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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:18
    Ma che Natale è ?

    Aspettative tramontate

    tramortite dal tempo

    aspettano ancora invano
    favorevoli sorti

    regalando sospiri
    ai fragili passi

    che appesantiti dalle illusioni

    scalfiscono le strade
    di transito della vita

    E i rimpianti ci prendono

    scuotendo ricordi di antiche carezze

    morbide e calde

    che la mente ha dato all'anima
    lacerata dall'incertezza

    mentre siam qua
    con le speranze disperse

    consunti di volontà

    con i desideri abortiti
    che han strappato al cuore la sua purezza

    a respirare l'aria infettata
    dalle cattiverie del mondo

    E tutti a chiederci ma che Natale è ?
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:14
    Il mal subìto (la solitudine del Natale)

    Pugni serrati

    celati dietro le schiene

    attese mute

    divenute ormai uniche oasi
    dell'anime stanche

    impoverite di passione e d'ardore

    brezze d'emozioni scorse senza speranza

    sogni frantumati

    a invadere spazi assetati di buio

    e di vane grida al Cielo disciolto
    nella sua Pietà perduta

    Sibili di silenzi
    a dar voce alle torture

    ululati di lupi lontani

    lamenti di cuori che abitano le notti
    e attraversano il dolore della loro futile vita
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:13
    Vuoti sincopatici di una storia superficiale

    Ribelle

    a sognare ancora il miglior futuro

    faccio la parte di chi è sempre presente

    anima urlante

    delirio d'uomo e d'occhi
    spalancati su mani congiunte

    sguardo di pianto

    rivolto alle miserie della vita
    brulicanti del Nulla

    E rivedo il mio volto

    sporco ancora dei tanti sogni infranti
    e rugato dai ricordi e dai rimpianti

    a specchiarsi nelle alte maree della speranza

    opercolo di un deserto
    divorato da notti impervie

    nel buio solcato dall'odio
    e dalle ingenuità vaganti

    eterno vizio di quest'umanità morente
    . © ®

    Cesare Moceo

  • 25 dicembre 2016 alle ore 21:00
    Di Te

    Ho bisogno di te adesso,
    Ora, in questo momento
    Ho bisogno di te in questa notte buia,
    In questa pioggia
    Ho bisogno di te in questa mia personale tempesta.
    Ho bisogno di te, piccola stella
    Che con la tua luce trasformi il buio in giorno
    E diventa festa.
    Ho bisogno di te
    Arcobaleno, che dopo la pioggia diventi sereno,
    E nel mio cuore l'inverno sarà primavera
    Poi estate.
    Ho bisogno di te.

  • 24 dicembre 2016 alle ore 20:41
    Notte Santa

    Quanti cari gà in cielo
    in questa notte di Natale!

    E' un pensiero nel cuore
    un lampo sul sereno
    portato dal divino nascere.

    Oh, loro non hanno bisogno
    di attendere accanto al presepe!

    Sono lassù nell'Amore
    nella Luce con gli Angeli vanno
    gioiosi senza il Dolore.

  • 24 dicembre 2016 alle ore 14:44

    Buon Natale a me, a voi...
    Buon Natale anche a te che non fai più parte dei giorni miei, ma ovunque tu sia Buon Natale... Auguri alle amicizie ritrovate, quelle che avevo perso per strada per colpa di altri. Perché in genere io sono una persona che accetta le diversità e ci va d'accordo... Le uniche cose con cui non vado d'accordo sono la menzogna, i tradimenti e la falsità. Auguri a chi mi ha abbandonato nei momenti peggiori, pensando di pulirsi la coscienza facendo finta di non sapere, non capire e non vedere. Auguri anche a chi invece si è stretto attorno a me nel momento peggiore e assieme a me ha cercato una soluzione e se non poteva trovarla mi ha comunque tenuto la mano. Buon Natale a chi in me ci ha creduto, a chi ha capito chi ero e ha saputo guardare oltre. Buon Natale agli egoisti che anche per questo Natale vedranno solo la "Propria Luce" non capendo che guardando anche le altre avrebbero davanti un mondo migliore. Buon Natale a quelli che sono sfigati dalla nascita, quelli a cui non ne va mai una per il verso giusto, ma con dignità continuano a camminare in nome dell'amore e del rispetto. Buon Natale a chi si è perso per chissà quale viaggio e nemmeno per il Santo Natale è riuscito a ritrovare la strada di casa. Buon Natale a chi è solo, a chi non ha nessuno con cui condividerlo. Auguri a tutti... Ai buoni e ai cattivi... Alle vere famiglie e a quelle finte. Auguri ai bambini di tutto il mondo. Buon Natale ai nostri angeli, a quei posti vuoti a tavola, a quelle ferite dell'anima che faticano a guarire.

  • 23 dicembre 2016 alle ore 16:21

    Cosa dire di questo anno...
    Potrei dire che l'unica cosa che non sono mancati sono insegnamenti, prove difficili e cadute. Poche gioie e troppe lacrime. Aspettarmi un anno migliore forse è troppo, dato che ogni volta che me lo sono augurato ne è giunto uno peggiore. Quindi mi limiterò a poche cose: Saluto coloro che hanno fatto parte di questo anno ed hanno scelto o fatto in modo di non proseguire oltre accanto a me. Saluto le difficoltà superate, problemi di salute scongiurati e porte chiuse in faccia. Lascio un abbraccio a tutte le persone che in modo opportunista si sono fermate per un po nella mia vita, facendo uso "Improprio" di ciò che era di mia proprietà... Come la mia serenità, il mio tempo e la mia buona fede. Restituisco al mittente le ragioni delle mie lacrime, aggiungo ad esse un piccolo biglietto con su scritto: "Grazie di tutto, ma quel dolore si è spento. Buon anno anche a te"! Riscopro la voglia di riprendermi tutto ciò che mi è stato negato, tolto e rubato con la menzogna. Adesso... Non mi resta che fare qualche passo indietro... Non per guardare al passato, ma per prendere una buona rincorsa e sfrecciare verso il 2017!

  • 23 dicembre 2016 alle ore 12:52

    Natale 2016/17:
    Vorrei che per ogni anziano ci fosse un pasto caldo ed un abbraccio. Per ogni bambino un giocattolo sotto l'albero. Per ogni famiglia la maggior sicurezza di poter far fronte alla vita in modo ancora dignitoso perché nessuno deve toglierci la dignità.

  • 22 dicembre 2016 alle ore 20:36
    Il canto del tempo

    Arpeggi della mente
    tengono stretti gli ieri e il loro passato

    monologhi repressi

    danze di cuori fuori di testa

    a cercar le tracce di diligenti appoggi
    nell'anima impervia

    abbarbicata a sospirati oblii

    impazziti nel tempo
    e nei valori perduti

    E trovar la Luce del domani

    e credere nel sempre d'ogni sussurro

    grida violente

    confuse nella penombra della vita
    a incontrar i fantasmi strapazzati

    degli amori senza giustizia

    nella sofferenza serena
    del silenzio che addolcisce

    e riscalda col suo abbraccio
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 22 dicembre 2016 alle ore 20:34
    Non cadrò dalla padella nella brace

    Ricordi del passato stritolano l'anima
    e l'invitano a percorrer folli sentieri

    a calcare strade di paure e solitudine

    e mortificarsi di gesti inconsulti

    E chino la testa tra le costrizioni
    che impacciano i miei versi

    singhiozzi soffocanti

    passioni composte e silenziose
    atteggiate a esprimere bontà

    nell'attesa d'uscir di scena
    con allegra solennità

    Ascoltare gli abissi
    pagando il prezzo del vivere

    e volando nei silenzi
    a sentirmi anima nobile

    ricca d'amore e profumi d'infanzia

    E nascondo le lacrime
    rinchiuse nei miei occhi

    che ancor a mala pena vedono
    l'incerto futuro del mondo

  • 22 dicembre 2016 alle ore 2:14
    Dalla finestra

    Dalla finestra mi diverto a guardare il mondo
    Lo giudico e mi diverto
    Perché lui non mi sente.
    E non mi risponde, perché non sa che dire.
    Dalla finestra mi sento forte,
    quel vetro trasparente mi nasconde,
    quel vetro amico mi protegge.
    Il mondo non saprà mai cosa penso,
    quando lo guardo dalla finestra.
    Stanotte il vento canta una gelida ninna nanna
    Mi coccola, tra un brivido e l’altro,
    e dentro mi penetra, mi fruga tra le ossa
    del petto e del cranio,
    se ne va a spasso padrone di sé e di me.
    Vento maledetto, so che vuoi sapere di me
    Di come sto e se ho fame, o sete.
    Ma io non rispondo,
    sono forte e protetto dalla finestra
    che mi mostra il mondo
    e che mi mostra al mondo.
    Sono sicuro che il mondo non saprà mai cosa penso,
    quando lo guardo dalla finestra.
    Eppure non devo essere un grande baro
    Con innate doti da attore
    Perché quando guardo il mondo
    Nei suoi occhi leggo il riflesso dei miei,
    quei miei occhi infami e traditori,
    e so che mi han tradito
    quando Mondo mi sorride e chiede
    “chi è la fortunata?”

  • 21 dicembre 2016 alle ore 21:38
    La mia letterina a babbo Natale

    E spero di scrivere ancora
    rime degne di me

    nella felicità di mostrare al mondo
    la mia anima ignuda

    E aspetto ancora
    gabbiani festosi

    a volare sulle parole

    passioni a vibrare
    nella pace interiore

    E sentirne il piacere

    l'amabile ardimento che m'invade
    quando metto in gioco l'anima 

    E ringrazio il Cielo e la sua Luce

    che guida i tratti del mio inchiostro
    a ravvivarlo con dolci e penetranti raggi
    .
    cesaremoceo

  • 21 dicembre 2016 alle ore 21:08
    Ci sono pensieri,eterne certezze(a mia madre)

    Ci sono pensieri

    eterne certezze valori di stima
    che non ti lasciano mai

    smuovono i silenzi
    su strade bagnate

    da battiti di pioggia

    a scandire lamenti di nuvole nere
    e d'occhi rinchiusi nei pianti d'angosce

    tenute ben strette a custodire segreti

    Fragili sogni

    consumati dal tempo a spiare il futuro
    in notti imbrattate di nuvole tetre

    malinconica fine

    confidenze del mondo
    stanchezze d'amore

    impuri riflessi
    di slanci d'essenza

    del cuore che resta
    .
    © ®
    Cesare Moceo

  • 21 dicembre 2016 alle ore 14:05

    C'è ormai poco della persona che ero un tempo... Detto così potrebbe sembrare che io oggi non sono niente e non ho più niente. In realtà è proprio l'opposto. Ho lasciato la mia "Troppa ingenuità" nel passato portandone con me la giusta quantità che mi permette di non essere "Maligna", ma nemmeno stupida. Ho perso quella sensazione di "Fallimento" che spesso mi portavo addosso grazie a coloro che mi facevano sentire sbagliata e oggi tengo stretta la convinzione che non tutti o tutto ciò che "Perdi" è una sconfitta. Ho smesso di credere che essere sinceri equivalga a ricevere altrettanto, ma ho imparato che essere sincero è qualcosa che appartiene a me, per me stessa e non devo aspettarmi nulla di sicuro e certo da chi ho di fronte. Malgrado questo resto la bambina e la donna di sempre... Quella che ha rinforzato le sue basi fatte di valori e ha costruito su di esse una delle "Donne" più complete che puoi avere la fortuna (o sfortuna) d'incontrare.

  • 21 dicembre 2016 alle ore 10:31
    Figlio del vento

    Fa danzare, il canto delle cince
    i fiori di questo prato vivo.
    Del tarassaco invidio l'ultimo seme
    che giusta folata attende.
    Mi consola la carezza del vento
    mano di madre
    mentre il bombo dall'ala sporca
    derviscio si fa.
     

  • 20 dicembre 2016 alle ore 23:39
    Frailty/Fragilità

    Frailty lingers in the cracks on your face,
    those made of laughter and tears.
    Frailty is stuck under your nails,
    whenever you bury your fingers in tender hopes
    leaving marks that need more than time to heal.
    Frailty is fear dressed up as boldness.
    You hide it with the wrong mask.
    Frailty is clinging on to a dream of happiness
    hanging precariously
    from a thin thread made of wishes
    upon falling stars:
    genuine debris of the universe.
    Frailty is the false image of a crush disguised as love:
    bits and scraps of fantasies
    we desire to be true for a change.

    TRADUZIONE
    La fragilità si sofferma nelle crepe del tuo viso,
    quelle scolpite da risate e lacrime.
    La fragilità è incastrata sotto le tue unghie,
    ogni volta che conficchi le dita in tenere speranze
    lasciando segni che hanno bisogno di più del tempo per guarire.
    La fragilità è paura travestita da coraggio.
    La nascondi con la maschera sbagliata.
    La fragilità è aggrappata a un sogno di felicità
    appeso precariamente
    a un sottile filo fatto di desideri
    su stelle cadenti:
    detriti genuini dell'universo.
    La fragilità è la falsa immagine di una cotta mascherata da amore:
    pezzi e scarti di fantasie
    che desideriamo essere vere tanto per cambiare.

  • 20 dicembre 2016 alle ore 21:34
    Anche i morti potranno fare cattivi sogni

    Le ultime luci del crepuscolo
    vanno a divenir cavalieri d'alto lignaggio

    e io rimango sempre qui
    tra le agitazioni del mondo

    a godere dei silenzi
    dei mattini invernali

    a osservare i tiepidi raggi del sole
    stuzzicare spalle larghe di uomini pettoruti

    capaci solo di distinguersi
    per lingue audaci e sonore

    a far sobbalzare i cuori
    e recitare lugubri e inutili severità

    confuse e offuscate
    dall'ignominia che li ammanta

    E m'avvolge la leggerezza
    di certi loro discorsi

    che volano lontani
    guidati dai loro stessi sguardi

    a baciar farfalle che svolazzano
    nelle gabbie dell'anarchia

    E non ricordano più nemmeno
    i canti antichi dei cuori

    in stagioni ormai sperdute
    tra i meandri delle loro infamità
    .
    cesaremoceo
     

  • 20 dicembre 2016 alle ore 20:49
    Sgarbi della memoria

    "Vorrei conoscere
    il mistero immenso del Cielo
    vedere e sentire...
    ciò che non potrò mai
    vedere né sentire
    in questi orizzonti senza fine
    in questa luce
    che tutto investe e penetra"

    Silenzi

    emersi dalle ore e dai versi

    lunghe pause tra le parole
    a far tintinnare i pensieri

    boccate d'ossigeno
    della mente affamata di vita

    carezze d'emozioni
    a lasciarla sorridente e stupita

    pronta a dissotterrare orrori sepolti
    e ricordi volutamente dimenticati

    grovigli attorcigliati dal tempo
    a sciogliersi in quei silenzi

    e racchiudere e sopprimere
    gli sgarbi della memoria
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 20 dicembre 2016 alle ore 17:07
    In my head/Nella mia testa

    I make love to you
    in my head so many times,
    it makes my longing for you grow
    stronger and stronger
    like my restlessness,
    for I will never find the courage
    to tell you how much I want you.

    TRADUZIONE
    Faccio l'amore con te
    nella mia testa così tante volte,
    che il desiderio che ho di te
    cresce sempre più forte
    come la mia irrequietezza,
    perchè non troverò mai il coraggio
    per dirti quanto ti voglio.

  • 20 dicembre 2016 alle ore 13:55
    Tavolo numero zero

    E' amaro il vino dell'oste,
    ma, non ho altro.
    Brucia in gola e fa male al fegato,
    ma il prezzo è basso.
    Un bicchiere per dimenticare il tuo volto,
    le guance tenere, affossate,
    quando sorridi.
    Il secondo bicchiere, assorda la tua voce rotta,
    ancora nella mia mente,
    eco del vento tra i rami.
    La voce dell'oste basterà.
    Un bicchiere, per non sentire più la pelle,
    che ti riconoscerebbe al tatto, se tu fossi qui,
    ma non ci sei, per me.
    Con la vertigine, sale la rabbia,
    che le labbra piu divine, ancora non le ho.
    C'è però il vino dell'oste,
    vino oscuro,
    veleno, che addormenta il cuore,
    il mio inganno.
    Ho sbirciato attraverso la tua pelle sottile,
    frugato, tra ossa fragili di cristallo,
    visto lo scrigno del tuo cuore, e le sue ricchezze,
    sentendomi cadere, come in sogno, in un desiderio,
    come Ulisse, dalle sirene, in questo gorgo tremendo,
    il vino ha il colore delle tue labbra, più forte ancora, sento il mio cuore,
    e di desiderio mi arde la pelle.
    Dall'oste, nessuno è felice.
    Ai suoi tavoli, nessuno canta,
    nelle sue stanze, non ci sono amanti,
    Ma senza di te, non c'è posto che mi accolga,
    ne una voce che mi incanti,
    ne mani, ne sorrisi, ne amanti.

  • 20 dicembre 2016 alle ore 11:45
    incerta età

    sotto questo cielo di periferia,
    poi
    o prima 
     ti rendi conto
     di aver raggiunto un'età certa
    quando inizi a provar nausea della solita lucida e grigia superficie
    tutta uguale
    e prendi a scavare
    con le tue nude mani a scavare

    e quando inizi a scavare, non ti puoi più fermare
    e allora ti accorgi
    che una nuova e incerta età
    è iniziata
    ma non hai più paura
    anzi, con piacere gusti il sapore e la buona frescura
     che passa leggera
    attraverso quel sottile velo di libertà

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/12/incerta-eta_16.html#!/2016/12/incerta-eta_16.html

  • 20 dicembre 2016 alle ore 9:25
    Perché si

    Stella
    brilla per me!
    Splendimi addosso  
    come la luce,
    cadimi addosso
    come la pioggia,
    avvolgimi
    ubriacami. 

    Rotolare
    nei tuoi occhi belli
    come un bimbo in un prato
    è l'incubo più dolce
    che mi fai sognare,
    perché una
    come te
    fa sognare uno
    come me
    da quando sa  
    sognare.

    Fosse già
    da una vita
    o fosse fra
    vent'anni,
    quella che sei
    sarebbe sempre
    il prato
    di quello che sono,  
    se adesso è
    che adesso sia
    tu
    perché
    si,
    avessi otto anni,
    diciotto,
    ottantuno,
    saresti
    sempre
    il mio si.
     

  • 19 dicembre 2016 alle ore 21:26
    Promesse nel silenzio

    Il tempo scivola silenzioso

    parlandomi

    facendomi rimpiangere
    momenti di solitudine

    e intridere il mio vivere
    di un'essenza che non svanisce

    E rumori di venti
    ritmati dallo scorrere delle opportunità

    delineano distanze
    cosparse di prosperità

    trepidazioni piacevoli

    promesse di quel silenzio
    a dar nuovi inizi al tempo

    e esaltarne gli stimoli

    con la sua postura
    che incombe sulla vita

    Sic transit gloria mundi
    .
    cesaremoceo
     

  • 19 dicembre 2016 alle ore 20:44
    Riflessi d'eternità

    Iridati sussurri
    lasciano indelebili tracce
    sulle strade del vivere

    tratti di sentieri

    dove tutto sa di vita
    immelancolita dal tempo

    E trasparenti veli d'amore
    avvolgono le mie rime

    facendole scivolare
    in magnifici tramonti d'ogni passione

    a scandire il passato
    e intrecciarsi con imperituri ricordi
    impressi tra le orme della memoria

    La' s'adempiono i miei peccati

    là vivono i miei dolori e le mie allegrie

    momenti decretati dal Cielo

    a rivelarmi nuove Verità
    sulle quali costruire il futuro

    E là dovrà compiersi il mio destino
    . © ®
    Cesare Moceo

  • 19 dicembre 2016 alle ore 19:12

    Mentre dai attenzioni a persone che non valgono niente e che nemmeno ti vedono, all'ombra di esse si nasconde magari qualcuno che meriterebbe di essere notato. Scavalca il superfluo, guarda oltre e forse troverai qualcuno che veramente vale.