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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 novembre 2015 alle ore 12:44
    Il corso delle cose

    Un guscio vuoto
    da cui scorrono rivoli di vita

    A questo un brutto evento riduce…
    succhia l’anima

    Ma il tocco di una mano sulla spalla
    può far tanto

    Ricondurre al corso delle cose
    sgravandolo del peso della solitudine

    Questo il senso dell’umano agire
    quando il bene si eclissa

  • 21 novembre 2015 alle ore 11:35
    coscienze

    coscienze dentro a un foro nel muro,
    martello, chiodo, coscienza che scotta,
    che striscia sui tuoi si, sui tuoi no
    coscienza che suda, sfruttata,
    dispersa in un turbinio di sabbia
    coscienza che urla, soffre,
    instancabile nella sua determinazione
    coscienza che cresce,
    come la sua voglia di scomparire...
    coscienze, improbabili testimoni
    di un'assenza temporale,
    di attimi incontrollati e incontrollabili

  • 21 novembre 2015 alle ore 10:47
    Mare Luna E Sole

     
     
    Oggi il Mare ha l’armonia
    Fatta a misura d'uomo
    Fresco di pioggia passata
    Turchese, calmo e piatto
    È uguale a quello di ieri
     
    Al morire del giorno
    La Luna è rotonda
    Con passi soffici e lenti
    Sussurra tra le stelle
    Il solito tratteggio
     
    Fruga nella vita
    Dona la sua fetta di sogni
    Carpisce l'intensa nostalgia
    Di nuove sensazioni della gente
    Nel respiro della luce del Sole.
     
     
    Cit.  “ Nei silenzi che dissetano i cuori “

  • 21 novembre 2015 alle ore 7:45
    La sensibilità del cuore

    Occhi unti di sorti avverse

    versano ancora lacrime frantumate

    stagnanti nei solchi della vita
    a disegnare le paure dell'anima inquieta

    Caducità represse in abissali malinconie

    manifestano cicatrici affettive
    orfane di sentimenti e d'emozioni

    nello sforzo di ridare valore
    alle consapevolezze del passato

    sollecitate da pensieri regressivi
    che spingono in altre dimensioni del Sapere

    dove Amore e Psiche non lasciano scampo
    alle sensibilità dei cuori
    .
    cesaremoceo
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  • 20 novembre 2015 alle ore 22:53
    non devi gridare più forte

    non devi gridare più forte perchè io ti possa sentire,
     capire....
    è che a me tremano i polsi e sento il gelo scendere come foschia nelle vene
    perchè 
    siamo così fragili
    siamo così piccoli 
    che
    tra il tuo dire il mio ascoltare e comprendere e poi rispondere
    e il tuo comprendere 
    sono trascorsi secoli di silenzi 
    come un fiume in piena presso queste dimenticate periferie del mondo 

    forse un giorno ci incontreremo ancora 
    forse no
    forse un giorno impareremo a leggere il silenzio
    per il momento null'altro sappiamo
    ma tu non devi 
    gridare più forte perchè io ti possa sentire, capire
    poichè il tuo cuore è qui davanti a me nudo e fragile
    come un guanto rivoltato dentro fuori

    il tuo cuore sa
     riconoscere il mio abbraccio
    il mio cuore sa
     riconoscere il tuo
    e allora nulla dobbiamo temere
    non siamo dimenticati
     sotto questo cielo di periferia
    al momento siamo soltanto
    così lontanamente vicini

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/11/non-devi-gridare-piu-forte.html

  • 20 novembre 2015 alle ore 22:33
    La memoria di me

    Nel respiro del cielo

    cammino in silenzio,

    sentendo tra i miei passi

    uno sguardo divino

    e i pensieri

    si appoggiano

    all’anima,

    scrivendo sul foglio

    della solitudine

    parole

    che non riuscirò a dire,

    ma che avranno voce

    quando la memoria di me

    verrà disseppellita

    dalle mani dell’amore.

  • 20 novembre 2015 alle ore 20:41
    Desolanti certezze

    Peccati fluttuanti di criminalità
    s'infrangono su giorni
    arrossati dal colore del sangue

    Capolavori tramandati alla storia

    nell'emozione di poter incidere
    con rapaci zampate

    sui pensieri accesi
    dai fulgidi raggi delle novelle stirpi 

    esecuzioni scellerate a legittimare
    la dignità dispersa nella notte dei tempi

    Bizzarrie e opacità estroverse
    a dimorare nel Nulla

    e indicare il miglior approdo
    alle mavagità compiute

    qualunque sia stato il male donato

    e aprire varchi a rinnovate crudeltà
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
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  • 20 novembre 2015 alle ore 20:34

    Quando sei piccolo e cresci in una famiglia dove non puoi permetterti tutto... A quel poco che arriva, se anche desideravi di più ti sarai sentito rispondere mille volte:"Accontentati"! Un termine che insegna, che nella vita non si può avere tutto, che si deve cercare di essere felici con quel poco che si ha. Poi cresci.... Ed ecco che quel termine cambia completamente forma e significato. Accontentasi è perdere, è non rischiare, è vivere adagiati in situazioni che non ci appartengono. E' tenere determinate persone perché non puoi avere di meglio o perché non vuoi stare solo. Accontentarsi da piccoli insegna i valori... Da grandi spesso accontentarsi di chiunque li fa perdere.

  • 20 novembre 2015 alle ore 17:42
    Pidocchi Di Farina

     
    Incollato alla poltrona
    Il lecchino, intoccabile
    Il pidocchio sul trono
     
    Raggiratore del giusto
    E conoscitore del male
    Sapientone di tutto e nulla
     
    Impaziente nel decidere
    Passato, presente e futuro
    E il destino dei sub-alterni
     
    Meschino e fragile individuo
    Colui che morde tutti i diritti
    E si alimenta sotto la cenere
     
    Puoi dare il meglio di te stesso
    Ma a lui non serve più di tanto
    Si sente un mamma-santissima.
     
    Mia madre mi proferiva sempre
    L’acqua chiara segue la torbida
    Il Signore non me ne voglia sé
     
    Mentre invoco la giustizia Divina
    Mi conforta l’idea che non può
    Soffiare sempre lo stesso vento.
     
     
    Cit. “ Perché gli uccelli cinguettano sempre? “

  • 20 novembre 2015 alle ore 14:19

    Ci sono mani vicine, che non hanno presa. Mani che malgrado stringono la tua, tu cadi... Poi ci sono mani lontane. Mani dalla presa forte, decisa... Una di quelle prese che senti non solo per come stringono la tua, ma soprattutto perché in mezzo al vento, alla pioggia e alle peggiori tempeste tu resti appesa a quella mano amica chiamata "Speranza" e senti che non ti lascerà mai cadere nel vuoto.

  • 20 novembre 2015 alle ore 10:20

    Le donne forti non sono anime prive di sentimenti ed emozioni. Sono donne che hanno scalato montagne, che per arrivare alla vetta sono cadute nel precipizio della delusione e dell'indifferenza di chi le ha spinte giù. Le donne forti hanno un anima "Ricca" di espressioni e sfumature che non mostreranno mai a tutti, perché sono consapevoli grazie alla loro esperienza, che non tutti gli occhi saranno capaci di notarle. Queste donne non sono nate forti, ma le tempeste che la vita gli ha messo di fronte come sfida, le ha fatte cambiare... Perché di fronte al "Male" che ti cade addosso, spaccandoti il cuore, spegnendoti l'anima e graffiandoti la pelle... O diventi forte... O muori. Fa paura la loro forza, sembrano indomabili, insensibili... Ma in realtà hanno solo il coraggio di non dirti mai che le hai "Uccise" dentro. In realtà cercano solo due braccia che con forza ed energia sfondino quei muri e le stringano forte. Per fare questo servono persone e cuori capaci di saper ascoltare nel silenzio il loro grido. Un grido che non può essere percepito dalle orecchie, ma solo dal cuore. Un cuore capace di amare qualcuno pieno di ferite, ma che a sua volta sa prendersi cura delle tue.

  • 19 novembre 2015 alle ore 21:13

    Per Natale non vorrei regali, ma un cuore. Un cuore da unire al mio. Un cuore che batte dentro il petto di qualcuno che sa cosa sia il "sacrificio" che serve a restare in piedi, mano nella mano, nelle difficoltà... Giorno dopo giorno. Vorrei un cuore privo di superficialità, ma talmente profondo da non sapere cosa sia l'apparenza. Un cuore non prepotente, arrogante che sa pretendere e non ascoltare. E' un regalo strano il mio, uno di quei regali che forse solo la magia del Natale può portare. Del resto, cuori veri e capaci di amare ormai non ce ne sono praticamente più. Per questo Natale vorrei vedere tutti i cuori che ancora sanno amare davvero stringere altri cuori caratterizzati dagli stessi valori.

  • 19 novembre 2015 alle ore 16:54

    Fanno rabbia le persone come me. Quelle che sono troppo decise e autonome. Quelle che hanno una sola faccia buona o cattiva che sia a seconda di chi hanno di fronte. Fanno rabbia e spesso fanno sentire inferiori quelle persone che per sentirsi importanti devono per forza avere vicino qualcuno di debole! La debolezza non è un difetto se intesa come fragilità, anche quelle come me, sicure di sé e decise sono persone fragili e sensibili. Hanno solo un concetto ben chiaro riguardo la loro "Fragilità": Mostrarlo a chi merita, a chi è in grado di capire e di non gioirci sopra. Per il resto del mondo vedete pure ciò che volete, perché per noi non sarà mai un problema!

  • 19 novembre 2015 alle ore 16:36

    Oggi non voglio brindare a me stessa, ma a tutti voi convinti e fanatici del loro "IO"! A voi tutti pronti a giudicare e criticare le scelte degli altri... Senza considerare che la vostra opinione non è "Legge". Brinderei a tutti i piccoli uomini che si sentono grandi insultando una donna, solo perché un "NO" non lo hanno digerito. A tutte le persone che fanno della loro vita un'intera conversazione sulle vite altrui. Festeggiamo la fine del rispetto, del dialogo e della comprensione... Benvenuta ipocrisia, maleducazione, finto perbenismo e convinzione.

  • 19 novembre 2015 alle ore 11:15
    La Rondine Smarrita

     
    Sole giallo
    Sole rosso
    Nel cielo terso
     
    Una rondine smarrita
    Vola solitaria e paurosa
    Verso il sole di fine corsa
     
    E perdersi nel rossiccio
    Di una sera fanciulla
    Preludio di forte paura
     
    Lotta contro il tempo
    Man mano più scuro
    Da incutere angoscia
     
    Germoglia il desiderio
    Di benevola compagnia
    E lenire un triste futuro
     
    Ma la sua lotta continua
    Si fa sempre più fievole
    E arrendevole nel tempo
     
    Nel profondo crepuscolo
    Sarà forse uno omaggio
    La differente nuova luce.
     
    Cit.  “ Nel tempo e nello spazio vive un sole provvisorio. “

  • 19 novembre 2015 alle ore 10:12
    Un ciglio di libertà

    Togli quel velo

    che sradica il cielo dai tuoi occhi

    e rende sterile il fuoco

    che cova sotto la cenere dormiente.

    Hai spento l'emozione

    barattando un “coup de foudre”

    con un cerino spento

    seppellendo la tua “joie de vivre”

    tra sterpaglie e rami secchi

    per paura di vedere l'oltre

    e respirare i giorni contromano.

    Togli

    quella parvenza di cerume

    con la quale invecchi la pelle

    affinché convinca lo specchio

    a dissuadere l'occhio dal rimpianto.

    Non c'è catena di diamante

    che valga un sol ciglio di libertà.

  • 19 novembre 2015 alle ore 9:40
    Dal Morso Della Mela -Rivista-

     

     
     
    Dal sacro ignoto
    Ai giorni della merlaNel calore della luce
     
    Il frutto della neve
    Scivola dai pendii
    Nel ventre della terra
     
    Penetra fenditure
    Per nutrire caverne
    E partorire fiumiciattoli
     
    Si diramano ovunque
    A graffiare nel tempo
    Paesaggi incantevoli
     
    All’arrivo della calura
    Il vento del deserto
    Disegna dune variforme
     
    E così dune su duna
    Muta l’immensa distesa
    Occultando vecchio e nuovo.
     
    Mentre nelle viscere della terra
    La lava infuocata freme l’uscita
    Aprendosi la strada fra gli strati
     
    Sino a sputare fuoco
    Dalle bocche eruttive
    Innovando luoghi usati.
     
    Lotte cannibali
    Guerre fratricide
    Si susseguono nei secoli.
     
    È la storia dei corsi e ricorsi
    La guerra dei silenzi rumorosi
    Frutto di quel morso della mela.
     
    Cit. : “ Cozzano le emozioni partorite dalla mente “
     

     

  • 19 novembre 2015 alle ore 9:40
    La Mela

     
     
    Il Morso Della Mela:
     
    Dopo i giorni della merla
    Dall’oltre ignoto
    Dei segreti silenzi
    Nel calore della luce
    L’acqua della neve
    Scivola dai pendii
    Sino a penetrare
    Il ventre della terra.
     
    Il Morso Della Mela:
     
    Nella torride estate
    Il vento del deserto
    Disegna nuove dune
    E sabbia sulla sabbia
    Il deserto dei deserti
    Tumula vecchio e nuovo.
     
    Il Morso Della Mela:
     
    Dalle viscere della terra
    La lava  prorompente
    Fuoriesce minacciosa
    Dalle bocche eruttive
    E crea luoghi infecondi
    Sopra  paradisi usati.
     
    La Nostra Mela…
     
     
    Cit.: “ Lacrime partorite dalla sorgente della mente “
     

  • 19 novembre 2015 alle ore 8:17
    Mi fido di me

    Concetti di vita dispersi nelle miserie

    infami segnali scavano la mente
    a divellere ricordi e passato

    Inerme resto

    in quest'orizzonte incolto e inaridito
    a sperare nella pioggia

    avida di quella terra

    lacera di fiori e avvizzita d'indifferenza

    a saziare le illusioni assetate di speranze

    E prego il futuro che' m'incolli le ali
    e volare tra lacrime e sospiri

    lassù tra raggi di luna nascente
    e allegre nenie del cuore

    suoni dell'Universo a placarmi la coscienza
    .
    cesaremoceo
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  • 18 novembre 2015 alle ore 23:18

    Chi cammina sul filo delle regole non mi piace. Mi piacciono i folli e i pazzi... Quelli che vantano un "Sano" squilibrio mentale. Odio i perbenisti, gli ipocriti e i "So tutto io"! Amo quelli che non sanno mai niente di cosa accadrà domani, ma sanno perfettamente che strada prendere appena sorge il sole. Non ho mai voluto essere "Qualcuno" ed è proprio scegliendo sempre di essere me stessa che mi sono circondata di Amici e di Nemici. I primi stanno al mio passo; diversi, simili, uguali non conta, hanno saputo conquistarmi l'anima. I secondi come i primi stanno al passo si... Ma un passo indietro al mio!

  • 18 novembre 2015 alle ore 22:34
    Venerdì 13

    Oggi
    ho appeso l’anima
    a un nido di vespe.

  • 18 novembre 2015 alle ore 20:33
    Testimonianza stupenda

    Struggente la nenia
    che sgorga dal cuore nobile
    di quest'uomo lacerato d'improvviso
    da atroci e profonde ferite
    Impietoso, pulsa il sangue
    dell'immane dolore,
    sulle note toccanti 
    del suo canto d'amore
    che s'innalza stupendo oltre
    l'assurdo delirio del male
    Sempre cosi tenero, 
    cosi forte, ora così testardo...
    quest'amore non lascia spiragli 
    alla follia dell'odio

    (Dedicata all'uomo che ha perso la moglie nell'attentato terroristico a Parigi)

  • 18 novembre 2015 alle ore 19:12
    Haiku del tè

    L’acqua che bolle,
    il tè che diffonde,
    non sei qui, resto vuoto.
    18/11/15

  • 18 novembre 2015 alle ore 18:57
    Nell'indefinito

    Una parte di me

    vive nell’indefinito,

    in uno spazio

    in cui trasmigra l’anima

    per dimenticare

    il suo peso.

    Floridi sogni,

    figli di un mistico silenzio,

    chiedono

    di non trovare lacrime

    quando cadranno

    dal loro mutevole cielo,

    lasciandomi guardare

    ancora le stelle,

    mentre continua

    il mio respiro.

  • 18 novembre 2015 alle ore 18:11

    Non tutte le vittorie hanno un trofeo. Non tutte le volte che si vince si riceve un premio. Ci sono vittorie che hanno un secondo posto, a volte un terzo e in alcuni casi nemmeno un posto sul podio. Sono le vittorie dell'anima, quelle che ci rendono migliori nella vita. Quelle dove non svendi la tua dignità per un primo posto. Perché potersi guardare allo specchio ha un'importanza ancor più grande. Ci sono vittorie che appendono un premio dentro al cuore rendendolo "Valoroso"... E lasciano negli altri quel qualcosa chiamato "Esempio"!