con Te è sempre amore
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
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  • 08 gennaio 2016 alle ore 20:39
    La compagnia della notte

    Silenzio e solitudine

    questo troveresti...
    se mi venissi a cercare

    miei compagni della notte
    a far da balia ai disagi

    dolci angosce
    racchiuse in rivoli d'ombre

    infelici emozioni
    che aspettano i sogni

    angoli di luce riflessa

    E mi sdraio sulle carezze dei ricordi

    solo e muto nell'abbandono di quella pace

    Io e la mia solitudine

    Io e i miei silenzi
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
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  • 08 gennaio 2016 alle ore 13:32

    Smettetela di chiedere scusa per quei momenti in cui esplodete, gettando fuori tutto ciò che pensate, che avete trattenuto per non perdere qualcuno, che avete lasciato sul fondo della mente per far parlare il cuore... Chiedete invece scusa a voi stessi/e, per aver aspettato troppo... Sopportando, giustificando e incassando ingiustamente qualcosa che non meritavate affatto!

  • 08 gennaio 2016 alle ore 13:05
    Luna rosa

    La Luna rosa
    ci osservava sorniona
    e note si calavano furtive
    giù lungo un filo di luce
    attaccato all’abat-jour oscurata.
    Avevi gli occhi chiusi
    mentre lento
    coi palmi delle mani
    dolcemente
    ti percorrevo la schiena.

  • 07 gennaio 2016 alle ore 22:38
    Tutto svanisce fuorchè ciò che si vive

    Decisamente protagonista
    delle mie giovanili senilità

    sperimento contraddizioni
    a mutarle in libere visioni dell'avvenire

    nel piacere di vivere sorprese e stupori 

    con ogni attimo di vita
    impregnato di letizia e prosperità

    Mondo ormai lontano

    frammenti di sogni 

    a dar fiato ai sentimenti
    e sopportare i confronti
    con la diversità degli affetti

    E non aver alcuna paura
    a mescolare il passato e il presente

    con le loro intimità
    stanche di vivere nell'ombra

    e con il desiderio
    di voler essere svelate
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 07 gennaio 2016 alle ore 22:38
    Tutto svanisce

    Decisamente protagonista
    delle mie giovanili senilità

    sperimento contraddizioni
    a mutarle in libere visioni dell'avvenire

    nel piacere di vivere sorprese e stupori 

    con ogni attimo di vita
    impregnato di letizia e prosperità

    Mondo ormai lontano

    frammenti di sogni 

    a dar fiato ai sentimenti
    e sopportare i confronti
    con la diversità degli affetti

    E non aver alcuna paura
    a mescolare il passato e il presente

    con le loro intimità
    stanche di vivere nell'ombra

    e con il desiderio
    di voler essere svelate
    .
    cesaremoceo
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  • 07 gennaio 2016 alle ore 21:20

    L'amore vero non lo misuri, non lo quantifichi e non lo gestisci. Lui non si comanda, spiazza, abbatte, costruisce a a volte distrugge. Spiazza le certezze e ti porta a fare cose che mai avresti pensato di fare. Abbatte muri, difficoltà e barriere perchè conosce solo il volere. Costruisce vite, famiglie, futuro e rapporti solidi e duraturi. In alcuni casi distrugge speranze, fiducia, stima e rapporti. Quando esso diventa malato di ossessione, prepotenza, possesso e perde il rispetto verso l'altro fa crollare tutto ciò che può aver costruito in precedenza.

  • 07 gennaio 2016 alle ore 13:26
    Odio profondamente Marte

    Amo pensare che tutti i giorni indossino il vestito della domenica cucito col filo del valori umani e confezionato su misura per gli uomini che vivono di pace e serenità E soffro tra le corsie dell'esistenza corridoi di anime silenziose a spendersi nell'umilta' delle loro opere e rivendicare il diritto alla vita dimenandosi tra ipocrisie sordità intellettuali e silenzi E odio profondamente Marte. cesaremoceo Proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 06 gennaio 2016 alle ore 23:08
    La fredda aria dell'essenza

    Vagano i pensieri
    in bilico tra piaceri e dolori

    negli attimi sospesi dell'infinito

    dove il gioire e il soffrire
    si fondono in gorghi di desideri

    e inducono le ansie
    a guidare gl'istinti verso la pazienza

    E offrirsi riflessioni spontanee
    cedendo alle lusinghe dell'ottimismo

    con la prudenza delle illusioni
    a ricambiare con gratitudine il destino
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuele riservata
    Copyright
     

  • 06 gennaio 2016 alle ore 22:19

    Non sai quanto mi dispiace vedere che mentre la vita prosegue raccogli poco a poco i frutti di ciò che hai seminato. Un dispiacere enorme che mi spezza il cuore in due vedere il tuo atteggiamento da Cane bastonato. Piango lacrime amare mentre fai la "Vittima" quando in realtà adesso sei in mezzo a ciò che tu stesso ti sei accuratamente costruito. Un dispiacere enorme che va velocemente a Fanculo... Esattamente dove si mandano le persone come te... Ed è proprio li infatti; che sei finito.

  • 06 gennaio 2016 alle ore 18:28

    Sei come un tramonto che si riflette sul mare, sei l'alba che da luce e vita ad un nuovo giorno. Non spegnere i tuoi colori e la tua luce... Non spegnerli. La vita che c'è in te ha il diritto di prendere forma, di uscire ed urlare la sua voglia di correre per le strade del mondo. Le emozioni che tieni chiuse in te sono le stesse che scendano dai tuoi occhi rigandoti il viso... sono solo un po più amare. Il silenzio che senti è la trasformazione di una risata spontanea che ha solo perso la voglia di uscire. Le parole che non trovi, sono le stesse che esprimevano i sentimenti più belli, esse hanno solo perso la voce. Non spegnerti... Sorridi, grida, parla e corri verso un mondo forse nuovo, forse incerto, ma è comunque una meta.

  • 06 gennaio 2016 alle ore 9:17
    e sogno il mare

    sinuosamente la poiana vola sopra i filari in fiore
    il  pianto dei tralci annuncia al vento una buona vendemmia in arrivo 

    la nebbia si dissolve sulle colline
    attraverso le persiane socchiuse sento sul viso la fresca carezza della foschia 

    e sogno il mare
    e sogno il mare
    e sogno il mare 

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/12/e-sogno-il-mare.html

    Asti, 6 gennaio 1937 nasce un Genio! buon compleanno Maestro Paolo Conte

     

  • Silenzi
    che portano alle follie
    e rimbombano in pensieri d'orrore
    frantumando rabbie represse
    scottanti
    volute dai demoni dell'oscurità
    a soffocare l'anima infangata d'odio
    e di desideri infranti
    Profumi di Nulla
    invadono gli anfratti del cuore
    infettanfone le pareti
    di peccati e tramonti
    Amaro ricordo diventa il presente
    urlato nel vuoto dell'attesa
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 05 gennaio 2016 alle ore 20:58
    Ergastoli dell'anima

    Cercare rifugi per sottrarsi
    a strani e invincibili terrori

    ninfee oscillanti su ogni vita

    increspata da brezze di malignità
    e percossa dai brontolii dei tuoni

    eccitati dalla mescolanza
    tra il ridicolo e il sublime

    Celebrare le anime di quelle vite 
    scomode e provocatorie

    bisognose solo della solidarietà del cuore
    a estirpar gli sdegni

    nel tempo che insegna
    a indossare maschere dell'ipocrisia
    senza alcuna identità conosciuta

    Sogni distratti e vigliacchi

    che angosciano le trasgressioni
    e affascinano e accompagnano la vita

    affilandone gli spigoli
    ma senza mai domarla
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
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  • 05 gennaio 2016 alle ore 14:29
    La notte si attorciglia i capelli

    Immaginare l’allegoria di un canto
    e strappare un sorriso alle tue labbra
    mentre l’attesa si tramuta in apnea.

    Della bocca divora il respiro
    il diaframma delle congetture
    e l’ipotesi si strugge al tramonto
    se di baci non si frusta l’aria.

    Come diapason
    è il mio viandare in cerca d’oblio
    uno sciabordare di sussulti e attimi
    racchiusi in pillole di vita estrema.

    E la mia bocca langue
    sui tramonti disattesi
    mentre la notte si attorciglia i capelli.

  • 05 gennaio 2016 alle ore 2:31

    Siamo difficili, troppo vere e troppo oneste. Per noi servono animi puliti, veri e sinceri. A noi non servono persone perfette, la perfezione ci rimane sulle "Balle". A noi servono persone disposte a giocare pulito, che intendono stendere le carte su un unico tavolo di gioco, che non barano, persone che ti considerano il loro asso nella manica e che dietro i mille difetti, insicurezze e paure sono felici di sentirti come la loro unica certezza. Siamo "Scomode" in un mondo materialista ed opportunista, siamo "Pesanti" in questo mondo che prende e poi lascia come se non fosse niente. Siamo "Il peggio" tra queste menti per cui il meglio è il gioco facile, il superfluo e "Il momento"! Siamo piccole in un mondo di grandi e finti uomini che vivono di un finto e fugace attimo mentre a noi servirebbe solo una sana e dignitosa storia fatta di "VERITA'"! Siamo semplicemente le Vere Donne, siamo rimaste in poche in certa dei pochi veri Uomini rimasti... Forse qualcuno ancora si ricorda di noi e di quella meravigliosa sensazione che un tempo vi faceva esser fieri di averci scelte.