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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 06 marzo alle ore 20:36
    Vago tra le oscurità del mio viaggio

    Tenebra

    quante volte dovrò invocarti Io
    nel mio piacere d'oblìo ?

    E tu luna
    abbandona per favore la tua luce

    addormenta i tuoi argentei raggi

    affinché io possa espiare
    i peccati commessi

    e nella mia stoltezza possa trastullarmi
    e confessare ciò che mi strugge

    Solo sono nato
    e solo ho vissuto la mia vita

    a sognare suadenti sussurri
    e tenere carezze

    Ma dove sei affetto cercato ?

    A chi hai donato il tuo amore ?

    Di tutto hai potuto accusarmi
    ma non d'inerzia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 marzo alle ore 0:12
    (25) Eremita dal tenero cuore

    Parea solo di spirito impastato
    che d’esigenza poco in corpo aveva,
    e in fervor trasluminosi eccelleva,
    pertanto d’umiltà vantava stato
     
    Merito di bontà 'n alma ha stipato,
    ma a vista d’altri spesso mal poneva,
    Lui che di Dio cospicuo amor viveva,
    che a Egli da sempre e solo avea bramato. 
     
    Furono  tanti e monaci e medici,
    che con bassezza d’animo e di mente
    vollero angariare quel cuor fervente.
     
    I primi a causa di più gelosia,
    mentre gli altri per denar  frenesia.
    Lui non tocco, largiva benefici.

     
     
     
     

  • 05 marzo alle ore 23:05

    Lascia che ti spieghi una cosa:
    FIN QUANDO UNA DONNA LA VEDRAI SOLO COME UN “CORPO” FINE AI TUOI SCOPI E NON COME UNA CREATURA DA RISPETTARE E AMARE, LA OFFENDERAI OGNI VOLTA CHE LA GUARDI!
    Tratto da: "Una strada verso casa" di Silvia Nelli

  • 04 marzo alle ore 17:38
    Incantato ardore

    incantato ardore di alberi in attesa
    vengo a stupirmi d'occhi
    si migra anche da zolle calpestate 
    saldi e leggeri 
    a frotte

  • 03 marzo alle ore 21:18
    Ho patito e sofferto, Io

    Non ho ricevuto mai un bacio Io
    solo elemosine d'affetto
    nel mio sentirmi
    impantanato nell'indifferenza
    a credermi figlio di nessuno
    a pensarmi un peso per me stesso
    nelle discese nell'inferno
    della mia interiorità
    Adesso con le parole e con i gesti
    cerco di andare oltre
    per attraversare i miei dolori
    per andare contro la paura
    questo mostro misterioso
    che non riesco a riconoscere
    E cerco varchi agevoli
    per oltrepassare questo muro
    o quanto meno una mano amica
    che mi offra un calice d'ottimismo
    da bere tutto d'un fiato
    che mi aiuti a sostenermi
    affinché riprenda le forze
    per aprire tutte le porte
    delle mie nuove primavere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 03 marzo alle ore 21:01
    Bruciori e sofferenze

    Figlio dell'antichità
    e della sua crudeltà al mio esser diverso
    vivo disperso nel mio buio
    e nei silenzi che sparlano tra loro
    di tutto il mio Essere
    Da sempre inzuppato d'amore
    nel canto melodioso d'un uccello di rovo
    che intona la sua nenia
    avanzo tra fiamme conosciute
    cercando rimedi alle mie passioni infelici
    E nei dilemmi che m'impone il destino
    rimango a guardarmi negli occhi
    a meditare sulla mia solitudine
    e accennando sorrisi aspersi di malinconia
    nella sofferenza che m'avvolge il cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:59
    Il concerto dei sogni

    Abbandonato al mio vuoto
    e usurato dagli anni già scorsi
    mi sento un violino
    consumato dal tempo
    sorpreso a soffrire
    la sua voglia di continuar a suonare
    E rimango sospeso in quel vuoto
    ad ascoltare la mia anima
    appesa al filo che la unisce al cuore
    e ferma nel suo voler donare amore
    che m'invita ancora
    a pizzicar le mie corde
    a continuare il mio modo di vivere
    di parlare alle coscienze
    e risvegliarne l'impeto
    E rimango qui a sentire ancora
    la musica di quel desiderio
    battere il suo tempo nel concerto dei sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Gioco all'ombra degli alberi della vita
    a provare sensazioni d'euforia
    godendo della sua magnificenza
    e in ogni nuovo giorno che nasce
    nella neve che soffice e allegra cade
    nel freddo che attanaglia i cuori
    tra gli scrosci della pioggia che mi bagna
    cerco rifugio nei miei sogni
    E voi intanto rimanete in ciò che siete
    in altra neve in altro gelo in altra pioggia
    in altre cattiverie e altre nefandezze
    ma ricordatevi nell'albagìa in cui vi mostrate
    che ciascun vento spira
    per ammantare il mondo
    con i suoi sentimenti castrati
    e avvolgere anche gli uomini come me
    che nell'orgoglio dei versi
    delle emozioni e delle immense passioni
    amiamo raccontare il vivere
    nei colori della nostra umanità
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:55
    Il pregio dei miei difetti

    "Le mie notti han le ore più lunghe che non passano mai" (Albano Carrisi)

    Fin da bambino
    ho imparato a convivere
    con i miei difetti
    senza apprezzarne il pregio
    E non smettono di crescere
    nella loro sacralità
    che ne esalta la socialità
    nel loro divenire
    messaggeri di pace
    con la speranza manifesta
    d'indicare all'anima
    il giusto cammino
    verso la salvezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 marzo alle ore 20:53
    Tu padre, uomo perfido...

    Deserto e inquieto
    è il mio cuore
    a esprimere dolore
    per l'anime tenerelle
    volate in cielo
    Come faccio Io
    a serbar la mia fede a Te
    e subir questo disdegno?
    Ero detto in Te
    amante appagato
    e ora nel tuo amore
    mi scopro disperato
    Smuovo la brace
    che arde nel mio odio
    e andrei io stesso
    a prender ancor carbone
    ma dovrei andare
    invece di scherzare
    ...e scrivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
    (per i fatti di Latina)

  • 03 marzo alle ore 20:51
    Scirocco

    Solo tu
    infrangi il vigore
    che ho in me
    insensibile ai miei dolori
    varchi le soglie
    dei miei lamenti
    E ripeto ancora
    parole di disprezzo
    alla tua audacia
    di non dolerti
    di ciò che soffro
    Fino a ieri
    hai aperto le porte
    al tuo nemico
    quel maestrale
    che hai vinto e avvinto
    e ora soffi
    più turpe che mai
    Io che ai tuoi trionfi estivi
    rimango fedele
    e alle tue carezze
    ti prego
    sopisci il tuo impeto
    che fa lacrimare
    I miei occhi
    Chi ti costringe a questa viltà?
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 03 marzo alle ore 19:12
    In un abbraccio

    Ti cerco in un abbraccio,
    nel sole che sorge,
    nell'alba di un mattino,
    negli occhi di un bambino,
    nelle onde del mare,
    nel silenzio della notte.
    Ti cerco ovunque.
    E ti trovo nel mio cuore.

  • 03 marzo alle ore 19:06
    Lei

    Lei era il profumo dei fiori, le onde del mare, i prati dei versanti montani.
    Lei era il sogno ad occhi aperti, lo stupore di una bimba, la determinazione di una leonessa, la passione di un'amante.
    Lei era il capriccio di ogni ricciolo biondo, il sorriso che illumina il Mondo.
    Lei era Tutto. E anche di più.

  • 03 marzo alle ore 17:48
    (24) Santuario di Paterno Calabro

    Chiamato dai fedeli paternesi,
    avvia  erezione di seconda chiesa
    e non ha tema per tal’alta impresa
    che Sua parola tiene i cuori accesi.
     
    Dond’è dirupo, son pianori estesi,
    e con vigore l’opera è intrapresa,
    ciascun concorre senz’alcun’intesa,
    compresi cittadini d’altri paesi.
     
    D’ostico impegno che a tanti pareva
    lesto ultimossi, per divin volere,
    in lasso che l’umano mai poteva;
     
    Soltanto fede tien tale potere
    ad elevare chiesa e monastero,
    in tempo ch’alimenta ancor mistero.
     
     
     
     
     
     
     

  • 03 marzo alle ore 13:05
    La luce della neve

    La luce della neve
    si fa sguardo di campi
    e di bosco.
    Squarcio nella mimesi
    della ridda d’orizzonte
    dirama confini
    consueti alla pupilla
    e ignoti di tregua.
    S'apre un virgulto
    come un cardine di lana
    in cielo di sbratto.

  • 02 marzo alle ore 18:57
    Castigo

    Stringo i capelli in una nocca
    li castigo
    Che non sfugga ciocca
    Che capello non si stacchi
    e arrivi fin’a te

    ...

    Stringo attorciglio strappo
    Al seno appoggio
    l’idea di te:
    il mio castigo.

  • 02 marzo alle ore 17:42
    So!

    Sei con me
    Sono con te
    Non so se l'una o l'altra... o l'una e l'altra
    Ma so!

  • 02 marzo alle ore 17:11
    A cuore scalzo

    Verranno forse a visitarci

    delle panchine in sogno-

    i passi rumorosi ci scorderemo 

    alla prima neve.

    -Inveni portum- così inizia la fiaba

    di calici e di schiuse: a ogni stagione 

    basta il suo cuore scalzo.

    Ci trascini una stella

    a precipizio

    nell'alfabeto d’oro.

  • 02 marzo alle ore 13:27
    I diritti delle donne

    I fatti di cronaca nera
    riportati dai giornali
    sono pieni di atti
    violenti contro le donne
    solo gli uomini possono
    fare carriera nel mondo
    del lavoro ed avere
    posizioni di prestigio
    sono state poche
    le vere conquiste delle donne
    purtroppo tutto si dimentica
    e si calpesta in nome dell’arroganza
    e dell’orgoglio maschili
    nonostante tutto o donne
    non cessate di lottare
    per i vostri diritti
    anche se è difficile
    vincere la battaglia.
     

  • 01 marzo alle ore 23:31
    Albumi noi

    Quanti albumi
    hanno avvolto di noi
    il primo gracile
    fermento di vita
    Sempre nati
    nel liquido c'avvolge
    il perpetuo nascere
    Feti abbracciati
    nel sogno di vita
    - noi -
    Gusci fragili
    per contenere noi
    Albumi sempre gravidi
    - noi-
    Centro di cielo e d'universo
    - noi -
    Universi noi d'albumi:
    - feti -
    votati a nascere mai
    Vibranti 
    gaudio d'esser
    perenne gracile fermento
    di noi
    Così ti ho nel ventre sempre
    Così mi hai nel ventre sempre.

  • 01 marzo alle ore 23:15
    Vento

    Vento
    vento
    togli le mie radici
    fammi essere te una volta soltanto
    e vagare senza mèta
    accarezzando le cose,
    esistere e basta
    sfiorando qua e là il passo
    di chi va di fretta
    per seguire uno scopo importante,
    per spostarglielo più in là 
    come un fauno dispettoso
    perché gli possa piacere la corsa,
    fammi essere la tua voce
    che sussurra al suo spirito
    che il mattino ha un canto
    e che una folgia che cade
    da un brivido alla terra.

  • 01 marzo alle ore 21:19
    (23) La grandezza di Francesco

    Chi e quale scienza potrà illuminare
    intreccio de l’intrecciata cosmica
    Vita, se Dio è a dettar tale pratica?
    Stolto colui, pur grande luminare,
     
    che mente d’uomo volesse alienare
    ducendo fisica ed anco chimica,
    ignorando realtà scienza  mistica,
    e, sì, Autor natura soverchiare.
     
    Per quanto scienz’umana si tormenti,
    mai giungerà toccare quel confino,
    i cui paletti l’ha posti il Divino.
     
    E per Francesco mai saran più menti,
    a districar grandezza d’avvenimenti,
    che solo Iddio conosce tal cammino.
     
     

  • 28 febbraio alle ore 23:10
    Lingue sconosciute

    Parla lingue sconosciute
    l’onda frastagliata
    in un attimo di vento tutto suo
    -il verso non è un segno di addio
    né di permanenza-
     
    c’è un sospiro basso; scava dalla schiuma
    solo quando il bianco torna dentro
     
    è dopo: il legame col vuoto
    come il muovere del gambero,
    il fascino di non vedere dove porta

  • 28 febbraio alle ore 22:40
    Leggeri sorrisi

    Ovatte di pace
    all'ora del meriggio

    infondi ai cuori

    mio mare

    mutevole nei tuoi colori

    nel fruscio dell'onde

    solcate dalle barche
    che stanche tornano a riva

    E ride una tortorella
    che felice passeggia

    attardandosi solitaria

    beccando qua e là

    nell'attesa del buio
    e tornar al suo nido

    Sublime visione

    a dar agli occhi
    immenso piacere

    rimane il vedere

    a far da sposo
    al mio raccontare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 28 febbraio alle ore 22:38
    La violenza ha tante parole... gelosia

    E ti prenderesti a schiaffi

    per questa tua fragilità
    mai trattenuta

    che ti fa vivere ancora
    d'impeto e turbamenti

    Groppi in gola
    che salgono e scendono

    tutto sempre in fretta

    corse a cento all'ora
    che invadono d'euforie
    e di passioni sfrenate

    fino a schiantarsi
    su traumatiche delusioni
    e risentimenti feroci

    a cancellarne ricordi
    colori e entusiasmi

    Lei che si sente la "padrona"
    a cui gli altri devono riverenza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati