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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 dicembre 2015 alle ore 2:20
    Amare Un Illusione

    Ma quanta amarezza c'era ogni qualvolta aprissi gl'occhi nel vedere quanto tutto finto era stato fino a quel momento?
    Ero stato più preoccupato a sapere cosa pensasse che a badare a me stesso, sapendo che stavo varcando la soglia di un illusione.

    Ma dopo tutto, le illusioni, non sono allettanti per questo?

    Sapere che non v'è che una fine amara a tutto quello, ma sentire il sapore dolce del mentre scenderti nelle vene fragili dell'amore.

  • 16 dicembre 2015 alle ore 23:14

    E' un Natale strano questo, uno di quei Natali in cui non hai molti sogni, in cui anche la speranza non si fa sentire quasi più. Un Natale spento, un pò vuoto... Dove vedi un anno andarsene ed un altro alle porte... Ma questa volta non ti va di brindare. Un mondo un po opportunista, spento e privo di luci dell'anima, quelle luci che un tempo chiamavamo "VALORI"!

  • 16 dicembre 2015 alle ore 21:40
    Elogio dell'innocenza

    Noi risponderemo
    alla morte con la vita
    all'odio con la carità
    che è legge dell'essere
    e dell'umano
    alla violenza replicheremo
    con il viso innocente di un bambino
    di fronte all'ingiustizia degli uomini
    noi pregheremo il Re della Giustizia
    alla menzogna e all'ideologia
    noi testimonieremo un Dio
    che si fa amico nella carne
    alla brutalità e all'orrore disumano
    noi risponderemo 
    con la fedeltà all'Amore
    che un giorno ci ha abbracciato
    perchè ci troveranno infine:
    di nuovo, nelle catacombe
    infreddoliti, impauriti
    ma una voce flebile
    sentirai in sussurri
    "Se dovessi camminare 
    in una valle oscura, 
    non temerei alcun male, 
    perchè Tu sei con me.
    Il tuo bastone
    e il tuo vincastro
    mi danno sicurezza."
    Perchè, come il Cristo
    anche oggi sentiremo
    i nostri
    "Elì, elì, lemà sabactani":
    l'inganno più grande infatti
    che si possa fare a un Figlio
    sta nell'allontanar da lui
    lo sguardo dell'amato Padre.
    Ma nell'ultimo sospiro
    Egli ritrovò
    il dignitoso sguardo della Madre
    ripensando, con Amore vivido:
    "Ecco, io faccio nuove tutte le cose"
    e, amando anche la morte,
    ella si consegnò, inerme
    finalmente vinta,
    nelle sue mani.
    Così anche noi offriremo al Bene
    la misura ultima della nostra devozione
    perchè esso non perisca
    e l'uomo infine non dimentichi
    quel grido di nostalgia divina
    che abita nel fondo di ogni anima
    perchè l'uomo non trascuri
    la gran virtù dei semplici
    dacchè essi non possono scordare
    quell'onda di Stupore
    per cui non trovano parole
    perchè essa si erige maestosa sulla morte
    lava e cura le ferite di ogni sofferenza
    e rende Nobile la vita
    il miracolo di questa vita
    sfiorata, accarezzata
    anche in mezzo alle rovine
    perchè come disse 
    un vecchio Santo:
    "Dio è venuto fin qui
    e si è fermato ad un passo dal nulla
    vicinissimo ai nostri occhi".

    (a padre Ibrahim Al-Sabbagh)

  • 16 dicembre 2015 alle ore 21:12
    Il potere delle parole

    Apprezzare la bellezza
    di fiori senza petali

    di rugiade essiccate
    da oscuri rimorsi

    a cercare carezze
    di mani chiuse a pugni

    i miei versi
    a alleviare quelle avverse sorti

    e vivere e sopravvivere
    senza farsene colpa

    afferrando il destino nei suoi giorni

    occupando gli spazi del sapere

    e donando ai pensieri crude verità
    nel dialogo silente con le passioni

    senza sfiorarsi mai
    del timore che il Cielo
     
    confuso negl'inchiostri
    a corrompere i desideri

    si dimentichi del mio esistere
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyrigt

  • 16 dicembre 2015 alle ore 19:20
    L’oggi

    L'oggi mi  regala 
    onde di orologi 
    dalle lancette tronche
    senza motivo di esistere 
    ché il signor Tempo dedica 
     sua attenzione alle emozioni 
    non alla tacche 
    sul quadrante scolpite
    Regala al Cosmo 
    respiro d' esistenza 
    senza confini con l'umano 
    scorrer delle ore.
     

  • 16 dicembre 2015 alle ore 2:25
    Io, fratello Dio.

    Che vile inganno questa notte che porta occhi lucidi di commiato.
    Il cuore scalpita ad ogni nebulosa illusione che nell'atmosfera eterea arde e muore come una stella!
    le stelle nel cielo paragonabili a lucciole nel buio tra frasche di tiepide erbe selvatiche che quasi al tatto si ingentiliscono.
    Ho sul viso gocce fredde di rugiada come fossi stata tutta la notte ad attender nel bosco di udir le allodole cantare per il mio dolce sentire;
    dissipare il nero triste dell'anima inquieta che lì, nascosta, attende gentil l'arrivo del giorno.
    Potessero le mie guance essere di rosea matrice positivista mentre guardo andar via ciò che niente mi appartiene.
    Ma per vil inganno all'occhio nudo della sera, da giovin fanciullo qual'io forse in virtù fui,
    chiudo a roccia quel mio cuore arido di bene per abbandonarlo all'oscuro vigore della forza bruta di Achille!
    Non v'è Ofelia a carpirmi il grembo, non v'è affanno per Desdemona ch'io non sappia;
    al velar del giorno io concedo un pugnale di fiori essiccati ed il guanto torbido del boia nella mano destra del Dio padre. Io sono Dio, come lo sono gl'altri uomini in egual modo;
    Dio, dunque, toglie e concede come gl'uomini donano ed estirpano il bene ed il male.
    E se Dio fra tanti vestiti avesse per caso la tunica dell'amore in qualche angolo risposto,
    allora io, da fratello di Dio, lo estirperei nel fuoco crudele in virtù della vita.
    Amare è un peccato troppo grande per chi non sa comprenderlo o temerlo o gestirlo; il vento invoca tempesta e l'uomo pietà.

  • 15 dicembre 2015 alle ore 21:00
    Le colpe del mondo

    Giù per i viottoli dell'anima

    là dove le emozioni rimangono
    monumenti dedicati ai sentimenti

    discendono le passioni
    di cuori civettuoli

    arricchite di pergolati d'amore

    E non aman confini
    non aman eccezioni

    ma respirar del mondo le sue colpe

    usurate dalla goduria
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 15 dicembre 2015 alle ore 18:45
    Orme

    Nullo è il tempo, colmo è il cielo.
    Anima sfuggente tu menti e corteggi;
    e l'infinita ombra che getti sul sole di un giorno
    equivale a mille stelle
    che illuminano un sogno.

  • 15 dicembre 2015 alle ore 16:16
    Eros

    Eppure mi sveglieró in un'ora di luce chiara dietro la finestra,
    in un concerto di labbra e baci,
    in cui qualcosa del mio corpo, sia uno strumento 
    di legno addormentato, di rame freddo.

    Voglio che solo l'amore suoni teneramente le mie corde,
    che la mia musica sia allegria ed animo,
    che la mia voce sia come acqua che scorre
    dalle tue orecchie fino al petto,
    dove giá la vita canta.

    Faremo giorno
    e con la tua testa nel rifugio delle mie ali,
    ti consegneró piano, due specchi di vetro oscuro,
    in cui, amato, ti rispecchi, ogni giorno,
    in qualcosa del mio corpo.

    Voglio che tu solo amore,
    in un concerto di mani e baci, mi suoni.

  • 15 dicembre 2015 alle ore 15:40

    Quando la presunzione diventa eccessiva ti nausei. Il fatto è che bisognerebbe pensare prima di parlare, riflettere prima di agire e non strafare. Io ho imparato che certe attenzioni le ha solo chi tiene davvero a chi ha di fronte. Quando non vuoi ferire qualcuno a cui vuoi bene, pesi e valuti le parole... Se invece apri bocca come viene, e non presti attenzione se ciò che dici può ferire, probabilmente non ti importa. A quel punto chi ti ascolta e le riceve, anche se non sono piacevoli ne prende atto e vaffanculo!

  • 14 dicembre 2015 alle ore 23:05
    È sera

     
    Scende la sera: 
    sipario sul giorno
    anima e corpo ammanta
    delicatamente accompagna silenzi
    a lenire
    cancellare beffare
    fatiche tristezze e affanni 
    e ogni ombra
    che non sia del cielo.
     
     
     
     
     
     
     
    Trenta settembre duemilaquindici h. 19,38

  • 14 dicembre 2015 alle ore 22:52
    Strane idee mi frullano in testa

    Saccentello

    nell'immaginare che i grandi poeti
    alla fine dei loro versi

    non siano rinchiusi nelle tombe

    ma continuano a vivere
    in quello che hanno scritto

    gioisco al pensiero
    di effimere intimità di sepolcri

    in consonanza con gli abbracci
    infiniti di sentimenti

    e ghigni misericordiosi dei silenzi

    spettacoli di anime

    a sdoppiarsi in bontà
    ammantate di penne di pavone

    e trasferirsi ad ogni attimo
    in ciò che ognuno fa

    avvolgendolo di tenui sospiri

    e carezzandosi di tutto quel che toccano

    nel piacere di pensare
    che non c'è miglior fortuna
     
    di ritrovarsi ogni giorno
    al fianco di se stesso
    .
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  • 14 dicembre 2015 alle ore 20:45

    Mi hanno detto che amavo una persona sbagliata. Una persona che non mi meritava. Mi hanno detto "Lascia perdere" , "Ti farà solo del male", "Non è capace di voler bene a nessuno"! Quante cose mi hanno detto, ma in realtà quella persona sapeva voler bene molto di più di quanto sapessero fare alcuni di loro! Lui lo faceva solo in un modo diverso dal "Comune"! In realtà avevo visto in quella persona ciò che si nascondeva dietro al suo atteggiamento altamente condannabile. Forse proprio grazie all'amore provato per questa persona ho saputo realizzare lo "Scatto" più bello della mia vita. L'unico che non sbiadirà mai nel tempo. L'unico che resterà indelebile dentro l'album del mio cuore.

  • 14 dicembre 2015 alle ore 8:49

    Un giorno sarò anch'io la certezza di qualcuno, sarò la sua scelta decisa e certa. Sarò il suo volere oltre tutto e tutti. Io sarò quel qualcosa che un giorno qualcuno si troverà di fronte capendo di aver trovato ciò che cercava da una vita! Non ci saranno più incertezze, dubbi e nemmeno i "Forse e i ma"... Ci sarò IO e sarò l'unica cosa che LUI/LEI vorrà, il motivo per cui lottare, il suo ne vale la pena e il motivo del suo sorriso! Chi mi ha lasciato/a andare potrà solo ricordare chi ero.

  • 13 dicembre 2015 alle ore 20:42
    Rumore

    Giorno dopo giorno
    svanisce lentamente
    quella triste illusione.
    Il cuore cerca invano
    di non spezzarsi
    al tenue rumore del ricordo

  • 13 dicembre 2015 alle ore 18:08
    Senza titolo XI

    Aspetterò che cambi il vento,
    aspetterò che sorga il sole d’oriente.
    Cambierò le mie piume e la mia
    pelle, strapperò via il corpo dall’anima,
    rinascerò senza carne ne ossa,
    da uno e trino sarò essenza.
    Antico maestro svelami i misteri
    del tempo e della polvere, insegnami
    ad impastare con l’argilla del anima
    e la paglia del sapere nuovi mattoni.
    Con essi costruirò il mio tempio
    di Salomone e ne farò residenza
    mia e dei confratelli, che mi
    aiuteranno in questa scalata.

  • 13 dicembre 2015 alle ore 17:57
    Splendore

    Sento
    una pioggia
    di luce

  • 13 dicembre 2015 alle ore 17:29
    Fa bene

    ‘n giorno all’anno
    chi ambisce a governa’
    dovrebbe da’ prova' davanti a tutti
    de sapecce fa’ ed essere er mijiore…
    Dovrebbe essece ‘na legge che per quer giorno armeno
    lo obblighi a bacia' i piedi all’umanità
    -Va be’: solo de quelli che vole amministra’!
    Che ‘n so’ quelli curati dell’amante ...
    Nemmeno quelli belli dei nomi artisonanti
    E manco quelli strani dell’artisti dovrebbe bacia’...
    Sarebbe troppo comodo!
    Dovrebbe prova’ co’ quelli co’ le piaghe delli poveretti
    Apparirebbe utile e farebbe bene
    dovesse ricorda’
    chi pe'r dolore sviene.
     

  • 13 dicembre 2015 alle ore 12:01
    Rosa

    Brilla sull'erba la rosa
    dei fiori è la regina
    contesa per le occasioni...
    sincero ogni augurio 
    d'amore.

  • 13 dicembre 2015 alle ore 8:28
    E m'illudo d'esistere

    Quando i sentimenti
    smettono i panni delle semplici emozioni
    per indossare la livrea delle passioni
    accettiamo di divenire strumenti di felicità
    Esistere
    con la perpetua intensa impressione
    di essere il protagonista di un fiabesco racconto
    nel sogno di alte torri merlate
    pinnacoli con effeto minareto
    bifore e sfingi a proiettarmi
    verso pensieri da mille e una notte
    con le passioni a intuire allegre follie
    e ritornare al tempo dei telefoni bianchi
    a ricordare gli ampi orizzonti
    che si concedevano ai segreti
    degli avventurosi viaggi dell'anima
    strapazzati dai desideri irrealizzati
    E meritar menzioni non urlate
    per l'estrema naturalezza di quelle emozioni
    vissute e donate nell'eleganza di gesti
    che innestano suggerimenti di vita
    interiorità assetate d'amore
    nel dedalo dei vicoli dell'alternanza
    che s'intersecano con i solchi
    tracciati dal sangue versato
    dalla certezza che al Nulla
    succederà ancora il Nulla
    .
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  • 13 dicembre 2015 alle ore 5:33

    Mica sono invincibile... Dietro la mia durezza soffro come le persone apparentemente fragili. Anche con gli occhi asciutti so piangere, ho imparato a farlo quando l'orgoglio mi ha imposto di non mostrare chi ero a chi non lo meritava. Non sono invincibile... E non perché appaio forte puoi permetterti di mettermi costantemente alla prova. Il dolore ha un prezzo, ma risalire dal baratro ne ha uno troppo alto che io non voglio più pagare!

  • 13 dicembre 2015 alle ore 1:34

    Il 2015 sta per lasciarci e il 2016 sta per arrivare. Ma io sono stanca di tirare resoconti finali e non trovare mai un bel guadagno. Si perde troppo tempo gente, troppo tempo con persone di merda, troppo tempo dedicato ad aspettare chi si intrattiene altrove. Si spreca sentimenti, emozioni e lacrime per chi mentre lo facciamo, ride divertito altrove. Soffriamo e ci restiamo male per gesti, azioni e parole ricevute e anche per gesti e parole che ci aspettavamo e che mai sono arrivate. Datemi ascolto; per questo nuovo anno fate meno pronostici, ma imparate a fregarvene di più di chi se ne frega di voi, a smettere di aspettare chi sta volentieri altrove e dite basta alla troppa pazienza, tolleranza e fiducia verso chi non ha dimostrato di meritarla. Imparate invece a seguire chi vi dimostra davvero che vi ama, ad ascoltare chi davvero vi vuol bene e imparate a sorridere di più verso occhi che vi apprezzano e a non farvi più vedere piangere da occhi che in fondo non vi hanno mai notato! 

  • 12 dicembre 2015 alle ore 21:39
    indispensabili

    come acqua finché si è deserto
    come passi finché si è cammino
    come terra finché si è seme
    come foglia finché si è ramo
    come ape finché si è fiore
    come aria finché si ha respiro

    così
    indispensabili
    adesso
    e come già dimenticati

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/12/indispensabili.html

  • 12 dicembre 2015 alle ore 19:41
    Prezioso

    Immobile,
    nel silenzio profondo
    della notte
    trattengo il respiro
    Non voglio perdere
    una sola sillaba
    del mio pensiero

  • 12 dicembre 2015 alle ore 19:29

    Voglio spaccarla in due questa vita, voglio creare un varco al centro di essa, oltrepassarlo e vedere al di la di esso cosa mi ha riservato. Non mi fai paura e non ti lascerò libera di decidere per me. Tu scappi, ma io ti inseguo. Diventi buia, ma io un interruttore per riaccendermi un filo di luce lo troverò sempre. Tu ti incattivisci, ma i cuori umili come il mio assorbono, imparano e distruggono ogni male con l'amore che provano. Io non sono te e tu non sei me... Ma se io non esistessi tu non avresti il tuo da fare, se tu non esistessi io non sarei qui.