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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 novembre 2015 alle ore 20:32
    Siamo diventati tutti attori...da strapazzo

    Sentire le emozioni
    dall'odore che emanano

    consumandoci nell'inchiostro

    per descriverle e far nascere
    leggende metropolitane

    Parole e silenzi ad affilare
    artigli di false contrarietà

    e imbastire storie
    colme di didascalismi

    ciascuna a patire
    le proprie ombre

    in racconti di fittizi dolori
    e apparenti fragilità

    che hanno nella trama il rituale
    della lamentazione popolare

    in stretta connessione
    con finte lacrime
    e simulate sofferenze
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso
    Copyright

     

  • 11 novembre 2015 alle ore 17:08
    Giustizia

    Da giardini spogli e prostrati
    esalano preghiere
    nutrite di speranza
     
    Come affannosi respiri
    si inerpicano verso il cielo
    e un vento bonario
    le deposita davanti a Giustizia
     
    Sarà mai così abietta, la Dea,
    da distoglier da queste l'ascolto,
    dopo aver tolto tanto?

  • 11 novembre 2015 alle ore 16:04
    L'Indiano

     
    L’amico indiano
    Penna Bianca!
     
    Uomo solo
    Uomo a metà.
     
    Astuto e maligno
    Il Tenente Colombo,
     
    Detto il Commissario!
     
    Conosce tutto di tutto
    Ignora il suo:
     
    Osserva
    Progetta
    Trama
    Ferisce
     
    L’uomo:
     
    Da una mano lunga
    E l’altra corta.
     
     
    Citazine. “ Nel beffardo mattino, un lamento nel cielo azzurro “

  • 11 novembre 2015 alle ore 15:02
    Tu...

    Tu
    che con uno sguardo
    hai acceso il mio cuore...
    Tu
    che mi sorridi
    anche quando non ci sei...
    Tu
    che illumini la mia anima
    d'immenso...
    Tu
    che soffri e gioisci in silenzio
    accanto a me...
    Tu...
     

  • 11 novembre 2015 alle ore 13:35
    Dove vuoi che ponga

    Dove vuoi che  osando ponga
    oggi la speme mia amico caro?
    In un mondo miglior per tutti:
    non più barconi dove la morte
    aleggia, non più di disperati
    ai treni assalti in Macedonia,
    non più le orde al terror truci
    votate di BokoHaram e Isis,
    il santo  suol diventi  poi luogo
    dove l’Ebreo a quel di Palestina
     la man tenda lontane sian le violenze,
    che Russi e Ucraini, Turchi e Curdi
    depongano le armi vi regni la concordia,
    dal mondo su fuggan  focolai di guerra,
    ciascun mortal  un tetto suo poi abbia
     sete fame dolor terror  violenze tante
    de la umana mente  siano sol ricordo,
    ma dell’uom le inclinazioni male note
    credo vana sia  questa mia speranza.
     

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:30

    Avevo anch'io dei sogni, delle aspettative e dei "credo"! Avevo sogni che erano irraggiungibili, ma sapevano di un "Volere" talmente forte che non faceva paura lottare per raggiungerli. Avevo aspettative così importanti, che crederci era naturale e attendere inevitabile. Avevo dei "Credo" fatti di fiducia, una fiducia talmente forte che era impensabile potesse essere tradita. Oggi non sogno più... Ma vivo di un "Presente" molto realista. Le mie aspettative sono diventate "Pretese" di dimostrazioni; perché sulle parole non aspetto più niente e nessuno. Il mio "Credo" è diventato diffidenza perché ho imparato con l'esperienza e le delusioni che per fidarsi servono i fatti. 

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:28

    La mia testa si china di fronte ad un umile conversazione, si abbassa per posare lo sguardo a terra se sento quella sensazione di imbarazzo ed emozione. Il mio sguardo perde sicurezza di fronte a due occhi che mi scrutano l'anima. La mia testa non si china di fronte all'ignoranza e alla prepotenza. La mia testa non si abbassa verso il pavimento di fronte all'arroganza, ma punta alta verso il cielo. Il mio sguardo non cede e non si sposta da occhi cattivi, che cercano di intimorirmi. I miei piedi sono "ALI" di fronte a chi amo e mi emoziona... E "CEMENTO" pesantissimo che non si sposta se sono di fronte a chi pensa di calpestare la mia persona. 

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:27

    Potrei amarti all'infinito e non mi basterebbe una vita per stancare i miei occhi dal guardarti. Potrei prendere con cura tra le mani ogni tuo difetto e renderlo il miglior pregio di questo mondo. Potrei abbattere a son di battiti quel maledetto muro di orgoglio che a volte ci divide... Potrei, quanti potrei. Non c'è un potrei che tenga e possa se in te non trova un "Vorrei"! Avrei dato attimi preziosi, dei giorni miei più belli per condividerli con te, avrei lasciato andare anche l'ultimo giorno di sole per cullare le tue paure e avrei trovato il coraggio anche in un cuore arido come il mio pur di non vederti andare via... Avrei... 

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:26

    Arriva il giorno in cui ti stanchi di piangere. Quel giorno in cui ti arrabbi e ti ribelli. E' una ribellione fatta nel silenzio, una di quelle ribellioni che bruciano dentro al petto, che spaccano il cuore fino a risanarti l'anima. Quel giorno in cui quelle frasi, quelle parole e quei "Luoghi comuni" non ti toccano più. Arriva quel giorno in cui a tutti quelli che ti dicono che sei troppo forte, troppo indipendente e sicura di te, risponderai con il silenzio. Perché l'alternativa sarebbe urlarli in faccia il fatto loro. Gli diresti a gran voce che non è un problema tuo se la tua sicurezza li spaventa! Che non ti riguarda il loro "Piccolo e vittimistico" senso di inferiorità. Gli guarderesti dritti in faccia per dire loro che se sei così forte, sicura e indipendente è perché proprio loro ti hanno insegnato ad esserlo. Loro sono stati quelli che ti hanno spianato la strada dove sei caduta mille volte e dove ogni volta ti sei rialzata ancor più forte. Non lamentatevi se le donne non hanno più bisogno di voi, volete difenderle? Imparate a non ferirle! Volete essere amati? Imparate ad amarle! Volete guardarle negli occhi e accarezzarle? Non pugnalatele alle spalle! Oggi come me credo che molte abbiano imparato a non credere più a nessuno, a non contare più su nessuno e a mostrare debolezze e fragilità a quei pochi volti sinceri che hanno la fortuna di avere vicino; e saranno quelli i volti che difenderanno ad ogni costo! Un posto "Speciale" bisogna guadagnarselo perché a noi non ci hanno mai regalato niente, per tanto niente siamo disposte a regalare!

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:25

    Sono nata sotto una stella "Diversa" dal resto del mondo. Sono veleno e miele, sono angelo che conduce all'Inferno e diavolo che regala il Paradiso. Sono nata per fare incazzare chi troppo lontano da me prova a raggiungermi. Sono nata sotto una stella "Guerriera", non ho armi, non ho scudi e nemmeno un esercito... Non mi servono. Lotto da sola, senza paura e senza strategie. Sul campo di Battaglia una Medaglia D'Onore si consegna solo a chi NON HA AVUTO PAURA, MA IL CORAGGIO DI LOTTARE PER CIO' IN CUI CREDE FINO ALLA FINE... FINO ALLA FINE!

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:24

    Il giorno che smetterò di piangere per te forse capirò l'importanza del tempo. Capirò quanto vale un momento di estremo dolore e la differenza tra le persone come "Me" e quelle che in un secondo gettano dietro le spalle: parole, sentimenti e "Ti amo". Il giorno che smetterò di piangere per te avrò da prendermi cura di me. Avrò da volermi così tanto bene da sapere che il mio cuore non lo devo mettere nelle mani di nessuno, mai più. Invece di amare "Te", amerò talmente tanto "Me" da non volermi perdere più. 

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:23

    Ho brindato ai sapori più amari della vita. Ho alzato il calice di fronte alle sconfitte peggiori. Ho versato champagne sulle mie ferite e le ho rese speciali, importanti e di estremo valore. Ho allungato il liquore con lacrime che sapevano di delusione. Oggi, alzo ancora il calice, ma questa volta lo riempio d'acqua e brindo alla semplicità. A quella semplicità che inizi ad apprezzare dopo aver rincorso l'impossibile, dopo essere caduto troppe volte davanti alla "Grandezza" di chi con tante bugie ti ha fatto sentire "Piccolo"! 

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:22

    Bravi a chiedere a qualcuno: "Perché te ne vai"! Ma in quanti sanno capire che qualcosa non va nel periodo che precede la domanda. Possibile che non ci si renda conto che la corda ormai è troppo tesa, che è stata tirata troppo e per un arco di tempo costante e lungo. Incredulo resto ancora di fronte all'ignoranza di chi dicendo di "Amarti" non si accorge delle mancanze, del dolore e della delusione che dona pur essendoti accanto. E mi arrendo quando mi rendo conto che nemmeno dopo lo capiscono, perché altrimenti quel: "Perché te ne vai" non lo pronuncerebbero. 

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:21

    Essere persone sicure di se è sapere esattamente ciò che si vuole e non accontentarsi di chiunque. Essere forti è essere persone che sanno restare in piedi e non mollare. Non avere bisogno necessariamente di un uomo è vivere serenamente con se stessi, ben equilibrati, è saper aspettare la persona giusta. Sapersi bastare non vuol dire essere invincibili, è rispettarsi e volersi bene senza sprecarsi nei letti di chiunque o regalare tempo a chi non conta nulla. Io non sento il bisogno di avere per "FORZA" qualcuno e non vivo per trovarlo... IO VIVO..PUNTO.... E se arriverà sarò la prima a gioirne... Io sono fiera di non essere ne gatta morta, ne una "Gne gne gne" che per forza ha bisogno di un uomo che la sostiene. E non lo sarò mai... E se agli uomini quelle "COME ME" fanno paura mi spiace, ma io non cambierò. Continuerò a mostrare debolezze, fragilità, dolcezza e lacrime solo a chi decido io.

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:19

    Ai miei occhi non sfugge niente, per questo forse molte persone non reggono il confronto con essi. Loro guardano, osservano e notano anche le più piccole sfumature. Sanno vedere oltre e soffermarsi laddove è necessario dare spazio ad una veduta più attenta e acuta. Non hanno mai paura di cosa possono trovarsi di fronte, esprimono al massimo quello che il cuore sente, ciò che l'anima prova e trasmettono in modo netto e chiaro ciò che la mente pensa. Per questo se non vengono guardati con altrettanta chiarezza punteranno definitivamente altrove.

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:18

    Ci sono guerre interiori che non hanno precedenti o paragoni. Si scatenano dentro e puoi non ascoltare, non seguire l'istinto e lo stato d'animo che portano, ma sapranno farsi comunque sentire. Arrivano dopo periodi durissimi, quelli fatti dei fatidici: "Non mollare"! Arrivano quando anche la mente cede e si arrende. Quando il cuore è stanco di trovare un angolo di pace dentro un enorme casino. Quando l'anima non ha più voglia di cercare la forza e sembra annegare nella rassegnazione. Quelle sono le guerre più pericolose, sono quelle che o ti uccidono o ti renderanno un vero e proprio "Guerriero" sul campo della vita!

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:16

    Incontriamoci nei sogni, dietro le porte della realtà... Laddove ogni cosa è lecita e non importa il tempo che dura. Incontriamoci almeno una volta, dove niente svanisce all'alba perché niente è mai esistito veramente se non in quell'attimo di "Irreale" realtà. Incontriamoci là... Dove il sole sorge ogni volta senza lasciare traccia del dolore che è calato nel cuore con l'arrivo della notte. Incontriamoci dove il rumore di un "Addio" non farà male; perché non c'è un "Addio" dove non c'è mai stato un "Principio".

  • 11 novembre 2015 alle ore 11:16

    Ho quasi fermato il tempo per non perderti. Ho quasi ignorato la verità e quello che era evidente. Non ho pianto per averti perso, ma perché la verità all'improvviso si è presentata a me mostrandomi il tuo volto. Non ho provato rabbia perché ho "Perso" qualcuno a cui tenevo ma perché i fatti hanno parlato al posto tuo cancellando ogni parola espressa, detta e promessa. Non ho deciso di voltare le mie spalle per codardia o vigliaccheria solo perché non potevo più averti, ma perché la mia intelligenza, ragione e dignità hanno gridato forte al cuore: " Amati "! 

  • 11 novembre 2015 alle ore 9:33
    rosa rossa

    rossi rivoli di felicità
    intarsiano uno spazio minimo e fragile in queste periferie del mondo

      rosa rossa dove porta il tuo ricamo?
    verso quale salvifica deriva?

    a te mi affido come un neonato si affida al seno della vita
    e accada quel che deve accadere
    sotto questo grigio  cielo di periferia

      Bo Marco
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/11/rosa-rossa.html

  • 11 novembre 2015 alle ore 9:15
    Il Nostro Tempo

     
     
    Il nostro tempo
    Inesorabile
    Mai lo stesso.
     
    Il giorno
    La sera
    La notte
     
    Cambiano colori
    Mutano odori
    Affascinano la vita.
     
     
    Citazione: (Le Anime sanno capire e perdonare le nostre malizie)
     
     

     

  • 11 novembre 2015 alle ore 8:51
    Scorre il tempo inclemente...

    Scorre il tempo inclemente
    sommerso da desideri di vendette

    incubi che si rinnovano
    in accorate malignità
    e pressanti appelli dell'anima

    vittima e carnefice
    della ferocia della mente

    al cuore ignavio
    nella sua diversa spiritualità
    mai incline al pentimento

    E tu Uomo

    rifletti bene prima di decidere
    se scegliere l'amore o la vendetta

    il perdono o la rabbia
    la Luce o le Tenebre
    .
    cesaremoceo
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  • 10 novembre 2015 alle ore 22:01
    La mia fortuna

    Giorni da odiare

    dove la demenza
    la fa da padrone

    nei foschi orizzonti
    che allertano le sofferenze
    e eccitano i lamenti

    E godo nel piacere
    di sentirmi importante

    sapendo d'aver tutti contro

    a cercare i miei forse
    e i miei purtroppo

    abbelliti con fronzoli
    di mescolanze esplosive

    esibizioni di moralismo
    da minorato da infermità mentale
     
    a far la mia fortuna
    .
    cesaremoceo
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  • 10 novembre 2015 alle ore 13:04
    La fine di ogni romanzo

    Scrivere senza pensare

    con le luci dell'intelletto a intermittenza
    e tentarle tutte per restare
    sempre con me stesso

    con il sapermi d'esistere

    pur in compagnia delle ossessioni
    che m'ispirano e mi distruggono

    colpito dai fulmini delle angosce

    Lavorii della mente

    fuoriuscite viscerali
    a pretendere vie di fuga

    fratture di religiosità a partecipare
    alla lotteria dei sentimenti

    tra i respiri affannati che emergono
    dalle pagine ingiallite dal tempo

    a decretare la fine di ogni romanzo
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
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    Copyright

  • 10 novembre 2015 alle ore 12:40
    Nel Mio tempo

     
     
    Il rumore del silenzio
    Mi lascia alle spalle
    Tante stelle smorte
     
    Ritrovo nel futuro
    Destini brillanti
    Esploro il vivere
     
    Nei suoi segreti
    Ritrovo embrioni
    Di latente verità.

  • 10 novembre 2015 alle ore 11:35
    A Papa Francesco

    A Papa Francesco
    ( Donate una preghiera per il Papa )
     
     
     
    Designato da Dio
    Per indossare il vestito
    Candido della purezza.
     
    È San Francesco in Me
    Lui che mi ha chiamato
    Ed è Lui che vi parla.
     
    La candida colomba
    Venuta a noi tutti
    In una nuvola lattea.
     
    Ai potenti chiede diritti
    Per una decorosa dignità
    E meno divari dell’umanità.
     
    Vuole redimere Roma
    Donare pace e serenità
    A tutto il mondo intero.
     
    È dura vivere in Dio
    È dura essere con i poveri
    Richiede preghiere e dedizione.
     
    Vi invito a pregare per il Papa
    E pregherete per la giustizia
    Latitante in ogni luogo della terra.
     
    Citazione: “ Papa Francesco ha subito indossato le vesti dell’umiltà e della povertà”.