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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 ottobre 2018 alle ore 9:14
    Bruciori di stomaco

    Alla fine della cernita mi son ritrovato da solo in quella rete di frutti fragranti raccolti per terra lungo i filari della miseria lasciandomi con i pensieri a spandersi a cascata clandestino in questo mondo Mi vesto di fedeltá e coraggio cercando di essere vero figlio del mio vivere nei colloqui senza padroni che nel rigetto delle critiche vorrebbero cambiarmi la vita E io col cuore gonfio di germogli sperimento le mie sementi rimanendo Spirito e Mente nella serenitá dell'anima . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2018 alle ore 9:13
    E il cielo piange

    Arriva la pioggia dal mare abbracciata al maestrale veloce cammina nel vento portando con sé passione e tormento E di speranze d'amore ne son piene le gocce nell'alitar di vita i pensieri e i sogni son culle e son risa c'ammaestran coscienze ognuna stanca del tempo che fugge e dei rumori del mondo nell'umilta' di vagabondare con il proprio futuro . Cesare Moceo poeta destrerodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2018 alle ore 9:12
    Le mie grida d'amore al mondo

    Raccolgo ogni giorno dai cespugli che la natura e la vita mi han donato e che germogliano nella mia interioritá al riparo del passare del tempo un petalo dal fiore del mio destino lasciando gli altri a fiorire spettatori silenziosi del domani d'ogni uomo Io artista incompleto col mio carattere istrionico che non puó chiedere di piu' alla sua vita penso al talento dei giovani e alle loro gioie segnali visibili d'ambizioni future donando loro a mia volta la voglia di respirare al chiarore delle rime e affrontare tempeste e serate di gala . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2018 alle ore 9:11
    Fotosintesi

    Pianta umile e trascurata clorofillo i giorni col dar d'importanza a umilta' e trascuratezze in cui intravedo ombre nefaste che oscurano le Verita' Attendo ancora gesti che conciliano con la vita sorrisi e carezze per ricominciare i giorni innamorarmi dei sogni nella mescolanza di fantasia e speranza e acquetare la coscienza E lego il mio vivere a impressioni d'essenze che aiutano a proteggermi da siccita' e quiescenze . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2018 alle ore 9:09
    Ciò che basta per vivere

    "...geme il mio andare attorniato d'agonie"(Cesare Moceo) Ascolto stamani il mugugnare del vento c'accarezza ancor lieve la sabbia e i miei piedi nella loro abitudine di portare a spasso i pensieri Geme il mio andare attorniato d'agonie e di caduche creste ultimi attimi di onde ormai senza vita che s'adagiano a riva a nutrire il futuro E lá io testimone vivente di quel miracolo apparente comprendo la morte e il suo essere vita . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre 2018 alle ore 9:07
    Un inutile battito d'ali

    Giorni a camminare ritto sui capelli capovolto nell'Essere a testa in giú per avvicinare i pensieri alla terra E non stupitevi dell'ironia della mia incoscienza compiacente al destino in fondo cosa sono io se non un inutile battito d'ali a donare inquietudini da una tastiera . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 24 ottobre 2018 alle ore 18:15
    Mano sul cuore

    Vorrei stringerti la mano
    Metterla sul mio cuore
    Proprio lì...dove fa male

    Per darmi calore
    Per lenirmi il dolore
    Per farti sapere...

    Per ricordarmi che
    Non sarò mai solo
    Qualunque cosa la vita
    Abbia deciso per noi

    Per aiutarmi ad esser forte

    Sì...proprio sul cuore

    Per farti capire e sentire
    Il bene che ti volevo

  • 24 ottobre 2018 alle ore 16:08
    Autunno

    Sul viale d'autunno
    Stan nudi i rami di tiglio

    Silenzio di attesa

  • 23 ottobre 2018 alle ore 21:34
    Medium

    Ho sorretto colonne 
    di spirito
    Innalzandole 
    a palazzi 
    di cielo

    Solo per sentire 
    di più 
    Solo per amare
    di più

    Amplifico sogni
    Mettendo 
    il destino
    al guinzaglio
    Dall'inferno
    all'ultimo cerchio

    Ho dipinto la voce
    Nell'alfabeto di carne
    Dove nell'abissale
    urna
    Sboccia
    L'Altissima Anima

    Vieni a guardarmi
    Vieni a guardare da vicino
    l'odore
    del tuo simile 

  • 23 ottobre 2018 alle ore 16:55
    Il re mesto (Acrostico in tre haiku)

    Il suono mesto
    logora corde lise
    Resta l’autunno
     
    Embrici lenti
    mingono foglie morte
    Erode il cuore
     
    Sogni di prati
    Templi di seni mossi
    ornano il limbo

    Ispirata a "La tristezza del re" (1952) di Henri Matisse (1869-1954)
     

  • 23 ottobre 2018 alle ore 16:52
    L'autunno (Acrostico - Haiku e Tanka)

    Lento il bastone
    Annaspa nel fogliame-
    Una panchina
     
    Tende una mano
    Un bambino al tramonto-
    Nell'altra un fiore
     
    Nuvole dense espandono
    Ozi amari di rughe

  • 22 ottobre 2018 alle ore 19:06
    Baratto la tua indifferenza

    baratto la tua indifferenza 
    al mercato dell'artificio
    la tengo stretta
    lungo le strade dell'inferno

  • 22 ottobre 2018 alle ore 19:04
    Mi è amico il ramarro (Accidia)

    Mi è amico il ramarro, fedele
    nell’ozio di sole
    sul greppo, che inquieto si torce
    a bugna di calce
    in cumulo a nervi d’oblio.
    S’inerpica fermo
    appeso al fioretto dell’orto
    e cuoce trafitto
    nell’occhio, da spina di seccia.
    L’insidia si cela
    nell’erba dell’ombra, in anfratti
    attende la biscia
    e al cielo pulito si fissa
    ne mima il respiro
    e il colore, ingolla sostanza
    di ruggine e miele:
    un bacio feroce s’incanta
    di brivido, beve.
    L’ardore è dipinto sul gozzo
    e il morso disvela
    l’errore, ridesta dal sonno
    un labbro d’autunno.
    Il muso del sauro protende
    deciso alla serpe
    che cova nel buio: si sfalda
    in mano la rosa
    con l’indaco e l’oro del drappo.
    Come il sole - statua
    che scalda lontano - lui pesca
    nell’animo umano
    sua esca una spugna su tutto
    sul tempo che cessa
    poi l’amo trapassa la gola
    del mostro, conquista
    la quiete perenne d’impulso
    e vive in un guizzo.
     

  • 22 ottobre 2018 alle ore 18:27
    Due ore la linea dell'acqua

    E ora, due ore e piove
    è soglia
    scompone e quanto premono
    le cose che si fermano,
    fogli e appunti di giardini
    diari di crochi rinsecchiti.
    Indulgenza al bisogno
    le smagliature all’àncora del giorno
    -non si hanno dita a volte
    che per le quantità
    e in trasparenze fugge l’aria dai rastrelli.
    Al fianco l’oblio in forma corporea
    migrazione scomparsa dentro
    a rigirarsi e non trovare
    -sdoppiato consenso dell’essere
    tra calcine d’autunno 
    e tutti i velluti tagliati addosso.
     
     

  • 22 ottobre 2018 alle ore 16:52
    Urga

    Quel silenzioso
    urlo
    d'amore!

  • 22 ottobre 2018 alle ore 14:31
    Con te sempre cose belle

    Tanto tempo fa ti conobbi 
    Quando nel cuor mi entrasti 
    All' improvviso come un lampo
    Che mai più abbandonasti

    Mai tanto nessuna desiderai 
    Mai stata una stranezza
    Con te sempre cose belle
    Soprattutto la contentezza

    Adesso scrivo del sentimento
    Che mi ha preso tanto il cuore 
    Perché ti penso sempre
    Con la mente e con amore

    Col sorriso subito mi turbasti
    Facendomi allor capacitare
    Che per tutta la vita eternamente
    Sempre con te volevo stare

    Tante cose ho anche capito
    Nei momenti di dolore 
    Che la mia vita senza te
    È come un fiore senza colore

    Non essendoci adesso più
    In questi momenti di dolore
    La mia vita sarà triste
    Come un mondo senza amore

    Come un cielo senza sole
    Come una serata non stellata
    Che ti butta proprio giù
    Come una musica stonata

    Una cosa sola adesso 
    Mi tormenterà sicuramente
    Quella di non vederti la mattina 
    Accanto a me continuamente

  • 22 ottobre 2018 alle ore 13:57
    Quel sorriso che s'affida

    Quel sorriso che s'affida
    mi trafigge
    e l'uccido con l'oblio.

  • 22 ottobre 2018 alle ore 13:48
    Come nel mito di Proserpina

     
    Curioso il perpetuo vital ciclo
    dell’Arum italicum,il bianco gighero,
    che al mito di Proserpina fa memoria:
    di Pluton sposa nell’Ade buia tetra
    negli invernal mesi e di Cerere figlia
    nel mieter lieta biondi messi nell’estate,
    e di Fregoli il funanbolico mutar veloce
    che bucando il terren alla vita diurna
    lentamente  torna al giunger dell’autunnal
    stagione e  qui larghe foglie belle verdi
    rigogliose, in primavera poi sottil bianca
    elegante infiorescenza mostra del bianco
    fiore madre e in giugno al ciel calor
    donando il rosso frutto quell’insiem
    di bacche ostenta, lei che con quel calor
    poi si dissolve e dal terren scompare
    ma non muore e  lì sotto bulbo solitario
    vive per ritornar nel tempo a diurna vita
    ……………………………………………… 
     
     

  • 22 ottobre 2018 alle ore 13:25
    Il mutar delle foglie

    Dagli alberi cadono le foglie
    non più cambiando colore
    si accumulano per strada e sui marciapiedi
    tutte ingiallite per lo smog
    non più segno d’autunno
    salutano l’inverno ormai alle porte
    solo il vento disperde le fragili foglie
    per l’eternità dorate
    senza pur breve posa.

  • 22 ottobre 2018 alle ore 13:00
    Trilogia del piacere =3=

                                                                                        da: Patrizia Valduga

    Galleggia
    nel mio 
    sperma
    fuoruscito
    dal tumulto:
    non annegare
    - amor mio -
    galleggia,
    e poi
    avvinghiati
    forte a me
    nuovamente
    per un'altro amplesso
    di disperazione
    e speranza.

  • 22 ottobre 2018 alle ore 12:52
    Trilogia del piacere =2=

    Notte di luna
    piena
    brilla
    sul tuo corpo
    baciato
    dal vento
    sui tuoi 
    turgidi seni
    riverbera
    la voglia mia
    di te
    la mania
    quella dolce
    malattia
    che ho
    di penetrare
    col mio sesso
    negli spiragli
    più reconditi
    della tua anima
    fino a farti
    gemere
    di piacere...
    e poi
    morire
    insieme,
    divorati
    dal tempo.
     

  • 22 ottobre 2018 alle ore 12:47
    Entonces

    Non avrei mai immaginato
    che una pianta carnivora
    potesse andare d’accordo
    con una margherita…

    Eppure tuttora ci sei ancora:
    mi supporti e mi sopporti,
    mi fai stare bene,
    mi fai sorridere sinceramente…
    sei una delle gioie più belle
    che la vita potesse mai donarmi,
    una delle pochissime persone
    di cui posso davvero fidarmi,
    su cui posso sempre contare,
    che non mi fa mai sentire solo…

    Mi dispiace per tutte le volte
    che viene fuori il mio lato peggiore:
    mi manca il coraggio necessario
    a rimarginare certe ferite,
    le cui cicatrici mi fanno troppo male,
    e non sono in grado di liberarmi
    di certi scheletri nell’armadio.

    Nonostante questo e molto altro,
    hai scelto di rimanere al mio fianco
    e non abbandonarmi come tanti altri,
    perché vedi in me qualcosa
    che non sono in grado nemmeno di guardare.

    Non ti ringrazierò mai abbastanza di tutto:
    per tutte le volte che giochiamo insieme,
    per tutte le volte che mi rendi felice,
    per tutte le volte che mi aiuti,
    per la poesia e la canzone che mi hai dedicato,
    per le bellissime cose che pensi di me,
    per la collana che mi hai regalato,
    e chissà quanto altro ancora…

    Purtroppo non sono bravo con le promesse,
    ma di una cosa sono molto più che sicuro:
    non voglio perderti per nessun motivo,
    perché sei troppo importante per me,
    e voglio che tu faccia parte della mia vita
    ogni giorno!

    Te amo Gab!
    Ich mag dich Gab!

  • 22 ottobre 2018 alle ore 11:37
    Onde a me care

    Pensieroso guardo il mare/le onde alte a me care
    Quando da bambino scriteriato/le prendevo tutto sfacciato
    Senza paura le cavalcavo/di mio padre non mi spaventavo
    Le guardo adesso senza senso/perché a te soltanto penso
    Ormai unica e certa cosa/ti tratto come una fresca rosa
    Sempre bene mi fai vivere/di più non posso chiedere

  • 22 ottobre 2018 alle ore 10:31
    Un fiotto di luce

    Durante i miei lunghi inverni, ho visto luoghi freddi e desolati.
    E mentre percorrevo le nebbie del tempo, un fiotto di luce ha aperto uno spiraglio, lasciandovi passare uno sguardo.
    Adesso il sole splende ancora e ogni brutto ricordo è dimenticato, perso nell'oblio.
    La luce inonda la mia anima, porta serenità e amore. Lascia aperte porte che prima erano assurdamente chiuse.
    Lascia aperto il cuore ad un nuovo giorno..

  • 22 ottobre 2018 alle ore 8:54
    Il conforto dell'anima

    Vivo in un paesaggio, che arricchisce ogni singolo giorno della mia vita. (Cinzia Marsala) Seguo la strada con gli occhi persi tra i miei mille pensieri che vagano liberi e senza meta a brucare sui prati verdeggianti di questo giorno avvolto nelle sfumature del lucente mattino scintillanti ai raggi del sole di questo falso autunno illuminato del loro riflesso mentre lassù nel cielo i gabbiani svolazzano felici rincorrendosi tra loro nella sinfonia ripetitiva del loro garrire Cosí trascorro le mie ore tra i ricordi e lo scrivere e il donare vie di fuga al mio Essere in germogli di sfoghi sbocciati nell'anima in cerca ancora del suo conforto . Cesare Moceo poeta destrierodoc @ Tutti i diritti riservati