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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 ottobre 2015 alle ore 17:33
    La Realtà

     
     
     
    Il cielo pare cadere
    Mentre ascolto la  pioggia
    Con l'orgoglio ferito
    Di chi pensa e ripensa
    Alle cose lontane
    Ormai melodie perdute
    Della nostra amata terra.
     
    Ahimè tutto tace nell'aria
    Sono svaniti nel nulla:
    Armonie d'esistenza
    Antiche usanze
    Paradisi perduti
    Come un eco nel silenzio.
     
    L'uomo ha smesso di piangere
    Ha rotto le corde del cuore
    Le linee della vita dissolte
    Ora è simile a  un irto sentiero
    Ormai prive di albe radiose.
     
    Bisogna entrare
    Nel labirinto dell'anima
    Per allontanarsi dalle notti
    Senza luna e con poche luci
    E non attendere il messaggio
    Dell'ultima stella.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 17:33
    La Realtà

     
     
     
    Il cielo pare cadere
    Mentre ascolto la  pioggia
    Con l'orgoglio ferito
    Di chi pensa e ripensa
    Alle cose lontane
    Ormai melodie perdute
    Della nostra amata terra.
     
    Ahimè tutto tace nell'aria
    Sono svaniti nel nulla:
    Armonie d'esistenza
    Antiche usanze
    Paradisi perduti
    Come un eco nel silenzio.
     
    L'uomo ha smesso di piangere
    Ha rotto le corde del cuore
    Le linee della vita dissolte
    Ora è simile a  un irto sentiero
    Ormai prive di albe radiose.
     
    Bisogna entrare
    Nel labirinto dell'anima
    Per allontanarsi dalle notti
    Senza luna e con poche luci
    E non attendere il messaggio
    Dell'ultima stella.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 16:57
    Realtà Lucane

     
     
     
     
     
    In questa nostra terra
    Il tempo è troppo lungo
    La vita è troppo dura
     
    L’identità del nostro essere
    È nel lavoro degli uomini
    Nell’opera delle loro mani
     
    Si vive con i frutti della terra
    Nella luce dell’esempio
    Ci si nutre di speranze
     
    Dalla sofferenza nasce la forza
    La sorgente della gioia
    Dimora dentro la fede
     
    Con Lei e con Lui
    Svaniscono rimorsi e tristezza
    Inizia il cammino della salvezza.
     
     

  • 27 ottobre 2015 alle ore 14:12

    Ho provato per te ogni sentimento possibile: amore, odio, rabbia, schifo, pena... Dietro tutti i tuoi difetti, dentro tutti i tuoi pregi ti ho amato e odiato quasi fino a renderti l'unico "Elemento" essenziale per continuare a vivere. Ho fatto tutto questo senza riuscire mai ad arrivare a l'unico sentimento che mi avrebbe davvero salvata: "L'indifferenza"! Oggi cammino da sola, sulle mie gambe e ogni giorno sono più forte, più distante da quei sentimenti. La rabbia diminuisce, lo schifo e la compassione svanisce... L'amore si trasforma in un affetto che giusto o sbagliato che sia, rimane immutato nel mio cuore.

  • 27 ottobre 2015 alle ore 13:43
    Il viaggio nuovo

    (Ho troppi chilometri
    ammucchiati sul groppone
    e scorie da scacciare
    dalla pelle).

    Confido sempre
    nell’elemento acqua
    specie se carica
    delle atmosfere dei tuoi baci
    che leniscono
    e alcalinizzano il futuro.
    La notte ci sorprenderà abbracciati
    e sarà doccia d’amore
    sulla nuova strada.

    (Lavami via
    quest’ansia
    incagliata ai pori
    loia di tempi
    sovrapposti ad altri tempi
    e prendimi la mano
    verso altri tempi ancora).

  • 26 ottobre 2015 alle ore 23:20
    quando in silenzio guardi verso il basso

    radici i piedi rami le braccia
    il tuo canto la processione di donne bambini e uomini verso l'acqua

    e quando in silenzio guardi verso il basso
    della tua vita nei tuoi occhi si legge  ogni  singolo passo

    è soltanto un fragile istante sul quadrante della storia
    un fragile istante che sa di infinito 

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/10/quando-in-silenzio-guardi-verso-il-basso.html

  • 26 ottobre 2015 alle ore 21:48

    Non sono tutte pazze, maniache, fissate e zoccole le donne! Direi che ci sono uomini che il terreno glielo annaffiano bene per sperarci, provarci e fare mosse verso di loro. E soprattutto se siete abituati ad una certa tipologia di "Donna" quelle composte, serie, riservate e che non scassano le balle a nessuno, lasciatele stare. Fidatevi, il loro mondo è troppo diverso dal vostro. Loro lottano, amano e si donano per questo non amano il "Facile" e non saranno mai "Facili"! Ma per voi sono "Troppo" perché il piatto servito al primo colpo è più comodo... Peccato che in quel piatto prima di voi ci abbiano mangiato già in molti. 

  • 26 ottobre 2015 alle ore 21:19

    Le persone prive di contenuti le riconosci benissimo. Si spostano dalle cose serie con estrema velocità, recandosi verso situazioni, fatti e  persone superficiali. Ecco che le vedrai finalmente a loro agio, sereni e perfettamente amalgamati alla "Superficialità" della situazione. Le persone ricche dentro le riconosci ancora di più... Sono proprio quelle che sia per istinto che per volontà, hanno  guardato immediatamente dalla parte opposta a quella raggiunta dai primi. 

  • 26 ottobre 2015 alle ore 21:03
    Presuntuoso ma non troppo

    M'impegno spesso e volentieri
    a trasformarmi da una larva paranoica

    a un seducente signore
    fanatico d'emozioni fluide e palpitanti

    divenute pagine ingiallite nel libro della vita

    di bravure perdute nelle notti dei tempi

    E mi accorgo di non aver altro da dire
    nè da fare se non continuare
    a prendere lezioni d'umiltà
    .
    cesaremoceo
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    Copyright

  • 26 ottobre 2015 alle ore 14:04
    Una strana foglia

    Nel giardino dove tra molte
    ancor viva sta la vecchia
    pianta della vita mia ai di lei
    piedi tra le tante amiche
    foglie conosciute di strana
    foggia e di stranier colore
    ho nel cercar mio curioso
    foglia ritrovato che queste
    qui cadute nel tempo vario
    d’età verdi rami ancor novelli
    o duri forti nodosi screpolati
    interrogar tant’amo poi da lor
    sentire  ch’ogni foglia lo sai
    è spesso un’ anima passata
    quante vite diverse e destini
    tanti: a questa pur dico chi sei
    da dove vieni da te or voglio
    sapere stolto sento dire stolto
    foglia son dell’alber della vita
    tua del destin quella ultimo
    finale sì dico dimmi ma s’alza
    forte il vento s’alza e con lui lei
    e pure alla presa beffarda sfugge
    e su in alto  per sempre s’allontana
     

  • 26 ottobre 2015 alle ore 11:06
    CI FURONO TEMPI

    Ci furono tempi in cui il corpo e lo spirito
    esultarono nella vittoria,
    in cui nulla contaminò la tua anima pura,
    nessuna spina potè ferire i tuoi piedi nudi,
    mentre leggera e invincibile come l'araba fenice
    sfioravi integra acquitrini e paludi
    insidiose e repellenti.
    E poi ci furono tempi in cui
    in quelle stesse voragini fangose
    cadesti in ginocchio sconfitta
    e affondasti il viso bagnato di lacrime
    nell'erba appassita, con forza,
    a riempirti il naso, la bocca, i pensieri, il dolore.
    Fu l'amore a sollevarti delicato,
    a lavare il tuo volto, le tue ginocchia,
    con acqua trasparente e profumata,
    e fu ancora l'amore a prenderti in braccio
    e condurti verso le mete sognate
    ed è sempre l'amore a prendersi cura
    del tuo dolore rendendolo
    accettabile e sopportabile. 

  • 25 ottobre 2015 alle ore 20:54

    Noi, che abbiamo imparato a vedere il mondo a modo nostro. Noi, che non sottostiamo alle regole, alle masse e alle mode. Noi, che ci amiamo nonostante tutto e ce ne sbattiamo dei pregiudizi, delle differenze sociali e di ciò che dice la gente. Noi, che ci affianchiamo solo a chi sentiamo affine, complice e parte di noi anche se profondamente diverso. Perché per quelli come noi, contano i valori che si portano dentro. Quei valori che ti guidano e ti fanno essere ciò che sei con gli altri. Noi, che non rinunceremo mai ad essere diversi da quello che siamo; ce ne sbattiamo le palle di chi ci chiama pazzi, incoscienti o folli. Noi ce ne sbattiamo le palle dell'opinione mediocre di un mondo che non ha una propria personalità, ma solo un copione di massa che a noi non va né di imparare... Né di recitare! Il nostro palcoscenico si chiama "Libertà"! 

  • 25 ottobre 2015 alle ore 19:53

    Se pensi che il fatto che non ti piacciono i miei modi, il mio essere, il mio pensiero sia per me un "Problema" allora forse non hai capito molto di come sono fatta. Il pensiero che conta non è il tuo, ma quello delle persone che prendono parte alla mia vita. L'opinione che vale è quella di coloro che hanno un ruolo nel mio mondo quotidiano. I problemi per me iniziano laddove tendo a perdere la stima e la fiducia di chi amo. Per tanto rilassati, passa oltre che io nemmeno mi domando chi sei, come sei e cosa pensi!

  • 25 ottobre 2015 alle ore 16:22
    Una nuova primavera

    Per me un’altra stagione,
    invece due vite spezzate,
    due eccezionali donne;
     
    l’una di preghiere bagliore,
    l’altra di sincere amicizie madre,
    di ricordo degne;
     
    la vita si spegne,
    resta il superstite
    dall’aspetto triste;
     
    non riesco a dimenticarle,
    non riesco a piangerle,
    non riesco ad abbandonarle;
     
    solo mi restano le loro parole
    nella mia mente scolpite,
    a fuoco impresse.

  • 25 ottobre 2015 alle ore 15:10
    Per te

    Ed è un attimo che ci separa,
    da qui ad un bacio, un salto
    dell’anima dalle mie labbra
    alle tue! Sfioriscono i sogni
    portati via dagli sguardi miei,
    muoiono le carezze per te
    come lucciole che mai volarono.
     

  • 25 ottobre 2015 alle ore 12:15
    Il Pettirosso

     
     
    Ruota il tempo
    Nell'incerta luce
    E respira, respira
    La magia del nulla
    Fatta di silenzio e buio
    Mentre un pettirosso
    Ferito dal cacciatore
    Aspetta l'altra luna.
    Destino parallelo
    Al ruscello d'estate
    Limpido e torbido
    A fatica scivola
    Nei ricordi della mente
    Che frantumano la loro corsa
    Contro i sassi della vita.
    Chissà se il pettirosso sfortunato
    Riuscirà a curiosare
    Oltre l'armonia d'autunno
    All'arrivo della neve
    Oppure vivrà per finta
    Una vita da uomo…
    La sua vita terrena.
     

     

  • 24 ottobre 2015 alle ore 21:55
    Io,cuore di pecora ?

    Cerco le disperazione
    che risollevi le speranze

    disgressioni morbose

    scoscese

    note false dell'ardimento

    nel misurarmi in prove
    dove il nero prevale

    nei colori degli arcobaleni 
    sorti a vestire la vetrina di me stesso

    e ritrovarmi l'amico più caro che ho

    E rimango nell'ansia
    dell'attesa di silenti consensi

    che mi liberino dalle paure
    dei presagi che inseguono il mio tempo
    .
    cesaremoceo
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    Segnala abuso

  • 24 ottobre 2015 alle ore 18:57
    Io Esisto

     
     
    Io esisto
    Perché sono nato
     
    Io vivo
    Per chi vuole ricordarmi
     
    Io morirò
    Per chi non mi vuole vivo
     
    Ma
     
    Non saprà farlo
    Non potrà farlo.
     
    Io esisto.

  • 24 ottobre 2015 alle ore 16:33
    la poesia è un'ascia

     la poesia è un'ascia
    la poesia è carne viva 

    la poesia è un piccolo dolore che nasce tra le mani
    e lentamente in processione si va a posare nel cuore
    in attesa
    come già dimenticata 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/10/la-poesia-e-unascia.html

  • 24 ottobre 2015 alle ore 15:07

    Siamo i predatori del succo della vita. Siamo quelli che non chiedono mai perdono, ma sanno far uso della parola "Scusa" se sbagliano. Siamo quelli che anche se cadono sanno restare poco a terra perché il loro motto è "Sempre in piedi e sempre avanti"! Siamo quelli con una sola faccia e se ne sbattono se viene amata oppure odiata. Siamo quelli da "Una sola versione" perché la "Strada che conviene" non la percorreranno mai. Siamo i predatori di un cammino fatto a modo nostro ma nella più profonda delle verità! 

  • 24 ottobre 2015 alle ore 14:20

    Non sono Santa e non voglio certamente fare la Finta Santa, ma non mi rispecchio nemmeno in alcune tipologie di "Donna" che vedo in giro. Attente a mostrarsi, a catturare squallide attenzioni attraverso comportamenti da grandi anime passionali o così comunemente chiamate da sempre "Anime da zoccola". A volte mi sento un pesce fuor d'acqua perché ancora credo che certi atteggiamenti di cui il web e il mondo pullulano siano solo il modo più squallido di mostrar cosa sia esser donna. Scusate, se ancora credo che un sano comportamento sia migliore; e per sano non intendo casto... Ma semplicemente rispettoso verso se stesse. Scusate se ancora amo fare in modo che gli uomini mi cerchino ancora perché con me hanno riso, parlato, si sono sentiti se stessi e sono rimasti colpiti dalla mia testa e personalità. E se mostro prima questo non vuol dire che non ho altro da mostrare o che non sia passionale o "Zoccola dentro"! Oh, si che lo sono... Ma questo lo vedrà solo chi DECIDO IO. 

  • 24 ottobre 2015 alle ore 14:07
    sulla tua terra

    Ho camminato sulla tua terra,
    ti dico che l'ho fatto.
    E ho imparato la tua lingua,
    ti assicuro che l'ho imparata.
    Altrimenti non saprei come dirti
    che ho camminato sulla tua terra.

    L'ho combattuta insieme a te
    la guerra dei verbi coniugati
    al futuro.
    Tu, ci hai rimesso del tempo.
    Io, tutte le mie parole.

    Non mi è rimasto che un apostrofo,
    un vago accento che il mio tempo
    dimentica.
    E poi, cosa mai sarà mio?
    L'ipotesi, un giorno.
     

  • 24 ottobre 2015 alle ore 8:38
    Io, prodigio adottivo di don Lappanio

    Ai miei concittadini E vivi proseguendo il mio difficile cammino con nella mente più nitide visioni di ciò che vedono i miei occhi nudi Un po' fanatico e un po' Angelo decaduto cercoil mio inno generazionale in preda alla furia più costruttiva a rivelare le decisioni più sofferte che potrebbero portarmi dall'anonimato alla celebrità e far della mia forza propaganda con le vette conquistate a diventare fulcri di ripartenza per ilfuturo. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso Copyright

  • 23 ottobre 2015 alle ore 21:35

    Guardala la vita e cerca di cogliere i suoi attimi, le sue piccole sfumature. Spesso si nascondono dietro i più grandi momenti bui. Giocatela con coraggio, perché non esiste strada priva di difficoltà. Non esiste una meta che non abbia soste durante il tragitto. Non esiste felicità che non sia stata bagnata da lacrime di percorso. Rischia, avanza, lotta, ma non morire mai ferma in un angolo di mondo ... Soprattutto se quel mondo è un mondo che non senti tuo.

  • 23 ottobre 2015 alle ore 16:44
    Fantasia

    Fluttuare tra nuvole di sogni,
    tornare bambini
    e gustare un tramonto di fragola
    o un'alba di limone
    nel variopinto richiamo
    dei giochi d'estate.
     
    Un sonoro volo di gabbiani
    e la fantasia scivola
    sul magico tappeto volante
    per portare piccoli principi
    a esplorare mondi nuovi.
     
    Dovremmo avere i loro occhi
    per guardare lontano.