username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 11 febbraio 2016 alle ore 17:59
    Testamento

     
     
    A Lei lascio:
     
    I pensieri incompresi
    I sogni sempre sognati
    E mai realizzati;
     
    A Loro lascio:
     
    La casa dei miei sogni
    Desideri e speranze
    Mete da raggiungere
     
    A Tutti lascio:
     
    L’augurio di
    Traguardi sereni
    E il verbo dimenticare.
     
    Cit. “ Ricordiamoci che l’ultimo vestito non ha bisogno di tasche. “

  • 11 febbraio 2016 alle ore 17:05

    Ci metto sempre buona volontà nell'affrontare le giornate. Mi impegno ad essere una persona sorridente, positiva e ottimista, ma spesso e volentieri nella gente che incontro trovo altrettanta "Buona volontà" nel farmi girare le scatole e spegnere ogni proposito di positività nel credere che esistano giornate dove il mio umore posso svegliarsi ottimista ed andare a dormire esattamente come si è svegliato. 

  • 11 febbraio 2016 alle ore 10:11
    Vana Ricerca

     
     
     
    Ho guardato l’infinito
    Ho vagato nel cosmo
    Ho vissuto nell’universo
     
    Ho cercato il mio amore
    Ma nel tempo dell’uomo
    Si è spenta l’essenza dell’essere.
     
     
    Nel silenzio ingannevole:
     
     
    Tra gli odori dell’incenso
    Appare un breve sorriso
    È il saluto di un addio
     
    Eri il mio amore
    L’essenza del mio cuore
    La luce delle mie stelle
     
    Ho amato tutto di te
    Conoscevi tutto di me
    Ma ho perduto la guida del faro.
     
     
    Cit. “ Apparire per poi scomparire dietro l’orizzonte “

  • 11 febbraio 2016 alle ore 9:06
    Cavolo Che Tristezza

     
     
    La luna sul mondo
    Oltraggiata dall’uomo
    Si è fatta dispettosa
     
    La farfalla della notte
    Con la sua seduzione
    Ha perduto la calma
     
    L’armonia del mondo
    È a rischio
    Per via del Dio Denaro
     
    L’uomo resta a guadare:
     
    Alluvioni
    Frane
    Eruzioni
    Maremoti
    Terremoti…
     
    La scienza è diabolica
    Se pur a fin di bene
    Vorrebbe governare il creato.
     
    Cit. “ Fiocchi di neve nell’aria di un’alba lontano “
     

     

  • 10 febbraio 2016 alle ore 23:39
    massa corporea

    viviamo
     in una piccola cella in questo remoto angolo del tutto

     siamo
    una fragile e leggera distorsione del tempo e dello spazio

    abbiamo
     massa corporea ossigeno, carbonio, idrogeno
    e invano il vento gira intorno

    riempiamo
    uno spazio minimo in quest’angolo remoto dell'universo

      siamo
     tutti collegati
      sottili fili
    di un velo eterno

    Bo Marco
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/02/massa-corporea.html
     

  • 10 febbraio 2016 alle ore 22:01
    Il potere dell'oppressione

    E provo ancora a contrastare il potere dell'oppresione che mi fa sentire rinchiuso nelle prigioni costruite apposta dai "NO" perpetui della vita a soggiornarvi nel tempo in compagnia di feroci prese in giro tanto forti nei miei drammi da invitare i comptomessi a voler essere per forza la giusta soluzione alle difficoltà col loro inflente prestigio pur senza l'obiettivita' del giudicarmi E sopportare i conti in sospeso con la povertà dell'anima e agghindarli accettando le umane sofferenze del mio vivere e liberando alti nel Cielo i lamenti a librarsi come rondini tra le primavere di questa vita che recita la tragedia di me stesso tramutandola in intrinseca Verità

  • 10 febbraio 2016 alle ore 21:42
    Dormimo... ch'è Mejo!

    “Aò, ma perché abbaj sempre?” - disse er gallo ar cane.
     
    E questi dopo essese stirato sulle zampe davanti e poi su quelle de dietro, uscenno dalla cuccia disse: “Perché ciò er padrone e devo fa’ sentì che lavoro!”
     
    Intervenne er micio nero a debbita distanza, dicenno: “A me nun me comanna nessuno!”
     
    Il cane se lo guardò de storto. De sicuro stava a penza': "Mo me lo magno!
     
    Però s'era appena svejato e poi tutto sommato, c'era abituato. - Quer gatto già ‘o conosceva.
     
    Se rammentò quer che se diceva - che a comannallo ce penzassero le gatte, quanno ar freddo febbraio escono dalle fratte.
     
    Così disse:  “Te credi de esse fico, ma pe’‘n bacetto e ‘n'annusata in giro le botte che pij e quarche vorta te danno pure buca”

    A esse sinceri c’era abbastanza pe’ offendelo, ma er gatto manco se preoccupò e continuò a stassene de fronte e move la coda da  parte a parte.
     
    Er cane avrebbe dovuto rincorelo  ma ‘sta fatica j’era d'avanzo:  oramai era avanti co’ l’anni e poi stava a’ catena. Riprese così er filo cor gallo:
    "E te che dichi ...perché strilli? - De mattina presto fai ‘na caciara..."
     
    Er gallo disse spavaldo: "Pe’ fa’ sentì che so’ er padrone svejo tutte le signore!"
     
    Er cane rabbrividì de freddo all'improvviso - che dice ‘sto gallo? - Mo è lui a comannà... Mo comanna pure lui a ‘sto convento?
     
    Er gatto fu sconvorto dar pensiero che er cane se facesse serio e se girò pe’ evità’  ‘gni questione perché era  vero che ‘sto cane nun’era mai cattivo, ma nessuno je s'era fatto avanti a ‘sta maniera!

    Co' st'indolenza, la disgrazia sembrava potesse capità da ‘n momento a l'artro. E sarebbe stato er gallo, se disse er gatto,  a soccombe, non certamente er cane.
     
    Insomma, p’er gallo nun c'era più gniente da fa’. Le cose erano annate come doveveno anna'.
     
    Er cane invece ritrovò ‘a carma e  pensò 'n attimo se mozzica' a st’impunito, oppure si fosse mejio agì con ’telligenza e tatto. - In fin dei conti campava là pure lui.
     
    Così se accucciò  sur posteriore e disse-  “Gallo stamme a sentì: se è cosi, va be'.  Adesso però stamose un po’ zitti e rimettemose a dormì. So’ stanco!
     
    Aò, s'espresse poco ma andiede ar sodo.

    Dopo de che, s’accucciò del tutto e s'assopì, dormenno co’ n’occhio solo.

    Er gallo s’ammutolì  penzanno: “costui nun è n'attacca brighe e a me, me pare svejo de suo. Non c’è bisogno de fa casino ancora, lasciamolo riposà in pace pe’ ‘sta vorta “e rientrò ner pollaio tra le galline che l'aspettavano contente.
     
    Ner mentre arrivò er padrone che  senza di'  ‘na parola aprì la porta dell'arcova. Prese pe’l'ali er gallo e je tajò la testa co’ ‘n solo corpo de mannaia...

    Er gatto spiccò er sarto e agnede via . Decidenno de stanne definitivamente fori.

    Er cane che nun se poteva move vide tutto e n’ se scompose, penzanno in core suo:
    “Avoja a cerca' d'agi' co’ ’ntelligenza e tatto tra vicini. Tanto poi arriva er padrone a mette zizzania. Mo ‘n'artro gallo dovrà veni’! - Dormimo fin che se p’ò ...ch' è mejo!”
     

  • 10 febbraio 2016 alle ore 19:20

    le parole che non hai mai detto,
    le volte in cui non hai saputo tacere,
    le parti del mio corpo che non hai mai toccato
    e quelle del tuo che non conosci ancora,
    il vino che bevi quando non hai sete,
    i cadaveri che non sei riuscito a seppellire
    (ma i cadaveri rendono più fertile il terreno),
    il sale che non ti lecchi dalle dita,
    i giorni in cui non sei stato viziato dalla mamma,
    i verbi che non hai mai coniugato,
    il nostro futuro insieme che è impossibile,
    purché illuso da qualche parola,
    che poi uno può chiamarle menzogne,
    ma uno non le ha vissute sulla la pelle,
    dimmi che non sei uno.

  • 10 febbraio 2016 alle ore 19:13

    Nel riflesso del vetro: neri capelli bagnati
    intorno al mio pallido viso e, rosso,
    mezzo calice di vino non bevuto.
    Vagavo col cuore nella notte
    sotto l'ombroso braccio
    di un  pino.

    Sul ciglio della strada, accostavo
    il mio passo di fantasma triste
    Non un grammo di lacrima
    turbava il tuo silenzio.

    Mi ha portata fino a qui senza morire:
    entra nella mia solitudine,
    è un posto sicuro.

  • 10 febbraio 2016 alle ore 18:54

    Esce dalla mia bocca
    la notte non detta:
    una donna curva
    su se stessa.

    Tessuti gli angoli di silenzisa desolazione,
    mi avvolgo nel mare bianco della solitudine,
    come un matto legato al suo passato.

    Immergo le mani nella colla 
    che passo sulle curve
    delle tue parole
    cancellabili.

    Rimango così, attaccata al nulla.

  • 10 febbraio 2016 alle ore 12:12
    L'Arte di Dio

    Ho dipinto
    rami ingemmati
    nelle finestre del cuore
    e cuscini di broccato
    sulle poltrone sacre
    della povertà.
    Sulle pareti del boudoir
    ho acquerellato:
    cime inviolate,
    faggeti e giardini,
    pascoli e tenute.
    Ho eretto con cura
    balaustre di marmo
    sui dislivelli della morale,
    e fregiato col tartan
    l’Arte di Dio.

  • 10 febbraio 2016 alle ore 8:54
    Foibe

    Dieci febbraio  oggi del Ricordo il giorno
    verità negata, verità nascosta, verità taciuta
    che per anni una patria vigliacca imbelle
    prona  chinata genuflessa all’altar rosso
    fu titino comunista che vedere qui non volle
    altro rosso ma rosso sangue dalmata istriano
    sangue italiano che da corpi poveri smembrati
    vilipesi torturati forte forte  arrossò carsiche
    pietre di profondi stretti budelli foibe e foide
    e di quanti tanti poi illacrimate ignote tombe
    foibe parola che ancor oggi timidamente
    suona e par di poca risonanza che da allor
    sempre come il divin poeta scrisse Italia
    non donna di provincia appare ma bordello
     

  • 09 febbraio 2016 alle ore 21:45
    Le primavere di febbraio recan sempre qualche guaio

    Abbandonarsi al trasporto

    con l'anima a riconoscere i difetti
    d'alterazioni congiunte alle ansie

    e divenire docile
    agli impulsi delle sue aspirazioni

    Giacimenti marmorizzati d'emozioni
    fanno da comparse

    alle esibizioni dei moralismi
    e alle sfortune degli uomini

    Parole intentate
     a fare il verso dei corvi

    e calarsi nella condizione
    dello spirito di classici eroi

    che svolgono perennemente
    l'attività del perdigiorno

    a far destare e sorgere effimere luci

    paure incontrollate
    a contendersi frivolezze e futilità

    nei racconti d'illusioni
    escogitate anzitempo

    a causare demolizioni
    e duelli interiori

    pensieri assillanti e dubbi tormentosi

    a far cadere nella stupidità

    ogni idealismo della pietà
    che induce al perdono

    E nella miseria di credersi forti
    sopportare le tribolazioni

    accettarne le amarezze

    soffrirne e nasconderne il dolore
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 09 febbraio 2016 alle ore 21:24

    Non screditarti mai... Ne hai fatta di strada. Hai camminato tantissimo, hai sicuramente fatto i tuoi errori e alcune delle cose perse per strada magari sono rimaste dietro proprio per un tuo errore. Altre non per tua scelta e alcune perchè era giusto così. Però ricordati che quei passi percorsi hanno un senso che solo tu conosci nel profondo. Possono giudicarli, capirli oppure accusarli, ma non conta! Sono i tuoi passi, la tua strada... Quindi NON SCREDITARTI MAI!

  • 09 febbraio 2016 alle ore 21:04
    La mia fragilità

    Scrivere della vita...donando al mondo
    i miei sogni

    e la voglia di far conoscere
    le meraviglie che ho nel cuore

    E navigo con i pensieri
    sempre in acque sconosciute

    non sapendo mai
    se approdare su spiagge di libertà

    o su scogliere di leggerezza
    dell'anima inquieta

    tra onde di speranze accantonate

    che si scontrano
    su fronti di opposte sensazioni

    e momenti di felicità
    su stabilità interiori presunte

    E vivo in queste emozioni

    a esaltare la mia fragilità

  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:50
    UNA CAREZZA DI CORIANDOLI

    Era Carnevale, era!
    Io nella folla caotica
    spiavo maschere di ogni colore forma.
    Era il caos, eppure…
    mi giunse una eco lontana
    inquieta ma persistente!
     
    - La nebbia non diradava.-
     
    Svolazzavano coriandoli
    sfiorando le mie gote leggeri…
    Segnò il tempo
    incastonata come un diamante
    una lacrima.
    Sempre tu,
    con passo leggero
    tendesti la tua mano d’angelo
    per seguirne le orme.
    Carnevale e coriandoli
    come foglie d’autunno
    zizzagando caddero nel vento,
    incisi sul cuore
    una calda carezza
    ed un bacio che,
    scandisce le nostre ore!
     

  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:48
    UN CARONTE BUONO

    UN CARONTE BUONO

    ( a Matteo Salvini Lega Nord)

     

    Io t’invento Caronte buono,

    ti pongo tra la madre terra

    e l’emisfero celeste Matteo Salvini,

    tu sei terra e aria

    un traghettatore fra il credere umano

    e la forza terrena,

    di una terra vituperata, l Italia;

    da vipere striscianti

    con nel cuore veleno

    senz’ antidoto.

     

    Un folletto animato d’azione

    che non teme ostacoli

    non ha barriere nè confini.

    l’ipocrisia “rossa” ti fa un baffo…

    tuoni le tue verità

    che sono di tutti noi…

    un portavoce popolare

    in difesa del debole, sempre!

    Orrore, violenza,

    vigliaccheria da chiunque provenga

    la combatti a suon di sagacia.

    Son povere le mie parole

    In questa poesia,

    non contemplano tutto il disagio umano

    ch’è chiuso nel mio cuore!

    Ma la speranza ansiosa

    di un futuro migliore,

    l’aspettativa di un popolo che grida giustizia…

    ha un nome solo; Matteo Salvini.

    Grazie, per ogni tua goccia di sudore.

    Noi popolo italiano

    saremo in grado di renderti

    almeno in parte,

    l’orgoglio di averne fatto parte?

     

     

     

    Enrica Miglioli. 15/8/2017

  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:45
    SVEGLIATI MIO DIO

    Pare Tu abbia creato paradiso e inferno,
    concetto biblico a Te riservato.
    Al paradiso hai riservato
    anime pure,
    lacrime di silicio,
    angeli innocenti e vergini,
    donne uomini a tua immagine,
    nella loro verde età…
    Uomini giusti
    sfracellati nella loro età più bella
    per una manciata di denari,
    massacrati da ingordi e depravati
    uomini di mafia e di stato!
    Essi, farisei moderni, hanno l’anima
    che odora di sangue umano e
    la faccia camuffata da un vello
    color di pece.
    L’ inferno, atavico, ai blasfemi?
    A Te il giudicare,
    qual’ è il corrotto o il corruttore
    il controllato o il controllore
    l’assassino  o la vittima
    il delinquente o l’indifeso?
    Abbiamo bisogno di Te
    Dio mio, svegliati…
    il cielo non è sazio,
    di anime innocenti?
     
     
     
    Note: Biblico: grandioso solenne – della bibbia-
    Silicio: polvere di cristalli grigi – viene impiegato come disossidante –
    Farisei: seguaci della Antica setta ebraica – invettive lanciate da Gusù ai farisei –
      Atavico: carattere particolari di antichi Avi –
    Blasfemi: che pronuncia empietà, sacrilego, irreligioso etc - 24/10/2015
     

  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:43
    STELLA DEL POPOLO ITALIANO

    Sono orme giganti
    segnate da un becero perbenismo
    da un triste dopoguerra
    che credevamo finito…
    grida vendetta gettando strali biechi
    e grigiore, in un benessere sudato,
    segnato da profonde rughe
    rugose umane,
    come le zolle di un arido terreno
    ostile, ai più sacrifici, umani  valori.
     
    Nel suo grembo
    Innumerevoli suicidi di esseri umani,
    che uno stato dignitoso
    dovrebbe difendere…
    calpestato da un ingiustizia melensa,
    da una politica falsa e spergiura
    senza scrupoli!
    Davanti a Dio che vede ed aleggia su tutti
    ci elargisce lacrime amare
    per la codardia e
    l incapacità di ometti in loden
    da lauree bocconiali,
    usate soltanto, per eccessivo potere.
     
     Stella polare
    che hai per nome, Lega-Nord
    dove la tua flebile luce
    illumina il difficile cammino
    del popolo Italiano.
    - NON DELUDERCI ANCHE TU..! –
     

  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:41
    IERI COME OGGI

    ( massacro di cristiani e anziani in uno stato EUcolpevole ed incapace – Senza essere eletti dal popolo italiano; Mario Monti 2011 fino al 28 aprile 2013 è stato Pres. Consiglio dei ministri – Pres.te Repub.Ital: Giorgio Napolitano – Sergio Mattarella, 12º Presid. Repubblica Ital. dal 3 febbraio 2015. - 2013 Matteo Renzi Pres. Consig. Ministri ital. e memb. del Part. Democr. - Laura Boldrini Pres. Camera).
     
    Nel tempo andato
    più di settanta primavere fa,
    cessava una guerra
    ricca di macerie e di vittime innocenti;
    carne viva travolta
    e cadaveri maciullati
    da armi da guerra e bombe...
    Come fuochi artificiali
    indoravano il cielo,
    di morte, calpestando,
    disarmata la dignità umana!
    N’é ricca la storia che,
    oggi si ripete
    in nome del mostro-potere.
    - Senz’ armi ma,
    fende anche l’aria che respiriamo;
    con l’arma sottile
    di un crudo sorriso,
    senza scrupoli, parole violente
    celate da melense decisioni, corrotte.
    Blasfemi religiosi,
    perpetrato nel tempo
    in nome di un Dio,
    dissacrato e bestemmiato
    per coprire il misfatto,
    di un massacro umano,
    del mio tempo!  
    Da Monti a Renzi
    arbitrio personale,
    hanno dato vita ad una casta riluttante
    di sterminio popolare…
    < anche senz’ armi si può uccidere!>

  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:39
    A MATTEO IL LEGHISTA DEI POPOLI

    A MATTEO IL LEGHISTA DEI POPOLI

     

    Come un guerriero temerario,

    senz’armi né scudi

    scendi in campo,

    ogni volta che il nemico

    scaglia stocchi nel cuore

    di un popolo indifeso,

    costretto a mendicare

    un tozzo di pane

    e, un po’ d’amore!

     

    Lotti senza riserve

    dentro un covo d’ipocrisia politica,

    di violenze verbali,

    camuffate da un buonismo becero

    assetato di potere, denaro

    e comodità impensabili.

    Hanno un lessico diplomatico, “loro”;

    ch’è solo una maschera idiota

    costruita d’argilla e

    senza valore alcuno.

    Sganci bombe di umana verità

    per la libertà del popolo italiano;

    onesto, indiscriminato

    vilipeso, violentato, invaso.

    Dove uno stato di serpi

    ha tolto Dignità

    Ideali, Moralità, Civiltà.

     

    Quanto sudore e lacrime fra le zolle

    della madre terra.

    Braccia robuste e stanche la sera

    ma nelle mani incallite

    un tozzo di pane non mancava.

    L’Italia era il giardino del mondo!

    Lo era, oggi è l’urinatorio del mondo orientale musulmano

    e di uno stato, mai eletto da nessuno.

    - C‘è chi le chiama “risorse”…-

     

    La rabbia e l’orgoglio,

    urlato dalla grande Oriana Fallaci;

    è anche nostro…

    lo stesso grido inascoltato

    ancora oggi ribolle Matteo,

    Siamo valchirie del trentesimo secolo

    senza sentirci eroi, ma semplici cittadini

    con un idioma popolare; Libertà!

     

    Enrica Miglioli – 15/8/2017
     

  • 09 febbraio 2016 alle ore 10:35
    L'Attimo E' Tutto

    Dietro al sole di mezzanotte
    Nella luce senza fine
     
    Come nel silenzio del respiro
    Governano i sogni fantastici
     
    Che fanno volare lontano
    Dove desidera il cuore
     
    Ma al risveglio del mattino
    L’anima si libera
     
    E si dissolve nel tempo
    Lasciando la sola voglia
     
    Nel ronzio del silenzio
    Simile ai nostri sogni
     
    Fatti di parole mai dette
    Alla fata della vita
     
    È la nostra vita
    Un bruco mai adulto
     
    Siamo attimi senza tempo
    Notti senza luci
     
    Inquietudine nel silenzio
    Imprigionata nel petto.
     
    Citazione: “ L’attimo è sempre quello giusto… “

  • 09 febbraio 2016 alle ore 10:11
    Uno Sguardo Nella Nebbia

     
     
    Gocce di rugiada
    Odorano la terra
     
    La nebbia nella campagna
    Occulta farfalle tra gli ulivi
     
    Simile a vapore
    Impregna l’abitato
     
    E sulle strade nascoste
    Forma un velo scivoloso
     
    Propizia la fertilità dei campi
    Per la nuova stagione agraria
     
    Domina la malinconia autunnale
    Nascondendo gente case e palazzi
     
    Citazione: “ La bruma è simile agli abissi tutto cela. “

  • 09 febbraio 2016 alle ore 0:35

    Ti sorriderò ogni volta che con rabbia mi guarderai. Ti sorriderò ad ogni mossa che muoverai contro di me. Ti sorriderò quando l'invidia ti divorerà perchè non riuscirà a far morire nemmeno una briciola di me. Ti sorriderò compiaciuta il giorno in cui ti vedrò cadere sommersa dai tuoi errori. Ti lascerò li... Ad aspettare un perdono che solo Dio potrà concederti. 

  • 09 febbraio 2016 alle ore 0:30

    Non tutte le persone che stanno in disparte nel silenzio, tra le lacrime e le loro paure sono persone fragili. Molte di loro hanno un angolo "Oscuro" dove tramano, lacrime finte da versare di fronte a chi ancora è disposto a crederci e vantano paure di ferite che hanno inflitto per primi loro stessi agli altri. Non tutti quelli che urlano, che si difendono con ogni mezzo e tirano fuori le unghie sono persone forti e coraggiose. Molte di loro hanno più paura di altre, ruggiscono per difesa, hanno dignità e sguardo duro per non lasciarsi mai abbattere o distruggere. In un mondo fatto di apparenza purtroppo, molto spesso l'attore va avanti e il vero protagonista resta nell'ombra ad aspettare il suo momento di luce. Credetemi, per quanto il male possa essere forte, arriverà sempre il giorno in cui il bene lo raggiunge e lo divora!