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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 marzo 2016 alle ore 22:35
    I Sogni dei Gatti

    Cosa sognano i gatti?
    Cosa pensano quando guardano la luna?
    O quando sonnecchiano davanti al camino
    rannicchiati nelle loro poltroncine?.
    Sognano pesci  che navigano nel mare
    con dei piatti d'argento
    come quelli di un principe
    oppure il latte fresco che piove dal cielo
    al sorgere del mattino.
    O invece sognano le stelle che illuminano
    la sera millenaria
    e la luna che fa da madre
    ai sognatori
    e il calore degli abbracci
    delle persone amate
    e il battito del loro cuore 
    vicino al loro petto 
    dolce come il suono
    di un violino
    o
    di un pianoforte.
    Per alcuni sono desideri negati,
    fragili utopie
    e
    arrivi impossibili
    soltanto la speranza che gli rimane
    nei loro sogni
    di innocente bellezza.

     

  • 22 marzo 2016 alle ore 19:37
    **Bacio

    Ad occhi chiusi,
    rivedo le tue languide labbra
    sulle mie.
    Impeto di passione.
    Sensazione voluttuosa.
    Quel bacio
    che mi ha strappato il cuore,
    ma impossibile da dimenticare.

  • 22 marzo 2016 alle ore 19:17
    Coppia di sposi

    Siamo un’anziana
    coppia di sposi.
     
    Vent’anni, a pensarci,
    i nostri fumanti vent’anni
    esplosi
    spiovuti altrove
    in altre passioni e bellicosi
    livori d’altre generazioni.

  • 22 marzo 2016 alle ore 17:21

    Per guardare negli occhi qualcuno e dirgli il fatto suo, serve carattere. Non sentire il bisogno di giustificarsi di fronte al mondo è questione di sicurezza. Sorridere di fronte alle provocazioni e alla "Merda" che per invidia ci lanciano addosso è un fattore di personalità. Una coscienza pulita spesso non parla, ma cammina a testa alta nella folla. Una coscienza sporca parla ai quattro venti, ma sentirà sempre il peso del marcio che si porta dentro.

  • 22 marzo 2016 alle ore 17:13

    Continuare a raccontare balle non aiuta a crescere. Imparare a chiedere scusa, ad ammettere le proprie colpe, imparare l'umiltà queste sono cose che migliorano e fanno crescere. Non si guadagna la stima delle persone con la menzogna e tanto meno si riconquista una volta persa se prima non si riconoscono i propri errori. Io ho preferito dedicare il mio tempo a costruire su me stessa senza sentire il bisogno di emergere distruggendo gli altri.

  • 22 marzo 2016 alle ore 16:12
    Frantumi

    Timori e tremori
    investono di un grigio cenere
    attimi in cui tutto si sfalda...
    certezze, attese, speranze
     
    Non restano
    che granelli di vite frantumate
    da frastuoni che stordiscono
    un'obnubilata umanità,
    attonita mentre piange amare lacrime
    prima ancora di asciugare
    quelle già versate.
     

  • 22 marzo 2016 alle ore 6:54
    ancora un altro primo passo

    dopo la corsa quando nessuno guardava più
    sono tornato sulla pista da solo
     ho raccolto da terra il pensiero dell'arrivo
    e l'ho ascoltato
    mi ha raccontato che potevo fare di più

    come nella vita
    il poco o tanto che riusciamo a fare tra la prima luce del mattino e l'ultimo raggio di Sole
    non è che una fragile e lieve increspatura sulla linea spazio tempo

     è come un fiume che straripa e inonda il campo immenso delle nostre ansie e delle nostre paure

    un fiume che fino alla fine fa finta di non sapere che andrà a riposare nel mare della vita ancora e ancora

    dopo la corsa quando i vincitori erano già stati premiati e se ne erano andati via
    so ritornato sulla pista da solo
    ed ho raccolto da terra il pensiero dell'arrivo
     e l'ho portato vicino al sogno di una nuova partenza
    che lo ha accarezzato e in silenzio cullandolo lo ha addormentato
    così domani non ricorderà
    e lascerà che i miei piedi stanchi portino ancora
    un primo passo

    ancora un primo passo

    quello degli ultimi che saranno sempre i primi
    i primi a voler partire ancora e ancora
    fino all'ultimo respiro
    sotto questo grigio cielo di periferia
    e così
    sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2016/03/ancora-un-primo-passo.html

  • 22 marzo 2016 alle ore 0:37
    Il Mare di Sera

    Splendido e gioioso è il mare 
    di giorno.
    Tetro e oscuro è il mare
    di sera.
    Tinto di nero catarame 
    appare 
    in una notte senza stelle,
    forse anche loro
    spaventate dall'oscurità
    delle nostre colpe e
    dei nostri peccati.
    Grande mare nero 
    finchè ci sei,
    disperdi le nostre colpe e
    mandale via
    per farci ritrovare
    la redenzione
     

  • 21 marzo 2016 alle ore 22:44
    Tu, piccolo fiore assetato

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di labbra e di corvi

    che scacci vermi alla notte

    e violenti la luna

    con ombre di sogni appassiti

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di note e spirali

    che disegni incertezze

    su parabole stanche

    e poi tenti la morte

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di carne e randagi

    che provochi incesti al destino

    e scrivi anagrammi

    con parole mute

    Tu

    piccolo fiore assetato

    di schiaffi e carezze

    che osservi il mio volto allo specchio

    e spegni la luce

    mentre un sorriso muore.

     

  • 21 marzo 2016 alle ore 14:27

    Non concedo contratti a tempo indeterminato a nessuno! Decido io se cominciare qualcosa con qualcuno. Non conta il tipo di rapporto, che sia amicizia o amore decido io se entri o no nella mia vita. Sia ben chiaro che se ti concedo un posto devi averne cura! Perché come decido chi entra... Decido anche chi esce! E una volta che quel posto te lo sei giocato puoi far suonare le campane di tutti i santuari del firmamento nella mia vita non entri più! Sono un'anima che sa stare da sola, una di quelle che non ha bisogno di nessuno, ma che ha imparato ad amare se stessa oltre ogni convenienza e solitudine.

  • 21 marzo 2016 alle ore 14:12

    Quella sensazione che si adagia in fondo allo stomaco... Nella parte più profonda del tuo io. Quella sensazione che ti fa sorridere in quel modo leggero ma vero. Quella sensazione che da quel punto irradia verso il tuo volto rendendo il tuo sguardo limpido. Un salire lieve, ma deciso... Quella sensazione che ti rende consapevole della tua rinascita.

  • 21 marzo 2016 alle ore 9:58
    A volte penso

    A volte penso
    ai migliori
    che muoiono
    giovani
    ed altri che non lo sono
    non muoiono mai
    come uomini abbandonati
    a destini stanchi
    A volte mi domando
    se è giusto tutto questo
    in un'atmosfera
    appesantita
    dalle troppe prigioni
    di un vivere spento
    per i più sfortunati
    innamorati
    ma senza punti
    di riferimento
    nelle accese sintonie
    di esseri ingordi
    affamati delle luci

     

  • 20 marzo 2016 alle ore 22:42
    Il fruscìo del pube danzante

    Sdraiati supini sulla vita
    al calore della fantasia più dolce

    a far muovere le mani
    in cerca dei nostri corpi frementi

    corriamo forte
    al ritmo dell'amore

    con eccitanti leziosita'
    a prodigarsi sui nostri bassoventre

    a conservarci eterni
    in giovani amplessi

    infonderci nuove vigorie
    e realizzare sogni d'orgasmi infiniti

    E ritrovarci schiavi di noi stessi

    a godere di quella schiavitù
    nell'apoteosi del nostro amarci

    abbandonandoci alle delizie di quel trionfo

    e nella pietà delle nostre anime stordirci

    e lasciarci evaporare in quel desiderio

    nell'eternita' delle nostre erezioni

    dimenticando infelicità e angosce

    E aspettare il domani per ricominciare
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 20 marzo 2016 alle ore 21:03

    Alla vita ti affacci quando nasci, ma per imparare a camminarci dentro non ti basterà quella che ti hanno concesso. Vieni al mondo piangendo e poi capirai che è la prima cosa che ti insegnano proprio perché è quella che farai più spesso. Conoscerai la sicurezza di un abbraccio sicuro, come quello dei genitori perché tu possa poi riconoscere la stessa sicurezza in altri che riceverai. Imparerai il significato della parola "Casa" e ti capiterà poi di sentirti a casa anche quando non sarai tra quelle quattro mura, ma magari tra le braccia di qualcuno. Perderai equilibri e li ritroverai, smarrirai la strada, ma le tue gambe e l'esperienza ti ricondurranno su quella giusta. Vedrai treni partire, altri fermarsi... Ti fermerai di fronte ad alcuni di essi senza avere il coraggio di salirci sopra... Altri li prenderai piena di speranza, per poi capire che la tua salvezza è scendere da essi prima possibile e sarà una delle scelte più difficili che dovrai fare. Credimi, qualsiasi cosa accada... La vita ha una sua "Alba" e un suo "Tramonto"... Ti prego, fa in modo che tra questi due punti principali ci sia il meglio e il massimo di TE!

  • 20 marzo 2016 alle ore 19:39

    Un valoroso inchino a coloro che sono entrati nella mia vita come persone e ne sono uscite come il "Niente". A coloro che hanno lasciato la convinzione che non c'è mai "Un peggio", ma c'è sempre da imparare. Un brindisi, ancora uno... Alla faccia di nuove esperienze che ci fanno crescere e ci insegnano che non si è mai abbastanza forti. Un inchino a chi ha sfiorato la nostra vita, lasciandoci un retrogusto amaro, ma un nuovo obbiettivo pieno di dolcezza e colori. Quei colori che hanno provato a spegnere. Brindo a voi... A voi che anche se avete fatto parte della mia vita, anche se un tempo vi ho considerato importanti... Ne siete usciti senza lasciare alcuna mancanza, ma un'enorme senso di "Pulito" attorno a me. A voi!

  • 20 marzo 2016 alle ore 17:38
    Tre giorni

    Ho avuto tre giorni,
    per assistere con tutto il corpo 
    ai profumi notturni di fine inverno.
    Ero in vita, quando ho compreso,
    nel cuore,
    che più dell'amicizia, 
    è il senso di essere insieme;
    presente perchè una chitarra
    mi ha riportato nel corpo.
    Mi sono messo in viaggio amico mio,
    cercandoti negli abbracci di altri,
    per non sentirti mancarmi,
    quando, davanti i tuoi occhi limpidi,
    la mia solitudine, con te, tacque.

  • 20 marzo 2016 alle ore 14:49
    Microsistema

    Tu devi compiere i giorni, che i compleanni non sanno la fatica del tuo corpo al sole. L’aroma dell’erba medica tritata non può deperire di attesa, tu devi compiere i giorni da cui fioriscono attimi dal sapore di cose scaldate dal sole, non è più tempo di rinnovarsi a scadenza, l’arcano cielo non compete al tuo sguardo, tu sei plusvalenza di tutti i miei sospiri bagnati che il sole ha asciugato, lasciando smarrire l’odore di labbra già usate, un attempato sussulto non sa convincere il cuore crepato. Nei mausolei della tristezza regnano le lacrime più docili, ipocondriaca trama il morso di ciò che fu, farfalle posano sul tuo corpo al sole, tu devi compiere i giorni per lasciarmi scrivere l’occorrenza di una eventuale assenza, la bazzecola di luce sgranata dai tuoi occhi è la falciatura dell’infermo io che si approvvigiona di ogni tua lontananza. Tu devi compiere i giorni, armonioso sarà così tacere al tuo sguardo, fare durare un silenzio per ciò che è e non per ciò che non siamo.

  • 20 marzo 2016 alle ore 14:06

    Niente è più contagioso di un sorriso. Uno di quei sorrisi spontanei che regali senza pensare. Regalalo a te stesso, sempre come prima cosa, poi spontaneo verrà verso gli altri. Se non parte da dentro, se non ha potenza e volontà non restituisce quella positività per cui nasce. Ricordati sempre che fin quando sei in piedi, anche se malconcio, sei vivo ... E la vita ha bisogno di sorrisi per sorriderti.

  • 19 marzo 2016 alle ore 23:31
    Dov'è finita l'aquila ch'era in me ?

    Confinato nei miei sensi

    con l'anima avvinta
    dalle oscure ombre

    conto i giorni

    nella cruda sfida
    col sussurrìo degli istanti

    Nella libertà del tempo

    tra gli inghippi della memoria

    a volte mi fingo vivo
    con la morte nel cuore

    e nel desiderio che le sofferenze
    diano ancora forza alle mie ali

    ascolto musiche soavi
    dalla grazia dell'interiorità

    a intonare infinite paure

    nel silenzioso lacrimare dell'anima

    E vorrei sapere dov'è finita
    l'aquila ch'era in me
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright
     

  • 19 marzo 2016 alle ore 20:44
    Realpolitik

    Nel quotidiano l'amore
    tanto auspicato a parole
    resta nei fatti illusione
    con la violenza al cuore
    in pasto a profusione.

    E' la strumentalizzazione
    cavalcata a gran voce
    mentre la pietà muore
    passata la commozione.

  • 19 marzo 2016 alle ore 17:59
    L'anima è musica

    Nel silenzio della sera
    inaspettate, capto
    melodie al piano...
    ineffabili
    L'armonia trascende
    lo stupore dei sensi
    Il corpo smarrito...
    L'anima si fa musica
     

  • 19 marzo 2016 alle ore 9:53
    Padre

     
    Io, ramo di quercia
    vivo del tuo tronco
    la linfa
    Usmo
    delle radici gli odori
    che furon tuoi
    Foglia tua tenera
    vibro nel vento
    D’azzurro respiro
    m’inebria il tuo cielo
    Padre.

  • 19 marzo 2016 alle ore 1:48
    Unspoken/Tacitamente

    Thorns are tearing apart
    my already bloody heart
    wearing down little by little
    my troubled soul
    through unspoken desire.

    It would be so easy to fall in love
    if only you found me.
    Yet emotions are turned off
    and everything feels numb.

    Whenever I imagine you
    sparkles of passion ignite a fire
    that is meant to heat those nights,
    when I miss something undefined.

    I dream of your body, then,
    under mine,
    and while I sit watching you,
    from above,
    your hands lay still on my thighs.

    I bend down to kiss your lips,
    ever so slowly,
    while touching your body
    and touching mine.
    I explore every inch of you,
    ever so lightly,
    with my eager fingertips.

    Your fine hair rises to tickle mine
    with wild anticipation.
    And then, you bite the lips I kissed.
    You shake and grab my hands to stop me,
    rolling me over.

    Yes, my love,
    it's your turn now.
    Pin me down and torture me slowly
    with thousand and one kisses
    on my hot and restless skin.
    Make me crave for every single one
    of our quickening breaths.

    And then stop,
    drive me crazy with your wicked smile,
    your eyes piercing mine with unspoken words:
    "Be patient, my love,
    there's no hurry,
    I promise, my love,
    I will soothe your pain soon."

    This should be heaven,
    yet a billion shivers run through me
    and the inconceivable power of exhilaration
    blows up both my mind and body.
    So I cry,
    because by keeping all these mute emotions inside
    I think I would simply die.

    So don't linger now,
    wherever you are,
    come to me,
    read from my troubled eyes
    this unspoken dream.

    TRADUZIONE

    Taciuto

    Le spine strappano
    il mio cuore già sanguinante
    consumando poco a poco
    la mia anima travagliata
    da un desiderio taciuto.

    Sarebbe così facile innamorarsi
    se solo tu mi trovassi.
    Invece le emozioni sono spente
    e tutto sembra paralizzato.

    Sempre quando ti immagino
    scintille di passione accendono un fuoco
    che dovrebbe scaldare quelle notti
    in cui mi manca qualcosa di indefinito.

    Sogno il tuo corpo, allora,
    sotto il mio,
    e mentre seduta ti osservo,
    da sopra,
    le tue mani poggiano ferme sulle mie cosce.

    Mi abbasso a baciare le tue labbra,
    così lentamente,
    mentre tocco il tuo corpo
    e tocco il mio.
    Esploro ogni centimetro di te,
    così leggermente,
    con i miei avidi polpastrelli.

    I tuoi peli si alzano a solleticare i miei
    con aspettative selvagge.
    E poi, mordi le labbra che ho baciato.
    Tremi e mi prendi le mani per fermarmi,
    girandomi.

    Si, amore mio,
    tocca a te ora.
    Bloccami e tortutami lentamente
    con mille baci e ancora uno
    sulla mia pelle calda e irrequieta.
    Fammi bramare ogni singolo
    dei nostri respiri accelerati.

    E poi fermati,
    fammi impazzire con il tuo sorriso malizioso,
    i tuoi occhi che trafiggono i miei con parole taciute:
    "Sii paziente, amore mio,
    non c'è fretta,
    te lo prometto, amore mio,
    allevierò la tua sofferenza presto."

    Dovrebbe essere il paradiso,
    invece un miliardo di brividi mi attraversano
    e l'indescrivibile forza dell'eccitazione
    fa esplodere entrambi la mente e il corpo.
    E allora grido,
    perché tenere dentro tutte queste emozioni mute
    credo mi farebbe solo morire.

    Quindi non attardarti ora,
    ovunque tu sia,
    vieni da me,
    leggimi dai miei occhi inquieti
    questo sogno taciuto.

  • 18 marzo 2016 alle ore 23:21

    La festa del papà... Il MIO PAPA'... Che io chiamo Babbo ... Colui che mi ha insegnato a camminare e a vivere. Colui che con tanti calci nel sedere (E non scherzo) mi ha insegnato e imposto i valori che oggi ancora porto con orgoglio e fierezza. Mi ha insegnato il rispetto e la sincerità. Mi ha insegnato che anche se per molti uomini le donne sono tutte "Troie" io non dovevo esserlo ;) Mi ha difesa a denti stretti e salvata milioni di volte. Questo piccolo grande uomo mi somiglia tanto, non solo il suo volto, ma il suo carattere identico al mio. Due caratteri simili, che ci porta spesso a scannarci, ma il bene che ci unisce è immenso. Lui lo sa, io glielo dico spesso che lo AMO e non smetterò mai di dirglielo. Così un giorno, spero lontanissimo, quando non ci sarà più, ricorderò i suoi occhi diventare lucidi ogni volta che lo abbraccio dicendogli: "Il mio babbino"! Auguri Babbo... Perché mi hai dato la vita e mi hai dimostrato in ogni giorno di essa che eri pronto a darmela ancora e ancora... E ancora. 

  • 18 marzo 2016 alle ore 22:30
    Sarebbe stato forse meglio rimanere un'ipotesi

    E m'hanno fatto perdere

    il piacere dei desideri
    che alimentano le attese

    e con essi tutte le saggezze
    che nascono dalle necessità

    di questo mondo che ormai si nutre
    di esibite visceralità

    intrinseche dell'umanità corrotta

    sempre pronta a tramutare
    ogni esperienza in interessi privati

    perpetrati senza alcun sacrificio

    e a ritagliarsi pezzi di realtà
    nei quali vivere le proprie complessità

    succubi dell'aspra visione
    che si ha della vita

    tra fantasie e verità

    raggelate da comportamenti di pietra
    .
    cesaremoceo
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