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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 novembre 2015 alle ore 11:25
    Vittorie

    Sul ruvido tappeto della vita
    infili, lento,
    un passo dietro l'altro
    e speri che nulla
    possa esserti di intralcio.
     
    Nel viaggio che fai
    verso il destino
    una cosa, subito, apprendi…
     
    strappare lembi di felicità
    dal ruvido tessuto che calpesti,
    mentre a toccare il traguardo
    ti appresti
     
    Se attendi troppo,
    un sapore amaro
    avrà poi la vittoria
    per esser giunto
    all'agognata meta
    senza bramare premi,
    unicamente teso
    a toccar l'arrivo
    come bravo esecutor
    di ordine imposto.

    Ma la sorte
    è nel mezzo
    che si svolge,
    nel tratto che
    due azioni congiunge:
    levare l'ancora
    e prendere terra.
     

  • 09 novembre 2015 alle ore 18:08
    Ero un'amazzone

    Ero un’amazzone,
    cavalcavo l’onda...
    un’onda alta e fragorosa
    che correva veloce
    tra mille spruzzi
    e grida di gabbiano
    Solcavo le  acque
    dritta al timone
    strette nel pugno,
    le briglie della vita.
     

  • 09 novembre 2015 alle ore 17:51
    Il Plagio

     
     
    Il vero poeta è colui
    Che naviga su onde marine
    No colui che si ritiene
    Scrittore poeta navigato.
    Non rubatemi i colori del mistero
    Racchiusi dentro una conchiglia.
    Il sedicente poeta ignora
    L’aver rubato il cielo
    Spogliandolo delle  nostre nuvole
    L’aver rubato la luna
    Con tutti i nostri palpiti dell’anima.
    Ora so già
    Che ruberà le notti e le sue stelle
    Sceglierà una la preferita
    E la regalerà a una donna
    E la chiamerà luna.
    L’ambizioso amico a metà
    Potrà rubarmi tutto
    Tranne la mia poesia
    Per renderla arida e falsa.
    Il caro amico traballante
    Si vestirà di ipocrisia
    Che non sfuggirebbe
    Al lettore attento.
    Ti prego non offendere
    La mia e altrui poesia.
     
    Citazione. “Ti prego non eludere la mia poesia pura nel petto e renderla arida
    nei cuori del lettore”
     
     

     

  • 09 novembre 2015 alle ore 14:27
    Quel mio sospir d'amore

    Danza nell’aria novembrina e lieta
    volteggia l’ultima foglia dal platano
    caduta ma quella  aguzza punta a me
    per me è acuto  strale e d’amor nasce
    al ricordo forte dall’animo un sospiro
    e quella mulinando  quello lì cattura
     s’alza ecco  un refolo e su l’innalza
    su e più su nel cielo più alla vista
    mia appare dove  mai andrà a cadere
    a posar quel mio sospir forte  d’amore
    mai sarà dato ad alcuno poi di sapere
     

  • 09 novembre 2015 alle ore 11:16
    Ognuno vive la propria guerra

    Marchiato come schiavo
    dei pellegrinaggi nell'interiorita'
    a stupire e incastrare
    il mio vivere e il mio credo
    rifuggo da me stesso
    e dalle accuse continue
    perpetrate al cuore
    nel suo attentare ai pensieri
    e alla loro paura d'invecchiare
    Ossessioni coalizzate a degenerare
    in persecuzioni della mente
    e nella costrizione
    alla lotta per la sopravvivenza
    col destino a rivelare al mondo
    i drammi che hanno scritto la mia storia
    .
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  • 08 novembre 2015 alle ore 23:34
    Lupo

    "Al calar della notte, chiunque sarebbe potuto andar bene purchè allietasse l'infimo vuoto che tempo addietro in te fu inabissato. E all'ora già sapevo e tu già ostentavi; e le parole e le distanze, ed i sogni rinchiusi nelle stanze come vuoti a rendere l' insulsa pazienza. 
    Menestrello animale, dove la pelliccia nera del cane bastardo ha nascosto l'amaro sapore di ciò che, sotto alle carni intrise di veleno, già scorreva per la via del rinnego.
    Chiedevo pietà per la furia che il mio fato aveva e, or dunque, tu scendesti nelle vene come fardello oscuro e dirompente.

    Al sorger del mattino, chiunque sarebbe potuto andar bene purchè non fossi io o lei, o loro; per poi mandare baci crudi e così poco dispiacere (tacito sussulto, buffone, severo e colpevole). 
    Dal canto femmina che portavo nel raccontar pur le minuziose illusioni gentili che la notte scaturiva nel cuore, quando l'anima al tocco velenoso d'amore s'abbandonava al pensiero.

    Credesti, in virtù dei tempi, o mentisti per gentil affanno?
    Se avessi monete te ne spedirei cento; cinquanta per il furto e l'altre per il recato disturbo. 
    E quanto futil fù il mio accorato sentimento nella perdita della valida persona qual'eri all'occhio nudo che portavo?

    Oh, illusione malefica! Se stupida fui, ora soltanto posso vederlo.
    E al morir del sole che partorisce la luna dalle sua acque chete, porti via anche quel sentimento macchiato che con ardore bestiale, tu, riducesti a brandelli come cani randagi che si nascondono nel buio delle grotte aspettando che vi entri un'altra anima pia.

    Qual'è il tuo nome? Che ruolo hai giocato? Che parte m'era stata affidata ch'io non sapevo? 
    Il sospetto divenuto certezza, catapulta la realtà strappando l'illusione eterea dell'affetto che ora, misero, cedo ad altri.

    Divora la tua realtà; forse decisione più giusta non presi e se sol ripenso a quanta indecisione portavo solo per tenermi stretto a te, punisco me stesso per tale pensiero ma non una, due ma ben tre volte; alla terza i cani imparano.

  • 08 novembre 2015 alle ore 21:54
    I segreti dei miei insuccessi

    Nella follia supportata
    dalla lucida razionalità
    ho vissuto l'adolescenza
    dentro  tormenti d'amore
    per la vita e il suo prossimo
    Straordinari attacchi d'arte
    a spronare i desideri
    liberandoli dal grigiore
    in cui erano racchiusi
    da certe giornate d'apatia
    provocatorie e geniali
    a affermare il loro dominio
    E adesso felicemente vivo 
    di una maturità adrenalinica
    nella visione dei versi che scrivo 
    nei quali ogni parola ha la sua storia
    che la rende preziosa
    e incide sul mio stile di vita 
    in uno straordinario concentrato d'eccentricità
    .
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  • 08 novembre 2015 alle ore 20:24

    Sono nata sotto una stella "Diversa" dal resto del mondo. Sono veleno e miele, sono angelo che conduce all'Inferno e diavolo che regala il Paradiso. Sono nata per fare incazzare chi troppo lontano da me prova a raggiungermi. Sono nata sotto una stella "Guerriera", non ho armi, non ho scudi e nemmeno un esercito... Non mi servono. Lotto da sola, senza paura e senza strategie. Sul campo di Battaglia una Medaglia D'Onore si consegna solo a chi NON HA AVUTO PAURA, MA IL CORAGGIO DI LOTTARE PER CIO' IN CUI CREDE FINO ALLA FINE... FINO ALLA FINE!

  • 08 novembre 2015 alle ore 8:52
    Finché dura è fortuna

    Risucchiato nei vortici
    delle spietate crudeltà
    di questo vivere
    mi reco spesso
    nell'altra parte di me
    a cercare l'enfasi poetica
    perduta tra la povertà d'ispirazione
    e l'ambizione dell'espiazione
    E mi ritrovo disgustato
    in quegli insegnamenti
    toni amari della quotidiana commedia
    buoni solo a complicare
    la vita alla gente comune
    icone di coraggio a camminare
    su strade disseminate di spine pungenti
    e agevolare "accademiche menti"
    ciniche e cialtrone
    corrotte e coruttrici
    Io incapace di trasformare
    la ruggine in denaro sonante
    divenuto talento delle acrobazie del cuore
    sempre in lotta tra la voglia di legalità
    e desideri di vendette
    .
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  • 07 novembre 2015 alle ore 23:12
    Pezzi di naso

    Pezzi di naso
    lasciati al caso
    Cercano incavi
    dove svernare
    fissa dimora
    per breve tempo,
    un mese,
    un giorno,
    un’ora.
    Con le narici
    ad inalare incubi
    scalano specchi
    figli d’un incavo nuovo
    incongruente vetta
    illuminata dal buio.

  • 07 novembre 2015 alle ore 21:00
    Profondo rosso

    Racconto la vita a modo mio

    nella certezza che
    dietro apparenti tranquillità

    ognuno nasconde i propri conflitti

    Affreschi ambientati
    in atmosfere care a cuori malvagi

    provocatori e minacciosi

    che scaricano le frustrazioni
    sull'umanità ormai senza passioni

    Tutti contro tutti

    a suonare ballate malinconiche
    dentro le trincee di una guerra
    che nessuno vuole

    ma che viene combattuta
    per non cadere nell'anarchia

    il caos il disordine

    e che invece altro non è
    che il preludio all'apocalisse
    .
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  • Campi nudi,
    Fili di acciaio,
    ed elicotteri di nuvole
    rincorrono orizzonti presuntuosi.

    Siamo stati erba nel cemento,
    Uomini immobili,impassibili,
    persi nel loro volere,
    stesi su prati industriali

    Lontano da tutto
    Lontani da noi 
    In un novembre di nebbia,
    rimasto a casa per malattia

  • 07 novembre 2015 alle ore 8:23
    E mi regalo istanti d'ilusioni

    Al comando delle mie fatiscenti caravelle
    navigo tra le onde voluttuose
    di momenti di panico
    a setacciare i fondali del mio vivere
    Psicanalista senza vocazione
    a lamentarmi sempre
    d'essere in debito di passioni
    m'accontento di sapermi robot con l'anima
    con i pensieri a far colpo sulle Verità
    Moti d'orgoglio sinfonie sognanti
    a intervenire nella profondità del mio Essere
    fragranze ispirate
    a far godere di attimi pieni di vita
    .
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  • 06 novembre 2015 alle ore 21:07
    Pensieri d'annata...a dannarmi

    Archiviato il tempo delle follie

    accetto la saggezza
    come un fiore appena sbocciato

    cresciuto nel giardino dei giorni
    corrosi e travolti dall'incerto futuro

    del quale non conosco ancora i contorni

    E rifletto sui vantaggi
    della mia meravigliosa età

    a celebrare quel che ora so di essere

    E giù sensi di libertà orfani di nostalgie

    a attraversare la mia voglia di fare
    e sprigionare energie interiori

    che m'accompagnano nei miei viaggi
    d'idiota a inseguire i sogni

    Ansie palpitazioni povertà

    a portarmi all'insuccesso

    a rendermi a corto d'idee
    e farmi rifugiare nei pensieri d'annata
    ...a dannarmi
    .
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  • 06 novembre 2015 alle ore 20:28
    Amor della poesia

    Come la musica
    s’innalza
    e sottolinea
    del tenore l’aria
     
    Così la poesia
    mi riveste l’anima
    con minuta rima,
    con celestiale grazia
     
    Solo il poeta
    raggiunge del cielo l’altezza,
    lacrime versando di nostalgia
    di un triste passato senza memoria
     
    Non abbandonarmi, poesia
    sei per me  la vita mia
    non andare via
    rimani per sempre in mia compagnia.
     

  • 06 novembre 2015 alle ore 18:33

    Mi domando perchè accadono certe cose... Il senso di esse! Me lo domando spesso e non trovo risposta. Vedo un mondo sempre più ingiusto, cattivo ed egoista. Non mi piace nemmeno un poco ... Mi piace vedere le persone libere di essere ciò che vogliono e non vite "gestite" o condizionate da falsi padroni del mondo. Vedo persone buone che amo stare male, e non riesco a perdonare Dio di tutto ciò !

  • Luci industriali, moderni bagliori,
    freddo nel sangue,
    elettrica la vita.
    Credevamo avesse circuiti perfetti.
    Ora danza sola nella nebbia
    avvolta nell'umido occidentale
    di un metallico novembre.
    Che riesco a sfiorare.
    Dentro me.

  • 06 novembre 2015 alle ore 9:53
    Spenti i sensi son dal dì dell'abbandono tuo

    Un lontano giorno due innamorati un tempo
    su una spiaggia soli e all’amor giochi ameni
    dolci vision e all’animo portavano gaiezza
    ma... ancor vorrei sentire il franger dell’onda
    marina fragorosa sugli scogli e qui la spuma
    nascente e a morir pronta tu veder coglier
    con le mani il salmastro spruzzo al labbro
    assaporare nostro e del mar l’odore fresco
    respirare e lì in alto sentir il canto del gabbiano
    e quel suo leggiadro volo con te poi rivedere
    vana illusione sol nebbia silenzio muta la natura
    che spenti i sensi son dal dì dall’abbandono tuo.

  • 06 novembre 2015 alle ore 7:19
    soltanto l'inizio della storia

    soltanto l'inizio della storia
    perchè null'altro chiede chi ama

    soltanto l'inizio
    perchè il resto della storia è il cammino 
    insieme

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/10/soltanto-linizio-della-storia.html

  • 05 novembre 2015 alle ore 20:58
    Stimoli d'inchiostro

    Ricordi d'ideali
    d'un giovane spensierato
    e d'inesauribile vivacità
    etichettano il mio tempo
    e suggestionano
    il modo in cui scrivo
    a essere più "colorato"
    nei momenti cupi
    e "ringhioso"
    nei pensieri incattiviti
    dal trovare rifugio
    sotto tetti di angeli caduti
    a fare eco
    alle contestazioni interiori
    e ostentare il sapere
    nell'imposizione di tradizioni
    ormai obsolète
    .
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  • 05 novembre 2015 alle ore 20:02

    Essere persone sicure di se è sapere esattamente ciò che si vuole e non accontentarsi di chiunque. Essere forti è essere persone che sanno restare in piedi e non mollare. Non avere bisogno necessariamente di un uomo è vivere serenamente con se stessi, ben equilibrati, è saper aspettare la persona giusta. Sapersi bastare non vuol dire essere invincibili, è rispettarsi e volersi bene senza sprecarsi nei letti di chiunque o regalare tempo a chi non conta nulla. Io non sento il bisogno di avere per "FORZA" qualcuno e non vivo per trovarlo... IO VIVO..PUNTO.... E se arriverà sarò la prima a gioirne... Io sono fiera di non essere ne gatta morta, ne una "Gne gne gne" che per forza ha bisogno di un uomo che la sostiene. E non lo sarò mai... E se agli uomini quelle "COME ME" fanno paura mi spiace, ma io non cambierò. Continuerò a mostrare debolezze, fragilità, dolcezza e lacrime solo a chi decido io. 

  • 05 novembre 2015 alle ore 19:38
    Ricordo una strada

    Ricordo una strada

    distante dalle mura del mondo,

    che avanzava leggera

    presso il tuo sguardo

    innalzato in un cielo

    inebriato di lampi ribelli

    e stelle immutabili,

    come quei sogni

    rinchiusi nei nostri abbracci,

    convergenti nell'amore

    di quei pregiati giorni,

    tracciati ormai

    nella mente

    e di quelle notti

    sacre e indecifrabili,

    passate tra emozioni inedite,

    cosparse anche

    di silenziose lacrime

    per non poterti dire

    di restare,

    soprattutto nei miei inverni.

  • 05 novembre 2015 alle ore 8:12
    La nostra età

    Nella versione romantica del nostro esserci viverci diventando noi stessi la melodia di tutti i giorni arricchita nel tempo di nuove note impreviste vibrazioni a renderci più sicuri più pieni subdoli cambiamenti a ricercare magnetismi e desideri che facciano mantenere lo sguardo aperto sul mondo a leggere le emozioni sui cuori E vivere la nostra età senza mascherarci accettandoci senza ricorrere a cose che non ci sono più e non morire nei rimpianti o nel ricordo della bellezza che fu

  • Cuore industriale.
    Pelle di acciaio ed ossa di bambù.
    Eravamo metallo, o forse non metallo.
    ed ora siamo fumo che riempie le strade
    fuori
    non i cuori.
    Non a Novembre.

  • 04 novembre 2015 alle ore 22:34
    Per Te,donna

    Nella femminilità che accomuna gl'istinti
    e trova la sua realizzazione
    nell'alternarsi con la classica mascolinità
    facendone un accessorio proprio
    come un gioiello da esibire
    vivi stili eguali e contrapposti
    spensierati e pieni d'affetto
    a esaltare le sfumature dei sentimenti 
    e trasformarli in favolosi tesori
    da seppellire nei riverberi
    dei giardini della poesia 
    .
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