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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 01 novembre 2015 alle ore 18:40
    Il Gabbiano

    Vola libero nel cielo
    Il gabbiano solitario
    Sorvola il mare blu
    Alla ricerca di cibo.
    Si riflette nell’acqua
    Calma e trasparente
    Dall’odore salmastro
    Quando gioioso gioca
    E si rinfresca il petto
    Tra le onde spumose.
    Serpeggia nel porto
    Fra le vele variegate
    E le prime lampare
    Che allietano la sera.
    Scompare nello scuro
    Privo della sua ombra
    Tra le stelle della notte
    Per riapparire aitante
    Nella tenera mattinata
    E riprendere rafforzato
    La scorta al navigatore
    Nel nuovo dì che danza.

  • 01 novembre 2015 alle ore 17:58
    Fotografia Del Mio Sindaco

     
    Il sommo,
    figlio dei re
    e degli dei,
    nato nel plenilunio
     di una notte stellata;
    musicista e suonatrice
    di una tamburiata nera.
    Il nostro, il mio sindaco
    dai due pesi e due misure,
    mah!  occhi grandi e cuore immenso;
    vede tutto ciò
    che gli occhi altrui
    vogliono vedere
    e non vede quello
    che i suoi occhi guardano;
    condannato all’inquietudine
    eterna e tenebrosa
    dai suoi stessi angeli custodi.

  • 01 novembre 2015 alle ore 17:57
    Soncerita

     
     
    In questa notte silenziosa
    Quanta voglia di sapere
    Imparare a schivare insidie
     
    In questo nostro tempo
    È difficile trovare sincerità
    Ecco perché volano i miei sogni
     
    Viviamo tempi bui, di odio, vendette
    Dove i sentimenti fuggono dall’anima
    E non riusciamo a piangere per nulla
     
    Solo il Cielo piange per noi
    Per lavare le colpe dell’uomo
    Mi chiedo tra me e me
    Quando ritornerà l’Amore.

  • 01 novembre 2015 alle ore 17:56
    Senza Titolo

     
    …nuvole incerte
    Dall’andare stanco
    Anno offuscato il cielo.
     
    Ora il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    E su di un mare rumoreggiante.
     
    Poi urla più forte sotto la pioggia
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante.
     
    E mentre la natura vuole sorridere
    Ed il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del sapere… Si dispera.

  • 01 novembre 2015 alle ore 15:41
    AMORE

    Ci rende anime, 
    Perse o in volo,
    Ma anime 
    Affamate di vita.
    Coraggiosi
    Dal sonno rilassato.
    Poter dire:
    Più non sono
    Non sei
    Ma saremo
    Siamo.

  • 01 novembre 2015 alle ore 9:32
    Quotidianità

     
     
     
    Sin dall’alba di oggiIl giorno sfuma i suoi colori
    E tra il vagare delle nuvole
    Il vento frantuma i suoi lamenti
     
    Anche lassù nell’Immenso
    Fra la luce e il quieto silenzio
    Lievita il quotidiano appagarsi
    Delle martellanti insicurezze
     
    E così il petto apre porte e finestre
    Per scrutare i luoghi senza ansie
    Dello scintillante e luminoso Universo
    Che fa esplodere il vulcano del cuore
     
    L’anima straripa colma di gioia
    Nei palpitanti e rinnovati attimi
    Della mutata realtà del vivere
    La futura quotidianità. 

  • 31 ottobre 2015 alle ore 20:55
    Marika delle Scotte

    Nel lettino bianco,
    due occhi sporgenti 
    e confusi 
    strizzano il giorno 
    fra le palpebre cadenti 
    Le mani protese, 
    si chiudono a pugno 
    sulle perle medicanti 
    e lievi si innalzano 
    seguendo l’onda del capo 
    Le perle rotolano 
    nella gola bagnata 
    dall’acqua amara 
    di gocce calmanti 
    Risatine seguono 
    ad urla arrabbiate 
    e poi ritornano e colorano 
    la tua voce bambina 
    incastrata 
    in un corpo di adulto 
    che niente domanda 
    ma ti comanda 
    Comanda alle “voci” 
    di dirti cose 
    che ti fanno impazzire 
    oppure gioire 
    Vorrei, 
    accostarmi al tuo orecchio 
    e anch’io sentire 
    quel che hanno da dire 
    e rispondere male, cattiva, arrabbiata 
    quando i tuoi occhi 
    di paura si bagnano 
    e le tue mani come ali tremano 
    Ti guardo. 
    Dai piedi del letto 
    ti mando un sorriso 
    e ti regalo 
    parole cantate 
    per farti sentire una voce 
    più umana e più calda 
    che come musica scende 
    sul pensiero tuo addormentato 
    e lo vedo accendersi 
    e colorarsi di vita 
    Se solo la voce, la mia 
    avesse davvero la musica 
    potente più delle “voci” 
    per darti il risveglio,
    canterei parole bellissime 
    In braccio 
    come una bimba ti prenderei 
    allontanandoti 
    da quel bianco lettino 
    e per mano ti trascinerei 
    in una danza gioiosa 
    in un rito leggiadro
    di inno alla vita, 
    ti slegherei. 

    dedicata ad una ragazza ricoverata a Siena, ospedale "le Scotte"
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 16:49
    Sono stato un giovane senza frontiere

    Della mia vita
    voglio raccontarvi la storia
    che ne affonda le radici
    in avventure ricche d'emozioni
    carezzata da brezze di sentimenti
    folate di atmosfere sognanti
    a esaltare la mia interiore semplicità
    E ho aperto ogni porta del mio Essere
    a chi ha voluto accomodarsi
    al desco delle delizie che offre la vita
    donando e ricevendo l'energia positiva
    che contraddistingue gl'incanti dell'anima
    e che grazie al mio sapere
    e al piacevole modo di viverlo
    ha plasmato questa saggezza
    divenuta il male incurabile
    del quale morirò
    Di queitempi ho il piacere
    di tramandarne gli insegnamenti.

    cesaremoceo
    diritti riservati
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  • 31 ottobre 2015 alle ore 16:37

    Quando qualcuno ti dice che non ce la farai, non prendertela: sarà un incentivo in più per farcela. Quando qualcuno ti dice che non sei all'altezza, non arrabbiarti: sarà l'occasione per dimostrare che sei superiore. Se qualcuno ti dice che sei sbagliato, non ascoltarlo: sarà un motivo per dimostrare quanto sei sicuro di te stesso. Se qualcuno ti mette in un angolo, non aspettare: sarà il modo per far vedere che da un pezzo non accetti imposizioni. Quando qualcuno ti calpesta, guardalo in faccia: sarà il modo per fargli capire che a determinati atteggiamenti l'unica cosa che di te vedranno saranno le tue spalle! 

  • 31 ottobre 2015 alle ore 15:43
    Morte dell'amore

    Un amore mai nato,
    mai sbocciato,
    nascosto,
    represso
     
    nel mio cuore
    sopito,
    mal celato,
    ormai passato;
     
    non posso più amare 
    creatura sublime,
    nobile fiore,
    raro diamante
     
    sollevare,
    gioioso rendere,
    alleviare,
    il tuo sentire
     
    per te
    amante essere
    nel nostro apparire,
    nella nostra tristissima sorte rivivere;
     
    solo la memoria
    di ogni ora,
    insieme a te passata
    non perirà.
     
     
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 10:50
    Idillio

    Uno specchio lucente
    ritrae il bel sorriso
    che porti sul viso degli altri
     
    Uno specchio lucente
    ritrae il bel sorriso
    che un grazie giunto dal cuore
    porta sul viso
    con scolpito il tuo nome
     
    Quando doni parte di te,
    la fiamma del bene ti scalda
    e accende un universo
    dove l'idillio regna.
     

  • 31 ottobre 2015 alle ore 9:18
    Restami accanto

    Spesso mi sembra
    di sentirti ancora...
    Rivedo le tue mani
    ruvide ma buone
    e i tuoi occhi
    che indagavano
    il mio cuore.
     
    La tua voce poi
    non mi abbandona...
    non mi lascia mai sola.
    Nessuno più di te
    mi può comprendere-
     
    Mentre percorro mesta
    la mia strada
    chiedo a te consiglio
    e in te trovo l’affetto
    che i vivi non riescono
    più a darmi.
     
    La tua forza
    me la sento dentro
    in te mi specchio
    e, mentre la notte
    si avvicina all'alba,
    ti chiamo a voce alta...
     
    ─Padre mio
    restami accanto!
     
     

  • 30 ottobre 2015 alle ore 20:34

    Si dice che l'indifferenza uccide. Io credo che ancora di più possa uccidere "Una falsa presenza". Scoprire nei momenti peggiori di essere soli, di aver portato con sé persone sbagliate, persone che ci hanno chiamato "Amici" fino all'ultimo giorno in cui eravamo felici, spensierati e senza problemi. Quelle stesse persone che nel momento del dolore, nei giorni di difficoltà si disintegrano dentro un silenzio fatto di assenza, di menefreghismo e di un'atroce insensibilità. Questo uccide... Scoprire di essere stato solo sempre quando in realtà credevi di non esserlo. Scoprire di non aver mai conosciuto veramente chi camminava al tuo fianco. 

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:47
    Il Pastore Solitario

    Sin da bambino
    Nel respiro della sera
    In silenzio e da solo
    Varca sentieri di vita
     
    Laggiù dalla valle
    Sale il canto della fiumara
    Unica musica di una sera muta
    Che evapora nella notte morente
     
    E mentre filtra la prima luce
    A disegnare i colori dell'alba
    Finisce il tempo del riposo
    Anche per il branco di lupi
    Che smette di ululare alla luna
     
    E allo smorzare del suo sfolgorare
    La voce degli alberi saluta il giorno
    E pure al pastore sulla riva del fiume
    Inebriato da sogni  mai concretizzati
     
    L'uomo ferito si chiede i limiti
    Dei limiti dei suoi confini
    Delle notti vuote e senza voci
    Della malinconia e dell’angoscia
     
    Allora la sua d'imprecazione
    Sale  oltre l’interminabile
    Che lo copre con il  suo velo grigio
    Senza uno squarcio  d'azzurro
    Mentre il nuovo crepuscolo
    Ridisegnano il solito crepuscolo.

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:45
    Il Pastorello, Pastore

    Solitario
    Pensieroso
    Vagabondo
    Rubato alle gioie
    Della Vita
    E regalato al dolore
    Sempre allo sbando
    Fra pianure
    Colline
    E Vallate
    In compagnia dei cani                                                                                               Le creature dal manto
    E della natura amica
    Padrone dei solo pensieri
    E dei sogni coltivati
    Tra una fermata al fiume
    E una all’ombra
    Della quercia
    Sempre in aspettativa
    Che il giorno s’addorma
    E che tarda a svegliarsi
    Per stipare ricordi sognati
    Vivi nella mente e nel cuore
    Ma le notti sono fugaci
    E svaniscono come nebbia
    Al rituale nascere dell’alba
    Che lo riconsegna alle dure
    Battaglie del nuovo giorno.

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:35
    Il Pastore

     
     
    Una quercia e un pino
    Si fanno compagnia
    Un trattore nei campi
    Sassi sparsi sulla via
    A due passi un ruscello scorre lento.
    Nel prato mille colori e ricchi profumi
    Mentre io consumo un sentiero
    Che porta verso il nulla.
    Lontano, lontano dagli alberi
    Odo venire una musica di vento
    È presagio di compagnia.
    Rimango seduto
    Con i miei pensieri solitari
    Senza perdere di vista il gregge
    Che come sassi viventi
    Si specchia nei miei occhi di pioggia.
    Ad un tratto imploro preghiere al cielo.
    Silenzio!
    Silenzio!
    Miracolo!
    Arriva qualcuno!
    Corre verso di me!
    Non è un uomo!
    E' una donna!
    Apro il mio cuore
    Alla  speranza…
    Ma presto mi accorgo
    Che è solo un miraggio
    Sognato ad occhi aperti.
    Ritorno con la mente
    Alle pecore, all'ovile
    Alla mia vita di sempre.

  • 30 ottobre 2015 alle ore 19:25
    Cammino tra le indifferenze del mondo

    Accovacciato sotto i portici dell'Esistenza
    ripenso alla genuinità dei miei pensieri
    movimenti interiori
    a dipanare emozionali percorsi dell'anima 
    e svelarsi di saperi e sapori
    Anima solitaria
    cammino tra le indifferenze del mondo
    nel rammarico di non abbisognarmi
    delle cose imparate
    E vergognarmi delle altrui tristezze 
    nel dondolare nell'altalena del destino 
    a ricordarmi chi e cosa Sono
    prima di allontanarmi dalla mia condizione
    verso il tempo che aspetta solo di portarmi via
    .
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  • 30 ottobre 2015 alle ore 8:47
    La mia anima

    E ritorno ancora al presente
    a raccontare la mia anima
    a sfogliare il libro già scritto del mio Essere
    a rileggere l'improvviso
    delle decisioni irrealizzate
    e riascoltare l'eco dei pensieri
    coccolati dall'esperienza
    ricchi di memorie e ricordi
    atti d'amore verso la mia famiglia
    le mie origini il mio Prossimo
    E rendo indissolubili
    i sentimenti che mi legano al mondo
    che il tempo e le distanze
    non riescono a ledere
    .
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  • 29 ottobre 2015 alle ore 21:49
    Prima che sia troppo tardi

    Partirò
    domattina all'alba
    tra i fumi di un caffè bollente
    che lascia in bocca
    l'acre gusto dell'inganno.
    Devo andare
    prima che sia troppo tardi
    prima che la rosa nel bicchiere
    sparga i suoi petali
    sulla nostra indifferenza.

    Sono stanca e forte
    e tu, non avere
    quello sguardo di resa.
    Là fuori
    c'è odore di buono,
    c'è il vento
    che mi soffierà
    aria nuova sul viso,
    c'è una traccia d'arcobaleno
    ed io...devo dar vita
    ai colori del mio disegno.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 20:57
    La lavandaia

    Una carriola lenta cigolava
    una vecchia curva lavandaia
    limpida scorreva nel fosso
    l’acqua e quell’odor di saponaria
    e di sambuco antico e di menta
    selvaggia verde e il colore poi
    lì s’accompagnava di lenzuola
    a nuovo splendor dallo splendor
    del sole rinnovate e quel sorriso
    lieto volto al cielo oggi raccolti
    fissi nella memoria dei ricordi
     

  • 29 ottobre 2015 alle ore 13:14
    La mia vita

    Mi è bastato un nome
    che nessuno voleva,
    mi è bastato inciampare
    in un mattino ubriaco
    o in un lamento del mare.
    E' servito nascere sbagliato
    per scoprirmi in vita,
    affezionato al silenzio
    della mia stessa pelle.
    Ho vissuto malgrado il vento
    che mi cercava tra i rovi
    per farmi appassire
    ed è servito perdermi
    per morire più dolcemente.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 12:39
    Ho sognato la mia penna

    Ho sognato la mia penna
    elegante e ironica
    a disegnare il tempo
    con tratti decisi
    stati d'animo a rivelare la realtà
    che aleggia intorno alla mente
    Ascetismi e armonie
    esibizionismi studiati
    a scavalcare la Verità
    Esultanze e pianti
    a disegnare affreschi e mosaici di vita
    e farne uso e abuso nei soprusi
    idee ispirate dall'imposizione del proibito
    con i sentimenti addobbati all'occorrenza
    e mescolati tra loro
    a divenire infusi alchemici
    del fascino verso l'ignoto
    E allora è inutile
    continuare a guardare
    al di là de mare
    .
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  • 29 ottobre 2015 alle ore 8:26
    Rubar le stelle

    Fatto leggero in ciel vorrei volare
     lì dall’Universo più stelle poi rubare
      il nome tuo con quelle compitare
     stelle cadenti con strisce luminose
     meteoriti comete i fuochi ardenti
    loro cerchi lucenti  di costellazioni
     a quel mio scritto da contorno fare
    così che nei dì dall’imbrunire all’alba
     in eterno l’Universo quanto t'amo sappia
     

  • 28 ottobre 2015 alle ore 22:31
    Un tempo e Ora

    Armoniche erano le parole che si susseguivano un tempo, come le note di una musica accompagnata da un canto intonato da una voce limpida.
    Rochi sono i pensieri che si accavallano, offuscati dai loro simili e da se stessi. Guardano il riflesso di ciò che è stato, calano le palpebre davanti a cio che è. E la meta appare e scompare. Gli occhi si perdono in troppi sentieri.I piedi disdegnano il percorso segnato. L'anima ruggisce e si strugge. Parole urlate al vento si disperdono insensate. Il ritmo prosegue incessante, scandendo il tempo residuo che troppo velocemente scade.
    Un passo avanti. Tre indietro.
    Un ritratto sbiadito. Ed un altro, allora.
    Una goccia di pioggia confonde ancora.
    Un tempo le tasche ho svuotato. Ma non Ora.

  • 28 ottobre 2015 alle ore 10:53
    Amo

     
    Io amo.
     
    Amo
    La compagna solitudine
    Che si consuma fra quattro mura
    E dura la luce di un frammento di stella.
     
    Amo
    L’amore vero
    Che come una pioggia di stelle
    Ti bagna di luna
    Ti asciuga di sole.
     
    Amo
    L’amica solitudine
    Che nel riposo solitario
    Ti ciba nell’animo.
     
    Amo
    L’amore puro
    Di una donna dorata
    Dal cuore vermiglio.
     
    Amo
    Il papavero rosso
    In un campo di grano
    La farfalla variopinta
    Che mi fa volare in alto
    Sempre più in alto.
     
    Io amo.