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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 15 febbraio 2016 alle ore 19:45
    Due Cuori Di Farfalla

     
     
    Il mese di maggio
    Ha il cuore con le ali
    La natura si rinnova
    E tutto attorno fiorisce
     
    Vicino alla finestra
    Una vecchietta sola
    Recita il solito rosario
    Mentre osserva la vita
     
    Un uomo dai passi lenti
    Attraversa la via deserta
    Si siede su una panchina
    E si nutre del cielo sereno
     
    Osserva il volo di una farfalla
    Che si diverte da mattina a sera
    A volare da un fiore all’altro
    Per poi smarrirsi nella notte
     
    Anche la luna con i vecchietti
    Gioisce all’arte degli innamorati
    Teneramente stretti cuore a cuore
    Al cospetto delle stelle scintillanti
     
    Non è un sogno, nemmeno realtà
    Quei due vecchietti, i miei genitori
    Non contano più il precipitare dei giorni
    Ma vivono lassù una realtà senza tempo.
     
    Dove tutto è Amore!
     
    Cit. “ Nell’Aldilà si vive una realtà senza tempo, l’Amore.“

  • 15 febbraio 2016 alle ore 19:44
    Cuor Di Farfalla

     
    Candide emozioni
    Animate da sentimenti puri
    Che stimolano sensazioni
    E esaltano la vita sognata
    Ad occhi aperti
    In un petto che sussulta
    Possibile e impossibile
    Come una farfalla
    Che non decolla
    Per il peso degli anni sulle ali
    E vive a cuor leggero
    Ignara e sconsolata
    Ma che ispira
    Sentimenti nascosti e palesi
    Ad un cuor muto
    E sorridente
    Eppur mai soddisfatto
    Sia pur con pochi anni sulle ali
    E molti da pensare
    Dove il destino destinerà
    Mentre un cuore piangerà
    Quando penserà al giusto
    E all’ingiusto della vita
    Che cammina imperterrita
    Incurante e traditrice
    E rimpiangerà
    La strada camminata.
     
    Cit. “I cuori teneri sono cuori di farfalle, ispirano sentimenti reali. “
     

  • 15 febbraio 2016 alle ore 19:44
    Certi Sogni

    I sogni sono desideri
    E certi desideri
    Si possono realizzare
     
    Un filo lega il sogno
    All’inconscio
    Il sogno ci legge dentro
     
    Ci ammutolisce
    Basta saperli leggere
    E darci risposte certe.
     
     
    Cit. “ I sogni sono risposte certe alle speranze e alla realtà del proprio Io. “

  • 15 febbraio 2016 alle ore 11:48
    La Mia Venosa

    Venosa è lunga
    Larga e piana
    ha quattro entrate
     
    Ha due fianchi
    Due vallate
    E due ruscelli
     
    Che il terreno 
    Ingrassano
    Degli orti e giardini
     
    I due ruscelli
    Si tuffano
    Nella fiumara
     
    Ricca di pesce
    E poi si perde
    Nella diga
     
    La città seduta
    Su un terreno fertile
    Ricco di vigneti e ulivi
     
    Differentemente
    Esposti al sole
    E nello stesso mese
     
    Maturano
    Uva e olive
    Prima o dopo
     
    Per via dei confini
    Siamo lucani
    O pugliesi?
     
    Cit. “ Liberamente tratta da emilio basta dai “Capitoli” 222 – 246 del Volume di  
    Luigi Tansillo “

  • 15 febbraio 2016 alle ore 9:56
    Anime morte sconosciute

    Anime morte sconosciute
    Oggi di voi nulla è dato di sapere
    anime morte sconosciute nulla
    la neve ricopre quei di un tempo
    i  volti vostri e i nomi e gli anni
    nulla né vecchio bimbo fanciulla
    non vi è storia né di voi passato
    solo un presente qui silente muto
    in attesa di un futuro misterioso
     

  • 15 febbraio 2016 alle ore 9:07
    Nel Silenzio Del Luogo

     
     
    Ancora una volta
    Il sole è ritornato
     
    In questo lieto giorno
    Ho deciso di pregare
     
    Una spontanea esultanza
    Di trascorse esperienze
     
    Sotto un cielo stellato
    Ho rubato il mondo
     
    Ho parlato alla luna
    Nel silenzio del luogo
     
    Mi ha ridato l’esistenza
    Che si nutre di dolcezze.
     
    Citazione: “ I versi dell’animo nel respiro del tempo. “
     

  • 15 febbraio 2016 alle ore 9:02
    Il Profumo Dell'Attesa

     
     
    È arrivata la pioggia
    Che disseta la terra
     
    Dell’assolata campagna
    Nella fresca primavera
     
    Mentre gli uccelli
    Scuotono le ali
     
    Liberi e felici starnazzano
    Sull’erba bagnata
     
    Due passeri in amore
    Si beccano indisturbati
     
    Le voci dei contadini
    Smettono di implorare
     
    La luce si allontana
    Nel nuovo tempo che danza
     
    E saluta il pastore
    Che accarezza il gregge
     
    Un nuovo giorno
    Ricama la vita
     
    Il profumo della pioggia
    Ha placato le aspettative.
     
    Cit. “Il profumo della pioggia pregata quando arriva appaga ogni aspettati

  • 15 febbraio 2016 alle ore 4:26
    Il quinto segreto

    Ascolta sangue mio
    un attimo soltanto per favore
    E' rumore
    Ora basta,ti fa male
    Ed ora guarda infinito amore
    Lo vedi?Lo puoi vedere?
    E' dolore
    Chiudi gli occhi chiudi gli occhi subito,ora.
    Respira profondo 
    Lo senti dentro,ne sono certo
    Fallo entrare,pochi secondi,prendilo
    Come ti senti?
    Cosa ricordi?
    Ferma il respiro adesso
    Corri lontano adesso
    Dimmi,adesso sai,dimmi sangue mio
    che cosa hai visto?
    Perdonali
    Siamo qui per questo

  • 14 febbraio 2016 alle ore 23:38
    Tra ragione e sentimento

    Musiche di grazia interiore
    portano fuori dai confini dell'anima

    a vivere con metafore e simboli
    l'illogicità dei conflitti

    A ridere e piangere
    nell'espressione di quelle emozioni

    nell'accettazione della dignità stupita

    dei gesti che disegnano
    immagini poetiche

    a rievocare passato e ricordi

    e confermare d'Esserci

    con la serenità cercata
    nell'armonia dei sensi

    E rido e piango da solo

    con gli occhi a ergersi
    interpreti dell'anima

    nella catarsi del mio vivere

    a proteggermi dagli amori malati
    e prostrarmi molto più d'un amplesso
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 14 febbraio 2016 alle ore 18:41

    Ne ho visti di occhi svuotarsi della loro luce di fronte ad evidenti e mai credute verità. Ne ho visti di sorrisi spegnersi di fronte a parole non giuste, false e piene di cattiveria. Ne ho viste persone crollare di ogni certezza, sedersi a terra in un angolo dopo aver perso il loro "Ci credo"! Però ho visto anche occhi illuminarsi ancora di fronte ad un piccolo gesto inaspettato. Sorrisi meravigliosi che tornano finalmente ad essere indossati con fierezza. Persone che da quell'angolo hanno trovato la forza di uscire, riaccendere ogni speranza, credere in cose nuove e ricostruire nuove certezze.

  • 14 febbraio 2016 alle ore 18:03

    Ricostruirsi l'anima e il cuore. Stabilizzare la mente e le emozioni. Rinascere da un semplice sorriso regalato nel momento giusto. Avere di nuovo le risorse sufficienti per ricominciare... Riattivare ogni battito nel petto, ogni brivido sulla pelle. Guardare il cielo con gli occhi umidi di gioia e dire: "Ciao mondo... Eccomi sono tornata/o"!

  • 14 febbraio 2016 alle ore 11:49
    Il cuore parla

     
    Il cuore parla,
    e la sua voce intona
    un canto d'amore
    che risuona
    nelle fredde albe della vita
    dove tutto è paralisi
     
    Sussulti di dolore
    come nuvole si spostano
    e lo spazio lasciano
    a fiotti di biancheggiante luce
     
    Occorre tempo
    prima che il ghiaccio,
    sciogliendosi, accolga
    l'ammaliante blu del fiordaliso…
     

  • 14 febbraio 2016 alle ore 10:47
    Ogni giorno San Valentino

    Sto cercando versi gustosi e croccanti
    da bere e da mangiare quando torni a casa
    dopo una giornata graffiante di freddo sotto questo grigio cielo di periferia

    sto cercando rime concise e pulite
    dove ti piaccia abitare,
    durante il tuo lato oscuro del giorno

    sto cercando versi precisi e soffici
    dove ti piaccia riposare quando sei stanca dopo il lungo vagare

    sto ancora cercando,
    ti prego trattieni questo mio ricamo inciso nel cielo
    ancora per un po'.
     

  • 14 febbraio 2016 alle ore 9:52
    Apparo E Scompari Dietro L'Orizzonte

     
     
    Fiocchi di neve nell’aria
    Di un’alba vicinissima
     
    Fa sentire il tuo respiro
    Che accarezza l’anima
     
    Il tuo cuore risalda
    Come la calda estate
     
    Assalito dal tuo amare
    Che fa cantare le stelle
     
    È la mano del destino
    Che mi tiene legato a te
     
    Poi prendi la strada breve
    Che porta verso il sole
     
    Il mio cuore si impaurisce
    Per diventare affamato di te.
     
     
    Cit. “ Il tempo, il giorno non è mai uguale. “

  • 14 febbraio 2016 alle ore 9:49
    Illusion fallaci

    Spogliato è or qui l’albero del tiglio
    foglie secche già  morte tristi a far
    lì sotto a quello compagnia il vento
    poi dal mucchio una di lor solleva
    questa mossa par prender vita nuova
    altre nel tempo  si mettono a danzar
    tra quel tappeto morto dove  il vento
     poi morto  ferme ritornano a morire ,
    pur falso prender vita di volta avvien
    a passati istanti  del passato nostro
    secche foglie dall’alber della vita morte
    quando dall’alito d’interno vibrare scosse
    poi il sussulto morto di nuovo a  morir
    nel mucchio morto di ricordi nostri morti:
    fallaci illusion che  coi sensi forte pugnan
     
     

  • 13 febbraio 2016 alle ore 23:19
    La tirannide tace i bisogni del mondo

    Dominato nel pensiero
    dalla morte e dal nulla

    mi volgo a Te mio cuore

    nel tuo orgoglio
    d'accaparrarti con l'astuzia

    il potere di comandare i sentimenti

    E ti dimentichi volutamente
    di corruzioni e ingiustizie

    in questa vita gravata dalle sconfitte

    a sbirciare dipinti di felicità imposta
    impressi sui volti emaciati dalle "emozioni"

    umile e faticoso lavoro degli occhi
    imputriditi nel desiderio della speranza

    struggente spiro del velo dell'abbandono

    abbracciato con gioia a rime
    che appaiono e scompaiono dai miei versi

    a rinunziare al Nulla
    quando vogliono divenire poesia
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 13 febbraio 2016 alle ore 19:22

    Non sarò mai una persona perfetta. Non avrò mai l'accortezza di riflettere attentamente laddove un dolore mi tocca. Non avrò mai la prontezza di nasconderlo per tempo. Sono lo sbaglio delle cose sbagliate. Sono il disastro dei momenti disastrosi. Però quando voglio bene lo voglio davvero... Ed è proprio questo che spesso invece di rendere tutto più bello lo rende maledettamente più difficile e meno gestibile. 

  • 13 febbraio 2016 alle ore 17:48
    La Risposta

    Non c’è molto da aggiungere.
    La Risposta esiste da sempre.
    Un capitolo in cui siamo,
    un romanzo che parla d’altro.

  • 13 febbraio 2016 alle ore 14:35
    Dedicata a te

    Non bussare
    alla mia anima.
    Ci sei gia' dentro.

    (11 Febbraio 2016)

  • 13 febbraio 2016 alle ore 14:20
    Se il mio amore

    Se il mio amore
    è la tua libertà
    camminiamo insieme
    E' questa la nostra strada

    (23 Agosto 2015-Versi estrapolati da altro componimento)

  • 12 febbraio 2016 alle ore 22:51

    Ogni "Tempo" che giunge al termine non risparmia insegnamenti, crescita ed esperienza. Mentre "Lui" muore e passa nasce e arriva una nuova "TE". Non ti risparmierà lacrime e dolore. Non trapelerà incertezza e se per farti rinascere deve "Ucciderti" stai tranquilla che non avrà pietà. "Lui" lo sa, lo sente quando è il momento di farti sprofondare i piedi in quel fatidico "Fondo" da cui o risali o muori. Se ti lascerai morire non ti aiuterà e non ostacolerà mai una scelta che solo tu puoi cambiare. Se decidi di risalire la vita ti fornirà una spinta di gratitudine che unita alla tua forza interiore farà di te una vera "Vincitrice"! 

  • 12 febbraio 2016 alle ore 22:28

    Ho finto di stare bene anche quando dentro stavo annegando nel peggiore dei dolori. Ho mostrato un sorriso e una forza che ha suscitato invidia nell'animo di chi avrebbe voluto vedermi a terra. Non mostro quasi nulla di me. Per coloro che non sono parte di me e della mia vista mi vesto di apparenza perché la mia vera essenza, il mio vero essere lo riservo solo a coloro che meritano di vedere oltre. Guardarsi dentro a volte fa paura... Guardare dentro qualcun altro a volte ancor di più... Per questo ritengo che bisogna lasciarsi leggere nel profondo solo da chi ci ama veramente.  

  • 12 febbraio 2016 alle ore 21:03
    Sono così e non cambierò mai

    Amo anch'io 

    sogno anch'io 

    lotto anch'io

    piango anch'io 

    vivo anch'io

    Compiermi e immergermi 
    nei sensi acritici e disinteressati

    del mio concepirmi catapultato nella fantasia

    a difendere gli spazi conquistati dal mio tempo

    E laggiù sugli scogli emersi dell'Essere

    ergermi a vedere e chiedere ciò che vuole la vita

    E cerco il soccorso del mio Cesmo
    a manifestare l'isolamento delle emozioni

    a riscrivere i codici dell'anima

    inzuppato di solitudine
    e pervaso da profonde incomprensioni

    E ripasso da uno sguardo all'altro
    tutti gli specchi di ordine etico

    per vivere le distanze delle espressioni creative

    nella totale accettazione del mio Esistere
    .
    cesaremoceo
    proprieta' intellettuale riservata
    Copyright

     

  • 12 febbraio 2016 alle ore 18:26
    L'utopia è il mio rifugio

    L'utopia è il mio rifugio:
    l'unica ancora di salvezza
    perchè ovunque giro
    vedo scappar via l'attimo
    ed i secondi uno dopo l'altro
    si mettono ordinati
    nelle loro file di relatività:
    come una pericolosa peste
    d'indifferenza
    che colpisce questo mondo
    ormai millantatore
    di tanto sbugiardata carità.
    E questo mio scappar
    questo fuggir – è presto detto –
    ha in sé un'impronta amara di tristezza
    che scava nel profondo
    della mia umana speme
    e questa nostalgia
    eterno scalpo
    della mia radicata solitudine
    lei non mi lascerà mai
    compagna, sorella
    a ricordar che questo secolo
    è fatto per opprimere ogni slancio.
    Ed io potrei persino
    solcare i quattro oceani
    sfidar gli dei del vento
    e conquistare mille cime
    ad ammirare quel finito inanimato
    aprirsi agli occhi come incanto:
    ma io non trovo la mia casa
    - questa è la sentenza di condanna -
    io non trovo la mia casa
    dove tornar
    sereno
    io non trovo la mia casa
    che accolga
    queste membra stanche
    affannate di desiderio
    immenso.
    Forse la mia casa
    - caro amico -
    si trova tra le stelle:
    ma ne sono quasi certo
    che persino là
    io guarderei ancor più lontano
    ad altre galassie
    milioni di anni luce
    ancor più in là.
    Così un giorno
    anche la mia rosa appassirà:
    in un tempo come un altro;
    e nessuno avrà strappato
    questo enorme cuore
    dal suo lurido egoismo,
    no, nessuno:
    per il proprio orgoglio
    per il bon-ton, il self-control
    io e gli altri ci ritroveremo
    coi capelli un poco bianchi
    ad aver rinunciato alla nostra compagnia.
    Eccola, allora: la mia stanza delle lacrime
    richiudersi di nuovo nel suo bunker
    ferro e acciaio
    a tessere la tela della gabbia
    la propria auto-difesa personale
    e tornare all'ordinario
    al futile al meschino
    a sognare mondi immaginari
    perfetti mai vissuti.
    Devi arrenderti:
    la pasta dell'umano infatti
    non è di questo mondo.
    E allora
    Amor mio frale!
    Disperata ricercata Armonia!
    Dimmi:
    Perchè a tanto sospirar
    porti il tuo fiore?
    Perchè lo spazio interminato
    in coro grida questa sera
    come ad esibire
    - nudo scherno -
    in un sol colpo tutta la mancanza
    di questo cuore orfano
    estraneo sulla terra?
    Non ci rimane che l'attesa.
    Dolce, magari ingenuo
    assennante attendere:
    come un amante
    ferito dalla vita
    io supplicherò il ritorno
    con cuore di bambino
    del Pianista immenso
    di questo universo.
    Forse vivrò la vita da eremita,
    “totalmente incapace d'amare”:
    forse così mi appelleranno
    o forse sarò uno fra tanti
    nell'orrore della massa
    incolore ed assopita:
    ma solo Tu mi tirerai fuori,
    solo Tu.
    Forse quel giorno io
    uscirò dall'utopia:
    da questi mondi creati immaginari
    - così soddisfacenti e tristi -
    della mia amata poesia
    io sarò strappato via
    grazie ad un abbraccio disarmante
    di cui oggi ho bisogno disperato
    come di un miraggio
    che sappia almeno un po'
    di Compimento.

  • 12 febbraio 2016 alle ore 16:31
    Pesci

    Sentili come sono stanchi di urlare
    muti i pesci; l’acquario circonda
    la terra priva d’ossigeno, il vetro
    la parete di un’anta senza luce
    e di una bocca da ri-sfamare.