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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 20 marzo alle ore 11:08
    Fior di pesco

    Fiori di pesco
    annunciatori di primavera
    segno d’amore fra due amanti
    saranno scambiati fra due persone
    reciprocamente
    con grazia, gratitudine e zelo
    memori della gentilezza ricevuta
    fiori di pesco
    fioriti in silenzio
    prima di tutti gli altri fiori
    addobbate i prati con i vostri petali
    ancora una volta.
     

  • 19 marzo alle ore 22:58
    Se un giorno

    Se un giorno
    accarezzerò le tue labbra
    e bacerò i tuoi occ­hi
    potrò dire
    di aver toccato la tua anima

  • 19 marzo alle ore 20:30
    Il dono

    Sento i miei passi in casa
    come un suono che si perde
    dove 
    il sole si ripara.
    L’anima buia indovina
    sequenze di pagine.
    D’isola in isola
    vivo cornici
    di mogano liscio
    tocco l’impronta
    sul vetro, stringo
    la luce che mi placa
    di foglie dentro il nero.
    Sotto la rosa di velluto
    si schiude un fiore
    eterno che vi dono.

  • 19 marzo alle ore 20:28
    Sorriso di mimose

    Tinge l’aria 
    l’odore di limoni
    al mareggiare, pinnule
    e capolini
    e un sorso d’alito 
    nello scrollìo di fiabe.

    Trionfa il grembo
    che tutto l’anno tace
    sbiadita alle carezze l’ombra
    ritorna 
    su gote accese
    sorriso acerbo di mimose. 

  • 19 marzo alle ore 20:10
    Di freddi sussulti

    Svuotate,
    vuote di luce
    solo acri guizzi
    parche le ampiezze
    le tue pupille di mota
    nelle mie notti
    interrotte, sentieri disastrati
    ai tuoi avvicinamenti.
    Di freddi sussulti
    si trema al fianco
    del tuo spirito
    appeso a una gruccia.

    Rimetto alla memoria
    i margini dell’essere,
    nessun fiore odoroso
    al di là della porta.
    E dormo su ossa di alabastro,
    è una buca il declino
    ma basta il nero che prevale
    a raschiare te dalla pelle.

    Nero colmo di sale.
    Tu non parli più,
    t’ho mandato un ronzio
    di farfalla nella testa.
    È piccola la salvezza, volevo ringraziarti
    per aver acuito la figura del sole,
    domani.
     

  • 18 marzo alle ore 21:50
    Il mare calmo del mio silenzio

    Capace nel mio ruolo

    oggi interessante più che mai

    di entrare in contatto

    con qualche mente superiore
    protagonista dell'ascolto del vuoto

    mi sento spinto
    e quasi obbligato dall'anima

    a cercare spiragli di respiro

    e aprire le porte giuste
    per far entrare me stesso

    attraverso la mia interiorita
    nella sua possibilità d'affascinare

    nelle vibrazioni umane

    E mi tuffo nel mare calmo del silenzio

    nelle sue profondità

    con l'Infinito per salvagente
    e il Finito per approdo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Profumi speziati accolgono
    attimi di silenzio

    in affettuosi abbracci
    a mascherare inganni

    dove lo stingersi
    delle loro essenze originarie

    fin oltre
    il loro sbiadire ed evaporare

    lascia ai sensi
    secche scorze vuote

    nel sublime umorismo
    del tutto inanimato

    che diffonde sfumature
    dal significato precoce

    a rappresentare false
    indicibili bellezze agognate

    E io che nelle mie
    riflessioni senza giudizio

    in fondo all'anima

    avrei voluto una vita normale
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 marzo alle ore 21:47
    Il mio prima, il nostro dopo

    Nel pensare
    al dopo che porta all'oblìo

    mi accetto nella consolazione

    che il mio prima
    non sia stato ignorato

    nonostante la stranezza
    a volte anche imbarazzante

    d'allegorie che avrebbero potuto
    nella mente dei più

    significare il Nulla

    E m'immagino nel mio dopo
    in un coro di anime

    che prima o dopo
    potrebbero rinascere

    e che abbiano

    già relegata nell'interiorità

    la voglia di rivivere
    e riportare nei fiati

    in quel prima dove hanno vissuto
    il loro esuberante desiderio di vita
    .
    Cesare Moceo
     

  • 18 marzo alle ore 21:45
    Io e la mia insipienza

    M'accingo

    innocente e innocuo
    nella mia sfera d'immaginazione

    a raccontare ogni giorno
    i moti della mia anima ribelle

    partendo dalla mia insipienza

    che il tempo rende ancor più
    meritevole di stima

    E nel suo risplendere
    che mi seduce e mi esalta

    accetto il mio Essere

    nel piacere di dar gradimento
    alla mia dignità

    e così per questo

    non rammaricarmi

    di canzonature irriverenti
    o insolenze gratuite
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 marzo alle ore 21:43
    16 marzo1978

    Fate che si accorgano
    che stanno morendo

    così ancora dite

    dopo secoli di battaglie
    per la conquista della libertà

    E sottili giochetti

    tra l'immaginario e il reale

    sono stati organizzati
    a cavallo dei secoli

    per stimolare l'illusione
    di concessioni fintamente raffinate

    Caligolevoli pensieri

    creste sanguigne
    che galoppano nella modernità

    adesso che siamo tutti affamati

    frullano in certe menti

    mettendo in soggezione altre menti
    e celebrandone le sconfitte.
     

  • 18 marzo alle ore 11:23
    Monastero di Spezzano

    Poscia da Paterno eccolo a Spezzano,
    chiamato ad altra casa dar di piglio,
    ed essere di popolo consiglio
    col Suo parlare docile e nostrano.
     
    Principia Monastero su altopiano
    loco coperto d’odoroso tiglio,
    e accosti innalza chiesa e Suo giaciglio,
    ove accudisce nobile e villano.
     
    Nel poco tempo che nessun credeva
    ultima chiesa e pure monastero, 
    largando Sua Figur viepiù mistero.
     
    L’ampia chiesa, consolo di Suo cuore,
    consacra all’Altissimo  con l’ardore
    cocente, che ‘n docile petto ardeva.
     
    Di beni in quel periodo è carestia,
    e di indigenti a Lui ne sono tanti;
    ha poco: ma consola tutti quanti,
    mentre a Dio volge appello d’amnistia.
     

  • 18 marzo alle ore 3:11

    Oggi mi definisco una persona "Incapace di amare". Privata di ogni risorsa e di quei dolci modi che mi distinguevano dagli altri, oggi sono una persona incapace di innamorarsi ancora. Credo ancora che una vita senza amore sia una vita senza senso, ma IO l'amore l'ho provato, conosciuto e mi ritengo fortunata perché riuscire a trovarlo e riconoscerlo è un grandissimo regalo. Non ho niente da recriminarmi, mi dispiace per chi l'amore non lo ha mai nemmeno sfiorato, perdendosi la meravigliosa sensazione che dona mettere il tuo cuore dentro il petto di qualcun altro e scegliere di lasciarlo li... PER SEMPRE!

  • 16 marzo alle ore 20:46
    Le ali della sofferenza

    Nel divenire della mia vita

    celebro la mia età
    nelle rughe del mio viso

    e nell'espressione di voluttà
    avvincente come un mosaico raffinato

    vista soltanto nell'eloquenza
    di chi mi ama e mi desidera

    E non m'accorgo più

    delle tentazioni rimaste ferme
    sulla soglia della coscienza

    che oggi trovan
    quella porta sbarrata

    nella sua volontà di rigetto
    trascinata dalle pulsioni dell'anima

    divorata dalle passioni
    e dalle sue trame

    dalle quali trae il tornaconto
    di tradurre in libertà le emozioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:44
    La mia bellezza interiore

    Narcisismo

    tu che per cattiveria
    e per dispetto mi seduci

    senza farmi amare dal mondo

    e mi proponi fughe impensabili

    per abbandonarmi poi
    nel pieno travaglio dei versi

    in un barlume d'amore
    che muore appena nato

    travolto dalla sua melma d'aridità

    Tu che vivi in me

    nella vergogna mortificante
    della mia anima dispiaciuta

    e acconsenti nel tuo cinismo
    alla sua disperazione

    A te dedico queste parole

    mentre brucia
    al calore delle tue fiamme

    la mia intima ricchezza
    ...la mia bellezza interiore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:42
    Il mio equilibrio

    Seduto qui

    al rumore soave
    di queste onde

    cerco il mio equilibrio

    dando libero sfogo

    ai moti incalzanti
    della mia interiorità

    a cui continuo a contrapporre

    il pensiero malinconico
    della mia povertà

    Qui

    resto dentro
    la mia miseria d'uomo

    a disegnare il mio cielo variopinto
    di suggestioni e d'armonie

    e avvolgerle in questa pace

    che a dispetto della mia
    non più giovanissima età

    lascia ancora intravedere
    l'eco delle mie struggenti passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:41
    Trasporti

    Cos’hanno gli occhi tuoi
    collisi con l’acqua?
     
    al parossismo di una mezza luce
    falene da ardere
    che nemmeno l’estate
    freme di tante spezie.
     
    Lume, trasporti nelle crepe
    -dimentico i miei quadri
    di nature morte-
     
    da prima di anticamera
    vedo ortensie lì
    ad attendermi
    le ossa germogliate
    sotto i miei volti
    alterni
    da uno stupore di epiglottide
    a nostalgie mesmeriche
     
    e già divento ciglio alato
    su transiti di assenze
    le mie care ombre
    di quando il sole è calmo
    e un antro, seppia.

  • 16 marzo alle ore 20:32
    Fiore, dolore e amore.

    Il dio del cuore fiorito
    m'ha dato un bel fiore;
    Il dio del cuore ferito,
    nient'altro che dolore;
    Il mio, quel fai-da-me,
    mi ha dato proprio te.

  • 15 marzo alle ore 20:42
    Amare e gioire

    È da un po' che penso di scriverlo,
    a chi come voi sa leggere
    tra le pieghe d'ogni tormento
    I miei versi,
    croce e delizia dell'anima,
    che nascono,crescono e si diffondono
    invadendo cuori inermi,
    anche vuoti
    oppure quasi senza vita;
    in una perversione
    che ne esalta il piacere.
    Le mie parole,
    dentro le quali tutto diventa lecito,
    persino gli oltraggi interiori
    pigri e crudi,
    crudeli e sfrontati,
    vorrei che divenissero
    viatico di perdono tra gli uomini,
    dove chi legge
    ne subisse l'influenza
    e venisse risucchiato
    nel benefico gorgo
    del loro fascino differente.
    E all'interno di quel vortice
    capisse che solo due cose
    restano importanti in questa vita
    ...amare e gioire.
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 marzo alle ore 20:40
    La mia alba

    Da piccolino

    non ho pensato mai all'inchiostro
    come immenso serbatoio di passioni

    anche se ne ero sempre tanto sporco
    che poi non l'ho potuto più cancellare

    S'era messo in affari con la mia anima
    e insieme in accordo

    in un incessante rovello

    hanno acceso in me questo fuoco
    divenuto ormai sacro

    che non si è più spento

    nella sua disperata volontà
    di scaldare altre anime

    e nutrirsi del calore
    di questo suo desiderio

    E più riscalda e più si nutre
    nel suo benefico gorgo

    nel suo cuore vivo
    che batte forte per quel piacere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 marzo alle ore 20:38
    La mia diversità repressa

    Affascinato dai miei ideali
    di piacere e amore

    nel vortice di un'inquietudine repressa

    subisco
    l'incantesimo delle parole

    scavando dentro
    l'infinito equilibrio interiore

    della mia anima

    che aspira ai lussi di una felicità

    volutamente ostentata
    nell'aristocrazia del suo decoro

    nel suo stile finemente lavorato

    fino ad ottenerne
    la formula dei miei sogni

    Là capisco

    come poter infondere ai miei versi
    forza e sincerità

    e inventare così la mia arte
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 marzo alle ore 13:07
    Neve Su Venosa

     
     
     
    Neve ai monti
    E neve alla collina.
     
    Neve sul divino
    E su Don Bosco.
     
    Neve a sera, neve rosa
    Che si posa su Venosa.
     
    Fiocchi candidi e vaporosi
    Dietro un sole che non riposa.
     
    Neve di bufera a primavera
    Che non sia tanto greve.
     
    Neve amica su Venosa!
     

  • 15 marzo alle ore 13:06

     

  • 15 marzo alle ore 11:39
    Nutrirsi

     
     

     
     
     
    Al primo andare del sole
    Si apre la porta del cielo.
     
    Inizia il mio cammino
    Inquieto e confuso.
     
    Con un solo pensiero
    Nella mente.
     
    Andare lontano
    Dove non so.
     
    Magari:
     
    Volare fra le nuvole
    O in un mare di velluto.
     
    Oppure:
     
    Dentro un bicchiere di vino
    Alla ricerca del pane della vita
    Per nutrirsi e inebriarsi dentro.
     
    Libero come gabbiani in volo
    Come aquile padrone delle valli
    O come una farfalla di fiore in fiore.
     
    Che sfugge ai frastuoni
    Per godersi la quiete
    Che non mi basta mai.
     
    Sognare e sognare
    Ed ancora sognare nella notte
    Per evadere dalle giornate buie.
     
    Sorseggiare nell’immenso
    Il silenzio nella mente
    prima che sia notte fonda.

  • 14 marzo alle ore 20:59

    Debole non è colui a cui può scendere una lacrima. Provare dolore, emozioni o anche rabbia è qualcosa che rende spaventosamente forti, del resto, niente rafforza quanto asciugarsi le lacrime e raccogliere i cocci per rialzare la testa e riprendere il cammino. Io vado fiera delle mie lacrime perché per me significano che ho un cuore e un'anima che "sente". Se per molti è debolezza, allora lasciatemi dire che sono fiera di essere una persona "Debole".

  • 14 marzo alle ore 20:37
    Tu, compagna dei miei giorni

    "Se siete fortunati a trovare un amore,ricordatevi che é là,non buttatelo via"
    (Stephen Hawking)

    E tu

    tu scivola sempre dolce sui fogli

    mia penna

    tu che rimani l'unica compagna
    delle mie notti d'insonnia

    e dividi ancora nei dì
    gli attimi dei miei tormenti

    raccontando al mondo
    ogni mia emozione

    nel ricordo dei giorni
    vissuti tra le mie dita

    quando insieme
    finiamo inermi a pensare

    tu consumata d'inchiostro
    io consumato d'angosce

    Noi due sognanti altre rime

    a venirci incontro
    nella paura e nell'afflizione
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati