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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 settembre 2015 alle ore 17:38

    Una Vera Donna non finisce mai di imparare. E' proprio questo suo "Non sentirsi mai arrivata" a renderla meravigliosa. Continuerà a  sbagliare e a far tesoro dei nuovi errori, ma non persevera nei vecchi. Continuerà a cadere e non le mancherà mai la forza di rialzarsi, ma non cadrà mai nello stesso punto del suo cammino. Continuerà ad amare e innamorarsi e a soffrire, ma non consegnerà più il cuore nelle mani che già l'hanno tradito. Continuerà a donare se stessa, a non risparmiarsi mai per chi merita, ma non svenderà mai il suo tempo dove è sprecato. Per questo non è facile "Raggiungerle", perché quando pensi di averle in pugno, loro avranno già imparato nuove cose e saranno già oltre. Certe Donne sono per pochi Uomini ... E ho detto UOMINI.

  • 26 settembre 2015 alle ore 17:14

    Credo nelle persone che hanno il coraggio di dire quello che pensano nel bene e nel male. In quelle a cui non gli importa niente di nascondersi, mostrando al mondo anche il peggio di loro. Credo nelle persone che vivono anche per se stesse, ma sempre se lo fanno nel rispetto degli altri. Credo nelle persone vere, veraci, che non hanno "Piani", ma solo spontaneità. Credo che i "Copioni" prima o poi cadono esattamente come il "Sipario" del palco sul quale vengono recitati. 

  • 26 settembre 2015 alle ore 10:42
    Lettera Ad Un Amico

     
     
     
    Un tramonto
    A passo di danza
    Un problema morale
    È l'origine tragica
    Della nostra storia
    Al confine della realtà.
    Storie di montagna!
    Storie di pianura!
    Storie del cuore!
    Da Nord a Sud
    Un incendio doloso
    Malessere terreno
    Assurda realtà
    Di moralità perduta.
     
     

  • 26 settembre 2015 alle ore 9:27
    soluzione per parole stagnanti n. 1

    soluzione per parole stagnanti
    silenzio
    e poi 
    lasciarle scivolare come acqua
    le parole

    silenzio
    e non pensare mai più che è troppo tardi, che il danno è fatto

    silenzio
    e inspirare annusare assaporare l'aria
    spalancare gli occhi e sorridere
    ad ogni nuovo compagno di viaggio

    silenzio
    soluzione per parole stagnanti
    tutto il resto è effimera e presuntuosa esposizione, rappresentazione
    fragile cornice dell'immagine sbiadita di un sogno di crescita illimitata
    silenzio

    silenzio
    ognuno è come pensa e riesce ad essere in quel preciso istante
    ed in silenzio senza parole stagnanti
    ma con la voce del cuore, riesce a raccontare

    silenzio e poi un sorriso
    senza certificazione senza omologazione senza approvazione 
    senza abilitazione
    senza autorizzazione

    silenzio 
    soluzione per parole stagnanti
    e così sarà una fine
    senza fine

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/09/soluzione-per-parole-stagnanti.html
     

  • 25 settembre 2015 alle ore 23:38
    Divertissement – 2

    Osserva bene quello
    che vedi e poi raccontacelo.
    Sei hai la cataratta,
    mi raccomando, guarisci.
    Se guardi la televisione
    e leggi i giornali ti è anche concesso
    omologarti sui social.
    Se cammini a testa bassa
    puoi scrivere solo dei tombini.
    Se leggi il passato,
    quel passato è il tuo presente.
    Se osservi la natura
    sei sulla buona strada.
    Se proprio vuoi poetare
    girati dall’altra parte
    e dimentica di essere
    come gli altri.

  • 25 settembre 2015 alle ore 21:06

    Non ci saranno più parole di conforto per te. Non ci sarà più tempo per ascoltare e cercare di capire. Non sarai più tra le priorità e nemmeno tra le persone che hanno un posto importante nella mia vita. Chi delude decade agli occhi di chi riceve e incassa la delusione e mentre raccoglie i cocci e riprende a camminare saprà lasciarti dietro sé... E mentre tu ad ogni passo sarai sempre più lontano/a chi ti ha lasciato andare sarà sempre più forte e fiero della sua scelta.

  • 25 settembre 2015 alle ore 19:56
    respiro

    nello stringere il pugno
    catturi quel respiro
    appena espirato.
    Aprendo la mano
    liberi la vita
    e ti senti un dio.

  • 25 settembre 2015 alle ore 19:55
    Una casa, una piccola storia

    La casa prende vita,
    all’improvviso si anima,
    una donna e gatti dappertutto
    si muovono in cucina,
    le stanze come quartieri
    vivono di piccole
    cose, l’aroma di un caffè
    o il ronzio di uno spazzolino
    elettrico o una radiolina
    con il volume a manetta.
    Pensava a quando
    era ancora sfitta, bisognosa
    di restauri, malata di crepe
    alle pareti, assetata senza
    un bagno, con i vetri chiusi.
    Sarebbe un giorno morta,
    il cemento di qualità scadente
    non l’avrebbe certo salvata,
    trascurata da chi talvolta
    la visitava frettolosamente
    per poi scappare via
    come un amante da intervallo
    impiegatizio. Ora era felice,
    quella donna con i suoi gatti
    l’amava, la puliva due volte
    alla settimana e anche quando
    era assente la voce del televisore
    lasciato acceso per sbadatezza
    le teneva compagnia e questo bastava.

  • 25 settembre 2015 alle ore 16:43
    Cannibali nel nostro regno

    "E spero sempre che l'alito d'ogni vento spazzi dai cuori ogni tormento" Ammaliati dall'indifferenza a inseguire ombre angosciate di vite frantumate pensieri spesi a oltrepassare limiti interminabili di cadute libere Umanità sei assetata di potere e guidata dal fuoco dissacrato della malvagità senza sguardi rivolti al futuro Immersa nelle sregolatezze tra delitti e cospirazioni inneggi a vite vissute dentro i misteri pregni d'invidie che celano le loro stesse storie confuse dietro scie di sangue innocente . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 24 settembre 2015 alle ore 23:24
    Petalo numero 4, panni stesi

    Io e te siamo come panni stesi.
    Leggeri e precari. 
    Danzando distratti al sole
    per asciugare i nostri sogni
    Sogni di estate

    Panni stesi, noi
    Profumiamo di libertà. 
    Sgualciti dal desiderio di volar via 
    Trattenuti ancora alle ringhiere dei nostri sguardi.
    Ostinatamente.

    Fuori fra le strade
    arrediamo la malinconia 
    siamo cascate decadenti di colori e di pois.
    E' bello abbandonarsi
    allo straordinario ed imprevisto.

    Panni stesi
    siamo volatili come il fruscio dei ricordi.
    in attesa.

  • 24 settembre 2015 alle ore 22:17
    L'odore acre della morte

    Veleni iniettati nel tempo maldestro e impacciato fantasma di tutte le pubertà trascorso col piacere di condividere l'inconsueta gelosia di questa umanità sempre in guerra con se stessa Uomini cresciuti tra le loro insicurezze difficili da debellare e diventate ormai altamente pericolose E ora vivono nell'illusione di prendere i sogni in comodato d'uso e affidarli ai venti di propaganda e d'ipocrisia e diffondere nell'aria il rarefatto acre odore della morte. cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 24 settembre 2015 alle ore 22:05
    Il nuovo anno

    Nelle strade,
    nelle case
    si beve
    nelle attese
    dell’anno seguente.
    L’incertezza si diffonde,
    ognuno getta la sorte
    futura di speme
    di vere gioie.
    Alla mezzanotte
    tenere intese,
    felicità inattese,
    commosse lacrime.
    Domande
    senza risposte
    sul nuovo mese
    oggi entrante.
     

  • 24 settembre 2015 alle ore 9:38
    Viaggio Nel Tempo

     
     
     
    Mi basta immaginare
    Il silenzio della vita
     
    Il fuggire dai giorni
    Allo spegnersi della luce
     
    Per fuggire dal tempo
    E correre nel vento
     
    Nello spazio futuro
    A dissetare lo spirito
     
    Per poi
     
    Vagare nell’ulteriore
    Frizzante delle stelle
     
    Nella vita senza dolore
    Oasi della gioia sognata.

  • 24 settembre 2015 alle ore 4:50

    Mi pento, mi pento di tutto il tempo sprecato con persone inutili che non hanno saputo lasciarmi niente. Mi pento delle lacrime che ho lasciato scendere ogni volta che qualcuno mi feriva senza nemmeno preoccuparsi di ciò che causava. Mi pento dell'amore che ho donato a chi di amore non ne conosce nemmeno il significato, di quei "Ti Amo" detti con il cuore a chi cuore non ha. Mi pento di non aver saputo valutare meglio coloro a cui ho aperto il cuore permettendoli di spaccarmi in due anche l'anima. Mi pento di aver perdonato, giustificato e tollerato solo per paura. Mi pento di tutto, ma non mi pentirò mai di avere detto "Basta" a tutto questo! Di aver imparato a scegliere le strade giuste, di aver imparato a lasciare dietro quelle sbagliate! Non mi pento dei "Vaffa" o delle parole dure regalate a chi scrupoli non ha avuto. Non mi pento di aver sofferto, pianto ed esser quasi morta se tutto questo mi ha fatto capire che nella vita non conta chi incontri... Ma conta imparare a riconoscere chi è meritevole di restare e chi va lasciato al suo destino. Le scelte si pagano e a volte hanno un prezzo alto. Non mi fa paura farle e non mi spaventa pagarle... Quello che conta è che io abbia imparato a non restare dove sono decisamente considerata "NIENTE" quando in realtà sono decisamente "TROPPO"! 

  • 23 settembre 2015 alle ore 20:09
    RIMORSI

    Facile.
    Inaspettatamente,
    troppo facile.
    Più che rubare
    le caramelle
    a un bambino.
    Il suo amore
    era, dunque,
    così tenue?
    Donna arrendevole...
    incapace di lottare...
    Sono salva!
    Lui è solo mio!
    Gioirò.
    Griderò al vento.
    Danzerò alla luna.
    Dopotutto...
    ... ho vinto...
    Che cosa voglio,
    ancora?
    Tanto, 
    non mi basta?
    Malessere,
    nelle mie membra...
    Ombre nere,
    nella mia mente...
    sortite dall'inferno,
    la ottenebrano...
    Era così bella...
    Era così dolce...
    Creatura eterea,
    approdata,
    per errore, 
    sulla confusa Terra.
    Quanto male 
    perpetrato
    in nome dell'amore.
    Il dolore la consuma,
    fino a spegnerla,
    quale candela
    al calore della fiamma.
    Io... vincitrice...
    seppur
    un sapore amaro,
    di sconfitta,
    tormenti
    la mia bocca,
    quale veleno
    che brucia 
    le viscere 
    e la mente.
    Eccola...
    La sua veste nera...
    ... cade,
    come la sua vita
    e, quale bruco
    che si muta
    in farfalla,
    rivive
    a nuova Vita,
    in veste candida,
    per danzare 
    con gli Angeli.

  • 23 settembre 2015 alle ore 20:09
    FOGLIE D'AUTUNNO

    Il vento sibila
    tra le fronde
    ormai ingiallite
    e sembra cantare
    un mesto canto funereo.
    Le foglie rinsecchite,
    agonizzanti,
    si staccano
    e piroettano
    in sua balia,
    come danzatrici su punte gessate
    e, come soavi cigni morenti,
    si lasciano cadere,
    ebbre e silenziose,
    vittime del Tempo Sovrano,
    mutevole e spietato,
    rassegnate alla fine,
    oramai non più così lontana.
    L'una accanto all'altra,
    sorelle 
    accomunate da un unico destino,
    attendono inermi
    di essere spazzate via
    da rami di saggina
    e arse.
    Ma il vento, 
    solitamente dispettoso,
    si muove a pietà, 
    per loro.
    Le sue raffiche improvvise
    le separano,
    le sparpagliano,
    le sollevano dal suolo
    quasi gelido,
    trasportandole in alto,
    sempre di più,
    in quel cielo vivido e azzurro 
    che, sopra di loro,
    appariva irraggiungibile.
    Ora non lo è più.
    Lassù respirano la libertà
    e svolazzano come farfalle
    dalle ali dorate,
    perdendosi lontano,
    lontane dalle lingue di fuoco 
    che le attendevano,
    malefiche.
    Dal loro inferno.
    Il loro viaggio sarà breve.
    Il vento, presto,
    smetterà di soffiare,
    strappandole dall'incanto
    per rituffarle nella realtà
    e, nuovamente, 
    danzeranno per un poco,
    fino a scivolare, dolcemente,
    chissà dove,
    ma, forse, 
    la morte, allora,
    diverrà più benevola.

  • 23 settembre 2015 alle ore 20:07
    POESIA

    In una poesia ho scritto del nostro amore,
    l'ho decantato con le sublimi parole 
    che mi ha dettato il cuore.
    Rammento il tempo in cui invocai il Cielo, 
    con una supplichevole preghiera
    che, un Angelo, conducesse a me, 
    per dare un senso all'esistenza.
    Ora so che la mia supplica è stata esaudita, 
    dal momento che sei giunta a me, 
    donna della mia vita.
    L'amore mio, per te, è come il cielo, infinito e vero.
    Di passione, per te, sto vivendo, 
    donandoti il mio cuore, 
    cosicchè far nascere, di felicitá, un sorriso, 
    sul tuo amato viso.
    Un bacio, una carezza, immensa tenerezza,
    questa sará l'inestinguibile promessa della mia anima, 
    da adesso e per la vita.

    Un Angelo incitato, per grazia ricevuta, dal Cielo, 
    in quel febbraio sì triste e solitario.
    Un Angelo, a te, giunto non dalla Casa Eterna, 
    ma dalla Madre Terra, d'argentee ali, privo.
    Un Angelo estasiato da ciò che l'attendeva,
    che da un tuo solo sguardo, profondo e misterioso, 
    è stato affascinato e allor si è rivelato, di te, innamorato.
    Un Angelo che, per uno strano impulso, in te, amore mio, 
    subitamente ha creduto e, a te, così ha ceduto, 
    per la fiamma d'ardore, che fuoriusciva dal tuo cuore, 
    cosicché far tacere la sua sete d'amore.
    Non Angelo, ma donna, che è divenuta tua ben presto, 
    sfidando tutto il resto
    e, per questa svolta del destino, 
    in grado si è sentita di fare sua la tua vita.

    Iris Vignola - Horion Enky

  • 23 settembre 2015 alle ore 20:04
    VORREI... VORREI UN PETALO DI ROSA, FARFALLA CARA

    Di corallo, ho le gote arrossate,
    di color della fiamma, i capelli.
    D'esser bella, son certa,
    la mia pelle d'ambra s'è tinta.
    Quel riflesso che brilla sull'acqua,
    emanando barlumi del sole,
    sta attirando, in maniera smodata,
    il mio sguardo curioso.
    Torno a galla sovente,
    a coprirmi di luce e calore.
    Nella notte che cala dal cielo,
    sullo scoglio m'adagio, all'invero,
    scrutando la luna che, quieta, m'osserva.
    nel contempo che m'asperge d'argento.
    Sono nata nel mare,
    provvista di coda, per cui non so camminare.
    Nel mio mondo acquoso e sommerso,
    ci son tanti fiori, seppur privi di odori.
    Oh, me tapina,
    vorrei possedere la fortuna di volare.
    Beata te, dolce farfalla,
    dall'ali svolazzanti, d'iridescenti toni colorate,
    con cui posarti sopra ad ogni fiore,
    in modo da inebriarti del suo odore!
    Che sogno irraggiungibile!
    Se tu volessi, però... lo potresti esaudire!
    Vorrei... Vorrei un petalo di rosa, farfalla cara...
    Se tu lo portassi tra le zampe,
    rosso, rosa, giallo o bianco,
    del colore non m'importa,
    affinché possa odorarne la fragranza...
    Te ne sarei eternamente grata.
    Se di rosa non t'è dato procurare,
    non ti devi preoccupare,
    m'accontenterò d'un altro fiore...
    In onor d'un'amicizia vera, come pegno sincero d'amore.

     

  • 23 settembre 2015 alle ore 20:01
    EPPUR TI VOLLI

    Fantomatica fantasia,
    nel vederti e pensarti mio.
    Mi sentivo già circuita dalle braccia tue.
    Assaporavo, sulle labbra, un bacio ardente,
    astrusa sensazione,
    atta a travisare la realtà fatale,
    onde fuggir da solitudine opprimente.
    Niente, intorno.
    Non eri l'uomo mio!
    Neppure ti sfiorava la certezza ch'esistessi,
    in qualche posto!
    Trascendentale, era l'attesa che t'accorgessi
    dell'esistenza mia.
    Ma dubbia alquanto!
    Eppur ti volli!
    Ti volli, a discapito di tutto!
    Il mio destino, percepivo, che tu fossi,
    in quel subcosciente ch'appare mai cosciente,
    inconsapevole del potere proprio, occulto.
    M'avrebbe ingannato, anziché rivelar arcano,
    se non avessi osato,
    se carpito, dalla mente, non avessi un non so che.
    Il sesto senso?
    Ma osai, l'unica volta, probabilmente!
    Venni a te!
    E poi t'amai, 
    mio uomo della sorte,
    venisti a me come l'ape sul fiore,
    come rugiada sul petalo assetato,
    come farfalla, attirata dal colore.
    L'amor cantò il suo cantico sublime.
    Mio dolce presagio della mente,
    scrittore del mio cuore,
    dov'hai impresso il tuo nome.

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:58
    PER SEMPRE, FU DETTO, UN TEMPO

    Strano incontro,
    d'ermetici presagi, foriero,
    d'un taglio netto, l'arduo fautore,
    a sigillar la fine d'un amore per la vita.
    Alla deriva, tutto il resto.
    Inneggi alfin sfuggir a scheletri nascosti,
    ch'han, l'esistenza tua, dannato.
    “Per sempre”, fu detto, un tempo.
    Fuggevole “per sempre”, annientato dalle colpe.
    Bieco dileggio.
    Girone dell'inferno.
    Malevole la sorte, t'ha assoggettata.
    L'avresti rifiutata, infausta prigioniera.
    Gioie.
    Dolori... sì superiori.
    L'arbitrio è libero, ma non la forza.
    Per altri, non per te stessa, è stata usata.
    Rinunci...
    Al nulla...rassegnata.
    Destino gretto, s'è ravveduto, nel tuo sperare.
    In un solo momento...avviene il tutto.
    Dei dì trascorsi, appare scoglio spigoloso
    e impenitente
    ch'abbia a scontrarsi con l'infrangersi dell'onda d'un risveglio.
    Disgrego esasperato.
    Coraggio d'una scelta,
    nell'affrancarsi dal peso d'una croce.
    Tal fu passato, a gravar su spalle delicate.
    Interezza d'una mente fiera e ardita, 
    ch'ha mutato il suo tragitto, 
    nel conoscer il valore di se stessa.
    D'un uomo, certezza d'un amore.
    Magia dell'avvenire.
    Percepir l'amore per la vita, ancora e ancora.
    Strana è codesta, ch'ha a percuoterti sovente.
    Mai sa domarti,
    se, nel pensiero, sei vincente.
    Mai s'affondarti, se d'evitar l'onda furiosa,
    scorrendo sul crinale, t'appresti ad ingegnarti.
    Maestra di piegar, ma non ti spezza,
    se l'amor proprio si fa indomito e sagace.
    Urla, la mente, ch'è in te la forza innata.
    S'ha da esser usata e non impropriamente.
    Ricompor le ceneri e rinascer, mai s'attarda.
    S'adagia, la tenacia, fra le mani.
    S'ha d'essere colta, con saviezza e astuzia,
    all'uopo del tornar a viver con maggior destrezza.
     

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:54
    ALBORE D'AUTUNNO

    All'albore d'autunno, sovviene il mio pensiero.
    Fragranza della terra, che l'acqua impregna,
    profumo e sapor di caldarrosta,
    olezzo esilarante di mosto testé ultimato.
    Colore intenso, sì caldo e sobrio,
    s'è alimentato, tra le piante, il morir d'estate,
    sovvengono a cader, mute foglie ingiallite,
    formando un manto, di cui, il terreno si sta coprendo.
    Il rosso, in cui lo sguardo s'é perduto, sospende il fiato,
    dello spettacolo suadente s'aggrada il cuore,
    cos'inclemente, impazza il vento, su fronde seminude
    e sulle foglie morte, spesso e mesto tappeto freddo.
    Scorre, il torrente rigoglioso, nel bosco ombroso,
    cantando e gorgheggiando, nel trasportar le acque
    che giocano, tra i sassi, a zampillare,
    di cui s'é alimentato, dapprima secco ed assetato.
    Uccelli canterini, col loro canto, salutano l'autunno,
    nell'emigrar a soleggiate terre,
    cercate per evader dal rigore,
    nell'attesa di tornare a costruire un nido nuovo. 

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:53
    FOLLIE D'AMANTI, DALL'ETERNO SAPORE

    Evanescente, quel letto sospeso fra le stelle,
    ricoperto dal riverbero lunare.
    Trapunta impreziosita da diamanti.
    Etereo talamo per due amanti.
    Gemiti prolungati, nel scindersi in sospiri.
    Sussurri, che non guastino il silenzio della notte,
    fin'a divenir corali, nel cantico stellare.
    Un cantico d'amore.
    Un cantico di gioia, che s'elevi al firmamento.
    Discese e risalite, d'avvallamenti ignudi.
    Palpita, il cuore, con forza ardita e ritrovata.
    I semi del piacere han dato i frutti e ci han sorpresi.
    Noi, disillusi di non poter amare,
    tasselli con cui il fato gioca a puzzle molto spesso.
    Tepore, le membra attorcigliate,
    connubio indissoluto come petalo col fiore.
    Com'edera, al muro, abbarbicata, se no muore.
    Cotanto ardore, nelle nostre brame.
    Sterpaglia d'apatia ha preso fuoco,
    nel crepitio ancestrale del fuoco dell'amore.
    Sei qui...nel tuo sospiro nasce il mio respiro...
    Carezze lievi, baci appassionati.
    Due cuori uniti, vite che si son cercate.
    Follie d'amanti, dall'eterno sapore.

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:50
    FRAMMENTI DI RICORDI

    Echi del passato rimbombano nel silenzio,
    frammenti di ricordi,
    racchiusi tra asticelle di legno stinte,
    dietro un vetro sottile e trasparente,
    che lascia trasparir sorrisi o sguardi cupi.
    Cornici trafitte da chiodi,
    su vecchie immagini talvolta scolorite,
    dove s'è fermato il tempo.
    Passato che ritorna a travolgere il presente,
    inchiodato nel pensiero,
    porzioni di momenti felici,
    rimpianti accantonati ai confini bui della mente,
    rimorsi abbandonati in quel passato, per dare ancora un senso al vivere.

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:48
    AMOR RUBATO AL TEMPO E AL CASO

    Rigagnoli d'umore, scrosciano.
    Letto d'un fiume in piena,
    acque straripanti, senz'argini e barriere.
    Spiaggia al tramonto,
    mare che s'increspa al divenir dell'onda.
    Fresca oasi dei miei deserti assolati,
    dove mi posso dissetare.
    Costante desiderio delle mie notti insonni,
    per non sentirmi smarrita e sola.
    Lenzuola umide d'amore,
    distese sulle stelle,
    ad asciugare al riverbero di luna.
    Infuocato, il sangue irrora la carne fattasi rovente,
    preda accondiscendente del potere dell'amore.
    Amor che, a grandi lettere, imprime il suo marchio
    indelebile sul cuore.
    Amor sovrano, che tutto vuole e prende, senza inganno.
    e sa donare, a piena mano.
    Amor rubato al tempo e al caso,
    come pensiero che pecca d'innocenza.
    Chiede clemenza per esser nato.
    Implora grazia per esistere tutt'ora.
     

  • 23 settembre 2015 alle ore 19:23
    Quando si fa notte

    Quando si fa notte
    l’apparire s’addormenta
    stremato nelle tastiere
    di lettere solitarie.
    Lassù, le luci delle stelle
    festeggiano la verità
    del creato
    e il sole dell’alba inganna
    il risveglio del perpetuo
    errore.