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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 settembre 2015 alle ore 22:05

    Sono una di quelle persone che quando dice a qualcuno: "Ti voglio bene" è perché gliene vuole veramente. Non sono infallibile e nemmeno perfetta, ma non ho più voglia di spiegare ne di ascoltare. Chi si comporterà con me in modo altrettanto sincero e corretto resterà nella mia vita... Chi non lo farà invece, sappia che non mi interessano le spiegazioni sui perché non lo abbia fatto, ma non intendo  darne nemmeno io sul perché me ne vado... Me ne andrò e basta.

  • 14 settembre 2015 alle ore 18:18
    Migranti

    Nulla par essersi nei secoli mutato
    del triste lor  peregrinar destino
    di genti tante del consorzio umano:
    erravano nell’arido deserto un tempo
    quei  figli miseri  del già un dì errante
    Abramo al cercar della promessa terra
    altre par utopiche speranze spingon
    oggi di nuovo a lasciar quell’antica terra
    le siriane genti a varcar le serbo danubiane
    sponde, premevan e nel tempo premon
    indios meticci messicani altro ostil deserto
    a un passo lì quell’eldorado americano,
    e partivano un tempo i bastimenti nostri
    affollati di terza classe miseri lunghi treni
    terre campane aostan venete lombarde
    piemontesi tosco liguri furlane sicule
    sarde calabre  lucane pugliesi umbro
    marchigiane e emiliane romagnole infino
    tra pianti tanti e lacrime lasciate e quel
     loro vagar poi senza del doman certezza,
    pur altre sponde altri o stessi continenti
    genti irlandesi curde polacche e tante così via,
    oggi son insicur gommoni barconi  dal rotto
    fetido  legname che spingono  a cercar qui
    da noi fortuna sfidan altri navigli poi non più
     sicuri l’alte profonde infide acque indiane
    non nera scura bianca  rossa gialla è la pelle
    ma  stessa  la speranza di vita miglior nuova
    tanto e tanto  lontan da patria e  casa: che
    par nel tempo non cedere all’oblio al ricordo
     migrante questa parola cupa tanto  triste
     ha soffrir perché e sempre patir povera parte
     tra la tanto felice e tanta dell’umana gente?
     

  • 14 settembre 2015 alle ore 9:28
    La Farfalla

     
     
     
     
     
     
    Respira fra le rose
    Intrise di rugiada!
     
    La farfalla insegue il paradiso
    Si posa sulle mie mani protese
    Per non rimuginare il domani.
     
    Ha trovato la primavera
    Dentro chi vive sotto le stelle
    E al mattino apre il suo cuore
    Riscaldato dai raggi di sole.
     
    Ora vivrà dove vorrà
    Oggi qui
    Domani lì
    Ella vive dentro l’anima.
     

     

  • 14 settembre 2015 alle ore 4:08

    La verità è che quando ami davvero qualcuno non ci sono altre labbra da baciare. Non ci sono altre mani da stringere. Non ci sono incertezze e scelte... Quando ami ... Sei la scelta! Quando ami davvero non esiste il verbo "Sostituire" perché a bruciare un momento di passione sono bravi tutti, ma sentirsi "Appagati" e "Completi" è molto di più che uscire da un letto "Soddisfatti". La verità è che amare davvero qualcuno è rinunciare a una parte di sé per metterla nelle mani dell'altro e migliorarsi. Amare davvero qualcuno è un po come fondersi in un'unica cosa...Fisica, emotiva e mentale.

  • 13 settembre 2015 alle ore 21:16
    Poesia

    Eravamo versi liberi
    a spasso

    ubriachi tra le strade
    a senso unico
    della forma

    cercavamo lettere d’oro
    in profondi tombini
    scoperchiati da una bomba
    inaspettata
    di scroscianti parole

  • 13 settembre 2015 alle ore 19:39
    Senza titolo V

    Tutto in me è confusione,
    un eterno voticare di idee,
    concetti, passioni, ambizioni,
    tutti discordi e dissonanti.
    Nulla sembra volgersi al
    Giusto verso, nulla sembra
    Concordare con l’altro, ed io
    Sono immoto al centro del ciclone.
    Sorrido in mezzo al caos,
    sorrido nel fallimento che ho intorno.

  • 13 settembre 2015 alle ore 16:55
    Ma così, non so più da che parte andare...

    Prostrato dalle angosce percosso da ansie e fatui desideri mi dibatto tra i flutti della cattiveria umana Brividi sferzanti accendono i miei viaggi delle speranze e deridono la mente nel suo andare e venire dal futuro brezze leggere a bagnare lo sguardo ormai freddo e annoiato dei miei occhi incerti negli orizzonti da raggiungere sprecati in attoniti silenzi e nelle malinconie dei pensieri affamati di giustizia e fratellanza . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 13 settembre 2015 alle ore 16:13
    Novembre in immagini

    Nebbiose giornate
    fredde ore
    raggelate impronte
    sui vetri delle case
    Infelici ricordi
    spezzati cuori
    intrecciate mani
    in preci
    Foglie ingiallite
    morte sparse
    per le terre
    per le vie ammonticchiate
    Solo io
    a tutto ciò
    ripenso
    fra quattro mura stretto.
     

  • 13 settembre 2015 alle ore 12:07
    Enrosadira

    Non so scattare foto, 
    non trovo un punto da cui si riveli l'orizzonte intero,
    in cui si mostri tutta la natura delle cose.
    Con me salpano cento viandanti
    in giorni che sono mille anni,
    dai pini e dal mare prendo l'antidoto al veleno delle mie parole,
    e rendo vivi, per me, i torrenti di sole che scorrono tra cime accuminate.
    Alla luna chiedo se da li si vede il mio destino.
    La mano fredda della tristezza,
    come mia sorella,
    la stringo forte,
    ed in notturni laghi di cristallo, la porto a riconoscersi.
    Sono poeta, questo è il punto.

  • 13 settembre 2015 alle ore 8:46
    dove volano i nostri sogni?

    il silenzio è così gentile
    che ogni piccola e fragile parola 
    è ben accolta tra le sue braccia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/09/dove-volano-i-nostri-sogni.html

  • 12 settembre 2015 alle ore 22:35

    Tollero tutto ma non gli infami. Gente fatta di chiacchiere e mai di fatti. Sentirsi "Grandi" e dimostrare una "Piccolezza" inaudita. Io ... Che sono una grandissima "Bastarda" dentro un'anima buona di fronte a queste "Persone" so solo provare pena e compassione. Dicono di essere persone sicure di sé, ma passano il tempo a dirlo invece che spenderlo per dimostrarlo. Giudicano gli altri da dietro i loro modi per loro impeccabili, quando sarebbe meglio un buon esame di coscienza e un faccia a faccia con se stessi! Queste persone non hanno bisogno di "Amici" ma di una buona terapia di "Umiltà" e " Sincerità" comprensiva di un buon corso di "Correttezza" verso il prossimo! 

  • 12 settembre 2015 alle ore 22:03

    Cara me, hai troppa pazienza e troppa comprensione a volte per le persone che ti circondano. Sempre pronta a capire e ad ascoltare chi è poco disposto a ricambiare tempo e comprensione. Accetti le opinioni e i modi di vivere degli altri e anche quando quei modi ti feriscono resti in silenzio. Convinta che ognuno abbia il diritto di essere quello che è... Cara me, ricordati che la libertà dell'essere umano è cosa giusta solo fin quando non calpesta e ferisce la tua persona. Ricordati cara me, che il tuo tempo ha un valore e la comprensione va meritata. Ricordati cara me che essere buona va bene, ma non arrivare a passare da fessa perché feriresti solo te stessa. Cara me, hai da imparare ancora tanto e la prima cosa da imparare è cominciare a lasciare dietro persone e cose che non hanno capito che non tutto gli è "Dovuto" e che alcune cose vanno guadagnate! 

  • 12 settembre 2015 alle ore 10:42
    Élite

    Guardateli, quale pena
    con penna d’oro
    scrivono del meteo
    esclusi dalle concimaie!

  • 12 settembre 2015 alle ore 9:51
    Oltre La Finestra

     
     
     
    La grande casa dell'anima
    S'illumina allo schiudersi
    Degli scuri delle finestre
     
    E mentre osservo la pioggia
    Che bagna il paese inquieto
    Mi chino ai piedi del monte
     
    Germoglia dispettoso il crepuscolo
    Su questo angolo deserto di mondo
    Con la luna maestra dell'amore
     
    Spogliata della ragione
    E vestita dei soli respiri
    Mi abbraccia nella luce
     
    Che notte questa notte
    Invidiosa e frettolosa
    Di botto si dona al dì
     
    Il nuovo sole paziente
    Si affaccia e riscalda
    Teneri futuri affetti.
     

     

  • 11 settembre 2015 alle ore 22:38
    Binario vivo

    Dei sogni nascosti nella stazione
    un’anima è in cerca di un’altra occasione
    per vivere col cuore oltre le mura
    e salire sul treno della luce pura.

    Il porto sicuro lasciato una volta
    la vera risata è presto tolta
    tra accesi i colori dei sentimenti
    e il freddo dei fuochi sempre spenti.

    La pioggia di lacrime stava oscurando
    il timido sole le ali bagnando
    di voci confuse già pronte al volo
    verso un pensiero rimasto solo.

    Nel buio che accoglie l’ingrata esistenza
    si nota di nuovo la vecchia presenza
    ma ora sempre nel cielo resta
    con voci che unite tornano in festa.

  • 11 settembre 2015 alle ore 21:41
    Hojo

    Nella notte limpida
    il profumo del tè,
     
    nel fondo della tazza
    il cielo stellato.

  • 11 settembre 2015 alle ore 20:21
    All'inizio del tuo sorriso

    Ci sarò
    ad aspettarti
    in cima alla tua bocca
    con questi fiori in mano
    ed il vestito a festa.
    Forse sarò imbranato,
    un po' impacciato,
    imbarazzato
    dal non saper che dire
    cercandomi parole
    nelle tasche
    da tendere
    insieme con le mani.
    Ci sarò
    ad aspettarti
    in cima alla tua bocca
    quando alla nuova gioia
    farà l'arco.
    Il tuo sorriso io
    lo aspetto al varco.

  • 11 settembre 2015 alle ore 18:38
    Genesi Di Una Notte

     
     
     
    Genesi
    Di una notte diversa
    Ma diversa davvero
     
    Prodiga di sogni
    E di desideri nascosti
    Crisma d'animo turbato

    Come faccio a respirare
    In questa notte di lupi
    E dei figli della luna
     

     

  • 11 settembre 2015 alle ore 18:36
    Lobotomia

    Un mattino qualunque,
    tacchi bucano l’asfalto
    come scavi di trivelle.
    Tintinnii di orecchini,
    bisbiglii metallici,
    mercatini meccanici
    giostre in movimento,
    odori di kebab,
    un telegiornale sbraita
    da chissà dove,
    distrattamente osservo un albero,
    poveretto … sembra un gingillo
    fuori posto
    come le parole a caso,
    tanto per dire,
    tanto per cucinare qualcosa,
    tanto per dormire una notte
    qualunque,
    tutto confluisce
    nell’unico fiume,
    orgia di liquidi seminali,
    scarichi di lavatrici,
    neonati nei bidoni,
    città bidonville,
    teste ciondolanti,
    bambolotti senza pile,
    il sole scalda meno,
    ottobre è vicino,
    passo dai cinesi,
    le pile sono
    a buon mercato!

  • 11 settembre 2015 alle ore 17:35
    per ritrovarsi

    a volte la salvezza arriva nella sconfitta
    a volte il giocattolo della vanagloria si deve spezzare in mille pezzi
    ed i pezzi si devono disperdere nello spazio immenso 

     tra procedure e passione
    a volte il peggior veleno è l'ambizione

    a volte per ritrovarsi bisogna perdersi
    e dimenticare se stessi
    fino al sorgere del Sole
    sopra questi grigi cieli di periferia
    e così
    sia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/09/per-ritrovarsi.html

  • 11 settembre 2015 alle ore 17:19
    Farsi benedire dalla tenacia

    Accettare e vivere
    di critiche liberatorie

    pensieri oscuri
    che la solitudine accende

    strano destino della mente
    a subire dolorose umiliazioni
    e non riconoscere più
    quando l'inconscio sfugge alla conoscenza
    tra pianti e abbracci di gioia
    tra le contraddizioni
    che oppongono la ragione all'esperienza
    alibi di chi sfrutta
    le nefandezze di cui si è macchiato
    per accentrare su di sé le luci della ribalta
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
    Segnala abuso

  • 11 settembre 2015 alle ore 13:18
    Quanti sciacalli e nessun si chiami fuori!

    Quanti sciacalli si ergon oggi
    a i moralisti far alta la voce
    da palchi pulpiti libri giornali
    che sol oggi vedono tragedie:
    miseri laceri nel lor cammin
    dolente e morti, un imman dolore,
    chi mai levò allor la voce forte
    altri inver uccisi  miseri  dolenti
    o pon oggi a lor pietosa mano
    offese a lenir di lor povere carni
    o memoria dar con lume e con preghiera?
    Che vuoi armeno fui curdo coreano
    tibetano bosniaco di fede mussulmano
    cristiano in India e nel Sudan sahariano
    giallo cambogiano e di etnia nera poco
    nota ma di me parlar lo sai non fa notizia
    pagina bianca vuota vuoto  il balcone tace.
    Dirà qualcun e già  lo sento: tempo passato
    acqua che non macina qual che sia il color
    del burattin mugniaio al suo mulino elettorale
     

  • 11 settembre 2015 alle ore 10:02
    Capelli Al Vento

     
     
     
     
     
    Il mare non si agita più
    Sotto la frusta del vento
    Che ha smesso di respirare.
    Il silenzio sveglia la notte
    Stringe compagnia alla solitudine
    Che m’appartiene.
    Il giorno inesorabile avanza nel buio
    Tu sotto un insipido sole mattutino
    Capelli al vento, fuggi
    In un campo di grano
    lasciandoti alle spalle
    una lunga scia di vuoto.
    Adesso l’usignolo
    Non canta la solita serenata
    Gli uccelli cinguettano  meno
    Le rondini si sono fatte da parte
    E la mia solitudine ricca e muta
    Per colpa del destino
    Che ha portato lontano i miei sogni.
    Ora il  cuore vaga nel buio
    Verso vicoli solitari
    Alla ricerca di un nuovo furtivo padrone
    Per impedire ai miei occhi di lacrimare
    E dire quello che il cuore non osa.
    Quasi quasi morirei!
     
     

  • 10 settembre 2015 alle ore 18:03
    Tendone

    La Storia mi ha scritto una lettera
    spiegandomi che io appartengo ad essa.
    Le ho risposto che è una pagliaccia,
    gli spettatori del suo circo sono
    bambini accompagnati
    da adulti “consenzienti”.
    Se nascessimo orfani
    potremmo sceglierci
    il palinsesto, abbattere
    quel tendone liberando
    tigri, leoni, cavalli, elefanti
    e di nuovo riempire l’arca
    pronta a salpare per una
    nuova destinazione.
     

  • 10 settembre 2015 alle ore 17:35
    Ritorno d'amore

    Tra me ti penso
    tutto il giorno,
    non più ricordando
    il tuo volto;
     
    nella mia mente restano vivi
    di te frammenti
    non più nitidi,
    ormai confusi;
     
    che cosa di te ricorderò:
    il fragile viso ,
    il tuo bel cerchietto,
    il tuo occhio lustro;
     
    non sono più tranquillo
    per te palpito,
    per te vago,
    per te sussulto;
     
    non più mi riconosco,
    sono cambiato
    in peggio,
    guarirmi non so;

    piango
    non sapendo
    se ti vedrò
    di nuovo;

    questo pensiero
    oscura il mio animo,
    rimembrando
    il nostro passato.